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The Butterfly Circus – Il Circo della Farfalla

The Butterfly Circus – Il video

The Butterfly Circus – L’occasione

Sara ha visto Bebe Vio in televisione, mi ha fatto tante domande, le ho parlato di Nick Vujicic (sto leggendo il suo secondo libro, “Non smettere di crederci mai“, preso dai fratelli della CLC) e le ho promesso in regalo questo meraviglioso cortometraggio. In attesa di darle il suo DVD, glielo e ve lo anticipo sul mio blog. 

Nick Vujicic

Nicholas James Vujicic (Melbourne, 4 dicembre 1982) è un predicatore e uno speaker motivazionale australiano, direttore di Life Without Limbs, un’organizzazione per i disabili. Di religione evangelico pentecostale, regolarmente tiene discorsi in tutto il mondo sulla sua fede e speranza nella persona di Gesù Cristo e su come l’abbia liberato dal peso emotivo legato alla sua disabilità. Primogenito di una famiglia serba cristiana, Nick Vujicic nacque a Melbourne, Australia con una rara malattia genetica: la tetramelia; è privo di arti, senza entrambe le braccia, e senza gambe eccetto i suoi piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Inizialmente, i suoi genitori rimasero scioccati per questo. La sua vita è stata piena di difficoltà. Non ha potuto frequentare la scuola tradizionale a causa del suo handicap, come la legge australiana richiede. Durante il suo periodo scolastico, la legge fu cambiata, e Nick fu uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale. Ha imparato a scrivere usando le due dita del suo “piede” sinistro, e un dispositivo speciale che si aggancia al suo grande alluce. Ha anche imparato ad usare un computer e a scrivere usando il metodo “punta tacco” (come mostra durante i suoi discorsi), lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d’acqua (anche questo mostrato nei suoi discorsi).Preso di mira dai bulli della scuola, Nick diventò estremamente depresso, ed all’età di otto anni, cominciò a pensare al suicidio. Dopo aver supplicato Dio di fargli crescere braccia e gambe, Nick comprese che le sue condizioni erano di ispirazione per molte persone, e cominciò a ringraziare Dio di essere vivo. Un punto chiave della sua vita fu quando sua madre gli mostrò un articolo di giornale che parlava di un uomo che viveva con grandi difficoltà dovute ai suoi handicap. Questo gli fece capire di non essere il solo a vivere con grandi difficoltà. Quando aveva diciassette anni, cominciò a parlare con il suo gruppo di preghiera, e finalmente cominciò la sua organizzazione non-profit, Life Without Limbs. Il 12 febbraio 2012 ha sposato Kanae Miyahara

Quel che oggi è necessario è il Cristianesimo!

Il cristianesimo e il solo necessario

Cosa è necessario oggi (alla chiesa? ai credenti?)

Leggo oggi, sul giornale online “La fede quotidiana” un articolo sul convegno “La giustificazione, il Vangelo della grazia”, organizzato dal Monastero Interconfessionale di Bose.

In questo (per leggerlo interamente questo è il link), viene data importanza all’intervento del cardinale Kasper che avrebbe dichiarato che

Ciò che è necessario oggi è un Cattolicesimo evangelico e un Protestantesimo cattolico, in cui, sulla base di unità condivisa fondata sul battesimo, cattolici e luterani si concentrino congiuntamente sull’evangelizzazione”.
Secondo il cardinale “per la gente comune i dibattiti confessionali sono diventati obsoleti” ed ha aggiunto che “se non vogliamo che le chiese si svuotino ancora di più, abbiamo bisogno di concentrarci sull’essenziale
”.

Parole in libertà

Parole in libertà a mio parere.
Notate come tutto sia concentrato sulle appartenenze confessionali, che pure sono storicamente rilevanti.
Si parla di cattolicesimo evangelico e di protestantesimo cattolico.

Parole in libertà, sottolineo.
Quello che è necessario è un Cristianesimo autentico!
Parole come cattolico, evangelico, protestante non hanno alcun valore senza un chiaro, esplicito e non compromesso riferimento al Cristo!

L’obbedienza alla Parola, al Cristo, alla Croce

Un cristianesimo fondato, come da Lui stesso richiesto, sulla medesima obbedienza che il Figlio ebbe alla Parola del Padre.
Anche quando questa, cosa sommamente scomoda, lo condusse sulla Croce.

