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Immacolata Concezione, 8 dicembre: una solennità che divide

Immacolata Concezione, 8 dicembre: una solennità che divide

Nella Chiesa Cattolica

Domani, 8 dicembre, nella chiesa cristiana cattolica si celebra con il grado di Solennità l'”Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria“.

Scrivo nel titolo che è una solennità che divide perchè nel mondo cristiano lo celebra solo la chiesa cattolica, come conseguenza del dogma proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854.

Secondo la formulazione del dogma, la Vergine Maria sarebbe stata concepita pura, senza peccato originale: Dio avrebbe cioè preservato Maria da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento nel grembo della madre, Sant’Anna.

Tale dogma è proprio solo della Chiesa Cattolica.

Immacolata Concezione, 8 dicembre: una solennità che divide - Murillo, Immacolata Concezione
Immacolata Concezione, 8 dicembre: una solennità che divide – Murillo, Immacolata Concezione

Nella Chiesa Ortodossa

La Chiesa Ortodossa non considera un dogma l’Immacolata Concezione di Maria.

Onora in modo particolare Maria, la dice investita di grazie e doni particolarissimi per la sua missione di Madre di Dio, ma non la considera senza peccato dal concepimento.

Riprendo dall’ortodosso Giustino Popovic (1894-1979):

La Chiesa ortodossa apostolica condanna e respinge la dottrine cattolica-romana sulla concezione immacolata della vergine Maria, e confessa che è stata concepita e messa al mondo per via naturale da san Gioacchino e sant’Anna, vale a dire che la sua concezione è stata bene sottomessa al peccato dei parenti. La santa Tradizione non chiama mai la santa vergine Maria ‘figlia primogenita di Dio’, non la separa mai dalla razza umana per la sua natura, per la concezione o la sua messa al mondo.

Il carattere della santa Vergine e Madre di Dio scaturisce non da una esenzione dal peccato ancestrale nella sua natura umana, ma dalla sua lotta e dalla sua vittoria sulla sozzura e sul peccato.

(clicca qui per leggere l’articolo completo).

Nella Chiesa Ortodossa – La Concezione di Sant’Anna

Riporto invece per intero, perchè la trovo esauriente, la risposta ad un lettore di un padre ortodosso sul sito della chiesa ortodossa di Torino. Premetto che il calendario bizantino, alla data dell’8 dicembre, celebra la vigilia della Concezione di Sant’Anna, madre di Maria.

Gli ortodossi celebrano il 9 dicembre la Concezione (anche se non la “Immacolata” Concezione) della Beata Vergine Maria nel grembo di Sant’Anna.

L’antica storia della Concezione di Sant’Anna narra di un evento miracoloso (perché Anna e suo marito Gioacchino erano vecchi, e Anna era sterile), anche se non dice nulla circa il peccato originale, perché la dottrina del peccato originale, esposta dal Beato Agostino di Ippona, non era ancora stata sviluppata quando questa storia è stata fondata nel culto cristiano.

Il senso di tutta la dottrina dell’Immacolata Concezione è collegato alla dottrina agostiniana del peccato originale, che vede il peccato come una macchia ereditaria di colpa.

La visione ortodossa, esposta da Padri come Efrem il Siro, dice che la sola parte ereditaria del peccato di Adamo ed Eva (il “peccato ancestrale”) è ciò che ci fa essere mortali. Agostino, d’altra parte, è stato il primo tra i Padri della Chiesa a proporre un’eredità della colpa. Ciò significherebbe che il Figlio di Dio ha preso carne non solo in un grembo mortale, ma in un grembo colpevole… e questo distruggerebbe tutta la venerazione della Madre di Dio come la “tutta pura”, come è sempre stata chiamata.

In realtà, ci sono voluti circa quattro secoli per sviluppare una dottrina della “esenzione” della Madre di Dio dal peccato originale agostiniano: il primo a proporre una tale teoria fu l’abate carolingio Pascasio Radberto di Corbie nel IX secolo. Prima di allora, nessuno (neppure lo stesso Beato Agostino!) aveva scritto nulla su uno status speciale della Vergine Maria. Il dibattito è andato avanti con polemiche nella Chiesa cattolica romana, con i francescani come difensori della dottrina dell’esenzione, e i domenicani come suoi avversari. Nemmeno i mistici cattolici erano d’accordo: Brigida di Svezia e Caterina da Siena ebbero due rivelazioni opposte, una a favore e una contraria alla nuova dottrina.

