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Una nuova Pentecoste per la nostra vita

Una nuova Pentecoste per la nostra vita

Dio nostro Padre, ha mandato lo Spirito Santo, perché sia in noi sorgente inesauribile di luce. Animati da questa fede diciamo insieme:
Illumina il tuo popolo, o Signore.

Sii benedetto, o Dio, nostra vita,
 che nella tua bontà ci hai guidati all’alba di questo nuovo giorno.

Tu, che hai illuminato il mondo con la risurrezione del tuo Figlio,
 diffondi la sua luce in tutti gli uomini mediante l’opera della Chiesa.

Hai trasformato i discepoli del tuo Figlio con il fuoco della Pentecoste,
 manda ancora lo Spirito nella tua Chiesa, perché ti sia fedele.

Luce delle genti, ricordati di quanti sono immersi nelle tenebre dell’errore,
 apri i loro occhi alla luce della fede, perché riconoscano in te l’unico vero Dio.

(Invocazioni delle Lodi Mattutine del giorno)

Una nuova Pentecoste per la nostra vita
Una nuova Pentecoste per la nostra vita

Lode a Te Signore e gloria nei secoli. Alleluia!

Lode a Te Signore e gloria nei secoli. Alleluia!

Lode a Te Signore e gloria nei secoli. Alleluia! Giorno del Signore è questo! Dies Dominicus!

Partecipiamo oggi al Culto, alla Messa, alla Divina Liturgia, e riconosciamo il dominio assoluto del Signore sulla nostra vita e della vita del mondo.

A pensarci lo fanno tutti, anche i pagani, anche quelli che si dicono “non credenti”, chiamando “Domenica”, ovvero “Giorno del Dominus”, “Giorno del Signore” questo che è il primo è l’ultimo dei giorni, il giorno radioso e splendido, l’ottavo giorno di una settimana umana di sette, ovvero il giorno in cui è possibile, convertendosi all’Evangelo, alla Parola di Dio, iniziare una nuova vita.

Ascoltiamo la Parola di Dio, e facciamo sì che cada nel terreno fertile della nostra anima.

Amen. Alleluia!

Lode a Te Signore e gloria nei secoli. Alleluia!
Lode a Te Signore e gloria nei secoli. Alleluia!

Cantico di Daniele

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
    benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli,
        il Signore, *
    benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
    benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore, *
    benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
    benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
    benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
    benedite, notti e giorni, il Signore,

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
    benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
    lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *
    benedite, creature tutte che germinate sulla terra,
        il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
    benedite, mari e fiumi, il Signore,

Benedite, mostri marini
        e quanto si muove nell’acqua, il Signore, *
    benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici,
        il Signore, *
    benedite, figli dell’uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
    lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
    benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
    benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio
        con lo Spirito Santo, *
    lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu Signore, nel firmamento del cielo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

[CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore
Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).]

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA – LETTURA BREVE

Romani 11:33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Il Vespro è la preghiera  del tramonto e, assieme alle Lodi del Mattino, è una delle ore principali che la tradizione liturgica antica dedica alla preghiera al Signore. Prima era detto anche Lucernarium.

E’ una delle ore principali della giornata perchè il tempo è il dono principale che l’Eterno ci fa e continua a farci in ogni istante, anche ora. Senza che Egli mi rinnovi questo dono io non sarei qui a battere su questi tasti.

E’ una delle principali ore della giornata perchè si recita al tramonto, come le Lodi all’alba. Al calare ed al rialzarsi del sole quindi. Di quella che è detta la luce maggiore, quella che, per volere dell’Eterno, permette che ci sia vita sul pianeta Terra.

Il sole della nostra vita però, quello vero, è la Parola di Dio. La Parola di Dio è la nostra luce, è quella che illumina i nostri passi, le nostre scelte, le nostre decisioni. La Parola di Dio è il nostro calore, è quella che riscalda i nostri cuori, tiene in caldo le nostre mani ed i nostri piedi, li fa muovere, stringersi una all’altra, azzardare un primo passo e poi subito un altro.

