Guai a me se non predico l’Evangelo

Guai a me se non predico l’Evangelo

La Parola

14 Così pure il Signore ha ordinato che coloro che annunziano l’evangelo, vivano dell’evangelo.

15 Ma io non ho fatto alcun uso di queste cose né ve ne scrivo, affinché si faccia così con me, perché è meglio per me morire, piuttosto che qualcuno renda vano il mio vanto. 16 Infatti, se io predico l’evangelo, non ho nulla da gloriarmi, poiché è una necessità che mi è imposta; e guai a me se non predico l’evangelo! 17 Se perciò lo faccio volontariamente, ne ho ricompensa; ma se lo faccio contro voglia, rimane sempre un incarico che mi è stato affidato. 18 Qual è dunque il mio premio? Questo: che predicando l’evangelo, io posso offrire l’evangelo di Cristo gratuitamente, per non abusare del mio diritto nell’evangelo. 19 Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero. 20 Mi sono così fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; mi sono fatto come uno che è sotto la legge con coloro che sono sotto la legge, per guadagnare quelli che sono sotto la legge; 21 tra quanti sono senza legge, mi sono fatto come se fossi senza la legge (benché non sia senza la legge di Dio, anzi sotto la legge di Cristo), per guadagnare quanti sono senza la legge. 22 Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per poterne salvare in qualche modo alcuni. 23 Or io faccio questo per l’evangelo, affinché ne sia partecipe anch’io. 24 Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.

(1 Corinti 9)

Guai a me se non predico l'Evangelo
Guai a me se non predico l’Evangelo

Il commento

Guai a te se non predichi l’Evangelo. Mi sono svegliato a quest’ora di notte, sono passate da poco le due, con questo ritornello paolino in testa, con questo brano della Parola di Dio, proclamato domenica in tante chiese cristiane in festa.

Non so se ero nel dormiveglia, non so se dormivo… Per noi umani c’è differenza, ma per Dio no. Dio parla, ha parlato e parlerà infinite volte nei sogni, nei modo più disparati. Fosse sogno o no, io ero disperatamente sveglio nel mio sogno, e predicavo, ero stato invitato a predicare, e predicavo su questo testo di Paolo. E predicavo che solo Dio era Via, Verità e Vita, che tutti i santi e le sante di Dio, di tutte le generazioni umane, di qualsiasi confessione cristiana, avevano ben chiaro questo in mente.

Che tutte le promesse, eterne, di Dio che oggi leggiamo nell’Antico Testamento, sono valide, perchè sono eterne. Perchè tutti i comandi di Dio erano e sono santi. Che tutto, ogni Parola è in piedi e non è decaduta. Che Gesù ha detto, neppure uno iota della Parola del Padre, dei profeti, dei salmi, perirà. Perchè è eterna. Io sono venuto in mezzo ad voi ad incarnarla, non ad offrirvene un’altra.

Tutte le promesse di Dio sono state portate a compimento in Cristo Gesù. Cristo Gesù, vero Dio e vero uomo, è l’Amen del Padre. E’ la parola fine alla rivelazione, perchè ne è stato l’inizio. Egli è l’Alfa e l’Omega, egli era il Verbo che era con Dio, che era Dio a creare il mondo. Egli è, Egli sarà Dio, giusto giudice, che viene a giudicare i vivi ed i morti. Egli è il Re dei re, il re il cui regno non avrà fine.

Ogni volta che recitiamo il Padre Nostro, come Gesù ci ha insegnato, noi non preghiamo solo il Padre, ma riconosciamo che la Sua Eterna Parola si è compiuta nel Figlio, e lo facciamo nella riconoscenza della signoria dello Spirito, che soffia la vita e la sapienza su di noi, perchè non ci perdiamo ancora, non ci smarriamo ancora, non perdiamo di vista che c’è un solo vero Dio, una sola Verità, una sola Parola.

Consideriamo come spazzatura, come sterco, ogni sapienza, filosofia, ideologia umana. Ogni teologia anche, perchè alla fine Dio è più grande, più vero, più tutto di ogni teologia. Più tutto, si, perchè nulla di umano più comprenderlo, nessuna sintesi teologica può sperare di esaurirne il mistero.

