Chi crede non tace – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Chi crede non tace

«Voi chi dite che io sia». Luca 9:18

A Cesarea di Filippo, Gesù ha uno dei suoi colloqui con il gruppo dei discepoli.

Dopo aver chiesto in merito alle voci che circolavano sulla sua persona, chiede loro di esprimere quanto pensavano e/o credevano. L’azione del “dire” si rivela fondamentale: è punto centrale tra il “pensare” e il “credere”.

Siamo di fronte al non ancora pronunciato “Mi sarete testimoni”. Chi ha creduto non può restare in silenzio, innanzitutto di fronte al Maestro.

La nostra sequela di Lui non può lasciarsi condizionare dalle opinioni altrui sul Suo conto.

Siamo sollecitati a dire la nostra e a far sentire la nostra voce. La tempestività di Pietro nella risposta “Il Cristo di Dio” va oltre le affermazioni ascoltate.

Per afferrare chi sia il Maestro è necessario essere con Lui, così come per conoscere una persona occorre frequentarla. Il sentito dire non è sufficiente.

Nel momento in cui si è maturato la consapevolezza di chi Egli è per noi, il pensiero e i sentimenti devono trovare espressione orale, proprio come tra la testa e il cuore c’è la bocca.

Chi ha conosciuto, chi ha sperimentato non potrà restare in silenzio.

 

Le parole

Le parole non sono altro che la continuazione dei nostri pensieri che, a loro volta, suscitano altre riflessioni, associazioni di idee ed emozioni, in base alla percezione che se ne ha. Con le parole si può consolare o far soffrire, si può illudere o disilludere, si può incoraggiare o anche prendere a schiaffi. Comprendere di possedere una tale potenzialità e forza comporta il rischio di inorgoglirsi.

Scrive l’apostolo: «Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, la lingua contamina tutto il corpo, infiamma il corso della vita ed è infiammata dalla Geenna» (Giacomo 3:6). Egli parla di iniquità per intendere che in essa si può rinchiudere tutta la cattiveria immaginabile. Basti riflettere che Gesù è stato condannato a morte perché accusato ingiustamente di aver bestemmiato il nome di Dio. Egli è finito sulla croce perché una folla ha pronunciato un nome, Barabba. È stato crocifisso perché un uomo se ne “lavò le mani”. Su quella croce utilizzò un’espressione che ha aperto i cieli per noi “Tutto è compiuto”.

 

Triste ricorrenza

Il 6 agosto del 1945 una bomba atomica statunitense piombava su Hiroshima: oltre duecentomila vittime e danni che durano fino a oggi. Mai più guerre e genocidi, distruzione e odio. Dio ci aiuti a costruire! Purtroppo c’è una “bomba atomica” che spande veleni nell’aria e nel sottosuolo nella cosiddetta Terra dei fuochi, l’odierna Hiroshima o Nagasaki. Un’altra potrebbe essere considerata quella del “terrorismo” che sta mietendo vittime ogni giorno a tutte le latitudini, privando molti della serenità di uscire di casa e recarsi in luoghi pubblici e affollati. Mentre ci chiediamo se c’è modo di fermare queste carneficine, la nostra anima si volge in preghiera a Colui che tutto può.

Chi crede non tace - Devotional
Chi crede non tace – Devotional

Lettura della Bibbia

31 luglio         Salmi 140-141; Ebrei 5-6

01 agosto        Salmi 142-143; Ebrei 7-8

02 agosto        Salmi 144-145; Ebrei 9-10

03 agosto        Salmi 146-147; Ebrei 11-12

04 agosto        Salmi 148-149; Ebrei 13; Giacomo 1

05 agosto        Salmi 150; Proverbi 1; Giacomo 2-3

06 agosto        Proverbi 2-3; Giacomo 4-5