Anche alcuni santi ortodossi, come San Dimitri di Rostov, hanno accettato la dottrina dell’Immacolata Concezione, ma non essendo motivati dalla teologia agostiniana, vedevano il termine come un semplice riflesso dello status di “tutta pura” attribuito alla Vergine Maria.

Quando la dottrina è stata trasformata in un dogma cattolico nel 1854, tuttavia, è stata specificamente legata alla teologia agostiniana, in modo da non essere più una questione di speculazione sulla purezza della Theotokos, ma di accettazione dogmatica di una dottrina particolarmente pessimistica del peccato, proposta da un Padre della Chiesa (e da uno solo, contro il consenso degli altri Padri). Gli ortodossi obiettano che la nuova dottrina svilisce la Vergine Maria (invece di esaltarla), scindendo la sua umanità da quella del resto del genere umano.

La proclamazione del dogma nel 1854 ha avuto altre due conseguenze:

– Ha visto la proclamazione di un dogma da parte del solo Papa di Roma, e non per il consenso della Chiesa;

– Ha cambiato il tradizionale periodo di gestazione di Maria Vergine (9 mesi meno un giorno, dall’8 settembre al 9 novembre) in una replica del periodo di gestazione di Gesù Cristo (9 mesi esatti, dal 25 marzo al 25 dicembre). Poiché 9 mesi erano stati considerati il ​​tempo ideale della gestazione umana, la Chiesa ha tolto un giorno alla Vergine Maria per sottolineare che solo Gesù è l’esempio perfetto del genere umano (proprio come ha fatto con Giovanni Battista, “il più grande tra i nati di donna”, al quale è stato dato un periodo di gestazione di 9 mesi più un giorno, dal 23 giugno al 24 settembre). Naturalmente, non abbiamo alcun mezzo per sapere quanti giorni o ore siano rimasti nel grembo delle loro madri i diversi personaggi biblici, né i tempi reali sarebbero davvero importanti, ma il simbolismo della tradizione cristiana era chiaro, e la Chiesa romana ha sovvertito questo simbolismo mettendo la Vergine allo stesso livello di Cristo.

Immacolata Concezione, 8 dicembre: una solennità che divide - Icona della Concezione di Sant'Anna
Immacolata Concezione, 8 dicembre: una solennità che divide – Icona della Concezione di Sant’Anna

Nelle Chiese Evangeliche

Nelle Chiese cristiane evangeliche, in conseguenza dell’applicazione del principio di Sola Scriptura, la questione di una accettazione del dogma dell’Immacolata non si pone perchè non esiste alcun fondamento biblico di una simile dottrina.

Si sostiene generalmente che “Dalla letteratura apocrifa [non dalla Bibbia] proviene quasi tutto quel che si crede di sapere della Vergine Maria: i nomi dei suoi genitori, Gioacchino ed Anna, la sua nascita tardiva, annunziata da un angelo, la sua educazione nel Tempio, il suo voto di verginità perpetua, in seguito al quale è affidata a Giuseppe, vecchio e vedovo, designato dal prodigio della colomba uscita dalla sua verga. Dal Protevangelo di Giacomo, in particolare, Origene aveva appreso che i «fratelli del Signore» erano figli di Giuseppe in un precedente matrimonio.”.

Come riassumere il pensiero Cattolico Romano su Maria?

Ciò che la Chiesa Cattolica Romana afferma intorno al personaggio di Maria, madre di Gesù, può essere racchiuso nei seguenti punti:

1. Maria è Madre di Dio in senso vero e proprio. È di fede (BARTMANN B. Teologia Dogmatica” Ediz. Paoline, Alba, 1963, par. 108).

2. Maria concepì e partorì suo Figlio Gesù senza danno per la sua verginità, e restò vergine anche dopo il parto. È di fede (BARTMANN, Op. cit.. par. 109).

3. Maria, dal primo istante della sua concezione, per una grazia speciale, è stata preservata pura da ogni macchia di peccato originale. È di fede (BARTMANN, Op. cit.. par. 110).

4. In grazia di un privilegio divino, Maria fu esente, durante tutta la vita, dal peccato personale. È verità prossima alla fede (BARTMANN, op. cit., par. 110 II).

5. È la corredentrice del genere umano e la mediatrice di tutte le grazie. È inoltre la madre della Chiesa (Cost. dogm. Lumen Gentium, cap. VIII).

