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Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA – LETTURA BREVE

Romani 11:33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Il Vespro è la preghiera  del tramonto e, assieme alle Lodi del Mattino, è una delle ore principali che la tradizione liturgica antica dedica alla preghiera al Signore. Prima era detto anche Lucernarium.

E’ una delle ore principali della giornata perchè il tempo è il dono principale che l’Eterno ci fa e continua a farci in ogni istante, anche ora. Senza che Egli mi rinnovi questo dono io non sarei qui a battere su questi tasti.

E’ una delle principali ore della giornata perchè si recita al tramonto, come le Lodi all’alba. Al calare ed al rialzarsi del sole quindi. Di quella che è detta la luce maggiore, quella che, per volere dell’Eterno, permette che ci sia vita sul pianeta Terra.

Il sole della nostra vita però, quello vero, è la Parola di Dio. La Parola di Dio è la nostra luce, è quella che illumina i nostri passi, le nostre scelte, le nostre decisioni. La Parola di Dio è il nostro calore, è quella che riscalda i nostri cuori, tiene in caldo le nostre mani ed i nostri piedi, li fa muovere, stringersi una all’altra, azzardare un primo passo e poi subito un altro.

La lettura di questo Vespro, detto Primo perchè dà inizio al primo ed all’ultimo dei giorni, al giorno ottavo di cui cantiamo negli inni, perchè dà inizio alla Domenica, al Giorno del Signore, riassume il principio che i cristiani chiamano del Soli Deo gloria.

Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen.

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica
Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

Come incenso, o Dio, salga a te la mia preghiera (Primo Vespro della Domenica)

Come incenso, o Dio,
salga a te la mia preghiera.

SALMO 140, 1-9 Preghiera nel pericolo
E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi (Ap 8, 4).

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; *
    ascolta la mia voce quando t’invoco.
Come incenso salga a te la mia preghiera, *
    le mie mani alzate come sacrificio della sera.

Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, *
    sorveglia la porta delle mie labbra.

Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male †
    e compia azioni inique con i peccatori: *
    che io non gusti i loro cibi deliziosi.

Mi percuota il giusto e il fedele mi rimproveri, †
    ma l’olio dell’empio non profumi il mio capo; *
    tra le loro malvagità continui la mia preghiera.

Dalla rupe furono gettati i loro capi, *
    che da me avevano udito dolci parole.

Come si fende e si apre la terra, *
    le loro ossa furono disperse
        alla bocca degli inferi.

A te, Signore mio Dio, sono rivolti i miei occhi; *
    in te mi rifugio, proteggi la mia vita.
Preservami dal laccio che mi tendono, *
    dagli agguati dei malfattori.

Gloria al Padre e al Figlio *
    e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
    nei secoli dei secoli. Amen.

Come incenso, o Dio,
salga a te la mia preghiera.

Come incenso, o Dio, salga a te la mia preghiera.
Come incenso, o Dio, salga a te la mia preghiera.

Ama le sante Scritture, e la Sapienza ti amerà

Ama le sante Scritture, e la Sapienza ti amerà

Dice il sublime Girolamo:

Ama le sante Scritture, e la Sapienza ti amerà: amala ed essa ti custodirà, onorala, ed essa ti abbraccerà. [Pr 4:6.8]
Appendi questi gioielli ai tuoi orecchi e al tuo petto

Ama le sante Scritture, e la Sapienza ti amerà
Ama le sante Scritture, e la Sapienza ti amerà

Preghiera del Cristiano nella tradizione latina pre-scisma per iniziare la Lettura della Sacra Bibbia

Il fedele si inginocchia, si segna, poi bacia la Croce domestica ( se non è in luogo con croce, bacia la croce che porta al collo ) e si alza, dicendo tre volte:

Signore non abbandonarmi, O Dio vieni presto in aiuto.

Ad ogni invocazione si effettua una prostrazione dinnanzi alla Croce, o all’angolo delle icone.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, com’era in principio ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, che sei nei Cieli; sia santificato il Tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra, dacci oggi il nostro pane essenziale , e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal maligno.
Poiché tuo è il Regno e la potenza e la gloria, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Rivolti poi verso la Croce, si dice:

La Santa Croce è il mio rifugio, la mia salvezza sicura, la Croce del Salvatore è con me. Dinnanzi a Te, o Croce Santissima, io mi inchino.

