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Ricordando Maria Teresa e la mamma Rita

Ricordando Maria Teresa Carloni e la mamma Rita, di Amatrice, che vado a salutare tra poco nella Parrocchia di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio.

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« Ave Verum Corpus natum de Maria Virgine
Vere passum, immolatum in cruce pro homine,
Cujus latus perforatum unda fluxit et sanguine,
Esto nobis praegustatum in mortis examine.
O Jesu dulcis, O Jesu pie, O Jesu, fili Mariae,
Miserere mei. Amen. »

« Ave, o vero corpo, nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato sulla croce per l’uomo,
dal cui fianco squarciato sgorgarono acqua e sangue:
fa’ che noi possiamo gustarti nella prova suprema della morte.
O Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù figlio di Maria.
Pietà di me. Amen. »

L’Ave Verum Corpus, o semplicemente Ave Verum, è un testo eucaristico che viene fatto risalire a una poesia del XIV secolo. L’inno riguarda il credo cattolico della presenza del corpo di Gesù Cristo nel sacramento dell’eucarestia; il significato italiano del titolo è Salve, Vero Corpo.

Questo testo è stato musicato da numerosi compositori; la versione più celebre è certamente l’opera K.618 di Wolfgang Amadeus Mozart.

L’edificio di Dio (1 Corinti 3)

1 Fratelli, io non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate capaci di sopportarlo; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, dato che ci sono tra di voi gelosie e contese, non siete forse carnali e non vi comportate secondo la natura umana?

4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io sono d’Apollo»; non siete forse uomini carnali? 5 Che cos’è dunque Apollo? E che cos’è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali voi avete creduto; e lo sono nel modo che il Signore ha dato a ciascuno di loro. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere!

8 Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica.
9 Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio.

10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; 11 poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.

12 Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, 13 l’opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. 14 Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; 15 se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco.
16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi.

18 Nessuno s’inganni. Se qualcuno tra di voi presume di essere un saggio in questo secolo, diventi pazzo per diventare saggio; 19 perché la sapienza di questo mondo è pazzia davanti a Dio. Infatti è scritto:
«Egli prende i sapienti nella loro astuzia»;
20 e altrove:
«Il Signore conosce i pensieri dei sapienti;
sa che sono vani».

21 Nessuno dunque si vanti degli uomini, perché tutto vi appartiene. 22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, le cose presenti, le cose future, tutto è vostro! 23 E voi siete di Cristo; e Cristo è di Dio.

(1 Corinti 3)

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Sto riflettendo parecchio in questi giorni sul compito di chi, nelle chiese cristiane, in modo diverso ed a diverso titolo è chiamato a predicare, e sul ruolo di chi ha un ministero nelle chiese.

Tutti costoro, vescovi, pastori, preti, pope, predicatori, sono, secondo le parole di Paolo in 1 Corinti 3, collaboratori di Dio, esperti architetti che pongono il fondamento della fede nei credenti, secondo la grazia che è loro data.

Tanti elementi su cui riflettere e pregare.

Primo: ogni credente, di partenza, è un bambino in Cristo. Ovvero, per dirlo alla romana, “nessuno nasce imparato”, tantomeno nella fede. Occorre qualcuno che ti annunci la fede, che ti chiami alla fede. La fede in Cristo, ovviamente, giacchè Cristo è il solo ed unico fondamento. Perchè dice Paolo che nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.

Da qui un primo elemento di discernimento, per il credente che riceve una predicazione, che viene chiamato alla fede. Il predicatore se è investito dalla grazia di Dio, non può annunciare altro che Cristo. Se parla d’altro, se annuncia altro, pure se “buono” per lo spirito del mondo, se annuncia la sua opera, se annuncia le cose che fa, non è credibile! Perchè sta edificando su un altro fondamento. Quello della carità fine a se stessa, quella dell’amicizia in questo mondo o altro.

