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Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?

Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?

Il testo biblico

9 E io vi dico: fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste, perché quando esse verranno a mancare, quelli vi ricevano nelle dimore eterne. 10 Chi è fedele nelle cose minime è fedele anche nelle grandi, e chi è ingiusto nelle cose minime è ingiusto anche nelle grandi. 11 Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere? 12 E, se non siete stati fedeli nei beni altrui, chi vi darà i vostri? 13 Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona

(Luca 16)

Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?
Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?

Un breve commento

La Liturgia del giorno ci propone questo famosissimo brano che è un degno prologo al brano che ci proporrà domani la liturgia domenicale, la parabola delle dieci vergini (Matteo 25:1-13).

Le vergini si troveranno al momento cruciale chi con, chi senza la scorta di olio per tenere accese la loro personale lampada. Quell’olio è la forza della Parola di Dio. Quell’olio è la costanza nella preghiera. Quell’olio è la ricercata ricchezza della compagnia del Verbo e della Sua Grazia.

Quell’olio è insomma la vera ricchezza di cui parla il Vangelo di oggi. Non ci sono mezze misure. O si cerca prima di tutto la ricchezza che ci viene da Dio (e poi ci si occupa del resto…) oppure, al contrario, si cerca prima di tutto la ricchezza (Mammona in aramaico) e la soddisfazione del mondo, ed i rimasugli del nostro tempo, del nostro pensare, parlare, agire, si lasciano all’Eterno.

Gesù ci mette in guardia, le conseguenze sono chiare. E le vergini che rimangono chiuse, fuori dal banchetto e dalla festa nuziale, al freddo e senza luce perchè le loro lampade si sono spente, ci mostrano plasticamente cosa succede.

A noi la scelta.

Amen. Alleluia!

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo perchè l’uomo a sua volta glieLa restituisca.

Ricordo che una volta quando ero formatore in Seminario dissi scherzando ad un alunno che mi interpellava sulla mia passione per quelle 150 parole messe in canto ed in poesia, che non ero ero così sicuro della mia vocazione al presbiterato…  quanto di quella a fare il lettore ed il salmista!

Così, oltre al Salterio della Liturgia delle Ore, ne ho uno monastico ed è certamente, quello dei Salmi, assieme ai Vangeli, il libro biblico che nutre principalmente la mia preghiera.

Così ho letto con il massimo interesse il post del mio fratello Giovanni Festa e del traduttore Adriano Frinchi sul modo di adoperare il Salterio di Sant’Arsenio di Cappadocia.

Cosicchè ho scelto di riproporvelo anche su questo mio blog.

SALTERIO – BENEDIZIONALE
DI SANT’ARSENIO DI CAPPADOCIA

Il Salterio come “Libro delle necessità” secondo l’uso di sant’Arsenio di Cappadocia trasmessoci dal Gheron Paisios del Monte Athos

Traduzione e adattamento dall’inglese di Adriano Frinchi

INTRODUZIONE

I salmi sono la preghiera di Cristo e della Chiesa, e dunque ogni credente può trovare in essi il modo migliore di esprimere la propria preghiera e di santificarsi. Ma è pure vero ciò che dice il nostro padre tra i santi Atanasio: “ogni salmo fu dettato e composto in tal modo dallo Spirito Santo che in esso sono raccolti tutti moti dell’animo nostro, come se fossero da noi proferiti e come se realmente fossero nostri” (1).

Sant’Atanasio fa dunque una osservazione molto importante: pregando e contemplando i salmi possiamo non solo trovare la vita e i sentimenti di Cristo, ma possiamo ritrovare noi stessi, con i nostri sentimenti e le nostre vicende. Cristo ha preso tutto di ognuno di noi e ha dato a noi tutto se stesso, e allora non ci dobbiamo allora stupire se nella contemplazione del salterio ritroviamo tutta la vita umana con le sue molteplici e varie vicende. Certamente non si stupì di questa qualità teandrica del salterio Arsenio di Cappadocia (1840-1924), monaco canonizzato dal Patriarcato Ecumenico nel 1986, che utilizzava i salmi per le benedizioni, specie quando non esisteva una benedizione prescritta per una particolare occasione.

(1) S. ATANASIO, Lett. a Marcellino, 12 (PG 27,24)

IL SALTERIO DI ARSENIO DI CAPPADOCIA

In questo lavoro si offre nella prima parte una corrispondenza tra i salmi e le diverse necessità secondo l’originale greco che può essere trovato nell’opera “il gheron Paisios” dello ieromonaco Christodulos (Agion Oros, 1994).
Nella seconda parte c’è un piccolo e povero indice dei salmi secondo le diverse necessità.
Al di là delle considerazioni teologiche questo salterio costituisce un vero e proprio “Libro delle necessità”, ma è anche un ritratto affascinante di un piccolo villaggio dell’Anatolia all’alba del XX secolo dove la cultura e la tradizione greca e la fede ortodossa prosperavano nonostante la dominazione turca. Ma la cosa più importante che emerge dal testo è la costante e non comune, specie per quei tempi, preoccupazione di alleviare ogni dolore fisico e psicologico degli uomini.

Altro dettaglio degno di nota è la scelta dei salmi da parte di sant’Arsenio. Il santo monaco utilizza un certo salmo per una ben precisa necessità, e questa scelta non è mai banale o scontata ma rivela una lettura orante dei salmi, una contemplazione di ogni singola parola.

