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Laicità e secolarismo

Il «neoliberalismo contemporaneo» vorrebbe fondare una neutralità dello Stato e della politica, senza accorgersi di giungere a teorizzare che coloro i quali credono in una verità debbano semplicemente essere esclusi dal dibattito politico liberale… Rispettare la società civile implica riconoscere un nuovo dato oggettivo: in Occidente le divisioni più profonde sono quelle tra cultura secolarista e fenomeno religioso, e non tra credenti di diverse fedi. La concezione dello Stato in senso neutralistico spinge a identificare laico con non-religioso, per cui lo spazio pubblico è sintonizzato con tutte le differenti visioni e pratiche fuorché quelle religiose. Si va diffondendo un pregiudizio culturale in base al quale, mentre tutte le diverse posizioni sono considerate parte legittima del variegato pluralismo contemporaneo, quelle religiose sono avvertite piuttosto come differenze partigiane. Così lo Stato che si definisce neutrale culturalmente non è imparziale, ma assume un orientamento secolaristico…

Ma il secolarismo è solo una tra le molte visioni dell’uomo e del mondo: legittima, da accogliere come una delle voci di una società plurale; però lo Stato non può farla propria, perché rischia di finire con l’assumere una posizione limitatrice della libertà religiosa

Aldo Cazzullo – Il peccato d’origine della laicità
Corriere della Sera, 2/4/2013
– See more at: http://www.evangelici.net/mediaefede/1469108061.html

bibbiaconsegnacoli

PokemonGo van cercando…

PokemonGo van cercando, belli, colorati, attivi come loro non sono più da tempo…. e non si accorgono del mondo reale che imbruttisce sempre di più al loro intorno…
Nella Bibbia l’uomo che cerca il Valore cerca il monte, il mare, l’albero, la luce, le altezze, la natura…
Perchè il Signore non è virtuale!
E’ più che reale, più intimo a noi del nostro intimo, tanto da sfolgorare su di noi quando finalmente lo vediamo.
 
Io cerco il Signore, voi cercate pure i pokemon… 
pokemongo

Scontri di inciviltà | dal blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Tra chi, di fronte agli atti di terrorismo di matrice islamica sostiene, in nome di un vago irenismo, che si tratti di gesti folli, come se non avessero un fondamento teologico, e chi sostiene invece che siamo allo scontro di civiltà, io mi colloco istintivamente più vicina a questi ultimi.

Ma non sono certa che si tratti proprio di uno scontro: più esattamente, credo che siamo alla collisione tra una civiltà e una non civiltà.

Dove la civiltà è quella musulmana, mentre la nostra, quella occidentale, è la stanca, satolla, assuefatta e imbarbarita discendenza della magnifica civiltà europea – occidentale e orientale – che era nata dai valori cristiani inculturati nella ragione greca e latina portate al massimo splendore dalla fede.

Quella stessa civiltà che però poi ha rifiutato Dio, ha messo al centro l’individuo con tutti i suoi desideri ma senza alcun senso del limite, e che poi, imbolsita dalla sazietà, ha deciso di suicidarsi.

In questo quadro desolante la cosa bella è che quello che sta succedendo – terrorismo (di cui i media tendono ad ampliare le dimensioni), crisi di economia e di senso – può essere per noi un’occasione di conversione.

 

Articolo completo: Scontri di inciviltà | il blog di Costanza Miriano

oche

Il grano e la zizzania (Matteo 13:24-30;36-43)

24 Egli propose loro un’altra parabola, dicendo:

«Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo.

25 Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.

26 Quando l’erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.

27 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: “Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?” 28 Egli disse loro: “Un nemico ha fatto questo”.

I servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a coglierla?” 29 Ma egli rispose: “No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano.

30 Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: ‘Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'”».

(Matteo 13)

granozizzania

Continuano le parabole del capitolo 13 dell’Evangelo secondo Matteo. La parabola detta “del grano e della zizzania” la spiegherà più avanti lo stesso Signore Gesù.