6. È stata assunta col corpo alla gloria celeste. È di fede (Acta Ap. Sedis n. 15 del 4 nov. 1950).

Cosa ci dice di Maria la Scrittura?

Anche qui scelgo come qui un testo riassuntivo che riprendo dal sito di una chiesa evangelica italiana, quella di Foggia.

La Bibbia ci presenta la figura di Maria come una fanciulla vergine, la promessa sposa di Giuseppe, un uomo discendente dal re Davide (Luca 1:26,27).

Il concepimento di Gesù avvenne in modo soprannaturale, per intervento diretto dello Spirito Santo; anche i segni che accompagnarono questo evento furono soprannaturali (Matteo 1:18-25).

Maria non possedeva attributi straordinari che la rendessero più meritevole di altre donne di essere designata da Dio ad accogliere nel suo grembo il Salvatore Gesù. Lei stessa riconobbe la sua umile condizione (Luca 1:48), e l’angelo le disse che la «grazia di Dio» (grazia = favore immeritato) le aveva riservato questo grande onore (Luca 1:30).

Nell’atteggiamento di umile sottomissione e di fede, Maria rappresenta per ogni credente un modello di condotta da imitare (Luca 1:38).

Maria sposò Giuseppe il quale, per rispetto reverenziale verso quello che Maria custodiva, non ebbe con lei rapporti sessuali («non la conobbe») finché non ebbe partorito (Matteo 1:25).

In seguito Maria ebbe altri figli: Gesù è infatti chiamato il «primogenito» (Luca 2:7).

Alle nozze di Cana, Gesù non diede particolare importanza a Sua madre che pure era presente insieme ai suoi fratelli (Giovanni 2:4; Matteo 12:46-50).

Il Vangelo ci mostra altrove un atteggiamento di Maria a dir poco scettico nei riguardi di una presunta messianicità del Figlio: «…sua madre ed i suoi fratelli…, udito ciò, vennero per impadronirsi di Lui, perché dicevano: E’ fuori di sé» (Marco 3:31,21).
Ciò è confermato anche da ciò che ci riferisce l’apostolo Giovanni: «…neppure i suoi fratelli credevano in lui» (Giovanni 7:5).

Gli apostoli del Signore non ebbero particolari riguardi per Maria: Gesù non lasciò loro alcuna istruzione a riguardo se non un appello d’amor filiale a prendersi cura di lei (Giovanni 19:26,27).

Nell’alto solaio, Maria prega insieme agli altri discepoli in attesa di ricevere il battesimo nello Spirito Santo (Atti 1:14).

Nelle epistole del Nuovo Testamento non vi è alcuna allusione ad una mediazione di Maria a favore dei credenti. Ella, inoltre, non parla mai di una sua concezione immacolata: al contrario nel Magnificat parla del suo Salvatore, un vero e proprio controsenso se fosse stata senza peccato! (Luca 1:47).

In un contesto scritturale così chiaro, che non lascia spazio ad alcuna deviazione dalla verità del Vangelo, le parole di Gesù sembrano voler prevenire l’indebito culto di Maria per condannarlo (Luca 11:27. 28).

Considerazioni bibliche su Maria

La fede del cristiano deve essere una fede chiara, che onora Dio nel cammino di fedeltà alla Sua Parola – una fede che sa distinguere tra i salvati e il Salvatore.

Infatti: – In nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati (Atti 4:12).

Maria ci insegna che il vero rapporto con Cristo si realizza nel contesto della fede vissuta nell’assemblea dei credenti. L’ultima volta che Maria è ricordata nel Nuovo Testamento è, così come è stato in precedenza menzionato, insieme agli apostoli, il giorno di Pentecoste, a Gerusalemme, in attesa di ricevere ciò che Gesù aveva promesso ai suoi (Atti 2:14). Subito dopo Maria scompare dalla scena.

Delle dozzine di dottrine insegnate dalla Chiesa cattolica romana senza il minimo di appoggio dell’autorità delle Scritture, una delle più notevoli, e certamente delle più anti-bibliche, è l’esaltazione della Vergine Maria, la madre di Gesù.

Ogni cristiano ringrazia Dio per Maria perché è stata lo strumento dell’incarnazione di Cristo, e la onoriamo come «vaso scelto» di Dio, ma attribuirle uno status al limite della divinità è idolatria e culto della creatura.

