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Egli è fedele. E noi?

Egli è fedele. E noi?

La Parola

Egli è fedele. Dio non è un uomo

19 Dio non è un uomo, perché possa mentire, né un figlio d’uomo, perché possa pentirsi. Quando ha detto una cosa, non la farà? O quando ha dichiarato una cosa, non la compirà? 20 Ecco, ho ricevuto l’ordine di benedire; sì, egli ha benedetto e io non revocherò la benedizione.

(Numeri 23)

Egli è fedele. E noi?
Egli è fedele. E noi?

Egli è il “Si” delle promesse di Dio

18 Ora, come è vero che Dio è fedele, la nostra parola verso di voi non è stata sì e no. 19 Perché il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che è stato fra voi predicato da noi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì» e «no», ma è stato «sì» in lui. 20 Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e l’«Amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi. 

(2 Corinti 1)

Raduniamoci assieme nel Suo giorno, rinnovando la nostra promessa di fedeltà all’Eterno. Egli viene per l’ultimo dei giorni terreni!

19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, 20 che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, 21 e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, 22 accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. 23 Riteniamo ferma la confessione della nostrasperanza, perché è fedele colui che ha fatto le promesse. 24 E consideriamo gli uni gli altri, per incitarci ad amore e a buone opere, 25 non abbandonando il radunarsi assieme di noi come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno. 

(Ebrei 10)

Egli è fedele. E noi?
Egli è fedele. E noi?

Take My Life and Let It Be, Take my will and make it Thine

Take My Life and Let It Be

Una bellissima scoperta, l’inno «Take My Life and Let It Be», scritto dall’inglese Frances Ridley Havergal (1836-1879).

Take My Life And Let It Be
Take My Life And Let It Be

1. Take my life and let it be
Consecrated, Lord, to Thee.
*Take my moments and my days,
Let them flow in endless praise.

(Prendi la mia vita e fa’ che sia consacrata a Te o Signore / Prendi i miei momenti e i miei giorni, fa’ che scorrano in una lode senza fine)

2. Take my hands and let them move
At the impulse of Thy love.
Take my feet and let them be
Swift and beautiful for Thee.

(Prendi le mie mani e falle muovere secondo l’impulso del tuo amore / Prendi i miei piedi e fa’ che siano belli e veloci per Te)

3. Take my voice and let me sing,
Always, only for my King.
Take my lips and let them be
Filled with messages from Thee.

(Prendi la mia voce e fa’ che canti, sempre, solo per il mio Re / Prendi le mie labbra e fa’ che siano piene di messaggi che vengono da Te)

4. Take my silver and my gold,
Not a mite would I withhold.
Take my intellect and use
Every pow’r as Thou shalt choose.

(Prendi il mio argento e il mio oro, non voglio tenere per me uno spicciolo / prendi il mio intelletto e usa ogni mia facoltà come Tu sceglierai)

5. Take my will and make it Thine,
It shall be no longer mine.
Take my heart, it is Thine own,
It shall be Thy royal throne.

(Prendi la mia volontà a falla tua, non sarà più mia / prendi il mio cuore, è tuo, sarà il tuo trono regale)

6. Take my love, my Lord, I pour
At Thy feet its treasure store.
Take myself and I will be
Ever, only, all for Thee.

(Prendi il mio amore, mio Signore, pongo ai tuoi piedi le sue ricchezze / Prendi me e io sarò sempre, solamente e tutta per Te)

Words: Frances Ridley Havergal (1836 – 1879)
Music: Nottingham, Mozart (1756 – 1791)

Celebrando l’eternità, dono dell’Eterno

Celebrando l’eternità, dono dell’Eterno

Questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore. (Giovanni 6,40)

Celebrando l'eternità, dono dell'Eterno
Celebrando l’eternità, dono dell’Eterno

Un pensiero riconoscente ed un ricordo particolare per Graziella e Giovanni, Marco, Angelo e Gina, Elvira e Michele, Antonino e Chiara, Mililli, Diana. Per Mario, Nunziata, Lina, Maria, Maria, Dino, Filippo.

