L’anafora di San Giacomo fratello del Signore

L’anafora di San Giacomo fratello del Signore

Cos’è una Anafora?

Recita l’Enciclopedia Treccani:

ANAFORA (gr. ἀναϕορά, da ἀναϕέρειν “offrire sollevando in alto l’offerta”). – Nel linguaggio ecclesiastico delle chiese orientali, anafora venne a significare la parte centrale della Messa, dal Prefazio alla Comunione e al rendimento di grazie, corrispondente perciò esattamente al Canone della liturgia romana. Nelle varie liturgie orientali si trova un largo numero di anafore (se ne conoscono più di un centinaio), mentre nella liturgia occidentale oltre al Canone romano non si è conservata memoria che di un Canone gallicano, di uno mozarabico, di uno ambrosiano e forse di uno ravennate. Gli elementi caratteristici dell’anafora, cioè il Prefazio, ossia preghiera eucaristica sulle oblazioni, il racconto dell’ultima Cena, le invocazioni, il Pater noster, la fractio panis e la Comunione col finale rendimento di grazie, si trovano ugualmente in tutte le anafore e costituiscono il fondo comune e primitivo della celebrazione eucaristica. Essi risalgono senza dubbio ai primi secoli dello svolgimento liturgico. La differenza tra le varie anafore è quindi semplicemente differenza di forme e di ordine nelle preghiere, ma non di sostanza. (…)

Perchè tante Anafore?

La molteplicità delle anafore nelle liturgie orientali si spiega col fatto della molteplicità di chiese e di sette in cui venne a dividersi il cristianesimo orientale, mentre in Occidente la divisione dei riti si ridusse a sei o sette circoscrizioni ecclesiastiche, in cui, per di più, il Canone romano esercitò prima o dopo una notevole influenza. Ma d’altra parte, come osserva acutamente il Cabrol, questa differenza è più apparente che reale, poiché anche in Occidente abbiamo in fondo una larga messe di anafore. Nelle chiese orientali un’anafora formava un insieme di preghiere e di formule fisse ed immutabili da usarsi tale qual’era senza alterazioni o sostituzioni; quando perciò se ne sentiva il bisogno per commemorazioni o festività speciali si componevano nuove anafore sullo stesso tipo ma con preghiere ed invocazioni diverse nella fraseologia, da usarsi per tali occasioni. In occidente invece si vennero a distinguere nel Canone due parti: una fissa ed invariabile, l’altra variabile. E così si composero centinaia di Prefazî, e di preghiere (Communicantes, Quam oblationem, Communio e Post-communio) adatte a tutte le occasioni e festività. Soltanta col prevalere della liturgia romana in tutto l’Occidente e con la riforma del Messale condotta a termine dopo il concilio di Trento, il numero delle sostituzioni fu ridotto e si stabilirono delle regole generali su questo punto.

Chi era Giacomo?

Giacomo il Giusto è stato il capo della Chiesa di Gerusalemme dopo la morte di Gesù. Gli è attribuita la paternità della Lettera di Giacomo del Nuovo Testamento.

Secondo Girolamo era il figlio di Maria sorella della madre di nostro Signore di cui Giovanni fa menzione nel suo libro.

L’esegesi attuale quasi unanimemente lo distingue da entrambi gli apostoli di nome Giacomo (Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore), rispetto ai quali è identificato attraverso vari epiteti: Giacomo il fratello del Signore da Paolo (Galati 1:19), Giacomo il Giusto da Egesippo e altri, Giacomo di Gerusalemme, Giacomo Adelphotheos e in altri modi ancora.

Le informazioni sulla sua vita sono scarse e ambigue; oltre ad una manciata di riferimenti nei vangeli (Mc 6:3-4; Mt 13:55-56), le fonti principali della sua vita sono gli Atti degli apostoli (At 12:17; 15:13; 21:18), le lettere di Paolo (Gal1:19; 2:9), le Antichità giudaiche e san Girolamo (il quale cita la definizione di Egesippo).

Ricordiamo Giacomo

Per la Chiesa ortodossa, che ha sempre distinto Giacomo il Giusto, primo vescovo di Gerusalemme, da qualsiasi altro Giacomo citato nei Vangeli, il giorno della sua festa è il 23 ottobre e il 26 dicembre.

La tradizione della Chiesa occidentale, sulla scorta della testimonianza di Eusebio di Cesarea, tende a identificare Giacomo il Giusto con l’apostolo Giacomo il Minore, che viene celebrato il 3 maggio; tuttavia, molti esegeti, anche cattolici, hanno reso questa identità sempre più problematica.

L'anafora di San Giacomo fratello del Signore
L’anafora di San Giacomo fratello del Signore

ς το Κυρίου μαθητής, νεδέξω Δίκαιε τ Εαγγέλιον,
ς Μάρτυς χεις τ παράτρεπτον, τν παρρησίαν
ς δελφόθεος, τ πρεσβεύειν ς εράρχης·
Πρέσβευε Χριστ
 τ Θε, σωθναι τς ψυχς μν.

Come discepolo del Signore tu hai accolto o giusto il Vangelo;
come martire possiedi l’immutabile saldezza, la franchezza,
come fratello di Dio, l’intercessione come pontefice.
Intercedi presso Dio per la salvezza delle anime nostre.

La presentazione e la storia dell’Anafora di Giacomo

Il testo dell’Anafora di Giacomo in lingua italiana

Il testo dell’Anafora di Giacomo in lingua inglese