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I poveri sempre con noi. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

I poveri sempre con noi. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

«Il ricco domina sul povero e chi riceve prestiti è schiavo del suo creditore»
Proverbi 22:7
 

I poveri sempre con noi


Lunedì 17 ottobre è la Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Povertà, un’occasione per indirizzare lo sguardo sulle tante diseguaglianze economiche nel mondo.

Come non ricordare la risposta di Gesù a Giuda che criticava lo “spreco” del profumo: “I poveri li avrete sempre con voi”?

Volgendoci al sermone sul monte possiamo notare tre realtà della nostra vita di relazione con Dio: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Il nostro rapportarci al Signore potrebbe essere paragonato ad un tavolo circolare dove l’elemosina (libera contribuzione), la preghiera (in tutte le sue forme) e il digiuno ne costituiscono le gambe. Tale testo lancia una doppia sfida.

La prima sfida

La prima è non essere ipocriti, ad agire solo per apparenza o per essere adulati. Gesù invitava a non esser tali sia nella preghiera, che nell’elemosina o nel digiuno, citando l’atteggiamento dei farisei, che rappresentavano le persone ipocrite in assoluto. Nessuno di quelli che hanno conosciuto Dio e hanno gustato il Suo dono può fare a meno di essere sincero.

La seconda sfida

La seconda è riferita al Padre, che Gesù presenta come il “Padre vostro che è nei cieli”. Facilmente nasce l’erronea convinzione che Dio sia lontano. Dal vangelo, invece, si deduce che Egli è vicino: “il Signore che vede nel segreto”. Noi tendiamo a nascondere pensieri, sentimenti e tanto altro, cadendo in atteggiamenti ipocriti. La Scrittura ci spoglia perché nulla è nascosto a Dio, capace di vedere nel segreto, di conoscere a pieno le motivazioni che spingono a fare l’elemosina, a pregare o digiunare. Volgiamo il nostro sguardo a chi è nel bisogno.

Come dividere


Un anziano uomo aveva 3 figli e possedeva 17 cammelli. Sentendo avvicinarsi la sua morte, chiamò i figli e disse loro: “Vi lascio i 17 cammelli. Divideteli in questo modo: Hillel prenderà la metà del branco, Nathan un terzo e Itamar un nono”. Il padre morì e i tre fratelli fatto il funerale, volendosi dividere i cammelli si resero conto che 17 non è divisibile né per 2, né per 3 e né per 9. Non riuscendo a ripartire l’eredità cominciarono a litigare e picchiarsi senza vie d’uscita.

Un giorno il profeta Elia, passando da quelle parti sul suo cammello, venne attirato dal tumulto delle liti dei tre. Chiese loro quale fosse il motivo e ascoltata la spiegazione, rispose loro:

Le istruzioni di Elia

“Ritrovate la concordia! Vi offro il mio cammello; così con 18 cammelli la vostra divisione sarà buona.

Tu, Hillel, hai diritto alla metà, quindi 18 diviso 2 fa 9 cammelli per te. Nathan, tu hai diritto a un terzo, quindi 18 diviso 3 fa 6 cammelli. Infine, Itamar, tu hai diritto a un nono, quindi 18 diviso 9 fa 2 cammelli per te. Ora siete riconciliati perché avete onorato la volontà di vostro padre: 9 per il primo, 6 per il secondo e 2 per l’ultimo, e la somma è 17. Io me ne riparto sul mio cammello”.


 
Lettura della Bibbia


16 ottobre       Geremia 27-28; Atti 14-15
17 ottobre       Geremia 29-30; Atti 16-17
18 ottobre       Geremia 31-32; Atti 18-19
19 ottobre       Geremia 33-34; Atti 20-21
20 ottobre       Geremia 35-36; Atti 22-23
21 ottobre       Geremia 37-38; Atti 24-25
22 ottobre       Geremia 39-40; Atti 26-27

La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

«Non ti ho detto che se tu credi, vedrai la gloria di Dio?»

