La Natività di Maria secondo Sant’Andrea di Creta

La Natività di Maria secondo Sant’Andrea di Creta

La seconda lettura dell’Ufficio delle Letture di oggi parla del duplice beneficio che è derivato a tutti noi credenti dal “Fiat” dal “Si” senza riserve di Maria alla Parola di Dio come le fu rivolta dall’angelo. Nel giorno in cui le tradizioni cattolica ed ortodossa ricordano la nascita della Vergine.

L’immagine simbolo per il sottoscritto è quella che segue, ripresa dal mosaico absidale della Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove ho… studiato il catechismo e i Vangeli stupendomi davanti ai brillanti mosaici medievali del Cavallini.

La Natività di Maria
La Natività di Maria

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

(Disc. 1; PG 97, 806-810)
Le cose vecchie sono passate,
ecco ne sono nate di nuove

«Il termine della legge è Cristo» (Rm 10, 4).

Si degni egli di innalzarci verso lo spirito ancora più di quanto ci libera dalla lettera della legge.
In lui si trova tutta la perfezione della legge perché lo stesso legislatore, dopo aver portato a termine ogni cosa, trasformò la lettera in spirito, ricapitolando tutto in se stesso.

La legge fu vivificata dalla grazia e fu posta al suo servizio in una composizione armonica e feconda. Ognuna delle due conservò le sue caratteristiche senza alterazioni e confusioni.

Tuttavia la legge, che prima costituiva un onere gravoso e una tirannia, diventò, per opera di Dio, peso leggero e fonte di libertà.

Non siamo più schiavi

In questo modo non siamo più «schiavi degli elementi del mondo» (Gal 4, 3), come dice l’Apostolo, né siamo più oppressi dal giogo della legge, né prigionieri della sua lettera morta.

Il mistero del Dio che diventa uomo, la divinizzazione dell’uomo assunto dal Verbo, rappresentano la somma dei beni che Cristo ci ha donati, la rivelazione del piano divino e la sconfitta di ogni presuntuosa autosufficienza umana.

La venuta di Dio fra gli uomini, come luce splendente e realtà divina chiara e visibile, è il dono grande e meraviglioso della salvezza che ci venne elargito.

Il duplice beneficio

La celebrazione odierna onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio.

La beata Vergine Maria ci fa godere di un duplice beneficio: ci innalza alla conoscenza della verità, e ci libera dal dominio della lettera, esonerandoci dal suo servizio. In che modo e a quale condizione? L’ombra della notte si ritira all’appressarsi della luce del giorno, e la grazia ci reca la libertà in luogo della schiavitù della legge.

La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento. Mostra come ai simboli e alle figure succeda la verità, e come alla prima alleanza succeda la nuova.

La Creazione esulti e canti di gioia

Tutta la creazione dunque canti di gioia, esulti e partecipi alla letizia di questo giorno. Angeli e uomini si uniscano insieme per prender parte all’odierna liturgia. Insieme la festeggino coloro che vivono sulla terra e quelli che si trovano nei cieli.

Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.