La lettura di questo Vespro, detto Primo perchè dà inizio al primo ed all’ultimo dei giorni, al giorno ottavo di cui cantiamo negli inni, perchè dà inizio alla Domenica, al Giorno del Signore, riassume il principio che i cristiani chiamano del Soli Deo gloria.

Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen.

Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica
Soli Deo gloria. Il Primo Vespro della Domenica

Come incenso, o Dio, salga a te la mia preghiera (Primo Vespro della Domenica)

Come incenso, o Dio,
salga a te la mia preghiera.

SALMO 140, 1-9 Preghiera nel pericolo
E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi (Ap 8, 4).

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; *
    ascolta la mia voce quando t’invoco.
Come incenso salga a te la mia preghiera, *
    le mie mani alzate come sacrificio della sera.

Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, *
    sorveglia la porta delle mie labbra.

Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male †
    e compia azioni inique con i peccatori: *
    che io non gusti i loro cibi deliziosi.

Mi percuota il giusto e il fedele mi rimproveri, †
    ma l’olio dell’empio non profumi il mio capo; *
    tra le loro malvagità continui la mia preghiera.

Dalla rupe furono gettati i loro capi, *
    che da me avevano udito dolci parole.

Come si fende e si apre la terra, *
    le loro ossa furono disperse
        alla bocca degli inferi.

A te, Signore mio Dio, sono rivolti i miei occhi; *
    in te mi rifugio, proteggi la mia vita.
Preservami dal laccio che mi tendono, *
    dagli agguati dei malfattori.

Gloria al Padre e al Figlio *
    e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
    nei secoli dei secoli. Amen.

Come incenso, o Dio,
salga a te la mia preghiera.

Come incenso, o Dio, salga a te la mia preghiera.
Come incenso, o Dio, salga a te la mia preghiera.

Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti (Matteo 22:14)

Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti (Matteo 22:14)

Il Vangelo del Giorno del Signore

1 E Gesù, riprendendo la parola, di nuovo parlò loro in parabole, dicendo: 2 «Il regno dei cieli è simile a un re, il quale preparò le nozze di suo figlio. 3 E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. 

4 Di nuovo mandò altri servi dicendo: “Dite agl’invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio pranzo, i miei vitelli e i miei animali ingrassati sono ammazzati ed è tutto pronto; venite alle nozze”. 5 Ma essi, non curandosene, se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari. 6 E gli altri, presi i suoi servi, li oltraggiarono e li uccisero. 

7 Il re allora, udito ciò, si adirò e mandò i suoi eserciti per sterminare quegli omicidi e per incendiare la loro città. 8 Disse quindi ai suoi servi: “Le nozze sono pronte, ma gl’invitati non ne erano degni. 9 Andate dunque agli incroci delle strade e chiamate alle nozze chiunque troverete”. 10 E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti coloro che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. 

11 Ora il re, entrato per vedere i commensali, vi trovò un uomo che non indossava l’abito da nozze; 12 e gli disse: “Amico, come sei entrato qui senza avere l’abito da nozze?”. E quegli rimase con la bocca chiusa. 13 Allora il re disse ai servi: “Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti”. 14 Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti (Matteo 22:14)
Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti (Matteo 22:14)

Un Vangelo Eterno, come tutta la Scrittura. Perfettamente consono anche ai tempi che stiamo vivendo. Dove tanti uomini, pur conoscendo la chiamata del Cristo, si lasciano prendere dai propri affari, dai propri interessi personali o di famiglie, si lasciano schiavizzare dalle cose: dal denaro, dal potere, dal piacere, dai mille demoni di questo mondo.

Anche oggi tanti credono di “lavarsi la coscienza” dando tutta la colpa ai quei pochi che si sforzano di servire il Signore con la loro vita, a coloro che si riconoscono come suoi servi senza pretese. Perciò li deridono, li umiliano, li dichiarano insignificanti, di altri tempi, assolutamente inutili.

Li dichiarano sciancati da “idee di altri tempi”, impiegati, “travet” delle cose del divino. Li deridono, li mettono da parte, e ancora oggi spesso li uccidono, dove nel corpo, dove nell’anima.