Giovanni 11:40

Dinanzi alla sfida della parola di Dio tendiamo a voler dare spiegazioni e giustificazioni non riuscendo a ricevere quanto promesso o dichiarato. Quando Dio ci viene incontro, noi restiamo umani ed in quanto tali ci relazioniamo con Lui da esseri finiti, facili a lamentarsi per gli sforzi vani e il costante insuccesso nell’adempiere la Sua parola. Se la nostra fede, invece, ponesse maggior ascolto ad essa e diventasse un po’ sorda alle tanti voci di portatori di infauste notizie, saremmo come Simone il quale affermò: “Alla tua parola calerò le reti”. È questo quello che sta venendo meno! Ascoltiamo, ma facciamo fatica ad obbedire alla parola del Maestro quando ci ordina di gettare le reti. La fede non cerca spiegazioni o scuse, ma azioni! Gesù, nel Suo discorso con la sorella di Lazzaro le disse: «Non ti ho detto che se tu credi, vedrai la gloria di Dio?» (Giovanni 11:40). Anche il centurione di Capernaum è per noi di esempio, quando disse a Gesù che non era necessario che si recasse a casa sua per guarire il suo servo ammalato. Era persuaso che con una sola Sua parola sarebbe guarita.

Giovanni Diodati

Il 13 ottobre 1649 a Ginevra si spegneva Giovanni Diodati (nato il 3 giugno 1576, aveva 73 anni). La sua fama è dovuta specialmente alla sua traduzione della Bibbia in italiano (1607) e in francese (1644), la prima ad essere letta da molti italiani. La traduzione italiana, cosiddetta Diodatina, è ritenuta un’opera monumentale per il lessico adoperato, per l’intensità ed i termini sopraffini utilizzati, per la fedeltà al testo cui solamente un uomo di levatura superiore e con doni comunicati dallo Spirito Santo, ha potuto compiere pur in una giovane età, a conferma di una schietta consacrazione. La seconda edizione del 1641 viene edita con la revisione dell’autore ancora vivente e con i Salmi tradotti in poesia, che ci comunicano la vena poetica di questo particolare studioso, professore di lingue antiche a vent’anni e successore di Calvino con Theodore de Beze all’università, come rettore magnifico a venticinque. Di questo patrimonio restano per la traduzione del 1607 stampata a Ginevra 12 esemplari, per quella del 1641 stampata a Ginevra -editore P. Chovet – si contano 23 copie. Averne una …

La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella
La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

09 ottobre       Geremia 13-14; Giovanni 21; Atti 1

10 ottobre       Geremia 15-16; Atti 2-3

11 ottobre       Geremia 17-18; Atti 4-5

12 ottobre       Geremia 19-20; Atti 6-7

13 ottobre       Geremia 21-22; Atti 8-9

14 ottobre       Geremia 23-24; Atti 10-11

15 ottobre       Geremia 25-26; Atti 12-13

Tempo di vendemmia – il Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Tempo di vendemmia

  

«Voglio cantare per il mio diletto un cantico del mio amico circa la sua vigna. Il mio diletto aveva una vigna su una collina molto fertile».
Isaia 5:1

 
Tra gli alberi la vite, con il suo frutto e derivati, è uno dei più presenti nelle pagine bibliche. Nel libro di Isaia un cantico descrive il popolo d’Israele come la vigna del Signore, un parallelismo che oggi potrebbe rappresentare l’insieme di tutti i credenti.

Il testo narra dell’amore che Dio ha non solo collettivamente per il Suo popolo, ma per ciascun individuo senza alcuna distinzione. Egli dà a tutti egual valore, a prescindere dalla carica o dal compito svolto. Infatti, Gesù ha versato il Suo sangue indistintamente per tutti.

Un racconto dei padri del deserto dice che se un nostro fratello sta toccando il cielo con le mani bisogna afferrarlo per i piedi e riportarlo sulla terra, suggerendo che dobbiamo camminare tutti fianco a fianco.