Qualcuno potrebbe storcere il naso davanti di fronte a questo originale salterio e potrebbe classificarlo come qualcosa più vicino alla magia o alle superstizione contadine. Nulla di tutto questo. In realtà ci troviamo davanti alla fede genuina e schietta della gente di un piccolo villaggio dell’Asia minore e di un monaco pio e zelante che hanno percepito i salmi come un “canale” attraverso il quale la Grazia di Dio entra in contatto con ogni aspetto della vita umana.

Adriano Frinchi
 
10 novembre 2010, memoria di sant’Arsenio di Cappadocia

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all'uomo
Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo

 

PARTE I

Salmi da usare per le benedizioni secondo l’ordine del Salterio

La numerazione dei salmi segue l’ordine della Septuaginta, mentre tra parentesi è riportata la numerazione del testo masoretico.

1 (1) Per un albero o una vite piantata, affinché porti molto frutto
2 (2) Per coloro che si riuniscono in consiglio, affinché Dio li illumini
3 (3) Per cacciare la cattiveria dalle persone, affinché non tormentino ingiustamente il loro prossimo
4 (4) Per la guarigione delle persone molto sensibili cadute in depressione a causa del comportamento di persone dal cuore duro
5 (5) Per implorare a Dio la guarigione degli occhi feriti da una persona cattiva
6 (6) Per coloro che sono sotto incantesimo , affinché Dio li liberi
7 (7) Per coloro che sono impauriti e intimiditi da cattive persone
8 (8) Per coloro che vengono colpiti da demoni o persone perverse
9 (9 e 10) Per far cessare i tormenti dei demoni durante il sonno e le loro tentazioni durante il giorno
10 (11) Per le coppie dal cuore indurito che divorziano (quando uno dei coniugi tormenta l’altro)
11 (12) Per i malati di mente incattiviti o che fanno del male ad altri
12 (13) Per coloro che soffrono di fegato
13 (14) Per un demone terribile, da recitare continuamente tre volte al giorno per tre giorni
14 (15) Per i ladri e i rapinatori, affinché desistano dai loro propositi e senza aver fatto nulla si pentano
15 (16) Per trovare una chiave perduta
16 (17)Per un’accusa grave ed ingiusta, da recitare continuamente tre volte al giorno per tre giorni
17 (18) In occasione di un terremoto o di altro disastro naturale, di pioggia devastante e fulmini
18 (19) Per le donne gravide affinché partoriscano senza difficoltà
19 (20) Per le coppie che per ragioni mediche non possono avere bambini, affinché Dio li guarisca e li preservi dal divorzio
20 (21) Per cambiare il cuore duro dei ricchi affinché diano l’elemosina ai poveri
21 (22) Per il contenimento degli incendi, affinché non causino nessun danno
22 (23) Per ammansire i bambini ribelli che arrecano dolore ai loro genitori
23 (24) Per aprire una porta quando si è persa la chiave
24 (25) Per coloro che sono tormentati dalle tentazioni che causano problemi continui e fanno perdere la pace
25 (26) Per coloro che chiedono qualcosa a Dio, affinché ottengano quello che hanno chiesto e non subiscano nessun danno
26 (27) Per la protezione dei contadini affinché l’esercito del Nemico non danneggi le persone e i loro campi
27 (28) Per la guarigione di coloro che soffrono di malattie di origine nervosa o mentale
28 (29) Per coloro che soffrono il mare e per coloro che hanno paura del mare agitato
29 (30) Per coloro che corrono pericoli in terre lontane, nei territori dei barbari e dei non credenti, affinché Dio li custodisca e illumini le genti per pacificarle e portarle alla conoscenza di Dio
30 (31) Perché Dio conceda abbastanza grano e frutta in tempo di carestia
31 (32) Per coloro che viaggiano affinché trovino la via quando si perdono
32 (33) Per coloro che sono ingiustamente imprigionati, affinché Dio riveli loro la verità e siano liberati
33 (34) Per coloro che in punto di morte sono tormentati dai demoni o quando le schiere del Nemico si avvicinano con intenzioni minacciose
34 (35) Perché Dio conceda la liberazione delle persone buone dai tranelli dei malvagi che approfittano del Popolo di Dio
35 (36) Perché scompaia completamente ogni animosità dopo discussioni e incomprensioni
36 (37) Per coloro che sono stati gravemente feriti da criminali
37 (38) Per il dolore alle mascelle causato da denti marci
38 (39) Per le persone abbandonate e depresse affinché trovino lavoro ed escano dall’afflizione
39 (40) Per far tornare la concordia tra datore di lavoro e impiegato quando si sono insultati
40 (41) Per il buon parto delle donne che partoriscono bambini prematuri
41 (42) Per i giovani che stanno male per amore e sono feriti e addolorati
42 (43) Per la liberazione di coloro che sono imprigionati da una nazione nemica
43 (44) Perché Dio riveli la verità alle coppie in lite per un malinteso, affinché ritrovino pace e amore
44 (45) Per coloro che soffrono di cuore o reni
45 (46) Per i giovani che, a causa dell’invidia del Nemico, non riescono a sposarsi e a formare una famiglia