Sprechiamo il nostro tempo a discutere di Dio e delle nostre sottigliezze umane. Invece di sforzarci di obbedire senza distinguere, senza spezzettare, con tutto il nostro essere alla Sua Parola, ai suoi comandi. Anche quelli che non capiamo. Abramo credette contro ogni speranza, e questo gli fu accreditato come giustizia. Abramo, un perfetto idiota per gli uomini. Uno che lascia tutto quanto di umana ricchezza aveva per andare dietro ad una promessa. Di discendenza grande come le stelle del cielo, lui sposato ad una vecchia sterile. Non credo che noi lo avremmo valutato diversamente da come fecero quelli del suo tempo. Da come i parenti terreni di Gesù valutavano Gesù. Pensasse piuttosto a guarire tutti, a fare del bene a tutti, a compiere miracoli, invece che prendere e ripartire, che chiedere la fede in Lui come nel Padre, che pretendere la conversione, o la guarigione fisica non serve a niente. Perchè non ci glorifica, non glorifica noi, non glorifica la sua famiglia umana, prima di tutti, invece che correre dietro a non si sa chi. La sua famiglia umana, la sua famiglia religiosa, la sua confessione cristiana, la sua famiglia piccola, miserabile, mafiosa, alla fine miscredente che Tutto è possibile a Dio.

Tu Luca, ti perdi dietro a domande come perchè ti porti appresso quella piccola stola da prete cattolico, concentrati sulla Parola, solo sulla Parola. Quel dettaglio lo capirai quando Mi sarai ricongiunto. Perchè hai fatto quella scelta è non quell’altra lo capirai allora. Perchè ti ho dato la compagnia di una moglie e di una figlia anche.

Confortati piuttosto che ogni mattina hai voglia di pregarmi, di rendermi lode con la Parola che ti ho rivelato. Confortati con la Parola dei miei salmi che tanto ami recitare. Confortati con le dichiarazioni di amore e di stima di tante persone che ti ho messo intorno. Ma confortati anche del disprezzo di alcuno, della sufficienza di tanti che pensano che le mie parole sono superflue, che le mie parole le mettono all’ultimo posto delle loro priorità.

Confortati con la Croce, perchè la Croce è il conforto supremo, l’unico che io ho donato all’uomo, all’umanità tutta. La Croce, stoltezza per alcuni, pazzia per altri, ma lì c’è tutta la mia sapienza, lì c’è tutto il mio Spirito. Lì si rende lo Spirito, e si viene giudicati. Lì tutto e compiuto e tutto si compie. La Croce del mio Figlio prediletto.

Confortati con la Parola, con la Croce, anche con la Croce del tuo peccato, di quello che conosci e vedi, di quello di cui non riesci a liberarti, perchè ad ognuno io ho messo una spina nel fianco, perchè non si insuperbisca. E tu hai la tua, Luca. E a volte ti senti un miserabile, un povero, l’ultimo degli ultimi. Perchè lo sei, Luca. Di fronte a me, ogni uomo ed ogni donna lo è.

Ma io valuterò, alla fine dei tempi, l’amore per la Croce, lo sforzo per sorreggersi solo ad essa, e non alle certezze o alle ricchezze apparenti degli uomini. Valuterò l’amore per la mia Parola, la sapienza con cui avrete cercato di operare nel mondo. La mia sapienza, non le vostre sapienze umane, che sono stoltezza ai miei occhi.

Torna a dormire Luca, perchè gli occhi ti si chiudono. Perchè domani è già arrivato. Perchè hai dei doveri da compiere verso tua figlia, tua moglie, il tuo lavoro. Ma il primo dovere che avrai quando si rischiarerà la notte, e si alzerà il sole, se io avrò deciso che questo avverrà anche per te, ancora un altro giorno, sarà di lodarmi con la mia Parola.

Io sono lì. Per te. Per tutti. Per sempre.

Amen. Alleluia!