Nel canto sono elencate tre attività rappresentative dell’opera che Egli compie in ognuno: ha posto una siepe, ha tolto le pietre, vi ha poi piantato delle viti di ottima qualità.

Nessuno di noi, nemmeno la chiesa sarà la vigna perfetta. Gesù ha proclamato sé stesso la vite, da cui viene ottimo. Il vino che Dio vuole dalla Sua vigna siamo noi, quel raccolto frutto del sacrificio del Figlio. Noi siamo l’uva prodotta dalla morte di Gesù per mezzo di quei tralci che nei secoli sono rimasti a Lui collegati.

Tempo di vendemmia - il Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Tempo di vendemmia – il Devotional a cura di Elpidio Pezzella


 
La vigna e la vite


Nel greco del Nuovo Testamento un unico termine – àmpelos/àmpelon – designa sia la vigna sia la vite. La vigna o vigneto indica un terreno dedicato alla coltura della vite.

L’immagine biblica della vite/vigna è caratterizzata da una ricchezza simbolica che percorre svariati testi biblici, tra cui quello appena letto del profeta Isaia.

Nella Bibbia la vigna/vite si presenta prevalentemente come simbolo del popolo di Israele. Nei frutti prodotti grazie alle solerti cure del vignaiolo, o in assenza di questi frutti a motivo dell’incuria e dell’abbandono, la Bibbia vede il progressivo realizzarsi di Israele o la sua progressiva decadenza fino ad estinguersi sotto il severo giudizio di Dio.

Una vigna curata e florida, infatti, è l’immagine di tutto Israele che cammina alla luce della Parola del suo Dio. Mentre una vigna abbandonata e distrutta è invece l’immagine del severo giudizio di Dio che “sradica” dalla terra promessa il popolo a Lui infedele. Sarà Giovanni nel suo Vangelo ad applicare al discepolo di Gesù (e al cristiano) questo duplice valore dell’immagine della vigna/vite (Giovanni 15:1-11). (Tratto dal mio libro “Il vignaiolo e il fico”).
 

Tempo di vendemmia - il Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Tempo di vendemmia – il Devotional a cura di Elpidio Pezzella


Lettura della Bibbia


02 ottobre       Isaia 65-66; Giovanni 7-8
03 ottobre       Geremia 1-2; Giovanni 9-10
04 ottobre       Geremia 3-4; Giovanni 11-12
05 ottobre       Geremia 5-6; Giovanni 13-14
06 ottobre       Geremia 7-8; Giovanni 15-16
07 ottobre       Geremia 9-10; Giovanni 17-18
08 ottobre       Geremia 11-12; Giovanni 19-20

Ce la possiamo fare! Il Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Ce la possiamo fare

Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: «Saliamo pure e conquistiamo il paese, perché possiamo riuscirci benissimo». Ma gli uomini che vi erano andati con lui, dissero: «Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi». Numeri 13:30-31

La storia dei dodici esploratori inviati da Mosè nella terra di Canaan ci rivela quanto sia alto il potere delle nostre parole nel bene e nel male. Dodici capi, condottieri, uomini coraggiosi ed esperti, furono selezionati in rappresentanza di tutte le tribù per preparare l’assalto finale.

Quello che i loro occhi videro confermava le parole del Signore: “una terra ove scorreva latte e miele”, a descrivere l’abbondanza e la fertilità di un territorio ove i grappoli d’uva erano talmente grandi da dover essere portati a spalla. Al rientro tutti confermarono le attese del popolo, ma dieci di loro aggiunsero al loro rapporto il dato inerente la presenza di un popolo di “giganti”.

Le loro parole insinuarono paura e sconcerto a cui poco poté la fiduciosa replica di Caleb. Purtroppo spesso perdiamo di vista che i nostri pensieri possono essere sassi o diamanti. La chiesa ha sempre bisogno di buoni pensatori, in grado di risolvere i problemi, con idee che infondano sempre la speranza che le cose possano migliorare. Non lasciamoci condizionare dal pensiero comune e seguiamo l’esempio di Caleb: “Possiamo riuscirci benissimo”.

