Lo spirito della liturgia secondo Joseph Ratzinger

Lo spirito della liturgia secondo Joseph Ratzinger

Un libro letto ad inizio settembre, della San Paolo, giunto alla quarta edzione, scritto da Papa Benedetto XVI quando ricopriva ancora, regnante Giovanni Paolo II, la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Introduzione allo spirito della liturgia
Introduzione allo spirito della liturgia

L’opera, come fa notare la quarta di copertina, riprende parte del titolo dell’opera Lo spirito della liturgia, di Romano Guardini, ed è un opera che oltre a dare grandi stimoli per la contemplazione dell’opus Dei per eccellenza, la liturgia, si pone anche in polemic con le mancanze e gli eccessi della messa in pratica della cosiddetta riforma liturgica post conciliare.

Che, io credo, da tempi non sospetti, abbia gettato dalla finesta in tanti casi “il bambino con l’acqua sporca”, abbia trascurato la bellezza ed il mistero che promanavano e tuttora promanano dal modo antico di celebrare la duplice mensa della Parola e dell’Eucaristia nella Chiesa Cattolica.

Comunque la si pensi in proposito, è senz’altro un lavoro che vale la pena di leggere e di studiare con attenzione. Che conferma le doti di finissimo studioso ma soprattutto di amorevolissimo credente e di liturgista di prim’ordine di Benedetto XVI.

Non è più tempo di sperimentazioni, io credo, ma di tornare alla purezza del culto al Signore. Nei modi più belli che ci è stato dato modo di conoscere.

Bellissimi i capitoli sull’orientamento (avete mai riflettuto sul fatto che significa “cercare l’Oriente”, rivolgersi all’Oriente, alla salvezza che viene da Oriente?), sulle immagini, sulla musica, sul rapporto tra corpo, le sue posizioni e la liturgia.

Pentecostali, anima e cuore?

Pentecostali, anima e cuore

Pentecostali

Pentecostali, è scritto come titolo del numero della rivista Jesus di settembre. Jesus è una rivista cattolica, tra le tante edite dalla San Paolo.

Pentecostali, anima e cuore
Pentecostali, anima e cuore

Ma non sono cattolici tutti quelli che ci scrivono.

In questo caso l’articolo sul fenomeno della crescita delle chiese cristiane pentecostali è firmato da Federica Tourn, un cognome valdese doc, ho pensato quando l’ho visto.

Ed il modo di scrivere e comporre l’articolo me l’ha confermato.

Pentecostali, anima e cuore

Intendiamoci. L’articolo è scritto bene, è ben documentato, ma già il domandarsi se il futuro della Riforma sarà tutto “anima e cuore”  lo trovo tutto un programma.

Anima e cuore” è un chiarissimo riferimento all’espressione campana, resa celebre dalla canzone napoletana degli anni Cinquanta, “Anema ‘e core“.

Fa riferimento al fatto che è soprattutto in Campania che il movimento pentecostale è in crescita; una crescita a mio avviso non solo numerica ma anche di qualità teologica, nella predicazione, nella testimonianza cristiana fedele alla Scrittura.

Ma si capisce dai toni che all’autrice la cosa non piace… che preferisce le chiese riformate storiche; nell’articolo si controlla, ma basta vedere il suo profilo Facebook dove le chiese pentecostali sono definite dai commentatori del post con cui pubblicizza il suo articolo come fondamentaliste, antintellettuali, antifemministe ed omofobe

E dove un pastore valdometodista si interroga se questo non sia il futuro non solo della Riforma ma di tutto il Cristianesimo. Per citare poi un altro valdese che spera… nell’influsso di Papa Bergoglio (ma forse non ha letto o ascoltato le sue ultime predicazioni su temi come la famiglia e la difesa della vita…).

Collegamenti

Un collegamento con quanto scrivevo oggi sul mio profilo Facebook commentando un altro articolo di giornale:

Cristiani cattolici, protestanti ed ortodossi che si uniscono nella difesa dei valori non negoziabili (la vita in primis) sulla base della Parola di Dio e dell’antica tradizione dei Padri.