Ma alla Sapienza, dice la Parola di Dio, viene alla fine comunque resa giustizia. E il Signore, Benedetto Egli sia, li caccerà dal suo banchetto finale, riempirà la sala del banchetto con quelli che sono poveri nel modo da essere ricchi soltanto della Sua Parola.

Ma attenti ad indossarla bene quella Parola. Ad indossarla come un abito nuziale vero, bianco, puro. Ad indossarla e ad essere rivestiti solo di quella! Davvero! O si subirà la stessa sorte degli uomini infedeli.

Chi infatti indossa la veste nuova, ma questa veste non la intesse solo con Cristo e con il Verbo, ma la sottesse con parole e sapienze mondane, chi mischia la Sapienza di Dio, con le stolte parole dell’uomo, cade nuovamente negli inganni del Maligno.

E al Maligno andrà a fare compagnia, nel Giorno del Giudizio.

Amen. Alleluia!

La correzione fraterna – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Premesse

Domani, Domenica 10 settembre, Giorno del Signore, XXIII del Tempo Ordinario, la tematica proposta alla nostra attenzione dalle letture del giorno è quella della correzione fraterna.

Che non è, a leggere sia il profeta Ezechiele che il Vangelo di Matteo (a proposito, le letture: Ezechiele 33,7-9; Salmo 94; Romani 13,8-10; Matteo 18,15-20) un banale optional per il cristiano e per le comunità che portano questo nome, ma è un preciso dovere.

Giudizio e discernimento

Se qualcuno si comporta contro la Parola di Dio, contro la Sua Legge, contro i suoi insegnamenti, tu, proprio tu, non puoi fare finta di non vedere, non puoi fare finta di niente, non puoi mascherarti, come vorrebbe la vulgata moderna, la finta sapienza religiosa e buonista dei nostri giorni, da tollerante, buonista e non giudicante.

Non devi giudicare, certo, nel senso di dare un giudizio compiuto e definitivo, perchè l’ultima Parola, come la prima Parola del resto, è di Dio, ed è solo Dio quello che “la dirà tutto” sul comportamento di questo o quello, oltre che sul tuo.

Ma devi giudicare, nel senso di discernere, quello che è secondo la Parola di Dio e quello che non lo è. Devi denunciarlo, prima di tutto al tuo fratello, e poi anche quando serve o è necessario pubblicamente.

Dio non è buonista, come non lo è il Cristo. Dio è buono, Dio è misericordioso, nel senso che vuole il nostro bene, e che è paziente verso i nostri peccati. Ma vuole che ci comportiamo secondo il Suo Evangelo e non secondo quello che dice “buono” o da approvare il mondo!

Il mondo ha un altro principe! Non ce lo ripeteremo e ricorderemo mai abbastanza. La logica del mondo non è quella di Dio, e non la sarà mai. La Città di Dio non è roba di questo mondo! Nessun uomo, neppure “buono”, religioso, santo riuscirà mai a costruirla qui, su questa terra.

Potremo forse, qui, costruire una città ricca, una città prospera, ma questa sarebbe solo la nostra rovina… perchè l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono, dice il salmista. Scambia il benessere per il bene, il tesoro del cielo con le ricchezze terrene, l’eternità con la prosperità ed il benessere.

Conclusioni

Quindi: il giudizio ultimo va lasciato a Dio, ma la correzione fraterna, il discernimento secondo il Vangelo, secondo la Parola di Dio va operato, sempre, a partire da chi ci è più vicino. Se lo amiamo in modo particolare va fatto con particolare attenzione. O non è vero che lo amiamo, o non è vero amore, e lo trascineremo nella nostra stessa rovina.

Ricordate quanto dice Gesù. Se tacerete voi, grideranno persino le pietre… e non servirà nascondere il nostro peccato, anche semplicemente quello di omissione, di omessa denuncia, di omessa correzione, sotto tonnellate di roccia. Perchè il grido di colui al quale è stata fatta ingiustizia, griderà dal suolo, come quello di Abele, ed arriverà comunque al Nostro Signore.