Il proteus

La nostra vita ha ritmi scanditi da impegni e appuntamenti vari, un continuo rincorrere le lancette dell’orologio per constatare che il tempo non ci basta mai.

Il Creato intorno a noi suggerisce invece che la vita scorre ovunque e comunque. Ci sono luoghi dove nelle viscere della terra il tempo svanisce. Lì l’assenza della luce fa scorrere lentamente l’esistenza di piccole creature capaci di restare per dieci anni senza mangiare, mentre tutto il resto cresce al ritmo di un millimetro ogni 40 anni alimentato dalle infiltrazioni dell’acqua.

Posti nascosti alla mano violenta e feroce dell’uomo, scolpiti nelle buie cavità solo dalla sapiente mano del Creatore con il semplice scorrere di un corso d’acqua.

Ho visto con i miei occhi un posto del genere a Postumia (Slovenia), dove in cavità sotterranee vivono centinaia di creature, la più famosa è il proteus, un anfibio cieco. Davanti a simili meraviglie scopriamo la nostra piccolezza, e il nostro vano sforzo di costruire in altezza, mentre c’è vita anche nel profondo.

Ce la possiamo fare!
Ce la possiamo fare!

Lettura della Bibbia

25 settembre   Isaia 51-52; Luca 17-18

26 settembre   Isaia 53-54; Luca 19-20

27 settembre   Isaia 55-56; Luca 21-22

28 settembre   Isaia 57-58; Luca 23-24

29 settembre   Isaia 59-60; Giovanni 1-2

30 settembre   Isaia 61-62; Giovanni 3-4

01 ottobre       Isaia 63-64; Giovanni 5-6

 

Non temere – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Non temere

Io sono il Dio d’Abraamo tuo padre; non temere, perché io sono con te e ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore del mio servo Abraamo”.
Genesi 26:24

Come il padre Abraamo, Isacco si ritrova a fare i conti con una carestia che lo costringe a spostarsi e a recarsi a Gherar. A differenza del predecessore non scenderà fino in Egitto, perché Dio gli ordina di fermarsi là. Qui trova accoglienza da parte del re Abimelek, ma commette lo stesso errore del padre nascondendo che Rebecca era sua moglie.

Cambiano i personaggi, ma la storia e gli errori si ripetono. Nelle sue vicende si leva però la presenza costante dell’Eterno a rassicurarlo e a moltiplicare i suoi beni.

Di riflesso attorno a lui cresce la gelosia, aumentano gli ostacoli. Trova impedimenti, litigi fino al punto che è costretto a lasciare il paese. Allontanato dal re dei filistei, Isacco continua a sperimentare la cura del Suo Dio. Non ha difficoltà a trovare acqua per la sua gente e per le sue bestie. Chi pensava di essersi liberato di lui è costretto a riconoscere il suo essere “benedetto”.

Qualunque sia la difficoltà che stai attraversando, qualunque sia la carestia che ti è piombato addosso, non restare fermo, immobile. Passa all’azione e credi che Dio è con te e ti rassicura dicendoti “Non temere”.

Fame nel mondo

Secondo i dati della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura, negli ultimi anni la carestia si è ripresentata in Etiopia, ove più di sette milioni di persone hanno urgente bisogno di cibo per evitare la morte per fame. Altri due milioni di persone sarebbero nelle stesse condizioni in Eritrea. Quasi la metà dei paesi africani, 23 dei 52, starebbero affrontando enormi difficoltà per mancanza di cibo. Il quadro è peggiorato dai più di 2 milioni di persone morte nell’ultimo decennio nella Corea del Nord a causa di scarsità di cibo determinata da una combinazione di inondazioni, siccità e cattive politiche governative. È facile ignorare la carestia quando questa riguarda l’altra faccia del pianeta o qualche angolo isolato e distante del globo.

