Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici

La Parola

Se io predico l’evangelo, non ho nulla da gloriarmi, poiché è una necessità che mi è imposta; e guai a me se non predico l’evangelo!

(1 Corinti 9:16)

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici
Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici
Il commento
Il nulla

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici, proposti da questo versetto del capitolo 9 della Prima Lettera di Paolo Apostolo ai Corinti.

Ostici per la mentalità di questo mondo. Se io predico il Vangelo, dice Paolo, e lo faccio bene, con verità, con fedeltà, non ho nulla di che gloriarmi.

“Avrebbe fatto solo il suo dovere”, avrebbe detto mia madre, donna di altri tempi secondo alcuni, donna fedele alla Parola di Dio, per me che la conoscevo.

Concetto ostico perchè questo è un mondo che ha il mito della gratificazione, del risultato, che crede che sia un merito fare, semplicemente, ne più nè meno che il proprio lavoro, quello per cui magari si è anche pagati, per cui si prende uno stipendio… mondo che ha fatto un mito dei concetti di mancia,incentivo, tangente… mondo che a parole condanna i politici e gli amministratori corrotti, ma poi ne ricerca i favori, e li vota sempre, immancabilmente, nelle urne.

Paolo fu il più grande ed il più convincente predicatore del messaggio di Cristo, in città e territori difficili, allora come oggi, eppure sentiva di non avere nulla di che chiedere o pretendere in cambio, e da Cristo, e dalle comunità e dalle persone a cui si rivolgeva.

Un esame di coscienza dovrebbero farselo, di fronte a queste parole, non solo politici e funzionari, ma anche quei pastori che fanno mercanzia delle loro conoscenze in campo scritturistico, che vendono i loro interventi e le loro predicazioni al migliore offerente. Così come quelli che predicano un assurdo Vangelo della prosperità invece che quello della Croce.

La necessità imposta

Il secondo concetto, poco popolare anche esso, in tempi in cui si ha il mito della libertà dell’essere liberi, secondo il mondo però…

Perchè essere liberi in Cristo, significa dipendere completamente dalla Parola di Dio, essere felicemente schiavi dei suoi comandamenti, mettere i precetti della legge di Dio avanti a tutte le leggi e i precetti umani. Significa, di fronte alle situazioni complesse o discusse, scegliere sempre di obbedire a Dio anzichè agli uomini.

Predicare il Vangelo è una necessità che mi è imposta, dice Paolo, predicare l’Evangelo, senza stancarsi, senza cessare è una necessità che ci è imposta. Ci è imposta perchè il Vero, il Bello, il Giusto è solo nel Signore Gesù, è solo il Signore Gesù, è solo la Sua Parola.

Chi non sente questa necessità…

Chi non sente questa necessità, chi pensa che il parlare del Vangelo sia duro, chi pensa che i precetti di Dio siano cose passatecose di altri tempi, permettetemi la franchezza, si merita questo mondo, le sue ingiustizie, la sua violenza, le sue ingiustizie, le sue disuguaglianze, i suoi peccati contro la natura e contro la vita. Non solo se lo merita, ma ne è colpevole al pari di quelli che magari a parole condanna. Parole vuote, parole senza contenuto, parole pronunciate come se la vita fosse un continuo talk show, senza senso, come la quasi totalità di quelli che vanno in onda sulle nostre televisioni.

Scegliere la Parola

Scegliere la Parola, senza nulla chiedere, come servo senza pretese. Sentire la necessità, l’imposizione di doverlo fare, di doverLe essere fedele, di doverLa annunciare non è una opzione possibile per un cristiano. Per un cristiano dico, non semplicemente per un pastore o un predicatore! Scegliere la Parola è l’opzione. Scegliere la Parola è scegliere Cristo. Scegliere la Parola è scegliere di avere Dio come Unico Sovrano. 

Il Signore accresca la nostra fede. Amen. Alleluia!