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Ce la possiamo fare! Il Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Ce la possiamo fare

Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: «Saliamo pure e conquistiamo il paese, perché possiamo riuscirci benissimo». Ma gli uomini che vi erano andati con lui, dissero: «Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi». Numeri 13:30-31

La storia dei dodici esploratori inviati da Mosè nella terra di Canaan ci rivela quanto sia alto il potere delle nostre parole nel bene e nel male. Dodici capi, condottieri, uomini coraggiosi ed esperti, furono selezionati in rappresentanza di tutte le tribù per preparare l’assalto finale.

Quello che i loro occhi videro confermava le parole del Signore: “una terra ove scorreva latte e miele”, a descrivere l’abbondanza e la fertilità di un territorio ove i grappoli d’uva erano talmente grandi da dover essere portati a spalla. Al rientro tutti confermarono le attese del popolo, ma dieci di loro aggiunsero al loro rapporto il dato inerente la presenza di un popolo di “giganti”.

Le loro parole insinuarono paura e sconcerto a cui poco poté la fiduciosa replica di Caleb. Purtroppo spesso perdiamo di vista che i nostri pensieri possono essere sassi o diamanti. La chiesa ha sempre bisogno di buoni pensatori, in grado di risolvere i problemi, con idee che infondano sempre la speranza che le cose possano migliorare. Non lasciamoci condizionare dal pensiero comune e seguiamo l’esempio di Caleb: “Possiamo riuscirci benissimo”.

Il proteus

La nostra vita ha ritmi scanditi da impegni e appuntamenti vari, un continuo rincorrere le lancette dell’orologio per constatare che il tempo non ci basta mai.

Il Creato intorno a noi suggerisce invece che la vita scorre ovunque e comunque. Ci sono luoghi dove nelle viscere della terra il tempo svanisce. Lì l’assenza della luce fa scorrere lentamente l’esistenza di piccole creature capaci di restare per dieci anni senza mangiare, mentre tutto il resto cresce al ritmo di un millimetro ogni 40 anni alimentato dalle infiltrazioni dell’acqua.

Posti nascosti alla mano violenta e feroce dell’uomo, scolpiti nelle buie cavità solo dalla sapiente mano del Creatore con il semplice scorrere di un corso d’acqua.

Ho visto con i miei occhi un posto del genere a Postumia (Slovenia), dove in cavità sotterranee vivono centinaia di creature, la più famosa è il proteus, un anfibio cieco. Davanti a simili meraviglie scopriamo la nostra piccolezza, e il nostro vano sforzo di costruire in altezza, mentre c’è vita anche nel profondo.

Ce la possiamo fare!
Ce la possiamo fare!

Lettura della Bibbia

25 settembre   Isaia 51-52; Luca 17-18

26 settembre   Isaia 53-54; Luca 19-20

27 settembre   Isaia 55-56; Luca 21-22

28 settembre   Isaia 57-58; Luca 23-24

29 settembre   Isaia 59-60; Giovanni 1-2

30 settembre   Isaia 61-62; Giovanni 3-4

01 ottobre       Isaia 63-64; Giovanni 5-6

 

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Questo è quello che ha scritto Sara, mia figlia, in un compito con cui si è presentata alla direttrice della sua nuova scuola (1 media inferiore), rispondendo alla domanda di presentare chi era suo padre.

L’ho postato su Facebook ed ho strappato un rilassato sorriso a tanti miei conoscenti ed amici sui social. Anche io ho sorriso, assieme a mia moglie Antonella.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Mi ha dato anche da riflettere però. Ho pensato a quel mio amico conosciuto da poco, parroco ortodosso, che si definisce un prete sciancato, e che di professione fa l’impiegato anche lui, direttore amministrativo di una scuola… Non so quante Bibbie abbia a casa!

Io sono un impiegato che si occupa di turisti, di bagagli, di pellegrini, di social network e di formazione informatica, la propria e l’altrui.