La chiamata alla fede non può essere altro che centrata sulla Parola di Dio, sulla Carità di Dio, sulla Misericordia di Dio. Perchè la chiamata alla fede deve essere centrata su Cristo e Cristo è Verbo Incarnato, è Parola Incarnata per la nostra salvezza.

Secondo: ricevuta la fede, sta al singolo credente accettare il Cristo come solo fondamento della propria vita e costruirci sopra. Con i materiali che ha, inizialmente, poi andando alla ricerca di cose sempre più nobili, resistenti e preziose. Si può iniziare a costruire con paglia e fieno, con le poche cose che si hanno all’inizio, poi passare alle pietre di valore, all’argento ed all’oro.

Cosa sono tutti questi materiali? In realtà una cosa sola. La consapevolezza della propria identità con il Cristo, che all’inizio è fragile, leggera, come la paglia ed il fieno, può bruciare facilmente, accesa dai mille lapilli, dalle fiammelle delle mille passioni di questo mondo, eccitata dalle mille luci che i falsi angeli di Dio, i demoni rivestiti di luce di questo mondo, spargono a larghe mani sui sentieri dei credenti, per sviarli dall’unico sentiero valido, dall’Unica Via.

Se il credente, correttamente istruito anche dal suo “mastro” muratore, da colui che è il suo ministro (ministro significa servo, non lo scordiamo mai!), il servo della sua anima, e per la grazia che egli stesso ha ricevuto, persevera nel costruirsi ad immagine di quanto la Parola di Dio dice, allora ogni elemento della sua vita, della sua esistenza terrena, si rinforza, diventa una pietra dura, una pietra di valore.

Gli elementi quindi che fortificano un credente che ha ricevuto da un ministro il dono della predicazione: la lettura della Parola di Dio, la meditazione su di essa, la preghiera incessante per la sua conformazione al Cristo.

Più si fa questo, più la vita del credente da pietra di valore diventerà argento ed oro, diventerà composta dal più prezioso dei metalli…

Ma, terzo, il credente dovrà sempre ricordarsi che anche l’oro sarà provato con il fuoco del giudizio di Dio al suo tempo. E di fronte al fuoco del giudizio di Dio, del suo indicibile calore, non c’è metallo che tenga.

poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. 14 Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; 15 se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco.

Ci si potrà salvare, gli eletti saranno salvati, ma passeranno comunque attraverso il fuoco. Perciò facciamo attenzione a quale predicazione riceviamo su questa terra, prestiamo fede solo alla predicazione centrata sulla Parola di Dio e che ci invita a costruire sul Cristo la nostra vita. Cresciamo nella fede, sforziamoci di crescere nella fede, sempre, quale sia la nostra condizione di partenza. Sia paglia, fieno, pietra dura, pietra preziosa, argento, oro, sempre ad un certo punto verremo provati con il fuoco, e di noi cosa rimarrà? Ce lo dirà il giudizio di Dio, ma noi intanto fortifichiamoci rendendoci il più possibili conformi a quello che siamo chiamati ad essere, il tempio di Dio, il tempio santo, che siamo noi.

Nessuno si inganni credendo di poter fare a meno della predicazione, della Parola di Dio, della Scrittura! Nessuno si illuda di potersi salvare edificandosi su altri fondamenti, sui fondamenti proposti dal mondo, su fondamenti che sono contrari a quanto è scritto nella Parola di Dio! Nessuno si illuda degli uomini, nessuno si vanti degli uomini!

18 Nessuno s’inganni. Se qualcuno tra di voi presume di essere un saggio in questo secolo, diventi pazzo per diventare saggio; 19perché la sapienza di questo mondo è pazzia davanti a Dio. Infatti è scritto:
«Egli prende i sapienti nella loro astuzia»;
20 e altrove:
«Il Signore conosce i pensieri dei sapienti;
sa che sono vani».

21Nessuno dunque si vanti degli uomini

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Tutto ci appartiene, tutto è nostro, ma se siamo consapevoli, in pensiero, parole ed opere e senza omissioni, che noi siamo di Cristo e Cristo è di Dio! 

tutto è vostro! 23 E voi siete di Cristo; e Cristo è di Dio.

