O Oriens – Zaccaria 6:12-15 – Quinta Feria d’Avvento

O Oriens – Zaccaria 6:12-15 – Quinta Feria d’Avvento

La Parola

L’Antifona Maggiore del 21 dicembre ci invita a invocare Cristo col nome di “Oriente”.

E’ il nome che troviamo nel profeta Zaccaria:

Così dice l’Eterno degli eserciti: Ecco, l’uomo, il cui nome è il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio dell’Eterno. 13 Sì, egli costruirà il tempio dell’Eterno, si ammanterà di gloria e si siederà e regnerà sul suo trono, sarà sacerdote sul suo trono, e tra i due ci sarà un consiglio di pace.

14 La corona sarà un ricordo nel tempio dell’Eterno per Helem, per Tobiah, per Jedaiah e per Hen, figlio di Sofonia. 15 Anche quelli che sono lontani verranno per aiutare a costruire il tempio dell’Eterno; allora riconoscerete che l’Eterno degli eserciti mi ha mandato a voi.

Questo avverrà se obbedirete diligentemente alla voce dell’Eterno, il vostro DIO».

(Zaccaria 6)

 

L’Antifona Maggiore

 

O Oriens,
splendor lucis aeternae,
et sol justitiae:
veni, et illumina
sedentes in tenebris,
et umbra mortis. 

O (astro) Sorgente,
splendore di luce eterna,
e sole di giustizia:
vieni ed illumina
quelli che giacciono nelle tenebre,
e nell’ombra della morte. 

Un breve commento

Il nome Oriente è accompagnato da due espressioni giustapposte, che allargano e spiegano il termine Oriente.
La prima di esse dice “splendore della luce eterna”, la cui origine biblica potrebbe essere nell’Antico Testamento un testo del profeta Abacuc: “Il tuo splendore è come la luce, bagliori di folgore escono dalle sue mani” (Ab 3,4). L
a seconda espressione aggiunge: “sole di giustizia”, che procede dal profeta Malachia: “Per voi […] sorgerà il sole di giustizia” (Mal 3,20).

Ecco quindi che Cristo è invocato come la luce che fa nascere il giorno o come il luogo per cui nasce un nuovo giorno, un nuovo giorno che nasce sotto la luce di Dio ed i raggi della salvezza.

Ascoltiamo