Fu quell’obbedienza, quella Croce che causò una volta per tutte la possibilità di salvezza per l’intera umanità e per ciascuno di noi, compreso chi in questo momento legge o scrive questo blog.

Quello che, SOLO, è necessario è l’obbedienza assoluta alla Parola di Dio, alla Parola dell’Eterna, completamente e compiutamente rivelata nella Sacra Scrittura, l’unico nostro vero tesoro.

Non ci salva, nè mai ci salverà, il modo di presentare a noi stessi ed agli uomini la salvezza… più protestante, più cattolico, più ortodosso, più evangelico…

Non ci salva, nè mai ci salverà, l’assecondare o lo sforzarsi di comprendere il mondo nei suoi deliri, nelle sue follie, nelle disobbedienze alla Parola di Dio creatore.
Al contrario.
Questo non farà che avvicinare la nostra condanna.

Cosa interessa alle chiese?

I dibattiti confessionali di cui parla il cardinale Kasper sono tutt’altro che obsoleti, se attraverso questi si cerca il modo più pieno e  vero che sia possibile a noi peccatori di ascoltare, pregare ed obbedire alla Parola di Dio.

Ma a certi uomini di chiesa o sedicenti tali non interessa questo. Interessa essere approvati e lodati dal mondo, interessa portare avanti le proprie opere personali o le opere delle proprie congregazioni, confessioni o altro, e quindi avere i finanziamenti e le donazioni di chi conta e può.

Interessa avere i fondi per mantenere aperti i propri luoghi di culto o stipendiare i loro dipendenti, chierici o laici che questi siano (nella stessa direzione va l’articolo del settimanale Riforma che parla delle difficoltà enomiche delle chiese valdometodiste italiane, giustamente criticato dal pastore Paolo Castellina).

“Chi sono io per giudicare?”

E si finisce così per mostrarsi comprensivi e tolleranti quando non addirittura condiscendenti verso comportamenti e parole che sono chiaramente e completamente condannati nella Scrittura; si dice “chi sono io per giudicare“.

E’ giusto badate. Chi sono io per giudicare un qualcosa o un qualcuno che è già chiaramente giudicato e condannato nella Parola di Dio?
La Parola di Dio giudica.
La Parola di Dio divide il mondo in giusti ed empi.
La Parola di Dio dispone gli uni per la salvezza, gli altri per l’eterna dannazione.

L’ultima Parola sarà di Dio, perchè la prima è stata la Sua.
La Parola Creatrice e la Parola Redentrice sono un tutt’uno.
Perchè il Verbo era con Dio fin dal principio.
Nulla è stato fatto senza di Lui.
E lo Spirito dall’inizio era con il Padre e il Figlio, era il Soffio di Dio che alitava sulle acque.

L’obbedienza alla Parola della Trinità

L’obbedienza alla Parola è la sola cosa necessaria.
L’obbedienza al Cristo.
L’obbedienza alla Croce.

Come abbiamo ascoltato oggi, Domenica della Trinita
(Giovanni 3:16-18):

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Leggere ed esser letto

Leggere ed esser letto, la domanda

“Ma leggi solo la Bibbia ormai”? Mi ha chiesto qualcuno?

Leggere ed esser letto, una prima risposta

Una prima risposta. Direi di no. Tra le ultime cose lette  la raccolta di racconti “La Vendetta” di Agota Kristof ed il noir L’assassino, il prete, il portiere” di Jonas Jonasson.  In corso di lettura “Cristo in tutte le Scritture” di Hodgkin.

Leggere ed esser letto, una seconda risposta

Una seconda risposta. In due tempi.

Primo tempo, non vedo cosa ci sarebbe di male. La Bibbia è Parola di Dio. Dal punto di vista letterario è composta da tanti libri, di diverso genere. Uno più bello ed interessante dell’altro. Non mi stanco mai della poesia dei Salmi, o delle storie dei Patriarchi, del Vangelo di Gesù, delle Lettere paoline ed apostoliche, delle visioni dei Profeti e dell’Apocalisse.

