Archivi categoria: Devotional

Il fine del comandamento – Devotional

Il fine del comandamento

“Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta”.
1 Timoteo 1:5
 

L’azione di Paolo nei confronti di Timoteo testimonia la consapevolezza del servo che non concentra sulla sua persona l’opera affidatogli dal Signore.

L’istruzione ricevuta ai piedi del saggio Gamaliele avrà potuto favorire il modo di insegnare e formare nuovi ministri da parte di Paolo, il quale nonostante tutti i motivi di vanto si palesa umile strumento, arreso sotto la potente mano dell’Eterno. Il suo agire riflette l’aver compreso che l’opera appartiene a Dio.

La cura di Timoteo

La cura, il sostegno e l’incoraggiamento a Timoteo sono da emulare a tutte le latitudini. Chi è avanti negli anni, chi ha esperienza sulle spalle, dovrebbe farsi carico di condividere con i più giovani quanto è nel bagaglio della sua vita, perché se non siamo capaci di guardare a chi viene dopo di noi stiamo accorciando la storia.

Molte delle nostre azioni potranno trovare adempimento e successo attraverso chi viene dopo di noi. Le nostre braccia anziché per raccogliere per se stessi andrebbero usate per dare agli altri, tenendo presente che il fine del comandamento è l’amore.

Davanti a questo imperativo i nostri cuori, le nostre coscienze e la fede di ciascuno sono chiamati ad esaminarsi.

La sindrome di Elia


La tentazione o il momento di debolezza è alla portata di tutti. Per questo nessuno si reputi forte o indenne.

Uomini grandemente usati da Dio hanno vacillato nel momento che hanno dato spazio ai loro convincimenti, smarrendo la conoscenza della volontà del Signore.

Lo stesso profeta Elia, dopo aver visto il fuoco scendere dal cielo in risposta alla sua invocazione, si lascia avvolgere dalla paura per le minacce della regina Jezebel. In quel frangente subentra la convinzione di essere rimasto da solo, e che non vale più la pena continuare.

La sindrome di Elia

Questo stato lo definisco “sindrome di Elia”, e coglie chiunque si sforza di fare e conoscere la volontà del Signore nel momento in cui lo sguardo si ferma alla propria persona. Attenzione ai condizionamenti esterni, ai pregiudizi personali, perché quando intraprenderemo un percorso fuori dalla Sua volontà ci ritroveremo presto a dover fare il viaggio a ritroso: così accadde ad Elia. Presto potremmo poi essere rimpiazzati da altri, per la serie “tutti utili, ma nessuno indispensabile”.

Ricorrenze

Il 20 giugno  ricorre la giornata Mondiale del Rifugiato, mentre il 26 è la Giornata Mondiale di Solidarietà alle Vittime della Tortura e la Giornata internazionale della lotta contro l’uso indebito ed il traffico illecito di droghe. Preghiamo per coloro che sono avvolti in queste maglie e per chi lavora per tirarli fuori.

Devotional - Il fine del comandamento
Devotional – Il fine del comandamento


Lettura della Bibbia

19 giugno       Salmi 24-26; Romani 8-9
20 giugno       Salmi 27-29; Romani 10-11
21 giugno       Salmi 30-32; Romani 12-13
22 giugno       Salmi 33-35; Romani 14-15
23 giugno       Salmi 36-38; Romani 16; 1Corinti 1
24 giugno       Salmi 39-41; 1Corinti 2-3
25 giugno       Salmi 42-44; 1Corinti 4-5
 

L’economo avveduto – Devotional

L’economo avveduto – Devotional

Il fratello Elpidio Pezzella per il suo devotional settimanale, prende spunto dalla parabola dell’economo avveduto.

«Se dunque voi non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà le vere?» Luca 16:11

La parabola mostra la previdente prudenza di un disonesto fattore, che il suo padrone aveva deciso di licenziare dopo alcune segnalazioni ricevute a suo riguardo.

Avvertito dal padrone non resta a guardare, ma si adopera fin quando ha in mano l’amministrazione per provvedersi per l’avvenire.

Chiamati, infatti, i debitori del padrone, e verificato il debito di ognuno, accordò a ciascuno una riduzione di egual valore. Seppur accresce i danni già recati al padrone, si assicura così degli amici, i quali, o per gratitudine, o per complicità, lo avrebbero ospitato in casa loro.