46 (47) Perché il dipendente o il datore di lavoro trovino pace, quando il lavoratore si licenzia offeso dal principale e perché il lavoratore trovi lavoro
47 (48) In occasione di scorrerie di bande criminali o di altri gravi disastri: recitare devotamente per 40 giorni
48 (49) Per coloro che svolgono un lavoro pericoloso
49 (50) Perché gli uomini lontani da Dio si pentano e ritornino a Lui e siano salvi
50 (51) Quando a causa dei nostri peccati e per correggerci giunge la punizione di Dio (epidemie e morti fra persone e animali)
51 (52) Perché i padroni dal cuore duro si pentano e divenuti compassionevoli non tormentino i servi
52 (53) Perché Dio benedica le reti ed esse siano riempite di pesce
53 (54) Perché Dio illumini i ricchi che hanno comprato schiavi e questi vengano presto lasciati liberi
54 (55) Perché venga ripristinato il buon nome di una famiglia ingiustamente accusata
55 (56) Per le persone sensibili le cui anime sono state ferite dai loro compagni
56 (57) Per coloro che soffrono di mal di testa provocati da afflizioni
57 (58) Perché tutto vada bene a coloro che operano con retta intenzione affinché Dio impedisca ogni interferenza di demoni o uomini malvagi
58 (59) Per i muti affinché Dio gli ridia la parola
59 (60) Perché Dio riveli la verità quando un gruppo di persone è ingiustamente accusato
60 (61) Per coloro che hanno difficoltà nel loro lavoro a causa della pigrizia o della paura
61 (62) Perché Dio liberi dai problemi i più deboli, affinché non siano dominati dalla tristezza
62 (63) Perché campi ed alberi producano frutti in tempo di siccità
63 (64) Quando qualcuno viene morso da un cane o un lupo con la rabbia, specie se stava dando loro acqua benedetta da bere
64 (65) Per la prosperità dei commercianti, affinché non ingannino la gente semplice
65 (66) Perché il Maligno non porti ostacoli nelle case e non causi dolore nelle famiglie
66 (67) Perché siano benedetti i luoghi dove si allevano le galline
67 (68) Perché le donne a cui fallisce la gravidanza sopportino il dolore e recuperino la salute
68 (69) In occasione di alluvioni e fiumi che straripano sommergendo persone e case
69 (70) Per coloro che intristiti anche da piccole cose vengono portati alla disperazione, affinché Dio doni loro la forza
70 (71) Per le persone abbandonate che, considerate noiose dagli altri a causa dell’invidia del diavolo, precipitano nella disperazione, affinché possano trovare in Dio misericordia e salvezza
71 (72) Perché Dio benedica i raccolti dei contadini
72 (73) Perché i criminali si pentano
73 (74) Perché Dio protegga i contadini che lavorano nei campi quando il villaggio è circondato dal nemico
74 (75) Perché un datore di lavoro barbaro non tormenti i suoi impiegati e li consideri esseri umani
75 (76) Per una madre spaventata per il parto, affinché Dio la custodisca e le infonda coraggio
76 (77) Quando non c’è reciproca comprensione tra genitori e figli, affinché illuminati da Dio i figli ascoltino i genitori ed i genitori mostrino il loro amore ai figli
77 (78) Perché Dio illumini coloro che prestano affinché siano misericordiosi e non opprimano i loro debitori
78 (79) Perché Dio protegga i villaggi dalle scorrerie dell’esercito nemico
79 (80) Perché Dio guarisca colui che ha la faccia gonfia e dolore alla testa
80 (81) Perché Dio si prenda cura dei poveri e dei bisognosi che sono nel dolore e nella tristezza a causa della loro indigenza
81 (82) Perché le persone acquistino i prodotti dai contadini, affinché questi non divengano tristi e depressi
82 (83) Perché Dio impedisca a persone malvagie di commettere omicidi
83 (84) Perché Dio protegga quanto è custodito in casa, gli animali e i frutti del lavoro
84 (85) Perché Dio guarisca coloro che sono stati feriti e terrorizzati dai ladri
85 (86) Perché Dio salvi il mondo quando si propaga la peste e la gente muore
86 (87) Perché Dio conceda una lunga vita ai membri della famiglia che sono fondamentali e necessari per il sostentamento della famiglia
87 (88) Perché Dio custodisca quanti sono senza protezione e sono perseguitati da uomini duri di cuore
88 (89) Perché Dio conceda forza a coloro che sono gracili e si ammalano facilmente, così che possano lavorare senza stancarsi e scoraggiarsi
89 (90) Perché Dio doni la pioggia in tempo di siccità o faccia sì che i pozzi rimasti a secco riabbiano l’acqua
90 (91) Per scacciare via il diavolo quando questo appare a qualcuno e lo terrorizza
92 (93) Perché Dio doni prudenza ai suoi figli ed essi crescano spiritualmente
93 (94) Perché Dio illumini coloro che provocano tumulti, problemi alle nazioni e portano scompiglio tra il popolo, e causano disordini e divisioni.
94 (95) Perché nessun incantesimo porti le coppie a trovare ragioni per litigare
95 (96) Perché Dio guarisca i sordi ed essi tornino a sentire
96 (97) Per rompere gli incantesimi sulle persone
97 (98) Perché Dio conceda conforto a quanti sono nel dolore e questi vincano la depressione
98 (99) Perché Dio conceda benedizione e grazia a quei giovani che lasciano tutto e lo seguono
