Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

La Parola

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente
(Romani 12,2)

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente
Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

Il commento

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente: è il messaggio della Parola di Dio, riportata sul mio calendario biblico, a poche ore dall’inizio del nuovo anno civile nel nostro paese.

Ripreso dalla lettera di Paolo Apostolo ai cittadini di Roma, quale anche io sono.

La versione della Bibbia Nuova Diodati con cui sono solito pregare scrive, citando il versetto al completo e non solo in parte:

2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. 

Non vi conformate!

Non vi conformate a questo mondo, uomini, donne, lettori di questo blog, amici, parenti, conoscenti sui social e nella vita reale! Non lo fate, perchè questo mondo, perchè lo spirito di questo mondo è nemico della Creazione, è nemico della Parola di Dio, non la tollera, non la sopporta. Perchè non ama la Verità. Non ama il Bene, non sopporta la Carità.

Il principe di questo mondo, è detto in tutta la Bibbia, cerca di sostituire la Verità di Dio con mille discorsi vani, cerca di disperdere l’umanità su diecimila sentieri che non portano a nulla, vi vuole convincere che ci sono tante verità, che ci sono tante strade, che basta percorrere con coerenza quella che si sente come propria e che questo basta per ottenere la salvezza.

Voi avrete nemici in questo mondo

Voi avrete nemici in questo mondo, ci dice Gesù nel Vangelo. Sempre, da sempre, ai cristiani, ai cristiani veri, a quelli che non si adattano ai potenti, a quelli che non cedono alle lusinghe del tentatore, il benessere, il potere, il comando, i nemici non mancano, e spesso se li trovano anche tra i banchi o sul sagrato del luogo dove essi rendono culto all’Eterno.

Anche di questo siamo stati avvisati.  Sorgeranno falsi testimoni… sarete traditi da quelli della vostra stessa casa… falsi profeti… falsi pastori.

Ma ci è stato anche garantito che essi non vinceranno, perchè il loro principe, il principe di questo mondo, quello che per meglio ingannarci li traveste da angeli di luce, è stato per sempre sconfitto dal sangue e dalla Sua Croce. Ed ora siamo nel tempo di attesa, di avvento del Signore Giusto Giudice che, verrà a giudicare i vivi ed i morti, ed il Suo Regno non avrà fine.

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo

E allora, maledetto l’uomo che confida nell’uomo, maledetto è, si maledice da sè stesso, l’uomo che cerca nella stessa umanità, nelle sue opere, nelle proprie capacità, la salvezza.

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, maledetto l’uomo che vive tra ricchezza e poteri, perchè l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono. 

Maledetto l’uomo che si fa arbitro della vita e della morte altrui, che si fa Dio del tempo e del modo di vivere proprio e degli altri. Maledetto l’uomo che sovverte le leggi della natura e della Creazione per adattarle ai propri bisogni terreni, deviati dal peccato, dalla mancanza di fede, ed anche dalla colpevole adesione alle istanze del principe di questo mondo che, dice l’Apocalisse di Giovanni, farà il pieno di servi e di serve negli ultimi tempi della Creazione, per trascinarli nella sua stessa rovina.

Siate trasformati!

Siate trasformatevi, trasformatevi invece voi, credenti, voi, resto fedele, rinnovate la vostra mente!

Come? Con l’adesione piena, ed il più possibile perfetta e fedele, alla Parola di Dio, che rende nuove tutte le cose. Con l’adesione piena, ed il più possibile perfetta e fedele, al Cristo, alle vesti nuove, alle vesti bianche che Egli ci chiede di indossare.

Le vesti dei martiri, dei testimoni della Parola di Dio, contro ogni speranza, contro tutte le menzogne e le falsità che questo mondo tenta di propinarci con ogni mezzo.

Sia fatta la Sua volontà

L’adesione, l’ascolto, la lettura, la meditazione, la preghiera della Parola di Dio siano costanti e continue affinché conosciamo per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. 

Non esistono altre possibilità. Non esistono vie alternative. Non esistono altri libri sacri, altre fedi… Esistono, in apparenza, nel mondo, ma noi siamo chiamati ad essere nel mondo ma non del mondo, siamo chiamati a non prestare fede ad altre apparenti verità, a non percorrere altre strade che non siano quella dell’assoluta fedeltà al sentiero antico della Parola di Dio.

Questo parlare è duro…

 53 Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Poiché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me ed io in lui. 57 Come il Padre vivente mi ha mandato ed io vivo a motivo del Padre, così chi si ciba di me vivrà anch’egli a motivo di me. 58 Questo è il pane che è disceso dal cielo; non è come la manna che mangiarono i vostri padri e morirono; chi si ciba di questo pane vivrà in eterno». 59 Queste cose disse nella sinagoga, insegnando a Capernaum.