Si china il capo dinnanzi alla croce, e poi si esclama:

O Signore, ascolta la mia preghiera. Alle tue orecchie giunga il mio grido.

Poi segnandosi alla fronte, alle labbra e al cuore si prende la Bibbia dicendo:

– rivolti ad est: Matteo e Isaia, intercedete per me.
– rivolti a sud: Marco e Geremia, intercedete per me.
– rivolti a ovest: Luca ed Ezechiele, intercedete per me.
– rivolti a nord: Giovanni e Daniele, intercedete per me.

Poi, verso le icone:

Signore Santo, Dio onnipotente ed eterno, abbi pietà di me peccatore e permetti a me indegno di leggere con spirito di discernimento le Scritture da Te ispirate, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Adesso si può leggere. Alla conclusione, ci si segna dicendo:

Gloria a Te, o Cristo.

Sono frumento di Dio: che io divenga ostia per il Signore!

Sono frumento di Dio: che io divenga ostia per il Signore!

(Memoria di Ignazio di Antiochia, martire)

Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio.

Sono frumento di Dio, e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo. Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per il Signore.

Sono frumento di Dio: che io divenga ostia per il Signore!
Sono frumento di Dio: che io divenga ostia per il Signore!

 

A nulla mi gioveranno i godimenti del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto. È vicino il momento della mia nascita.

Abbiate compassione di me, fratelli. Non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio.

Se qualcuno lo ha in sé, comprenda quello che io voglio e mi compatisca, pensando all’angoscia che mi opprime.

Il principe di questo mondo vuole portarmi via e soffocare la mia aspirazione verso Dio. Nessuno di voi gli dia mano; state piuttosto dalla mia parte, cioè da quella di Dio.

Non siate di quelli che professano Gesù Cristo e ancora amano il mondo.

Non trovino posto in voi sentimenti meno buoni. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto: credete piuttosto a quanto vi scrivo ora nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.

Ogni mio desiderio terreno è crocifisso e non c’è più in me nessun’aspirazione per le realtà materiali, ma un’acqua viva mormora dentro di me e mi dice: «Vieni al Padre». Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di David; voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile.

Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete. Vogliatelo, vi prego, per trovare anche voi benevolenza. Ve lo domando con poche parole: credetemi. Gesù Cristo vi farà comprendere che dico il vero: egli è la bocca verace per mezzo della quale il Padre ha parlato in verità.

Chiedete per me che io possa raggiungerlo. Non vi scrivo secondo la carne, ma secondo il pensiero di Dio. Se subirò il martirio, ciò significherà che mi avete voluto bene. Se sarò rimesso in libertà, sarà segno che mi avete odiato.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto

La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto con il rosario cattolico

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. 

  1. Natività della Santa Madre di Dio
  2. Presentazione della Santa Madre di Dio al Tempio
  3. Annunciazione alla Santa Madre di Dio
    (rosario cattolico – primo mistero gaudioso – Annunciazione)
  4. Incontro della Santa Madre di Dio con Elisabetta
    (rosario cattolico – secondo mistero gaudioso – Visitazione)
  5. Natività di Nostro Signore Gesù Cristo
    (rosario cattolico – terzo mistero gaudioso – Natività)
  6. Presentazione al Tempio del Nostro Signore e l’incontro col Giusto Simeone.
    (rosario cattolico- quarto mistero gaudioso – Presentazione)
  7. Fuga in Egitto della Sacra Famiglia
  8. Scomparsa del Bambino Gesù e dolore della Vergine
    (rosario cattolico – quinto mistero gaudioso – Gesù fra i Dottori)
  9. Miracolo di Cana di Galilea
    (rosario cattolico – primo mistero luminoso)
  10. Maria Addolorata ai piedi della Croce
    (rosario cattolico – quinto mistero doloroso – Crocifissione)
  11. Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo
    (rosario cattolico – primo mistero glorioso – Resurrezione)
  12. Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo
    (rosario cattolico – secondo mistero glorioso – Ascensione)
  13. Discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli
    (rosario cattolico – terzo mistero glorioso – Pentecoste)
  14. Dormizione della Madre di Dio
    (rosario cattolico – quarto mistero glorioso – Assunzione –Attenzione: non c’è perfetta coincidenza – vedi nota in fondo post)
  15. Santa Protezione della Madre di Dio sui cristiani
La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto

NOTA DI CONFRONTO TRA DORMIZIONE ED ASSUNZIONE

La Chiesa maturò presto l’intuizione secondo cui il corpo di Maria, prodigiosamente “consustanziale” a quello del Risorto, non era possibile che fosse rimasto prigioniero della morte. Così, al Dio fatto uomo corrisponde l’uomo deificato, e il primo essere umano presente, anima e corpo, nella gloria divina è la “Donna vestita di sole” di cui parla l’Apocalisse.

Maria si trova ormai al di là della morte e del giudizio, in quella luce che le Scritture chiamano “regno di Dio”; e tuttavia umana, infinitamente materna, ella rimane totalmente rivolta verso gli uomini, verso le loro sofferenze, verso il pellegrinaggio compiuto così spesso a tastoni dalla chiesa, e prima ancora dalla chiesa mistica che ingloba l’intera umanità e tutto quanto il cosmo. Nella grande spiritualità della chiesa antica, come pure in molte leggende popolari, Maria è colei che pronuncia sull’inferno – anche sul nostro inferno interiore – la preghiera per la salvezza universale.

I testi delle omelie orientali associano, a partire dal V secolo, la Dormizione di Maria – vale a dire una morte pacifica, in cui l’anima entra nella pace – e la sua Assunzione corporale – l’anima ricongiunta al corpo nell’unità della persona (come avverrà a ciascuno di noi), ormai elevata al cielo, letteralmente sollevata dallo slancio “risurrezionale” del Cristo –.

Parecchie leggende, ricche peraltro di significato, si sono sedimentate nelle più antiche liturgie. Mentre Maria viene avvisata della sua morte da un angelo, gli apostoli, dispersi lontano da lei, le sono miracolosamente trasportati accanto. Lei li consola, li benedice, prega per la pace del mondo, e muore. Essi la seppelliscono nel Getsemani. Dopo tre giorni, Maria appare loro mentre stanno celebrando l’eucarestia, e gli apostoli trovano la sua tomba vuota.

Celebrata originariamente in ricordo di una “stazione” (così si faceva la liturgia, di stazione in stazione) ubicata nei pressi di Betlemme e dove la Vergine si sarebbe riposata, l’Assunzione veniva festeggiata in Oriente come in Occidente nel mese di gennaio. La festa estesa all’impero bizantino intorno all’anno 600, giunse in Occidente quarant’anni più tardi, grazie a papa Teodoro I, il quale proveniva dal clero di Gerusalemme.

Nel 1950, Pio XII proclamò con tutte le solennità che si addicono ad un dogma che l’“immacolata Madre di Dio, la sempre Vergine Maria, dopo aver terminato il corso della sua vita terrena, è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste”. La chiesa ortodossa, che si prepara a questa festa con un digiuno di quindici giorni, non ha avvertito la necessità di un simile dogma; nessun ortodosso, infatti, contesta il mistero della dormizione-assunzione proclamato dai testi liturgici dell’ortodossia: “Ella è la Madre della vita, e colui che aveva abitato il suo seno verginale l’ha trasferita alla vita… Ogni figlio della terra trasalga nel suo spirito e celebri con gioia la venerabile assunzione della Madre di Dio”. Si aggiunga che in oriente la venerazione mariana è al tempo stesso onnipresente e assai discreta, quasi iniziatica, poiché dipendente non tanto dall’annuncio della risurrezione di Cristo, quanto dalla ricezione di tale annuncio.

La differenza tra l’oriente e l’occidente è che per il primo Maria doveva passare, in Cristo, attraverso una morte e resurrezione reali, mentre per il secondo il dogma dell’Immacolata Concezione rende dubbia la sua morte: su questo punto il dogma del 1950 non si pronuncia. Si tratta di una semplice disputa terminologica? Ciò che è in gioco sono due approcci parzialmente differenti al tema del “peccato originale” e della sua trasmissione? Oppure il problema è un altro?