Secondo tempo. La Bibbia non è un libro, o una raccolta di libri come tanti. La Bibbia è Parola di Dio. A noi può sembrare di leggerla, ma in realtà è Lei che ci legge.

Sono creatura di Dio. Dio mi ha creato. Dio mi conosce prima di me. Dio mi conosce dall’eternità. Leggendo la Bibbia, la Parola di Dio, in Cristo, Parola di Dio incarnata, io in realtà vengo letto, e scopro quanto Egli vuole che io conosco su di me, su chi sono, su da dove vengo e dove vado.

La Bibbia mi legge.

È la terza risposta. Ed è definitiva.

 

Leggere ed esser letto
Leggere ed esser letto

 

 

I diritti del re, ovvero l’arbitrio del potere

1Samuele 8

Israele chiede un re
1 Quando Samuele diventò vecchio costituì giudici d’Israele i suoi figli. 2 Il primogenito si chiamava Joel e il secondo Abiah; essi facevano i giudici a Beer-Sceba. 3 I suoi figli però non seguivano le sue orme, ma si lasciavano sviare da guadagni illeciti, accettavano regali e pervertivano la giustizia. 4 Allora tutti gli anziani d’Israele si radunarono, vennero da Samuele a Ramah, 5 e gli dissero: «Ecco, tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non seguono le tue orme; or dunque stabilisci su di noi un re che ci governi come avviene per tutte le nazioni». 6 Ma la cosa dispiacque a Samuele perché avevano detto: «Dacci un re che ci governi».

Perciò Samuele pregò l’Eterno. 7 E l’Eterno disse a Samuele: «Ascolta la voce del popolo in tutto ciò che ti dice, poiché essi non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni su di loro. 8 Si comportano con te, come hanno sempre fatto dal giorno in cui li ho fatti uscire dall’Egitto fino ad oggi: mi hanno abbandonato per servire altri dèi. 9 Ora dunque ascolta la loro richiesta, ma avvertili solennemente e dichiara loro i diritti del re che regnerà su di loro».

Serio avvertimento circa il re

10 Così Samuele riferì tutte le parole dell’Eterno al popolo che gli domandava un re.

11 E disse: «Questi saranno i diritti del re che regnerà su di voi. Egli prenderà i vostri figli, per destinarli ai suoi carri e farli suoi cavalieri, e perché corrino davanti ai suoi carri; 12 per farli capitani di migliaia e capitani di cinquantine, per metterli ad arare i suoi campi, a mietere la sua messe, a fabbricare le sue armi da guerra e gli attrezzi dei suoi carri. 13 Prenderà le vostre figlie per farne profumiere, cuoche e fornaie. 14 Prenderà i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti, i migliori che avete, per darli ai suoi servi. 15 Prenderà la decima delle vostre sementi e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servi. 16 Prenderà i vostri servi, le vostre serve, i vostri giovani migliori e i vostri asini per usarli nei suoi lavori. 17 Prenderà anche la decima delle vostre greggi, e voi sarete suoi schiavi. 18 Allora in quel giorno griderete a motivo del re che avete scelto per voi, ma l’Eterno non vi risponderà». 19 Ciò nonostante il popolo rifiutò di dare ascolto alle parole di Samuele e disse: «No, avremo un re sopra di noi. 20 Così saremo anche noi come tutte le nazioni: il nostro re ci governerà, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie».

21 Samuele ascoltò tutte le parole del popolo e le riferì all’Eterno.
22 L’Eterno disse a Samuele: «Ascolta la loro richiesta e stabilisci su di loro un re». Allora Samuele disse agli uomini d’Israele: «Ognuno ritorni alla sua città».

Il capitolo 8 del primo libro di Samuele racconta della richiesta di Israele, del popolo eletto, che non si fidava delle guide avute dal Signore, di avere un re, un condottiero.

Certo, i figli di Samuele erano tutt’altro che delle figure esemplari, dice la Parola che essi “si lasciavano sviare da guadagni illeciti, accettavano regali e pervertivano la giustizia“.