60 Udito questo, molti dei suoi discepoli dissero: «Questo parlare è duro, chi lo può capire?». 61 Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravano di questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62 Che sarebbe dunque se doveste vedere il Figlio dell’uomo salire dove era prima? 63 È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono»; Gesù infatti sapeva fin dal principio chi erano coloro che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito; 65 e diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio». 66 Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. 67 Allora Gesù disse ai dodici: «Volete andarvene anche voi?». 68 E Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. 69 E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 

(Giovanni 6)

O si testimonia il Cristo con Corpo e Sangue, disposti a donare la propria stessa vita, a lasciare le proprie certezze, a portare la o le proprie croci, o tutto ciò che si fa in questo mondo non giova a nulla. E’ un parlare duro, un essere chiamati a scelte controcorrente, ad un parlare ed un vivere impopolari, ma occorre scegliere.

Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Allora Gesù disse ai dodici, e dice a noi: «Volete andarvene anche voi?».

A noi rispondere, perchè il nuovo anno civile che inizia, sia davvero nuovo, rivestito del Cristo e non di altre mutevoli vesti.

Amen. Alleluia.

Non temere, ma continua a parlare

 

Non temere, ma continua a parlare

Devotional a cura del pastore Elpidio Pezzella

Questo devotional inaugura il quarto anno di un percorso settimanale, composto da una breve meditazione e un piano di lettura giornaliero della Bibbia per alimentare la fede di ciascuno e da poter condividere con altri.

La Parola

Una notte il Signore disse in visione a Paolo: “Non temere, ma continua a parlare e non tacere; perché io sono con te, e nessuno ti metterà le mani addosso per farti del male; perché io ho un popolo numeroso in questa città”.

Atti 18:9-10

Il commento

L’inizio di un nuovo anno è sempre consegnatario di aspettative, desideri e propositi vari, in gran parte però vanno rinnovandosi di anno in anno. Purtroppo nonostante l’entusiasmo e l’impegno profuso non sempre riusciamo a giungere ai risultati attesi.

Ci sentiamo allora un po’ come l’apostolo Paolo dopo la fuga da Berea e il mezzo successo di Atene, quando raggiunto Corinto inizia la sua missione tra le solite resistenze dei giudei. L’evangelista Luca narra in Atti di una visione notturna, in cui il Signore rincuora e incoraggia il suo servo. Spero che queste parole possano risuonare potentemente anche nel profondo del tuo cuore:

“Non temere, ma continua a parlare e non tacere”.

Qualunque sia il tuo impegno non è questo il momento di mollare, anzi proprio ora è tempo di continuare. Sono convinto che se abbiamo la consapevolezza che quanto stiamo facendo è per il bene di qualcuno, Colui che ha animato il nostro impegno non ci lascerà soli nel momento della difficoltà: “Io sono con te”. Non lasciare che alcun timore possa prendere il sopravvento, e se proprio la morsa dovesse farsi stretta ricorri alla tua arma segreta e potente: “Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci” (Geremia 33:3).

La Bibbia nutra la tua preghiera!

Non lasciare fuori dai tuoi propositi la lettura della bibbia e la preghiera. Uno dei miei impegni è proprio incoraggiarti e sostenerti a riguardo. Impegniamoci assieme ad evitare progetti senza passare dalla stanza della preghiera, perché è lì che il nostro Dio annuncerà “cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”.

Guardando all’obiettivo eterno, l’apostolo avrà modo di ricordare ai Corinti che “la conoscenza gonfia, ma l’amore edifica. Se qualcuno pensa di conoscere qualcosa, non sa ancora come si deve conoscere; ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui” (1 Corinzi 8:1b-3). Sempre alla ricerca della conoscenza, fondando sulle solide basi scritturali, sia la nostra bussola orientata dall’amore che edifica.

William Law, uno scrittori di libri religiosi del diciottesimo secolo, disse: “A migliaia stanno lì pronti a spaccare capelli dottrinali e a istruire altri nel sottile significato delle parole della Scrittura – ma sono molto pochi coloro attraverso i quali lo Spirito Santo può portare [persone] alla nuova nascita nel Regno di Dio”. Umilmente prego di essere uno di loro, o quanto meno uno che edifica.

Non temere, ma continua a parlare
Non temere, ma continua a parlare

 

Piano di lettura settimanale della Bibbia

01 gennaio Genesi 1-3; Matteo 1

02 gennaio Genesi 4-6; Matteo 2

03 gennaio Genesi 7-9; Matteo 3

04 gennaio Genesi 10-12; Matteo 4

05 gennaio Genesi 13-15; Matteo 5:1-26

06 gennaio Genesi 16-17; Matteo 5:27-48

07 gennaio Genesi 18-19; Matteo 6:1-18

Scacco matto all’intolleranza islamica. Da una vera Regina.

Scacco matto all’intolleranza islamica. Da una vera Regina.

Rinuncia ai suoi titoli Mondiali per seguire i propri principi.

Anna Muzychuck lo fa. 27 anni, campionessa di scacchi, decide di non partecipare al campionato mondiale “King Salman” che si tiene in Riyadh, Arabia Saudita.