Accresca il Signore la nostra fede. Accresca la consapevolezza che noi siamo suoi. Cresca la nostra fede nella Sua Parola, il nostro abbandonarsi alla Sua Volonta che in Essa è espressa.

Amen.

Noi abbiamo la mente di Cristo (1 Corinti 2)

(1Co 1:17-25; 2Co 4:5-7)

1 E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; 2 poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso.

3 Io sono stato presso di voi con debolezza, con timore e con gran tremore; 4 la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, 5 affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

(Ef 3:2-11; Gv 16:12-15; 1Gv 2:20, 27; 1Te 5:21)

6 Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, i quali stanno per essere annientati; 7 ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria 8 e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

9 Ma com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano».

10 A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11 Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio.

12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; 13 e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.

14 Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente.

15 L’uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno.

16 Infatti «chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?»
Ora noi abbiamo la mente di Cristo.

 

Noi abbiamo la mente di Cristo, fratelli e sorelle, se ogni giorno cerchiamo la Verità non nelle vane sapienze di questo mondo, ma nella Vera Sapienza che è nella Parola di Dio.

Non ci sgomentiamo, fratelli e sorelle, se il mondo non ci apprezza o non ci accoglie con facilità; quasi sempre questo è segno della sapidità, dell’essere sale che è il nostro messaggio, che non è nostro se non in quanto portato anche dalla nostra voce. E’ il messaggio di Dio, quello che la Parola ci chiama ad annunciare.

Ed il messaggio di Dio non è il messaggio pieno di zucchero, di miele, di… grassi idrogenati! che questo mondo vorrebbe che fosse. E’ un messaggio saporito, ma dei gusti che piacciono a nostro Signore, il gusto della misericordia, il gusto del perdono dei peccati, il gusto della carità nella verità…

Tutte cose molto scomode all’inizio, perchè siamo noi che siamo chiamati ad avere misericordia verso chi non ce ne dimostra, siamo noi che siamo chiamati per primi a perdonare, come il Signore ci ha perdonati, siamo noi che siamo chiamati ad annunciare la Verità, ma rimanendo nella carità, senza arrogarci il giudizio ultimo che è solo del Signore.

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Noi abbiamo la mente di Cristo; sgomenta il solo pensiero, ad ogni uomo sensato; ma è così. Perchè come dice l’Apostolo, a noi è stato donato lo Spirito di Dio. E questo ci rende, ci dovrebbe rendere almeno, capaci di annunciare la pazzia di Dio, la pazzia della Croce, come l’unica via ragionevole per questo mondo, per l’uomo di oggi e di ogni tempo-

Il Signore Gesù accresca la nostra fede.

Amen.

 

Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica della settimana

A cura del fratello ed amico pastore Elpidio Pezzella.

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Riposate un poco

Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco».

Marco 6:31a

 

Al termine di un periodo che spero abbia regalato qualche momento di riposo dal lavoro, occasione di stare in famiglia e momenti per ritemprare lo spirito, ci accingiamo a riprendere le nostre attività. Al ritorno dalla missione, Gesù propone ai discepoli un momento di riposo, affinché stacchino la spina dell’euforia. Quel che doveva essere un momento di pausa però li vede impegnati a distribuire da mangiare a oltre diecimila persone, accorse per ascoltare il Maestro. Così il riposo proposto si materializza nel dare o fare qualcosa per qualcuno: l’attenzione si sposta da ciò che essi avevano visto e fatto a quello che la gente necessita. Mentre noi tendiamo facilmente a ricercare personali soddisfazioni e umani appagamenti a discapito della vita altrui, il brano evangelico ci esorta a mettere da parte noi stessi per servire gli altri nel nome del Signore. Le attività e gli impegni potranno farci perdere di vista la nostra chiamata, per questo faccio mia la preghiera elevata alla vigilia della battaglia di Edgehill (23 ottobre 1642) dal Barone Lord Astley: “Signore, sai quante cose ho da fare oggi! Se ti dimentico, tu, non dimenticarmi, per amore di Gesù”.

