Archivi categoria: Blog

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Questo è quello che ha scritto Sara, mia figlia, in un compito con cui si è presentata alla direttrice della sua nuova scuola (1 media inferiore), rispondendo alla domanda di presentare chi era suo padre.

L’ho postato su Facebook ed ho strappato un rilassato sorriso a tanti miei conoscenti ed amici sui social. Anche io ho sorriso, assieme a mia moglie Antonella.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Mi ha dato anche da riflettere però. Ho pensato a quel mio amico conosciuto da poco, parroco ortodosso, che si definisce un prete sciancato, e che di professione fa l’impiegato anche lui, direttore amministrativo di una scuola… Non so quante Bibbie abbia a casa!

Io sono un impiegato che si occupa di turisti, di bagagli, di pellegrini, di social network e di formazione informatica, la propria e l’altrui.

Però è vero, ha ragione Sara, sono anche un prete; la mia ordinazione, 25 e passa anni fa, era valida e lo è tuttora. Sapevo quello che facevo il 16 maggio 1992, sapevo cosa ricevevo, mi affidavo completamente all’Eterno per il resto. Del resto ero un formatore del Seminario del Papa già quasi da due anni quando sono stato ordinato.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Ed è vero pure, che ho la casa piena di Bibbie! In tante lingue, di tante confessioni, antiche, nuove, da studio… Perchè amo da morire la Parola di Dio, da quando ero un bambino che andava a messa e al catechismo. Perchè la leggo ogni giorno da quando suor Anna Clara nel 1973 mi regalò quel piccolo evangelo dalla copertina rosa.

Ed anche ora che sono impiegato, la predico dal pulpito, la proclamo dal leggio o dall’ambone, la leggo e la canto mentre prego, me la ripeto a memoria mentre cammino.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Insomma ora, oltre al prete sciancato, c’è pure il prete impiegato, con la casa piena di Bibbie.

E la domanda sorge spontanea?

Giovanni, prete sciancato, quante Bibbie hai a casa tua???

La radice di tutti i mali: l’attaccamento al denaro

La radice di tutti i mali: l’attaccamento al denaro

Il testo di 1 Timoteo 6

3 Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e la dottrina secondo la pietà, 4 costui è accecato dall’orgoglio, non comprende nulla ed è preso dalla febbre di cavilli e di questioni oziose. Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, 5 i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la pietà come fonte di guadagno.

6 Certo, la pietà è un grande guadagno, congiunta però a moderazione! 7 Infatti non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via. 8 Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo. 

9 Al contrario coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. 10 L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori.

11 Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. 12 Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.

La radice di tutti i mali: l'attaccamento al denaro
La radice di tutti i mali: l’attaccamento al denaro

La prima lettura del giorno

Oggi, come quasi tutti i giorni, ho svolto il ministero di lettore e di cantore (del versetto alleluiatico) alla Basilica del Sacro Cuore, a Via Marsala, dove ogni mattina alle 7, prima di lavorare, partecipo alla liturgia.

Ed ho proclamato questa prima lettura, dal testo che non ammette obiezioni o discussioni. L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali. È profondamente vero.

Tante, troppe persone si dannano l’anima per il denaro, si rovinano la vita per cercare questo o quel tipo di prosperità. Dicono: “Dio non mi ha dato nulla”. O dicono: “Cosa mai mi ha dato il Signore?”.

E non sanno bene cosa rispondere, di solito ammutoliscono, quando gli rispondi: la vita, la salute, l’amore, il lavoro, persone che ti vogliono bene, quando gli fai l’elenco dei tesori di cui godono tutti i giorni e di cui non sono più consapevoli, li danno per scontati, sono persino scontenti.

Ricordate Israele nel deserto, le sue continue lamentele? Alla fine siamo tanti Israele, siamo tanti uomini e donne dalla dura cervice, siamo ingrati verso chi, donandoci la vita, ci a donato tutto quello di cui godiamo su questa terra.

Perchè poi? Come dice Paolo a Timoteo, ma lo dice il Cristo, lo dicevano i Profeti, lo diceva Giobbe, non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla potremo portarne via.

«Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».