Però è vero, ha ragione Sara, sono anche un prete; la mia ordinazione, 25 e passa anni fa, era valida e lo è tuttora. Sapevo quello che facevo il 16 maggio 1992, sapevo cosa ricevevo, mi affidavo completamente all’Eterno per il resto. Del resto ero un formatore del Seminario del Papa già quasi da due anni quando sono stato ordinato.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Ed è vero pure, che ho la casa piena di Bibbie! In tante lingue, di tante confessioni, antiche, nuove, da studio… Perchè amo da morire la Parola di Dio, da quando ero un bambino che andava a messa e al catechismo. Perchè la leggo ogni giorno da quando suor Anna Clara nel 1973 mi regalò quel piccolo evangelo dalla copertina rosa.

Ed anche ora che sono impiegato, la predico dal pulpito, la proclamo dal leggio o dall’ambone, la leggo e la canto mentre prego, me la ripeto a memoria mentre cammino.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Insomma ora, oltre al prete sciancato, c’è pure il prete impiegato, con la casa piena di Bibbie.

E la domanda sorge spontanea?

Giovanni, prete sciancato, quante Bibbie hai a casa tua???

La radice di tutti i mali: l’attaccamento al denaro

La radice di tutti i mali: l’attaccamento al denaro

Il testo di 1 Timoteo 6

3 Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e la dottrina secondo la pietà, 4 costui è accecato dall’orgoglio, non comprende nulla ed è preso dalla febbre di cavilli e di questioni oziose. Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, 5 i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la pietà come fonte di guadagno.

6 Certo, la pietà è un grande guadagno, congiunta però a moderazione! 7 Infatti non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via. 8 Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo. 

9 Al contrario coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. 10 L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori.

11 Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. 12 Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.

La radice di tutti i mali: l'attaccamento al denaro
La radice di tutti i mali: l’attaccamento al denaro

La prima lettura del giorno

Oggi, come quasi tutti i giorni, ho svolto il ministero di lettore e di cantore (del versetto alleluiatico) alla Basilica del Sacro Cuore, a Via Marsala, dove ogni mattina alle 7, prima di lavorare, partecipo alla liturgia.

Ed ho proclamato questa prima lettura, dal testo che non ammette obiezioni o discussioni. L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali. È profondamente vero.

Tante, troppe persone si dannano l’anima per il denaro, si rovinano la vita per cercare questo o quel tipo di prosperità. Dicono: “Dio non mi ha dato nulla”. O dicono: “Cosa mai mi ha dato il Signore?”.

E non sanno bene cosa rispondere, di solito ammutoliscono, quando gli rispondi: la vita, la salute, l’amore, il lavoro, persone che ti vogliono bene, quando gli fai l’elenco dei tesori di cui godono tutti i giorni e di cui non sono più consapevoli, li danno per scontati, sono persino scontenti.

Ricordate Israele nel deserto, le sue continue lamentele? Alla fine siamo tanti Israele, siamo tanti uomini e donne dalla dura cervice, siamo ingrati verso chi, donandoci la vita, ci a donato tutto quello di cui godiamo su questa terra.

Perchè poi? Come dice Paolo a Timoteo, ma lo dice il Cristo, lo dicevano i Profeti, lo diceva Giobbe, non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla potremo portarne via.

«Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».

(Giobbe 1:21)

La prova – Lodi Mattutine del lunedì

LETTURA BREVE 

25 Oltre tutto ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette alla prova, come ha già fatto con i nostri padri. 26 Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare ad Isacco e quanto è avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava i greggi di Làbano suo zio materno. 27 Certo, come ha passato al crogiuolo costoro non altrimenti che per saggiare il loro cuore, così ora non vuol far vendetta di noi, ma è a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno vicino».

(Giuditta 8:25-27)

Furono messi alla prova i nostri padri. Abramo, Isacco, Giacobbe. Furono provati tutti quelli che Dio amava.
Persino il Figlio fu tentato dal demonio nel deserto.

E noi chi siamo mai, per crederci immune da ogni tentazione?
Siamo e saremo tentati anche noi, ma come dice l’Apostolio, in ogni cosa siamo più che vincitori in Cristo Gesù.

