È Dio che fa crescere

È Dio che fa crescere

Devotional settimanale a cura del fratello Elpidio Pezzella

La Parola

«Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere!» 

1Corinti 3:6-7

Dio è Colui che fa crescere

L’apostolo Paolo sta affrontando con questa lettera le lacerazioni e le discordie che stavano disgregando, in sua assenza, la comunità di Corinto. Nonostante si reputassero degli “spirituali”, l’invidia e la discordia presenti tra i corinzi è segno evidente del loro infantilismo spirituale. Infatti Paolo scrive di aver parlato loro “come a bambini in Cristo”.

Purtroppo non solo la comunità era diventata un circolo di intellettuali e filosofi, ma al suo interno erano nate delle fazioni e l’apostolo, con cuore paterno e non uno dei tanti pedagoghi, intende far capire loro quanto sia inutile parteggiare per i diversi predicatori.

L’azione di nessun ministro può aver più valore o potere salvifico di un altro. Coloro che il Signore usa per la cura del Suo campo, per l’edificazione del Suo edificio hanno l’onore di essere Suoi collaboratori, ma non sono altro che modesti strumenti. Qualunque sia l’opera che ciascuno di essi è chiamato a compiere, la parte determinante spetta sempre ed esclusivamente a Dio, il quale è Colui “che fa crescere”.

Non cadere nella faziosità

Se la comunità è esortata a non cadere nelle faziosità, altrettanto i “collaboratori di Dio” non devono cedere alla tentazione di considerare gli altri servitori come rivali, né tanto meno cedere alle logiche concorrenziali che si possono scatenare all’interno di una comunità quando si da spazio alla “carnalità”. Ecco allora che è opportuno considerare come c’è chi inizia il lavoro e chi lo prosegue; come c’è chi pianta e chi annaffia. Solo in questi termini si terrà conto che prima o dopo di noi è necessario il contributo di qualcun altro. Mentre i risultati finali saranno positivi allorché si lascia a Dio lo spazio di far crescere. Un monito allora a quanti si stanno affaticando nel campo o nella costruzione dell’edificio di Dio affinché al di là di quel che stanno facendo, siano attenti a non legare a sé i fedeli: siano guide e conduttori a Cristo. Inoltre, Paolo ricorda ai suoi interlocutori di essere stato in mezzo a loro “con debolezza, con timore e con gran tremore” (1Corinti 2:3b) e ciononostante la sua predicazione è stata “dimostrazione di Spirito e di potenza”. Quanto ritengo importante ritrovare questo equilibro tra umano e soprannaturale. Chi ministra non deve farsi forte, ma consapevole della sua debolezza, sarà strumento divino con timore e gran tremore, avendo piena responsabilità e senso di devozione e riverenza nei confronti di Colui che fa crescere.

Per non dimenticare

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche giunsero ad Auschwitz e liberarono i superstiti del principale campo di sterminio nazista. Durante il nazismo ogni ebreo era costretto a indossare una tetra toppa di panno cucita a forma di una stella di David in Germania così come in ogni paese conquistato dai tedeschi, così da rendere distinguibile l’ebreo. Dal 2008 il 27 gennaio è la Giornata della memoria, un momento di riflessione sulla Shoah, lo sterminio pianificato di milioni di ebrei in Europa da parte del regime nazista e dei regimi fascisti suoi alleati. Anche noi vogliamo cogliere questo momento per ricordarci di quanti ancora oggi stanno soffrendo a motivo del “razzismo”, a qualsiasi latitudine.

Settant’anni fa, il 25 gennaio 1948 si spegnava a Poschiavo (Svizzera) Giovanni Luzzi, nato a Tschlin l’8 marzo 1856, pastore protestante e teologo, noto soprattutto per la sua traduzione della bibbia, che in tanti abbiamo letto e conserviamo.

È Dio che fa crescere
È Dio che fa crescere

Lettura settimanale della Bibbia

22 gennaio     Esodo 4-6; Matteo 14:22-36

23 gennaio     Esodo 7-8; Matteo 15:1-20

24 gennaio     Esodo 9-11; Matteo 15:21-39

25 gennaio     Esodo 12-13; Matteo 16

26 gennaio     Esodo 14-15; Matteo 17

27 gennaio     Esodo 16-18; Matteo 18:1-20

28 gennaio     Esodo 19-20; Matteo 19:21-35