Nuovo anno scolastico

In questi giorni si sono riaperti i cancelli delle scuole. Per gli insegnanti, il personale vario e tutti gli alunni che hanno ritrovato il loro impegno quotidiano si leva la nostra preghiera.

Non temere - Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Non temere – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

18 settembre   Isaia 37-38; Luca 3-4

19 settembre   Isaia 39-40; Luca 5-6

20 settembre   Isaia 41-42; Luca 7-8

21 settembre   Isaia 43-44; Luca 9-10

22 settembre   Isaia 45-46; Luca 11-12

23 settembre   Isaia 47-48; Luca 13-14

24 settembre   Isaia 49-50; Luca 15-16

Coraggio – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Coraggio – Il testo biblico guida

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita.
Matteo 9:20-22

 
La condizione di questa donna era disperata: impura secondo la Legge era estromessa dal tempio, le era impedito di entrare nella sinagoga e non c’era modo che avesse relazioni con altre persone. Tutto ciò perché quanti sarebbero venuti in contatto con lei sarebbero stati “impuri”.

Religiosamente abbandonata a sé stessa, per dodici anni si affida alle cure mediche del tempo, dilapidando non solo le sue risorse economiche, ma venendo sottoposta a delle terapie che oggi ci farebbero sorridere.

Coraggio – Pronti a tutto

Di fronte a un dramma personale si è pronti a tutto, anche a rinunciare alla propria dignità. Facile giudicare dall’esterno. Nonostante gli sforzi per lei però non ci fu soluzione, fin quando non incrociò Gesù.

La sua fede la spinse a non badare alla Legge: chissà quanti aveva toccato prima di arrivare al Maestro.

Quel toccare Gesù era contrario alle disposizioni del tempio, ma quando afferrò la veste accadde l’imprevedibile che lei sperava. Non contaminò il Cristo, e Questi la sanò.

Coraggio – Andiamo a Cristo

Quando andiamo a Cristo non ci sarà peso, contaminazione, afflizione da limitarne l’opera. Anzi Egli riconoscerà la nostra audacia e testimonierà del nostro coraggio: “la tua fede ti ha …”. Per questo allora: “Coraggio”.

Ignaz Semmelweis


Quando si dice che basta poco …

Alla fine del 1800, il dottor Ignazio Filippo Semmelweis scoprì che il 10 percento delle donne che andava alla sua clinica moriva di febbre puerperale, mentre il tasso di mortalità di una clinica vicina era inferiore al 4.

Osservò così che nella sua clinica i dottori passavano direttamente dalle autopsie a far nascere dei bambini e concluse che i corpi contaminavano le loro mani e causavano la febbre letale.

Allora iniziò a consigliare ai dottori di strofinarsi le mani con una soluzione disinfettante.

Alcuni suoi colleghi però credevano che fosse assurdo pensare che le mani di un dottore potessero essere impure o causare malattie. Ma Semmelweis insistette, stabilì come regola che i dottori della sua clinica si lavassero le mani prima di prendere un parto.

Di conseguenza, il tasso di mortalità scese subito del 90 percento. Nonostante i risultati incredibili del dottore ungherese, la mentalità di molti dottori di quel tempo non cambiò.

Coraggio - Devotional
Coraggio – Devotional

Lettura settimanale della Bibbia

11 settembre   Isaia 23-24; Marco 5-6
12 settembre   Isaia 25-26; Marco 7-8
13 settembre   Isaia 27-28; Marco 9-10
14 settembre   Isaia 29-30; Marco 11-12
15 settembre   Isaia 31-32; Marco 13-14
16 settembre   Isaia 33-34; Marco 15-16
17 settembre   Isaia 35-36; Luca 1-2

Quale segno? Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Quale segno?

Mentre la gente si affollava intorno a lui, egli cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno di Giona».

Luca 11:29

Siamo costantemente alla ricerca di un segno, di un miracolo o un’indicazione divina.

Il testo di Luca ci dice che degli estranei quali la regina di Seba e i niniviti hanno fatto stima della rivelazione di Dio senza vedere alcuna manifestazione soprannaturale.

