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Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica della settimana

La prossima settimana è quella che conclude il cosiddetto anno liturgico.
Oggi infatti, domenica 20 novembre 2016, si ricorda Cristo Gesù Re dell’Universo.

Nell’ultima settimana dell’anno liturgico per quanto riguarda il Vangelo si legge continuativamente il capitolo 21 dell’Evangelo secondo Luca.

Domenica prossima, 27 novembre 2016, inizia la prima delle quattro settimane di Avvento.

Il ciclo domenicale del prossimo anno per chi segue i lezionari è il ciclo A (ovvero si legge prevalentemente il Vangelo secondo Matteo) e per i giorni feriali il ciclo I (ossia dispari poichè il prossimo anno, 2017, è dispari). 

Anche per questa settimana ripubblico quii suggerimenti del fratello pastore Elpidio Pezzella per la settimana.

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L’Eterno parlò a Mosè, dicendo: «Manda degli uomini ad esplorare il paese di Canaan che io do ai figli d’Israele. Ne manderete uno per ogni tribù dei loro padri; siano tutti dei loro principi».
Numeri 13:1-2

L’episodio delle dodici spie ci mostra quanto siano potenti le parole a condizionare un popolo. Infatti, dieci spie, seppur conquistate dalla bellezza di Canaan, trasferirono un messaggio scoraggiante, che contagiò il popolo: “il paese è pieno di giganti che ci farebbero a polpette. Sembriamo delle cavallette di fronte a loro… non siamo abbastanza forti  … non possiamo andare”. Le loro parole erano contrarie all’ordine divino di andare e possedere il paese. Giosuè e Caleb invece obiettarono, facendo leva sulla fede: “Il Signore ha detto che ci ha dato il paese …  possiamo vincere … Andiamo”. Il resoconto negativo però fu accolto dal popolo che passò la notte a compiangersi, desiderando finanche la morte. Si diedero per sconfitti prima di combattere. Non solo, arrivarono a proporre la lapidazione degli unici due che avevano creduto al comando divino e non si erano lasciati frenare dagli apparenti ostacoli. A quel punto, Dio ne ebbe abbastanza: “Poi l’Eterno disse a Mosè: «Fino a quando mi disprezzerà questo popolo? E Fino a quando rifiuteranno di credere dopo tutti i miracoli che ho operato in mezzo a loro?»” (14:11). Ancora oggi molti scelgono l’arresa senza neanche provarci, dimostrando così di dubitare della fedeltà di Dio e di non credere più alla Sua Parola. Per me possiamo vincere e conquistare Canaan.

Thanksgiving Day
Il giorno del Ringraziamento è una festa celebrata negli Stati Uniti ogni quarto giovedì di novembre e in Canada ogni secondo lunedì di ottobre. Dunque il 26 novembre di quest’anno negli Usa si festeggia il giorno del Ringraziamento, che viene comunemente fatto risalire al 1621, quando nella città di Plymouth, nel Massachusetts, i padri pellegrini si riunirono per ringraziare il Signore del buon raccolto. Nel 1863, nel bel mezzo della guerra di secessione, Abramo Lincoln proclamò la celebrazione del giorno del Ringraziamento, che da quel momento diventò una festa annuale e perse gradualmente il suo contenuto cristiano. Oggi rappresenta una delle feste più importanti per i nordamericani. Dalle nostre parti la celebrazione è conosciuta grazie ai film e telefilm in cui viene rappresentata spesso come l’occasione di riunirsi attorno al famoso tacchino per ringraziare Dio per ciò che si ha. Anche oggi ringrazio Dio per tutto ciò che ho e per quello che non ho.

Lettura della Bibbia
21 novembre  Daniele 6-7; 1 Tessalonicesi 5; 2 Tessalonicesi 1
22 novembre  Daniele 8-9; 2 Tessalonicesi 2-3
23 novembre  Daniele 10-11; 1 Timoteo 1-2
24 novembre  Daniele 12; Osea 1; 1 Timoteo 3-4
25 novembre  Osea 2-3; 1 Timoteo 5-6
26 novembre  Osea 4-5; 2 Timoteo 1-2
27 novembre  Osea 6-7; 2 Timoteo 3-4

Suggerimenti per la preghiera e la lettura giornaliera della Bibbia

Come ogni settimana ricevo e condivido dal fratello pastore Elpidio Pezzella.

