La generosità dei credenti macedoni (di Elpidio Pezzella)

La generosità dei credenti macedoni (di Elpidio Pezzella)

La Parola

Ora, fratelli, vogliamo farvi conoscere la grazia che Dio ha concessa alle chiese di Macedonia, perché nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità.

2Corinti 8:1-2

Il commento

Dopo aver lanciato la colletta a favore della chiesa di Gerusalemme (1Corinti 16), l’apostolo si reca in Macedonia, nella Grecia settentrionale, nelle chiese di Filippi, Tessalonica e Berea. Si tratta di comunità fortemente provate nelle tribolazioni, ma che nonostante la loro estrema povertà hanno gioia incontenibile e sovrabbondano in generosità. Ancora una volta il dare non è un lusso dei ricchi, ma un privilegio dei poveri. Di fronte al bisogno altrui i macedoni chiedono agli apostoli “con molta insistenza il favore di partecipare alla sovvenzione destinata ai santi”. Costoro ben conoscevano la gioia del dare, inteso come mezzo di aiuto per i bisognosi, e quindi il partecipare al miglioramento della condizione altrui. La grazia che Dio ha loro concesso trova manifestazione anche nella capacità di dare. Una generosità quindi riflesso della grazia di Dio, ben diversa da un senso di altruismo o filantropia, ma frutto dell’opera di trasformazione di Cristo, totalmente radicata nell’amore, senza il quale tutto diventa inutile (1Corinti 13).

Per alcuni il tema potrebbe apparire ostile e finanche contraddittorio con l’agire di Dio che provvede ai bisogni di tutti, secondo la preghiera del Padre nostro: “Dacci oggi …”. Eppure noi abbiamo ricevuto “la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi” (vv. 9 e 10). Egli ha deposto la Sua gloria per portare rimedio alla nostra condizione. La verità, che non vogliamo ammettere, è che in tutti vi è una radice di egoismo che nella maggior parte impedisce all’amore per gli altri di avere il sopravvento. Lasciamo quindi che sia sempre qualcun altro a prendersi cura del povero, finendo a volte per reputare noi stessi sempre bisognosi di ricevere. L’apostolo fa appello alla volontà di ciascuno “in ragione di quello che uno possiede, e non di quello che non ha”. Non è chiesto di ridursi in povertà per supplire alle necessità altrui, ma basterebbe che ciascuno prendesse quello che ha in più, che non usa e quindi spreca, per rendere meno disagevole la condizione di tanti altri. Purtroppo siamo così oramai ad avere di tutto e di più, e di quanto avremmo bisogno possediamo al doppio se non al triplo. Viviamo in un mondo di disuguaglianze e disparità.

La Scrittura ci ammonisce che “chi chiude l’orecchio al grido del povero, griderà anch’egli, e non gli sarà risposto” (Proverbi 21:13). Questo non vuole essere intimidatorio, né sto promuovendo alcun progetto di solidarietà. Credo che se una persona desideri fare del bene, basta guardarsi attorno per scorgere innumerevoli bisogni, nel contesto ecclesiale e non. Solo quando non si sa come e dove fare, ecco che la chiesa e i ministri possono aiutare in tal senso. Allora occorre aver fiducia di chi amministra e lasciar loro distribuire secondo i bisogni quel che ciascuno allegramente ha donato, senza remora alcuna. Tanto ciascuno renderà conto del proprio operato, prima o poi. Stupisce considerare come Mosè dovette frenare la generosità del popolo nella raccolta del materiale per la costruzione del tabernacolo (Esodo 36:5-7), mentre oggi invece occorre fare continuamente degli appelli per vedere qualche piccolo gesto. Sicuramente alcuni sono tartassati e quindi oramai esausti. Resto però dell’idea che come il tuono segue il fulmine, così il dare dovrebbe seguire l’azione della Grazia nella nostra vita, senza stimoli e/o condizionamenti. Allora chi può fare il bene lo faccia senza esitare.

La generosità dei credenti macedoni (di Elpidio Pezzella)
La generosità dei credenti macedoni (di Elpidio Pezzella)

 

Devotional 13/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

26 marzo Giosuè 22-24; Luca 3

27 marzo Giudici 1-3; Luca 4:1-30

28 marzo Giudici 4-6; Luca 4:31-44

29 marzo Giudici 7-8; Luca 5:1-16

30 marzo Giudici 9-10; Luca 5:17-39

31 marzo Giudici 11-12; Luca 6:1-26

01 aprile Giudici 13-15; Luca 6:27-49