(clicca qui per leggere il testo completo)

Ieri Nicola, oggi Ambrogio, avversari dell’arianesimo

Ieri Nicola, oggi Ambrogio, avversari dell’arianesimo

Nicola e lo schiaffo

La liturgia della Chiesa ieri faceva memoria di Nicola di Myra, Vescovo, che avversò in ogni modo l’arianesimo. Una perniciosa eresia, tuttora assai diffusa tra i cristiani, che vede Gesù come vero uomo ma non altrettanto come vero Dio. Al massimo un semi Dio, o un uomo divinizzato ed investito da grandi poteri.

Gesù come uno dei profeti, magari il più grandedi essi, ma un profeta umano. Gesù come uno dei tanti avatar della divinità di Dio.

La tradizione racconta di un Nicola partecipante al concilio di Nicea e del suo “schiaffo” al monaco Ario. Schiaffo reale o schiaffo teologico? Comunque Ario fu ridotto al silenzio in quell’occasione.

Ieri Nicola, oggi Ambrogio, avversari dell'arianesimo - Frammento di icona ortodossa con lo schiaffo di Nicola ad Ario
Ieri Nicola, oggi Ambrogio, avversari dell’arianesimo – Frammento di icona ortodossa con lo schiaffo di Nicola ad Ario

Ambrogio e l’occupazione

Oggi la liturgia ricorda il Vescovo di Milano, Ambrogio, che acquistò quella carica in un momento in cui lo scontro tra vera fede cristiana ed eresia ariana era particolarmente accesa. Ed anche lui si oppose in ogni modo a quell’eresia.

Se Nicola schiaffeggiò Ario, Ambrogio arrivò ad occupare una chiesa per evitare che l’imperatore la concedesse agli eretici.

Scrive Wikipedia che Ambrogio…

Si mostrò in prima linea nella lotta all’arianesimo, che aveva trovato numerosi seguaci a Milano e nella corte imperiale. Si scontrò per questo motivo con l’imperatrice Giustina, di fede ariana e probabilmente influì sulla politica religiosa dell’imperatore Graziano che, nel 380, inasprì le sanzioni per gli eretici e, con l’editto di Tessalonica, dichiarò il cristianesimo religione di Stato. Il momento di massima tensione si ebbe nel 385-386 quando, dopo la morte di Graziano, gli ariani chiesero insistentemente con l’appoggio della corte imperiale una basilica per praticare il loro culto. L’opposizione di Ambrogio fu energica tanto che rimase famoso l’episodio in cui, assieme ai fedeli cattolici, “occupò” la basilica destinata agli ariani finché l’altra parte fu costretta a cedere.

Per approfondire la questione dell’arianesimo e del semi-arianesimo oggi ancora forti ed influenti, specie il secondo, vi rimando ad un interessante articolo di Roberto de Mattei intitolato “Semi-ariani di ieri e di oggi“.

Invece per approfondire la conoscenza di Ambrogio, trovo ottima cosa proporvi la lettura di una catechesi sulla sua figura, di Papa Benedetto XVI, intitolata, da una frase di Ambrogio, Omnia Christus est nobis.

Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite

Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite

Il testo biblico (Isaia 21)

11 Oracolo sull’Idumea.
Mi gridano da Seir:
«Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».
12 La sentinella risponde:
«Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!».

Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite
Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite

Un breve commento

Quanto siamo simili a quegli israeliti, che di continuo interrogavano la sentinella… Quanto resta della notte?, Quanto resta della notte? Vorremmo sapere quando finirà questa o quella esperienza di buio, di mancanza, di povertà di senso.

Ma la sentinella, il profeta di Dio, non risponde. Risponde rammentandoci che siamo creature, che il tempo per noi ha una dimensione finita, che inizia al mattino e finisce la notte, e poi così, via, di nuovo.

Possiamo e dobbiamo domandare, è umano che domandiamo, che ci interroghiamo, ma la “soluzione” e nelle ultime due parole del testo biblico.

La soluzione è convertirsi, lasciare il nostro punto di vista e sposare quello di Dio. La soluzione è venire, venire al Cristo, seguire il Cristo, amare il Cristo, amare la Sua Croce, la nostra notte,le nostre notti, da prendere con noi, su di noi, e da portare dove e quando il Signore vorrà.