35 Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 
36 Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.
37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. 
38 Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, 39 né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

(Romani 8)

La prova - Lodi Mattutine del lunedì
La prova – Lodi Mattutine del lunedì

Non temere – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Non temere

Io sono il Dio d’Abraamo tuo padre; non temere, perché io sono con te e ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore del mio servo Abraamo”.
Genesi 26:24

Come il padre Abraamo, Isacco si ritrova a fare i conti con una carestia che lo costringe a spostarsi e a recarsi a Gherar. A differenza del predecessore non scenderà fino in Egitto, perché Dio gli ordina di fermarsi là. Qui trova accoglienza da parte del re Abimelek, ma commette lo stesso errore del padre nascondendo che Rebecca era sua moglie.

Cambiano i personaggi, ma la storia e gli errori si ripetono. Nelle sue vicende si leva però la presenza costante dell’Eterno a rassicurarlo e a moltiplicare i suoi beni.

Di riflesso attorno a lui cresce la gelosia, aumentano gli ostacoli. Trova impedimenti, litigi fino al punto che è costretto a lasciare il paese. Allontanato dal re dei filistei, Isacco continua a sperimentare la cura del Suo Dio. Non ha difficoltà a trovare acqua per la sua gente e per le sue bestie. Chi pensava di essersi liberato di lui è costretto a riconoscere il suo essere “benedetto”.

Qualunque sia la difficoltà che stai attraversando, qualunque sia la carestia che ti è piombato addosso, non restare fermo, immobile. Passa all’azione e credi che Dio è con te e ti rassicura dicendoti “Non temere”.

Fame nel mondo

Secondo i dati della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura, negli ultimi anni la carestia si è ripresentata in Etiopia, ove più di sette milioni di persone hanno urgente bisogno di cibo per evitare la morte per fame. Altri due milioni di persone sarebbero nelle stesse condizioni in Eritrea. Quasi la metà dei paesi africani, 23 dei 52, starebbero affrontando enormi difficoltà per mancanza di cibo. Il quadro è peggiorato dai più di 2 milioni di persone morte nell’ultimo decennio nella Corea del Nord a causa di scarsità di cibo determinata da una combinazione di inondazioni, siccità e cattive politiche governative. È facile ignorare la carestia quando questa riguarda l’altra faccia del pianeta o qualche angolo isolato e distante del globo.

Nuovo anno scolastico

In questi giorni si sono riaperti i cancelli delle scuole. Per gli insegnanti, il personale vario e tutti gli alunni che hanno ritrovato il loro impegno quotidiano si leva la nostra preghiera.

Non temere - Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Non temere – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

18 settembre   Isaia 37-38; Luca 3-4

19 settembre   Isaia 39-40; Luca 5-6

20 settembre   Isaia 41-42; Luca 7-8

21 settembre   Isaia 43-44; Luca 9-10

22 settembre   Isaia 45-46; Luca 11-12

23 settembre   Isaia 47-48; Luca 13-14

24 settembre   Isaia 49-50; Luca 15-16

Coraggio – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Coraggio – Il testo biblico guida

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita.
Matteo 9:20-22

 
La condizione di questa donna era disperata: impura secondo la Legge era estromessa dal tempio, le era impedito di entrare nella sinagoga e non c’era modo che avesse relazioni con altre persone. Tutto ciò perché quanti sarebbero venuti in contatto con lei sarebbero stati “impuri”.

Religiosamente abbandonata a sé stessa, per dodici anni si affida alle cure mediche del tempo, dilapidando non solo le sue risorse economiche, ma venendo sottoposta a delle terapie che oggi ci farebbero sorridere.

Coraggio – Pronti a tutto

Di fronte a un dramma personale si è pronti a tutto, anche a rinunciare alla propria dignità. Facile giudicare dall’esterno. Nonostante gli sforzi per lei però non ci fu soluzione, fin quando non incrociò Gesù.

La sua fede la spinse a non badare alla Legge: chissà quanti aveva toccato prima di arrivare al Maestro.

Quel toccare Gesù era contrario alle disposizioni del tempio, ma quando afferrò la veste accadde l’imprevedibile che lei sperava. Non contaminò il Cristo, e Questi la sanò.

Coraggio – Andiamo a Cristo

Quando andiamo a Cristo non ci sarà peso, contaminazione, afflizione da limitarne l’opera. Anzi Egli riconoscerà la nostra audacia e testimonierà del nostro coraggio: “la tua fede ti ha …”. Per questo allora: “Coraggio”.