La correzione fraterna - XXIII Domenica del Tempo Ordinario
La correzione fraterna – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Il Calice del Fuoco Divino

Il Calice del Fuoco Divino

Un giorno, san Sergio sta celebrando la Divina Liturgia, ed è sorpreso nel vedere il suo discepolo Simone come paralizzato, attonito, tremante.

Dopo la Divina Liturgia, san Sergio chiede a Simone cosa gli sia accaduto.

Risponde Simone: “Sin dall’inizio ho visto un fuoco che incombeva sull’altare della protesi , poi come un turbine ha avvolto tutto l’Altare, e al momento della Comunione il fuoco si è raccolto nel Santo Calice, e noi lo abbiamo bevuto”.

San Sergio è stupito per la reazione di Simone, e gli dice:

“Figlio, perché sei così atterrito solo perché per una volta hai visto con i tuoi occhi ciò che avviene in ogni Divina Liturgia?

Lo Spirito Santo concelebra sempre con noi; il Calice eucaristico è sempre traboccante del Fuoco Divino!

IL Calice del Fuoco Divino
IL Calice del Fuoco Divino

Nella Tua luce, Signore, vediamo la Luce

Nella Tua luce, Signore, vediamo la Luce

Nella Tua luce, Signore, vediamo la Luce – la preghiera

Preghiamo Dio nostro Padre nel nome del Cristo, che sul santo monte rivelò ai discepoli la sua divinità. Diciamo con fede:
Nella tua luce, Signore, vediamo la luce.

O Padre, che sul Tabor hai indicato nel Cristo tuo Figlio il nostro maestro e redentore, fa’ che ascoltiamo con fede la sua parola.

Tre volte Santo, Dio, che sazi i tuoi eletti dell’abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue delizie, donaci di trovare nel Cristo la fonte dell’acqua zampillante per la vita eterna.

Eterno, nel volto di Cristo hai fatto risplendere la luce della tua gloria, suscita in noi lo spirito di contemplazione,

Onnipotente, el tuo Figlio fatto uomo hai rivelato il tuo disegno universale di salvezza, illumina tutti gli uomini con la luce del vangelo.

Immortale, nel tuo immenso amore hai voluto che ci chiamiamo e siamo realmente tuoi figli, quando Cristo apparirà, fa’ che siamo trasfigurati a immagine della sua gloria.

Nella Tua luce, Signore, vediamo la Luce
Nella Tua luce, Signore, vediamo la Luce

Nella Tua luce, Signore, vediamo la Luce – la Parola

In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
(Giovanni 1:4-5)

Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
(Giovanni 1:9-10)

«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
(Giovanni 8:12)

«Ancora per poco tempo la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce, perché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce».
Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro.
(Giovanni 12:35-36)

La Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo

Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo – La festa

Domani, Domenica 6 agosto 2017, XVIII Domenica del Tempo Ordinario, il Lezionario ci fa celebrare la Festa della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Una festa importante, dal significato spirituale chiarissimo. Tutti siamo chiamati a trasfigurare la nostra vita ad immagine di come il Signore Gesù si trasfigura nel brano evangelico che domani leggeremo nella versione dell’evangelista Matteo (17:1-9).

Ma l’opera della Trasfigurazione è opera di Dio. Senza di Lui non possiamo far nulla. Occorre avere il coraggio di seguire Gesù sul monte, occorre obbedire ai suoi comandi, occorre non aver paura, non temere.

Trasfigurazione
Trasfigurazione

Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo – Tre motivi personali – Il primo

Tre motivi personali, tre ricordi, tre episodi della mia vita mi portano alla memoria ed al rendimento di grazie in occasione di questa festa.

In ordine di lontananza, il primo è il 6 agosto 1978. Avevo quindici anni compiuti da poco, ero nella casa dei nonni al mare, a Ladispoli, e quel giorno morì Papa Paolo VI (ne ho scritto in un post di questo blog). La domenica successiva in Chiesa il parroco lesse pubblicamente il suo testamento, un documento che mi fece una grande impressione e lasciò una traccia nel mio animo.