36 Allora Gesù, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: «Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo».

37 Egli rispose loro: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo; 38 il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; 39 il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli.

40 Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente.

41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità, 42 e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.

43 Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda.

Una chiarezza cristallina.

I servi del padrone di casa sono i credenti, siamo noi. In particolar modo lo sono tutti quei credenti che hanno avuto dal Signore una vocazione rivolta in modo particolare all’evangelizzazione, alla cura pastorale della comunità cristiana, all’annuncio forte del Regno.

Ma non tocca comunque a loro, non tocca comunque a noi il giudizio ultimo sulla mietitura, il decidere chi strappare e quando. A noi tocca curare la parte di campo che ci è stata affidata nel migliore dei modi. Discernendo quindi tra cioò che è buono e risplende agli occhi di Dio (il grano) e ciò che cerca di contrastare la sua opera, di fargli ombra (la zizzania). Evitando il più possibile che la zizzania rovini il grano che le cresce intorno, zappando intorno al grano, concimandolo nel migliore dei modi.

Sperando di essere trovati a raccolti dai mietitori inviati dal Signore, dalla parte giusta del campo, dalla parte del grano, intenti lì ad operare, quando arriverà la fine dell’età presente.

51 Avete capito tutte queste cose?

 

Libertà vo cercando, contro lo Stato etico

Libertà vo cercando…

Contro uno Stato che sempre più si va trasformando in uno Stato etico, che non contento di controllare ogni mia (sempre più scarsa) risorsa finanziaria, ora pretenderebbe pure di dirmi che i generi sessuali non sono due, maschio e femmina, altri non ne conosco e non intendo riconoscerne!, ma non so quanti….

Che uccidere è lecito se (aborto, eutanasia, suicidio assisitito) lo Stato te lo consente per legge….

Che decide lui e non io, contro cosa devo vaccinarmi e perchè (allo scopo di far guadagnare le multinazionali farmaceutiche, se ne sbattono della nostra salute, altrimenti lavorerebbero per quello, per l’ambiente, per la nutrizione, ed invece su quei fronti un silenzio assordante)….

Che vuole essere lui il responsabile dell’educazione di mia figlia, anche se dovesse andare contro ogni mio principio ed ogni mia credenza. Che ora mi dice che alcune deviazioni sessuali sono normalità (perchè? perchè l’ha deciso l’OMS? ma sapete chi controlla l’OMS? e sapete che si appresta a definire come “orientamento” e non più come malattia la pedofilia? che per il sottoscritto è un crimine!).

Molti si lamentano della “timidezza” (chiamiamola così, è inazione vera e propria, complicità) dei nostri governi occidentali contro la dittatura in Turchia e contro i governi totalitari della stragrande maggioranza dei ricchissimi paesi del golfo (che, chissà perchè, pur essendo ricchissimi non accolgono un profugo musulmano che sia uno…) e del lontano oriente, Cina compresa.

Non è “timidezza”, è complicità bella e buona. E’ voglia di diventare come loro. Pochissime persone ricche, una casta di intoccabili, ed una massa di poveri paria. Con lo Stato che decide quanti figli avere e come averne. Se puoi o non puoi avere una figlia femmina. Con lo Stato che decide quante mogli puoi avere e come trattarle.

Mi fanno spavento ed anche un po’ ribrezzo, lo confesso, i cosiddetti progressisti del nostro paese, che non si rendono conto (spero) che ci stanno portando su una china non pericolosa, ma senza ritorno, da cui non ci risolleveremo. Che discutono di menù vegani e vegetariani a scuola e di pseudo-matrimoni gay mentre il paese va a picco. Che aprono “sale del silenzio” perchè chiese, moschee e sinagoghe sono troppo pericolose!