Ignaz Semmelweis


Quando si dice che basta poco …

Alla fine del 1800, il dottor Ignazio Filippo Semmelweis scoprì che il 10 percento delle donne che andava alla sua clinica moriva di febbre puerperale, mentre il tasso di mortalità di una clinica vicina era inferiore al 4.

Osservò così che nella sua clinica i dottori passavano direttamente dalle autopsie a far nascere dei bambini e concluse che i corpi contaminavano le loro mani e causavano la febbre letale.

Allora iniziò a consigliare ai dottori di strofinarsi le mani con una soluzione disinfettante.

Alcuni suoi colleghi però credevano che fosse assurdo pensare che le mani di un dottore potessero essere impure o causare malattie. Ma Semmelweis insistette, stabilì come regola che i dottori della sua clinica si lavassero le mani prima di prendere un parto.

Di conseguenza, il tasso di mortalità scese subito del 90 percento. Nonostante i risultati incredibili del dottore ungherese, la mentalità di molti dottori di quel tempo non cambiò.

Coraggio - Devotional
Coraggio – Devotional

Lettura settimanale della Bibbia

11 settembre   Isaia 23-24; Marco 5-6
12 settembre   Isaia 25-26; Marco 7-8
13 settembre   Isaia 27-28; Marco 9-10
14 settembre   Isaia 29-30; Marco 11-12
15 settembre   Isaia 31-32; Marco 13-14
16 settembre   Isaia 33-34; Marco 15-16
17 settembre   Isaia 35-36; Luca 1-2

La correzione fraterna – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Premesse

Domani, Domenica 10 settembre, Giorno del Signore, XXIII del Tempo Ordinario, la tematica proposta alla nostra attenzione dalle letture del giorno è quella della correzione fraterna.

Che non è, a leggere sia il profeta Ezechiele che il Vangelo di Matteo (a proposito, le letture: Ezechiele 33,7-9; Salmo 94; Romani 13,8-10; Matteo 18,15-20) un banale optional per il cristiano e per le comunità che portano questo nome, ma è un preciso dovere.

Giudizio e discernimento

Se qualcuno si comporta contro la Parola di Dio, contro la Sua Legge, contro i suoi insegnamenti, tu, proprio tu, non puoi fare finta di non vedere, non puoi fare finta di niente, non puoi mascherarti, come vorrebbe la vulgata moderna, la finta sapienza religiosa e buonista dei nostri giorni, da tollerante, buonista e non giudicante.

Non devi giudicare, certo, nel senso di dare un giudizio compiuto e definitivo, perchè l’ultima Parola, come la prima Parola del resto, è di Dio, ed è solo Dio quello che “la dirà tutto” sul comportamento di questo o quello, oltre che sul tuo.

Ma devi giudicare, nel senso di discernere, quello che è secondo la Parola di Dio e quello che non lo è. Devi denunciarlo, prima di tutto al tuo fratello, e poi anche quando serve o è necessario pubblicamente.

Dio non è buonista, come non lo è il Cristo. Dio è buono, Dio è misericordioso, nel senso che vuole il nostro bene, e che è paziente verso i nostri peccati. Ma vuole che ci comportiamo secondo il Suo Evangelo e non secondo quello che dice “buono” o da approvare il mondo!

Il mondo ha un altro principe! Non ce lo ripeteremo e ricorderemo mai abbastanza. La logica del mondo non è quella di Dio, e non la sarà mai. La Città di Dio non è roba di questo mondo! Nessun uomo, neppure “buono”, religioso, santo riuscirà mai a costruirla qui, su questa terra.

Potremo forse, qui, costruire una città ricca, una città prospera, ma questa sarebbe solo la nostra rovina… perchè l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono, dice il salmista. Scambia il benessere per il bene, il tesoro del cielo con le ricchezze terrene, l’eternità con la prosperità ed il benessere.

Conclusioni

Quindi: il giudizio ultimo va lasciato a Dio, ma la correzione fraterna, il discernimento secondo il Vangelo, secondo la Parola di Dio va operato, sempre, a partire da chi ci è più vicino. Se lo amiamo in modo particolare va fatto con particolare attenzione. O non è vero che lo amiamo, o non è vero amore, e lo trascineremo nella nostra stessa rovina.