 

Affare fatto

Il pastore George Thomas una domenica si recò in chiesa con una gabbietta e la sistemò vicino al pulpito. I fedeli si chiedevano cosa c’entrasse con la predica, e attendevano, desiderosi di sapere. “Ieri stavo passeggiando – cominciò il pastore –  quando vidi un ragazzo con questa gabbia. Nella gabbia c’erano degli uccellini spaventati. Lo fermai e gli chiesi: ‘Figliolo,cosa devi farci con quegli uccellini?’. E lui: ‘Li porto a casa per divertirmi;  gli strapperò le piume,… grideranno, soffriranno e io mi divertirò tantissimo’. Gli dissi: ‘Presto o tardi ti stancherai di loro, cosa ne farai?’. E il ragazzo: ‘Quando mi stancherò, ho dei gatti, cui piacciono gli uccelli, e li darò a loro’. Rimasi in silenzio per un momento, poi aggiunsi: ‘Quanto vuoi per questi uccellini?’. Il ragazzo fu sorpreso: ‘Perché li vuoi, sono uccelli di campo, non cantano, e non sono nemmeno belli?’ ‘Quanto vuoi?’ Pensando fossi pazzo mi chiese dieci dollari. ‘AFFARE FATTO’. Presi dieci dollari e glieli misi in mano. Presa la gabbia, la aprii e lasciai liberi gli uccellini”. Spiegato il perché della gabbia, il Pastore aggiunse: “Un giorno Satana tornò dall’Eden gonfio di superbia, e disse al Signore: ‘Ho appena catturato l’intera umanità con un’esca ottima… li ho presi tutti!’. ‘Cosa farai con loro?’, chiese Gesù. ‘Mi divertirò: gli insegnerò a odiare e farsi male a vicenda; gli insegnerò a fabbricare armi da guerra e ad ammazzarsi fra di loro; a rovinare sé stessi e quelli a loro più vicini’. ‘Ma poi ti stancherai, e cosa farai con loro?’, chiese Gesù. ‘Li ucciderò!’, esclamò Satana. ‘Quanto vuoi per loro?’ E Satana: ‘Questa gente è cattiva, ti odieranno, bestemmieranno il tuo nome e ti uccideranno. Non puoi volerli’. ‘Quanto?’, chiese di nuovo Gesù. Satana sogghignando: ‘Tutto il tuo sangue e le tue lacrime. La tua vita’. E Gesù: ‘AFFARE FATTO’. E pagò il prezzo”. Il pastore prese la gabbia e lasciò il pulpito.

 

lettura della Bibbia

29 agosto        Isaia 9-10; Matteo 19-20

30 agosto        Isaia 11-12; Matteo 21-22

31 agosto        Isaia 13-14; Matteo 23-24

01 settembre   Isaia 15-16; Matteo 25-26

02 settembre   Isaia 17-18; Matteo 27-28

03 settembre   Isaia 19-20; Marco 1-2

04 settembre   Isaia 21-22; Marco 3-4

Pregare per… un anno ed una vita

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Un anno fa e tutta la mia vita, da qualsiasi direzione la si guardi… e sono felice così, cercando e trovando ogni risposta nel Signore e nella Sua Parola.

E prego per voi, specie per voi che non credete, specie per voi che scegliete di aderire alle false sapienze di questo mondo. Specie per voi che vi riempite di voi stessi credendo stoltamente che questo diminuisca il tasso di presenza di Dio nella vostra vita. Dio c’è comunque, ed è morto anche per voi, e che ci crediate o no non fa alcuna differenza.

Prego per voi, prego soprattutto per voi, sia che ve ne facciate una ragione, sia che non ve la facciate.

