Venite e vedete

Venite e vedete

La Parola

35 Il giorno seguente, Giovanni era nuovamente là con due dei suoi discepoli. 36 E, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’Agnello di Dio».

37 E i due discepoli, avendolo sentito parlare, seguirono Gesù.

38 Ma Gesù, voltatosi e vedendo che lo seguivano, disse loro: «Che cercate?». Essi gli dissero: «Rabbi (che, tradotto, vuol dire maestro), dove abiti?». 39 Egli disse loro: «Venite e vedete». Essi dunque andarono e videro dove egli abitava, e stettero con lui quel giorno. Era circa l’ora decima.

(Giovanni 1)

Venite e vedete
Venite e vedete

Il commento

Giovanni il Battista non era il Messia. Predicava che stava venendo uno più grande di lui, a cui egli non era degno di sciogliere i sandali.

Ecco, quell’Uno è giunto, è lì ed egli, con la sua attività di predicazione, di annuncio, di invito alla conversione, lo indica a coloro che fino a quelo momento erano suoi discepoli.

E, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse:
«Ecco l’Agnello di Dio

I discepoli non sono più “suoi”, non lo sono mai stati in realtà. Essi sono chiamati dal Cristo, e divengono discepoli del Cristo, lasciando Giovanni. Così deve essere per ogni ministro di Dio, per ogni servitore dell’Eterno, per ogni pastore o pope, o prete. Egli, il Cristo,il Cristo solo, deve crescere e lui diminuire!

É Gesù che giudica poi in modo decisivo, definitivo, la qualità della sequela.

Gesù, voltatosi e vedendo che lo seguivano, disse loro:
«Che cercate?

Ne segue un dialogo tra l’anima di quei primi seguaci del Cristo ed il Cristo stesso.

Essi gli dissero:
«Rabbi (che, tradotto, vuol dire maestro), dove abiti?».
Egli disse loro: «Venite e vedete».

Essi lo riconoscono come Maestro, come Rabbi, lo riconoscono, come tanti lo avevano riconosciuto, come uno che parlava con autorità. Ma questo non basta. In fondo al loro cuore essi sono animati da buone intenzioni, vorrebbero che Egli fosse il Messia che li porta fino alla casa dell’Eterno. Il loro cuore prega con il salmista…

Oh, quanto amabili sono le tue dimore, o Eterno degli eserciti! 2 L’anima mia anela e si strugge per i cortili dell’Eterno; il mio cuore e la mia carne mandano grida di gioia al Dio vivente. 3 Anche il passero trova una casa e la rondine un nido, dove posare i suoi piccoli presso i tuoi altari, o Eterno degli eserciti, mio Re e mio DIO. 4 Beati coloro che abitano nella tua casa e ti lodano del continuo.

(Salmi 84)

Il Signore Gesù però dice loro che non è così semplice. Occorre seguirlo, occorre toccare con mano le sue piaghe, occorre condividere il suo cammino, fino in fondo, per poter vedere la Sua gloria.

Venite e vedete

I due primi discepoli accettano la sfida al loro desiderio di una sequela tranquilla, senza problemi, di tutto riposo. Ed iniziano a seguire Gesù, iniziano a scontrarsi con la durezza della vita di un uomo, vero uomo e vero Dio,  che non ha un luogo dove posare il capo.

Sono già le quattro del pomeriggio. l’ora decima. Non manca molto al tramonto. Non manca molto al giudizio finale. Non manca molto per loro e non manca molto per noi.

Non rimandiamo ancora la decisione per una sequela vera e piena!

Non limitiamoci a dire: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato». Ma apriamo le Scritture, spezziamo il pane che quotidianamente ci viene donato, facciamo memoria dei prodigi che ha operato per noi, le cose avvenute per via, e proclamiamo la salvezza nel Suo Nome a Gerusalemme ed in ogni altro luogo.

Amen! Alelluia!