Ricordate quanto dice Gesù. Se tacerete voi, grideranno persino le pietre… e non servirà nascondere il nostro peccato, anche semplicemente quello di omissione, di omessa denuncia, di omessa correzione, sotto tonnellate di roccia. Perchè il grido di colui al quale è stata fatta ingiustizia, griderà dal suolo, come quello di Abele, ed arriverà comunque al Nostro Signore.

La correzione fraterna - XXIII Domenica del Tempo Ordinario
La correzione fraterna – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

La Natività di Maria secondo Sant’Andrea di Creta

La Natività di Maria secondo Sant’Andrea di Creta

La seconda lettura dell’Ufficio delle Letture di oggi parla del duplice beneficio che è derivato a tutti noi credenti dal “Fiat” dal “Si” senza riserve di Maria alla Parola di Dio come le fu rivolta dall’angelo. Nel giorno in cui le tradizioni cattolica ed ortodossa ricordano la nascita della Vergine.

L’immagine simbolo per il sottoscritto è quella che segue, ripresa dal mosaico absidale della Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove ho… studiato il catechismo e i Vangeli stupendomi davanti ai brillanti mosaici medievali del Cavallini.

La Natività di Maria
La Natività di Maria

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

(Disc. 1; PG 97, 806-810)
Le cose vecchie sono passate,
ecco ne sono nate di nuove

«Il termine della legge è Cristo» (Rm 10, 4).

Si degni egli di innalzarci verso lo spirito ancora più di quanto ci libera dalla lettera della legge.
In lui si trova tutta la perfezione della legge perché lo stesso legislatore, dopo aver portato a termine ogni cosa, trasformò la lettera in spirito, ricapitolando tutto in se stesso.

La legge fu vivificata dalla grazia e fu posta al suo servizio in una composizione armonica e feconda. Ognuna delle due conservò le sue caratteristiche senza alterazioni e confusioni.

Tuttavia la legge, che prima costituiva un onere gravoso e una tirannia, diventò, per opera di Dio, peso leggero e fonte di libertà.

Non siamo più schiavi

In questo modo non siamo più «schiavi degli elementi del mondo» (Gal 4, 3), come dice l’Apostolo, né siamo più oppressi dal giogo della legge, né prigionieri della sua lettera morta.

Il mistero del Dio che diventa uomo, la divinizzazione dell’uomo assunto dal Verbo, rappresentano la somma dei beni che Cristo ci ha donati, la rivelazione del piano divino e la sconfitta di ogni presuntuosa autosufficienza umana.

La venuta di Dio fra gli uomini, come luce splendente e realtà divina chiara e visibile, è il dono grande e meraviglioso della salvezza che ci venne elargito.

Il duplice beneficio

La celebrazione odierna onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio.

La beata Vergine Maria ci fa godere di un duplice beneficio: ci innalza alla conoscenza della verità, e ci libera dal dominio della lettera, esonerandoci dal suo servizio. In che modo e a quale condizione? L’ombra della notte si ritira all’appressarsi della luce del giorno, e la grazia ci reca la libertà in luogo della schiavitù della legge.

La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento. Mostra come ai simboli e alle figure succeda la verità, e come alla prima alleanza succeda la nuova.

La Creazione esulti e canti di gioia

Tutta la creazione dunque canti di gioia, esulti e partecipi alla letizia di questo giorno. Angeli e uomini si uniscano insieme per prender parte all’odierna liturgia. Insieme la festeggino coloro che vivono sulla terra e quelli che si trovano nei cieli.

Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.

Quale segno? Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Quale segno?

Mentre la gente si affollava intorno a lui, egli cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno di Giona».

Luca 11:29

Siamo costantemente alla ricerca di un segno, di un miracolo o un’indicazione divina.

Il testo di Luca ci dice che degli estranei quali la regina di Seba e i niniviti hanno fatto stima della rivelazione di Dio senza vedere alcuna manifestazione soprannaturale.

La realtà è che oggi, come allora, “questa generazione è malvagia”, ossia cattiva nella natura e nella condizione. Fino a quando sarà in questo stato nessun segno potrà mai produrre un risultato duraturo. Senza una sincera e onesta presa di coscienza non ci sarà cambiamento.