Non giudice e arbitro

Or qualcuno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?».

Luca 12:13-14

Siamo unici, perché capaci di coinvolgere Dio nelle nostre faccende materiali quando non capaci di venirne a capo da soli. Così, nel mezzo di un discorso di incoraggiamento ai discepoli, affinché non avessero da temere quando si sarebbero trovati ad affrontare situazioni difficili per la predicazione, “qualcuno” attira l’attenzione del Maestro e pone un quesito totalmente estraneo all’argomentazione. Le questioni private tormentano molti e gran parte delle aule dei tribunali è impegnata per dirimere soprattutto quelle in tema di eredità. Il nostro “qualcuno” non ha interesse per le cose del Regno di Dio, ma pretende che Gesù risolva il suo problema. Siamo sempre pronti a ritenere il nostro problema prioritario al cospetto di chiunque. La risposta di Gesù però non lascia dubbi: Egli non è posto o mandato per risolvere quanto di nostra competenza. Anziché rincorrere sempre gli interessi personale, sarebbe opportuno farci tesori che né il tempo, né l’avidità umana possono corrodere (Matteo 6:19). Seguire Cristo impone di guardare le cose di lassù.

 

Umiltà

L’etimologia della parola umiltà è da ricondursi al latino humus = terra, pertanto humilis = umile è colui il quale proviene dalla terra, sta in basso. L’umile, cioè colui che non giudica, non critica, non si vanta, non disprezza, non si esalta, non cerca la propria gloria è un soggetto in via d’estinzione, ormai fuori moda. Siamo trascinati da una società dell’avere e dell’apparire, che non sa guardare al cuore. Stiamo costruendo un mondo con scarse virtù morali. Oggi saper mentire, mettersi in vista e farsi rispettare con la forza è d’obbligo, altrimenti si è dei falliti. Fuggiamo dagli insegnamenti e dai precetti biblici, perché li riteniamo scomodi, non utili ai nostri comodi e alle nostre meschine esigenze. Interessante ricordare che anche la parola uomo deriva dalla radice sanscrita bhu- che successivamente divenne hu- (da cui anche humus). Uomo significa quindi “creatura generata dalla terra, creatura umile”. Donaci, Signore, di invertire la rotta perché la felicità non è salire più in alto – sopra gli altri – ma servire chi ha bisogno, come hai fatto tu, comprendendo che per essere grandi bisogna prima di tutto essere e diventare piccoli. Teniamone conto anche per le prossime ricorrenze (16 Giornata Internazionale della Tolleranza, 19 Giornata internazionale dell’uomo, 20 Giornata Universale del Bambino).

 

Lettura della Bibbia

14 novembre  Ezechiele 40-41; Efesi 5-6

15 novembre  Ezechiele 42-43; Filippesi 1-2

16 novembre  Ezechiele 44-45; Filippesi 3-4

17 novembre  Ezechiele 46-47; Colossesi 1-2

18 novembre  Ezechiele 48; Daniele 1; Colossesi 3-4

19 novembre  Daniele 2-3; 1 Tessalonicesi 1-2

20 novembre  Daniele 4-5; 1 Tessalonicesi 3-4

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Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica della settimana

Ricevo dal fratello pastore Elpidio Pezzella, che ringrazio.

«Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto»
Giosuè 1:8

Chiesa di San Benedetto a Montemonaco
Chiesa di San Benedetto a Montemonaco

Il testo si riferisce alla legge di Mosè, oggi noi lo riferiamo è a tutta la Scrittura, utile a correggere, incoraggiare e fortificare così da poter raccogliere frutti (Salmo 1:1). Citando il verso «La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio» (Romani 10:17), ci si impegna affinché ciò che udiamo non si diparta dalle nostre orecchie. L’invito, in questo caso, è che essa non si allontani dalla bocca. Il riferimento è ai nostri discorsi, i quali devono essere incentrati su ciò che la Scrittura insegna. Spesso capita che pronunciamo cose contrarie alla Scrittura, poi ci chiediamo il perché Dio non risponda alle nostre preghiere. La nostra vita prospera solo se la Sua parola non si diparte dalla nostra bocca (Proverbi 3:13; Proverbi 21:23; Matteo 15:18). La bocca pronuncia ciò che è dentro noi, se dichiariamo incredulità nel nostro cuore, allora, manca la fede. Dovremmo imparare a dichiarare che il Signore è Colui che provvede, che non ci lascia e non ci abbandona. È necessario che, quanto affermiamo con la bocca sia anche ciò che è nel nostro cuore altrimenti finiamo per diventare degli ipocriti.