Un piano che dimostrava tanta accortezza e che viene lodato dal padrone truffato.

Gesù usa la parabola per segnalare come l’impegno dei figli di Dio in talune circostanze è al di sotto dei piani degli uomini del mondo.

Siamo così esortati ad imparare una lezione di avvedutezza e di previdenza nell’uso dei beni terreni e a farlo nella fedeltà.

Se alcuno è infedele nell’amministrare le cose affidategli per un tempo, e delle quali dovrà render conto un giorno, come può egli sperare che il Signore gli darà, alla fine, una eredità che sarà sua per sempre?

 

L’importanza di esercitarsi

Servire il Signore non concede sempre una vita piena di ardore e gioia. Bisogna presto imparare a fare i conti con sofferenze e lacrime.

Servire Cristo resta però entusiasmante e travolgente. A chi è nel campo dedico questa storia perché un buon insegnante non dovrebbe mai demolire gli sforzi del discepolo, piuttosto correggerli e semmai guidarlo. Insisti, senza mai mollare.

 

Un imperatore giapponese si reca da un famoso pittore per chiedergli di dipingere l’ideogramma del suo casato. Il pittore ringrazia per l’offerta, ma precisa che per ottenere un buon risultato ha bisogno di due anni. L’imperatore insiste per averlo prima, ma il pittore è irremovibile e così è costretto a cedere.

Dopo circa sei mesi, l’imperatore va dal pittore e gli chiede se l’ideogramma è pronto, ma il pittore sottolinea che non sono ancora passati i due anni. Dopo un anno l’imperatore, nuovamente, si reca dal pittore ma questi ribadisce che non è ancora pronto.

Allora l’imperatore si rassegna e, allo scadere preciso dei due anni, si reca dal pittore e gli chiede di vedere l’ideogramma. Il pittore prende un foglio, un pennerello e in sua presenza dipinge l’ideogramma.

L’imperatore è prima stupito dalla perfezione del disegno e poi con tono alterato chiede al pittore: «Ma non potevi farlo prima?». Il pittore: «No, allora non sarei stato capace».

Il pittore invita l’imperatore a seguirlo nel suo atelier e gli mostra 730 prove dello stesso ideogramma, una per ogni giorno dei due anni.

 

Lettura della Bibbia

12 giugno       Salmi 3-5; Atti 22-23

13 giugno       Salmi 6-8; Atti 24-25

14 giugno       Salmi 9-11; Atti 26-27

15 giugno       Salmi 12-14; Atti 28; Romani 1

16 giugno       Salmi 15-17; Romani 2-3

17 giugno       Salmi 18-20; Romani 4-5

18 giugno       Salmi 21-23; Romani 6-7

L'economo avveduto e l'importanza dell'esercitarsi
L’economo avveduto e l’importanza dell’esercitarsi

La zizzania in mezzo al grano – Devotional

La zizzania in mezzo al grano

 a cura del fratello Elpidio Pezzella che come sempre ringrazio

«Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò…».

Matteo 13:24-25

La parabola

Gesù presenta il regno di Dio attraverso parabole ambientate su sfondi familiari agli ascoltatori. In questa, che mi è particolarmente cara, lo assimila a un uomo che semina buon grano nel suo campo. Durante la notte però il suo nemico semina della zizzania nello stesso campo. Nessuno può saperlo. Si palesa solo quando arriva la fioritura e allora i servi chiedono se possono sradicarla. Il padrone fa notare loro che c’è il rischio di strappare anche il grano, e che è meglio attendere il momento della mietitura, quando l’operazione sarà più agevole.

La parabola ci ricorda che nel corso della storia umana bene e male sono di fatto coesistenti e intrecciati, ed è impossibile separarli nettamente. Anche nel tentativo di recare del bene si corre il rischio di fare danni. Impariamo a non essere impazienti, a non lasciarci dominare dallo zelo – seppur buono – di togliere quel che ci appare come male. Dio, che vede fino in fondo, a tempo debito praticherà la separazione.

Ciascuno badi, come suggeriva S. Agostino, a non diventare zizzania, mentre preghiamo che la zizzania diventi grano.

