Per evangelica dicta deleantur nostra delicta

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta

Per evangelica dicta, deleantur nostra delicta.
Ovvero (secondo la traduzione del Messale di Paolo VI):
La Parola del Vangelo cancelli i nostri peccati.

Così, baciando l’Evangeliario (dovrebbe averlo ogni Chiesa) o il Lezionario, prega il presbitero al termine della lettura del Vangelo.

Traducendo letteralmente si potrebbe rendere con:

“Per effetto dei detti evangelici appena ascoltati, siano cancellati i nostri peccati”.

“Siano”, non “sono”, perchè possiamo essere così induriti nei nostri peccati da vanificare (ovviamente per quello che vediamo noi, solo l’Eterno vede fino in fondo ai nostri cuori) anche la grazia che ci viene dall’ascolto della Parola del Signore.

La Parola del Signore, letta, ascoltata, meditata, pregata, solennemente annunciata è un farmaco potentissimo per la nostra anima. Ma se noi, malati, la medicina la risputiamo nel lavandino sporco dei nostri vizi, o la gettiamo nella pattumiera del nostro peccato, che effetto concreto essa potrà avere?

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta
Per evangelica dicta deleantur nostra delicta (Papa Benedetto XVI con l’Evangeliario ungherese)