Come meditare

Meditare la Parola giorno e notte non vuol dire leggerla o recitarla a memoria, ma intende qualcosa di più profondo e anche intimo. Per meditare occorre passare dal leggere o dichiarare il testo biblico al suo ascolto. Giosuè era ancora nel deserto quando ricevette una tale parola, a sottolineare come nel posto in cui c’è solo silenzio (senza parole), Dio parla. Porsi in ascolto è quindi il punto di partenza della meditazione, che consente alla Scrittura di scendere nel nostro cuore e alla nostra bocca di dichiarare con fede. Sviluppare la capacità di fermare i pensieri, la disposizione a non lasciarsi distrarre o condizionare, aiuta la sensibilità della fede a percepire la voce di Dio, dolce e sommessa. Nel momento in cui, nel silenzio, giunge la risposta è necessario agire, senza esitazione e lontani dai mille dubbi che possono assalire la mente. Delle volte per agire secondo la fede dobbiamo fermare i nostri pensieri, questo perché i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri. La fede deve essere sconsiderata e disavveduta, poiché essa è pazzia e non raziocinio.

Lettura della Bibbia

07 novembre Ezechiele 26-27; 2 Corinti 10-11
08 novembre Ezechiele 28-29; 2 Corinti 12-13
09 novembre Ezechiele 30-31; Galati 1-2
10 novembre Ezechiele 32-33; Galati 3-4
11 novembre Ezechiele 34-35; Galati 5-6
12 novembre Ezechiele 36-37; Efesi 1-2
13 novembre Ezechiele 38-39; Efesi 3-4

Il 10 novembre 1483, a Eisleben, Germania nasceva Lutero. Quando si pose all’ascolto della Parola un fuoco infiammò la sua vita e ne fece la scintilla che infiammò la Riforma.

Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica della settimana

(ricevo dal fratello pastore Elpidio Pezzella)

I legami della morte

I legami della morte mi avevano circondato, mi aveva raggiunto la disgrazia e il dolore. Ma io invocai il nome del Signore: «Signore, libera l’anima mia!»
(Salmo 116:3-4)

Il grido “Signore, libera l’anima mia!” nasce da una situazione di turbamento e angoscia a tutti noi familiare lungo il cammino di questa vita. Eppure si trova in un salmo di ringraziamento, in cui l’orante ringrazia il Signore perché la sua supplica è stata ascoltata. La certezza che ci spinge alla preghiera è che Dio ha l’orecchio teso al nostro ascolto. Egli non è sordo nei confronti di chi si rivolge a Lui. Per questo, qualunque sia la circostanza, anche quando la portata del dolore sembra sopraffarci, il cuore credente leva la sua voce: “Signore, liberami”. Il salmo ci rivela poi “Ho creduto perciò ho parlato” (116:10). La certezza dell’essere ascoltati ha le sue radici nella fede in un Dio misericordioso, pietoso e giusto, che non spegne il lucignolo fumante. La proposta del salmo è una fiaccola di speranza e di incoraggiamento per ogni credente che, in ogni tempo e in ogni luogo, si trovi a fare esperienza del male in ogni forma esso si presenti. Perché comunque e ovunque aggiungeremo: “Ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” (1 Corinzi 15:57).

L’usanza di andare al cimitero

Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll’adda fà chesta crianza;

ognuno adda tené chistu penziero.