Ma così, da sempre, fa il potere dell’uomo sull’uomo. Perchè l’uomo è peccatore e si lascia guidare dall’arbitrio dei suoi desideri. Era così ai tempi di Samuele, è così oggi. E così sarà. Ieri, oggi e sempre. Neppure uno iota della Parola scade di attualità con il passare degli anni, checchè si voglia dire, pensare o teorizzare. Tra chi si dice credente e chi si dice ateo. Nelle chiese o fuori di esse.

Israele pensa che il peccato dei figli di Samuele sia peggiore del loro (da sempre è più facile vedere la pagliuzza piuttosto che la trave…) e chiede quello che a teatro si direbbe un Deus ex machina, ovvero un intervento di un terzo, trasformato in “Dio in terra” che gli risolva il problema.

Ma Dio è Uno, ed è un Dio geloso; accontenta la richiesta di Israele, ma ci tiene che il profeta avvisi con dovizia di particolari il Suo popolo di quello che loro accadrà se si sceglieranno un re (un imperatore, un dittatore, una ideologia politica, il mercato, il piacere…).

Accadrà che questo pervertirà il suo potere ed essi si ritroveranno schiavi e scontenti come e più di prima.

Dirà Gesù a riguardo, nel Vangelo secondo Luca (22:25): “I re delle nazioni le signoreggiano, e coloro che esercitano autorità su di esse sono chiamati benefattori.

E così è. La nostra società, che si crede libera e liberale, è schiava come non mai, o come sempre se volete. E’ governata da potenti che fanno gli interessi loro e delle corporazioni che sostengono il loro effimero e ridicolo potere. Si crede progressista, ed assiste incredula al ritorno di quello che i suoi presuntuosi guru ed intellettuali chiamano l’uomo delle caverne… Si crede sessualmente liberata, ed assiste incredula ad uteri in affitto, donne schiavizzate e violentate, malati, disabili e bambini soppressi con eutanasia, suicidio assistito ed aborto, famiglie ridotte in misera, esattamente come nei periodi che considera i più “bui” della storia umana.

Ma la Verità è Una.

E’ che o si accetta Dio come Unico Signore, o si è condannati ad assistere impotenti al dominio dell’uomo sull’uomo.

O si accetta Dio come Creatore, come Creatore dell’uomo a Sua immagine, o l’uomo resta il cavernicolo con la clava che fa violenza al suo simile per depredane i beni.

O si accetta Dio come Unica Vera Luce, o si resta nel buio del cuore, pur se si vive in una realtà illuminata da luci fatue, illusorie, che ci spingono su strade sbagliate e che non portano a nulla.

La tentazione diabolica della carità 

La citazione

Una citazione sulla carità di un pensatore complesso ma limpido nel suo argomentare, che ha scandalizzato alcuni miei conoscenti.

Per tentare la Chiesa il diavolo sceglie in ogni secolo un demonio diverso. Quello attuale è particolarmente sottile. L’angoscia della Chiesa dinanzi alla miseria delle moltitudini oscura la sua coscienza di Dio. La Chiesa cade nella più insidiosa delle tentazioni: la tentazione della carità

Nicolás Gómez Dávila

La Parola

Solo una domanda agli “scandalizzati”. Ricordate cosa scrive Paolo nell’inno alla carità ?

Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.

Prima lettera ai Corinzi 13,3

Che significa secondo voi?

Il significato

Per me significa che è possibile fare anche la carità per proprio interesse, per vanagloria o per continuare a vivere nel lusso più sfrenato o nella lussuria più spinta, illudendosi, perché di illusione si tratta, che il Signore veda una cosa e non veda l’altra.

Pensate, senza fare nomi, alle grandi imprese multinazionali, alle Major, come va di moda chiamarle, che donano imponenti somme di denaro alle ONG o al Papa per combattere la fame nel mondo. La stessa fame che esse stesse creano, depredando le ricchezze del mondo o di una buona parte di esso, lasciando per strada con la massima indifferenza decine di migliaia di persone qui per riassumerle là dove il lavoro può essere meglio sfruttato.

Ecco, un bambino riacquista la vista grazie ai loro soldi, e grazie ai media, ai social, alla pubblicità,  le migliaia di morti da loro provocati in Congo  (un paese a caso?) per lo sfruttamento minerario intensivo spariscono dalle cronache…

Illusione, appunto. Gli occhi degli uomini si possono comprare, lo si fa da sempre. Ma non certo quelli di Dio.

Colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio

Simeone il Nuovo Teologo (ca 949-1022), monaco greco
Catechesi, 3; SC 96, 305

«Colui che Dio ha mandato
proferisce le parole di Dio»

Il Signore ha detto: «Scrutate le Scritture» (Gv 5,39). Scrutatele dunque e ricordate con molta fedeltà e fede quanto esse dicono. Così, conosciuta chiaramente la volontà di Dio… sarete in grado di distinguere senza sbagliare il bene dal male, invece di prestare orecchio a qualsiasi spirito e di essere trascinati da pensieri malsani.

Siate certi, fratelli miei, che nulla è favorevole alla nostra salvezza quanto l’osservanza dei divini precetti del Signore… Ci vorrà tuttavia molto timore, molta pazienza e perseveranza nella preghiera perché ci sia rivelato il significato di una sola parola del Maestro, perché conosciamo il gran mistero nascosto in ogni sua minima parola, e occorrerà che siamo pronti a dare la nostra vita per non lasciar cadere un solo segno dei comandamenti di Dio (cfr Mt 5,18).

Infatti la parola di Dio è come una spada a doppio taglio (Eb 4,12) che pota e taglia dall’anima ogni cupidigia e ogni istinto della carne. Anzi, essa diviene come un fuoco ardente (Ger 20,9) quando ravviva l’ardore della nostra anima, quando ci fa disprezzare ogni tristezza della vita e considerare le prove come perfetta letizia (Gc 1,2), quando, davanti alla morte temuta dagli uomini, ci fa desiderare e abbracciare la vita, donandoci il mezzo di giungervi.

Colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio
Colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio

Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto

Questi sono i segni 

Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto…

15 Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura; 16 chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato.

17 E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; 18 prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno». 19 Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu portato in cielo e si assise alla destra di Dio. 20 Essi poi se ne andarono a predicare dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che l’accompagnavano. Amen.

(Marco 16)

Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto
Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto

Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto

Da sempre l’uomo cerca segni. Ma quali sono i segni che devono interessarci? Ci dice Gesù che i segni che dobbiamo cercare di riconoscere sono quelli che accompagnano la professione della vera fede.

…nel mio nome scacceranno i demoni…

Il segno del Battesimo, il segno di accogliere nuovi credenti nella comunità, predicando e vivendo un continuo richiamo alla conversione.

Parlare con franchezza con le parole del Vangelo, annunciare senza paura e senza timore il Vangelo: questo è cacciare i demoni. Che la Parola di Dio odiano sopra ogni altra cosa. Perchè li ha relegati per sempre negli inferi, laddove è destinato a finire, secondo la Sua volontà, anche chi questa Parola si ostina a rifiutare.

parleranno nuove lingue…

Chi parla nel Nome del Signore, non parla con la le lingue biforcute del mondo. Non annuncia false salvezze, non predica false sapienze, ma neppure le asseconda o dà loro inconsistenti patenti di legittimità.

Le chiese ed i falsi pastori che fanno di queste cose saranno punite assai più severamente di chi semplicemente non ha avuto da Dio il dono della fede. Chi ha conosciuto la Parola di Dio, chi ha appreso dall’Eterno il modo umanamente corretto di professare la vera fede, e non lo fa, e si disegna una fede a sua immagine e somiglianza, e crede di poter adattare la Parola di Dio alle sue mancanze ed ai suoi vizi, questo sarebbe meglio non fosse nato, come dice Gesù. Perchè scandalizza i piccoli, e li allontana dalla Verità.

…prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male…

Cosa significa mettere in fuga dei serpenti? Chi è solito camminare nei boschi o in montagna lo sa bene. Occorre anitutto evitarli i serpenti. Tastando il terreno, facendo rumore, equipaggiando in maniera adatta  i punti più vulnerabili del proprio corpo.

Traducendo per l’uomo di fede, costui dovrà vagliare ocn attenzione ogni cosa, tastare se questo o quel comportamento è o non è secondo la Parola, l’unico vero antidoto ai veleni di questo mondo. Farà rumore, costui, pregando e recitando inni, salmi e cantici spirituali, come raccomanda la Scrittura. Perchè è sempre meglio ricorrere alla divina Sapienza, lasciare che lo Spirito parli per noi, che mettere in atto comportamenti pericolosi e discorsi magniloquenti che poco dicono e poco convertono il proprio cuore.