In realtà, sia per l’oriente che per l’occidente, l’assunzione è un segno delle cose ultime. In Maria, “figlia del proprio Figlio”, dice Dante, ci è data un’anticipazione della glorificazione di tutto l’universo che avverrà alla fine dei tempi, quando Dio sarà “tutto in tutti”, “tutto in ogni cosa”.

Innalzata al cielo – a differenza di Cristo che si innalza da se stesso – Maria, dicono certi testi liturgici, è la nostra “Terra promessa”. La dormizione-assunzione anticipa la parusìa, e non è affatto un caso che nei grandi affreschi che impreziosiscono i muri esterni delle chiese monastiche moldave, il tronco di Iesse divenga un immenso, cosmico roveto ardente.

L’ assunzione anticipa e prepara il nostro comune destino. Nel corpo della Vergine, sepolto simbolicamente dagli apostoli (richiamo della pentecoste) nel Getsemani (richiamo della passione, unica fonte della nostra salvezza),  in quel corpo portato verso la luce originaria e terminale, tutto il creato è assunto dall’Increato, tutta la carne della terra diventa eucaristia. Come Giovanni Damasceno, allora, anche noi possiamo dire: “Rallegrati, germe divino della terra, giardino in cui fu posto l’Albero della vita!”

Da “Le feste cristiane” di Olivier Clément.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto

 

Deipara Maria e Ave Maria a confronto – Concetto di Podvig

Deipara Maria e Ave Maria a confronto

Deipara Maria – Testo tradizionale 

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. 

Ave Maria – Testo tradizionale

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.

La differenza salta agli occhi. Manca del tutto nella versione ortodossa quella che nella versione cattolica è la seconda parte.

Deipara Maria e Ave Maria a confronto
Deipara Maria e Ave Maria a confronto

La prima parte della preghiera cristiana

L’uso liturgico della prima parte (saluto dell’angelo, saluto di Elisabetta) è attestato in tutta la cristianità dal IV secolo.

La seconda parte della preghiera cristiana cattolica

Sempre del IV secolo è una invocazione chiamata Sub tuum praesidium, che molti considerano una sorta di anticipazione della seconda parte che la cristianità di confessione cattolica aggiunse solo successivamente, secondo le diverse tesi tra il XIV ed il XVI secolo (Ordine dei Mercedari, Battaglia di Lepanto, Pio V).

“Sub misericordiam tuam [ Sub tuum praesidium] confugimus, Dei Genetrix. / Nostras deprecationes / ne despicias in necessitate /, sed a periculis libera nos, / una sancta, una benedicta” (“Sotto la tua protezione cerchiamo / rifugio, / Santa Madre di Dio: / non disprezzare le suppliche / di noi che siamo nella prova, / ma liberaci da ogni pericolo, / o Vergine gloriosa e benedetta”).

Perchè manca la seconda parte?

Diversi sono i motivi addotti. La seconda parte è anzitutto posteriore al grande scisma. Ma anche, secondo alcuni studiosi, è scritta in veste di supplica mentre per gli ortodossi si tratta di una preghiera di venerazione, di adorazione.

Gli amici ortodossi che leggono mi correggeranno se mi sbaglio ma si tratta di quello che si chiama podvig (un mezzo per avvicinarsi a Cristo percorrendo il sentiero della salvezza) che se ho ben compreso significa che per essere cristiani bastano in fondo tre cose: credere nella Verità senza deviazioni, essere battezzati e vivere secondo la Bibbia. Il resto (preghiera secondo le ore canoniche, iconografia, devozioni personali) sono semplici modi, secondo la personalità di ciascuno, di trascorrere più tempo possibile con la famiglia celeste.

 

La Regola Mariana di Serafino di Sarov

LA REGOLA MARIANA DI SAN SERAFINO DI SAROV

Ne ho parlato stamani nel quarto post dedicato alle preghiere con corde e corone. Ero curiosissimo di trovarla in italiano e ci sono riuscito.

La condivido più che volentieri con voi.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Regola mariana dettata da S. Serafino di Sarov per le monache del Monastero di Diveievo, e utile anche per i laici.