Una pianta che fa solo danni

Classificata in botanica come “lolium temulentum“, è una pianta graminacea, anzi un’erbaccia pestifera che inizialmente non si distingue dal frumento. L’espressione comune “mettere zizzania” indicare l’azione di chi cerca di dividere, separare o gettare fango sugli altri. La zizzania è una specie di gramigna, detta anche “loglio cattivo”, molto simile al grano, che nuoce alle piante vicine e proprio per questo è stata presa a simbolo della discordia. Si confonde con i cereali buoni ottenendo il risultato di danneggiarli. Infatti, al momento del raccolto è riconoscibile perché più corta, sgraziata e senza spighe; i suoi chicchi, se misti al grano, ne rendono amara e malsana la farina. La radice ebraica della parola zizzania è “znh” che significa “mettersi in vendita”, pertanto il grano è “degenerato” mutato in peggio, traviato e guastato. Chi separa, però, è anche Satana, un nome che viene dall’ebraico e significa “avversario” (tsar): la radice di questa parola richiama il verbo “osteggiare, mostrare ostilità”.

Ricordi

Il 3 giugno del 1576 a Ginevra nasceva Giovanni Diodati. La sua fama è dovuta specialmente alla sua traduzione della Bibbia in italiano (1607) e in francese (1644), la prima ad essere letta da molti italiani.

 

Lettura della Bibbia

29 maggio      Giobbe 3-5; Giovanni 15-16

30 maggio      Giobbe 6-8; Giovanni 17-18

31 maggio      Giobbe 9-11; Giovanni 19-20

01 giugno       Giobbe 12-14; Giovanni 21; Atti 1

02 giugno       Giobbe 15-17; Atti 2-3

03 giugno       Giobbe 18-20; Atti 4-5

04 giugno       Giobbe 21-23; Atti 6-7

Devotional - La zizzania in mezzo al grano
Devotional – La zizzania in mezzo al grano

Devotional – Lo sguardo del Buon Pastore

Lo sguardo del buon Pastore

«Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore».

Matteo 9:36

Il redattore del vangelo ci presenta Gesù totalmente immerso nell’opera per cui era venuto, preso dal compiere pienamente la volontà del Padre. Il Maestro galileo non ha tregua né cerca sosta, Egli “andava attorno per tutte le città e i villaggi”. Il suo peregrinare non era vuoto, ma con una chiara tabella di marcia procedeva “insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità fra il popolo”. Cosa altro poteva fare? Nella sua umanità ha adempiuto a quanto era nelle sue possibilità, e come uomo non si è mai sentito appagato. Guardando quelle folle che cercava di soddisfare non ha un senso di piacere, ma vede tutti i loro bisogni non ancora raggiunti. Egli nota che sono “stanche e disperse, come pecore senza pastore”. Come buon pastore non molla minimamente, prova compassione, ossia avverte il loro dolore, le loro sofferenze, percepisce le loro attese. Quanto è diverso il servire del Signore e quanto abbiamo da imparare da Lui ogni giorno per “fare agli altri quel che vorremmo fosse fatto a noi”.

 

Egli è capace di grandi cose attraverso di noi

Benjamin Carson è il primo neurochirurgo a separare due gemelline siamesi. Il suo percorso iniziò durante la adolescenza, quando visse gravi difficoltà per la mancanza del padre. Una mattina, mentre era in chiesa con il fratello maggiore e ascoltava la predicazione comprese cose determinanti per il suo futuro. Il pastore raccontava di una coppia di medici missionari in Africa, da quel racconto il fanciullo capì di voler fare la stessa cosa. Oggi Benjamin è un affermato neurochirurgo e gestisce campi missionari in tutto il mondo, dove presta assistenza ad ammalati indigenti. Se abbiamo fame di Dio saremo saziati. Se ci lasciamo guidare dal Signore al di là delle nostre capacità scopriremo la sua fedeltà. Inoltre l’apostolo Paolo ci ricorda che Egli manifesta la Sua potenza nella nostra debolezza, per questo quando siamo deboli e arresi a Lui scopriamo la Sua potenza.

 

Ricordi

Il 27 maggio del 1564 a Ginevra (Svizzera) si spegneva Giovanni Calvino. Tra i principali lavori del teologo riformato si annoverano la traduzione della Bibbia finanziata dai valdesi con il cugino Olivetano e l’Institutio Christianae Religionis, in cui presenta i principi della fede evangelica.

