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I cinque Sola della Riforma

Un post lungo… Ma vale la pena leggerselo secondo me!

Mi è stato fatto (bonariamente per fortuna!) notare che nel post di commento al Vangelo che ho pubblicato ieri erano presenti tre dei cosiddetti cinque Sola (latino) della Riforma Protestante.

lutero a worms

Chi non si ricordasse bene cosa sono e quale origine abbiano può leggerlo per esteso qui.

Riassumendoli:

  1. Sola Scriptura (con la sola Bibbia);
    Sola Scriptura implica anche che la Bibbia è ritenuta contenere in sé i suoi stessi criteri interpretativi, secondo l’espressione latina: “Scriptura interpres sui ipsius”(la Scrittura è interprete di se stessa). L’analisi del singolo testo biblico, cioè, non può che tener conto del contesto proprio e del confronto con altri testi di riferimento. Questo è garanzia di interpretazione autentica.
    La Riforma protestante contrappone il Sola Scriptura alle posizioni del Cattolicesimo romano o l’ortodossia orientale, i quali, alle Scritture, aggiungono, ad esempio, l’autorità della tradizione, del Magistero ufficiale della chiesa, o quella degli antichi padri della chiesa e dei concili. Il Sola Scriptura si contrappone pure all’insegnamento di gruppi religiosi come, per esempio, quello dei Mormoni che, alla Bibbia aggiungono come autorità imprescindibile, il libro di Mormon, oppure aiTestimoni di Geova che affermano che la Bibbia debba interpretarsi secondo quanto stabilito autorevolmente dal loro gruppo dirigente, del quale affermano investitura divina. Benché il Protestantesimo comprenda diverse scuole di pensiero, abbia le proprie onorate tradizioni, come pure teologi ed interpreti di fiducia, nessuna di queste le considera assolute o indispensabili, ma sempre discutibili e da sottoporre al vaglio critico della Scrittura. Sola Scriptura tradotto dal latino vuol dire Sola Scrittura.
  2. Sola Fide (con la sola fede);
    Sola fide indica la dottrina che la giustificazione (interpretata nella teologia protestante come: “essere dichiarati giusti da Dio”), la si riceve per fede, sulla base della fiducia nelle promesse dell’Evangelo che Cristo l’ha guadagnata per noi, affidandoci a Cristo: “la tua fede ti ha salvato” (Luca 18:42).
    Questa dottrina afferma, così, la totale esclusione, nella giustificazione del peccatore, di qualsiasi altra “giustizia” o meriti (propri o altrui) se non quelli conseguiti da Cristo soltanto. Essa è iustitia aliena, la giustizia “di un altro” (Cristo) accreditata al credente. Non quindi, le nostre opere o cerimonie religiose sono funzionali alla salvezza, ma solo la fede in Cristo, la nostra adesione incondizionata a Lui e la rinuncia a qualsiasi nostra pretesa o merito.
  3. Sola gratia (con la sola grazia);
    Sola gratia indica la dottrina per la quale la salvezza dalle fatali conseguenze del peccato è possibile solo mediante un sovrano atto di grazia di Dio, non qualcosa che il peccatore possa meritarsi. La salvezza, quindi, è un dono immeritato. L’unico “attore” nell’opera della salvezza è Dio. Essa non è in alcun modo il risultato di cooperazione fra Dio e l’essere umano che ne è coinvolto. “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio”(Efesini 2:8).
    Questa dottrina stabilisce nell’opera di salvezza il monergismo. E’ Dio solo che agisce nella salvezza del peccatore. La responsabilità della salvezza non risiede in alcun modo nel peccatore come viene, ad esempio, presentata nel sinergismo o nel Pelagianesimo.
  4. Solus Christus (soltanto Cristo);
    Solus Christus indica la dottrina che Gesù Cristo è la piena, completa e definitiva rivelazione di Dio. Egli è l’unico Mediatore possibile fra Dio e l’essere umano, e la salvezza dalle conseguenze del peccato è possibile solo attraverso di Lui. Questa frase talvolta è resa nel caso ablativo, “Solo Christo”, significando che la salvezza la si può conseguire solo attraverso Cristo.
    Questa dottrina respinge l’idea che vi possano essere altri personaggi (vivi o morti) oltre a Gesù Cristo, attraverso i quali si possa ottenere salvezza davanti a Dio: non esistono, cioè altre vie che portino a Dio, come Gesù stesso ha affermato: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”(Giovanni 14:6) e come conferma il Nuovo Testamento: “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Questa dottrina, inoltre contesta diverse dottrine del Cattolicesimo, che propongono ai fedeli la mediazione di Maria o dei santi, come pure la mediazione dei sacramenti o quella dei sacerdoti: “Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5).
  5. Soli Deo Gloria (per la gloria di Dio solo).
    Soli Deo gloria indica la dottrina per la quale si afferma che solo Dio è degno di ogni gloria ed onore. Nessuno può vantarsi d’alcunché o accampare meriti suoi propri, come se un qualsiasi bene provenisse da lui. “…poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Colossesi 1:16); “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono” (Apocalisse 4:11).
    Il Soli Deo gloria si contrappone così all’esaltazione di una qualsiasi creatura o prodotto umano, quale che sia la sua elevata condizione, che deve essere così considerata idolatria. Non ci sono quindi “santi”, “madonne”, autorità religiose o civili, ideologie o realizzazioni umane che possano vantare alcunché di per sé stesse, perché tutto ciò che hanno e sono deriva da Dio, al quale solo va rivolto il culto, la lode, le preghiere. A nessuno è lecito di “essere elevato alla gloria degli altari”. Al riguardo del Cristo la Scrittura dice: “Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:9-11).

