Le campane di Montemonaco e la gioia dell’essere insieme

Domani nel mio “paese del cuore”, Montemonaco, sui monti Sibillini, si terrà un insolito concerto di campane. Tutte o quasi le campane delle frazioni, recuperate dopo il terremoto, sono state “incastellate”, credo si dica così, assieme e verranno fatte suonare.

Se ricordo bene quanto ho letto, anche ai bambini sarà dato modo di farle rintoccare con una apposita “tastiera”.

Me le ricordo bene tutte o quasi quelle campane. Quelle di San Benedetto a Montemonaco o di Isola San Biagio spesso le ho anche fatte suonare o suonate, a corda, in prima persona.

E’ bella la campana. Il suo suono è bello. Ma è bello soprattutto il suo significato. Perchè richiama all’idea stessa di non essere soli, di essere comunità, di essere popolo.

Richiama alla bellezza dello stare insieme. Richiama alla giustizia infallibile del tempo, al tempo che è dono del Signore. Al tempo che passa uguale per ogni uomo ed ogni donna. Al tempo terreno che ha un’inizio (lo scampanio festoso per una nascita) ed una fine (le campane a martello per chi ritorna al Padre).

Richiama alla festa, alla gioia del Risorto… la Distesa… Richiama alla preghiera… il Cenno, l’Ave Maria, il Vespro…

Di fondo richiama alla comunità dicevo, all’essere comunità ecclesiale, all’essere chiesa.

Perciò oggi, in tempi di solitudini, di solipsismo, di suoni indistinti, a tanti la campana non piace.  Perchè oggi molti, troppi, amano vivere da soli, amano il loro privato, hanno trasformato il silenzio della preghiera nel silenzio del frastuono.

Eh, si, perchè il frastuono può essere silenzioso. Macchine, musiche, cellulari, televisioni, suonerie degli smartphone, che ci assordano ai rumori veri, ai richiami vivi dell’altro o dell’altra, alla campana che suona per te, per me, per tutti.

 

Campane di Montemonaco (foto ripresa da Mimma Bei)
Campane di Montemonaco (foto ripresa da Mimma Bei)

 

Campane di Montemonaco (foto ripresa da Piceno Time)
Campane di Montemonaco (foto ripresa da Piceno Time)