Se vuoi ascoltare il devotional https://soundcloud.com/elpidio-pezzella-494255934/devotional-21-lo-sguardo-del-buon-pastore

Devotional - Lo sguardo del Buon Pastore
Devotional – Lo sguardo del Buon Pastore

Lettura della Bibbia

22 maggio      Neemia 5-7; Giovanni 1-2

23 maggio      Neemia 8-10; Giovanni 3-4

24 maggio      Neemia 11-13; Giovanni 5-6

25 maggio      Ester 1-3; Giovanni 7-8

26 maggio      Ester 4-6; Giovanni 9-10

27 maggio      Ester 7-9; Giovanni 11-12

28 maggio      Ester 10; Giobbe 1-2; Giovanni 13-14

Devotional – A quanto sei disposto a rinunciare?

Devotional:
A quanto sei disposto a rinunciare

Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?»
Matteo 19:16

La ricchezza nella Bibbia

Nella Bibbia la ricchezza è considerata una benedizione divina, mentre i beni materiali un frutto della generosità divina.

Il giovane “molto ricco” era reputato dai suoi concittadini una persona benedetta. Invece l’incontro con Gesù rivelerà tutt’altro.

La ricchezza appare un ostacolo all’azione divina e un elemento di rischio, in quanto nel tempo induce a non riconoscere Dio come la fonte di ogni grazia (Deuteronomio 8:17-18; Osea 2:8).

Di conseguenza la persona ricca fa affidamento su ciò che possiede, e un interesse limitato alle ricchezze è indice di stoltezza e miseria (Luca 12:21; Apocalisse 3:17).

La sfida di Gesù alle “ricchezze” umane

Secondo l’apostolo Paolo l’amore per il denaro è la radice di ogni specie di mali (1 Timoteo 6:9-10).

Il giovane ricco cercava la vita eterna nell’approvazione del Maestro, secondo le sue prospettive, ma l’incontro con Gesù diventa una sfida: “Va’, vendi ciò che hai e dà il ricavato ai poveri”.

Purtroppo il Vangelo narra che andò via rattristato, perché aveva molti beni. Non puoi proporti per il Regno se poi non sei pronto alle rinunce, e/o a dedicare agli altri quanto di buono la vita ti ha donato.

Sarà il caso di chiedersi: “Quanto sono disposto a rinunciare?”

I valori di Gesù

L’intento di Gesù era di volgere lo sguardo alle cose invisibili (2 Corinti 4:18).

Jonathan Lab scrive:

“Gesù… si era affacciato nella vetrina della vita e aveva scambiato i cartellini dei prezzi, in modo che quelle cose che erano di grande valore diventassero di poco valore, e le cose che erano di poco valore diventassero di grande valore”

(Integrità, essere guide sotto lo sguardo di Dio, Edizioni GBU)

L’interrogativo di Gesù: “Se vuoi essere perfetto” rimanda all’integrità di Abramo (Genesi 17:1-2), perché camminare alla presenza di Dio è un impegno per la vita, da mantenere con assoluta integrità, perché nulla si può nascondere alla Sua presenza.

Egli di continuo ci sfida ad andare oltre le apparenze.

Una croce dal sangue

L’8 maggio ricorre la Giornata Mondiale della Croce Rossa, oggi una istituzione planetaria nata dalla fede di un uomo. All’indomani della sanguinosa battaglia di Solferino, combattuta il 24 giugno 1859, Henry Dunant – umanista, imprenditore e filantropo svizzero di fede evangelica – allo sconvolgente spettacolo delle migliaia di uomini rimasti sul campo, la disorganizzazione nell’assistenza, gli affannosi soccorsi da lui prestati nei giorni seguenti lo indussero a impegnarsi per la creazione di un corpo permanente e neutrale di soccorso ai feriti di guerra. Sulla base della Convenzione di Ginevra del 1864, Dunant riuscì a dar vita al Comitato Internazionale della Croce Rossa, vincendo, poi, nel 1901, il primo premio Nobel per la pace.

Devotional
Devotional

Lettura della Bibbia

08 maggio 2 Cronache 9-11; Marco 13-14
09 maggio 2 Cronache 12-14; Marco 15-16
10 maggio 2 Cronache 15-17; Luca 1-2
11 maggio 2 Cronache 18-20; Luca 3-4
12 maggio 2 Cronache 21-23; Luca 5-6
13 maggio 2 Cronache 24-26; Luca 7-8
14 maggio 2 Cronache 27-29; Luca 9-10

(ricevuto dal fratello Elpidio Pezzella che ringrazio)

Devotional – La migliore cosa del mondo

Devotional – La migliore cosa del mondo

(a cura del fratello pastore Elpidio Pezzella)

“Quand’anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo”.
1 Corinti 13:1

Nel 1874, a soli 23 anni, Henry Drummond (1851-1897) scriveva “La migliore cosa del mondo”, una messaggio sul testo paolino dell’amore.