Un (amico?) valdese su Facebook mi ha chiesto come mi permetto di fare certe preghiere per il sinodo. Ho lasciato cadere. Però mi è tornato in mente, leggendo di altre polemiche, inutili, per altre preghiere “non richieste” (sic…) …
In che senso avrei voluto chiedergli, lo faccio qui? Pensi di non averne bisogno? Pensi di essere perfetto o che la tua chiesa lo sia?
Le faccio, rassegnati!, e prego per il ritorno tuo e della chiesa di cui fai parte all’obbedienza piena alla Parola di Dio, perchè mi sembra che sia, che siate, su un sentiero che non porta da nessuna parte (buona…).

Prego per voi, valdesi e non, più o meno peccatori che voi siate, e spero, spero vivamente che qualcuno faccia lo stesso per me. Giuro, non mi offendo, anzi.

Anche se, mi perdonerete, ma così dice di fare la Scrittura, fino in fondo fido solo in Lui.

Amen.

Il ramo di mandorlo e la pentola che bolle (Geremia 1,11-19)

11 Poi la parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini: «Geremia, che cosa vedi?» Io risposi: «Vedo un ramo di mandorlo».

12 E il SIGNORE mi disse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto».

13 La parola del SIGNORE mi fu rivolta per la seconda volta: «Che cosa vedi?» Io risposi: «Vedo una gran pentola che bolle e ha la bocca rivolta dal settentrione in qua».

14 E il SIGNORE mi disse: «Dal settentrione verrà fuori la calamità su tutti gli abitanti del paese. 15 Poiché, ecco, io sto per chiamare tutti i popoli dei regni del settentrione», dice il SIGNORE; «essi verranno, e porranno ognuno il suo trono all’ingresso delle porte di Gerusalemme, contro tutte le sue mura all’intorno, e contro tutte le città di Giuda. 16 Pronuncerò i miei giudizi contro di loro, a causa di tutta la loro malvagità, perché mi hanno abbandonato e hanno offerto il loro incenso ad altri dèi, e si sono prostrati davanti all’opera delle loro mani.

17 Tu dunque, cingiti i fianchi, àlzati, e di’ loro tutto quello che io ti comanderò. Non lasciarti sgomentare da loro, affinché io non ti renda sgomento in loro presenza. 18 Ecco, oggi io ti stabilisco come una città fortificata, come una colonna di ferro e come un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda, contro i suoi prìncipi, contro i suoi sacerdoti e contro il popolo del paese.

19 Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per liberarti», dice il SIGNORE.

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Due simboli appaiono al profeta Geremia.

Il simbolo dei fiori di mandorlo, i primi a sbocciare, che sia in primavera o sul finire dell’inverno, simboleggiano la speranza, della vita che ritorna. Nel libro dell’Esodo il Signore dice a Mosè di prenderli a modello per forgiare con l’oro la menorah ovvero il candelabro a sette braccia. Ma simboleggiano anche la caducità della vita umana e, nel testo dell’Ecclesiaste o Qohelet indicano anche la caducità della vita umana. Questo perchè nella realtà sfioriscono in breve tempo, mutano di colore e cadono. Stanno quindi ad indicare la necessaria vigilanza sulla propria vita, ma insieme a ricordare che questa finirà ed è breve.

Dice infatti il Signore a Geremia che il ramo di mandorlo che ha visto indica sia il fatto che la speranza di una rinascita per l’uomo passa attraverso la Sua Parola, sia il fatto che Egli è vigilante, e non lascerà che questa cada. Come ci dirà il Signore Gesù, neppure uno iota della Parola di Dio cadrà prima che tutto sia compiuto.

Ma vista la caducità e l’incostanza dell’uomo, dovute al peccato, la creatura umana dovrà affidarsi completamente all’azione del Signore, dovrà fidare esclusivamente in Lui, come è chiamato a fare Geremia.

Il simbolo della pentola che bolle è tradizionalmente il simbolo del desiderio della carne da parte di Israele, un desiderio che bolle dentro di lui, un desiderio che lo porta a cercare di cambiare lo stato delle cose, lo stato della natura. Dal liquido al gassoso l’acqua, sospinta dall’azione incessante del fuoco.