Scriveva sul suo profilo Facebook, a novembre:

FIDE has announced World Rapid and Blitz Chess Championships to be organized in the end of this year in Saudi Arabia. First Iran, then Saudi Arabia.. wondering where the next Women’s World Championships will be organized.
Despite of the record prize fund, I am not going to play in Riyadh what means losing two world champion titles. To risk your life, to wear abaya all the time?? Everything has its limits and headscarves in Iran was more than enough.

Ed ha ribadito qualche giorno fa:

In a few days I am going to lose two World Champion titles – one by one. Just because I decided not to go to Saudi Arabia. Not to play by someone’s rules, not to wear abaya, not to be accompanied getting outside, and altogether not to feel myself a secondary creature. Exactly one year ago I won these two titles and was about the happiest person in the chess world but this time I feel really bad. I am ready to stand for my principles and skip the event, where in five days I was expected to earn more than I do in a dozen of events combined. All that is annoying, but the most upsetting thing is that almost nobody really cares. That is a really bitter feeling, still not the one to change my opinion and my principles. The same goes for my sister Mariya – and I am really happy that we share this point of view. And yes, for those few who care – we’ll be back!

In sintesi:

“Ho intenzione di rinunciare al torneo mondiale di scacchi in Arabia e sono disposta a perdere i miei titoli”.

Scacco matto all'intolleranza islamica. Da una vera Regina.
Scacco matto all’intolleranza islamica. Da una vera Regina.

Con queste parole la campionessa di scacchi ucraina Anna Muzychuk ha deciso di non prendere parte al campionato mondiale “King Salman” organizzato a Riyadh, in Arabia Saudita.

“Decido di non giocare e di perdere i miei titoli. Non per capriccio, ma per difendere la libertà. Non voglio giocare secondo le regole di qualcuno, non voglio essere costretta ad indossare l’abaya, non voglio essere accompagnata per uscire, e non voglio sentirmi una persona inferiore”.

Scacco matto all'intolleranza islamica. Da una vera Regina.
Scacco matto all’intolleranza islamica. Da una vera Regina.

La responsabilità di dire no significa essere disposti a pagare un prezzo che pesa quanto i sacrifici fatti giorno dopo giorno per arrivare in alto. Trovare la forza per rinunciare ai propri meriti sul campo per ciò in cui si crede per me è Libertà.

Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?

Sappiamo dove siamo?

La Parola

3 E da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti.

4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui.
5 Ma chi osserva la sua parola, l’amore di Dio in lui è perfetto.

Da questo conosciamo che siamo in lui.

6 Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch’egli come camminò lui.

7 Fratelli, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento vecchio, che avevate dal principio: il comandamento vecchio è la parola che avete udito dal principio. 8 E tuttavia vi scrivo un comandamento nuovo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno passando e già risplende la vera luce.

9 Chi dice di essere nella luce e odia il proprio fratello, è ancora nelle tenebre. 10 Chi ama il proprio fratello dimora nella luce e non vi è niente in lui che lo faccia cadere. 11 Ma chi odia il proprio fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi.

12 Figlioletti, vi scrivo perché i vostri peccati vi sono perdonati per mezzo del suo nome.
13 Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è dal principio.
Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno.
Figlioletti, vi scrivo perché avete conosciuto il Padre.
14 Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è dal principio.
Giovani, vi ho scritto perché siete forti e la parola di Dio dimora in voi, e perché avete vinto il maligno.

15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui, 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.

17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

(1 Giovanni 2)

Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?
Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?

Il commento

L’apostolo ed evangelista Giovanni è chiarissimo nell’indicare il criterio con cui possiamo rispondere a questa domanda.

Siamo in Lui se osserviamo i suoi comandamenti.

Ed i suoi comandamenti non sono qualcosa su cui possiamo elucubrare più di tanto, o speculare se questo si o questo no, se questo ci piace di più o di meno,

Perchè i suoi comandamenti sono il suo comandamento, la sua legge. Sono Uno, come Dio è Uno nel più intimo di sè stesso.

Il comandamento che noi definiamo nuovo, che ci è stato rivelato dal Figlio, che noi chiamiamo il comandamento dell’amore, in realtà è il comandamento vecchio, il concretizzarsi in modo sintetico delle dieci parole che l’Eterno, Benedetto Egli sia!, consegnò a Mosè sul Sinai.

E tanto è vero questo che il Figlio ebbe direttamente a dire che neppure uno iota della vecchia legge, del comandamento antico, come ipocritamente molti di noi lo appellano, sarebbe caduto fino alla fine dei tempi.

Tanto è vero che quando il Figlio chiede a qualcuno nel Nuovo Testamento un “sunto” della Legge, questo gli risponde, come era ovvio che fosse, con le parole dell’Antica Alleanza, e Gesù gli dice che ha risposto bene. Questo deve fare se vuole vivere.

