La voce che grida nel deserto serve la Parola

La voce che grida nel deserto serve la Parola

La Parola

La Parola era prima che il tempo fosse…

1 Nel principio era la Parola,
la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
2 Essa era nel principio con Dio.
3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei,
e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
(Giovanni 1)

 

La voce umana la serve…
1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo
2 Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via.
3 Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.
(Marco 1)

Il commento di Agostino

Alla voce serve uno strumento.

Lo strumento della voce è il predicatore, che ti chiama a conversione.

Quello che rimane è la Parola, che ti converte.

Agostino lo spiega come meglio non si potrebbe fare.

La voce che grida nel deserto serve la Parola
La voce che grida nel deserto serve la Parola

 

Giovanni è la voce, il Signore, invece, «in principio era il Verbo» (Gv 1,1).

Giovanni voce nel tempo, Cristo fin dal principio Parola eterna.

Togli la parola, che cos’è la voce? Non ha nulla di intellegibile, è strepito a vuoto. La voce, senza la parola, colpisce l’orecchio, non apporta nulla alla mente.

Nondimeno, proprio nell’edificazione della nostra mente, ci rendiamo conto dell’ordine delle cose.

Se penso a quel che dirò, la parola è già dentro di me; ma, volendo parlare a te, cerco in qual modo sia anche nella tua mente ciò che è già nella mia.

Cercando come possa arrivare a te e trovar posto nella tua mente la parola che occupa già la mia, mi servo della voce e, mediante la voce, ti parlo.

Il suono della voce ti reca l’intelligenza della parola; appena il suono della voce ti ha recato l’intelligenza della parola, il suono stesso passa oltre; ma la parola, a te recata dal suono, è ormai nella tua mente e non si è allontanata dalla mia.

Perciò il suono, proprio il suono, quando la parola è penetrata in te, non ti sembra dire: «Egli deve crescere ed io, invece, diminuire» (Gv 3,30)?

La sonorità della voce ha vibrato nel rendere servizio, quindi si è allontanata, come per dire: «Questa mia gioia è completa».

Conserviamo la parola, badiamo a non perdere la parola concepita nel profondo dell’essere.

(Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa; Discorso 293, per la Natività di Giovanni Battista: «Io sono voce di uno che grida nel deserto»)

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