Per fortuna lo Spirito soffia dove vuole lui, e non dove vorrebbe il mondo…

Il signor Parroco ha dato di matto

Il signor Parroco ha dato di matto
Il signor Parroco ha dato di matto

Il signor Parroco ha dato di matto

Un libro appena uscito, edito dalla San Paolo, che ho preso su consiglio del mio amico Fabio Bartoli, che ha smesso di fare il Parroco il 1 settembre e… si è murato in ospedale come Cappellano! Scherzo Fabio eh? Meglio precisare che con quelle manone che ti ritrovi!!!

Davvero divertentissimo, alla Guareschi come diceva lui. Me lo sono letteralmente divorato in due ore di lettura.

Per chi volesse prenderlo su Amazon!

Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln

Letta oggi prima dell’inizio delle lezioni nella nuova scuola di mia figlia Sara, che oggi parte con l’avventura delle scuole medie inferiori.

Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln
Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln

Il testo della lettera

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo. Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e lo esorti a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione. Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e gli insegni ad avere fiducia anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro

Nello splendore della santità: la liturgia riformata

Nello splendore della santità

Un bel libro letto alcuni mesi fa. I fratelli della CLC, la libreria cristiana evangelica di Via Curtatone, a Roma me ne hanno chiesto una breve recensione che ho deciso di condividere anche con i lettori del mio blog.

L’adorazione al centro

Direi che il tema dell’adorazione è quello centrale per tutta l’opera. Del resto, uno dei Sola della Riforma recita “Soli Deo Gloria“.

Non esiste nè mai esisterà un compito più alto, nè per il singolo cristiano, nè per la Chiesa, di qualsiasi confessione cristiana, riformata e non, di quello della liturgia, del servire Dio, dell’onorare e servire il Signore.

Le diverse forme di adorazione

Esistono, certo, diverse forme di adorazione, non solo tra le diverse confessioni cristiane, ma anche in quella che si può a ben diritto chiamare la “galassia” riformata.

Condivido con l’autore il pensiero che si debbano recuperare la semplicità dei gesti, la centralità assoluta della Parola di Dio, l’uso antico del canto dei Salmi, il non dover per forza rincorrere un moderno ed una modernità che sono assai più, trovo, sintomo di una secolarizzazione crescente della liturgia, e che, anzichè rendere lode a Dio, cercano piuttosto il favore del mondo.

Jon Payne è fedele ad uno dei più importanti catechismi riformati, il Catechismo Minore di Westminster, che afferma con forza che “lo scopo primario dell’uomo è glorificare Dio e gioire in lui per sempre”.

Un percorso chiaro: fedeltà assoluta alla Parola di Dio, un servizio, una liturgia completamente dedicata al Signore, la santità dell’uomo che riconosce che adorare il Signore è la sola cosa piena di senso che egli possa fare; e che deve farlo come il Signore stesso gli ha indicato.

Sembra tutto così semplice…

Ma l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono… (Salmo 48:13.21)

Nello splendore della santità
Nello splendore della santità

Breve vademecum prevaccinale – di Stefano Montanari

Riprendo dal suo blog per dare la massima diffusione a questo suo utilissimo post.

Che fare? Questa è una delle domande che mi arrivano a raffica.

Non è affatto raro che la vaccinazione induca effetti indesiderati di varia natura, di diversi gradi di gravità e con manifestazioni evidenti secondo tempistiche differenti. Alla Farmacovigilanza arrivano denuncie relative solo ad  una minima parte dei casi ed è su quelle che si fanno le statistiche, statistiche, perciò, ampiamente sottostimate.

Molto in breve, ecco le precauzioni da prendere:

 

VADEMECUM PER MAMMA E PAPA’ CON BIMBI DA VACCINARE

 

1 –       Il medico deve prima di tutto verificare che il vostro bambino sia sano e non abbia malattie in atto.  Opporsi temporalmente alla vaccinazione se il bambino non sta bene.

