Indipendenza: da chi e perchè

Indipendenza: da chi e perchè?

Indipendenza: da chi e perchè? Si fa un gran parlare di indipendenza in questi giorni. A proposito della Catalogna, del Veneto e di tanti altri posti, di tante altre situazioni.

Francamente, la cosa non mi tocca nè mi appassiona più di tanto. Credo che la storia, come il tempo, sia dominio di Dio e non dell’uomo. E che l’uomo sia solo un povero illuso convinto di poter fermare il tempo e di poter dominare la storia.

Eppure basterebbe leggerla la storia. Nulla si cambia, niente di nuovo sotto il sole. Poteri che cambiano, apparentemente si trasformano, mutano di segno… Democrazie, dittature, monarchie, parlamenti… Ma alla fine sempre quello sono.

Poteri ingiusti di questo mondo. Forme diverse di oppressione. Mutano i colori, mutano le “parole d’ordine”, ma resta sempre quello. Un uomo che pensa di essere più uomo di un altro, e che pensa di poterlo dominare o di avere le ragioni per farlo.

E come è bravo, come siamo bravi ad inventarcele le ragioni. Perchè siamo più intelligenti, più ricchi, perchè siamo della fede o della religione più giusta.

Non ci vuole molto, volendo farlo!, a vedere tutto ciò concretizzato, anche per esempio nella storia del cristianesimo europeo. Quando si tratta di potere terreno, temporale, il più pulito ha la rogna… Così nel 1500 e giù di lì il Papa e la Chiesa cattolica bruciavano i luterani sul rogo, Lutero ed i principi luterani massacravano contadini ed anabattisti, Calvino faceva giustiziare Serveto, e via dicendo…

Il potere, la voglia di essere indipendenti corrompono tutti. Perchè in realtà l’indipendenza non è un qualcosa di accessibile all’uomo. Da quando Adamo ed Eva provarono a fare a meno di Dio, o Caino del proprio fratello.

Siamo dipendenti da subito dopo il concepimento. Per 9 mesi dipendiamo totalmente da nostra madre. Se lei sta bene, noi stiamo bene. Se lei fuma, o beve o sta male, ne portiamo anche noi le conseguenze.

E continuiamo a dipendere dai nostri genitori, dalle loro scelte, dalla loro vita, per almeno un’altra ventina d’anni.

L’indipendenza. la voglia di farcela da soli, è il nostro primo desiderio. Da quando proviamo a tirarci su da soli, a muovere i nostri primi passi. Da quando ricadiamo continuamente ed un altro ci alza, ci aiuta, ci tira su.

Dura tanto questa fase, ed è a mio parere pedagogia di Dio questa, per farci capire che non saremo mai del tutto indipendenti. Ma che, anzi, la felicità la raggiungeremo solo se capiremo che dipendiamo sempre da un Altro, la cui immagine vediamo riflessa in quelle mani che ci tirano su, in quelle mani che curano le nostre ferite, in quelle indicazioni che guidano i nostri passi.

Perciò, le rivendicazioni di indipendenza su questa terra, di questo o quel popolo, gruppo, nazione, le seguo perchè occorre seguirle, perchè siamo dipendenti l’uno dall’altro. Ma so che non sono nè mai saranno nè giuste, nè risolutive. Sono rivendicazioni di questo mondo, di poteri di questo mondo. E andranno avanti solo se i poteri più forti di loro glielo consentiranno.

Altrimenti finiranno nel sangue, nella guerra, nella rivolta degli uni contro gli altri, nel terrorismo. Come è sempre stato nella storia umana. E come sempre ci rimetteranno i semplici, gli umili ed i poveri in spirito, che a parte Dio, non cercano null’altro, perchè in null’altro fidano.