Questa la strofa iniziale della poesia A’ livella di Antonio De Curtis, in arte Totò, che richiama un dovere che la tradizione religiosa cattolica comanda. I morti e con essi il cimitero sono parte di ciascuno di noi, così come dell’immaginario collettivo. Intorno ad essi ruotano paure e sogni, racconti di famiglia e leggende fantasiose, speranze e disperazioni. Ecco allora che il 2 novembre e nei giorni precedenti puoi notare passando nei pressi di un cimitero un via via senza sosta. Quello che di solito è il luogo del pianto e del distacco sembra diventare per poco tempo una finestra sull’al di là. La cura dei loculi, l’abbellimento della tomba, l’accensione di luci e lampade di varie forme e dimensioni pare essere un modo per ridare vita a chi là dentro oramai ha lasciato solo il corpo (se ancora vi è). Ma se parli con le persone c’è chi crede che questo sia un modo per dare pace alle anime che vanno in giro, acquetare l’anima del parente a cui era stato fatto uno sgarbo: retaggio di una religiosità popolare senza alcun fondamento biblico. Adoperiamoci in vita a manifestare i nostri sentimenti per i cari che nella vita Dio ha posto intorno a noi, e se proprio vogliamo offrire un fiore in ricordo dei cari defunti facciamolo nel silenzio e non per cercare l’approvazione di qualcuno.

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Lettura della Bibbia

31 ottobre Ezechiele 12-13; 1 Corinti 12-13

01 novembre Ezechiele 14-15; 1 Corinti 14-15

02 novembre Ezechiele 16-17; 1 Corinti 16; 2 Corinti 1

03 novembre Ezechiele 18-19; 2 Corinti 2-3

04 novembre Ezechiele 20-21; 2 Corinti 4-5

05 novembre Ezechiele 22-23; 2 Corinti 6-7

06 novembre Ezechiele 24-25; 2 Corinti 8-9

Il 31 ottobre 1517 consegna a molti credenti evangelici il ricordo di un inizio, la scintilla della protesta, quando il monaco sassone Lutero con il gesto dell’affissione delle 95 tesi sul portone della cattedrale di Wittenberg dava “fuoco” alla Riforma.

Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica

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(ricevo dal fratello pastore Elpidio Pezzella)

Camminare da cristiani

«Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi.  Non siate perciò disavveduti, ma intendete quale sia la volontà del Signore»

Efesini 5:15-17

Prima dell’inciso “… siate ripieni di Spirito”, l’apostolo esorta a vivere il cristianesimo “come si conviene ai santi”, ovvero separandosi dalle forme, dagli atteggiamenti e situazioni che non hanno riscontro nella fede cristiana. Il cristiano non è un passeggero a bordo della chiesa, è chiamato a camminare con avvedutezza. Non solo, è chiamato anche a riscattare il tempo. Tutto il tempo perduto prima che conoscessimo la grazia di Dio, deve essere recuperato. La Scrittura, però, non ci condanna, ma ci chiede di recuperare quello che abbiamo avanti perché i giorni sono malvagi, feroci e sofferenti, e ne abbiamo prova quotidianamente. Come si fa a capire la volontà di Dio? L’unico modo è essere ripieni di Spirito. Chiediamo al Signore che il Suo Spirito spinga la nostra vita come una barca, così che navigando conosceremo quello che oggi conosciamo in parte. Esperienza dopo esperienza saremo di consolazione a chi è nella tempesta con la sua barca. Nel frattempo «Avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio» (2 Corinti 7:1).

Lettura della Bibbia

24 ottobre       Lamentazioni 3-4; Romani 14-15

25 ottobre       Lamentazioni 5; Ezechiele 1; Romani 16; 1 Corinti 1

26 ottobre       Ezechiele 2-3; 1 Corinti 2-3

27 ottobre       Ezechiele 4-5; 1 Corinti 4-5

28 ottobre       Ezechiele 6-7; 1 Corinti 6-7

29 ottobre       Ezechiele 8-9; 1 Corinti 8-9

30 ottobre       Ezechiele 10-11; 1 Corinti 10-11

Suggerimenti e spunti per la lettura biblica e la preghiera della settimana

«Essi continuarono a camminare discorrendo insieme, quand’ecco un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco che li separarono l’uno dall’altro, ed Elia salì al cielo in un turbine».
2Re 2:11