La realtà è che oggi, come allora, “questa generazione è malvagia”, ossia cattiva nella natura e nella condizione. Fino a quando sarà in questo stato nessun segno potrà mai produrre un risultato duraturo. Senza una sincera e onesta presa di coscienza non ci sarà cambiamento.

La storia di Giona

La storia di Giona ci dice che sovente siamo prima noi a non credere al “cambiamento/ravvedimento”. Accade così che in molte chiese sta sparendo il messaggio della conversione, preferendo parlare di “partecipazione”.

Come Giona limitiamo l’azione di Dio, resistiamo allo Spirito con le nostre convinzioni, cerchiamo un messaggio alternativo a quello che siamo inviati a proclamare.

La nostra “malvagità” nasconde, allontana e finanche cancella il volto di Dio. Le questioni personali hanno il sopravvento sulla missione ricevuta e l’effetto sono “segni diversi” che deviano e allontanano le persone.

Torniamo a predicare Cristo crocifisso e la misericordia di Dio che incontra chi si ravvede.

Giona, un santo noioso e pesante…

Lutero scrisse che “Giona è un ‘santo’ noioso e pesante che è arrabbiato a causa della misericordia di Dio per i peccatori”.

Tuttavia è un figlio amatissimo da Dio al quale sembra rivolgersi senza inibizioni, quasi senza timore, ma in realtà ne ha e come.

Dio non liquida con superficialità il servo disobbediente, ma continua a seguirlo, e a chiamarlo a “combattere con lui” fino a riportarlo alle sue responsabilità.

Dio desidera che Giona trovi la sua chiamata profetica andando oltre le convinzioni e le false certezze che il proprio ambiente e le tradizioni del tempo gli impongono.

Giona (e noi con lui) è sfidato ad accogliere coloro che lui stesso aveva escluso, facendo i conti con la misericordia di Dio per lui inaccettabile. (Puoi approfondire leggendo il mio scritto “Giona, l’inaccettabile misericordia di Dio”).

Quale segno? Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Quale segno? Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

04 settembre Isaia 9-10; Matteo 19-20

05 settembre Isaia 11-12; Matteo 21-22

06 settembre Isaia 13-14; Matteo 23-24

07 settembre Isaia 15-16; Matteo 25-26

08 settembre Isaia 17-18; Matteo 27-28

09 settembre Isaia 19-20; Marco 1-2

10 settembre Isaia 21-22; Marco 3-4

Una donna tribolata – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Una donna tribolata

«No, mio signore, io sono una donna tribolata nello spirito e non ho bevuto vino né bevanda alcolica, ma stavo solo aprendo il mio cuore davanti al Signore». 1 Samuele 1:15

Anna era una moglie desiderosa di diventare mamma e concedere al suo amato marito il frutto del suo grembo.
Questi è convinto di comprenderla, ma non può conoscere la sofferenza del suo cuore di donna.
Non riuscendoci si reca al tempio e dinanzi all’altare pregava senza proferire parole udibili.
Il sacerdote Eli è pronto a giudicarla e ad accusarla di ubriachezza.

Anna è solo una donna tribolata, che non si è rifugiata nell’alcool, ma che sta cercando l’aiuto divino.
Anna era una donna che sapeva quel che faceva. Aveva scelto la cosa migliore: andare a Dio e aprirgli il cuore.

Il cuore “spaso” di Anna

Anna ha un cuore “spaso” davanti a Dio. Questo termine richiama nel gergo napoletano l’azione dello stendere il bucato.
Il cuore di Anna è come un fazzoletto steso, senza pieghe e visibile avanti e indietro.
Agli occhi di Dio niente era, è o sarà nascosto.
La sua scelta si rivelerà così gradita al Signore, che le donerà di concepire un figlio: Samuele.
Purtroppo oggi sempre più giovani e giovanissimi si accostano agli alcolici e alle droghe per “sballo”, solo illusione momentanea che il più delle volte finisce in tragedia.