La storia di Giona

La storia di Giona ci dice che sovente siamo prima noi a non credere al “cambiamento/ravvedimento”. Accade così che in molte chiese sta sparendo il messaggio della conversione, preferendo parlare di “partecipazione”.

Come Giona limitiamo l’azione di Dio, resistiamo allo Spirito con le nostre convinzioni, cerchiamo un messaggio alternativo a quello che siamo inviati a proclamare.

La nostra “malvagità” nasconde, allontana e finanche cancella il volto di Dio. Le questioni personali hanno il sopravvento sulla missione ricevuta e l’effetto sono “segni diversi” che deviano e allontanano le persone.

Torniamo a predicare Cristo crocifisso e la misericordia di Dio che incontra chi si ravvede.

Giona, un santo noioso e pesante…

Lutero scrisse che “Giona è un ‘santo’ noioso e pesante che è arrabbiato a causa della misericordia di Dio per i peccatori”.

Tuttavia è un figlio amatissimo da Dio al quale sembra rivolgersi senza inibizioni, quasi senza timore, ma in realtà ne ha e come.

Dio non liquida con superficialità il servo disobbediente, ma continua a seguirlo, e a chiamarlo a “combattere con lui” fino a riportarlo alle sue responsabilità.

Dio desidera che Giona trovi la sua chiamata profetica andando oltre le convinzioni e le false certezze che il proprio ambiente e le tradizioni del tempo gli impongono.

Giona (e noi con lui) è sfidato ad accogliere coloro che lui stesso aveva escluso, facendo i conti con la misericordia di Dio per lui inaccettabile. (Puoi approfondire leggendo il mio scritto “Giona, l’inaccettabile misericordia di Dio”).

Quale segno? Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Quale segno? Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

04 settembre Isaia 9-10; Matteo 19-20

05 settembre Isaia 11-12; Matteo 21-22

06 settembre Isaia 13-14; Matteo 23-24

07 settembre Isaia 15-16; Matteo 25-26

08 settembre Isaia 17-18; Matteo 27-28

09 settembre Isaia 19-20; Marco 1-2

10 settembre Isaia 21-22; Marco 3-4

La Dichiarazione di Nashville

La Dichiarazione di Nashville

(traduzione a cura del pastore Paolo Castellina)

Un’affermazione sulla concezione biblica ed evangelica sulla sessualità umana che risponde all’attuale tentativo di accettare e benedire omosessualità e transgenderismo nella società e in diverse chiese.

Pubblicata il 29 agosto 2017 dal “Council on Biblical Manhood and Womanhood” (Concilio sulla maschilità e femminilità biblica) e firmata originariamente da 150 leader evangelici, fra i quali: R. Albert Mohler, John Piper, James Dobson, D. A. Carson, John Mc Arthur, R. C. Sproul, Ligon Duncan, Alistair Begg, Matt Chandler, Jack Graham. Qui il link per firmare: https://cbmw.org/nashville-statement#sign-popup

https://sites.google.com/site/confessionidifede/dichiarazione-di-nashville-2017

Preambolo
“Riconoscete che l’Eterno è DIO; è lui che ci ha fatti e non noi da noi stessi” (Salmo 100:3 ND).

All’alba del XXI secolo i cristiani evangelici si trovano in un periodo di transizione storica. Mentre la cultura occidentale sta diventando sempre più post-cristiana, essa si è imbarcata in una massiccia revisione di che cosa significhi essere umani. Nel suo complesso, lo spirito della nostra epoca non discerne più la bellezza del disegno creativo di Dio per gli esseri umani, né se ne rallegra. Sono molti coloro che negano che gli esseri umani siano stati creati per la gloria di Dio, e che i suoi buoni propositi per noi includano la nostra costituzione personale e fisica come maschi e femmine. È diventato comune pensare che l’identità umana come maschio e femmina non faccia parte del bel piano di Dio, ma che sarebbe espressione solo delle preferenze autonome dell’individuo. Il sentiero che porta ad una gioia piena e durevole per le sue creature viene così rimpiazzato dal sentiero di miopi alternative che, presto o tardi, rovineranno la vita umana e disonoreranno Dio.