(Giobbe 1:21)

La prova – Lodi Mattutine del lunedì

LETTURA BREVE 

25 Oltre tutto ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette alla prova, come ha già fatto con i nostri padri. 26 Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare ad Isacco e quanto è avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava i greggi di Làbano suo zio materno. 27 Certo, come ha passato al crogiuolo costoro non altrimenti che per saggiare il loro cuore, così ora non vuol far vendetta di noi, ma è a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno vicino».

(Giuditta 8:25-27)

Furono messi alla prova i nostri padri. Abramo, Isacco, Giacobbe. Furono provati tutti quelli che Dio amava.
Persino il Figlio fu tentato dal demonio nel deserto.

E noi chi siamo mai, per crederci immune da ogni tentazione?
Siamo e saremo tentati anche noi, ma come dice l’Apostolio, in ogni cosa siamo più che vincitori in Cristo Gesù.

35 Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 
36 Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.
37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. 
38 Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, 39 né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

(Romani 8)

La prova - Lodi Mattutine del lunedì
La prova – Lodi Mattutine del lunedì

Non temere – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Non temere

Io sono il Dio d’Abraamo tuo padre; non temere, perché io sono con te e ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore del mio servo Abraamo”.
Genesi 26:24

Come il padre Abraamo, Isacco si ritrova a fare i conti con una carestia che lo costringe a spostarsi e a recarsi a Gherar. A differenza del predecessore non scenderà fino in Egitto, perché Dio gli ordina di fermarsi là. Qui trova accoglienza da parte del re Abimelek, ma commette lo stesso errore del padre nascondendo che Rebecca era sua moglie.

Cambiano i personaggi, ma la storia e gli errori si ripetono. Nelle sue vicende si leva però la presenza costante dell’Eterno a rassicurarlo e a moltiplicare i suoi beni.

Di riflesso attorno a lui cresce la gelosia, aumentano gli ostacoli. Trova impedimenti, litigi fino al punto che è costretto a lasciare il paese. Allontanato dal re dei filistei, Isacco continua a sperimentare la cura del Suo Dio. Non ha difficoltà a trovare acqua per la sua gente e per le sue bestie. Chi pensava di essersi liberato di lui è costretto a riconoscere il suo essere “benedetto”.

Qualunque sia la difficoltà che stai attraversando, qualunque sia la carestia che ti è piombato addosso, non restare fermo, immobile. Passa all’azione e credi che Dio è con te e ti rassicura dicendoti “Non temere”.

Fame nel mondo

Secondo i dati della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura, negli ultimi anni la carestia si è ripresentata in Etiopia, ove più di sette milioni di persone hanno urgente bisogno di cibo per evitare la morte per fame. Altri due milioni di persone sarebbero nelle stesse condizioni in Eritrea. Quasi la metà dei paesi africani, 23 dei 52, starebbero affrontando enormi difficoltà per mancanza di cibo. Il quadro è peggiorato dai più di 2 milioni di persone morte nell’ultimo decennio nella Corea del Nord a causa di scarsità di cibo determinata da una combinazione di inondazioni, siccità e cattive politiche governative. È facile ignorare la carestia quando questa riguarda l’altra faccia del pianeta o qualche angolo isolato e distante del globo.

Nuovo anno scolastico

In questi giorni si sono riaperti i cancelli delle scuole. Per gli insegnanti, il personale vario e tutti gli alunni che hanno ritrovato il loro impegno quotidiano si leva la nostra preghiera.

Non temere - Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Non temere – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

18 settembre   Isaia 37-38; Luca 3-4

19 settembre   Isaia 39-40; Luca 5-6

20 settembre   Isaia 41-42; Luca 7-8

21 settembre   Isaia 43-44; Luca 9-10

22 settembre   Isaia 45-46; Luca 11-12

23 settembre   Isaia 47-48; Luca 13-14

24 settembre   Isaia 49-50; Luca 15-16

Lo spirito della liturgia secondo Joseph Ratzinger

Lo spirito della liturgia secondo Joseph Ratzinger

Un libro letto ad inizio settembre, della San Paolo, giunto alla quarta edzione, scritto da Papa Benedetto XVI quando ricopriva ancora, regnante Giovanni Paolo II, la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Introduzione allo spirito della liturgia
Introduzione allo spirito della liturgia

L’opera, come fa notare la quarta di copertina, riprende parte del titolo dell’opera Lo spirito della liturgia, di Romano Guardini, ed è un opera che oltre a dare grandi stimoli per la contemplazione dell’opus Dei per eccellenza, la liturgia, si pone anche in polemic con le mancanze e gli eccessi della messa in pratica della cosiddetta riforma liturgica post conciliare.