Il racconto della sparizione di Elia è un viaggio istruttivo sul bisogno di dipendere dalla potenza di Dio. Nel percorso che conduce a questo momento vi sono con partenza da Ghilgal tre tappe: Bethel, Gerico e Giordano. Bethel significa “casa di Dio” ed aveva una grande tradizione spirituale, basti ricordare a Giacobbe. Nel corso degli anni il popolo vi si era dato all’idolatria e un’intera generazione era sprofondata nell’incredulità. Eliseo dovette provare orrore e indignazione per quella società completamente perduta, e dovette forse comprendere di non essere ancora pronto ad affrontare una simile sfida. Giunsero a Gerico (“luogo piacevole”), un territorio completamente sterile a causa di una vena d’acqua velenosa che si era infiltrata nelle sorgenti. Qui vi era una scuola di profeti e uomini dediti allo studio delle Scritture sono incapaci di dare soluzione al dramma.  Ecco allora il bisogno di giungere al Giordano, per sperimentare la potenza di Dio attraverso il mantello che apre le acque prima e poi scenderà sulla vita di Eliseo. Se Bethel può rappresentare una società schernitrice delle cose di Dio e Gerico un cristianesimo tutto pensiero ma senza concretezza. Noi siamo chiamati a raggiungere e attraversare il Giordano.

Elia e Eliseo
Nel nome del profeta è racchiusa la sua missione. Infatti, il nome di Elia ‘Eliyyáhu vuol dire “il mio Dio è Yahwèh”, e ogni sua azione è volta a manifestarne la veridicità. Attraverso il tishbita, ossia lo straniero proveniente da un piccolo villaggio, ad est del Giordano, nell’Alta Galilea, la Bibbia ci dice che in mezzo alla morte Dio concede la vita. Elia vestiva con “i fianchi cinti” (1Re 18:46) e coperto da un mantello (2Re 2:8-13) e viveva nei dintorni del Giordano. Eliseo succederà ad Elia, continuando la sua opera sotto i regni di Ioram, Iehu, Ioacaz e Ioash (dall’860 al 780 circa), e le sue vicende sono riportate in 2Re dal capitolo 2 al 13. Il nome di Eliseo (‘Oelysha’) vuol dire “Dio salva” o “il mio Dio salva”, anche “Dio è salvezza”. Le loro vicende intessono un’entusiasmante saga a cavallo dei due libri dei Re.

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Lettura della Bibbia
17 ottobre       Geremia 41-42; Atti 28; Romani 1
18 ottobre       Geremia 43-44; Romani 2-3
19 ottobre       Geremia 45-46; Romani 4-5
20 ottobre       Geremia 47-48; Romani 6-7
21 ottobre       Geremia 49-50; Romani 8-9
22 ottobre       Geremia 51-52; Romani 10-11
23 ottobre       Lamentazioni 1-2; Romani 12-13

Lunedì 17 ottobre è la Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Povertà, un’occasione per indirizzare lo sguardo sulle tante diseguaglianze economiche nel mondo: «Il ricco domina sul povero e chi riceve prestiti è schiavo del suo creditore» (Proverbi 22:7).

(dal fratello pastore Elpidio Pezzella)

Suggerimenti e spunti per la lettura biblica settimanale

Ricevo dal fratello Elpidio Pezzella.

«Benedite sapendo che a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione»

1 Pietro 3:9

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L’apostolo Pietro fornisce una panoramica su come vivere la benedizione. Egli mostra come questa sia, innanzitutto, una condizione in cui il Cristo ci ha introdotti, attraverso la Sua opera, sottolineando, prima di ogni cosa, che noi siamo benedetti nei luoghi celesti. Poi offre la prospettiva che la benedizione consiste soprattutto nel benedire altri. Benedire non è un gesto simbolico o una parola dal potere magico, ma spazia dallo spendere parole amorevoli ad azioni concrete nei confronti di qualcuno. Del resto anche noi, quando chiediamo che Dio ci benedica, ci aspettiamo delle cose concrete da Lui, dando per scontato che provveda e realizzi tutto quanto Gli stiamo chiedendo. È bene ricordare, allora, che nella misura i cui facciamo, in cui misuriamo sarà misurato a noi. Tutto quello che facciamo sarà quello che poi raccoglieremo; ciò che seminiamo sarà quello che poi ritroveremo lungo il nostro cammino. Per questo siamo esortati a lasciare che le nostre azioni siano mosse da misericordia e benevolenza, affinché si passi dal dire al fare. In questo modo il nostro benedire diventerà un essere benedizione.