Il testo è stato ripreso e riproposto alcuni anni fa da Paul Coelho in “Il dono supremo”.

L’amore non può essere definito, è come un prisma che riflette la luce nei colori dell’arcobaleno. Lo compongono pazienza, bontà, generosità, umiltà, gentilezza, dedizione, tolleranza, ingenuità e sincerità.

Siamo chiamati ad apprendere ad amare da Dio, infatti “noi amiamo poiché Egli ci ha amato per primo” (1 Giovanni 4:19). Dio è amore, che purifica e trasforma.

Nonostante tutto l’impegno, non basterà la volontà a cambiare l’essere umano, neanche il tempo riesce a mutare l’uomo. Solo l’amore è in grado di trasformarlo.

Da credente prima e umile ministro dell’evangelo dopo, confermo quanto scriveva l’apostolo Paolo, quando dichiarava che “senza amore siamo un cembalo risonante”.

Le locuzioni “bronzo risonante” e “cembalo squillante” non sono una disistima della musica, ma indicano un rumore più o meno assordante e scollegato, come poteva avvenire in qualche rito pagano in cui questi strumenti erano impiegati: un tintinnio senza armonia, un rumore lontano parente di una melodia.

Il veleno dentro

Un uomo andò dal padre e gli disse: “Non sopporto più mia moglie, voglio ucciderla, ma ho paura che venga scoperto. Puoi aiutarmi?” “Certo”, rispose il padre, che aggiunse: “C’è un problema. Devi fare in modo che nessuno sospetti di te”. “Come farò allora?”, chiese il figlio. “Dovrai prenderti cura di lei, essere gentile, grato, paziente, amorevole, meno egoista, darle maggior ascolto e attenzione”. Poi consegnandogli un flaconcino aggiunse: “Ogni giorno le darai un po’ di questo veleno nel cibo. Così morirà lentamente”.

Dopo qualche giorno, l’uomo tornò sconvolto dal padre: “Non voglio più che mia moglie muoia. Mi sono reso conto che la amo. Come faccio ora dato che l’ho avvelenata?” “Non ti preoccupare, era solo polvere di riso. Non morirà. Il veleno era dentro di te, e tu stavi morendo”.

Quando si nutrono rancori si muore lentamente senza accorgersene. È ora di fare pace con noi stessi (e Dio); solo dopo saremo in grado di farla con gli altri.

Il Vangelo è pieno di queste lezioni. Ci invita a trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi, e a stimarli più di noi stessi. Prima di recarci a incontrare Dio ci manda a riappacificarci con il nostro fratello. Prima che sia troppo tardi prendiamo l’iniziativa di amare, di dare, di aiutare e soprattutto di gustare la gioia di perdonare.

Il 3 maggio è la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. Preghiamo affinché in ogni parte del mondo sia concessa la libertà di esprimere e comunicare, senza condizionamenti e controlli di alcun tipo.

Devotional - La migliore cosa del mondo
Devotional – La migliore cosa del mondo

Lettura della Bibbia

01 maggio 1 Cronache 17-19; Matteo 27-28
02 maggio 1 Cronache 20-22; Marco 1-2
03 maggio 1 Cronache 23-25; Marco 3-4
04 maggio 1 Cronache 26-28; Marco 5-6
05 maggio 1 Cronache 29; 2 Cronache 1-2; Marco 7-8
06 maggio 2 Cronache 3-5; Marco 9-10
07 maggio 2 Cronache 6-8; Marco 11-12

Devotional – Una fede che vede

Una fede che vede

«Dici: “Se puoi!” Ogni cosa è possibile per chi crede»