Se il cuore è pieno di Parola di Dio, nessun veleno potrà farci danno; ed anche se qualcuno ce lo propinerà, o proverà a farlo, troveremo in noi gli anticorpi adatti a combatterlo con efficacia.

…imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno».

La Parola di Dio, dice una bellissima immagine della Lettera agli Ebrei, è come una spada a doppio taglia. Che con il primo taglia, ferisce fino al midollo le tue ossa e la tua anima. Che mette al nudo il tuo peccato.

Ma con il secondo ti risana, ti guarisce dal peccato di questo mondo. Perchè come diceva il Crito noi viviamo in questo mondo, ma non ne facciamo parte! Siamo, dobbiamo essere come la sua anima.

Nel mondo ma non del mondo

Non cerchiamo la carità, pelosa!, di questo mondo, ma la carità di Dio, il Suo Amore e non i nostri amori, viziati dal peccato, dall’amore in realtà per noi stessi e per le nostre debolezze.

Non cerchiamo la pace, fasulla!, di questo mondo, pensata da coloro che di questo mondo sono “principi” ma che in realtà lo asservono ai loro scopi di potere, perchè sono loro perp rimi asserviti al maligno; cerchiamo piuttosto la pace che risulta al cuore dalla coscienza di aver fatto con tutte le proprie forze e le proprie capacità, la volontà di Dio. Anche se questo ci comporta rifiuto, persecuzione, martirio fino alla donazione della vita.

Non cerchiamo le speranze, illusorie!, riposte nelle ideologie, negli scientificismi, nelle sapienze fasulle, ma cerchiamo la speranza vera, la speranza che non delude i cuori, la sola speranza che non tradisce.

Solo in Te è tranquilla l’anima mia…

Ti cerco dall’aurora… 

O DIO, tu sei il mio DIO, io ti cerco al mattino; l’anima mia è assetata di te; a te anela la mia carne in terra arida e riarsa, senz’acqua.

2 Così ti ho ammirato nel santuario, contemplando la tua forza e la tua gloria. 3 Poiché la tua benignità vale più della vita, le mie labbra ti loderanno.

4 Così ti benedirò finché io vivo e nel tuo nome alzerò le mie mani. 5 L’anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso, e la mia bocca ti loderà con labbra giubilanti.

6 Mi ricordo di te sul mio letto, penso a te nelle veglie della notte.

7 Poiché tu sei stato il mio aiuto, io canto di gioia all’ombra delle tue ali.

8 L’anima mia si tiene stretta a te; la tua destra mi sostiene.

9 Ma quelli che cercano la mia vita per distruggerla, scenderanno nelle parti più basse della terra. 10 Essi saranno dati in potere della spada e diverranno preda degli sciacalli.

11 Ma il re si rallegrerà in DIO; chiunque giura per lui si glorierà, perché la bocca dei bugiardi verrà costretta al silenzio.

(Salmi 63)

Noi pochi, noi felici pochi, manipolo di fratelli

Oggi culto con la comunità di mia zia Sara. Chiesa quasi deserta… causa probabilmente i tanti che hanno fatto “ponte” in occasione del 25 aprile.

Ieri sera avevo ascoltato una predicazione di Paolo Ricca, pastore valdese, tenuta a Trastevere, sul tema della Resurrezione di cui non si accorge nessuno. Se non chi ha fede.

E il presidente dell’assemblea liturgica di oggi da mia zia ha predicato sullo stesso tema, forse contemplando un po’ sconsolato le poche presenze nei banchi.

E’ vero, Dio non ci si impone, non ci forza alla fede. Non forza neppure Tommaso; gli dice semplicemente di metter lì la mano…

E quando questi professa la propria fede gli dice, “tu credi perchè tocchi”, beati quelli che credono senza toccare o vedere.

Non ho potuto fare a meno di pensare alla nostra società odierna, al materialismo imperante, per cui sono importanti solo le cose che si vedono e si toccano, allo scientificismo, per cui è vero solo quello che può essere provato scientificamente.

