Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?

Sappiamo dove siamo?

La Parola

3 E da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti.

4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui.
5 Ma chi osserva la sua parola, l’amore di Dio in lui è perfetto.

Da questo conosciamo che siamo in lui.

6 Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch’egli come camminò lui.

7 Fratelli, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento vecchio, che avevate dal principio: il comandamento vecchio è la parola che avete udito dal principio. 8 E tuttavia vi scrivo un comandamento nuovo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno passando e già risplende la vera luce.

9 Chi dice di essere nella luce e odia il proprio fratello, è ancora nelle tenebre. 10 Chi ama il proprio fratello dimora nella luce e non vi è niente in lui che lo faccia cadere. 11 Ma chi odia il proprio fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi.

12 Figlioletti, vi scrivo perché i vostri peccati vi sono perdonati per mezzo del suo nome.
13 Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è dal principio.
Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno.
Figlioletti, vi scrivo perché avete conosciuto il Padre.
14 Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è dal principio.
Giovani, vi ho scritto perché siete forti e la parola di Dio dimora in voi, e perché avete vinto il maligno.

15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui, 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.

17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

(1 Giovanni 2)

Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?
Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?

Il commento

L’apostolo ed evangelista Giovanni è chiarissimo nell’indicare il criterio con cui possiamo rispondere a questa domanda.

Siamo in Lui se osserviamo i suoi comandamenti.

Ed i suoi comandamenti non sono qualcosa su cui possiamo elucubrare più di tanto, o speculare se questo si o questo no, se questo ci piace di più o di meno,

Perchè i suoi comandamenti sono il suo comandamento, la sua legge. Sono Uno, come Dio è Uno nel più intimo di sè stesso.

Il comandamento che noi definiamo nuovo, che ci è stato rivelato dal Figlio, che noi chiamiamo il comandamento dell’amore, in realtà è il comandamento vecchio, il concretizzarsi in modo sintetico delle dieci parole che l’Eterno, Benedetto Egli sia!, consegnò a Mosè sul Sinai.

E tanto è vero questo che il Figlio ebbe direttamente a dire che neppure uno iota della vecchia legge, del comandamento antico, come ipocritamente molti di noi lo appellano, sarebbe caduto fino alla fine dei tempi.

Tanto è vero che quando il Figlio chiede a qualcuno nel Nuovo Testamento un “sunto” della Legge, questo gli risponde, come era ovvio che fosse, con le parole dell’Antica Alleanza, e Gesù gli dice che ha risposto bene. Questo deve fare se vuole vivere.

Se vuole vivere in Dio, è il sottointeso. Perchè si può anche vivere nel mondo vivendo di facciata il comandamento nuovo, e rigettando le parole antiche. Ma questo non è vivere in Dio.

È vivere secondo il mondo, ricercando le cose del mondo, che Giovanni mirabilmente elenca (la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita), che sono tutte cose che passano, lasciando indietro il fare la volontà di Dio, il cercare Dio mentre si fa trovare (ad un certo punto non ci sarà più tempo di farlo!).

Commentando questo brano, Agostino di Ippona spiega le tre concupiscenze:

Ecco dunque le tre concupiscenze: ogni cupidigia umana è messa in moto dai desideri della carne, dalla bramosia degli occhi e dall’ambizione degli onori.

Il Signore stesso fu tentato dal diavolo su queste tre concupiscenze.

Fu tentato nei desideri della carne, quando gli fu detto:

Se sei il Figlio di Dio, di’ a queste pietre che diventino pane
(Mt 4, 3).

Dopo il digiuno infatti egli sentiva fame. Ma in qual modo respinse il tentatore ed a noi suoi soldati insegnò a combattere?
Fà attenzione a quanto rispose:

L’uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che viene da Dio (Mt 4, 4; Deut 8, 3).