Questo spirito secolarista della nostra epoca pone una grande sfida alla chiesa cristiana. La chiesa del Signore Gesù Cristo perderà forse le sue persuasioni bibliche, chiarezza e coraggio, per fondersi con lo spirito del tempo? Oppure si atterrà strettamente alla parola della vita, attingendo coraggio da Gesù e proclamando senza vergogna la sua via come via della vita? Manterrà una chiara testimonianza contro-culturale verso un mondo che sembra ineluttabilmente destinato alla rovina?

Siamo persuasi che la fedeltà nella nostra generazione significhi dichiarare di nuovo la vera storia del mondo e come in esso ci dobbiamo collocare – in particolar modo come maschi e femmine. Le Scritture cristiane insegnano che non vi è che un Dio che solo è Creatore e Signore di tutti. A lui solo ogni persona deve riconoscenza gioiosa e totale adesione. Questa è la via non solo per glorificare Dio, ma anche per conoscere noi stessi. Dimenticare il nostro Creatore significa dimenticare chi siamo, perché egli ci ha fatti per lui. E non possiamo conoscere noi stessi senza conoscere veramente colui che ci ha fatti. Non ci siamo fatti da soli. La nostra vera identità come persone maschili e femminili, ci è stata data da Dio. Non solo è folle, ma anche senza speranza, cercare di rendere noi stessi ciò che Dio non ci ha creati ad essere.

Noi crediamo che il disegno di Dio per la sua creazione e la sua via di salvezza serva per dare a lui la gloria più grande ed essere per il massimo nostro bene. I buoni piani di Dio ci forniscono la più grande libertà. Gesù disse d’essere venuto affinché avessimo vita e vita in misura sovrabbondante. Egli è per noi, non contro di noi. Quindi, nella speranza di servire la Chiesa di Cristo e di testimoniare pubblicamente i buoni propositi di Dio per la sessualità umana rivelati nelle Scritture cristiane, presentiamo le seguenti affermazioni e negazioni.

Articolo 1

NOI AFFERMIAMO che Dio ha progettato il matrimonio come un patto dal carattere sessuale, procreatore e permanente di un uomo e di una donna che si uniscono come marito e moglie, il cui significato rimanda all’alleanza d’amore tra Cristo e la sua sposa, la chiesa.

NOI NEGHIAMO che Dio abbia inteso il progetto del matrimonio come comprendente anche il rapporto fra persone dello stesso sesso, di poligamia o di poliamore. Noi pure neghiamo che il matrimonio sia un semplice contratto umano piuttosto che un patto stabilito davanti a Dio.

Articolo 2

NOI AFFERMIAMO che la volontà rivelata di Dio per ogni persona sia la castità fuori dal matrimonio e la fedeltà nell’ambito del matrimonio.

NOI NEGHIAMO che l’affetto, il desiderio o l’impegno personale possa mai giustificare rapporti sessuali prima o al di fuori del matrimonio; né giustificano forma alcuna di immoralità sessuale.

Articolo 3

NOI AFFERMIAMO che Dio ha creato Adamo ed Eva, i primi esseri umani, a sua immagine, uguali di fronte a Dio come persone, e distinti come maschio e femmina.

NOI NEGHIAMO che le differenze stabilite da Dio fra maschi e femmine li rendano meno che uguali quanto a dignità o valore


Articolo 4

NOI AFFERMIAMO che le differenze stabilite da Dio fra maschi e femmine riflettono l’originale progetto creativo di Dio e che sono intese per il bene e il compimento dell’essere umano.

NOI NEGHIAMO che tali differenze siano il risultato della Caduta o che siano una tragedia da superare

Articolo 5

NOI AFFERMIAMO che le differenze fra le strutture riproduttive dei maschi e delle femmine sono componente integrale del progetto di Dio per la comprensione della propria identità come maschio o femmina.

NOI NEGHIAMO che anomalie fisiche o condizioni psicologiche possano vanificare il legame stabilito da Dio fra sesso biologico e comprensione di sé stessi come maschio o femmina.