La Resurrezione non si vede e non si tocca. La Resurrezione può essere accolta solo con la fede. Perciò è giusto, ho pensato mentre celebravamo la Santa Cena, che siamo così pochi. Pochi come gli apostoli e le donne della prima comunità cristiana.

Pochi, ma speriamo “buoni” agli occhi di Dio. Del resto Dio non ci ha detto di riempire le chiese ed i templi con effetti speciali, nè che le chiese piene sarebbero state una prova di fede,,, al contrario. Ci ha detto di annunziare il Vangelo, senza stancarci, senza fare “sconti” o aggiunte a quanto la Legge di Dio, la Sua Parola richiede. Ci ha detto che questo ci procurerà tribolazione nel mondo, ad alcuni la perdita della stessa vita terrena. Ma ci ha detto anche a più riprse di non temere, di non avere paura, che Egli ha vinto il mondo, che Egli sa tutto ciò di cui abbiamo bisogno, che sarà lo stesso Spirito, sarà Lui stesso a dirci cosa dobbiamo dire.

Lasciamo che agisca, secondo la Sua volontà. Crediamo! Non stanchiamoci mai di leggere, pregare e meditare sulla Sua Parola. e la vittoria finale sarà nostra. Sarà di quei pochi. Di quei fedeli e felici pochi capaci di versare il loro sangue per l’Evangelo.

Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!

(William Shakespeare, Enrico V: Atto IV, scena III)

Enrico V, Noi pochi, noi felici pochi
Enrico V, Noi pochi, noi felici pochi

Pasqua senza la Croce? Croce e senso della Pasqua

Pasqua senza la Croce?

Una riflessione sulla Pasqua.

Oggi è il Venerdì che molte chiese e molti cristiani definiscono Santo. Lo definiscono tale perchè in questo Venerdì si ricorda in modo particolare la Crocifissione e la morte di Croce di Gesù Cristo, Vero Dio e Vero Uomo, morto per la nostra salvezza.

Pasqua - Tutto è compiuto
Pasqua – Tutto è compiuto

Pasqua di mille colori

Oggi è il Venerdì della Via Crucis, della Via dolorosa, della sofferenza, della morte.

Ed allora mi chiedo: perchè mi arrivano (sui social, sul pc o sul telefono; ormai nessuno spedisce più nulla per posta) tanti auguri colorati, di uova colorate, di fiori colorati, di scritte e disegni arcobaleno… che in buona parte con le tematiche della Pasqua, non solo cristiana, ma neppure ebraica, c’entrano nulla?

E perchè oggi che è Venerdì di Passione?

Pasqua senza Pasqua

Non mi è difficile rispondermi.

Molti pensano che poi partono e non hanno tempo. Molti stanno organizzando le mangiate di domenica e lunedì. Molti pensano che la Croce non sia politicamente corretta! Moltissimi non la pensano proprio la Croce.

Nemmeno pensano che senza Cristo, senza la Sua Morte e Resurrezione, non avrebbero proprio nulla da festeggiare.

Cristiani che si dicono tali ma che fanno a meno di Cristo. Non della corallina, dell’agnello o delle uova, ma di Cristo e della Sua Croce si!

Pasqua senza Passaggio

Ed io mi inquieto, lo confesso!

Pasqua deriva dall’ebraico Pesach, che sta a significare Passaggio. Per i nostri fratelli Ebrei, il passaggio dalla schiavitù in Egitto alla libertà nella Terra promessa.

Per noi il passaggio dalla morte alla vita, dalla Morte alla Resurrezione, ma attraverso l’ineluttabile Croce di questo mondo. Non c’è, non esiste, nè mai esisterà un modo di evitare la Croce, le mille croci di questo mondo, piccole o grandi che ci vengono presentate nell’arco terreno della nostra esistenza.

Croce senza Cristo, due  o più sensi

La Croce nelle chiese che si rifanno alla Riforma spesso è vuota, ma perchè Cristo ci è stato inchiodato sopra!

E’ morto su quella Croce, poi è Risorto, è disceso agli inferi ha sconfitta la morte in tutte le sue dimensioni, ed ora attendiamo la Sua ultima e definitiva venuta!

Questo è il senso corretto della Croce senza Cristo.

Poi ci sono quelli sbagliati.