L’iceberg

Il credente che ha l’onore di servire nel campo del Signore è ben consapevole che il “successo” inteso come fama e gloria personale non gli appartengono.

Infatti, come scrive l’apostolo Paolo, “è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; affinché, com’è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore»”.

Dio gradisce gli umili. L’impegno e la dedizione nel tempo però portano alcuni ad essere “noti” a tanti, e ingiustamente invidiati da alcuni.
L’atteggiamento diffuso è considerare ciò che si vede.
Quel che non si vede è che sotto ogni iceberg di “successo” ci sono da un lato: perseveranza e resistenza nonostante le delusioni, i sacrifici e i fallimenti; dall’altro ci sono dedizione, duro lavoro e sane abitudini.

Se oggi la tua vita si leva come un iceberg, continua il tuo lavoro sott’acqua.
Se guardavi l’iceberg di qualcuno senza tener conto di quello che vi era sotto, puoi ricrederti ora.

Una donna tribolata - Devotional
Una donna tribolata – Devotional

Lettura della Bibbia

28 agosto        Cantico dei C. 3-4; Matteo 5-6

29 agosto        Cantico dei C. 5-6; Matteo 7-8

30 agosto        Cantico dei C. 7-8; Matteo 9-10

31 agosto        Isaia 1-2; Matteo 11-12

01 settembre  Isaia 3-4; Matteo 13-14

02 settembre  Isaia 5-6; Matteo 15-16

03 settembre  Isaia 7-8; Matteo 17-18

Argilla nelle Sue mani – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Argilla nelle Sue mani

«Ecco, quel che l’argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia, casa d’Israele!» Geremia 18:6b

Geremia vide nella stanza del vasaio un lavoro fatto di delicatezza e cura dei particolari, ma anche soggetto a imprevisti. La missione affidatagli è ora prerogativa divina: sradicare, abbattere e distruggere; ma anche edificare e piantare.

Ciascuna delle azione che Dio arroga a sé ha una caratteristica comune: sono le Sue amorevoli e paterne mani a portare a compimento il suo intento, seppur soggetto a modifiche nel corso dell’opera.

Questa era anche la consapevolezza del profeta Isaia, che implorava l’intervento divino in tempi di totale dimenticanza e aridità spirituale.

“Tuttavia, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti opera delle tue mani” (Isaia 64:8)

Riconoscere Dio nostro padre vuol dire avere piena fiducia nel Suo operato. Qualunque cosa Egli farà sarà sempre ed esclusivamente per il nostro bene. Quel che a noi potrà apparire come un divellere o distruggere nel tempo si rivelerà un piantare o edificare.

Noi siamo l’argilla nelle sue mani: fragili ma plasmabili; deboli ma duri, una volta seccati. Rallegra profondamente il cuore il sapersi in qualunque momento nelle Sue mani, come l’argilla era in quelle del vasaio.

Due centrini e 25.000 dollari

Due coniugi in sessant’anni di matrimoni avevano conosciuto raramente i litigi, condividendo ogni cosa senza segreti, eccetto uno: la moglie aveva una scatola e quando si erano sposati aveva detto al marito che non avrebbe mai dovuto guardarvi dentro. Dopo tanti anni insieme, arrivò il momento che il marito chiese se finalmente poteva sapere cosa conteneva. La moglie acconsentì: vi trovò due centrini e 25mila dollari. Chiese allora cosa significavano, ed ella rispose: “Quando ci siamo sposati, mia madre mi disse che ogni volta che mi sarei arrabbiata con te o ogni volta che avresti detto o fatto qualcosa che non mi piaceva, avrei dovuto fare un piccolo centrino e poi ne avrei dovuto parlare con te”. Il marito si commosse fino alle lacrime considerando che in sessanta anni di matrimonio avesse dato fastidio a sua moglie le volte necessarie per fare solo due centrini. Soddisfatto di sé stesso, prese la moglie per mano e disse: “Questo spiega i centrini, ma invece cosa sono i 25 mila dollari?” La donna sorrise e rispose: “Questi sono i soldi che ho ricavato dalla vendita di tutti i centrini che ho fatto nel corso degli anni”.