99 (100) Perché Dio benedica e realizzi i desideri che sono secondo la sua volontà
100 (101) Perché Dio conceda grazia e talenti alle persone buone e semplici
101 (102) Perché Dio benedica i governanti affinché dimostrino bontà e comprensione verso il popolo
102 (103) Perché il ciclo mestruale si manifesti quando è in ritardo
103 (104) Perché Dio benedica i possedimenti delle persone, affinché questi non siano tristi e glorifichino Dio
104 (105) Perché le persone si pentano e confessino i loro peccati
105 (106) Perché Dio illumini le persone e queste non abbandonino la via della Salvezza
106 (107) Perché Dio conceda il dono della gravidanza alle donne che non possono avere figli
107 (108) Perché Dio umili i nemici, ed essi cambino le loro cattive intenzioni
108 (109) Perché Dio guarisca gli epilettici, oppure perché Dio abbia pietà di coloro che accusano ingiustamente e poi si pentono.
109 (110) Perché i giovani abbiano rispetto degli anziani
110 (111) Perché i giudici iniqui si pentano e giudichino giustamente il popolo di Dio
111 (112) Perché Dio protegga i soldati che partono per la guerra
112 (113) Perché Dio conceda le sue benedizioni ad una vedova povera, affinché possa pagare i suoi debiti ed eviti la prigione
113 (114-115) Perché Dio guarisca i bambini con ritardi mentali
114 (116, 1-9) Perché Dio conceda benedizioni e conforto per i bambini tristi e poveri, affinché siano preservati dalla tristezza causata dal disprezzo dei figli dei ricchi
115 (116, 10-19) Perché Dio guarisca dal vizio di mentire
116 (117) Perché le famiglie conservino unità e amore e glorifichino Dio
117 (118) Perché Dio umili i barbari che assediano il villaggio e cambi le loro intenzioni malvagie
118 (119) Perché Dio annienti e umili i barbari che uccidono donne e bambini innocenti
119 (120)Perché Dio conceda pazienza e sopportazione a quanti vivono insieme a persone disordinate ed inique
120 (121) Perché Dio protegga gli schiavi dalle mani del nemico, affinché non siano mutilati prima di essere rimessi in libertà
121 (122) Perché Dio guarisca coloro che soffrono a causa del mal’occhio
122 (123) Perché Dio conceda la vista ai ciechi e curi le malattie degli occhi
123 (124) Perché Dio protegga dai morsi dei serpenti
124 (125) Perché Dio protegga i campi dei giusti dalle persone malvagie
125 (126) Perché Dio guarisca coloro che sono afflitti da mal di testa continui
126 (127) Perché Dio porti la pace in una famiglia dove ci sono liti
127 (128) Perché la cattiveria del Nemico non si avvicini alle case e ci sia sempre la pace e la benedizione di Dio nella famiglia
128 (129) Perché Dio curi coloro che soffrono di emicrania o perché Dio abbia misericordia che i duri di cuore che arrecano dolore ai più sensibili e deboli.
129 (130) Perché Dio infonda coraggio e speranza a coloro che iniziano un nuovo lavoro che non conosco, affinché non incontrino grandi difficoltà
130 (131) Perché Dio conceda agli uomini pentimento, conforto e speranza, affinché essi vengano salvati
131 (132) Perché Dio abbia misericordia del mondo, nel quale ci sono guerre continue a causa dei nostri peccati
132 (133) Perché Dio illumini le nazioni, le renda amiche e i popoli trovino la pace
133 (134) Perché Dio protegga da ogni pericolo
134 (135) Perché coloro che pregano trovino la concentrazione e la loro mente sia unita a Dio
135 (136) Perché Dio protegga gli immigrati che lasciano le loro case e li salvi dai barbari
136 (137) Perché Dio infonda fermezza ai titubanti
137 (138) Perché Dio illumini i signori di un luogo affinché trattino con comprensione la popolazione
138 (139) Perché Dio allontani i pensieri blasfemi che tormentano i più sensibili
139 (140) Perché Dio pacifichi un capo famiglia con un brutto carattere che fa soffrire tutta la famiglia
140 (141) Perché Dio pacifichi i padroni barbari di un luogo affinché non tormentino i loro sudditi
141 (142) Perché Dio plachi un ribelle che commette malvagità, affinché, anche se è un curdo3, diventi come un agnello
142 (143) Perché Dio protegga una madre durante la gravidanza, affinché non perda il bambino
143 (144) Perché Dio plachi il popolo in rivolta e sia scongiurata la guerra civile
144 (145) Perché Dio benedica il lavoro degli uomini, ed esso gli sia bene accetto
145 (146) Perché Dio sani coloro che soffrono di emorragie
146 (147, 1-11) Perché Dio sani chi è stato morso o chi è stato colpito alla mascella da persone malvage
147 (147, 12-20) Perché Dio ammansisca le fiere affinché non arrechino danno alle persone e alle loro fattorie
148 (148) Perché Dio conceda tempi buoni e gli uomini siano nell’abbondanza e glorifichino Dio
149 (149) Per rendere grazie a Dio della tenerezza e dell’amore sconfinato che ha per noi4
150 (150) Perché Dio conceda felicità ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che si trovano in luoghi lontani, e ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che si sono addormentati e sono in un luogo ancora più lontano. Amen.