Queste espressioni possono essere raggruppate in questo modo: “Fondati sulla sola Scrittura, affermiamo che la giustificazione è per sola grazia, attraverso la sola fede, a causa di Cristo soltanto, e tutto alla sola gloria di Dio“.

Nel mio post di ieri si trovavano indirettamente citate la prima, la terza e la quarta affermazione. Ma posso tranquillamente sottoscrivere che mi trovo d’accordo con tutti e cinque questi punti.

Su alcuni, è vero, il mio punto di vista stride un po’ con la teologia cattolica. Ad esempio questa mette Scrittura e Tradizione come fonti della rivelazione e Magistero al servizio di entrambe.
Per me la Scrittura è l’unica fonte della Rivelazione, la Tradizione (i Padri della Chiesa, i testimoni…) serve la Scrittura, il Magistero (Concili Ecumenici, Vescovi, Papi) serve, o dovrebbe servire, entrambe.

Quando poi si parla di mediazione sacerdotale o sacramentale, beh, io credo che esistano persone (presbiteri, pastori, pope) che, scelte dagli uomini (chiesa, assemblea dei credenti) per gli uomini si dedicano in modo del tutto speciale all’annuncio dell’Evangelo di Dio. Non di un generico “amore di Dio”, espressione che ai nostri giorni ha un sapore melenso che personalmente mi infastidisce, ma dell’evangelico “amore di Dio” che comprende la prova, la Croce, la sofferenza, la gioia e tutto ciò che ha fatto parte dell’esperienza del Cristo vero Dio e vero Uomo.

Potrei scrivere per ore, ma, in sintesi, il mio pensiero è che questi 5 principi, nell’epoca storica di formulazione usati in contrapposizione alla visione della Chiesa Cristiana di confessione cattolica, sono più che mai validi per qualsiasi cristiano, di qualsiasi confessione.

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Sottoscrivo tranquillamente tutto ciò che è stato professato a Cambridge, Stati Uniti da un gruppo di chiese e di cristiane, nel 1996.

Prima tesi: Sola Scriptura.

Riaffermiamo che la Scrittura è inerrante ed è la sola fonte della rivelazione scritta di Dio e l’unica a poter vincolare la coscienza. Solo la Bibbia insegna all’uomo ciò che è necessario affinché sia salvato dal peccato ed è l’unica regola atta a determinare la condotta cristiana.

Neghiamo che un qualche credo, concilio o individuo possa vincolare la coscienza di un cristiano, che lo Spirito Santo parli indipendentemente dalla Bibbia o in modo da contraddirne l’insegnamento e che l’esperienza spirituale individuale possa essere veicolo di una rivelazione divina.

Seconda tesi: Solus Christus.