Quanto resta della notte lo sa solo Dio, a noi spetta di vegliare, illuminati dalla Sua ineffabile Luce, dalla ineffabile Luce della Sua Parola.

Amen. Alleluia!

La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via

La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via

Cosa dite? Non lo dice solo la Riforma? È un assunto comune tra le chiese cristiane? Mica tanto vero direi.

Intanto le chiese riformate storiche per la maggior parte il Solus Christus lo hanno buttato alle ortiche, assieme al Sola Scriptura, per correre appresso alle attualizzazioni, alla sociologia spicciola, al tutte le strade sono buone, alla Bibbia pret-a-porter.

E a giudicare dalle dichiarazioni di Papa Francesco (che delusione!!!) su Francesco d’Assisi e Buddha che sarebbero ugualmente nostre guide, parte della chiesa cattolica è sulla stessa nefanda strada. Tutto pare “fare brodo”, tutto mischiato nello stesso minestrone sincretico e politicamente corretto.

La Parola di Dio, non io, non qualche scellerato “fondamentalista” cristiano, dice che Gesù Cristo è Via, Verità e Vita. La Sola Via, la Sola Verità, la Sola Vita.

Non ce ne sono altre! Possono esserci sentimenti o sensazioni che ci fanno pensare di essere sulla stessa strada, o che fanno si che siamo realmente sulla stessa strada, ma alla fine una scelta occorre farla! Occorre farla. E o si sceglie la via della Croce, la strada meno battuta di cui scrivevo ieri, o si sceglie la strada del compromesso, del tradimento parziale, del tiepidume. E si finirà vomitati quando sarà il tempo opportuno.

Cristo Unica Via

Cristo Unica Via è la sola Verità praticabile per ogni chiesa cristiana, per ogni credente cristiano, se vuole essere degno della Grazia che il Signore ci ha donato, a costo di morire sulla Croce.

Francesco d’Assisi parlava di un Vangelo da seguire sine glossa, senza aggiunte ed omissioni, di una Scrittura Sacra per la quale valeva la pena sacrificare ogni cosa, ogni realtà della propria vita.

Questa consapevolezza è la sola, vera, unica “illuminazione”. E non è qualcosa a cui l’uomo può giungere con i suoi sforzi o con le sue pratiche ascetiche, di qualsiasi tipo esse siano.

La Verità è rivelata!  È  un dono di Dio, non qualcosa a cui l’uomo può arrivare con le sue forze. Con il suo buon senso, il bon ton, il vivere in pace di cui parlano tanto.

Perchè la pace di Cristo, anche questo lo dice il Vangelo, non lo dico io, non è la pace di questo mondo, non si dà come il mondo crede di darsi pace, non è la stretta di mano o l’abbraccio frettoloso che ci scambiamo nei nostri luoghi di culto.

La pace di Cristo passa per l’Eucaristia, il sacrificio, la Passione, la Croce, l’accettazione dei doni dello Spirito, quali essi siano, l’impegno ad evangelizzare il mondo anche quando si viene rifiutati, rigettati, derisi, o uccisi per questo.

Io sono la Luce!, dice Gesù. Io sono la Via, la Verità e la Vita! Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me!

Passeranno i cieli, passerà la terra, ma la mia Parola non passerà! Neppure uno iota di questa legge perirà. Sarà la terra a perire nell’ultimo giorno. Periranno i falsi dottori, i demoni travestiti da angeli di luce, i potenti di questo mondo, i servi del satana.

Mi pare che in tante parti delle chiese cristiane si sia diffusa la più perniciosa delle eresie. Quella di credere che tutti o quasi saranno salvati. Qualsiasi cosa si sia fatta nella vita. Non è così. Dio può perdonare ogni peccato, lo dice la Scrittura, ma noi non possiamo decidere, non possiamo decidere noi, o dare per scontato quello che perdonerà o quello no.

Se crediamo così, allora facciamo pure un’unica indistinta chiesa dei cristiani che si vogliono bene (non più di due ore a settimana però!), celebriamo un unico culto fasullo ai nostri idoli di bon ton, pasteggiamo a pane e vino, e torniamocene a casa tutti apparentemente contenti.

Non è la Chiesa che mi interessa. Io amo la Chiesa di Cristo. E la Chiesa di Cristo o è costruita su Cristo, sul Verbo di Dio, sulla Parola, sulla Roccia della nostra salvezza, o è una delle tante chiesette (o tempio, o stupa, o moschea, o quello che vi pare) costruita sulle nostre certezze del momento, sabbia che sfugge tra le mani, sabbia che tanti si ritroveranno tra i denti.