2 –       Il medico deve informare, prima che voi diate il consenso, dell’atto che si sta per compiere sul vostro bambino; quindi deve prendere il bugiardino del prodotto e leggervelo attentamente per intero per essere così davvero consapevolmente informati dell’atto vaccinale. Si tratta di un diritto quasi sempre negato e di un obbligo da parte del vaccinatore. Dovete interromperlo quando non capite.Non importa se ci vogliono ore per queste informazioni. Prendetevi tutto il tempo necessario. Se il medico si innervosisce, chiedetegli un altro appuntamento. Ditegli che un medico nervoso può sbagliare a vaccinare; ne va della salute di vostro figlio.La vaccinazione è un atto senza ritorno. Ricordate che un medico viene pagato a vaccinazione, più ne fa più guadagna!

3 –       Il medico deve verificare se il bambino ha già sviluppato un’immunità per quel tipo di malattia per cui deve essere vaccinato. L’immunità può essere acquisita per avere effettivamente già contratto la malattia o per esserne dotati naturalmente.Chiedetegli quali esami occorre fare per verificare le immunità. Se non vuole verificare informate il direttore generale dell’Ospedale.

4 –       Pretendere che il medico verifichi, come prevede la buona pratica medica, se il bambino è allergico ad una delle sostanze contenute nel vaccino, ad esempio Alluminio (E’ scritto nel bugiardino). Dovete pretendere un certificato ove il medico dichiari che il bambino non è allergico e deve firmare in modo che si legga il nome chiaramente (prima in stampatello, poi in corsivo). Se il bambino risulta allergico non lo si può vaccinare.

5 –       Opporsi a che siano praticate vaccinazioni multiple nella stessa seduta.

6 –       Opporsi a vaccinazioni fuori di uno studio medico (ad esempio in farmacia) e da una persona non laureata in Medicina. Un infermiere può vaccinare, ma chiedetegli cosa è in grado di fare nel caso in cui si verificassero effetti collaterali avversi. Un non medico non risponderà mai di eventuali effetti collaterali.Dopo la vaccinazione il bimbo deve rimanere in osservazione per almeno 1 ora. Potrebbe sviluppare una reazione avversa (per esempio difficoltà respiratoria, shock anafilattico, ….)

7-       In caso di vaccini esavalenti fatevi dire per quali malattie lo si sta vaccinando e nel casoin cui il bimbo abbia già contratto una delle malattie in elenco o ne sia comunque immune, dovete chiedere di praticare le vaccinazioni solo per quelle malattie che il bimbo non ha ancora avuto. Non si può vaccinare per una malattia già contratta; si è immuni. Si tratta di un’ovvietà ma ben pochi vaccinatori se ne prendono cura. Se non ci sono i vaccini disponibili, pretendete che il medico chieda alla ditta di prepararli.

8-       Farsi consegnare la scatola del vaccino, del bugiardino e della fiala o siringa vuota alla quale si è rimesso il cappuccio all’ago. E’ una prova che in casi avversi può servire. Se il medico rifiuta chiedergli il perché e denunciare la sua risposta al Direttore del centro. Se il vaccinatore rifiuta comunque, sappiate che può essre denunciato per aver nascosto o distrutto volontariamente una prova.

Se pur con tutte questeprecauzioni  il medico vuole ancora vaccinare informatelo che:

9-       Nelle giornate precedenti la vaccinazione avete fatto fotografie e riprese video che testimoniano del comportamento del bimbo (se cammina, se parla o tenta di parlare, se gattona ecc.).

10-     Che rifarete fotografie e video se si notano cambiamenti dopo la vaccinazione. Misurate la temperatura corporea e fotografate il punto dell’iniezione.

11-     Fatevi consegnare un documento di avvenuta vaccinazione con tutti i dati del vaccino (nome, data di scadenza e numero di lotto) e data del giorno in cui la vaccinazione è avvenuta. Il documento deve riportare il nome e la firma di chi ha eseguito la vaccinazione in un ambulatorio medico in modo leggibile.

12-     Se si notano effetti negativi, chiamare immediatamente il medico e pretendere che faccia una segnalazione all’AIFA (obbligatoria, ma spesso non eseguita). Farsi consegnare una copia del documento di segnalazione. Se il medico rifiuta di eseguire la segnalazione, presentare una denuncia alla procura della Repubblica per omissione di atti d’ufficio e informare il direttore sanitario della struttura presso cui è avvenuta la vaccinazione.