PARTE II

INDICE SECONDO I TEMI

In questo indice la numerazione dei salmi è quella della Septuaginta

AGRICOLTURA: 1, 26, 30, 50, 52, 62, 66, 71, 83, 124, 147, 148
ANIMALI, ostili: 63, 123, 147
BAMBINI: 22, 76, 109, 113, 114
MORTE E DEFUNTI: 33, 150
DISASTRI: 17, 21, 30, 50, 62, 68, 85, 89
SALUTE, fisica: 5, 12, 28, 36, 37, 44, 56, 58, 63, 79, 86, 88, 95, 102, 108, 122, 125, 128, 145, 146
SALUTE, psicologica: 4, 7, 8, 9, 11, 24, 27, 41, 55, 56, 60, 61, 69, 70, 80, 81, 84, 97, 100, 103, 128, 136, 138
SALUTE, delle donne 18, 19, 40, 67, 75, 106, 142, 145
LEGGE E GOVERNO: 14, 16, 32, 36, 47, 51, 59, 72, 82, 84, 93, 101, 108, 110, 137, 140, 141, 143
MAGIA E DEMONI: 5, 6, 8, 9, 13, 33, 57, 65, 90, 94, 96, 121
PACE E GUERRA: 26, 33, 42, 73, 78, 93, 107, 111, 117, 118, 120, 127, 131, 132, 135, 140, 141, 143
PACE , fra gli amici e nella famiglia: 10, 19, 22, 35, 41, 43, 45, 54, 65, 76, 86, 94, 109, 116, 126, 127, 139
PROPIETA’: 14, 15, 23, 47, 83, 103, 124
PROTEZIONE: 9, 13, 34, 47, 48, 57, 90, 133
PREOCCUPAZIONI SOCIALI: 20, 32, 35, 38, 51, 53, 59, 77, 80, 81, 87, 93, 101, 110, 112, 113, 114, 119, 124, 137, 140
SPIRITUALITA’: 3, 9, 24, 25, 29, 49, 50, 57, 72, 91, 98, 99, 100, 104, 105, 108, 115, 119, 130, 134, 136, 149
VIAGGI ED EMIGRAZIONE: 28, 29, 31, 92, 135, 150
LAVORO: 2, 38, 39, 46, 48, 51, 52, 57, 60, 64, 74, 81, 83, 100, 101, 103, 129, 137, 140,144

Il Signore abbia misericordia dello Ieromonaco Christodulos e del traduttore Adriano

Fine e Gloria a Dio

La chiesa di pietra. Serve o non serve?

La chiesa di pietra. La Basilica del Laterano

Oggi, 9 novembre, la chiesa cristiana di confessione cattolica celebra con il grado di Festa la dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma.

Ma come, potrebbe dire qualcuno, non si chiama San Giovanni? Così in effetti la chiamano abbreviando i romani, ma il titolo completo è alquanto lungo. Esattamente è: “Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano”.

Come riassume WikipediaPapa Silvestro I, nel IV secolo, la dedicò al Santissimo Salvatore; poi papa Sergio III, nel IX secolo, aggiunse la dedica a San Giovanni Battista; infine papa Lucio II, nel XII secolo, incluse anche San Giovanni Evangelista. È detta “arcibasilica” perché è la più importante delle quattro basiliche papali maggiori; più precisamente, ha il titolo onorifico di Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput, ovvero Madre e Capo di tutte le chiese nella città e nel mondo. È detta infine “in Laterano”, o “lateranense”; Lateranus era un cognomen della gens Claudia, e nella zona dove sorse la basilica si trovavano dei possedimenti (horti) di quella famiglia.

Scrivevo sopra “costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma” ma, diciamolo, anche per celebrare se stesso come “protettore” temporale della chiesa cattolica. Uno dei tanti, con alterne fortune, ma più spesso sfortune, definito od autodefinitosi tale nel corso di questi venti e spicci secoli di storia.

La chiesa di pietra. Serve o non serve?
La chiesa di pietra. Serve o non serve?

La chiesa di pietra. Serve? No…

Un dibattito che va avanti da sempre. La risposta a mio parere teologicamente più esatta è no, non serve, nel senso che non è strettamente necessaria. Come disse Gesù, i veri adoratori adorano in spirito e verità. Il culto al Signore è principalmente un culto spirituale. Stiamo attenti però, spirituale non significa disincarnato, al contrario.

Tutto ciò che è apparentemente nostro, corpo ed anima, deve essere coinvolto nel culto da rendere al Verbo, alla Parola di Dio, al Cristo. E quindi come al corpo servono il cibo, serve un vestito, così è necessario anche, quando due o tre sono insieme nel Suo Nome, che essi abbiano un luogo dove riunirsi.

Non necessariamente quel qualcosa che architettonicamente chiamiamo chiesa o basilica, o tempio, o cattedrale, o duomo o in mille altri modi. I primi culti, ci raccontano il libro degli Atti ed il Nuovo Testamento, si tenevano nelle case, nelle famiglie.

Le prime chiese erano chiese domestiche, caratterizzate dal piccolo numero. Anche per ovvi motivi legati alla persecuzioni continue che la chiesa nascente subiva da questa o quella autorità temporale, dai vari principi di questo mondo, strumenti del Maligno che cercava di scoraggiare gli uomini e le donne dal celebrare la sua sconfitta attraverso la Croce, la Morte e la Resurrezione di Gesù.

La chiesa di pietra. Serve o non serve?
La chiesa di pietra. Serve o non serve?

La chiesa di pietra. Serve? …ma anche Si.