C’è un simbolismo buono del fuoco, ma viene dal dentro l’uomo, è quello a cui allude Gesù quando dice che c’è un fuoco dentro di Lui e non vede l’ora che divampi. Ma in questo caso il fuoco non proviene dal di dentro, non proviene dal Signore, proviene dal settentrione, proviene da fuori l’uomo, ed è alimentato per la sua rovina, per pervertirne le azioni.

E’ un fuoco di giudizio da parte di Dio e questo giudizio sarà deciso dalla capacità di resistenza del Profeta, di resistenza del popolo che Dio si è scelto, unicamente per Sua Grazia, alle mille brucianti tentazioni che gli vengono dalla storia, che gli vengono dal di fuori.

Il profeta, ogni uomo, è chiamato a cingersi i fianchi, ad indossare un’armatura; questa è la Parola di Dio. Essa è il solo muro efficace per la difesa dell’uomo dalle fiamme che divampano nel mondo. Dì loro tutto ciò che io ti comanderò, solo questo, null’altro. E se il mondo resterà sgomento (Questo parlare è duro… chi potrà osservarlo… se è così allora non conviene) tu non temereindurisci la tua faccia come pietra, rivestiti di Cristo, resta saldo nella fede. Se non lo farai, se non avrai il coraggio di farlo, fidando solo nelle forze che Dio ti donerà, allora diverrai tu sgomento, ed il mondo ti porterà alla rovina.

La forza del fuoco esterno, quello che porta l’acqua ad ebollizione è grande. E tu potrai essere chiamato ad opporti contro tutto il paese, contro i re di Giuda, contro i suoi prìncipi, contro i suoi sacerdoti e contro il popolo del paese. Non c’è una categoria immune dai desideri che provengono dalla carne, dai desideri che provengono dalle forze che cercano di cambiare la natura umana, di pervertirne l’immagine di Dio che ha dentro, di farlo ‘mutare di stato’. Anche i sacerdoti, anche i pastori possono pervertire la loro natura e condurti su sentieri sbagliati, su sentieri che ti portano verso la perdizione.

Ma tu, profeta, tu credente, tu creatura umana, non temere, e fidati solo de Signore, affidati solo alla Sua Parola.

19 Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per liberarti», dice il SIGNORE.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Preghiamo il Signore con il Salmo 71. Facciamolo diventare nostro, facciamo sì che risuoni nel nostro intimo, che motivi ogni nostra azione. Amen.

1 In te confido, o SIGNORE, fa’ che io non sia mai confuso.

2
 Per la tua giustizia, liberami, mettimi al sicuro!
Porgi a me il tuo orecchio, e salvami!
3 Sii per me una rocca in cui trovo scampo,
una fortezza dove io possa sempre rifugiarmi!
Tu hai dato ordine di salvarmi,
perché sei il mio baluardo e la mia fortezza.
4 Mio Dio, liberami dalla mano dell’empio,
dalla mano del perverso e del violento!
5 Poiché tu sei la mia speranza,
Signore, Dio;
sei la mia fiducia sin dalla mia infanzia.

6
 Tu sei stato il mio sostegno fin dal grembo materno,
tu m’hai tratto dal grembo di mia madre;
a te va sempre la mia lode.
7 Io sono per molti come un prodigio:
tu sei il mio rifugio sicuro.
8 Sia la mia bocca piena della tua lode,
ed esalti ogni giorno la tua gloria!

9
 Non respingermi nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando le mie forze declinano.
10 Perché i miei nemici sparlano di me,
e quelli che spiano l’anima mia tramano insieme,
11 dicendo: «Dio l’ha abbandonato;
inseguitelo e prendetelo, perché non c’è nessuno che lo liberi».

12
 O Dio, non allontanarti da me;
mio Dio, affrèttati a soccorrermi!
13 Siano confusi, siano annientati gli avversari dell’anima mia,
siano coperti di vergogna e disonore quelli che desiderano il mio male!