13-      Inviare una email o un telegramma al direttore generale, dott. Melazzini  dell’AIFA,segr.tecnica.dg@aifa.gov.it, con al seguente dizione “Effetto negativo con vaccino xx” , descrizione del casoed indirizzo al quale essere contattati.

Coraggio – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Coraggio – Il testo biblico guida

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita.
Matteo 9:20-22

 
La condizione di questa donna era disperata: impura secondo la Legge era estromessa dal tempio, le era impedito di entrare nella sinagoga e non c’era modo che avesse relazioni con altre persone. Tutto ciò perché quanti sarebbero venuti in contatto con lei sarebbero stati “impuri”.

Religiosamente abbandonata a sé stessa, per dodici anni si affida alle cure mediche del tempo, dilapidando non solo le sue risorse economiche, ma venendo sottoposta a delle terapie che oggi ci farebbero sorridere.

Coraggio – Pronti a tutto

Di fronte a un dramma personale si è pronti a tutto, anche a rinunciare alla propria dignità. Facile giudicare dall’esterno. Nonostante gli sforzi per lei però non ci fu soluzione, fin quando non incrociò Gesù.

La sua fede la spinse a non badare alla Legge: chissà quanti aveva toccato prima di arrivare al Maestro.

Quel toccare Gesù era contrario alle disposizioni del tempio, ma quando afferrò la veste accadde l’imprevedibile che lei sperava. Non contaminò il Cristo, e Questi la sanò.

Coraggio – Andiamo a Cristo

Quando andiamo a Cristo non ci sarà peso, contaminazione, afflizione da limitarne l’opera. Anzi Egli riconoscerà la nostra audacia e testimonierà del nostro coraggio: “la tua fede ti ha …”. Per questo allora: “Coraggio”.

Ignaz Semmelweis


Quando si dice che basta poco …

Alla fine del 1800, il dottor Ignazio Filippo Semmelweis scoprì che il 10 percento delle donne che andava alla sua clinica moriva di febbre puerperale, mentre il tasso di mortalità di una clinica vicina era inferiore al 4.

Osservò così che nella sua clinica i dottori passavano direttamente dalle autopsie a far nascere dei bambini e concluse che i corpi contaminavano le loro mani e causavano la febbre letale.

Allora iniziò a consigliare ai dottori di strofinarsi le mani con una soluzione disinfettante.

Alcuni suoi colleghi però credevano che fosse assurdo pensare che le mani di un dottore potessero essere impure o causare malattie. Ma Semmelweis insistette, stabilì come regola che i dottori della sua clinica si lavassero le mani prima di prendere un parto.

Di conseguenza, il tasso di mortalità scese subito del 90 percento. Nonostante i risultati incredibili del dottore ungherese, la mentalità di molti dottori di quel tempo non cambiò.

Coraggio - Devotional
Coraggio – Devotional

Lettura settimanale della Bibbia

11 settembre   Isaia 23-24; Marco 5-6
12 settembre   Isaia 25-26; Marco 7-8
13 settembre   Isaia 27-28; Marco 9-10
14 settembre   Isaia 29-30; Marco 11-12
15 settembre   Isaia 31-32; Marco 13-14
16 settembre   Isaia 33-34; Marco 15-16
17 settembre   Isaia 35-36; Luca 1-2

Crux, Hostia, Virgo

Crux, Hostia, Virgo – cos’è?

È la triade di cui parla il Card. Robert Sarah nel suo libro “Dio o niente – Conversazione sulla fede con Nicolas Diat“, che ho letto questa estate*.

A questa triade bisogna che il cristiano si conformi.

Non mi soffermo tanto su quello che ne dice lui, quanto sulla triade “parallela” che mi è venuta in mente leggendo il libro e pregando sulla Parola di Dio di cui questo è pieno.

La triade dei consigli evangelici, la castità, la povertà, l’obbedienza.

La Crux, la Castità

La Crux, la Croce, come la castità negli affetti, nei sentimenti, ed in ogni aspetto della vita.
La Castità nel considerare il mondo con l’intenzione con cui il Suo Signore lo ha creato.
Laddove l’asse orizzontale della Croce, la vita degli uomini nella storia, la condizione umana, ha senso solo se innestata sull’asse verticale della Croce, il rapporto con Dio.
O è destinata inesorabilmente a cadere rovinosamente al suolo.