Riaffermiamo che la salvezza dell’uomo è compiuta solo in virtù dell’opera di mediazione del Cristo storico. Solo la sua vita senza peccato e la sua espiazione sostitutiva sono sufficienti per la giustificazione del peccatore e la sua riconciliazione con il Padre.

Neghiamo che il Vangelo sia davvero predicato qualora non si proclami il sacrificio sostitutivo di Cristo e non si esortino i peccatori alla fede in lui e nella sua opera.

Terza tesi: Sola Gratia.

Riaffermiamo che nella salvezza siamo liberati dall’ira di Dio solo per la sua grazia. Solo l’opera soprannaturale dello Spirito Santo ci conduce a Cristo, liberandoci dalla schiavitù del peccato e facendoci risorgere dalla morte spirituale alla vita.

Neghiamo che in qualche senso la salvezza sia un’opera dell’uomo. I metodi umani, le tecniche o le strategie non possono compiere da soli tale trasformazione. La fede non è un frutto della natura umana non rigenerata.

Quarta tesi: Sola Fide.

Riaffermiamo che la giustificazione del peccatore è per sola grazia, mediante la sola fede e solo per Cristo. Nella nostra giustificazione la giustizia di Cristo ci è imputata come la sola che possa soddisfare la perfetta giustizia di Dio.

Neghiamo che la nostra giustificazione si appoggi su qualche merito che possa trovarsi in noi, oppure sulla base di un’infusione della giustizia di Cristo in noi e che un’istituzione che affermi di essere una chiesa che neghi o condanni Sola Fide possa essere riconosciuta come una vera chiesa.

Quinta tesi: Soli Deo Gloria.

Riaffermiamo che siccome la salvezza viene da Dio ed è stata compiuta da Dio essa lo glorifica, e che anche noi dobbiamo glorificarlo sempre. Dobbiamo vivere le nostre vite al cospetto di Dio, sotto la sua autorità ed esclusivamente per la sua gloria.

Neghiamo che sia possibile glorificare Dio se l’adorazione che gli offriamo è mischiata a qualche forma di intrattenimento, se trascuriamo la Legge o il Vangelo nella nostra predicazione e se la stima di se stessi, la realizzazione di se stessi o il benessere assumono la natura di alternative al Vangelo.

Siate perfetti come Lui

Matteo 5,43-48

43 Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”. 44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46 Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? 47 E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? 48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.

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Troppo alto questo brano, Luca, o don Luca… quante volte me lo sono sentito dire. Non è possibile per un uomo o una donna di questo mondo. E’ un traguardo troppo alto. E giù giustificazioni di ogni tipo. La sfortuna, la malattia, le cose da fare, quello a cui pensare…

Scuse, altro che giustificazioni. Più mi confronto con la Parola di Dio, con la Sacra Scrittura, e ormai lo faccio ogni giorno dal giorno della mia prima comunione, il 29 aprile 1973, da quando suor Anna Clara mi regalò un’ edizione con la copertina rosa del Nuovo Testamento più mi rendo conto che le nostre non sono che ricerche di scuse.

Se hai fede, se credi, il tempo per il confronto con la Parola di Dio lo trovi. Fosse pure con quel versetto del Vangelo o dei Salmi o dell’Antico Testamento che hai mandato a mente, o che hai sentito tante volte che ti si è impresso nella memoria.

Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il regno dei cieli…. Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi…. Tu sei prezioso ai miei occhi… Sono forse io il custode di mio fratello?… Alzo gli occhi verso i monti, da dove mi verrà l’aiuto?…. Purificami o Signore, sarò più bianco della neve…. Amate i vostri nemici…

Non credo esista nessuno tra le persone che conosco che possa dire che non ricorda a memoria almeno uno, due, tre versetti della Bibbia. Che non possa, se non ha tempo, o più spesso voglia, di confrontarsi con le letture bibliche proposte per quel giorno della Chiesa (quale questa sia non ha importanza, un lezionario quotidiano o settimanale ce l’hanno tutte) di ruminare uno di questi versetti.

Se non lo si fa, le chiacchiere stanno a zero si dice a Roma, non lo si fa perchè manca la fede. Perchè la fede è poca, scarsa e, sicuramente mal nutrita (perchè se la fede in Dio non la nutri con la Sua Parola e la preghiera su di essa con cosa mai la si potrebbe nutrire?).