La chiesa di pietra quindi essenzialmente non serve, ma anche si. Purchè si abbia chiaro che lo spazio è reso sacro principalmente dal fatto che coloro che si riuniscono in questo o quel determinato luogo, delimitato da quattro mura e da questo o quello spazio, sono sacri loro, nel senso che sono motivati dal riunirsi nel volersi consacrare a Dio, nel professare la loro intenzione di rendere gloria al Signore, all’Eterno, del quale sono debitori e che Solo, vogliono servire come servi senza pretese e facendo, come Maria ci dice nel Vangelo tutto ciò che Egli ci dirà.

La chiesa di pietra, o il tempio, o la sala di riunione servono quindi per ricordarci che tutto lo spazio, non solo quello delimitato!, è uno spazio liturgico, e che tutto il tempo, non solo quello particolare che trascorriamo dentro quel luogo, è un tempo liturgico.

Che l’uomo è in essenza liturgico, servitore di Dio, ministrante di Dio in ogni gesto od azione che compie su questa terra.

Nel tempo forte, specifico del culto domenicale, della Messa, della Divina Liturgia, tutto ciò che ci circonda, e tutto ciò che viviamo ci ricorda in modo speciale tutto questo. Che l’essenza dell’essere chiesa, dell’essere ec-clesia, è questo essere chiamati da fuori, da Dio perchè a Lui ed a Lui Solo dobbiamo servire. Perchè da Lui proveniamo ed a Lui torneremo.

E sarà bene, Gesù ce lo dice un numero incredibile di volte nel Vangelo, che il servo si faccia trovare buono, fedele, operoso nel momento che questo accadrà. Perchè è l’uso che avremo fatto del tempio del nostro corpo quello che sarà oggetto del giudizio.

Amen. Alleluia.

Una nuova Pentecoste per la nostra vita

Una nuova Pentecoste per la nostra vita

Dio nostro Padre, ha mandato lo Spirito Santo, perché sia in noi sorgente inesauribile di luce. Animati da questa fede diciamo insieme:
Illumina il tuo popolo, o Signore.

Sii benedetto, o Dio, nostra vita,
 che nella tua bontà ci hai guidati all’alba di questo nuovo giorno.

Tu, che hai illuminato il mondo con la risurrezione del tuo Figlio,
 diffondi la sua luce in tutti gli uomini mediante l’opera della Chiesa.

Hai trasformato i discepoli del tuo Figlio con il fuoco della Pentecoste,
 manda ancora lo Spirito nella tua Chiesa, perché ti sia fedele.

Luce delle genti, ricordati di quanti sono immersi nelle tenebre dell’errore,
 apri i loro occhi alla luce della fede, perché riconoscano in te l’unico vero Dio.

(Invocazioni delle Lodi Mattutine del giorno)

Una nuova Pentecoste per la nostra vita
Una nuova Pentecoste per la nostra vita

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta

Per evangelica dicta, deleantur nostra delicta.
Ovvero (secondo la traduzione del Messale di Paolo VI):
La Parola del Vangelo cancelli i nostri peccati.

Così, baciando l’Evangeliario (dovrebbe averlo ogni Chiesa) o il Lezionario, prega il presbitero al termine della lettura del Vangelo.

Traducendo letteralmente si potrebbe rendere con:

“Per effetto dei detti evangelici appena ascoltati, siano cancellati i nostri peccati”.

“Siano”, non “sono”, perchè possiamo essere così induriti nei nostri peccati da vanificare (ovviamente per quello che vediamo noi, solo l’Eterno vede fino in fondo ai nostri cuori) anche la grazia che ci viene dall’ascolto della Parola del Signore.

La Parola del Signore, letta, ascoltata, meditata, pregata, solennemente annunciata è un farmaco potentissimo per la nostra anima. Ma se noi, malati, la medicina la risputiamo nel lavandino sporco dei nostri vizi, o la gettiamo nella pattumiera del nostro peccato, che effetto concreto essa potrà avere?

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta
Per evangelica dicta deleantur nostra delicta (Papa Benedetto XVI con l’Evangeliario ungherese)

 

O Eterno non tardare! (Salmo 69)

O Eterno non tardare! (Salmo 69)

Salmo 69 (70)

1 [Al maestro del coro. Di Davide. Per far ricordare.]

O DIO, affrettati a liberarmi. O Eterno, affrettati in mio aiuto.

2 Siano svergognati e confusi quelli che cercano la mia vita; voltino le spalle e siano coperti di vergogna quelli che desiderano il mio male.

3 Voltino le spalle a motivo della loro vergogna quelli che dicono: «Ah, ah!».

4 Si rallegrino e gioiscano in te tutti quelli che ti cercano, e quelli che amano la tua salvezza dicano del continuo: «Sia magnificato DIO!».

5 Ma io sono povero e bisognoso; o DIO, affrettati a venire in mio aiuto; tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; o Eterno, non tardare.

O Eterno non tardare! (Salmo 69)
O Eterno non tardare! (Salmo 69)

Scrive il mio fratello prete sciancato, Giovanni.

Poichè le nostre radici cristiane-di noi occidentali in qualsivoglia congregazione cristiana poi viviamo il Vangelo – in Europa Occidentale affondano comunque dentro il cuore profondo della devozione e della preghiera orante delle nostre nonne, dei nostri nonni, dei nostri Padri e delle nostre Madri …un’icona che ricordi per queste radici la pietas e la fede e la speranza cristiana verso i defunti/ gli addormentati e le defunte/le addormentate perchè il Sabato soprabenedetto è l’ultima puntata come nostra invocazione quotidiana del salmo 69 (in Occidente 70) del Signore. Non tardare… …salmo che mia Nonna conosceva a memoria in attesa della santa Apocalisse del Secondo Ritorno del Sovrano quando verrà e finalmente sconfiggerà il demonio e la sua concubina che è la morte e l’osceno frutto del loro amplesso, l’anticristo.