La preghiera inizia così:

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo Nome,
venga il Tuo Regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra,
dacci oggi il nostro pane essenziale,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non indurci in tentazione,
ma liberaci dal Maligno.
Amen.

Tropario del tono 6°:

Spalancaci la porta della Tua benignità,
benedetta Deìpara,
sperando in Te non ci smarriremo;
avvenga che siamo liberati
per mezzo Tuo dalle avversità,
sei Tu la salvezza della stirpe dei cristiani.

Prima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte)

Ricordiamo la Natività della SS. Madre di Dio.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Tropario del tono 4°:

La Tua nascita o Madre di Dio,
ha annunziato la gioia a tutto l’universo,
poichè da te è sorto il Sole di giustizia,
il Cristo nostro Dio,
che togliendo la maledizione,
ci ha donato la benedizione,
e annientando la morte,
ci ha donato la vita eterna.

O Santissima Signora Madre di Dio,
salva e proteggi i tuoi servi defunti…. ( nome dei genitori e famigliari) insieme con i Santi ,nella Tua eterna gloria.

Seconda decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo l’Ingresso al Tempio
della Santissima Signora nostra la Madre di Dio.

Tropario del Tono 4°:

Oggi è il prologo della benevolenza di Dio,
e la proclamazione anticipata della salvezza degli uomini,
La Vergine si mostra apertamente nel Tempio di Dio,
e a tutti Ella annuncia la venuta di Cristo.
Anche noi gridiamo ad alta voce:
Salve o compimento del piano del Creatore.

O Santissima Signora nostra Madre di Dio,
salva proteggi e unisci alla tua Santa Chiesa Ortodossa
gli smarriti e perduti Tuoi Servi…(nomi).

Terza decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte)

Ricordiamo l’Annunciazione della SS. Madre di Dio.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Tropario del tono 4°:

Oggi è l’inizio della nostra salvezza,
e la manifestazione del mistero eterno.
Il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine,
e Gabriele annuncia la grazia.
Perciò anche noi gridiamo con lui:
“Gioisci, colmata di grazia,
il Signore è con Te!”.

O Santissima Signora Madre di Dio,
allevia le nostre pene
e porta consolazione alle afflizioni
e alle malattie dei tuoi servi…(nome).

Quarta decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte)

Ricordiamo l’incontro
della SS. Madre di Dio con S. Elisabetta.

Degno davvero è di di te beata,
la Deìpara sempre beata,
Tuttaimmacolata e Madre del nostro Dio.
Più insigne dei Cherubini
e senza confronto più gloriosa dei Serafini,
in modo incorruttibile Dio Verbo hai partorito;
la realmente Deìpara in Te noi magnifichiamo.

O Santissima Signora Madre di Dio,
riunisci i Tuoi Servi …(nome) che sono lontani.

Quinta decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Natività di Cristo.

Tropario del tono 4°:

La Tua nascita Cristo Dio nostro,
ha fatto brillare nel mondo la luce della conoscenza.
Per essa gli adoratori degli astri
appresero da una stella ad adorarti,
o Sole della giustizia,
e a riconoscere Te,
come l’Oriente venuto dall’alto,
Signore gloria a te!

O Santissima Signora Madre di Dio,
dona a me che in Cristo sono stato battezzato,
di rivestirmi di Cristo.

Sesta decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Presentazione al Tempio
del nostro Signore e l’incontro col Giusto Simeone.

Tropario del tono 1°:

Gioisci, o colmata di grazia,
Vergine Madre di Dio,
poichè da te è sorto il Sole di giustizia,
il Cristo nostro Dio, che illumina coloro
che sono nelle tenebre.
Gioisci anche Tu giusto vegliardo,
che hai ricevuto nelle tue braccia
Colui che libera le nostre anime,
e che ci dona la resurrezione.

O Santissima Signora Madre di Dio,
concedimi fino all’ultimo respiro
di comunicare ai Santi Misteri di Cristo
e con essi fa superare alla mia anima
le terribili prove.

Settima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Fuga in Egitto della Sacra Famiglia.