Dinanzi perciò alla morte, al totale e definitivo distacco dalla vita presente, sento il dovere di celebrare il dono, la fortuna, la bellezza, il destino di questa stessa fugace esistenza: Signore, Ti ringrazio che mi hai chiamato alla vita, ed ancor più che, facendomi cristiano, mi hai rigenerato e destinato alla pienezza della vita.

(…)

In aeternum Domini misericordias cantabo.

(…)

Sul mondo: non si creda di giovargli assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo, servendolo.

Morte corporale e vita corporale. Entrambi parte della nostra vita terrena, destinata a trasfigurarsi per ritrovare l’immagine di Dio, nell’eternità, secondo la Sua volontà.

Trasfigurazione - Paolo VI
Trasfigurazione – Paolo VI

Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo – Tre motivi personali – Il secondo

Anche il secondo motivo personale è legato ad una persona, e questa persona è don Andrea Santoro, che conobbi quando era il giovanissimo viceparroco della parrocchia della Trasfigurazione, a Monteverde Nuovo, nei primi anni Settanta, ma di cui approfondii la conoscenza quando eravamo entrambi preti ed egli era parroco dei Santo Fabiano e Venanzio, non lontano dal Seminario Romano.

Trasfigurazione - don Andrea Santoro
Trasfigurazione – don Andrea Santoro

Trasfigurare la propria vita nel martirio, nella testimonianza usque ad finem del proprio sconfinato amore per il Cristo e per la Parola di Dio.

Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo – Tre motivi personali – Il terzo

Il terzo motivo è il ricordo di tre giorni di meditazioni/esercizi tenute nel 2010 a Rocca di Papa, in tempo di Quaresima sulla Domenica della Trasfigurazione, per i catechisti della parrocchia romana di Sn Frumenzio ai Prati Fiscali, facendo una lettura teologica dell’icona (Novgorod) dedicata a questa festa.

Invitato dal parroco, don Gianpiero Palmieri, furono tre giorni molto intensi e molto belli. Con tanti colloqui, tante domande che i partecipanti facevano a me come direttore delle giornate e tanta tanta gioia nel cuore alla fine per il mio sentirmi parte della Chiesa di Dio che è in Roma e che mi ha generato alla fede. Ho ancora da parte i testi di quegli esercizi predicati, registrati da uno dei partecipanti.

Trasfigurazione - Icona della Scuoladi Novgorod
Trasfigurazione – Icona della Scuola di Novgorod

La perla preziosa – XVII Domenica del Tempo Ordinario

La perla preziosa

LETTURE PER LA XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

I Lettura 1Re 3,5.7-12
Hai domandato per te la sapienza.
Salmo (Sal 118/119)
Quanto amo la tua legge, Signore!
II Lettura Rm 8,28-30
Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.
Vangelo Mt 13,44-52
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

La perla preziosa - XVII Domenica T.O.
La perla preziosa – XVII Domenica T.O.

La perla preziosa. Cos’è? Di che si tratta?: Salomone

In qualche modo oggi ogni lettura ci dà una risposta a questa domanda. Nel caso del re Salomone, protagonista della lettura tratta dall’Antico Testamento, dal libro dei Re, si tratta della sapienza del cuore. La capacità per l’uomo di avere un corretto discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male.

Salomone viene molto lodato per la scelta di chiedere questo dono, e non un potere di durata illimitata, o grandi ricchezze, o altro che ci si sarebbe aspettato da un re umano e peccatore.

Poi, come si sa, Salomone mancherà, penserà. in virtù del suo potere sempre più forte tra gli uomini, di trascurare il culto per l’Unico Dio, si prostituirà agli dei della moglie di turno, e verrà punito con la divisione in due del Regno, immagine concreta di un re che prima ha chiesto di avere la Sapienza di Dio, poi ha diviso in due il suo cuore per le stolte sapienze umane (nel dipinto del Venanzi notate la corona tolta dal suo capo)…

La perla preziosa - Salomone idolatra
La perla preziosa – Salomone idolatra

La perla preziosa. Cos’è? Di che si tratta?: Paolo

Nel brano tratto dalla Lettera ai Romani, la perla preziosa è la corrispondenza del nostro essere a quello che viene chiamato il disegno di Dio. Ovvero l’essere conformi all’immagine del Figlio Suo, la capacità nostra di essere figli nel Figlio.

