Deipara Maria e Ave Maria a confronto – Concetto di Podvig

Deipara Maria e Ave Maria a confronto

Deipara Maria – Testo tradizionale 

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. 

Ave Maria – Testo tradizionale

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.

La differenza salta agli occhi. Manca del tutto nella versione ortodossa quella che nella versione cattolica è la seconda parte.

Deipara Maria e Ave Maria a confronto
Deipara Maria e Ave Maria a confronto

La prima parte della preghiera cristiana

L’uso liturgico della prima parte (saluto dell’angelo, saluto di Elisabetta) è attestato in tutta la cristianità dal IV secolo.

La seconda parte della preghiera cristiana cattolica

Sempre del IV secolo è una invocazione chiamata Sub tuum praesidium, che molti considerano una sorta di anticipazione della seconda parte che la cristianità di confessione cattolica aggiunse solo successivamente, secondo le diverse tesi tra il XIV ed il XVI secolo (Ordine dei Mercedari, Battaglia di Lepanto, Pio V).

“Sub misericordiam tuam [ Sub tuum praesidium] confugimus, Dei Genetrix. / Nostras deprecationes / ne despicias in necessitate /, sed a periculis libera nos, / una sancta, una benedicta” (“Sotto la tua protezione cerchiamo / rifugio, / Santa Madre di Dio: / non disprezzare le suppliche / di noi che siamo nella prova, / ma liberaci da ogni pericolo, / o Vergine gloriosa e benedetta”).

Perchè manca la seconda parte?

Diversi sono i motivi addotti. La seconda parte è anzitutto posteriore al grande scisma. Ma anche, secondo alcuni studiosi, è scritta in veste di supplica mentre per gli ortodossi si tratta di una preghiera di venerazione, di adorazione.

Gli amici ortodossi che leggono mi correggeranno se mi sbaglio ma si tratta di quello che si chiama podvig (un mezzo per avvicinarsi a Cristo percorrendo il sentiero della salvezza) che se ho ben compreso significa che per essere cristiani bastano in fondo tre cose: credere nella Verità senza deviazioni, essere battezzati e vivere secondo la Bibbia. Il resto (preghiera secondo le ore canoniche, iconografia, devozioni personali) sono semplici modi, secondo la personalità di ciascuno, di trascorrere più tempo possibile con la famiglia celeste.