Marco 9:23

Queste parole rivolte da Gesù all’uomo, che aveva un ragazzo posseduto da uno spirito che lo tormentava e lo faceva gettare nell’acqua e nel fuoco, mettono l’enfasi sul credere. Cosa vuol dire credere? Credere è darGli fiducia è fare affidamento sul fatto che per certo non ci deluderà. Il padre del fanciullo però a quelle parole subito gridò con lacrime, che esprimono tutta la sofferenza: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità» (Marco 9:24). L’uomo non dubitava in cuor suo, ma la richiesta era stata fatta al fine di potesse vedere qualcosa di concreto. Anche Tommaso, dopo la resurrezione di Gesù, non metteva in dubbio ciò che i discepoli avevano visto, ma aveva bisogno di guardare con i suoi occhi per credere. Quest’uomo non fece altro che ribadire la necessità di vedere per credere, perché la fede ne necessita. Chi ha fede nel Signore ha necessità di vedere. Il Signore chiama beati quelli che credono senza vedere, sicuramente questi hanno ottenuto dopo aver confidato. Anche noi, pur non avendoLo visto, abbiamo creduto e ci siamo scoperti cambiati, sia noi che la nostra vita. Una fede che non vede è morta.

Dimorate nel mio amore

Il nostro Signore Gesù Cristo tenne a dire ai suoi discepoli: «Dimorate nel mio amore» (Gv 15.9). C.S. Lewis scrisse: “Amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi. Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale. Proteggetelo avvolgendolo con cura con passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo. Ma in quello scrigno (al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto) esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile […] L’unico luogo, a parte il cielo, dove [il tuo cuore] può essere perfettamente salvo da tutti i pericoli e perturbazioni dell’amore è l’inferno” (C.S.Lewis, I quattro amori, p. 111)

Un triste ricordo

All’una e ventitré del 26 aprile del 1986 scoppiò il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl (allora Unione Sovietica, e oggi Ucraina), causando quello che diventerà il più grave incidente dell’era nucleare. Tutti imparammo il nome di Chernobyl, mentre l’immensa nube di gas sfiorava le coste degli Stati Uniti contaminando tutto al suo passaggio. Il terrore di quei giorni è svanito, mentre le drammatiche conseguenze continuano a colpire, in primis i bambini.

Devotional della settimana
Devotional della settimana

Lettura della Bibbia

24 aprile 2 Re 21-23; Matteo 13-14

25 aprile 2 Re 24-25; 1 Cronache 1; Matteo 15-16

26 aprile 1 Cronache 2-4; Matteo 17-18

27 aprile 1 Cronache 5-7; Matteo 19-20

28 aprile 1 Cronache 8-10; Matteo 21-22

29 aprile 1 Cronache 11-13; Matteo 23-24

30 aprile 1 Cronache 14-16; Matteo 25-26

Devotional dell’Ottava di Pasqua: senza condizionamenti

Devotional dell’Ottava di Pasqua: Senza condizionamenti

Allora egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.

Luca 14:4

In giorno di sabato Gesù si reca “in casa di uno dei principali farisei per prendere cibo”. Gli occhi dei presenti sono puntati addosso al Maestro.

Non è neanche entrato che un uomo idropico si presenta in cerca di aiuto. Prevedendo le reazioni, Gesù prese a dire ai dottori della legge e ai farisei: «È lecito o no fare guarigioni in giorno di sabato?»

Senza lasciarsi condizionare da alcuno, Egli non si sottrae a chi ha un bisogno. Infatti, “lo prese per mano, lo guarì e lo congedò”.

Troppe volte evitiamo di soddisfare dei bisogni per timore delle critiche, del cosa diranno o penseranno gli altri. Quell’uomo aveva un bisogno alla mano, probabilmente proprio la mano che Gesù non esito ad afferrare.

Quel prendere per mano rivela tutta la sensibilità di Dio.

Quando abbiamo una necessità personale, non badiamo a nulla. Perciò Gesù domandava: «Chi di voi, se gli cade nel pozzo un figlio o un bue, non lo tira subito fuori in giorno di sabato?». Come i commensali di Gesù, anche noi non possiamo rispondere contrariamente.

Perché non cogliere allora l’occasione di prendere per mano chi ci tende la sua in cerca di aiuto?

Il discepolato

Il discepolo cristiano è in continuo contatto con persone bisognose. Il suo obiettivo è “popolare il cielo e spopolare l’inferno”.

Non c’è discepolato senza evangelizzazione, perché lo Spirito è stato inviato per renderci testimoni del Cristo.

