Rassegna stampa settimanale

Rassegna stampa settimanale  (estratto)

Direi deprimente, se non fosse che credo in Dio e che fido che sia Lui a guidare la storia. Si ringraziano i fratelli cristiani che curano la rassegna.

Si scaldano i motori per il referendum che, a fine maggio, vedrà gli irlandesi decidere se rendere meno restrittiva la legislazione sull’aborto (oggi la più rigida d’Europa) abrogando un emendamento alla costituzione che “riconosce eguali diritti alla madre e al feto fin dal concepimento”. Il Corriere, per rimanere equidistante, presenta senza contraddittorio la testimonianza di un’attivista del sì. L’Osservatore romano invece riporta l’allarme del vescovo di Elphin, Kevin Peter Doran, secondo il quale la rimozione dell’emendamento in questione eliminerebbe dalla Costituzione «il “riferimento al diritto alla vita” di madre e bambino, senza sostituirlo con nulla: “sarebbe come un assegno in bianco” nelle mani del governo, libero in futuro di introdurre qualsiasi regime di aborto».

A proposito di aborto, in questo caso mancato, colpisce la testimonianza di Aurora, una ragazza che alle soglie dell’adolescenza è rimasta incinta e ha voluto comunque, a tutti i costi, tenere il bambino. Sette anni dopo Aurora studia, svolge servizio civile, dà una mano nella struttura in cui vive e, soprattutto, è orgogliosamente mamma: a chi le diceva che «far nascere questo figlio sarebbe la tua rovina, la tua vita finirebbe qua», lei oggi risponde, pacatamente, «se avessi dato retta agli adulti, ok, oggi andrei in discoteca e sarei libera, ma la mia vita sarebbe disperata: allora frequentavo una compagnia poco bella e vedo come sono finiti male gli altri, come sono angosciate le mie amiche che hanno abortito. Quella piccola cosina dentro di me mi ha salvata».

In Svizzerasecondo un recente sondaggio, in sedici anni il numero dei non credenti è più che raddoppiato, passando dall’11,2% del 2000 al 24,9% del 2016.

In Belgio c’è stato un forte aumento dei casi di eutanasia.

Immaginate che cosa succederebbe se la costituzione di un Paese europeo o nordamericano riservasse il diritto di cittadinanza esclusivamente alle persone di pelle chiara. Be’, che ci crediate o no, una costituzione simile esiste davvero: in Africa, però. La costituzione della Liberia, all’articolo 27 comma b, prevede che «per preservare, valorizzare e mantenere la cultura liberiana, i valori e il carattere locali, solo persone di colore [nel testo originale “negroes”, ndr] o discendenti di persone di colore hanno diritto, per nascita o naturalizzazione, a essere cittadini della Liberia». L’attuale carta costituzionale liberiana è in vigore dal 1986 (l’Onu probabilmente si sarà distratta, in fondo sono passati solo 31 anni), e ora il neopresidente George Weah – sì, l’ex fuoriclasse del Milan – punta ad abolire quella disposizione. Curiosamente ancora oggi il quotidiano progressista The Guardian non osa definire l’articolo in questione come razzista, preferendo usare il termine tra virgolette e descrivere l’episodio come “un capriccio della storia”.