Per forza, perchè ci si adora l’Unico Vero Dio, l’Unico che ha veramente a cuore noi e la nostra vita, con tanto di Croce. La Croce, il Crocifisso, il simbolo più odiato dai laicisti, dai progressisti, non perchè ‘di parte’ come dicono loro, ma perchè rivela le loro vere intenzioni.

Metterci sempre più noi, sulla Croce.

Ma sapete che vi dico? Che io solo in quella Croce spero. E che da quella Croce non mi schiodate, solo Dio riuscirà a farlo, se questa sarà la Sua Volontà.

Amen.

croce

Terreno benedetto (Matteo 13,18-23)

18 «Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore!

19 Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada.

20 Quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia, 21 però non ha radice in sé ed è di corta durata; e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato.

22 Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa.

23 Ma quello che ha ricevuto il seme in terra buona è colui che ode la parola e la comprende; egli porta del frutto e, così, l’uno rende il cento, l’altro il sessanta e l’altro il trenta».

(Matteo 13)

bibbiaaperta

Terreno benedetto, quello che lascia che il seme della Parola di Dio lo apra e lo rovesci da cima a fondo, di zolla in zolla. E che rende ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta.

La spiegazione della parabola del seminatore… è una spiegazione, chiarissima. Occorre avere il cuore davvero duro per non capire quanto Gesù vuole dirci. Vuole richiamarci ad essere aperti a Lui. Vuole ricordarci di mantenere fertile la terra delle nostre vite con la Sua acqua viva, con l’acqua della Parola di Dio, da rimestare con la preghiera e con i gesti di carità.

Per portare frutto nel Suo Nome, secondo la Sua Volontà.

Che così sia.

Amen.

Perché parli loro in parabole? (Matteo 13,10-17)

10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?»
11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato.
12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha.
13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono.

14 E si adempie in loro la profezia d’Isaia che dice:

“Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;
guarderete con i vostri occhi e non vedrete;
15 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile:
sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi,
per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi,
e di comprendere con il cuore
e di convertirsi, perché io li guarisca”.

16 Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono!
17 In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono.

(Matteo 13)

bibbia-dottrina

Perchè parli loro in parabole?, chiedono i discepoli a Gesù. Non capiscono il perchè, molti di quelli che, pure, gli erano vicini, lo ascoltavamo, ne contemplavano le azioni. La risposta di Gesù però, se possibile, è ancora più complessa:

Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato.
12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha.

Una risposta apparentemente criptica, tutto ma non, diremmo oggi, “politicamente corretta”. Perchè è una risposta che dice che c’è a chi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma c’è anche qualcuno a cui non è dato.

E’ la cosiddetta dottrina dell’elezione e della predestinazione e doppia predestinazione. La dottrina che più risulta indigesta oggi, agli uomini orgogliosi e pieni di sè, che pensano di potersi fare un Dio a propria immagine e somiglianza, che si creano il loro vitello d’oro, che tutto farebbero pur di scansare la Croce della rinuncia, della conversione, del pentimento, del ravvedimento, o del semplice ammettere il proprio essere peccatore.

Scrive nel suo sito il fratello, amico, e pastore Paolo Castellina:

La fede evangelica riformata fedele alla Bibbia ed al suo retaggio storico, crede alla predestinazione o elezione, cioè che è Dio che ha eletto sovranamente, nell’ambito dell’umanità, chi è destinato alla salvezza. E’ Lui che ispira al cuore umano il desiderio essere in comunione con Lui, di dargli gloria, amarlo, servirlo e che infonde l’energia necessaria per realizzare tutto ciò. Questo non dipende dalla volontà umana la quale, anzi, è naturalmente avversa ed ostile al Dio vero e vivente.

Qualcuno ha affermato che la dottrina biblica sulla predestinazione (l’elezione sovrana) è la prova assoluta che le Scritture siano ispirate da Dio. Difatti nessuno avrebbe mai potuto inventare una dottrina che più di questa metta Dio al centro dell’attenzione abbattendo l’orgoglio umano. Nessuna altra dottrina biblica umilia l’arroganza umana più di questa verità. Nessuna altra dottrina esalta così tanto la sovranità, grazia e compassione di Dio più che la divina elezione.

