La mattina, era ancora notte, pregava

La mattina, era ancora notte, pregava

La Parola

Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesú si alzò, uscí e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.

(Marco 1:35)

La mattina, era ancora notte, pregava
La mattina, era ancora notte, pregava

Il commento

Il versetto del Vangelo di Marco che riporto sopra è guida alle mie giornate. Mi alzo presto, esco che è ancora buio, e prego. Prima invocando la benedizione dell’Eterno sulla mia giornata e su quella di coloro che mi sono cari.  Poi recitando a memoria un salmo invitatorio.

Aspetto il bus o il treno, salgo, apro il Libro dei libri, e prego con il Salterio fino all’arrivo al lavoro.

La preghiera così continua a risuonarmi dentro per tutto il giorno, qualsiasi cosa faccia o dica. Senza l’Eterno e la Sua Parola, mi sentirei vuoto. Sarei un bronzo che risuona a vuota, un cembalo che tintinna note senza senso…

Oggi Sara ha lezione di violino, a proposito… sia benedetto il Nome dell’Eterno, ora e sempre e per tutti i giorni che vorrà donarmi su questa terra. E poi, spero e prego, per l’eternità.