Assolutamente obbedienti quindi alla Parola di Dio ed assolutamente concentrati non nel raggiungere chissà quali obiettivi (magari anche ammantati di “bellezza”, “bontà” e “carità”) ma nell’avere l’unico obiettivo di restaurare, grazie alla Grazia donataci dal Figlio, confermata dal dono dello Spirito, la perduta immagine di Dio che è in noi.

La perla preziosa. Cos’è? Di che si tratta?: la risposta del salmista

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.

La perla preziosa - Il sentiero antico, difficile, duro da percorrere:: la fedeltà
La perla preziosa – Il sentiero antico, difficile, duro da percorrere:: la fedeltà

Il Salmo è Parola di Dio messa in bocca all’uomo, per aiutarlo a farla sua. E questo salmo è chiarissimo. L’amore e l’obbedienza assoluta alla Parola dio Dio è la sola ed unica perla preziosa. La legge di Dio è preziosa, i comandamenti del Signore sono fedeli e giusti, le sue parole illuminano, il suo sentiero è l’unico vero. E non ci si può limitare a non percorrere quelli falsi, ma occorre odiarli, dice il salmista, occorre denunciare la falsità, il tradimento della Parola, l’apostasia.

La perla preziosa. Il difetto di molti

Un difetto fortissimo che vedo in molta parte delle Chiese e dei cristiani di oggi è l’omissione del fare apologia, del difendere quanto è vero e del combattere quanto è falso. Un Gesù che, oggi, dicesse alla samaritana: marito non ne hai, ne hai avuti cinque, e hai detto il vero, ossia questa è la verità su di te, sei un’adultera… oggi sarebbe condannato dai nostri alfieri del “politicamente corretto”, colpevolmente scambiato per il “moralmente indifferente”.

Un cristiano non solo non deve percorrere i falsi sentieri, ma li deve odiare, deve indicare chiaramente il pericolo che si corre a percorrerli.

La perla preziosa. Decidiamoci per lei!

Questo è il messaggio del Vangelo. La perla preziosa, la fedeltà alla Parola, al Signore. Il tesoro nascosto nel campo, tra mille terreni che non valgono nulla, in mezzo ai rovi ed ai sassi: facciamo la fatica di cercarlo! E di tirarlo fuori! E di mostrarlo a tutti, poi, quando è al sicuro tra le nostre mani, nel nostro cuore, nella nostra anima, nella nostra mente!

La perla preziosa, il tesoro nascosto nel campo: la Parola di Dio!
La perla preziosa, il tesoro nascosto nel campo: la Parola di Dio!

La perla preziosa. L’epilogo del giudizio

Lo stesso epilogo delle scorse settimane. Il richiamo al momento del giudizio. Siamo come il grano e le zizzania mescolati assieme. Ci sono nelle nostre comunità, chiese, assemblee, famiglie, pesci buoni e pesci cattivi. Gli angeli del Signore prenderanno con sè i primi e getteranno nella fornace ardente i secondi.

Teniamolo sempre ben presente, qualsiasi scelta tra questo o quello siamo chiamati a fare. Nessun comportamento è indifferente agli occhi di Dio. O, riprendendo Paolo, ci aiuta a ripristinare l’immagine di Dio che è in noi, o, invariabilmente, la danneggia.

Attenzione alla pastura che mettiamo nel nostro corpo, attenzione alle parole di cui ci nutriamo. Le cose che sembrano più dolci e buone, si dice, sono spesso quelle che fanno peggio alla nostra salute. I cibi semplici sono i migliori. Chiediamoci il perchè, e alimentiamoci di conseguenza.

Amen. Alleluia!