Se vuole vivere in Dio, è il sottointeso. Perchè si può anche vivere nel mondo vivendo di facciata il comandamento nuovo, e rigettando le parole antiche. Ma questo non è vivere in Dio.

È vivere secondo il mondo, ricercando le cose del mondo, che Giovanni mirabilmente elenca (la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita), che sono tutte cose che passano, lasciando indietro il fare la volontà di Dio, il cercare Dio mentre si fa trovare (ad un certo punto non ci sarà più tempo di farlo!).

Commentando questo brano, Agostino di Ippona spiega le tre concupiscenze:

Ecco dunque le tre concupiscenze: ogni cupidigia umana è messa in moto dai desideri della carne, dalla bramosia degli occhi e dall’ambizione degli onori.

Il Signore stesso fu tentato dal diavolo su queste tre concupiscenze.

Fu tentato nei desideri della carne, quando gli fu detto:

Se sei il Figlio di Dio, di’ a queste pietre che diventino pane
(Mt 4, 3).

Dopo il digiuno infatti egli sentiva fame. Ma in qual modo respinse il tentatore ed a noi suoi soldati insegnò a combattere?
Fà attenzione a quanto rispose:

L’uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che viene da Dio (Mt 4, 4; Deut 8, 3).

Fu tentato anche nella cupidigia degli occhi e sollecitato a fare un miracolo, quando il tentatore gli disse:

Buttati giù, poiché sta scritto: egli per te ha dato ordine ai suoi Angeli, affinché ti sorreggano e non batta il tuo piede contro la pietra (Mt 4, 6; cf. Ps 90, 11).


Ma il Cristo si oppose al tentatore; se avesse fatto quel miracolo, sarebbe parso che avesse ceduto alla tentazione o si fosse lasciato trascinare dalla curiosità: egli operò dei miracoli ma quando volle agire come Dio e per curare degli ammalati.

Se avesse compiuto il miracolo allora, avrebbe dato a vedere di avere il solo scopo di dare spettacolo. Ma perché gli uomini non avessero questa impressione, senti bene ciò che rispose al demonio, così che anche tu possa ripetere queste parole, quando ti assalisse la medesima tentazione. Rispose dunque:

Via da me, o Satana; sta scritto infatti: Non tenterai il Signore Dio tuo (Mt 4, 7).


Cioè: se farò questo, tenterò il Signore.


Egli ti ha suggerito le parole che anche tu devi ripetere. Quando il nemico ti viene a dire: Che uomo sei tu, che cristiano sei? che miracoli hai fatto, quali morti sono resuscitati in forza delle tue orazioni, quale salute hai ridato ai febbricitanti? se fossi cristiano di valore, saresti in grado anche di fare dei miracoli.

Allora tu rispondi:

Sta scritto: non tenterai il Signore Dio tuo (Dt 6, 16).


Non tenterò Dio, mentre quasi che soltanto facendo miracoli io potessi appartenere a Dio, mentre non facendoli, non potessi dire di appartenergli. Che significherebbero allora le parole:


Godete, perché i vostri nomi sono scritti in cielo?

In che modo invece il Signore fu assalito con la tentazione della gloria di questo mondo?
Essa avvenne quando il diavolo lo sollevò sopra un monte altissimo e gli disse:

Tutto questo ti darò se, prostrato, mi adorerai.

Il diavolo volle tentare il Re dei secoli, dandogli la speranza di essere innalzato a re di tutta la terra; ma il Signore che creò il cielo e la terra, disprezzò il diavolo. C’è forse da meravigliarsi che il diavolo venga vinto dal Signore?
Egli rispose al diavolo ciò che tu stesso, come egli ti insegnò, devi rispondergli:

E’ scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo (Mt 4, 10; Deut 6, 13).

Se ricorderete queste parole e le praticherete, non avrete in voi la concupiscenza del mondo, non vi domineranno né i desideri della carne, né la cupidigia degli occhi, né la brama della gloria; allora permetterete alla carità di entrare in voi più largamente e così amerete il Signore.

Se invece ci sarà in voi l’amore del mondo, non potrà esservi l’amore di Dio.

Conservate l’amore di Dio affinché restiate in eterno, così come Dio è eterno.

Ciascuno è tale quale l’amore che ha.

Ami la terra? Sarai terra.
Ami Dio? dovrei concludere: tu sarai Dio.

Ma non oso dirlo io e perciò ascoltiamo la Scrittura:

Io ho detto: Voi siete dèi e figli tutti dell’Altissimo (Sal 81, 6).


Se dunque volete essere dèi e figli tutti dell’Altissimo, non vogliate amare il mondo e ciò che si trova nel mondo.

Tutto ciò che è nel mondo, è desiderio carnale, cupidigia degli occhi, ambizione di gloria; ora tutto ciò non proviene dal Padre ma dal mondo: cioè dagli uomini che amano il mondo. Il mondo passa e le sue concupiscenze; chi invece fa la volontà di Dio, rimane in eterno

(1 Gv 2, 15-17).