Contacio dell’8° tono:

A Te condottiera che per noi combatti,
noi tuoi devoti salvati dai pericoli,
dedichiamo l’inno di vittoria
come canto di ringraziamento,
o Madre di Dio.
Ma Tu che possiedi una forza invincibile,
liberaci da tutti i pericoli,
affinché possiamo gridarti:
“Gioisci o sposa inviolata!”

O Santissima Signora Madre di Dio,
salvami da ogni avversità!

Ottava decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la scomparsa del dodicenne bambino Gesù
a Gerusalemme e il dolore della SS. Madre di Dio
per questo fatto.

Tropario del tono 7°:

Con il Tuo Spirito vieni, o Signore,
poichè sei misericordioso,
e abbi pietà di me come pubblicano,
per l’intercessione della Tua Madre.

Nona decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo il miracolo di Cana in Galilea,
quando il Signore ha cambiato l’acqua in vino
per la parola della Sua Madre:” Non hanno più vino!”

Tropario del 3° tono:

Rifugio salutare Tu sei o Madre di Dio,
nel baratro delle passioni quotidiane.
Riguardaci da ogni sventura
con la tua benedizione.

O Santissima Signora Madre di Dio,
soccorrici in tutte le nostre opere e necessità!

Decima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la presenza della SS. Madre di Dio
ai piedi della croce, quando il dolore, come una spada, ha trafitto la Sua anima.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Contacio del tono 6°:

Non piangere per me, Madre,
vedendomi nel sepolcro.
Nel Tuo grembo senza seme
sono venuto come Figlio,
risorto e glorificato
e innalzato alla gloria
continuamente come Dio,
confido e amo Te, glorificata.

O Santissima Signora Madre di Dio,
rinsalda le mie forze spirituali
ed esalta l’umiltà.

Undicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Resurrezione di Cristo.

Tropario del tono 5°:

Cristo è risorto dai morti
con la Sua morte ha vinto la morte
e ai morti ha donato la vita.

O Santissima Signora Madre di Dio,
fa risorgere la mia anima,
e donami una costante perseveranza
nell’impegno per Cristo.

Dodicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo l’Ascensione del Signore.

Tropario del tono 4°:

Fosti elevato nella gloria Cristo Dio,
rallegrando i tuoi discepoli
con la promessa dello Spirito Santo,
e li hai rafforzati con la Tua benedizione,
perchè sei il Figlio di Dio,
il Redentore del mondo.

O Santissima Signora Madre di Dio,
sollevami dagli affanni e dai pensieri terreni
e donami il desiderio per la salvezza dell’anima.

 

Tredicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la discesa dello Spirito Santo
sul Monte Sion sulla Madre di Dio e sugli Apostoli.

Tropario del tono 8°:

Benedetto sei Tu Cristo nostro Dio,
hai reso sapienti dei semplici pescatori,
inviando loro lo Spirito Santo,
e per loro conquistando l’universo intero.
Gloria a te o Filantropo!

O Santissima Signora Madre di Dio,
rinforza la grazia dello Spirito Santo nel mio cuore.

Quattordicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Dormizione della Madre di Dio.

Tropario del Tono 1°:

Nella Tua nascita sei rimasta Vergine,
nella Tua dormizione
non hai abbandonato il mondo o Madre di Dio.
Tu sei stata trasferita alla vita, o Madre della vita
e per le Tue preghiere
riscatta le nostre anime dalla morte.

O Santissima Signora Madre di Dio,
donami una morte serena e senza travaglio.

Quindicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Santa Protezione
della Madre di Dio sui Cristiani.

Tropario del tono 4°:

Oggi noi fedeli facciamo festa con gioia,
confortati dalla Tua venuta o Madre di Dio,
con gli occhi fissi alla Tua mirabile icona,
Ti supplichiamo con tenerezza:
coprici col tuo Manto venerabile,
liberaci da ogni male,
e prega Cristo Tuo Figlio
di salvare le nostre anime.

O Santissima Signora Madre di Dio,
proteggimi da ogni male
e ricoprimi col Tuo puro Omoforio.”

Amen.