Che, io credo, da tempi non sospetti, abbia gettato dalla finesta in tanti casi “il bambino con l’acqua sporca”, abbia trascurato la bellezza ed il mistero che promanavano e tuttora promanano dal modo antico di celebrare la duplice mensa della Parola e dell’Eucaristia nella Chiesa Cattolica.

Comunque la si pensi in proposito, è senz’altro un lavoro che vale la pena di leggere e di studiare con attenzione. Che conferma le doti di finissimo studioso ma soprattutto di amorevolissimo credente e di liturgista di prim’ordine di Benedetto XVI.

Non è più tempo di sperimentazioni, io credo, ma di tornare alla purezza del culto al Signore. Nei modi più belli che ci è stato dato modo di conoscere.

Bellissimi i capitoli sull’orientamento (avete mai riflettuto sul fatto che significa “cercare l’Oriente”, rivolgersi all’Oriente, alla salvezza che viene da Oriente?), sulle immagini, sulla musica, sul rapporto tra corpo, le sue posizioni e la liturgia.

Pentecostali, anima e cuore?

Pentecostali, anima e cuore

Pentecostali

Pentecostali, è scritto come titolo del numero della rivista Jesus di settembre. Jesus è una rivista cattolica, tra le tante edite dalla San Paolo.

Pentecostali, anima e cuore
Pentecostali, anima e cuore

Ma non sono cattolici tutti quelli che ci scrivono.

In questo caso l’articolo sul fenomeno della crescita delle chiese cristiane pentecostali è firmato da Federica Tourn, un cognome valdese doc, ho pensato quando l’ho visto.

Ed il modo di scrivere e comporre l’articolo me l’ha confermato.

Pentecostali, anima e cuore

Intendiamoci. L’articolo è scritto bene, è ben documentato, ma già il domandarsi se il futuro della Riforma sarà tutto “anima e cuore”  lo trovo tutto un programma.

Anima e cuore” è un chiarissimo riferimento all’espressione campana, resa celebre dalla canzone napoletana degli anni Cinquanta, “Anema ‘e core“.

Fa riferimento al fatto che è soprattutto in Campania che il movimento pentecostale è in crescita; una crescita a mio avviso non solo numerica ma anche di qualità teologica, nella predicazione, nella testimonianza cristiana fedele alla Scrittura.

Ma si capisce dai toni che all’autrice la cosa non piace… che preferisce le chiese riformate storiche; nell’articolo si controlla, ma basta vedere il suo profilo Facebook dove le chiese pentecostali sono definite dai commentatori del post con cui pubblicizza il suo articolo come fondamentaliste, antintellettuali, antifemministe ed omofobe

E dove un pastore valdometodista si interroga se questo non sia il futuro non solo della Riforma ma di tutto il Cristianesimo. Per citare poi un altro valdese che spera… nell’influsso di Papa Bergoglio (ma forse non ha letto o ascoltato le sue ultime predicazioni su temi come la famiglia e la difesa della vita…).

Collegamenti

Un collegamento con quanto scrivevo oggi sul mio profilo Facebook commentando un altro articolo di giornale:

Cristiani cattolici, protestanti ed ortodossi che si uniscono nella difesa dei valori non negoziabili (la vita in primis) sulla base della Parola di Dio e dell’antica tradizione dei Padri.

Per fortuna lo Spirito soffia dove vuole lui, e non dove vorrebbe il mondo…

Il signor Parroco ha dato di matto

Il signor Parroco ha dato di matto
Il signor Parroco ha dato di matto

Il signor Parroco ha dato di matto

Un libro appena uscito, edito dalla San Paolo, che ho preso su consiglio del mio amico Fabio Bartoli, che ha smesso di fare il Parroco il 1 settembre e… si è murato in ospedale come Cappellano! Scherzo Fabio eh? Meglio precisare che con quelle manone che ti ritrovi!!!