Il Signore accresca la nostra fede! Perchè siamo, ci sforziamo di essere sempre nella Luce della Sua Parola, e rifuggiamo, sempre, dal servire le tenebre e la concupiscenza di questo mondo.

Amen, secondo la Sua volontà. 

Il commento intero alla Prima lettera di Giovanni scritto da Agostino lo trovate a questo link.

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi

Chi sono i santi innocenti di oggi?

Preghiamo per i santi innocenti dei giorni nostri.

Per i bambini abortiti, chirurgicamente, legalmente, clandestinamente, per mezzo di curette, aspirati, smembrati, bruciati dal sale, uccisi dai veleni delle pillole.

Per i bambini down, che non nascono più, perchè li uccidono prima che crescano anche solo qualche mese.

Per i bambini malati uccisi dall’eutanasia, anche in tenerissima età, anche contro la volontà dei loro genitori.

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi
I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi

La Parola

13 Ora, dopo che furono partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché io non ti avvertirò, perché Erode cercherà il bambino per farlo morire». 14 Egli dunque, destatosi, prese il bambino e sua madre di notte, e si rifugiò in Egitto. 15 E rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta, che dice: «Ho chiamato il mio figlio fuori dall’Egitto». 16 Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò grandemente e mandò a far uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutti i suoi dintorni, dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era diligentemente informato dai magi. 17 Allora si adempì quello che fu detto dal profeta Geremia che dice: 18 «Un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto e un grande cordoglio; Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».

(Matteo 2)

Preghiera

O Dio, amante della vita, accogli fra le tue braccia tutti gli innocenti del mondo, vittime dell’odio, e concedi a noi di testimoniarti con una vita docile allo Spirito e fedele al vangelo di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, secondo il Vangelo

La Parola

13 Ora, dopo che furono partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché io non ti avvertirò, perché Erode cercherà il bambino per farlo morire». 14 Egli dunque, destatosi, prese il bambino e sua madre di notte, e si rifugiò in Egitto. 15 E rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta, che dice: «Ho chiamato il mio figlio fuori dall’Egitto». 16 Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò grandemente e mandò a far uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutti i suoi dintorni, dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era diligentemente informato dai magi. 17 Allora si adempì quello che fu detto dal profeta Geremia che dice: 18 «Un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto e un grande cordoglio; Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».

(Matteo 2)

I figli di Rachele, i "santi innocenti", secondo il Vangelo
I figli di Rachele, i “santi innocenti”, secondo il Vangelo

Lettura patristica

San Pietro Crisologo (ca 406-450), vescovo di Ravenna,
dottore della Chiesa – 
Omelia 152  ; PL 52, 604 
«In questo giorno, Signore, i santi innocenti hanno annunciato la tua gloria, non tanto con la parola, ma con la loro morte»

Dove porta l’invidia?… Il delitto compiuto oggi ce lo dimostra: la paura di un rivale per il regno terrestre riempie Erode di ansia; egli complotta di sopprimere «il re appena nato» (Mt 2,2), il re eterno; combatte il Creatore e fa uccidere degli innocenti… Quale colpa avevano commesso quei bambini? Mute erano le loro lingue, nulla avevano ancor visto i loro occhi, nulla sentito le loro orecchie, nulla avevano fatto le loro mani. Hanno ricevuto la morte quando ancora non conoscevano la vita… Cristo legge l’avvenire e conosce i segreti dei cuori, giudica i pensieri e scruta le intenzioni (cf Sal 139): perché li ha abbandonati?… Perché il Re del cielo appena nato non si è curato dei suoi coetanei, innocenti come lui, perché ha dimenticato le sentinelle poste accanto alla sua culla, tanto che il nemico che voleva attentare alla sua vita ha potuto sterminare l’intero esercito?

Fratelli, Cristo non ha abbandonato i suoi soldati, anzi, li ha sommamente onorati dandogli di trionfare prima di vivere e di conseguire la vittoria senza dover combattere… Ha voluto che possedessero il cielo piuttosto che la terra…, li ha inviati davanti a lui come araldi. Non li ha abbandonati: ha salvato la sua avanguardia, non l’ha dimenticata…

Beati coloro che hanno cambiato le fatiche in riposo, i dolori in sollievo, le sofferenze in gioia. Vivono, vivono, perché vivono veramente coloro che hanno subito la morte per Cristo… E beate le lacrime che le madri hanno versato per questi loro figli: hanno meritato loro la grazia del battesimo… Colui che ha degnato nascere in una stalla conduca anche noi ai pascoli del cielo!

Preghiera

O Dio, amante della vita, accogli fra le tue braccia tutti gli innocenti del mondo, vittime dell’odio, e concedi a noi di testimoniarti con una vita docile allo Spirito e fedele al vangelo di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

La Parola

1:1 Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita 2 (e la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che è stata manifestata a noi), 3 quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi; e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo. 4 E vi scriviamo queste cose affinché la vostra gioia sia completa.