Siate perfetti! Altro che troppo alto. E’ il sunto della nostra fede, della fede in Cristo, che pone come obiettivo per ogni credente in Cristo o sedicente tale la sua imitazione. Alzate il vostro sguardo verso il Cristo, dice Paolo, imitatene la vita, imitatene l’esempio, tenete lo sguardo fisso verso di lui.

E qui sento già gli amici buonisti, quelli che ti dicono che allora la Chiesa di Cristo dovrebbe essere più clemente, più buona, accettare questo o quello che la società ci propone, in tema di amore, di famiglia, anzi, di famiglie, al singolare pare non andar più di moda il termine…

Al contrario dico io. Imitare l’amore di Cristo significa parlare si, con il pubblicano, la prostituta, il peccatore, il ricco, l’avaro, l’ingordo, il violento… e chi più ne ha più ne metta, ma come faceva lui. Ovvero cercando di comprendere, amando, ma amando veramente, ovvero senza tacere la verità sulla condizione di peccato in cui si trovava il singolo.

Perchè Cristo all’adultera non dice ti perdono, vai e fai quel che ti pare. Dice vai e non peccare più. Ed al giovane ricco non dice vai fai un po’ di elemosina e tutta andrà a posto. Dice vai, prendi i tuoi beni, dalli ai poveri ed avrai un tesoro nel cielo. Ed alla samaritana che si giustifica dice la verità sul suo stato e dice vai ed annuncia il mio Vangelo, annuncia agli altri la verità che ti ho rivelato.

Perchè la Verità è una, ed è la Persona stessa del Cristo. E’ sinfonica quanto all’annuncio, perchè si fa tutto a tutti per essere ascoltata e compresa, Ma è Una.

Essere Perfetti è possibile ed è imitare il Cristo nella propria vita. Croce compresa. Perchè i cristiani veri, quelli perfetti sono quelli che in un modo o nell’altro finiscono sulla croce. Bruciati, lapidati o appesi a testa in giù come i primi martiri cristiani, a Roma, e come i cristiani di oggi, in Siria o in Nigeria o in Egitto. Perchè la Croce fa parte del mistero cristiano da sempre e fino alla fine di questo mondo.

Quelli sono i perfetti. I martiri, i testimoni. Quelli che ricordano, fanno memoria, fanno eucaristia a Dio con la loro stessa vita, perchè “Non avrai un altro Dio all’infuori di me“. Senza aver magari fatto discorsi, o studiato teologia. Avendo soltanto interiorizzato quella Parola che dice “prendi la tua Croce ogni giorno e seguimi“, “non temere“, “non aver paura io ho vinto il mondo e tu lo vincerai con me“.

Dio fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti, e che rabbia fa questo a tanti di noi… Ma fa bene, perchè la Creazione è la Sua, perchè la vita anche dell’ultimo filo d’erba è la Sua, noi ne siamo semplici, perloppiù infedeli, amministratori. Il giudizio ultimo spetterà a Lui ed a Lui soltanto.

Noi dobbiamo solo essere perfetti, qui ed ora. E per farlo abbiamo bisogno della fede. E per nutrire la nostra fede abbiamo bisogno del confronto continuo, costante, quotidiano con la Parola di Dio. Che viene prima di qualsiasi parola o discorso umano, che viene prima della politica, della filosofia, della storia. Perchè nessuna di queste realtà può aver senso per un credente senza un confronto continuo e costante con Questa.

Sforziamoci di essere perfetti, anche se questo significa essere incompresi dal mondo. Il mondo non ci deve comprendere! Il nostro obiettivo è essere compresi da Dio, dal suo mistero, non dal mondo! Il nostro obiettivo è essere capaci di salire sulla Croce per essere redenti. Percorrere il sentiero antico della fedeltà alla fede, della fede nella Croce come unico strumento di salvezza.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Amen.

