L’Eterno mi conosce! Che Egli mi investighi! Sia lode all’Eterno!

L’Eterno mi conosce! Sia lode all’Eterno!

Devotional settimanale a cura del pastore Elpidio Pezzella

«Tu mi hai investigato, o Eterno, e mi conosci»
Salmo 139:1

I testi dei Salmi sono capaci di cogliere e descrivere i nostri stati d’animo più intimi e profondi. Se l’incipit del salmo recita: «Tu mi hai investigato, o Eterno, e mi conosci», la parte finale dice: «Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore…».

Non solo siamo conosciuti dal Signore, ma c’è un desiderio di voler essere investigati. Occorre certamente del coraggio per chiedere a Dio di metterci a nudo ed investigarci per vedere se c’è qualcosa in noi che non va.

La tendenza solita è quella di nascondersi, o tutt’al più chinare il capo dinanzi a Dio, come fece il pubblicano, sulla porta del tempio, per implorare “Abbi pietà di me”.

Domina attorno a noi il pensiero presuntuoso di dichiarare che Dio ci conosce, ci investiga, ma ci ama così come siamo, peccatori iniqui. Vero è che Lui ci ama così, ma è altrettanto vero che non ci vuole “iniqui”.

Le parole del Salmo conducono a comprendere, non solo, che la Sua presenza non ci lascia e non ci abbandona, ma anche come il Suo sguardo sia sempre su noi. Egli è l’Emmanuele, l’Iddio con noi, Colui che ci conduce per sentieri di giustizia e lungo pascoli verdeggianti.

La domanda è se lo crediamo e se ne abbiamo la consapevolezza o, invece, viviamo una fede ipocrita basata su di una persuasione più che su una certezza.

Piangere

È la prima modalità espressiva di ogni nato, considerato segnale di vitalità e principale comunicazione nelle prime fasi della vita. Una volta cresciuti le lacrime divengono sinonimo di dolore e sofferenza. Difficilmente il pianto ci ricorda momenti felici, anche se questi hanno conosciuto lacrime dolcissime di commozione e gioia.

Quando penso al pianto e alle lacrime che si versano soprattutto nel silenzio o nel segreto, mi sovviene la il Salmo 6: «l’Eterno ha dato ascolto alla voce del mio pianto» (verso 8). Dio ascolta il nostro pianto, non il singhiozzare. Mi piace pensare che le lacrime giungono a Lui come parole.

Gli occhi che non hanno mai versato lacrime non possono comprendere quel che si prova quando si attraversa il deserto del silenzio. Eppure il salmo 30 ci ricorda che non si piangerà per sempre. Come ogni notte lascia la scena al giorno, alle lacrime seguirà la gioia. E quando la gioia arriva dopo il pianto sarà accompagnata di grida. Confida pure nel tuo Dio, perché «quelli che seminano con lacrime, mieteranno con canti di gioia» (Salmo 126:5).

L'Eterno mi conosce! Che Egli mi investighi! Sia lode all'Eterno!
L’Eterno mi conosce! Che Egli mi investighi! Sia lode all’Eterno!

Lettura della Bibbia

11 dicembre Amos 5-6; Ebrei 11-12
12 dicembre Amos 7-8; Ebrei 13; Giacomo 1
13 dicembre Amos 9; Abdia 1; Giacomo 2-3
14 dicembre Giona 1-2; Giacomo 4-5
15 dicembre Giona 3-4; 1 Pietro 1-2
16 dicembre Michea 1-2; 1 Pietro 3-4
17 dicembre Michea 3-4; 1 Pietro 5; 2 Pietro 1