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Silentium. Silenzio

silentium silenzio

Silentium!

Da domani sono a Milano, per tre giorni, per aggiornamento professionale. Ne approfitto per prendermi del tempo per il silenzio e la preghiera. E per far tacere per gli stessi tre giorni le mie tastiere. Fino all’inizio della Santa Quaresima.

Secondo quanto prescrive la Regola.

Dalla Regola di S.Benedetto, cap. VI

Facciamo come dice il profeta:

“Ho detto: Custodirò le mie vie per non peccare con la lingua; ho posto un freno sulla mia bocca, non ho parlato, mi sono umiliato e ho taciuto anche su cose buone”.

Se con queste parole egli dimostra che per amore del silenzio bisogna rinunciare anche ai discorsi buoni, quanto più è necessario troncare quelli sconvenienti in vista della pena riserbata al peccato!

Dunque l’importanza del silenzio è tale che persino ai discepoli perfetti bisogna concedere raramente il permesso di parlare, sia pure di argomenti buoni, santi ed edificanti, perché sta scritto: “Nelle molte parole non eviterai il peccato” e altrove: “Morte e vita sono in potere della lingua”.

Se infatti parlare e insegnare é compito del maestro, il dovere del discepolo è di tacere e ascoltare.

Le mostre del babbo

Stamani ho scritto del colloquio di lavoro fatto ieri, all’Eur, vicino alle sede di un’ente importante di cui mio padre, quando lavorava era un “controllore”, per conto della Presidenza del Consiglio.

Sono come sempre arrivato in anticipo, così prima mi sono fermato a pregare nei giardini di Viale dell’Artigianato, poi mi sono accostato a vedere i giochi d’acqua presso il Palazzo dei Congressi.

Ieri c’era l’inaugurazione dell’edizione romana del Cybertech Europe (semplificando. sicurezza informatica ai massimi livelli).

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Non ho potuto fare a meno di pensare a mio padre. Non solo e non tanto per quanto ho scritto prima, quanto per il fatto che quando ero bambino, poi ragazzo, spesso il mio babbo Giovanni mi portava alle mostre che si facevano presso questo palazzo. Non ne mancavo una. Editoria, Giochi, Difesa, Scienza e Tecnologia gli argomenti preferiti. Quanto mi piaceva girare per quei corridoi, salire per quelle scale, giocare con l’acqua delle fontane, correre con mia sorella sul piazzale davanti al palazzo.

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Ho lavorato per tanto tempo all’Eur, dal 1997 al 2014. Sono sincero, non mi piace particolarmente il quartiere, ma ormai lo sento un po’ “mio”, vista la frequentazione intensa…

Lavoro, fede, compleanno

Riflessioni a voce alta e a tutto campo.

Lavoro

Come chi mi conosce sa, sono in mobilità da dicembre 2014, coperto parzialmente dal sussidio INPS fino a dicembre del 2017.

Sono sempre stato quello che si dice “un gran lavoratore”. Mi alzo molto presto e sono subito operativo, non sono mai stato “a guardare l’orologio” quando ci sono state urgenze o necessità particolari, non perdo tempo, sono flessibile nel senso moderno del termine, mi sono sempre adattato quando è servito sostituire un collega in un altro ruolo.

In più ho una professionalità che in ambito sistemistico informatico ed in campo formativo risale al 1984. Completano il quadro la maturità classica, una laurea (in Teologia), un dottorato di ricerca (in Utroque Iure, preso mentre lavoravo), un diploma professionale (come analista programmatore), non so più quanti corsi di aggiornamento e 4 lingue oltre alla mia, a vario livello.

Non ho perso tempo in questi due anni di mobilità. Ho approfondito la mia conoscenza in ambito social network e lingua inglese, mi occupo del marketing per conto della società Bon Bags della mia amica Valentina, collaboro per i siti in WordPress e la formazione con Francesca Imbiscuso di Posizioniamoci, ho insegnato informatica di base in una scuola elementare… Più le attività di volontariato per il mio club sportivo e la scuola di mia figlia.

Non scrivo tutto questo per farmi bello. Ma per rimarcare che, nonostante tutto questo, solo ieri ho avuto un primo colloquio di lavoro degno di questo nome. Tre quarti d’ora di colloquio, all’Eur (lunedì ne saprò l’esito). Ringrazio chi me lo ha concesso. Non so se avrò o meno una proposta di assunzione alla fine, ma intanto già mi sono messo a studiare gli argomenti su cui dovrei lavorare.

Fede

Poi c’è la fede. Poi… meglio prima, per me è quella che dà forma e senso a tutto quello che sono, faccio, vivo. Non è una dimensione accessoria. Ogni tanto qualcuno mi chiede perchè non faccio il pastore o sono alla guida di qualche comunità. Non ho una risposta. Se non che la mia fede è una fede profondamente biblica e che non fa sconti o adattamenti al “moderno”. Non esattamente quello che va di moda o ‘tira’ in una società e in delle chiese come quella/quelle di oggi dove tanti sedicenti credenti si costruiscono delle fedi su misura, sincretiste, piene di idoli e di falsi dei (soldi, sesso, prosperità, etc…).

La mia è una fede costruita su cinque “Sola”, senza aggiunte improprie ed extrabibliche (come nella chiesa cattolica dove sono nato) o diminuzioni di comodo (come nella chiesa valdese di cui in seguito ho fatto parte).

Comunque nessuno me lo ha chiesto di essere il pastore di questa o quella comunità. O meglio me lo chiese tempo fa qualcuno, della Tavola Valdese, ho fatto pure il percorso accademico relativo, a parte la tesi di dottorato, ma alla fine non me la sono sentita, sarei stato in buona parte “fasullo” come lo ero già stato da prete cattolico. Ed io non voglio mentire prima di tutto al Cristo e poi nemmeno agli uomini.

Compleanno

Oggi  è l’undicesimo compleanno di Sara. Diventare suo padre nella carne è stato un meraviglioso dono di Dio, Suo vero e solo Padre. Sara è mia figlia, la mia adorabile figlia, ma, lo vedo sempre più chiaramente man mano che cresce, non è “mia” nel senso umano del termine. Me ne prendo cura come meglio posso, faccio quello che devo fare come padre umano nel modo migliore di cui sono capace (come mi hanno insegnato agli scout…) ma, come me, come la mia meravigliosa moglie, Antonella, so che Sara è nelle mani di Dio, e prego ogni giorno perchè Egli la ricolmi delle Sue benedizioni.