Argilla nelle Due mani - Devotional a cura di Elpidio Pezzella
Argilla nelle Due mani – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

21 agosto Ecclesiaste 1-2; Apocalisse 13-14

22 agosto Ecclesiaste 3-4; Apocalisse 15-16

23 agosto Ecclesiaste 5-6; Apocalisse 17-18

24 agosto Ecclesiaste 7-8; Apocalisse 19-20

25 agosto Ecclesiaste 9-10; Apocalisse 21-22

26 agosto Ecclesiaste 11-12; Matteo 1-2

27 agosto Cantico dei C. 1-2; Matteo 3-4

Scendere dal monte – Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Scendere dal monte

Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva.  Luca 9:33

Pietro, Giovanni è Giacomo vissero sul monte Tabor un’esperienza unica nel suo genere. Furono spettatori di una manifestazione della divinità di Gesù tale da indurre il più audace dei tre a fare una proposta, ritenuta “indecente” dallo stesso evangelista.

Eppure quante volte desideriamo che la presenza del Cristo ci trasporti e ci lasci con Lui su un alto monte, lontano dal quotidiano e da tutto quello che lo correda.

Desideriamo così una chiesa tranquilla, ospitale e rispettosa, al cui interno tutti trovano la loro dimensione comunitaria nella gioia e nella serenità, lontani dalle critiche e dal giudizio; dove fare il pastore è piacevole e pieno di soddisfazioni; non ci sono problemi da dirimere, questioni da affrontare e cause da perorare; dove l’armonia regna al punto che qualche volta ci si annoia; dove l’unica preoccupazione è recuperare i perduti, condurre anime a Cristo e pregare per chi soffre.

In una simile realtà però non serve un ministro e il Maestro ci ha mandato come pecora in mezzo ai lupi e a chi voleva restare sul Monte ha detto di scendere. Sarà dura, ma ce la possiamo fare.

 

Tutti erano in torto

Un’antica parabola  espressa in versi dal poeta americano John Godfrey Saxe narra di sei uomini dell’Indostan, molto portati all’apprendimento, che andarono a vedere un elefante (sebbene fossero tutti ciechi), affinché ognuno tramite l’osservazione potesse soddisfare il suo pensiero.

Ognuno dei sei uomini tocca una parte diversa dell’elefante e poi descrive agli altri ciò che ha scoperto. Uno trovò la zampa dell’elefante e la descrisse essere tonda e ruvida come un albero. Un altro prese la zanna e disse che l’elefante era come una lancia. Il terzo afferrò la coda insistendo nel dire che l’elefante è come una fune. Il quarto trovò la proboscide e affermò che l’elefante è come un grosso serpente.

Ognuno descriveva qualcosa di vero; e poiché la verità di ciascuno derivava da un’esperienza personale, ognuno continuava ad affermare che sapeva quello che sapeva. La poesia si conclude con queste parole:

E così questi uomini dell’Indostan

Disputarono forte e a lungo,

Ognuno rimanendo della sua idea

Non disposti a venirsi incontro

Sebbene ognuno avesse in parte ragione,

Tutti erano in torto!

Scendere dal monte - Devotional
Scendere dal monte – Devotional

Lettura della Bibbia

07 agosto        Proverbi 4-5; 1 Pietro 1-2

08 agosto        Proverbi 6-7; 1 Pietro 3-4

09 agosto        Proverbi 8-9; 1 Pietro 5; 2 Pietro 1

10 agosto        Proverbi 10-11; 2 Pietro 2-3

11 agosto        Proverbi 12-13; 1 Giovanni 1-2

12 agosto        Proverbi 14-15; 1 Giovanni 3-4

13 agosto        Proverbi 16-17; 1 Giovanni 5; 2 Giovanni 1