Corde per pregare – il Rosario in Oriente

Corde per pregare – il Rosario in Oriente

Un anno fa, nel mese di novembre, ho pubblicato una serie di post (il primo lo trovate qui) sull’uso di corde per la preghiera (rosari o altro tipo) nella tradizione cattolica ma non solo.

Ora nel blog “Cristianità Ortodossa” del fratello Marco Mannino Giorgi, trovo un post che va a completare la serie, e mi permetto di riprenderlo al momento giusto. Ieri, infatti, i cristiani cattolici ricordavano Maria, Madre di Dio, con il titolo di Madonna del Rosario, nel giorno anniversario della vittoria sui musulmani a Lepanto.

Corde per pregare - il Rosario in Oriente
Corde per pregare – il Rosario in Oriente

Latinità Ortodossa – il Rosario è anteriore allo Scisma?

di Marco Mannino Giorgi

E’ vero, la parola “rosario” fa paura e subito tutti pensano alla devozione cattolica. E’ pur vero che moltissimi ortodossi – fra cui me medesimo – pregano un analogo canone di preghiera alla Vergine che si chiama Regola Mariana di San Serafino di Sarov, che forse suona all’orecchio un po’ più conosciuto e rispettabile in virtù del santo cui la Madre di Dio avrebbe concesso il canone.
Ho trovato le informazioni che seguono casualmente, mentre girovagando per internet cercavo novità circa l’Ordine Benedettino e mi è spuntato un sito anglofono dedicato al santo di Norcia, quando l’ho aperto ho trovato queste curiose ( e devo dire: OTTIME ) notizie storiche… non potevo fare a meno di renderle pubbliche in lingua italiana.  Pare che la devozione del Rosario sia antecedente allo Scisma.
Corde per pregare - il Rosario in Oriente
Corde per pregare – il Rosario in Oriente

La corda da preghiera ( chotki, komboskini o rosario ) è lo strumento utile della preghiera 

Alexander Gumanovskij, il figlio spirituale di Padre Zozima, il quale a sua volta fu figlio spirituale di S. Serafino di Sarov, scrisse al Padre Zozima le righe che seguono:
Mi sono dimenticato di consegnarti un tramite sicuro per la tua salvezza… recita la preghiera “Ave Maria, piena di Grazia” per centocinquanta volte ogni giorno, e vedrai che questo canone ti condurrà sulla via della salvezza. La stessa Madre di Dio ci diede questa regola nell’Ottavo secolo e fin da allora tutti i cristiani la recitano… noi Ortodossi ci siamo scordati di questa pratica, ma San Serafino di Sarov ce l’ha ricordata. Ho un libro di Serafino stesso, scritto a mano, che ho trovato nella sua cella, in cui vi sono narrati i miracoli accaduti a chi ha recitato questa preghiera con devozione. E se per te è troppo dura dire le 150 Ave-Maria tutte insieme, dividile per 50 invocazioni al giorno. E ogni dieci invocazioni, prega col Padre Nostro e col Gloria.
La fonte è l’articolo che ho menzionato precedentemente… dategli un’occhiata.
Lungi da me voler apparire per forza “cattolicheggiante”, mi limito a riportare quanto letto poiché lo trovo interessante sia a livello devozionale che a livello meramente storico-ecclesiastico.
Ad ogni modo, se dire il rosario “alla latina” vi crea problemi, potete sempre recitare la Regola di San Serafino tutta d’un pezzo come ci è stata consegnata dal santo dell’Athos – come del resto faccio io quando la recito…
Corde per pregare - il Rosario in Oriente - Serafino di Sarov
Corde per pregare – il Rosario in Oriente – Serafino di Sarov

Conclusione personale (sul Rosario) del sottoscritto

Ieri ho pregato molto a lungo con la Corona del Rosario. Di solito unisco le tre tradizionali serie di decadi fino a pregarne 15. Non lo sapevo ma così faceva ed insegnare a fare Serafino di Sarov, ho letto sul sito in inglese citato dall’autore.  Le 15 decadi di Serafino non corrispondono appieno però alle 15 decadi del Rosario tradizionale cattolico (divenute 20 dopo l’aggiunta di Giovanni Paolo II dei Misteri Luminosi). Ma la sostanza rimane…

Approfondirò.