Crux, Hostia, Virgo
Crux, Hostia, Virgo

L’Hostia, la Povertà

L’Hostia, l’ostia consacrata, come la povertà; la povertà cui siamo chiamati come comunità, la povertà cui ciascuno di noi personalmente è chiamato nel considerare noi stessi come qualcuno che è disposto a lasciarsi “mangiare” dal mondo, perchè la Parola di Dio lo consacri a sè.

L’Hostia, l’Eucaristia come il continuo rendimento di grazie cui siamo chiamati, come il lasciare che sia mangiato il nostro corpo, che sia bevuto il nostro sangue nobilitati dalla consapevolezza di dover essere pane spezzato e vino versato per la salvezza del mondo, ad immagine del nostro Unico Salvatore e Redentore.

Crux, Hostia, Virgo
Crux, Hostia, Virgo

La Virgo, l’Obbedienza

La Virgo, la Vergine, Maria come l’Obbedienza piena, assoluta alla Parola di Dio.

Quando non capisco il comando del Signore, il mio parlare sia: Avvenga di me secondo la Tua Parola.

Quando sono chiamato ad agire, che io obbedisca al consiglio che Maria dà ai servi a Cana: Fate tutto quello che Egli vi dirà.

Quando il mondo mi critica, mi deride, mi percuote, mi perseguita, che io abbia la stessa ferma fede di Maria (Stabat Mater…) di rimanere fermo sotto la Croce del Mio Unico Signore.

Crux, Hostia, Virgo
Crux, Hostia, Virgo

E si torna alla Crux, al primo elemento della triade. Perchè questa “triade” in realtà è un unico atteggiamento di abbandono al Signore. Così come le tre Persone divine rimandano all’Unico Signore, così i tre consigli evangelici rimandano all’imitazione dell’Unico Cristo, vero Dio e vero uomo, cui ognuno di noi deve tendere.

Amen. Alleluia.

 

La Social Education secondo Rosa Giuffrè

Rosa Giuffrè e la Social Education

Il 7 settembre, ossia solo due giorni fa, l’amica e professionista del web, Rosa Giuffrè ha pubblicato il suo secondo libro, dedicato al tema della Social Education, ovvero, recita il sottotitolo, “Vivere senza rischi Internet e i Social Network“.

Conoscendo la qualità dell’autrice l’ho prenotato “a scatola chiusa”, …come Arrigoni! (citazione che vi dice tutto della mia età!) su Amazon e l’ho letteralmente divorato in due giorni, tra ieri ed oggi approfittando, oltre che delle solite due ore sui mezzi pubblici, anche del giorno di riposo di oggi.

Il primo lavoro di Rosa aveva il chilometrico titolo di “Cambia testa e potenzia la tua azienda con la cultura digitale” e voleva essere un invito chiaro alle aziende, specie alle PMI, a rilanciare il loro business anche imparando ad usare ed a sfruttare al meglio, all’usare in modo positivo i più moderni strumenti disponibli sul web.

Il positivo di Rosa

Positivo è anche l’obiettivo del secondo libro di Rosa che, visto diventare in buona parte patrimonio comune delle imprese e dei singoli l’obiettivo del suo primo libro, ora, assieme a Giovanni Fasoli, suo collega ed autore della prefazione del testo, partner nel sito SocialEducation.It  (“Riflessioni e input su come abitare la Rete e comunicare nei social network in modo sereno, efficace e senza rischi“) si occupa dei rischi che il lavoro in rete e nei social network comporta.

Non solo per le Aziende, ma per tutti quelli che Rosa definisce “adulti tardivi digitali” tra cui sono tanti di noi, tante persone che “vivono quotidianamente l’ambiente dei social network per piacere, hobby, per cercare lavoro o sviluppare nuove relazioni professionali di successo“.