Luis Palau scriveva nel libro La gioia di seguire Cristo:

«È tragico notare che nelle nostre chiese moderne la preoccupazione per i perduti sta diventando una rarità. Potremmo dire che questa è l’era “dell’evangelico rilassato”. …

La maggior parte dei cristiani non hanno nessuna preoccupazione per i perduti, perché non hanno sperimentato il rinnovamento radicale di Dio nelle loro vite.

“Venite con me”, disse Gesù, “e vi faro pescatori d’uomini!” (Matteo 4:19). Solo stando vicini a Gesù potremmo acquisire il desiderio di vedere persone salvate».

Il discepolato è la nostra opportunità per fare uso delle infinite risorse di Dio, per donare le nostre vite in maniera significativa e non alla mediocrità.

Come allora su Gesù, oggi gli occhi sono rivolti su noi. Come vivi? Per principio o circostanza? Come discepolo esamina biblicamente ogni ambito della tua vita e vive di conseguenza.

Devotional
Devotional

Lettura della Bibbia

17 aprile 1 Re 22; 2 Re 1-2; Apocalisse 21-22

18 aprile 2 Re 3-5; Matteo 1-2

19 aprile 2 Re 6-8; Matteo 3-4

20 aprile 2 Re 9-11; Matteo 5-6

21 aprile 2 Re 12-14; Matteo 7-8

22 aprile 2 Re 15-17; Matteo 9-10

23 aprile 2 Re 18-20; Matteo 11-12

Devotional verso la pace della Pasqua – a cura di Elpidio Pezzella

Devotional Settimana 15/2017

Pace a voi

«La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi!”».
Giovanni 21:19

Devotional
Devotional

Nella serata della scoperta del sepolcro vuoto da parte di Maria e della visione del Cristo risorto, abbiamo di fronte a noi un gruppo di credenti ancora spauriti e intimoriti.

Non ci viene difficile immaginare i loro discorsi in quella attesa interminabile, tra i dubbi di quanto accaduto quella mattina. Mentre sono rinchiusi nei loro pensieri,

Gesù si presenta loro tagliando a fette la tensione e la paura: “Pace a voi”.

L’incontro con il Risorto reca pace

L’incontro con il Risorto reca pace, si fonda sulla pace, richiede pace: questo l’adempimento pasquale.

Alla visione delle ferite, che garantiscono loro su chi stava loro di fronte, “i discepoli si rallegrarono”. Ecco che al timore spazzato dalla pace, segue l’allegria.

Ogni possibile emozione è frenata, perché la pace annunziata è preludio al “Io mando voi”. Occorre però qualcosa di straordinario per dare consapevolezza, coraggio e franchezza.

Ed è per questo che il Maestro comanda: “ricevete lo Spirito Santo”.

Pace, gioia e potenza dello Spirito

Pace, gioia e potenza dello Spirito.

Questo l’identikit della chiesa del Signore risorto, chiamata ad uscire dal nascondiglio ed essere testimone fino alle estremità della terra per la potenza dello Spirito (Atti 1:8).

La Pasqua ci ricorda l’opera di redenzione compiuta da Gesù attraverso la sua morte e resurrezione.

Poniamo mente, ringraziamo Dio e viviamo nella Sua pace, sforzandoci ad essere cristiani nei fatti.

Non ho pace con Dio

Marcus Loane, arcivescovo anglicano di Sydney, racconta di quando andò in ospedale a visitare un amico che stava per morire. Il suo amico era uno dei fondatori dell’Unione Evangelica all’Università di Sydney, Howard Guinness.

Loane ha sempre pensato fosse molto importante chiedere ai suoi amici in fin di vita – giusto per essere sicuro che fossero nella giusta relazione con Dio – “Hai pace con Dio”.

Guinness, che stava morendo per un cancro che interessava la zona vocale, poteva a malapena parlare e scosse la testa, “No”.

Dopo così tanti anni nel ministero Marcus Loane era preoccupato che suo fratello in Cristo, appena prima di morire, potesse dire: “No, non ho pace con Dio”.

Howard Guinness inizio ad ansimare nel tentativo di dire qualcosa. Marcus avvicinò l’orecchio alla bocca di Howard il quale disse: “Non pace, ma gioia! Gioia traboccante!”.

Ecco ciò che aveva nel bel mezzo della morte. Mentre affrontava la morte aveva quella soddisfazione completa.