Quelli di chi predica una vita piena di sofferenze senza senso, perchè senza Cristo la sofferenza, la malattia, la morte, di senso non ne hanno alcuno.

E quello delle chiese che di predicare il Cristo indissolubile dalla Sua Croce se ne sono proprio dimenticato.

Che predicano un Cristo liberante e liberatore quasi fosse una specie di olistico coach. Quando nemmeno i coach “seri” si permetterebbero di dire che si possa liberarsi di alcunchè senza sforzi, difficoltà, croci e sofferenze…

Pasqua Arcobaleno e Pasqua di Luce

Il Cristo colorato delle chiese “arcobaleno” come le chiamo io, che si sono dimenticate, per comodità, o per compiacenza verso il mondo, che tutti quei colori sono rifrazioni di un unico fascio di luce, luminosa, accecante: la luce del Risorto!

La mia fede non ha bisogno della Sindone, del lenzuolo in cui secondo la tradizione cattolica sarebbe stato avvolto il corpo del Cristo deposto dalla Croce, per credere, ma mi ha sempre dato da riflettere quanto riconoscono valido tutti, ossia che per produrre una immagine come quella l’unico modo sarebbe stato una esplosione potentissima di luce, che tuttavia, dicono gli scienziati, non è nelle possibilità della nostra tecnologia più avanzata!

Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, recita una delle professioni di fede comune a tutti i cristiani.

Lux (Dio, la fonte dell’illuminazione) e Lumen (le sensazioni cromatiche), distingueva Aristotele. E Newton precisava molte centinaia d’anni più tardi che “…I raggi di luce non possono propriamente dirsi colorati; in essi non c’è altro che una certa disposizione a produrre una sensazione di questo o quel colore…“.

Non possiamo vedere la Luce “pura” perchè i nostri occhi non la reggerebbero, sarebbero bruciati, accecati, come quelli di chi si fissa a cercare di guardare la luce solare.

Non siamo puri, siamo peccatori! Nemmeno quelli che definiamo santi, sui calendari, sono puri! Tanto che la maggior parte di loro erano convinti di essere i peggiori di tutti!

Pasqua di Luce
Pasqua di Luce

Pasqua e le sue due braccia

Noi non siamo puri e noi non possiamo vedere Dio, farcene immagine alcuna, per lo stesso motivo.

Ma lo vediamo attraverso il Cristo, attraverso la Parola di Dio, attraverso il Verbo di Dio. Antica e Nuova Alleanza.

La Legge fatta di Giustizia e di Misericordia, le due braccia distese di Dio, che ci rendono possibile andare oltre la morte, andare verso il cielo, andare verso l’eternità.

Le due braccia distese di Dio.
Le braccia del Figlio disteso sulla Croce.

O quelle braccia ci sollevano, o da soli, ebbe a dire il Salvatore, non possiamo far nulla.

Le salvezze e i colori accesi del mondo non sono che illusioni… viviamo, abbiamo il coraggio di vivere l’oscurità della Croce.

E saremo illuminati dalla Luce del Risorto.

Una Croce con un braccio solo, pensateci, è più simile ad un fosco patibolo… Ce ne sono fin troppi su questo mondo…

 

Io non prendo gloria dagli uomini (Giovanni 5:31-44)

Io non prendo gloria dagli uomini

 

31 «Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. 32 Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. 33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34 Io però la testimonianza non la ricevo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.

35 Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce. 36 Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 37 Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; il suo volto, non l’avete mai visto; 38 e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato.

39 Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; 40 eppure non volete venire a me per aver la vita!

Se credeste a Mosè credereste anche a me

 

41 Io non prendo gloria dagli uomini; 42 ma so che non avete l’amore di Dio in voi. 43 Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete.

44 Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?

45 Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. 46 Infatti, se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me.

47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?»

Io non prendo gloria dagli uomini! - Giovanni 5:31-44
Io non prendo gloria dagli uomini! – Giovanni 5:31-44

Soli Deo gloria

 

Egli non prende gloria dagli uomini. Nessun uomo, nemmeno il Battista, nemmeno, per bocca stessa di Gesù, il più grande dei nati di donna, può aggiungere il più piccolo quid alla Sua opera.

Soli Deo gloria. Amen.