La giustizia e la sua qualità

La giustizia e la sua qualità

La Parola

20 Perciò io vi dico: Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli.

21 Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; e: “Chiunque ucciderà, sarà sottoposto al giudizio”; 22 ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: “Raca”, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Stolto”, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

23 Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta.

25 Fa’ presto un accordo amichevole con il tuo avversario, mentre sei sulla via con lui, che talora il tuo avversario non ti dia in mano del giudice e il giudice ti consegni alla guardia e tu sia messo in prigione. 26 In verità ti dico, che non uscirai di là finché tu non abbia pagato l’ultimo centesimo.

(Matteo 5)

La giustizia e la sua qualità
La giustizia e la sua qualità

Il commento

Qual’è la qualità della nostra giustizia?

La qualità della nostra giustizia, dice il Signore Gesù in questa pericope tratta dal discorso della montagna, deve superare quella, spesso formale e legalistica, degli scribi e dei farisei.

Non basta, per fare un esempio, dirsi cristiani e rendere culto a Dio, una volta la settimana, nel tempio fatto di pietra.

Occorre essere cristiani, e rendere culto a Dio ogni momento, nel tempio di Dio che è la nostra vita. Nel nostro tempio vivo, fatto di carne.

Non sappiamo infatti che il tempio di Dio siamo noi?

Da qui l’insistenza della Scrittura, della Parola di Dio, ed anche della chiesa di Dio,sulle tematiche del corpo, della persona, della sessualità.

Non è “ossessione”, come dicono alcuni, ma la consapevolezza che questa rappresenta l’identità ultima e più profonda di ogni essere umano. E che se non si è “in pace” con se stessi su questo piano, difficilmente lo si sarà negli altri.

Essere “in pace” però, è l’equivoco ed il peccato assieme dei nostri tempi, non è assecondare tutto ciò che “ci sentiamo” o “ci piace”, ma scoprire il nostro autentico e vero modo di essere maschio o femmina, come l’Eterno ci ha voluti e ci ha creati.

Voi avete udito ma io vi dico…

Un altro esempio di qualità della nostra giustizia è quello legato alla nostra capacità di perdonare.

La peccaminosità dell’animo umano ci porterebbe inevitabilmente all'”occhio per occhio“.

Il Signore Gesù ci dice che in questo caso superare la qualità della giustizia degli scribi e dei farisei, della giustizia umana, ci deve rendere capaci non solo di perdonare, ma di farlo settanta volte sette.

Perchè non è peccato agli occhi di Dio soltanto l’uccidere, il togliere la vita, in qualsiasi modo questo avvenga (di spada, per incidente, per sentenza giudiziaria… o, attualizzando, per aborto, eutanasia, suicidio assistito) ma anche semplicemente il dire “stupido”, ovvero il togliere la vita, diremmo oggi, con la penna, o anche, di nuovo attualizzando, con la reputazione sul web o altrove.

Togliere la vita nel senso di distruggere la reputazione di un altro, rendere ai suoi occhi impossibile la convivenza serena con i propri fratelli o sorelle.

Esaminiamoci perciò fratelli o sorelle. Esaminiamo i nostri rapporti con gli altri, vediamo se abbiamo qualcosa da farci perdonare dagli altri (e certamente ognuno di noi ce l’ha!) e comportiamoci di conseguenza.

Non presentiamoci all’altare di Dio, all’altare di DIO, Dio, che è la mia gioia e il mio giubilo (Salmi 43:4) con la purezza formale delle nostre coscienze, ma umilamoci di fronte a Lui, riconciliandoci prima di tutto con il nostro fratello o con la nostra sorella.

E presentiamo a Lui, finalmente, l’offerta di tutti noi stessi.
Perchè il tempio di Dio siamo noi! Amen.

Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta.

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