San Cipriano (ca 200-258), vescovo di Cartagine e martire 
Trattato sulla mortalità, 20, PL 4,596s

“Chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11, 25) 

Non dobbiamo piangere i nostri fratelli liberati da questo mondo con la chiamata divina. Sappiamo che per noi non sono perduti, bensì mandati innanzi a noi, e che morendo ci precedono come chi parte per un viaggio in terra o in mare; e noi dobbiamo desiderarli, ma non piangerli, né indossare vesti di lutto, mentre lassù essi già portano vesti bianche; né dobbiamo dare occasione ai pagani di rimproverarci e giustamente, perché piangiamo come estinti e perduti quelli che affermiamo viventi presso Dio, non provando con la testimonianza dei nostri sentimenti quella fede che professiamo con le parole. Noi siamo traditori della nostra speranza e della nostra fede, se quello che diciamo appare falso, artificioso, ingannevole nei fatti. A nulla serve ostentare la virtù con le parole e distruggere con la vita la loro veracità…

Se dobbiamo soggiacere alla morte, attraverso la morte noi passiamo all’immortalità, e non può cominciare per noi la vita eterna se non usciamo dalla vita presente. Né si tratta di un’uscita, ma di un passaggio, di un viaggio nel tempo per raggiungere l’eternità. Chi non si affretterebbe a raggiungere una sorte migliore? Chi non desidererebbe cambiare e trasformare al più presto il proprio essere a immagine di Cristo?

La nostra patria è nei cieli (Fil 3,20)… Là ci aspetta un gran numero di persone a noi care: una schiera folta e vasta di parenti, fratelli e amici ci attende con gioia, già sicura della propria salvezza e avendo a cuore la nostra… Affrettiamoci a raggiungerli, desideriamo ardentemente essere presto presso di loro e presto presso Cristo.

La mia mamma, Maria Grazia.

La mia mamma, Maria Grazia.

Ringraziamento all’Eterno per avermela donata

«Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?».

(Giovanni 11)

Signore, io credo.

 

La mia mamma, Maria Grazia.
La mia mamma, Maria Grazia.

Mia mamma Graziella, tornata al Padre l’8 marzo 2014.

L’Eterno ti benedica e ti custodisca

22 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 23 «Parla ad Aaronne e ai suoi figli, dicendo: Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: 24 “L’Eterno ti benedica e ti custodisca! 25 L’Eterno faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! 26 L’Eterno rivolga il suo volto su di te e ti dia la pace!”. 27 Così metteranno il mio nome sui figli d’Israele e io li benedirò».

(Numeri 6)

E’ bello, bellissimo per un cristiano iniziare l’anno celebrando il Giorno del Signore, il Dies Dominicus, la Domenica.

E’ bello, bellissimo per un cristiano iniziare l’anno con una benedizione da parte dell’Eterno, del Signore, Benedetto Egli sia, al suo popolo, a tutti coloro che credono in Lui, tratta dai brani proposti oggi per il culto.

E’ bello in modo particolare per me, che, come dono particolare, ho avuto la notizia della nascita di una bimba, Alice, la prima figlia di una cara amica e compagna di studi, tanto attesa quanto desiderata. Una dei primi nati di Roma stamani.

“L’Eterno ti benedica e ti custodisca, Alice! L’Eterno faccia risplendere il suo volto su di te, Alice e ti sia propizio! L’Eterno rivolga il suo volto su di te, Alice e ti dia la pace!”.

L’Eterno, ancora, benedica ciascuno di voi, fratelli e sorelle, lettori fissi o occasionali di questo blog. Che la nostra preghiera, oggi in particolare, si trasformi in preghiera di lode, per le meraviglie che il Signore opera in noi ed attraverso di noi.

Amen.

Alleluia!

La Parola di Dio con Montemonaco nel cuore – 2017

13 Io guardavo nelle visioni notturne, ed ecco sulle nubi del cielo venire uno simile a un Figlio dell’uomo; egli giunse fino all’Antico di giorni e fu fatto avvicinare a lui. 14 A lui fu dato dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà mai distrutto».

(Daniele 7)

Un augurio a tutti gli amici che abitano a Montemonaco e nei paesi dei Monti Sibillini. Che ripongano le loro speranze e le loro attese per l’anno nuovo prima di tutto nel Signore, poi nella loro tenacia, salda come le montagne, quindi nelle proprie forze, capaci di aggrapparsi ai terreni più impervi e di renderli fertili, infine nella tenacia dei legami che sono stati capaci di costruire negli anni con chi li ha conosciuti e li conosce, li stima e vuole loro bene.

Se tu fai questo, e così DIO ti ordina, potrai durare; e anche tutto questo popolo arriverà felicemente al luogo loro destinato».

(Esodo 18,23)

Il Monte Bove fotografato da Giancarlo Alessandrini
Il Monte Bove fotografato da Giancarlo Alessandrini

Tutto torna

La Parola fatta carne
1 Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio. 2 Egli (la Parola) era nel principio con Dio. 3 Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta. 4 In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno compresa. 6 Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. 7 Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui; 8 egli non era la luce, ma fu mandato per rendere testimonianza della luce. 9 Egli (la Parola) era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo. 10 Egli (la Parola) era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo ha conosciuto. 11 Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, 12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. 14 E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell’unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità.

Testimonianza di Giovanni Battista
15 Giovanni testimoniò di lui e gridò, dicendo: «Questi è colui del quale dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”». 16 E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia. 17 Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. 18 Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere.

