Un luogo solitario per vincere la buona battaglia

Un luogo solitario per vincere la buona battaglia

La Parola

29 Appena furono usciti dalla sinagoga, vennero nella casa di Simone e di Andrea, con Giacomo e Giovanni. 30 Or la suocera di Simone giaceva a letto con la febbre ed essi subito gli parlarono di lei. 31 Allora egli si avvicinò, la prese per la mano e l’alzò, e immediatamente la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

32 Poi, fattosi sera, dopo il tramonto del sole, gli portarono tutti i malati e gli indemoniati. 33 E tutta la città era affollata davanti alla porta. 34 Egli ne guarì molti, colpiti da varie malattie, e scacciò molti demoni; e non permetteva ai demoni di parlare perché sapevano chi egli fosse.

35 Poi il mattino seguente, essendo ancora molto buio, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo solitario e là pregava.

36 E Simone e quelli che erano con lui lo cercarono. 37 E, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38 Ed egli disse loro: «Andiamo nei villaggi vicini affinché io predichi anche là, perché è per questo che io sono venuto».

39 Ed egli andò predicando nelle loro sinagoghe per tutta la Galilea e scacciando demoni.

(Marco 1)

Un luogo solitario per vincere la buona battaglia
Un luogo solitario per vincere la buona battaglia

Il commento

Pregando anche stamani su questo brano della Parola di Dio, mi sono soffermato di nuovo sul versetto 35.

Poi il mattino seguente, essendo ancora molto buio, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo solitario e là pregava.

Apparentemente contrastante con il resto. La sinagoga prima, poi una scena di affollata vita familiare, malati ed indemoniati che lo circondano, la città riunita davanti alla porta della casa dove il Signore si trovava.

Ma Egli, il mattino seguente, quando gli altri dormono, quando non c’è nessuno in giro, si alza presto e si mette a pregare, da solo.
Marco non ci scrive come, su cosa, con che testi pregava, ma visto che era appena uscito da una sinagoga possiamo tranquillamente supporre che pregasse il Padre con le parole della Scrittura appena letta e commentata. O forse pregava con le parole che poi avrebbe insegnato ai discepoli e a noi.

Ma non è tanto importante. Importante è che, quando tutti gli altri finalmente tacciono, quando le voci del mondo tacciono, Egli si ritira, in un luogo solitario, a pregare il Padre.

E’ importantissimo anche per noi. Ritagliarci del tempo in cui stare da soli e pregare. Recuperare forza dal rapporto unico che ognuno di noi è chiamato ad avere con l’Eterno. Far tacere le voci del mondo che ci assediamo, ci circondano, ci riempiono il cuore e la mente… quel malato, quel povero, quella situazione, quest’altra…

Chi è pastore, prete, o comunque nel ministero mi capisce, credo, meglio di chiunque altro.

Non è cattiveria farle tacere tutte quelle voci, ma è necessario. Perchè come dirà poi Gesù, non siamo noi ad agire, ma è il Padre. Il Padre quindi va pregato, va invocato, va supplicato, va amato ed adorato. Non sono le nostre buone azioni o le nostre opere che devono lodarlo, siamo noi!

Noi, noi dobbiamo riconoscere che Egli è l’unico necessario, noi dobbiamo invocare la Sua assistenza, il Suo aiuto, tramite la Sua Parola.

Dobbiamo ritirarci in un luogo solitario, quando gli altri dormono, o comunque non possono distrarci, e chiedere all’Eterno la forza tramite la preghiera ed il filiale abbandono alla Sua Parola. Altrimenti non potremo affrontare gli infiniti demoni di questo mondo. Demoni che cercano di confonderci, di allettarci, anche puntando a farci credere che è per nostro merito o è per nostra bravura, per il nostro spirito di sacrificio, magari, che si compiono certe meraviglie o si operano certe guarigioni.

Gesù non permetteva ai demoni di parlare e così dobbiamo fare noi. Deve essere solo la Parola di Dio quella che parla e si manifesta, e manifesta la Sua forza attraverso di noi, servitori del Signore.

Gesù sa che il demonio ci conosce, conosce tutte le nostre debolezze, conosce ogni nostro peccato. Egli si impone sui demoni con la forza invincibile del Suo essere Figlio, ma anche noi possiamo vincere il demonio, noi siamo figli nel Figlio, se ci sottomettiamo all’Eterno ed alla Sua Parola.

Certi demoni, dirà Gesù, non si possono vincere se non con la preghiera ed il digiuno. Solo il nostro orgoglio, la nostra testardaggine, la nostra presunzione, i nostri demoni appunto, cercano di convincerci che possiamo vincere con l’attivismo, la frenesia, il fare, fare, fare, il riempirci la vita di cose e situazioni nuove.

Pregare e predicare. Versetti 35 e 39.

Gesù è chiarissimo nelle parole riportate dall’evangelista Marco

Pregare e predicare,
per vincere la buona battaglia.  

Amen. 

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