Davvero divertentissimo, alla Guareschi come diceva lui. Me lo sono letteralmente divorato in due ore di lettura.

Per chi volesse prenderlo su Amazon!

Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln

Letta oggi prima dell’inizio delle lezioni nella nuova scuola di mia figlia Sara, che oggi parte con l’avventura delle scuole medie inferiori.

Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln
Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln

Il testo della lettera

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo. Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e lo esorti a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione. Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e gli insegni ad avere fiducia anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro

Nello splendore della santità: la liturgia riformata

Nello splendore della santità

Un bel libro letto alcuni mesi fa. I fratelli della CLC, la libreria cristiana evangelica di Via Curtatone, a Roma me ne hanno chiesto una breve recensione che ho deciso di condividere anche con i lettori del mio blog.

L’adorazione al centro

Direi che il tema dell’adorazione è quello centrale per tutta l’opera. Del resto, uno dei Sola della Riforma recita “Soli Deo Gloria“.

Non esiste nè mai esisterà un compito più alto, nè per il singolo cristiano, nè per la Chiesa, di qualsiasi confessione cristiana, riformata e non, di quello della liturgia, del servire Dio, dell’onorare e servire il Signore.

Le diverse forme di adorazione

Esistono, certo, diverse forme di adorazione, non solo tra le diverse confessioni cristiane, ma anche in quella che si può a ben diritto chiamare la “galassia” riformata.

Condivido con l’autore il pensiero che si debbano recuperare la semplicità dei gesti, la centralità assoluta della Parola di Dio, l’uso antico del canto dei Salmi, il non dover per forza rincorrere un moderno ed una modernità che sono assai più, trovo, sintomo di una secolarizzazione crescente della liturgia, e che, anzichè rendere lode a Dio, cercano piuttosto il favore del mondo.

Jon Payne è fedele ad uno dei più importanti catechismi riformati, il Catechismo Minore di Westminster, che afferma con forza che “lo scopo primario dell’uomo è glorificare Dio e gioire in lui per sempre”.

Un percorso chiaro: fedeltà assoluta alla Parola di Dio, un servizio, una liturgia completamente dedicata al Signore, la santità dell’uomo che riconosce che adorare il Signore è la sola cosa piena di senso che egli possa fare; e che deve farlo come il Signore stesso gli ha indicato.

Sembra tutto così semplice…

Ma l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono… (Salmo 48:13.21)

Nello splendore della santità
Nello splendore della santità

Breve vademecum prevaccinale – di Stefano Montanari

Riprendo dal suo blog per dare la massima diffusione a questo suo utilissimo post.

Che fare? Questa è una delle domande che mi arrivano a raffica.

Non è affatto raro che la vaccinazione induca effetti indesiderati di varia natura, di diversi gradi di gravità e con manifestazioni evidenti secondo tempistiche differenti. Alla Farmacovigilanza arrivano denuncie relative solo ad  una minima parte dei casi ed è su quelle che si fanno le statistiche, statistiche, perciò, ampiamente sottostimate.

Molto in breve, ecco le precauzioni da prendere:

 

VADEMECUM PER MAMMA E PAPA’ CON BIMBI DA VACCINARE

 

1 –       Il medico deve prima di tutto verificare che il vostro bambino sia sano e non abbia malattie in atto.  Opporsi temporalmente alla vaccinazione se il bambino non sta bene.

2 –       Il medico deve informare, prima che voi diate il consenso, dell’atto che si sta per compiere sul vostro bambino; quindi deve prendere il bugiardino del prodotto e leggervelo attentamente per intero per essere così davvero consapevolmente informati dell’atto vaccinale. Si tratta di un diritto quasi sempre negato e di un obbligo da parte del vaccinatore. Dovete interromperlo quando non capite.Non importa se ci vogliono ore per queste informazioni. Prendetevi tutto il tempo necessario. Se il medico si innervosisce, chiedetegli un altro appuntamento. Ditegli che un medico nervoso può sbagliare a vaccinare; ne va della salute di vostro figlio.La vaccinazione è un atto senza ritorno. Ricordate che un medico viene pagato a vaccinazione, più ne fa più guadagna!