Fu tentato anche nella cupidigia degli occhi e sollecitato a fare un miracolo, quando il tentatore gli disse:

Buttati giù, poiché sta scritto: egli per te ha dato ordine ai suoi Angeli, affinché ti sorreggano e non batta il tuo piede contro la pietra (Mt 4, 6; cf. Ps 90, 11).


Ma il Cristo si oppose al tentatore; se avesse fatto quel miracolo, sarebbe parso che avesse ceduto alla tentazione o si fosse lasciato trascinare dalla curiosità: egli operò dei miracoli ma quando volle agire come Dio e per curare degli ammalati.

Se avesse compiuto il miracolo allora, avrebbe dato a vedere di avere il solo scopo di dare spettacolo. Ma perché gli uomini non avessero questa impressione, senti bene ciò che rispose al demonio, così che anche tu possa ripetere queste parole, quando ti assalisse la medesima tentazione. Rispose dunque:

Via da me, o Satana; sta scritto infatti: Non tenterai il Signore Dio tuo (Mt 4, 7).


Cioè: se farò questo, tenterò il Signore.


Egli ti ha suggerito le parole che anche tu devi ripetere. Quando il nemico ti viene a dire: Che uomo sei tu, che cristiano sei? che miracoli hai fatto, quali morti sono resuscitati in forza delle tue orazioni, quale salute hai ridato ai febbricitanti? se fossi cristiano di valore, saresti in grado anche di fare dei miracoli.

Allora tu rispondi:

Sta scritto: non tenterai il Signore Dio tuo (Dt 6, 16).


Non tenterò Dio, mentre quasi che soltanto facendo miracoli io potessi appartenere a Dio, mentre non facendoli, non potessi dire di appartenergli. Che significherebbero allora le parole:


Godete, perché i vostri nomi sono scritti in cielo?

In che modo invece il Signore fu assalito con la tentazione della gloria di questo mondo?
Essa avvenne quando il diavolo lo sollevò sopra un monte altissimo e gli disse:

Tutto questo ti darò se, prostrato, mi adorerai.

Il diavolo volle tentare il Re dei secoli, dandogli la speranza di essere innalzato a re di tutta la terra; ma il Signore che creò il cielo e la terra, disprezzò il diavolo. C’è forse da meravigliarsi che il diavolo venga vinto dal Signore?
Egli rispose al diavolo ciò che tu stesso, come egli ti insegnò, devi rispondergli:

E’ scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo (Mt 4, 10; Deut 6, 13).

Se ricorderete queste parole e le praticherete, non avrete in voi la concupiscenza del mondo, non vi domineranno né i desideri della carne, né la cupidigia degli occhi, né la brama della gloria; allora permetterete alla carità di entrare in voi più largamente e così amerete il Signore.

Se invece ci sarà in voi l’amore del mondo, non potrà esservi l’amore di Dio.

Conservate l’amore di Dio affinché restiate in eterno, così come Dio è eterno.

Ciascuno è tale quale l’amore che ha.

Ami la terra? Sarai terra.
Ami Dio? dovrei concludere: tu sarai Dio.

Ma non oso dirlo io e perciò ascoltiamo la Scrittura:

Io ho detto: Voi siete dèi e figli tutti dell’Altissimo (Sal 81, 6).


Se dunque volete essere dèi e figli tutti dell’Altissimo, non vogliate amare il mondo e ciò che si trova nel mondo.

Tutto ciò che è nel mondo, è desiderio carnale, cupidigia degli occhi, ambizione di gloria; ora tutto ciò non proviene dal Padre ma dal mondo: cioè dagli uomini che amano il mondo. Il mondo passa e le sue concupiscenze; chi invece fa la volontà di Dio, rimane in eterno

(1 Gv 2, 15-17).

Il Signore accresca la nostra fede! Perchè siamo, ci sforziamo di essere sempre nella Luce della Sua Parola, e rifuggiamo, sempre, dal servire le tenebre e la concupiscenza di questo mondo.

Amen, secondo la Sua volontà. 

Il commento intero alla Prima lettera di Giovanni scritto da Agostino lo trovate a questo link.