(testo completo a questo link)

13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono.

Preghiamo perchè il nostro cuore sia con Cristo, perchè desideriamo con tutta la nostra vita essere con Lui, perchè mettiamo sopra ogni cosa, soprattutto sopra ogni convenienza umana l’essere fedeli alla Sua Parola. Qualsiasi Croce ci venga presentata davanti, accogliamola come fa il Cristo, considerando il fare la volontà del Padre, dell’Eterno, Benedetto Egli sia, come il nostro primo dovere.

Sempre e comunque…

Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

(Atti 5,29)

Chi ha orecchi oda (Matteo 13,1-9)

1 In quel giorno Gesù, uscito di casa, si mise a sedere presso il mare; 2 e una grande folla si radunò intorno a lui; cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva.

3 Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo:

«Il seminatore uscì a seminare.

4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono.

5 Un’altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6 ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì.

7 Un’altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono.

8 Un’altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno.

9 Chi ha orecchi oda».

(Matteo 13)

bibbiaaperta

Due delle qualità fondamentali che contraddistinguono il terreno buono sono: la pazienza e la speranza. Il terreno accoglie il seme e pazienta con speranza per vedere il frutto di un seme che sembra andare in rovina. È questo tipo di fede che ti chiedo Signore.

Una fede che attende la fioritura delle tue promesse e spera contro ogni speranza, anche quando non vede vie umane di uscita.

Aiutami a credere sperando in te perché «quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi» (Is 40,31).

‪#‎pregolaParola‬, commento in preghiera del fratello Robert Cheaib

L’anello e la fidanzata

Immaginate fratelli, che un uomo faccia un anello per la sua fidanzata e che costei amasse l’anello più del fidanzato che lo ha fatto per lei.

Lasciamo certo che ami il suo dono, ma se essa dovesse dire:”l’anello mi basta. Non voglio più vedere la sua faccia!”
Che cosa diremmo di lei? Questo pegno le è dato dal fidanzato affinchè nel suo pegno egli stesso sia amato.

Dio dunque, vi ha dato tutte queste cose.

Amate lui che le fece.
Agostino d’Ippona

anello

La velocità del Nulla | Giuliano Guzzo

Concordo con Giuliano Guzzo. Il nichilismo della nostra società, il credere che tutto ci sia consentito, l’uccidere o il tollerare che vengano uccisi tanti uomini, donne, bambini, non solo spesso senza fare nulla, ma spesso dicendo (aborto, eutanasia, suicidio assistito, abuso di legittima difesa…)  che “è cosa buona e giusta”, ci mette in mano ai peggiori demoni di questo mondo. Il terrorismo è solo uno di questi. La vicenda di Nizza è semplicemente una delle ultime riprove di tutto questo.

Il teorema che voleva Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il trentunette responsabile della strage di Nizza della settimana scorsa, in preda alla follia, si sta letteralmente sciogliendo come neve al sole.

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«Credo sia questa la filosofia del terrorismo: il nichilismo.

Che cos’ è il nichilismo? Sintetizzando al massimo, si può dire che con il nichilismo tutto è permesso.

Abbiamo il diritto, ci prendiamo il diritto di uccidere dei civili, di uccidere dei bambini, di uccidere dei passanti, di uccidere chiunque. Tutto è permesso. È questo il motto, il leitmotiv del nichilismo.

Questo ci insegna molto. Dire che l’essenza del terrorismo è il nichilismo significa che non si può ricondurre il terrorismo a un fanatismo religioso. Equivale a dire che è qualcosa che va al di là, che travalica una guerra di religione»

(André Glucksmann, filosofo (1937–2015), dal Corriere della Sera, 15.12.2004, p.35).

Testo completo dell’articolo: La velocità del Nulla | Giuliano Guzzo