3 –       Il medico deve verificare se il bambino ha già sviluppato un’immunità per quel tipo di malattia per cui deve essere vaccinato. L’immunità può essere acquisita per avere effettivamente già contratto la malattia o per esserne dotati naturalmente.Chiedetegli quali esami occorre fare per verificare le immunità. Se non vuole verificare informate il direttore generale dell’Ospedale.

4 –       Pretendere che il medico verifichi, come prevede la buona pratica medica, se il bambino è allergico ad una delle sostanze contenute nel vaccino, ad esempio Alluminio (E’ scritto nel bugiardino). Dovete pretendere un certificato ove il medico dichiari che il bambino non è allergico e deve firmare in modo che si legga il nome chiaramente (prima in stampatello, poi in corsivo). Se il bambino risulta allergico non lo si può vaccinare.

5 –       Opporsi a che siano praticate vaccinazioni multiple nella stessa seduta.

6 –       Opporsi a vaccinazioni fuori di uno studio medico (ad esempio in farmacia) e da una persona non laureata in Medicina. Un infermiere può vaccinare, ma chiedetegli cosa è in grado di fare nel caso in cui si verificassero effetti collaterali avversi. Un non medico non risponderà mai di eventuali effetti collaterali.Dopo la vaccinazione il bimbo deve rimanere in osservazione per almeno 1 ora. Potrebbe sviluppare una reazione avversa (per esempio difficoltà respiratoria, shock anafilattico, ….)

7-       In caso di vaccini esavalenti fatevi dire per quali malattie lo si sta vaccinando e nel casoin cui il bimbo abbia già contratto una delle malattie in elenco o ne sia comunque immune, dovete chiedere di praticare le vaccinazioni solo per quelle malattie che il bimbo non ha ancora avuto. Non si può vaccinare per una malattia già contratta; si è immuni. Si tratta di un’ovvietà ma ben pochi vaccinatori se ne prendono cura. Se non ci sono i vaccini disponibili, pretendete che il medico chieda alla ditta di prepararli.

8-       Farsi consegnare la scatola del vaccino, del bugiardino e della fiala o siringa vuota alla quale si è rimesso il cappuccio all’ago. E’ una prova che in casi avversi può servire. Se il medico rifiuta chiedergli il perché e denunciare la sua risposta al Direttore del centro. Se il vaccinatore rifiuta comunque, sappiate che può essre denunciato per aver nascosto o distrutto volontariamente una prova.

Se pur con tutte questeprecauzioni  il medico vuole ancora vaccinare informatelo che:

9-       Nelle giornate precedenti la vaccinazione avete fatto fotografie e riprese video che testimoniano del comportamento del bimbo (se cammina, se parla o tenta di parlare, se gattona ecc.).

10-     Che rifarete fotografie e video se si notano cambiamenti dopo la vaccinazione. Misurate la temperatura corporea e fotografate il punto dell’iniezione.

11-     Fatevi consegnare un documento di avvenuta vaccinazione con tutti i dati del vaccino (nome, data di scadenza e numero di lotto) e data del giorno in cui la vaccinazione è avvenuta. Il documento deve riportare il nome e la firma di chi ha eseguito la vaccinazione in un ambulatorio medico in modo leggibile.

12-     Se si notano effetti negativi, chiamare immediatamente il medico e pretendere che faccia una segnalazione all’AIFA (obbligatoria, ma spesso non eseguita). Farsi consegnare una copia del documento di segnalazione. Se il medico rifiuta di eseguire la segnalazione, presentare una denuncia alla procura della Repubblica per omissione di atti d’ufficio e informare il direttore sanitario della struttura presso cui è avvenuta la vaccinazione.

13-      Inviare una email o un telegramma al direttore generale, dott. Melazzini  dell’AIFA,segr.tecnica.dg@aifa.gov.it, con al seguente dizione “Effetto negativo con vaccino xx” , descrizione del casoed indirizzo al quale essere contattati.