Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

La Parola

1:1 Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita 2 (e la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che è stata manifestata a noi), 3 quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi; e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo. 4 E vi scriviamo queste cose affinché la vostra gioia sia completa.

5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

(1 Lettera di Giovanni)

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto
Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

Il commento

Non si può veramente annunciare nulla, questo ci dice la prima lettera di Giovanni, apostolo ed evangelista, se non lo si è “toccato con mano”, se non se ne è fatta esperienza.

Non può esistere un cristianesimo etereo, totalmente spiritualizzato, incorporeo. Il Cristianesimo per essere tale ha bisogno del corpo, ha bisogno, l’uomo, il cristiano, di sentirsi amato per intero, corpo ed anima.

Così al Padre è piaciuto inviare il Figlio non come puro spirito ma come vero uomo. Vero Dio e Vero Uomo, così recita la nostra professione di fede.

Perchè è piaciuto così al Padre? Perchè Egli, amandoci totalmente, come totalmente ci ha creato, voleva che la nostra gioia fosse piena. La gioia del corpo e la gioia dell’anima.

Occorreva quindi, è Egli stesso a dirlo, che il Figlio si facesse uomo, si incarnasse nel grembo della Vergine Maria, nascesse, crescesse in sapienza, età e grazia, predicasse il Vangelo del Regno, non solo a parole, ma con i gesti e le azioni… zoppi che saltano, ciechi abbagliati dalla ritrovata vista, sordi scossi dai suoni del mondo, lebbrosi restituiti alla vita di comunità ed al contatto fisico da cui erano esclusi, paralitici che saltano giù dai loro lettini…

Occorreva che Egli venisse perseguitato, rigettato dagli uomini nel corpo come nella predicazione; flagellato, coronato di spine, crocifisso, morto, risorto anche nel Corpo, e di nuovo apparso alle donne ed ai discepoli, sempre in forma corporale… mangiò con loro… camminò con loro… Tommaso mise la sua mano nelle piaghe delle sue ferite.

Non può esistere, allora, fratelli, un cristianesimo che non guarisca il corpo oltre la mente. Non può esistere una fede che dica, io credo con la testa, con la ragione, con il pensiero, ma non mi interessa del corpo, quello fa come gli pare: si dà al peccato, si prostituisce, è comprato e si vende!

Santo è il nostro corpo, dice Paolo, Tempio dell’Eterno è il nostro corpo, non un qualsiasi contenitore di carne, ossa e sangue. Santo è il nostro corpo e quello dei nostri fratelli e sorelle, e non è lecito profanarlo in nessun modo.

Nemmeno può esistere un cristianesimo che si presenti perfetto nel corpo, nelle apparenze, nelle gestualità, e dentro mantenga un animo marcio, perverso. Chi è marcio dentro, per quanto sia bello fuori, è come quelle case le cui fondamenta si rivelano instabili e malsani al primo muoversi della terra. Cosicchè tutto viene giù e grande è la rovina non solo di quella casa, ma anche di quelle vicine e di chi ci abita dentro.

Oltre che a noi stessi, fratelli e sorelle, dobbiamo stare attenti anche alla santità delle persone che ci scegliamo o ci troviamo ad avere come nostre guide o conduttori nella fede. Che siano e si rivelino come vocati alla santità dell’anima come del corpo e che chiamino noi a nostra volta ad essere tali, santi nell’anima e nel corpo.

Nessun discepolo potrà essere più del Maestro, ma dobbiamo sforzarci di essere come Lui, santi nello spirito, puri nel pensiero, santi nel corpo, con la carne ed il sangue puri e pronti ad essere donati ai nostri fratelli e sorelle che ne avessero bisogno.

La Parola di Dio, testo scritto eppure Verbo Incarnato, la cena del Signore, vero pane e vero vino eppure Vero Corpo e Vero Sangue; la duplice mensa a cui, secondo i Padri della Chiesa, si nutre il cristiano, contiene per intero questo pure inesauribile mistero.

E come noi dobbiamo essere luce e camminare nella luce, come dice la lettera, nella luce della Parola di Dio, lampada, unica lampada ai nostri passi, e rifuggire con tutta la nostra forza dalle tenebre, così dobbiamo essere corpo e sangue puri, e rifuggire dal peccato, cercare e testimoniare con il nostro corpo ed il nostro sangue solo l’amore vero, l’amore secondo l’ordine della creazione, l’amore che si dona, l’amore che si moltiplica, l’amore che crea. l’amore che dona piacere e gioia.

Essere Luce, essere Corpo spezzato, essere Sangue versato per la salvezza di molti. Ad immagine del Figlio, secondo la Sua volontà.

Che il Signore, che l’Eterno ci aiuti, purificandoci da ogni peccato.

Amen.

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