Tu sei il Cristo, tu sei la Verità

Tu sei il Cristo, tu sei la Verità

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». 
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 

(Matteo 16:13-16)

Tu sei il Cristo, tu sei la Verità
Tu sei il Cristo, tu sei la Verità

Questa la prima parte del Vangelo che oggi sono stato chiamato a proclamare durante la Liturgia. Ed è un Vangelo chiarissimo per chi lo vuole intendere.

Il Cristo è il Solo Signore, il Cristo è il Solo Salvatore, il Cristo e solo il Cristo è la Via, la Verità e la Vita. Giustamente il predicatore oggi sottolineava come oggi si tenda a parlare di tante verità, di tante sapienze, di tanti profeti e profezie.

Ma la Verità è Una, ed il Cristo, il Verbo fatto uomo, la Parola di Dio dall’eternità. Non esiste la Verità nelle altre fedi, nelle altre credenze, nelle altre religioni, nelle altre sapienze.

Semi di verità

Esistono, come dice il Concilio Vaticano II in ambito cattolico, semi di verità, semi di bontà, ma la Verità è Una ed è il Cristo. Come scrisse Joseph Ratzinger (poi Benedetto XVI) presentando la dichiarazione “Dominus Iesus” nell’anno 2000 (i grassetti sono miei):

Via alla salvezza è il bene presente nelle religioni, come opera dello Spirito di Cristo, ma non le religioni in quanto tali.
Ciò è del resto confermato dalla stessa dottrina del Vaticano II a proposito dei semi di verità e di bontà presenti nelle altre religioni e culture, esposta nella Dichiarazione conciliare Nostra Aetate: 

“La Chiesa nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini”(NA, 2).

Tutto ciò che di vero e buono esiste nelle religioni non deve andare perduto, anzi va riconosciuto e valorizzato. Il bene e il vero, dovunque si trovi, proviene dal Padre ed è opera dello Spirito; i semi del Logos sono sparsi ovunque.

Ma non si possono chiudere gli occhi sugli errori e inganni che sono pure presenti nelle religioni. La stessa Costituzione Dogmatica del Vaticano II Lumen Gentium afferma: ” Molto spesso gli uomini, ingannati dal Maligno, vaneggiano nei loro pensamenti, e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore” (LG, 16).

Una religione non vale l’altra!

E’ comprensibile che in un mondo che cresce sempre più assieme, anche le religioni e le culture si incontrino. Ciò non conduce soltanto ad un avvicinamento esteriore di uomini di religioni diverse, bensì anche ad una crescita di interesse verso mondi religiosi sconosciuti. In questo senso, in ordine cioè alla conoscenza reciproca, è legittimo parlare di arricchimento vicendevole.
Ciò però non ha nulla a che vedere con l’abbandono della pretesa da parte della fede cristiana di aver ricevuto in dono da Dio in Cristo la rivelazione definitiva e completa del mistero della salvezza, e anzi si deve escludere quella mentalità indifferentista improntata ad un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l’altra” (Lett. Enc.Redemptoris missio, 36).

La stima e il rispetto verso le religioni del mondo, così come per le culture che hanno portato un obiettivo arricchimento alla promozione della dignità dell’uomo e allo sviluppo della civiltà, non diminuisce l’originalità e l’unicità della rivelazione di Gesù Cristo e non limita in alcun modo il compito missionario della Chiesa:

“la Chiesa annuncia ed è tenuta ad annunciare, incessantemente Cristo che è la via, la verità e la vita (Gv 14,16) in cui gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa e nel quale Dio ha riconciliato a sé tutte le cose” (Nostra Aetate, 2).

La piena verità è in Cristo

Nello stesso tempo queste semplici parole indicano il motivo della convinzione che ritiene che la pienezza, universalità e compimento della rivelazione di Dio sono presenti soltanto nella fede cristiana. Tale motivo non risiede in una presunta preferenza accordata ai membri della Chiesa, né tanto meno nei risultati storici raggiunti dalla Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno, ma nel mistero di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, presente nella Chiesa.

La pretesa di unicità e universalità salvifica del Cristianesimo proviene essenzialmente dal mistero di Gesù Cristo che continua la sua presenza nella Chiesa, suo Corpo e sua Sposa. Perciò la Chiesa si sente impegnata, costitutivamente, nella evangelizzazione dei popoli.

Anche nel contesto attuale, segnato dalla pluralità delle religioni e dall’esigenza di libertà di decisione e di pensiero, la Chiesa è consapevole di essere chiamata “a salvare e rinnovare ogni creatura, perché tutte le cose siano ricapitolate in Cristo e gli uomini costituiscano in lui una sola famiglia e un solo popolo” (Decr. Ad Gentes 1).