Vegliate e pregate, dice Gesù, ed io veglio e prego, perchè l’Eterno, Benedetto Egli sia, mi liberi da questa demoniaca tentazione. Di pensare che posso farcela da solo, che la Chiesa possa farcela da sola, senza il Cristo, senza la Parola di Dio.

La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via
La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via

Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by

Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by

The Road Not Taken

Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

Due strade divergevano in un bosco, ed io —
Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza .

(Robert Frost, The Road Not Taken, 1916)

Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by
Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by

Le due vie

Salmi 1:6

Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

La sola Via

Luca 9:23

Se uno vuol venire dietro a me,
rinunci a se stesso,
prenda ogni giorno la sua croce
e mi segua. 

 

Che l’Eterno, Benedetto Egli sia, mi aiuti sempre a mantenermi sulla Sua Via, la Via della Sua Parola di Verità, la Via della Vita, segnata dalla Croce del Suo Figlio, marcata dai doni del Suo Spirito.

Amen. Alleluia!

Athanasius Contra Mundum: figli della luce e non del mondo!

 

Athanasius Contra Mundum

“Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portare il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato.

Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.

(…)

Anche se tutto il mondo fosse contro di me, io persisto a portare avanti la mia lotta, sicuro che trionferà contro ogni opposizione la verità del Dio vero e vivente scolpita nelle Sacre Scritture”.

Athanasius Contra Mundum: figli della luce e non del mondo!
Athanasius Contra Mundum: figli della luce e non del mondo!

Sant’Atanasio di Alessandria su Wikipedia

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati

Il testo biblico

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati

1 Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità.

3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.

5 Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesú uomo, 6 che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo, 7 e della quale io fui costituito predicatore e *apostolo (io dico il vero, non mento), per istruire gli stranieri nella fede e nella verità.

(1 Timoteo 2)

Il commento video del pastore Elpidio Pezzella

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati
Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati

Credo in un solo Dio, dei vivi! (Luca 20:27-44)

Credo in un solo Dio, dei vivi! (Luca 20:27-44)

Il testo biblico

27 Poi si avvicinarono alcuni sadducei, i quali negano che ci sia risurrezione, e lo interrogarono, dicendo: 28 «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se il fratello di uno muore, avendo moglie ma senza figli, il fratello ne prenda la moglie e dia una discendenza a suo fratello”.

29 C’erano dunque sette fratelli. Il primo prese moglie, e morì senza figli. 30 Il secondo pure la sposò; 31 poi il terzo; e così, fino al settimo, morirono senza lasciare figli. 32 Infine morì anche la donna. 33 Nella risurrezione, dunque, di chi sarà moglie quella donna? Perché tutti e sette l’hanno avuta per moglie».

34 Gesù disse loro: «I figli di questo mondo sposano e sono sposati; 35 ma quelli che saranno ritenuti degni di aver parte al mondo avvenire e alla risurrezione dai morti, non prendono né danno moglie; 36 neanche possono più morire perché sono simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione. 37 Che poi i morti risuscitino, lo dichiarò anche Mosè nel passo del pruno, quando chiama il Signore, Dio di Abraamo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.

38 Ora, egli non è Dio di morti, ma di vivi; perché per lui tutti vivono».

39 Alcuni scribi, rispondendo, dissero: «Maestro, hai detto bene». 40 E non osavano più fargli alcuna domanda.

(Luca 20)

Credo in un solo Dio, dei vivi! (Luca 20:27-44)
Credo in un solo Dio, dei vivi! (Luca 20:27-44)

Un breve commento

Ha del surreale questa discussione tra i sadducei, che, si badi alla precisazione dell’evangelista Luca all’inizio, non credono alla resurrezione, e Gesù.

I sadducei pongono a Gesù una questione su quella che era conosciuta come la legge del levirato. Una sposa per sette fratelli, uno dopo l’altro. Surreale anche questo. Ma anche poco umano. La sposa viene vista come una sorta di soprammobile, una specie di oggetto di proprietà, una eredità che passa da un fratello all’altro.

E dopo la morte terrena della sposa? Si chiedono i sadducei? Nella resurrezione di chi sarà moglie? Ancora più surreale! Se non credi nella resurrezione, se credi che la vita si esaurisca nell’esistenza terrena, perchè fai questa domanda?

