9 novembre, Berlino. Cristalli infranti e muri che si aprono

9 novembre, Berlino. Cristalli infranti e muri che si aprono

9 novembre, una data che per un berlinese (fu mi pare il presidente Kennedy a dire che a causa della storia tutti avremmo dovuto sentirci un po’ berlinesi), per un tedesco e per un europeo, ha un significato molto particolare.

Un significato legato alla memoria.

9 novembre 1938. Cristalli infranti

La Notte dei Cristalli, la notte delle devastazioni dei cosiddetti pogrom (parola russa molto usata a riguardo per via di episodi analoghi avvenuti nel 1881 e 1921), segna l’inizio della fase più cruenta della persecuzione antiebraica nella Germania nazista. 200 morti stimati e 26.000/30.000 ebrei deportati.

Non fu l’inizio della persecuzione antiebraica in assoluto, fissata comunemente dagli storici con l’invito al boicottaggio del 1933 e con le leggi razziali di Norimberga del 1935, ma probabilmente l’ìnizio di quello che comunemente chiamiamo ShoahOlocausto.

L’origine della definizione “notte dei cristalli”, più correttamente “Notte dei cristalli del Reich” è una locuzione di scherno che richiama le vetrine distrutte, fatta circolare da parte nazionalsocialista e diffusa poi anche nella storiografia comune. Dello stesso atteggiamento di beffa nei confronti dei cittadini classificati come “ebrei” fa parte anche l’obbligo che venne imposto alle comunità ebraiche di rimborsare il controvalore economico dei danni arrecati. (fonte: Wikipedia)

9 novembre, Berlino. Cristalli infranti e muri che si aprono
9 novembre, Berlino. Cristalli infranti e muri che si aprono
9 novembre, Berlino. Cristalli infranti e muri che si aprono
9 novembre, Berlino. Cristalli infranti e muri che si aprono

9 novembre 1989. Muri che si aprono

Il 9 novembre 1989 è il giorno della cosiddetta caduta del muro di Berlino, muro eretto nel 1961 a dividere in due l’attuale capitale tedesca, allora divisa in quattro zone di occupazione. Berlino Ovest, affidata agli occupanti occidentali, e Berlino Est, affidata ai russi.

Una caduta non subito fisica. Quello che si celebra, di cui si fa memoria in realtà è l’avvenuta apertura notturna dei cancelli e di conseguenza il venir meno dell’effetto “bloccante” di uno dei muri più famosi della storia.

Come tutti, ripeto, tutti i muri di pietra o di cemento destinato prima o poi a cadere; in modo più o meno cruento ce lo dice ogni volta la storia.

Mi ha colpito che il numero approssimativo dei morti per aver cercato di superare il muro negli anni della sua esistenza è di 200 morti stimati. La stessa stima dei morti ebrei nella notte del 1938.

Juni 1988
Berlin (West), Mauer