La benedizione

Quando si parla di benedizione il nostro pensiero va alla benedizione di Dio, immaginandola e vivendola come un qualcosa che ci “cade addosso”, come la pioggia o un gesto simbolico di acqua spruzzata. La Scrittura la presenta invece come una condizione, uno stato così come può esserlo, ad esempio, la pace di Dio. Difatti la pace deve esser vissuta nel concreto affinché possa essere realizzata, non solo come esperienza introspettiva, ma come elemento che sta alla base del nostro rapportarci agli altri. Cos’è, quindi, la benedizione? La benedizione è un vivere la vita sapendo che Dio è con noi (Emmanuele), è avere il Suo favore, è sapere che Lui è con noi in ogni situazione e che in ogni tempo tutto coopera al bene per coloro che Lo amano. Quindi nulla di estraneo che ci piomba addossa, ma semplicemente (ma non poca cosa) Lui al nostro fianco. Averlo con noi ci assicura che non avremo mancamento di nulla, poiché Egli sa ciò di cui abbiamo bisogno.

Lettura della Bibbia

03 ottobre Geremia 13-14; Giovanni 21; Atti 1

04 ottobre Geremia 15-16; Atti 2-3

05 ottobre Geremia 17-18; Atti 4-5

06 ottobre Geremia 19-20; Atti 6-7

07 ottobre Geremia 21-22; Atti 8-9

08 ottobre Geremia 23-24; Atti 10-11

09 ottobre Geremia 25-26; Atti 12-13

Sforzarsi – Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica settimanale

A cura del fratello pastore Elpidio Pezzella

«Sfòrzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità».
2 Timoteo 2:15

Diventa ogni giorno più complicato custodire il gregge del Signore, con lupi travestiti da pecore e pecore che si comportano da lupi.

L’arduo compito della predicazione biblica resta il primo strumento di salvaguardia del benessere spirituale generale.

Se è difficile raggiungere il bisogno del singolo e accompagnarlo a superarlo, ancora più difficile è l’amministrazione della disciplina e l’espletamento del governo necessari per il consolidamento dell’opera.

Solo chi è vocato al ministero sa quanto sia a volte tremendamente complicato essere al timone di una comunità, sradicare e abbattere e anche seminare e costruire. Ancor di più lo è difendere e custodire.

Impariamo ad aprire la porta di casa, il nostro cuore, e quindi ad offrire uno spicchio della nostra fiducia a chi si sforza di tagliare rettamente la parola della verità, senza mai rincorrere interessi e vantaggi personali.

Chi invece entra dalla finestra, forzando la tua volontà o violentando la tua sensibilità, o è ladro o mercenario (Giovanni 10:1). Prega per i tuoi conduttori, affinché per mezzo loro sia edificato e perfezionato l’essere insieme corpo di Cristo.

Dio benedica il nuovo anno scolastico

In questi giorni vanno riaprendosi i cancelli delle scuole. Pensando a quanti, insegnanti, personale vario e alunni che ritroveranno il loro impegno quotidiano, ho rispolverato una storia con un po’ di matematica al suo interno.

Un vecchio aveva 3 figli e possedeva 17 cammelli. Sentendo avvicinarsi la fine, chiamò i figli e disse loro: “Vi lascio i 17 cammelli. Divideteli in questo modo: Hillel prenderà la metà del branco, Nathan un terzo e Itamar un nono”. Il padre morì e i tre fratelli fatto il funerale, volendosi dividere i cammelli si resero conto che 17 non è divisibile né per 2, né per 3 e né per 9. Non riuscendo a ripartire l’eredità cominciarono a litigare e picchiarsi senza vie d’uscita. Un giorno il profeta Elia, passando da quelle parti sul suo cammello, venne attirato dal tumulto delle liti dei tre. Chiese loro quale fosse il motivo e ascoltata la spiegazione, rispose loro: “Ritrovate la concordia! Vi offro il mio cammello; così con 18 cammelli la vostra divisione sarà buona. Tu, Hillel, hai diritto alla metà, quindi 18 diviso 2 fa 9 cammelli per te. Nathan, tu hai diritto a un terzo, quindi 18 diviso 3 fa 6 cammelli. Infine, Itamar, tu hai diritto a un nono, quindi 18 diviso 9 fa 2 cammelli per te. Ora siete riconciliati perché avete onorato la volontà di vostro padre: 9 per il primo, 6 per il secondo e 2 per l’ultimo, e la somma è 17. Io me ne riparto sul mio cammello”.