(tratto da David Cook, Sii forte, Soli Deo Gloria, Piacenza).

Lettura della Bibbia

10 aprile 1 Re 1-3; Apocalisse 7-8
11 aprile 1 Re 4-6; Apocalisse 9-10
12 aprile 1 Re 7-9; Apocalisse 11-12
13 aprile 1 Re 10-12; Apocalisse 13-14
14 aprile 1 Re 13-15; Apocalisse 15-16
15 aprile 1 Re 16-18; Apocalisse 17-18
16 aprile 1 Re 19-21; Apocalisse 19-20

Devotional Settimana 14 – L’opposizione

Devotional Settimana 14

L’opposizione

“​Non potevano resistere alla sapienza e allo spirito col quale egli parlava”.

Atti 6:10

Stefano era stato eletto insieme a Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola per servire alla mensa delle vedove di Gerusalemme. Fu scelto con gli altri perché «uomini ripieni di Spirito Santo», e lo Spirito, di cui era ripieno, si esplicitava nella parola. Coloro, che accompagnati dal Cristo, ne annunciano il vangelo con franchezza (parrhesía) incontrano una opposizione. La predicazione degli apostoli incontra l’opposizione dei funzionari religiosi, con i quali il conflitto si ripeterà (Atti 5:17-42). Costoro sono animati dalla gelosia per il favore del popolo che i seguaci di Gesù raccolgono. Infatti, al progressivo aumento dell’ostilità dei capi religiosi fa da bilanciamento il grande successo verso il popolo dei Giudei in Gerusalemme.

L’annuncio apostolico

L’annuncio apostolico è contrapposto sempre a un’opera di opposizione da parte dei nemici di Dio o persone viste come tali. Nel suo ritorno a Efeso, Paolo incontra la resistenza di alcuni che non volendo credere «parlano male della Via». C’è diffamazione. Nel messaggio al re Agrippa, che quasi diventa un cristiano, l’opposizione è di Festo, che accusa Paolo di vaneggiamento. Gli apostoli sono testimoni, anche se non sempre oculari, di quanto annunciano, ed è per tal motivo che non possono tacere quando verrà loro intimato il silenzio. La liberazione o la sopravvivenza dei discepoli mostra che Dio è più forte delle potenze umane.

Un aspirante cristiano

Si racconta che Kierkegaard, cristiano radicale e intransigente, a chi gli diceva: «Tu sì che sei un cristiano!» rispondeva: «No, sono un aspirante cristiano». Nietzsche scriveva: «In fondo c’era un solo cristiano, e quello è morto sulla croce». Oggi è alquanto difficile distinguere un “cristiano” senza “azioni” che lo palesino. Tornare ad essere degli “aspiranti” ci aiuterà prima a sederci ai piedi del Maestro per imparare e dopo ci spingerà all’opera per provare quel che abbiamo imparato. Un albero si riconoscerà sempre dai suoi frutti.

Ricordi del 9 aprile
(guardando alla prossima domenica)

Il 9 aprile 1935 veniva diramata la famigerata circolare «Buffarini Guidi» – dal nome dell’allora sottosegretario del Ministero dell’Interno – che bandì il culto pentecostale «essendo risultato che esso si estrinseca e si concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza». Quel provvedimento, considerato il più grave atto di intolleranza religiosa che sia stato compiuto in Italia dopo l’Unità, ebbe gravi ripercussioni sulla vita di centinaia di persone e causò profonde sofferenze alle comunità pentecostali presenti su tutto il territorio. Coincidenza volle che all’alba del 9 aprile 1945 venne impiccato, insieme ad altri congiurati, nel campo di concentramento di Flossenbürg, Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco non ancora quarantenne, protagonista della resistenza al Nazismo.

 

Devotional
Devotional

Lettura continua della Bibbia

03 aprile 2 Samuele 4-6; 1 Giovanni 1-2

04 aprile 2 Samuele 7-9; 1 Giovanni 3-4

05 aprile 2 Samuele 10-12; 1 Giovanni 5; 2 Giovanni 1

06 aprile 2 Samuele 13-15; 3 Giovanni 1; Giuda 1

07 aprile 2 Samuele 16-18; Apocalisse 1-2

08 aprile 2 Samuele 19-21; Apocalisse 3-4

09 aprile 2 Samuele 22-24; Apocalisse 5-6

(a cura del pastore Elpidio Pezzella)