14
 Ma io spererò sempre,
e a tutte le tue lodi ne aggiungerò altre.
15 La mia bocca racconterà ogni giorno la tua giustizia e le tue liberazioni,
perché sono innumerevoli.
16 Proclamerò i prodigi di Dio,
il SIGNORE,
ricercherò la tua giustizia, la tua soltanto.

17
 O Dio, tu mi hai istruito sin dalla mia infanzia,
e io, fino a oggi, ho annunciato le tue meraviglie.
18 E ora che sono giunto alla vecchiaia e alla canizie, o Dio, non abbandonarmi,
finché non abbia raccontato i prodigi del tuo braccio a questa generazione
e la tua potenza a quelli che verranno.

19
 Anche la tua giustizia, Dio, è eccelsa;
e tu hai fatto cose grandi; o Dio, chi è simile a te?
20 Tu, che ci hai fatto vedere molte e gravi difficoltà,
ci darai di nuovo la vita
e ci farai risalire dagli abissi della terra;
21 tu accrescerai la mia grandezza
e ritornerai a consolarmi.

22
 Allora ti celebrerò con il saltèrio, celebrerò la tua verità, o mio Dio!
A te salmeggerò con la cetra, o Santo d’Israele!
23 Le mie labbra esulteranno, quando salmeggerò a te,
e così l’anima mia, che tu hai riscattata.
24 Anche la mia lingua parlerà tutto il giorno della tua giustizia,
perché sono stati svergognati, sono stati umiliati quelli che desideravano il mio male.

(Salmi, 71)

Notizie dai Sibillini

E’ la faglia del monte Vettore, della mia montagna, quella che è im movimento. Si vede chiaramente nelle foto scattate da un geologo a circa 2000 metri, sul versante umbro, quello che sale da Forca di Presta verso la vetta. Alcune le metto qui, assieme al comunicato ufficiale dell’Ente Parco dei Monti Sibillini che invita a sospendere le escursioni fino all’esaurimento dello sciame sismico in corso. Vale lo stesso ovviamente anche per le escursioni nei parchi della Laga e del Gran Sasso.

Il soccorso alpino e speleologico umbro invita alla massima prudenza nella frequentazione delle montagne nella zona dei Monti Sibillini e della Valnerina.
A seguito degli eventi sismici dei giorni scorsi e delle continue scosse di assestamento gli esperti forniscono alcuni consigli sulla frequentazione delle nostre montagne. «Se nei prossimi giorni andate in montagna, nella zona nord della Valnerina e Monti Sibillini o altre catene dell’Appennino centrale – è spiegato in una nota – è necessario fare molta attenzione.

Sui sentieri c’è il rischio di frane e caduta massi, in particolare bisogna fare attenzione nelle gole o forre. Inoltre nei sentieri sotto alle pareti di roccia o esposti, anche se non si notano pericoli evidenti, potrebbero essere stati resi insicuri dalle scosse».
Viene consigliato di non andare ai laghi di Pilato o sulle creste meridionali dei Sibillini finché non si calmano le scosse di assestamento.
Intanto il Comune di Montefortino – informa il soccorso alpino e speleologico dell’Umbria – ha emesso un’ordinanza per chiudere la strada che collega la frazione di Rubbiano alle gole dell’Infernaccio e alle parti interne.

Questo l’elenco delle zone più a rischio.
Ne vengono contate dieci:

1- tutta la valle del Lago di Pilato; 2- creste del Vettore e del Redentore; 3- tutta la valle di foce di Montemonaco; 4- Lame Rosse; 5- Gole dell’Infernaccio; 6- Monte Priora; 7- Gole dell’Acquasanta di Bolognola; 8- Gole del Fiastrone; 9- strada del Fargno in particolar modo verso Bolognola; 10- strada del monte Sibilla.

Prima di muoversi, dunque, è meglio chiedere informazioni a chi di competenza.

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