5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

(1 Lettera di Giovanni)

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto
Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

Il commento

Non si può veramente annunciare nulla, questo ci dice la prima lettera di Giovanni, apostolo ed evangelista, se non lo si è “toccato con mano”, se non se ne è fatta esperienza.

Non può esistere un cristianesimo etereo, totalmente spiritualizzato, incorporeo. Il Cristianesimo per essere tale ha bisogno del corpo, ha bisogno, l’uomo, il cristiano, di sentirsi amato per intero, corpo ed anima.

Così al Padre è piaciuto inviare il Figlio non come puro spirito ma come vero uomo. Vero Dio e Vero Uomo, così recita la nostra professione di fede.

Perchè è piaciuto così al Padre? Perchè Egli, amandoci totalmente, come totalmente ci ha creato, voleva che la nostra gioia fosse piena. La gioia del corpo e la gioia dell’anima.

Occorreva quindi, è Egli stesso a dirlo, che il Figlio si facesse uomo, si incarnasse nel grembo della Vergine Maria, nascesse, crescesse in sapienza, età e grazia, predicasse il Vangelo del Regno, non solo a parole, ma con i gesti e le azioni… zoppi che saltano, ciechi abbagliati dalla ritrovata vista, sordi scossi dai suoni del mondo, lebbrosi restituiti alla vita di comunità ed al contatto fisico da cui erano esclusi, paralitici che saltano giù dai loro lettini…

Occorreva che Egli venisse perseguitato, rigettato dagli uomini nel corpo come nella predicazione; flagellato, coronato di spine, crocifisso, morto, risorto anche nel Corpo, e di nuovo apparso alle donne ed ai discepoli, sempre in forma corporale… mangiò con loro… camminò con loro… Tommaso mise la sua mano nelle piaghe delle sue ferite.

Non può esistere, allora, fratelli, un cristianesimo che non guarisca il corpo oltre la mente. Non può esistere una fede che dica, io credo con la testa, con la ragione, con il pensiero, ma non mi interessa del corpo, quello fa come gli pare: si dà al peccato, si prostituisce, è comprato e si vende!

Santo è il nostro corpo, dice Paolo, Tempio dell’Eterno è il nostro corpo, non un qualsiasi contenitore di carne, ossa e sangue. Santo è il nostro corpo e quello dei nostri fratelli e sorelle, e non è lecito profanarlo in nessun modo.

Nemmeno può esistere un cristianesimo che si presenti perfetto nel corpo, nelle apparenze, nelle gestualità, e dentro mantenga un animo marcio, perverso. Chi è marcio dentro, per quanto sia bello fuori, è come quelle case le cui fondamenta si rivelano instabili e malsani al primo muoversi della terra. Cosicchè tutto viene giù e grande è la rovina non solo di quella casa, ma anche di quelle vicine e di chi ci abita dentro.

Oltre che a noi stessi, fratelli e sorelle, dobbiamo stare attenti anche alla santità delle persone che ci scegliamo o ci troviamo ad avere come nostre guide o conduttori nella fede. Che siano e si rivelino come vocati alla santità dell’anima come del corpo e che chiamino noi a nostra volta ad essere tali, santi nell’anima e nel corpo.

Nessun discepolo potrà essere più del Maestro, ma dobbiamo sforzarci di essere come Lui, santi nello spirito, puri nel pensiero, santi nel corpo, con la carne ed il sangue puri e pronti ad essere donati ai nostri fratelli e sorelle che ne avessero bisogno.

La Parola di Dio, testo scritto eppure Verbo Incarnato, la cena del Signore, vero pane e vero vino eppure Vero Corpo e Vero Sangue; la duplice mensa a cui, secondo i Padri della Chiesa, si nutre il cristiano, contiene per intero questo pure inesauribile mistero.

E come noi dobbiamo essere luce e camminare nella luce, come dice la lettera, nella luce della Parola di Dio, lampada, unica lampada ai nostri passi, e rifuggire con tutta la nostra forza dalle tenebre, così dobbiamo essere corpo e sangue puri, e rifuggire dal peccato, cercare e testimoniare con il nostro corpo ed il nostro sangue solo l’amore vero, l’amore secondo l’ordine della creazione, l’amore che si dona, l’amore che si moltiplica, l’amore che crea. l’amore che dona piacere e gioia.

Essere Luce, essere Corpo spezzato, essere Sangue versato per la salvezza di molti. Ad immagine del Figlio, secondo la Sua volontà.

Che il Signore, che l’Eterno ci aiuti, purificandoci da ogni peccato.

Amen.

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

La Parola degli Atti

51 “Uomini di collo duro ed incirconcisi di cuore e di orecchi, voi resistete sempre allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi.

52 Quale dei profeti non perseguitarono i padri vostri? Essi uccisero anche coloro che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale ora voi siete divenuti traditori e uccisori; 53 voi che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli e non l’avete osservata!”.