Gli Uzza di ogni generazione…

L’Eterno, Benedetto Egli sia, è Signore di tutta la nostra vita. Una verità scomoda per tanti, anche per tanti di quelli che si dicono e si sostengono credenti. In 1 Cronache 13: 1-10 e 2° Samuele 6: 1-7, è narrato un incidente che viene generalmente eluso dai predicatori quale fonte d’imbarazzo. L’arca di Dio, catturata dai Filistei e poi restituita, veniva trasportata da un carro trainato da buoi da una località provvisoria con una celebrazione nazionale. Vi erano coinvolti ufficiali di chiesa e stato, Davide incluso. Uzza, un Levita, quando i buoi inciamparono, stese la sua mano per stabilizzare l’arca, e Dio colpì Uzza con la morte seduta stante. Quest’ira di Dio colpisce la mente moderna come sproporzionata al crimine. Qualche apologeta mormora qualcosa intorno al “numinoso”, ma la maggior parte è silente. Ma pochi passi della Bibbia sono più urgentemente rilevanti di questo per la nostra epoca. Vi suggerisco di dedicarvi con calma alla lettura di questo studio ripreso dal sito Cristoregna.

L'arca dell'Alleanza
L’arca dell’Alleanza

Qui il link: Le false Responsabilità .

Sale e Luce

Matteo 5,13-16

Il sale della terra; la luce del mondo

(Mr 4:21-23Lu 8:16-18; 11:33-361P 2:9-12
13 «Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, 15 e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.

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Essere sale, essere luce, poi si aggiungerà l’essere lievito. Essere capaci di cambiare la forma ed il senso delle cose, a partire da se stessi. Non una scommessa da nulla quella dell’Evangelo di Matteo che si legge oggi. Dare un senso nuovo al vecchio.

Lo applico alla mia situazione. Tornato al lavoro dopo tanti mesi di cassa integrazione, in una azienda con tante dinamiche e situazioni ‘vecchie’ ma con delle speranze ed aperture al nuovo. Sarò capace di essere sale e luce nel mio luogo di lavoro? Di sicuro ci proverò.

Accresci la mia fede, Signore Gesù.

Preghiera con il Salmo 121

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

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Pentecoste – Le responsabilità globali del cristiano

Una predicazione chiara, concreta e che trovo completamente condivisibile su Atti 2,1-11 del pastore Paolo Castellina. Una persona che ama dire sempre con franchezza quanto sempre, e questo gli aliena inevitabilmente molte simpatie, e lo porta spesso ad essere segno di contraddizione. Anche con chi scrive spesso ha avuto a che discutere, ma sempre, mi sento di dirlo, con l’affetto e la stima reciproca che si devono due cristiani alla sequela dell’Unico e medesimo Signore.

Sul solo sentiero antico della fede, quello tracciato dalla Scrittura e ribadito dai nostri padri nella fede.

Consiglio a tutti la lettura, specie a chi ha il compito della predicazione. Vi troverete moltissimi spunti interessanti.

Studi biblici/Atti 2:1-11 – Tempo di Riforma.

Pensiero breve sulle… rivoluzioni!

Rivoluzione

Le rivoluzioni… un tempo un po’ ci credevo. Poi la vita, oltre che lo studio senza paraocchi della storia mi hanno fatto capire una cosa. Che le rivoluzioni alla fin fine sono tutte uguali, grandi o piccole che siano.

Parafrasando il molto profetico Orwell, partono tutte dall’idea che “Tutti gli animali sono uguali” e finiscono tutte, di riffa o di raffa, per riaffermare che “Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Ovvero ogni rivoluzione alla fine si rivolge, o si riavvolge, come preferite, nell’ingiustizia di partenza.

Unica rivoluzione possibile quella che possiamo fare dentro di noi, non conformandoci allo spirito di questo mondo.

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. (Romani 12,2)

Quale sia questa volontà, ce l’ha mostrato il Cristo. Il solo vero rivoluzionario (lo dicevano anche negli anni Settanta, ma ne sovvertivano il senso…). Non a caso finisce sulla Croce.

Abbiate coraggio

Abbiate coraggio

Una Parola che invita al coraggio della testimonianza della propria fede. Di questi tempi più che mai necessaria).

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Dal Vangelo secondo Giovanni (16, 29-33)

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Parola del Signore

Accresci la mia fede, Signore Gesù. Che io abbia il coraggio di percorrere solo la tua Via, l’unica secondo la Verità che porta alla Vita vera. Amen.