Però Gesù risponde.

Primo, risponde che la donna, la moglie, è una persona, con una sua inimitabile dignita. Come tutti e sette i fratelli che la hanno sposata uno dopo l’altro. L’hanno sposata in questa vita, giacchè nella vita eterna non ci sono mogli e mariti e soprattutto nessuno è proprietà di nessuno. Tutti siamo creature di Dio, tutti siamo ugualmente figli della resurrezione. Come? Non sta a noi saperlo. Lo sapremo quando Dio stabilirà che lo dobbiamo sapere.

Secondo, risponde che agli occhi di Dio i nostri cari defunti, a partire da Abramo, Isacco e Giacobbe, non sono morti, ma vivi. Perchè per noi esiste la distinzione tra vita terrena e vita eterna, tra vita prima del concepimento, vita intrauterina, vita dopo il parto, vita ultraterrena… Ma per Dio esistiamo noi ed esiste la nostra vita. Una vita. In Lui.

Occorre perciò che noi crediamo in un solo Dio, che è Dio dei vivi.
Che crediamo in una sola vita, che ha un solo senso, in Lui.

38 Ora, egli non è Dio di morti, ma di vivi; perché per lui tutti vivono». 39 Alcuni scribi, rispondendo, dissero: «Maestro, hai detto bene». 40 E non osavano più fargli alcuna domanda.

Smettiamo di fare domande, e concentriamo sul vivere una vita per Lui, con Lui, in Lui.

Amen.

Gli atei non esistono

Gli atei non esistono

Gli atei non esistono.
Esistono solo dei poveri uomini peccatori, che si vergognano di ammettere, anche con se stessi, di considerare un dio se stessi.

Il proprio essere, il proprio denaro, il proprio piacere, i propri beni. Ognuno ha uno o più dei.

Ma di Dio, Vero, ce n’è uno solo. E i cosidetti atei fanno la scelta di non obbedirgli in questa vita. E su questa scelta saranno giudicati.

Gli atei non esistono
Gli atei non esistono

Gesù piange su Gerusalemme (Luca 19:41-44)

Gesù piange su Gerusalemme (Luca 19:41-44)

Il testo del Vangelo del giorno

Mt 23:37-39; Lu 13:34, 35; 21:20-24; 3:9; Gr 8:18-9:1

 

41 Quando fu vicino, vedendo la città, pianse su di essa, dicendo: 
 
42 «Oh se tu sapessi, almeno oggi, ciò che occorre per la tua pace! Ma ora è nascosto ai tuoi occhi. 
 
43 Poiché verranno su di te dei giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, ti accerchieranno e ti stringeranno da ogni parte; 44 abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata».

 

Gesù piange su Gerusalemme (Luca 19:41-44)
Gesù piange su Gerusalemme (Luca 19:41-44)

Un breve commento

Gesù piange. Piange su Gerusalemme che non lo riconosce come Unico Signore, che non lo riconosce come vero Re, che indica la Via, e dona la Vita vera.
Il testo ci prepara all’ultima domenica dell’anno liturgico, in cui celebriamo la Signoria assoluta di Dio sulla nostra vita, attraverso gli insegnamenti che ci vengono dal Cristo, dal Verbo dall’Incarnazione della Parola di Dio.
Non sembri quanto scrivo una ripetizione. C’è una eresia diffusa oggi che consiste nel dire che il Cristo si, la Bibbia no. Che è un’assurdo, perchè il Cristo è il Verbo, è la Bibbia, tutta la Bibbia, non una sola parte.
Non solo la parte che ci piace, o che suona meglio agli orecchi del mondo che ci circonda, ma tutta la Scrittura. Neppure uno iota perisce per la venuta del Cristo, anzi, al contrario. Anche il più picolo iota trova il compimento in Cristo Gesù.
Lo iota diventa la più maiuscola delle lettere.
Una lettera che parla di vita, una lettera che dice vita, che dice salvezza, che dice giustizia, che dice misericordia.
Gesù piange su Gerusalemme. Piange su ciascuno e ciascuna di noi che non lo riconosce, che non lo segue. E, così facendo, lascia che le mura della sua vita vadano in rovina.
Gesù piange, e poi muore per noi, per darci l’esempio. Morire al mondo, per rivivere in Lui.
Che Egli accresca la nostra fede!