Coerente, fondato e grato

Coerente, fondato e grato

La Parola di Dio di oggi ci parla di coerenza.
Ascoltare la Parola di Dio, obbedirLe, metterLa in pratica.

La coerenza della nostra vita con la verità che ci è rivelata nella Parola di Dio, nella Persona del Figlio che la incarna, deve crescere assieme alla nostra conoscenza di essa.

Se la nostra vita, tutta la nostra vita, tutte le nostre scelte, in qualsiasi campo, non sono coerenti, ossia obbedienti, alla Parola di Dio, allora non siamo, per usare le parole della Parola di Dio ascoltata oggi, nè fratelli, nè sorelle del Cristo.

Chi ci rende cristiani?

Se non siamo coerenti, obbedienti alla Parola di Dio, non siamo cristiani, checchè possiamo dire o sostenere.

Nessun catechismo rende cristiani, nessuna teologia rende cristiani, nessuna appartenenza o “pratica” religiosa rende cristiani, nessun confessionalismo è capace di tanto.

Solo Cristo ci rende cristiani. Solo il Verbo Incarnato ci rende cristiani. E lo siamo davvero se a nostra volta incarniamo questo Verbo in ciò che diciamo, pensiamo, operiamo.

Coerente, fondato e grato
Coerente, fondato e grato. Laddove coerenza = obbedienza assoluta alla Parola di Dio
Coerenza = obbedienza assoluta alla Parola di Dio

Coerenza in tempi elettorali

Merce rara, rarissima la coerenza in tempi di elezioni.
Merce rara, rarissima la coerenza tra i politici e gli elettori del nostro paese, che da tempo fanno del trasformismo e delle ragioni di comodo del momento quasi una ragione di esistenza.

Compresi i politici e gli elettori sedicenti cristiani. Che trasmigrano da uno schieramento all’altro pur di avere un seggio in Parlamento o una raccomandazione per i propri congiunti.

Coerenza con la Parola di Dio applicata alle elezioni?
Non è così difficile.

La vita, dono di Dio

Per la Parola di Dio, la vita è un dono di Dio.
Solo Dio la dona, solo Dio può toglierla.

L’aborto è un’omicidio, è togliere la vita ad un innocente.

L’eutanasia è un omicidio, è togliere la vita ad un altro; anche se questo te lo chiede, perchè la vita non è un possesso umano. Mai.
E non si possono ammettere eccezioni al principio. Mai.

Per certe dittature e per i totalitarismi si faceva un favore a togliere la vita alle persone di una determinata razza, o credo politico.
Perchè le loro erano vite indegne di essere vissute.

Così come si faceva il bene dei disabili o del malati, o dei deformi a sopprimerli, perchè in vita avrebbero solo sofferto.
E l’uomo la Croce non l’ha mai sopportata.

La Croce, dono di Dio

Eppure la Croce è un dono di Dio. Il più grande dono di Dio.
Il dono di Dio che ci salva, che ci rende capaci di vivere oltre la morte terrena. Per Sua Grazia, solo per Sua Grazia.

La sessualità, dono di Dio da amare

La sessualità, l’essere maschio o femmina è dono di Dio.
Un dono che riceviamo attraverso l’unione di chi ci genera.

Maschio e femmina ci generano, perchè maschio e femmina, ishishà Egli ci creò.

Perciò ogni deviazione da questo è andare contro la Parola di Dio, è andare contro la volontà di Dio.

Utilizzare il seme o l’utero di un’ altro o di un’altra per generare è contro la Parola di Dio.

Unirsi uomo con uomo o donna con donna è contro la Parola di Dio. E la cosa è resa manifesta dall’assoluta sterilità naturale di questo tipo di unioni.

Non c’entra nulla il sentimento, non c’entra nulla il volersi bene.
E’ questione di essere coerenti con sè stessi, con la propria identità sessuale. Che è un dono, non un qualcosa da scoprire o da educare, o da modificare come vorrebbero le teorie del “gender”.

Si è maschio o femmina. E si è aperti alla vita, alla generazione se ci si unisce, maschio con femmina.

Perciò, autocondannarsi alla sterilità, chiunque lo faccia (non solo le unioni omosessuali che lo sono naturalmente, ma anche gli eterosessuali, in altri modi, possono farlo), rifiutarsi di aprirsi alla vita, di generarla naturalmente come Dio ci ha comandato di fare è rigettare la Parola di Dio, disobbedirle, non essere coerenti con essa.

La Croce, dono di Dio da amare

Anche qui, badate, entra la dimensione della Croce.
Perchè può essere una croce sapersi sterili, può essere una croce sapere di non poter generare, può essere una croce avere sentimenti che ci portano ad unirci a chi si sa sterile.

Può essere una croce, e va vissuta nella Croce del Signore, che è capace di indicarci altre vie, che è capace di farci risorgere.
Va vissuta nella Croce del Signore, perchè la Croce non va semplicemente portata, ma va amata.
Per quanto difficile ci possa risultare farlo.
Perchè non esiste una via alternativa alla salvezza.

Leggi civili e Legge di Dio

Le leggi civili di questo paese, del mio paese, possono stabilire quello che vogliono.

Io, in quanto cristiano, obbedisco solo e soltanto a quanto non si oppone alla Legge di Dio. Obietto con la mia coscienza in parole ed opere al resto. E non me ne rendo complice.

Nemmeno semplicemente votando quei partiti e quei politici che, chi in modo esplicito, chi nei fatti, approvano leggi e regolamenti che negano la verità della Parola di Dio.

Fondato e non fondamentalista

E non mi sento “fondamentalista”, come dice qualcuno, facendolo, ma mi sento coerente con il mio essere uomo, cristiano. E quindi con il mio essere fondato sulla Parola di Dio, con il mio giornaliero sforzarmi di costruire ogni cosa sulla pietra angolare che è Cristo Gesù, sulla pietra scartata dai costruttori umani, ma prediletta dal Padre.

O si costruisce su quella, o si costruisce sulla sabbia. E si sa che fine fanno le costruzioni di quel tipo.

Fondato e grato

E sono grato.
Grato a Dio per la vita che Egli mi ha donato e che solo Egli potrà togliermi, quando Egli vorrà.
Grato a Dio per l’amore di mia moglie.
Grato a Dio per avermi messo in grado di generare (anche quello è un dono! non un diritto di alcuno, maschio o femmina che sia!) e per l’amore di mia figlia.