(Giovanni 1)

Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio
Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio

Tutto torna!

Nell’ultimo giorno dell’anno civile (giacchè l’anno liturgico, ovvero il ciclo delle letture dalla Scrittura, che per un cristiano è, o dovrebbe essere, assai più importante, inizia con la prima domenica del tempo di Avvento) il lezionario ci propone la rilettura dello stesso testo, il Prologo del Vangelo secondo Giovanni, che abbiamo letto nel culto del giorno di Natale.

Perchè il vero evento è quello. Non è il succedersi del tempo, un anno dopo l’altro, in verità quello assai banale, ma è il succedersi della grazia, il rinnovarsi del dono della vita da parte dell’Eterno, Benedetto Egli sia, nei nostri confronti.

Nonostante il nostro peccato, le nostre mancanze, le nostre infedeltà, pure il Signore ci dona ancora un tempo, o la metà di un tempo; non lo sappiamo nè possiamo saperlo quanto, dunque è meglio che ci sforziamo di utilizzarlo al meglio.

Il vero evento è quello che il Prologo del Vangelo secondo Giovanni ci chiamava a ricordare il giorno di Natale.
Il Verbo si è fatto carne, ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.
Il Verbo è disceso dal cielo ed è venuto a riempire ogni pertugio della nostra vita con la Sua grazia, con il Suo Santo Spirito.

Non è l’anno che diventa nuovo il vero evento, non è la cifra numerica dello stesso che aumenta di uno (che poi, a ben guardare, quanti calendari esistono, ognuno con un numero diverso davanti…), siamo noi che diventiamo creature nuove il vero evento, siamo noi se diventiamo creature nuove il vero evento.

Se diventiamo creature nuove, perchè non è così scontato che lo siamo.

Scrive il mio amico e fratello teologo, Robert Cheaib:

Chiudere l’anno con il Prologo del Vangelo di Giovanni è tornare al «Principio e fondamento» della vita cristiana che dovrebbe essere anche il fondamento di ogni esistenza:

Tutto viene da Dio in Cristo, tutto deve essere vissuto con Cristo in Dio: ogni relazione, ogni azione, ogni lavoro, ogni riposo, ogni croce, ogni risurrezione, ogni dolore e ogni gioia. È per questo che siamo stati creati. È lì la nostra gioia.

Il cristianesimo è questo: la cristificazione dell’universo attraverso l’accettazione di Cristo nella nostra vita. «Il Verbo si fece carne», carne della mia carne, vita della mia vita, mio tutto.

Quella che Robert chiama “la cristificazione dell’universo”, quella che la Scrittura definisce come “la ricapitolazione di tutto in Cristo”, in qualche modo passano anche attraverso la nostra cristificazione, il diventare creature nuove.

Poniamoci questo, diamoci questo, oltre e aldilà degli obiettivi (più piccoli ma comunque necessari ed utili) di miglioramento professionale, civile, familiare, come primo obiettivo della nostra vita. La nostra cristificazione. Il camminare con Dio, fianco a fianco con Dio, l’immedesimarsi con lui, con i suoi sentimenti, con i sentimenti che furono in Cristo Gesù (Filippesi 2).

L’Eterno ci porta come un uomo porta il suo figlio, il suo bambino, piccolo,con le gambe fragili, per tutto il cammino; noi possiamo portare Lui, portando la Sua Parola, non stancandoci mai di annunciarla, di testimoniarla, di proclamare quello che viene come l’anno di grazia del Signore!

Noi ti lodiamo Dio, ti proclamiamo Signore! 

Te Deum laudámus,  te Dóminum confitémur

 

L’Eterno benedica il vostro 2017

A tutti i fratelli, gli amici, i lettori del blog.

L’Eterno benedica il vostro 2017.

L’Eterno benedica ogni vostro passo.

L’Eterno vi guidi sul sentiero antico e sempre nuova dcella fedeltà assoluta alla Sua Parola.

L’Eterno vi riscaldi e vi dia frescura, vi procuri il cibo e vi disseti, secondo la Sua volontà e la Sua infinita misericordia.

Amen.

Io alzo gli occhi ai monti: da dove mi verrà l’aiuto?

2 Il mio aiuto viene dall’Eterno, che ha fatto i cieli e la terra.

3 Egli non permetterà che il tuo piede vacilli,
colui che ti protegge non sonnecchierà.

4 Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchia e non dorme.

5 L’Eterno è colui che ti protegge, l’Eterno è la tua ombra,
egli è alla tua destra.

6 Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte.

7 L’Eterno ti custodirà da ogni male; egli custodirà la tua vita.

8 L’Eterno custodirà il tuo uscire e il tuo entrare, ora e sempre.

(Salmo 121)