54 All’udire queste cose, essi fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. 55 Ma egli, ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, 56 e disse: «Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».

57 Ma essi, mandando alte grida, si turarono gli orecchi e tutti insieme si avventarono sopra di lui; 58 e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. E i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.

59 Così lapidarono Stefano, che invocava Gesù e diceva: «Signor Gesù, ricevi il mio spirito». 60 Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato».

E, detto questo, si addormentò.

(Atti 7:51-59)

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)
Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

Il bianco e lo scarlatto

Il bianco della fede, se la fede è veramente vissuta con la consapevolezza di ciò che si crede invariabilmente finisce con lo scarlatto.
Così le braccia aperte del bambin Gesù nella mangiatoia. diverranno le braccia aperte di Gesù sulla Croce e le braccia aperte dei martiri come Stefano, il primo di questi, di cui ci racconta il libro degli Atti, di cui leggiamo nel primo giorno dopo Natale.

Braccia aperte di chi sa che tutto nella propria vita viene da Dio. Braccia aperte di chi prega con le parole di Giobbe: il Signore dà, il Signore toglie, benedetto il nome del Signore.
Braccia e tutto il corpo aperto alla Parola che viene a trasformare la nostra vita.

Il sì di Maria che accoglie la gravidanza, il sì di Giuseppe che accoglie il proprio compito, il sì del Figlio che assume pienamente la volontà del Padre, il sì di Stefano che è cristiano fino alla fine della propria vita terrena, il sì di ciascuno di noi, chiamato all’obbedienza della Parola.

Il Signore Gesù accresca la nostra fede, perchè il nostro sì sia pieno e convinto.

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)
Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

Il Vangelo del giorno

17 Ma guardatevi dagli uomini, perché vi trascineranno davanti ai loro sinedri e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe. 18 E sarete condotti davanti ai governatori e davanti ai re, per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai gentili.

19 Quando essi vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di che cosa dovrete dire; perché in quella stessa ora vi sarà dato ciò che dovrete dire; 20 poiché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

21 Ora il fratello consegnerà a morte il fratello e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato.

(Matteo 10)

 

 

Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara

Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara

Due regali di Natale a Sara da parte mia, in argomento Signore degli Anelli, uno dei nostri libri preferiti!

Il primo è il romanzo Beren e Lúthien, un racconto estratto dal Silmarillon. Oggi se lo è portato in aereo andando a casa del nonno a Cagliari.

Beren e Lúthien

Beren e Lúthien è un romanzo postumo scritto da John Ronald Reuel Tolkien ambientato nell’universo immaginario della Terra di Mezzo. Il romanzo, curato dal figlio dell’autore Christopher Tolkien, narra la storia d’amore e le avventure dell’uomo Beren e dell’immortale fanciulla elfica Lúthien.

Tolkien ha scritto diverse versioni della loro storia, l’ultima delle quali si trova ne Il Silmarillion, ed è menzionata anche ne Il Signore degli Anelli. La storia si svolge durante la Prima Era della Terra di Mezzo, circa 6.500 anni prima degli eventi narrati nel Signore degli Anelli.

Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara

La storia narra di come Beren, figlio di Barahir, estrasse un Silmaril dalla corona di Morgoth per chiedere la mano di Lúthien, figlia del re degli elfi Thingol e della maia Melian. Durante l’impresa, Beren rimase ucciso a causa delle ferite riportate dallo scontro con Carcharoth, il lupo di Angband, ma i Valar gli concedettero di ritornare nella Terra di Mezzo, commossi dall’amore della sua amata Lúthien, la quale chiese di rinunciare alla sua immortalità per vivere con lui. Così Beren e Lúthien vissero in solitudine a Tol Galen in Ossiriand, fino al resto dei loro giorni.

L’ispirazione

Il racconto di Beren e Lúthien venne considerato da Tolkien come il centro del suo legendarium. La storia dei due personaggi, infatti, rifletteva l’amore di Tolkien e di sua moglie Edith. In particolare, pare che Edith abbia danzato per Tolkien in una radura fiorita e questo evento ispirò l’immagine dell’incontro tra Beren e Lúthien. Inoltre, la famiglia di Edith inizialmente non approvò il matrimonio con Tolkien, poiché questi era cattolico, analogamente la famiglia di Lúthien non accettò Beren. Tolkien, era talmente legato a questo parallelismo che sulla lapide della tomba dei coniugi Tolkien, vi fece aggiungere i nomi di Beren e Lúthien, riferiti a sè stesso e alla moglie Edith.

Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara

Il racconto di Beren e Luthien condivide anche degli elementi con altri racconti popolari. Ad esempio, con il racconto gallese Culhwch e Olwen, forse la principale fonte di ispirazione; e con la fiaba dei Fratelli Grimm I tre capelli d’oro del diavolo. La caccia al lupo Carcharoth può essere ispirata alla caccia del cinghiale gigante Twrch Trwyth nel Culhwch e Olwen e ad altre leggende di caccia. La ricerca di uno dei tre Silmaril dalla corona di Morgoth si può ricollegare alla ricerca dei capelli dorati del Diavolo. La sequenza in cui Beren perde la mano tra le fauci di Carcharoth può essere ispirata dal dio Týr e dal lupo Fenrir, personaggi della mitologia norrena. Tolkien ha anche preso ispirazione dalla grande storia d’amore di Romeo e Giulietta.

Un raduno inatteso, Lego Version

Il secondo regalo fa riferimento a Lo Hobbit, e racconta con la fantasia del costruttore l’episodio iniziale, di quando Bilbo Baggins si ritrova la casa invasa dall’amico stregone Gandalf e da un numero indefinito di nani…

Riassume così Wikipedia:

Bilbo Baggins sta tranquillamente fumando la sua erba pipa sull’uscio di casa, quando arriva Gandalf, un famoso stregone, che gli propone di prendere parte ad un’avventura. Lo hobbit esita in un primo momento di fronte alla proposta dello stregone dicendo che gli hobbit sono gente tranquilla, non avvezza alle avventure. Tuttavia, il giorno dopo fa la conoscenza di un gruppo di nani capeggiato da Thorin Scudodiquercia e 12 suoi congiunti ed amici: Balin, Dwalin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Óin, Glóin, Bifur, Bofur e Bombur.

La faccenda prende una brutta piega per Bilbo che si ritrova tutti questi ospiti in casa: durante il banchetto preparato dallo hobbit si scoprirà che lo scopo di quest’avventura è quello di recuperare un immenso tesoro posto nel cuore della Montagna Solitaria sorvegliato dal vecchio e feroce drago Smaug che in passato ha sottratto queste ricchezze ai nani che dimoravano sotto la Montagna Solitaria (Erebor in lingua Sindarin).

Inutile dire che Sara è andata in visibilio…

Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara
Beren, Lúthien e gli Anelli di Sara

Guardate la vostra vocazione! Devotional del pastore Elpidio Pezzella

Guardate la vostra vocazione!
Devotional del pastore Elpidio Pezzella

La Parola

Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio»

1 Corinzi 1:26-29

Arrivato il Natale…

Arrivato il Natale con il suo treno di luci e tradizioni, siamo già proiettati a quel che sarà. Le speranze affidate alla santa notte o all’omone barbuto vestito di rosso sono svanite alle luci del giorno. Di certo chi ha scelto di confidare nell’Eterno sa che non sarà questione di tempo, ma piuttosto di condizione propria, per cambiar la quale non basteranno tutti gli auguri e gli auspici di questo mondo.

Mentre è ancora caldo il fuoco dello stare assieme, non mancano le invidie, i dissidi e le divisioni. Per questi l’apostolo scriveva ai Corinzi, invitandoli a ricordare chi erano, e come la grazia di Gesù Cristo, attraverso la predicazione della follia della croce aveva rivelato loro l’agire di Dio. Forse il clima di festa avrà accentuato in molti la triste condizione del momento, evidenziato le difficoltà economiche e la propria debolezza nel reagire.

Guarda alla tua vocazione!

Proprio ora: “guarda alla tua vocazione”, a quel che Dio ha posto nel tuo vaso di terra, alle fede nata e cresciuta nel tuo cuore. Attraverso di te e con te, Dio vuole svergognare i sapienti, le cose forti e ridurre le cose che sono. Di fronte alle nostre umane limitazioni prendiamo invece coscienza che non abbiamo molto tempo per annunciare la gioia del Cristo nato, morto e risorto. Troviamo la necessaria consolazione nelle “parole” che non passeranno mai. Quelle eterne parole ci spingono in queste ore a pregare per quanti soffrono o stanno lottando contro un male o un’ingiustizia, per chi non ha più niente o si ritrova tutto solo; ed anche per coloro che hanno rinunciato alla loro vita per migliorare un po’ quella degli altri.

Preghiera

Possa risplendere la Sua luce nel cuore di tanti e condurli attraverso la Parola lungo sentieri di giustizia, facendone testimoni ripieni di Spirito.

Guardate la vostra vocazione! Devotional del pastore Elpidio Pezzella
Guardate la vostra vocazione! Devotional del pastore Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

25 dicembre Zaccaria 1-2; Apocalisse 5-6

26 dicembre Zaccaria 3-4; Apocalisse 7-8

27 dicembre Zaccaria 5-6; Apocalisse 9-10

28 dicembre Zaccaria 7-8; Apocalisse 11-12

29 dicembre Zaccaria 9-10; Apocalisse 13-14

30 dicembre Zaccaria 11-12; Apocalisse 15-16

31 dicembre Zaccaria 13-14; Apocalisse 17-18

01 gennaio Malachia 1-2; Apocalisse 19-20

02 gennaio Malachia 3-4; Apocalisse 21-22