Articolo 6

NOI AFFERMIAMO che coloro che nascono con una disfunzione fisica nel loro sviluppo sessuale, sono creati ad immagine di Dio ed hanno dignità e valore uguale a tutti gli altri portatori di quell’immagine. Essi sono riconosciuti dal nostro Signore Gesù Cristo nelle sue parole: “Poiché vi sono degli eunuchi che sono tali dalla nascita” (Matteo 19:22). Come tutti gli altri, essi sono benvenuti come fedeli seguaci di Gesù Cristo e dovrebbero accogliere il loro sesso biologico nella misura che possa essere conosciuto.

NOI NEGHIAMO che ambiguità al riguardo del sesso biologico di una persona la rendono incapace di vivere una vita fruttuosa in gioiosa obbedienza a Cristo.


Articolo 7

NOI AFFERMIAMO che il comprendere sé stessi come maschi o femmine debba essere definito dai santi propositi di Dio nella creazione e nella redenzione come rivelati nelle Scritture.

NOI NEGHIAMO che adottare una comprensione di sé stessi di tipo omosessuale o transagender sia coerente con i santi propositi di Dio nella creazione e nella redenzione.

Articolo 8

NOI AFFERMIAMO che le persone che sentono attrazione sessuale per lo stesso sesso possano vivere una vita ricca e fruttuosa che piace a Dio attraverso la fede in Gesù Cristo, perché essi, come tutti i cristiani, camminano in purezza di vita.

NOI NEGHIAMO che l’attrazione sessuale per lo stesso sesso sia parte della bontà naturale della creazione originale di Dio, o che metta una persona al di fuori della speranza dell’Evangelo.

Articolo 9

NOI AFFERMIAMO che il peccato distorce il desiderio sessuale allontanandolo dal patto nuziale e rivolgendolo verso l’immoralità sessuale – una distorsione questa che include sia l’immoralità omosessuale che eterosessuale.
NOI NEGHIAMO che un fenomeno durevole di desiderio per l’immoralità sessuale giustifichi un comportamento sessuale immorale.

Articolo 10

NOI AFFERMIAMO che sia peccaminoso approvare l’immoralità sessuale o il transgenderismo e che tale approvazione costituisca un allontanamento essenziale dalla fedeltà e testimonianza cristiana.

NOI NEGHIAMO che l’approvazione dell’immoralità omosessuale o del transgenderismo sia una questione moralmente indifferente rispetto alla quale possano essere accettate diversità di opinione da parte di cristiani altrimenti fedeli – essere d’accordo di non essere d’accordo.


Articolo 11

NOI AFFERMIAMO che sia nostro dovere dire sempre la verità con amore, incluso quando parliamo di o ad un altro come maschio o femmina.

NOI NEGHIAMO che vi sia un qualsiasi obbligo di parlare in modo tale da disonorare i progetti di Dio nei suoi portatori di immagine come maschi e femmine.

Articolo 12

NOI AFFERMIAMO che la grazia di Dio in Cristo conceda sia un perdono misericordioso che potenza di trasformazione, e che questo perdono e potenza metta in grado un seguace di Gesù di mortificare i desideri peccaminosi e di camminare in maniera degna del Signore.

NOI NEGHIAMO che la grazia di Dio in Cristo sia insufficiente per perdonare ogni peccato sessuale e di dare potenza di santità ad ogni credente che so senta attratto a commettere un peccato sessuale.

Articolo 13

NOI AFFERMIAMO che la grazia di Dio in Cristo metta in grado i peccatori ad abbandonare una comprensione transgender di sé stessi e, per la divina tolleranza, di accettare il legame, stabilito da Dio fra il proprio sesso biologico e la propria comprensione d’essere maschio o femmina.

NOI NEGHIAMO che la grazia di Dio in Cristo sanzioni comprensioni di sé stessi che siano in contrasto con la volontà rivelata di Dio.

Articolo 14

NOI AFFERMIAMO che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare peccatori e che attraverso la morte e risurrezione di Cristo siano disponibili il perdono dei peccati e la vita eterna a tutti coloro che si ravvedono dai propri peccati e confidano in Cristo soltanto come Salvatore.

NOI NEGHIAMO che il braccio del Signore sia troppo corto per salvare o che un qualsiasi peccatore sia oltre la possibilità d’esserne raggiunto.