Social Education

I temi affrontati nel libro

I temi affrontati nel libro sono della massima attualità, ne leggiamo sui giornali cartacei ed online ogni giorno, ogni giorno sentiamo notizie che trattano di identità violate online, di bullismo cyber, di privacy, di fake news, di cyberstalking, ecc…

Il pregio del libro di Rosa è affrontare tutte queste tematiche con il suo linguaggio chiaro, trasparente direi; senza sottointesi, senza retropensieri, ma, pur nella consapevolezza della complessità della materia, con la massima franchezza, con quella che mi sento di definire la parresìa, la ricerca della verità sugli strumenti e usi comportamenti che entrano in gioco nel (non sempre!) magico mondo del web.

E, scoperta la verità sui social network, capito cos’è la social education, con Rosa (e con Sonia Monticelli!), nell’ultimo interessantissimo e denso nono capitolo, si impara anche con che strumenti difendersi e come!

Acquistare il libro è facile, lo trovate sul sito dell’editore Flaccovio o su Amazon, come preferite. E vale tutta la spesa!

 

La correzione fraterna – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Premesse

Domani, Domenica 10 settembre, Giorno del Signore, XXIII del Tempo Ordinario, la tematica proposta alla nostra attenzione dalle letture del giorno è quella della correzione fraterna.

Che non è, a leggere sia il profeta Ezechiele che il Vangelo di Matteo (a proposito, le letture: Ezechiele 33,7-9; Salmo 94; Romani 13,8-10; Matteo 18,15-20) un banale optional per il cristiano e per le comunità che portano questo nome, ma è un preciso dovere.

Giudizio e discernimento

Se qualcuno si comporta contro la Parola di Dio, contro la Sua Legge, contro i suoi insegnamenti, tu, proprio tu, non puoi fare finta di non vedere, non puoi fare finta di niente, non puoi mascherarti, come vorrebbe la vulgata moderna, la finta sapienza religiosa e buonista dei nostri giorni, da tollerante, buonista e non giudicante.

Non devi giudicare, certo, nel senso di dare un giudizio compiuto e definitivo, perchè l’ultima Parola, come la prima Parola del resto, è di Dio, ed è solo Dio quello che “la dirà tutto” sul comportamento di questo o quello, oltre che sul tuo.

Ma devi giudicare, nel senso di discernere, quello che è secondo la Parola di Dio e quello che non lo è. Devi denunciarlo, prima di tutto al tuo fratello, e poi anche quando serve o è necessario pubblicamente.

Dio non è buonista, come non lo è il Cristo. Dio è buono, Dio è misericordioso, nel senso che vuole il nostro bene, e che è paziente verso i nostri peccati. Ma vuole che ci comportiamo secondo il Suo Evangelo e non secondo quello che dice “buono” o da approvare il mondo!

Il mondo ha un altro principe! Non ce lo ripeteremo e ricorderemo mai abbastanza. La logica del mondo non è quella di Dio, e non la sarà mai. La Città di Dio non è roba di questo mondo! Nessun uomo, neppure “buono”, religioso, santo riuscirà mai a costruirla qui, su questa terra.

Potremo forse, qui, costruire una città ricca, una città prospera, ma questa sarebbe solo la nostra rovina… perchè l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono, dice il salmista. Scambia il benessere per il bene, il tesoro del cielo con le ricchezze terrene, l’eternità con la prosperità ed il benessere.

Conclusioni

Quindi: il giudizio ultimo va lasciato a Dio, ma la correzione fraterna, il discernimento secondo il Vangelo, secondo la Parola di Dio va operato, sempre, a partire da chi ci è più vicino. Se lo amiamo in modo particolare va fatto con particolare attenzione. O non è vero che lo amiamo, o non è vero amore, e lo trascineremo nella nostra stessa rovina.

Ricordate quanto dice Gesù. Se tacerete voi, grideranno persino le pietre… e non servirà nascondere il nostro peccato, anche semplicemente quello di omissione, di omessa denuncia, di omessa correzione, sotto tonnellate di roccia. Perchè il grido di colui al quale è stata fatta ingiustizia, griderà dal suolo, come quello di Abele, ed arriverà comunque al Nostro Signore.

La correzione fraterna - XXIII Domenica del Tempo Ordinario
La correzione fraterna – XXIII Domenica del Tempo Ordinario