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Lettura della Bibbia
12 settembre Isaia 37-38; Luca 3-4
13 settembre Isaia 39-40; Luca 5-6
14 settembre Isaia 41-42; Luca 7-8
15 settembre Isaia 43-44; Luca 9-10
16 settembre Isaia 45-46; Luca 11-12
17 settembre Isaia 47-48; Luca 13-14
18 settembre Isaia 49-50; Luca 15-16

Suggerimenti per la preghiera e la lettura biblica della settimana

A cura del fratello ed amico pastore Elpidio Pezzella.

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Riposate un poco

Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco».

Marco 6:31a

 

Al termine di un periodo che spero abbia regalato qualche momento di riposo dal lavoro, occasione di stare in famiglia e momenti per ritemprare lo spirito, ci accingiamo a riprendere le nostre attività. Al ritorno dalla missione, Gesù propone ai discepoli un momento di riposo, affinché stacchino la spina dell’euforia. Quel che doveva essere un momento di pausa però li vede impegnati a distribuire da mangiare a oltre diecimila persone, accorse per ascoltare il Maestro. Così il riposo proposto si materializza nel dare o fare qualcosa per qualcuno: l’attenzione si sposta da ciò che essi avevano visto e fatto a quello che la gente necessita. Mentre noi tendiamo facilmente a ricercare personali soddisfazioni e umani appagamenti a discapito della vita altrui, il brano evangelico ci esorta a mettere da parte noi stessi per servire gli altri nel nome del Signore. Le attività e gli impegni potranno farci perdere di vista la nostra chiamata, per questo faccio mia la preghiera elevata alla vigilia della battaglia di Edgehill (23 ottobre 1642) dal Barone Lord Astley: “Signore, sai quante cose ho da fare oggi! Se ti dimentico, tu, non dimenticarmi, per amore di Gesù”.

 

Affare fatto

Il pastore George Thomas una domenica si recò in chiesa con una gabbietta e la sistemò vicino al pulpito. I fedeli si chiedevano cosa c’entrasse con la predica, e attendevano, desiderosi di sapere. “Ieri stavo passeggiando – cominciò il pastore –  quando vidi un ragazzo con questa gabbia. Nella gabbia c’erano degli uccellini spaventati. Lo fermai e gli chiesi: ‘Figliolo,cosa devi farci con quegli uccellini?’. E lui: ‘Li porto a casa per divertirmi;  gli strapperò le piume,… grideranno, soffriranno e io mi divertirò tantissimo’. Gli dissi: ‘Presto o tardi ti stancherai di loro, cosa ne farai?’. E il ragazzo: ‘Quando mi stancherò, ho dei gatti, cui piacciono gli uccelli, e li darò a loro’. Rimasi in silenzio per un momento, poi aggiunsi: ‘Quanto vuoi per questi uccellini?’. Il ragazzo fu sorpreso: ‘Perché li vuoi, sono uccelli di campo, non cantano, e non sono nemmeno belli?’ ‘Quanto vuoi?’ Pensando fossi pazzo mi chiese dieci dollari. ‘AFFARE FATTO’. Presi dieci dollari e glieli misi in mano. Presa la gabbia, la aprii e lasciai liberi gli uccellini”. Spiegato il perché della gabbia, il Pastore aggiunse: “Un giorno Satana tornò dall’Eden gonfio di superbia, e disse al Signore: ‘Ho appena catturato l’intera umanità con un’esca ottima… li ho presi tutti!’. ‘Cosa farai con loro?’, chiese Gesù. ‘Mi divertirò: gli insegnerò a odiare e farsi male a vicenda; gli insegnerò a fabbricare armi da guerra e ad ammazzarsi fra di loro; a rovinare sé stessi e quelli a loro più vicini’. ‘Ma poi ti stancherai, e cosa farai con loro?’, chiese Gesù. ‘Li ucciderò!’, esclamò Satana. ‘Quanto vuoi per loro?’ E Satana: ‘Questa gente è cattiva, ti odieranno, bestemmieranno il tuo nome e ti uccideranno. Non puoi volerli’. ‘Quanto?’, chiese di nuovo Gesù. Satana sogghignando: ‘Tutto il tuo sangue e le tue lacrime. La tua vita’. E Gesù: ‘AFFARE FATTO’. E pagò il prezzo”. Il pastore prese la gabbia e lasciò il pulpito.

 

lettura della Bibbia

29 agosto        Isaia 9-10; Matteo 19-20

30 agosto        Isaia 11-12; Matteo 21-22

31 agosto        Isaia 13-14; Matteo 23-24

01 settembre   Isaia 15-16; Matteo 25-26

02 settembre   Isaia 17-18; Matteo 27-28

03 settembre   Isaia 19-20; Marco 1-2

04 settembre   Isaia 21-22; Marco 3-4

Suggerimenti per la lettura biblica settimanale (dal 22 al 28 agosto)

A cura del fratello pastore Elpidio Pezzella.

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita.

Matteo 9:20-22

 

La condizione di questa donna era disperata oltre ogni umana comprensione. Ritenuta impura secondo la legge mosaica era estromessa dal tempio, le era impedito di entrare nella sinagoga e non c’era modo che avesse relazioni con altre persone. Tutto ciò perché quanti sarebbero venuti in contatto con lei sarebbero stati “impuri” per la Legge.

Religiosamente abbandonata a sé stessa, per dodici anni si affida alle cure mediche del tempo, dilapidando non solo le sue risorse economiche, ma venendo sottoposta a delle terapie che oggi ci farebbero sorridere.

Di fronte a un dramma personale si è pronti a tutto, anche a rinunciare alla propria dignità. Per lei però non ci fu soluzione, fin quando non incrociò Gesù. La sua fede la spinse a non badare alla Legge: chissà quanti aveva toccato prima di arrivare al Maestro, rendendoli tutti impuri per la Legge.

Il suo stesso toccare Gesù era contrario alle disposizioni del tempio, ma quando afferrò la veste accadde l’imprevedibile che lei sperava. Non contaminò il Cristo, e Questi la sanò.

Quando andiamo a Cristo non ci sarà peso, contaminazione, afflizione da limitarne l’opera. Anzi Egli riconoscerà la nostra audacia e testimonierà del nostro coraggio: “la tua fede ti ha …”.

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Ignaz Semmelweis

Alla fine del 1800, il dottor Ignazio Filippo Semmelweis scoprì che il 10 percento delle donne che andava alla sua clinica moriva di febbre puerperale, mentre il tasso di mortalità di una clinica vicina era inferiore al 4 percento. Osservò che nella sua clinica universitaria i dottori passavano direttamente dalle autopsie a far nascere dei bambini. Concluse che i corpi contaminavano le loro mani e causavano la febbre letale. Allora iniziò a consigliare ai dottori di strofinarsi le mani con una soluzione disinfettante. Alcuni suoi colleghi però credevano che fosse assurdo pensare che le mani di un dottore potessero essere impure o causare malattie. Ma Semmelweis insistette, stabilì come regola che i dottori della sua clinica si lavassero le mani prima di far nascere dei bambini. Di conseguenza, il tasso di mortalità scese subito del 90 percento. Nonostante i risultati incredibili del dottore ungherese, la mentalità di molti dottori di quel tempo non cambiò.

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Il 23 agosto ricorre la Giornata Internazionale per la memoria della Tratta degli Schiavi e per la sua Abolizione. Si levino preghiere per quanti sono vittime di traffici di vite umane e per coloro chiamati a trovare soluzioni.

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Lettura settimanale della Bibbia

22 agosto Cantico dei C. 3-4; Matteo 5-6
23 agosto Cantico dei C. 5-6; Matteo 7-8
24 agosto Cantico dei C. 7-8; Matteo 9-10
25 agosto Isaia 1-2; Matteo 11-12
26 agosto Isaia 3-4; Matteo 13-14
27 agosto Isaia 5-6; Matteo 15-16
28 agosto Isaia 7-8; Matteo 17-18