Mi piace il riferimento alla morte corporale come la concubina del demonio. Lo è davvero per chi non crede nella Resurrezione, per chi disprezza il dono della salvezza attraverso la Croce, per chi pensa di poter fare a meno della Parola di Dio e dei suoi precetti.

Costui, o costei, finirà in compagnia del frutto del loro amplesso, l’anticristo, con lui brucerà fino alla fine dei tempi la sua disperazione. Che è qualcosa che brucia senza estinguersi mai, la disperazione. Davvero l’anticamera dell’inferno…

Altro che i puffi neri e le zucche arancioni di Halloween!

Ordo Commendationis Animae

Proficiscere anima christiana de hoc mundo… […]
Constitua te Christus, Filius Dei vivi, intra paradisi sui semper amoena virentia, et inter oves suas te verus ille Pastor agnoscat.
Ille ab omnibus peccatis tuis te absolvat, atque ad dexteram suam in electorum suorum te sorte constituat.
Redemptorem tuum facie ad faciem videas, et, praesens semper assistens, manifestissimam beatis oculis aspicias veritatem.
Constitutus igitur inter agmina beatorum, contemplationis divinae dulcedine potiaris in saecula saecolurom.
Amen

Rèquiem aetèrnam

Il Requiem aeternam (Eterno riposo) è una preghiera della tradizione cattolica rivolta a Dio per la pace delle anime dei defunti.

È derivata dall’apocrifo Apocalisse di Esdra (III secolo).

Rèquiem aetèrnam,
dona eis, Domine,
et lux perpètua lùceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen.

I santi, i fratelli che ci aspettano: perchè questa solennità?

I santi, i fratelli che ci aspettano: perchè questa solennità?

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
​(Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)

Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano

A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perchè ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.

Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.

Il primo desiderio

Il primo desiderio, che la memoria dei santi suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all’assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipiamo con i voti dell’anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l’aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perchè una tale fame di gloria è tutt’altro che pericolosa.

Il secondo desiderio

Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati.
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezze sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo.
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita è nascosta con lui in Dio.
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostro corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.

Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perchè la speranza così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.

I santi, i fratelli che ci aspettano: perchè questa solennità?
I santi, i fratelli che ci aspettano: perchè questa solennità?

Parola, Corpo e Sangue: non ci sono altre risposte

Parola, Corpo e Sangue: non ci sono altre risposte

La Parola di Dio è la sola Verità.

Il Corpo ed il Sangue di Cristo sono il solo vero pane di vita, la sola vera bevanda di salvezza.

Altre risposte non ci sono, e non ne cerco.

Le domande, i dubbi, le incertezze sono le mie, mi vengono dal mio peccato. Le supero grazie alla Verità, alla Parola, alla Croce presso la quale la Santa Madre di Dio mi invita a restare saldo, in piedi.

Il Pane vivo disceso dal cielo, il Pane degli angeli, è quello che mi è donato per avere la forza di camminare e rialzarmi sempre, come fu per il profeta Elia. Cercava Dio nei segni potenti, ma Egli era nella brezza leggera, nello Spirito che ci sussurra all’orecchio cosa è giusto dire, come è giusto amare, secondo Verità.

Il Sangue di Cristo è quello che mi fortifica, mi da’ gioia, rinnova il mio desiderio di essere un tutt’uno con Lui. Che mi fa osare contro i poteri di ogni segno che sono su questo mondo. E avviene che la mia povera acqua, come a Cana, se fido in Lui, diviene il vino migliore, con cui, senza che nemmeno io sappia “da dove venga” Egli riesce a compiere meraviglie.

Disse la Santa Madre di Dio a Cana, a noi servitori del Signore: “Fate tutto quello che Egli vi dirà“.  Dal vino si torna alla Parola.

Tutto rimanda a Cristo. Solo a Cristo. Sempre a Cristo.

Amen. Alleluia!

C’è grande confusione sotto il cielo

C’è grande confusione sotto il cielo

Le semplificazioni

C’è grande confusione sotto il cielo, pensavo oggi leggendo su un giornale online le dichiarazioni di un vescovo cattolico su Lutero “ispirato dallo Spirito Santo come la Riforma”, ma anche le repliche di alcuni commentatori, sempre cattolici, che non la pensano come quel vescovo e replicano con argomentazioni che, o rasentano le ingiurie più complete, oppure semplificano la fede dei credenti riformati nello stesso modo con cui, al contrario, molti credenti riformati semplificano ed appiattiscono le posizioni cattoliche.

Quelli senza dogma, questi senza opere, quelli con poca Parola, quegli altri senza tradizione ecclesiastica.

La confusione aumenta

C’è grande confusione sotto il cielo, e questa aumenta visto il clima culturale in cui viviamo, che vorrebbe tutto uniformare, tutto appiattire, tutto rendere uguale…

A partire dai sessi, dai due generi con cui ci ha creato Nostro Signore (“facciamoli diventare 53 o 56, così non ci si capisce più nulla…”), per passare al matrimonio (da un uomo e una donna, come natura vuole, a due uomini, due donne, tre più uno, uno più uno e mezzo, trans, trins, trick e track, poliamori e poligamia: stesso obiettivo).

