Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

Il testo biblico

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 13,33-37.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
E’ come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

 

Commento patristico

 

San Gregorio Nisseno (ca 335-395), monaco e vescovo
Discorsi sul Cantico dei Cantici, n. 11,1

“Vigilate dunque, poiché non sapete
quando il padrone di casa ritornerà”

Ecco un grande precetto del Signore: i discepoli scuotano come polvere tutto quanto è di questa terra…, per lasciarsi elevare con slancio verso il cielo. Ci esorta a vincere il sonno, a cercare le cose di lassù (Col 3,1), a tener senza posa lo spirito sveglio, a scacciare dagli occhi la sonnolenza seduttrice.

Voglio parlare di questo torpore e di questa sonnolenza che inducono l’uomo all’errore e gli presentano immagini di sogno: onore, ricchezza, potenza, grandezza, piacere, successo, profitto o prestigio…

Per dimenticare tali sogni, il Signore ci chiede di andare al di là di questo sonno pesante: non lasciamoci scappare la realtà inseguendo il nulla in modo sfrenato. Ci chiama a vigilare: “Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese” (Lc 12,35).

La luce che abbaglia gli occhi scaccia il sonno; la cintura che stringe i fianchi tiene il corpo in allerta; indica uno sforzo che non permette alcun torpore.

Sia chiaro il senso di questa immagine!

Cingere la vita di temperanza è vivere nella luce di una coscienza pura. La lucerna accesa della franchezza illumina il volto, esalta la verità, tiene l’anima attenta, la rende impermeabile alla falsità ed estranea alla futilità dei poveri sogni.

Viviamo secondo l’esigenza di Cristo e condivideremo la vita degli angeli. Infatti ci unisce a loro in questo precetto: “Siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa” (Lc 12,36).
Sono loro seduti presso la porta del cielo, l’occhio sveglio, perché il Re della gloria (Sal 24,7) vi passi al ritorno dalle nozze.