Tutti appiattiti, perchè così alcuni possono meglio sfruttare gli altri.

Checchè ne credano buonisti e libertari, il peccato dell’uomo è sempre lo stesso,l’orgoglio di credersi Dio e di poter sfruttare a piacimento il fratello, di poterne, se serve, annientare la vita, rifutandosi poi di renderne conto al proprio Unico Signore.

Repliche ancora più confuse

Ritornando all’ambito ecclesiale, di qualsiasi confessione, così oggi ci ritroviamo, contrapposti a quelli per cui “è tutto uguale, basta essere buoni!”, con reazionari di tutte le risme, che parlano, da una parte di “vomito cattolico” e dall’altro di “sterco protestante”.

Ho chiuso di recente i rapporti sui social con due persone che si sono espresse in tal modo nei riguardi di fratelli in Cristo. Fratelli in Cristo secondo me, ovviamente; secondo uno di loro “quegli altri” neppure erano figli di Dio. Ce ne vuole di pazienza sui social…

Omelie confusissime, come certi sermoni

Riporto qui di seguito l’intervento sui social di una mia conoscente, uscita, diciamo così, perplessa dalla messa…

“Visto che oggi è la giornata mondiale delle missioni, il parroco, durante l’omelia, ha pensato bene di beatificare Gino Strada. Perchè, se è noto come si sia speso per cause umanitarie, sono meno noti i trascorsi politici che aiuterebbero a tirare le fila. E infatti, il parroco, proprio perchè carico di buone intenzioni filo-sinistroidi, ha saputo mantenere la lucidità necessaria per nascondere la verità e fermarsi ad un passo dal dire le cose come stanno, perchè ” non è mai bene indagare oltre, cadrebbe la struttura del discorso e quello che voglio farvi capire,…” ah si eh?
La beatificazione di Strada è stata strategicamente funzionale ad introdurre, per contrasto, la figura di Salvini, definito ” delinquente”, insieme a tutti quelli della Lega e i veneti in generale, per non tralasciare che chi lavora in proprio è necessariamente un ladro imbroglione; ma il bello è stato quando ha dato la colpa a Trump se il coreano segue sogni impazziti…. Non contento di ciò , e non soddisfatto dell’assenza di extracomunitari in chiesa, ha accusato i presenti di essere razzisti. 
Dopodichè, io sono uscita. ( e poco male se oggi si parlava proprio di dare a Cesare quel che è di Cesare….)”

Punti fermi da mantenere: Parola, Liturgia, Maria

La Parola di Dio è la sola ed unica guida per la vita dell’uomo.
Dio è Dio e viene sempre e comunque prima di Cesare.
Di Cesare e di gente che si crede Cesare è pieno il mondo, e le chiese non fanno certo eccezione, anche se dovrebbero.

Il servizio a Dio, la liturgia, è il primo dovere dell’uomo. La Liturgia è Divina perchè è l’unico modo che l’uomo ha di avvicinarsi a Dio, di riconciliarsi con l’immagine di Dio che ha dentro. Proponendosi di fronte a Lui come quel servo inutile, quel servo senza pretese che egli è nella realtà.

Maria Vergine non è grande perchè la chiamiamo Regina, o Assunta o Tuttasanta. Maria Vergine è grande perchè è Madre di Dio, perchè è la Prima tra i credenti, perchè ha creduto contro tutto e contro tutti, perchè è rimasta in piedi con il suo dolore sotto la Croce. Ha partorito Dio nella carne, perchè lo Spirito Santo l’ha resa capace di generarlo in lei con tutta se stessa.

C'è grande confusione sotto il cielo. Torniamo ai punti fermi. Il Verbo di Dio in braccio alla Vergine di Kazan
C’è grande confusione sotto il cielo. Torniamo ai punti fermi. Il Verbo di Dio in braccio alla Vergine di Kazan

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA – LETTURA BREVE

Romani 11:33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Il Vespro è la preghiera  del tramonto e, assieme alle Lodi del Mattino, è una delle ore principali che la tradizione liturgica antica dedica alla preghiera al Signore. Prima era detto anche Lucernarium.

E’ una delle ore principali della giornata perchè il tempo è il dono principale che l’Eterno ci fa e continua a farci in ogni istante, anche ora. Senza che Egli mi rinnovi questo dono io non sarei qui a battere su questi tasti.

E’ una delle principali ore della giornata perchè si recita al tramonto, come le Lodi all’alba. Al calare ed al rialzarsi del sole quindi. Di quella che è detta la luce maggiore, quella che, per volere dell’Eterno, permette che ci sia vita sul pianeta Terra.

Il sole della nostra vita però, quello vero, è la Parola di Dio. La Parola di Dio è la nostra luce, è quella che illumina i nostri passi, le nostre scelte, le nostre decisioni. La Parola di Dio è il nostro calore, è quella che riscalda i nostri cuori, tiene in caldo le nostre mani ed i nostri piedi, li fa muovere, stringersi una all’altra, azzardare un primo passo e poi subito un altro.

La lettura di questo Vespro, detto Primo perchè dà inizio al primo ed all’ultimo dei giorni, al giorno ottavo di cui cantiamo negli inni, perchè dà inizio alla Domenica, al Giorno del Signore, riassume il principio che i cristiani chiamano del Soli Deo gloria.

Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen.

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica
Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica