Archivi categoria: Madre di Dio

La presentazione al Tempio di Maria

La presentazione al Tempio di Maria

La festa

(per le chiese di confessione cattolica ed ortodossa)

L’origine della festa si trova nel racconto apocrifo del Protovangelo di san Giacomo dove si racconta che Gioacchino ed Anna, così come avevano promesso al Signore, portarono la Vergine al Tempio, all’età di tre anni, affinché si preparasse nella via del Signore. Maria restò nel Tempio fino all’età di dodici anni, quando dagli stessi sacerdoti fu data in sposa a Giuseppe.

Qualunque sia il fondamento di questo racconto, la Chiesa con questa festa ci invita a meditare soprattutto sul mistero della preparazione interiore di Maria in vista della sua vocazione a Madre di Dio. Questa preparazione fu per lei un impegno totale di sé, come il vaso più santo che deve ricevere il corpo del Verbo incarnato, Tempio vivente e trono del Re, eletta per essere sua Madre; l’arca spirituale che racchiude la Parola incomprensibile.

Storicamente, questa festa ha avuto origine nella dedicazione della Chiesa di Santa Maria Nuova in Gerusalemme nel novembre del 543, per poi diffondersi nel VII secolo in tutto l’Oriente. Papa Gregorio XI la introdusse ad Avignone alla fine del secolo XIV mentre Sisto V nel 1585 l’ha universalizzata in tutta la Chiesa Romana.

La presentazione al Tempio di Maria
La presentazione al Tempio di Maria

La Parola di Dio: Luca 10,38-42; 11,27-28

Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola;  Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».  Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,  ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

La presentazione al Tempio di Maria
La presentazione al Tempio di Maria

Le preghiere

APOLITIKION

Σήμερον τῆς εὐδοκίας Θεοῦ τὸ προοίμιον, καὶ τῆς τῶν ἀνθρώπων σωτηρίας ἡ προκήρυξις· Ἐν Ναῷ τοῦ Θεοῦ τρανῶς ἡ Παρθένος δείκνυται, καὶ τὸν Χριστὸν τοῖς πᾶσι προκαταγγέλλεται. Αὐτῇ καὶ ἡμεῖς μεγαλοφώνως βοήσωμεν· Χαῖρε τῆς οἰκονομίας τοῦ Κτίστου ἡ ἐκπλήρωσις.

Símeron tís e̓vdokías Theoú tó proímion, kié tís tón anthrópon sotirías i prokíryxis: En Naó toú Theoú tranós i Parthénos díknyte, kié tón Christón tís pási prokatangjéllete. A̓ftí kié imís megalofónos voísomen: Chére tís ikonomías toú Ktístou i ekplírosis.

Oggi è il preludio del beneplacito del Signore e il primo annuncio della salvezza degli uomini. Agli occhi di tutti la Vergine si mostra nel Tempio di Dio e a tutti preannuncia Cristo. Anche noi a gran voce a Lei acclamiamo: gioisci compimento dell’economia del Creatore.

La presentazione al Tempio di Maria
La presentazione al Tempio di Maria

KONDAKION

Ὁ καθαρώτατος ναὸς τοῦ Σωτῆρος, ἡ πολυτίμητος παστὰς καὶ Παρθένος, τὸ ἱερὸν θησαύρισμα τῆς δόξης τοῦ Θεοῦ, σήμερον εἰσάγεται, ἐν τῷ οἴκῳ Κυρίου, τὴν χάριν συνεισάγουσα, τὴν ἐν Πνευματι Θείῳ· ἣν ἀνυμνοῦσιν Ἄγγελοι Θεοῦ· Αὕτη ὑπάρχει σκηνὴ ἐπουράνιος.

Ὁ katharòtatos naòs tu Sotìros, i politìmitos pastàs ke Parthènos, to ieròn thisàvrisma tis dhòxis tu Theù sìmeron isàghete en to ìko Kirìu, tin chàrin sinisàgusa tin en Pnèvmati thìo; in animnùsin àngheli Theù; àfti ipàrchi skinì epurànios.

Il tempio purissimo del Salvatore, il preziosissimo tàlamo e Vergine, il tesoro sacro della gloria di Dio viene introdotto in questo giorno nella casa del Signore, recando con sé la grazia dello Spirito divino; a Lei inneggiano gli Angeli di Dio: Questa è tabernacolo sovraceleste.

La Quaresima di Natale, nella tradizione cristiana ortodossa

La Quaresima di Natale, nella tradizione cristiana ortodossa

Oggi la Vergine partorisce il Creatore dell’universo. L’Eden offre la grotta, e la stella indica il Cristo, sole per quanti sono nelle tenebre. I magi hanno adorato con doni, illuminati dalla fede. I pastori hanno visto il prodigio,mentre gli angeli inneggiano e dicono: Gloria a Dio nel più alto dei cieli.

Attraverso gli occhi della nostra anima, guardiamo in alto al cielo e seguiamo la stella dei saggi magi in un viaggio a Betlemme.
La festa della Natività nella carne del nostro Signore Gesù Cristo, il Natale, è una delle più grandi festività del cristianesimo.

Appartiene alle feste in onore del Signore – chiamate Despotichè -, cioè che si riferiscono alla vita del Signore Gesù Cristo. Insieme con la Pasqua è la più grande festa della Chiesa ortodossa.

In questo giorno si celebra l’incarnazione del Verbo di Dio, la discesa della Seconda Persona della Trinità nel mondo. Dio si fa uomo per dar la possibilità all’uomo di diventare dio per grazia. Dio scende dal cielo sulla terra per far salire l’uomo dalla terra al cielo. Cristo è venuto tra noi per salvare la razza umana, per ripristinare i ponti, distrutti, di comunicazione con Dio, per restaurare l’uomo alla sua vera gloria, per rivelare agli uomini la volontà di Dio.

Il Creatore, vedendo perdersi l’uomo che con le sue mani aveva fatto, piegati i cieli, discende, e ne assume tutta la sostanza dalla divina Vergine pura,  prendendo veramente carne. Colui che, fatto a immagine di Dio, era perito per la trasgressione, divenendo del tutto preda della corruzione, decaduto dalle altezze della vita divina, il sapiente Artefice di nuovo lo plasma.

Cristo si è umiliato profondamente per elevarci, è nato nel tempo perché noi superassimo il tempo, ha preso la natura umana per deificarla. Per questo celebriamo, festeggiamo e gioiamo.

Nei primi secoli la Natività e il Battesimo di Cristo erano festeggiati lo stesso giorno, il 6 di gennaio, con il nome comune “Epifania”.
Dalla metà del quarto secolo si è affermato il Natale come festa separata, il 25 dicembre, e il 6 gennaio viene festeggiato il Battesimo del Signore.
Parallelamente si è formato anche un periodo di festività dodici giorni (dal 25 dicembre al 6 gennaio), dal giorno di Natale fino al giorno dell’Epifania, che comprende anche la festa della Circoncisione di Cristo e la memoria di Basilio il Grande (primo gennaio).

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

PREPARAZIONE

L’importanza della celebrazione del Natale e la devozione dei cristiani, anche sotto l’influenza della Quaresima di Pasqua, ha portato alla costituzione di un periodo preparatorio in cui i fedeli si preparano spiritualmente a incamminarsi verso la grotta di Betlemme.

Questo periodo di preparazione dura 40 giorni, è chiamato Quaresima di Natale e inizia ogni anno il 15 novembre.

Gli inni di culto ci ricordano che entriamo in questo tempo santo e spiritualmente abbiamo iniziato il cammino verso la Betlemme intellettiva, cioè la Chiesa, dove Cristo è nato per rigenerare ogni uomo che crede sinceramente in Lui come suo Salvatore.

A partire dal 21 novembre (Festa della Presentazione di Maria al Tempio) si cantano le “Katavasie” di Natale, la prima Ode recita:

“Cristo nasce, rendete gloria; Cristo scende dai cieli, anda­tegli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra, e con letizia cele­bra­telo, o popoli,  perché si è glorificato.”

Dal 26 novembre (che è il giorno della Festa della Theotokos) si canta il Kontakion prefestivo

Oggi la Vergine viene nella grotta per partorire ineffabilmente il Verbo che è prima dei secoli.  Danza, terra tutta, che sei stata resa capace di udire questo; glorifica con gli angeli e i pastori il Dio che è prima dei secoli, che ha voluto mostrarsi come bimbo appena nato”.

DIGIUNO

Ha la durata di 40 giorni, cioè dal 15 novembre fino a Natale. Questo digiuno da alcuni è chiamato “digiuno di San Filippo”, perché comincia il giorno in cui la Chiesa ricorda il santo e apostolo Filippo.

Tutti questi giorni non si mangia la carne, i latticini e le uova ma possiamo consumare il pesce, al di fuori del Mercoledì e del Venerdì. I pesci si consumano fino al 17 dicembre (secondo il libro ufficiale dei “dittici” della Chiesa di Grecia, e riferendosi al “timone” della Chiesa). Il pesce è consumato anche durante la festa della Presentazione di Maria al Tempio (21 novembre), anche se la festa cade di Mercoledì o di Venerdì.

Attenzione: la vigilia di Natale è un giorno di digiuno stretto e ogni buon cristiano si prepara per il giorno della Natività di Cristo e soprattutto per la Divina Liturgia, che sarà celebrata solennemente. Pertanto, la notte prima è dedicata alla preparazione spirituale, all’edificazione per il grande evento del giorno successivo.

DIGIUNO DAL CIBO E DALLE PASSIONI

Dobbiamo avere in mente che per la nostra chiesa il vero digiuno non è solo l’astensione dal cibo, ma anche l’astensione dalle passioni -i vizi – e dai peccati.

Dice a questo proposito Fozio il Grande:

“Il digiuno accettato da Dio è quello che all’astensione dal cibo unisce l’avversione per il vaniloquio, l’invidia, l’odio e altri peccati. Colui che digiuna dal cibo ma è dominato dalle passioni assomiglia a colui che ha messo fondamenta splendenti nella casa che ha costruito ma lascia che con lui vivano serpenti, scorpioni e ogni velenoso rettile “.

Quindi il nostro obiettivo durante questo periodo è il digiuno spirituale, cioè evitare il peccato e seguire la volontà di Dio, l’amore, il perdono, la carità cercando di crescere in virtù. In questo modo possiamo capire meglio e realizzare la parola di Basilio

“Il vero digiuno è l’alienazione da ogni male, ogni peccato, ogni pensiero maligno, ogni desiderio sporco”.

PENTIMENTO

Al digiuno e alla preparazione per il Natale è legato anche il pentimento. L’esame onesto di noi stessi, il riconoscimento dei nostri torti e la nostra partecipazione al santo sacramento della Confessione sono necessari per una partecipazione veramente degna nella liturgia di Natale.

È sempre meglio presentasi preparati al santo sacramento in tempo utile e non all’ultimo minuto.

Questo periodo di preparazione ci dà una buona occasione per capire la miseria che si nasconde nelle profondità del nostro “essere”, ottenere comportamento umile, trasformarsi mentalmente, pentirsi sinceramente e osare il grande incontro con il Signore neonato a Betlemme.

IL CULTO

In un periodo di preparazione spirituale e di attesa, come i quaranta giorni prima di Natale, gioca un ruolo essenziale la preghiera dei credenti e la nostra partecipazione al culto della Chiesa. In questi giorni abbiamo molte giornate di celebrazione e commemorazioni di santi che ci avvicinano alla grazia di Dio, con i Vespri e la Divina Liturgia.

Inoltre, è ormai consuetudine in molte chiese la celebrazione della Santa Liturgia ogni giorno in questi giorni, come un’ulteriore opportunità per tenere senza posa il nostro spirito in comunione e unione con Dio. Veramente un’occasione unica durante l’anno che traina ogni credente in rinnovamento spirituale, impegno e santità.

Davanti a noi la strada per Betlemme. “Venite a vedere credenti dove è nato Cristo“, canta la Chiesa. Seguiamo i consigli della nostra Chiesa madre, prepariamoci adeguatamente per essere degni  di prostrarci davanti  “all’Antico dei giorni” che si è fatto bimbo per noi, a colui che risiede in un alto trono celeste messo nella mangiatoia, a colui che ha rotto le catene del peccato ora avvolto con fasce, per sua volontà.

Venite, esultiamo per il Signore,  esponendo questo mistero.Il muro di separazione che era frammezzo è abbattuto;  la spada di fuoco si volge indietro  e i cherubini si ritirano  dall’albero della vita:  e anch’io godo del paradiso di delizia,  da cui ero stato scacciato per la disub­bidienza.  Poiché la perfetta immagine del Padre, l’impronta della sua eternità,  prende forma di servo, procedendo da Madre ignara di nozze, senza subire mutamento: ciò che era è rimasto:Dio vero;  e ciò che non era ha assunto,  divenendo uomo per amore degli uomini.  A lui acclamiamo:  O Dio che sei nato dalla Vergine, abbi misericordia di noi.

(link al post originale)

C’è grande confusione sotto il cielo

C’è grande confusione sotto il cielo

Le semplificazioni

C’è grande confusione sotto il cielo, pensavo oggi leggendo su un giornale online le dichiarazioni di un vescovo cattolico su Lutero “ispirato dallo Spirito Santo come la Riforma”, ma anche le repliche di alcuni commentatori, sempre cattolici, che non la pensano come quel vescovo e replicano con argomentazioni che, o rasentano le ingiurie più complete, oppure semplificano la fede dei credenti riformati nello stesso modo con cui, al contrario, molti credenti riformati semplificano ed appiattiscono le posizioni cattoliche.

Quelli senza dogma, questi senza opere, quelli con poca Parola, quegli altri senza tradizione ecclesiastica.

La confusione aumenta

C’è grande confusione sotto il cielo, e questa aumenta visto il clima culturale in cui viviamo, che vorrebbe tutto uniformare, tutto appiattire, tutto rendere uguale…

A partire dai sessi, dai due generi con cui ci ha creato Nostro Signore (“facciamoli diventare 53 o 56, così non ci si capisce più nulla…”), per passare al matrimonio (da un uomo e una donna, come natura vuole, a due uomini, due donne, tre più uno, uno più uno e mezzo, trans, trins, trick e track, poliamori e poligamia: stesso obiettivo).

Tutti appiattiti, perchè così alcuni possono meglio sfruttare gli altri.

Checchè ne credano buonisti e libertari, il peccato dell’uomo è sempre lo stesso,l’orgoglio di credersi Dio e di poter sfruttare a piacimento il fratello, di poterne, se serve, annientare la vita, rifutandosi poi di renderne conto al proprio Unico Signore.

Repliche ancora più confuse

Ritornando all’ambito ecclesiale, di qualsiasi confessione, così oggi ci ritroviamo, contrapposti a quelli per cui “è tutto uguale, basta essere buoni!”, con reazionari di tutte le risme, che parlano, da una parte di “vomito cattolico” e dall’altro di “sterco protestante”.

Ho chiuso di recente i rapporti sui social con due persone che si sono espresse in tal modo nei riguardi di fratelli in Cristo. Fratelli in Cristo secondo me, ovviamente; secondo uno di loro “quegli altri” neppure erano figli di Dio. Ce ne vuole di pazienza sui social…

Omelie confusissime, come certi sermoni

Riporto qui di seguito l’intervento sui social di una mia conoscente, uscita, diciamo così, perplessa dalla messa…

“Visto che oggi è la giornata mondiale delle missioni, il parroco, durante l’omelia, ha pensato bene di beatificare Gino Strada. Perchè, se è noto come si sia speso per cause umanitarie, sono meno noti i trascorsi politici che aiuterebbero a tirare le fila. E infatti, il parroco, proprio perchè carico di buone intenzioni filo-sinistroidi, ha saputo mantenere la lucidità necessaria per nascondere la verità e fermarsi ad un passo dal dire le cose come stanno, perchè ” non è mai bene indagare oltre, cadrebbe la struttura del discorso e quello che voglio farvi capire,…” ah si eh?
La beatificazione di Strada è stata strategicamente funzionale ad introdurre, per contrasto, la figura di Salvini, definito ” delinquente”, insieme a tutti quelli della Lega e i veneti in generale, per non tralasciare che chi lavora in proprio è necessariamente un ladro imbroglione; ma il bello è stato quando ha dato la colpa a Trump se il coreano segue sogni impazziti…. Non contento di ciò , e non soddisfatto dell’assenza di extracomunitari in chiesa, ha accusato i presenti di essere razzisti. 
Dopodichè, io sono uscita. ( e poco male se oggi si parlava proprio di dare a Cesare quel che è di Cesare….)”

Punti fermi da mantenere: Parola, Liturgia, Maria

La Parola di Dio è la sola ed unica guida per la vita dell’uomo.
Dio è Dio e viene sempre e comunque prima di Cesare.
Di Cesare e di gente che si crede Cesare è pieno il mondo, e le chiese non fanno certo eccezione, anche se dovrebbero.

Il servizio a Dio, la liturgia, è il primo dovere dell’uomo. La Liturgia è Divina perchè è l’unico modo che l’uomo ha di avvicinarsi a Dio, di riconciliarsi con l’immagine di Dio che ha dentro. Proponendosi di fronte a Lui come quel servo inutile, quel servo senza pretese che egli è nella realtà.

Maria Vergine non è grande perchè la chiamiamo Regina, o Assunta o Tuttasanta. Maria Vergine è grande perchè è Madre di Dio, perchè è la Prima tra i credenti, perchè ha creduto contro tutto e contro tutti, perchè è rimasta in piedi con il suo dolore sotto la Croce. Ha partorito Dio nella carne, perchè lo Spirito Santo l’ha resa capace di generarlo in lei con tutta se stessa.

C'è grande confusione sotto il cielo. Torniamo ai punti fermi. Il Verbo di Dio in braccio alla Vergine di Kazan
C’è grande confusione sotto il cielo. Torniamo ai punti fermi. Il Verbo di Dio in braccio alla Vergine di Kazan

La Natività di Maria secondo Sant’Andrea di Creta

La Natività di Maria secondo Sant’Andrea di Creta

La seconda lettura dell’Ufficio delle Letture di oggi parla del duplice beneficio che è derivato a tutti noi credenti dal “Fiat” dal “Si” senza riserve di Maria alla Parola di Dio come le fu rivolta dall’angelo. Nel giorno in cui le tradizioni cattolica ed ortodossa ricordano la nascita della Vergine.

L’immagine simbolo per il sottoscritto è quella che segue, ripresa dal mosaico absidale della Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove ho… studiato il catechismo e i Vangeli stupendomi davanti ai brillanti mosaici medievali del Cavallini.

La Natività di Maria
La Natività di Maria

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

(Disc. 1; PG 97, 806-810)
Le cose vecchie sono passate,
ecco ne sono nate di nuove

«Il termine della legge è Cristo» (Rm 10, 4).

Si degni egli di innalzarci verso lo spirito ancora più di quanto ci libera dalla lettera della legge.
In lui si trova tutta la perfezione della legge perché lo stesso legislatore, dopo aver portato a termine ogni cosa, trasformò la lettera in spirito, ricapitolando tutto in se stesso.

La legge fu vivificata dalla grazia e fu posta al suo servizio in una composizione armonica e feconda. Ognuna delle due conservò le sue caratteristiche senza alterazioni e confusioni.

Tuttavia la legge, che prima costituiva un onere gravoso e una tirannia, diventò, per opera di Dio, peso leggero e fonte di libertà.

Non siamo più schiavi

In questo modo non siamo più «schiavi degli elementi del mondo» (Gal 4, 3), come dice l’Apostolo, né siamo più oppressi dal giogo della legge, né prigionieri della sua lettera morta.

Il mistero del Dio che diventa uomo, la divinizzazione dell’uomo assunto dal Verbo, rappresentano la somma dei beni che Cristo ci ha donati, la rivelazione del piano divino e la sconfitta di ogni presuntuosa autosufficienza umana.

La venuta di Dio fra gli uomini, come luce splendente e realtà divina chiara e visibile, è il dono grande e meraviglioso della salvezza che ci venne elargito.

Il duplice beneficio

La celebrazione odierna onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio.

La beata Vergine Maria ci fa godere di un duplice beneficio: ci innalza alla conoscenza della verità, e ci libera dal dominio della lettera, esonerandoci dal suo servizio. In che modo e a quale condizione? L’ombra della notte si ritira all’appressarsi della luce del giorno, e la grazia ci reca la libertà in luogo della schiavitù della legge.

La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento. Mostra come ai simboli e alle figure succeda la verità, e come alla prima alleanza succeda la nuova.

La Creazione esulti e canti di gioia

Tutta la creazione dunque canti di gioia, esulti e partecipi alla letizia di questo giorno. Angeli e uomini si uniscano insieme per prender parte all’odierna liturgia. Insieme la festeggino coloro che vivono sulla terra e quelli che si trovano nei cieli.

Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.

Abbracciati a Chi ci abbraccia – La Deipara di Tolga

La Deipara di Tolga

Domani, 8 agosto, i fratelli cristiani ortodossi ricordano l’apparizione della Vergine Maria a Tolgsk (anche Tolga). Cito di seguito il fratello Giovanni Festa.

Apparsa miracolosamente al vescovo Procoro di Rostov.
Mentre si recava in visita pastorale a Yaroslav si svegliò la notte del 08 agosto 1314 e vide una luminosissima colonna di luce sulla riva del fiume Tolgsk (un tributario del Volga) che sembrava creare come un ponte tra i due fiumi; Procoro prese allora con se il suo pastorale e avvicinatosi alla sorgente di luce vide un’Icona della Deipara sospesa in aria.

Sul luogo dell’apparizione venne costruito il monastero di Tolgsk con una chiesa dedicata all’entrata nel Tempio della Madre di Dio.

La Deipara di Tolga
La Deipara di Tolga

 

La Deipara di Tolga – Una lettura

Di questo tipo iconografico mi è sempre piaciuto un particolare. Il fatto che, come in tutte le icone della Deipara, della Madre di Dio, ella sorregga il Bambino, ma questo è molto spesso rappresentato con un braccio sproporzionato, lunghissimo, che abbraccia il collo della madre  fino a spuntare dall’altra parte.

Ci ho sempre visto la grandezza infinita dell’amore di Dio per noi che, mentre si fa uomo e si affida ad una creatura, Maria, che lo concepisce, lo partorisce, lo nutre alla sue mammelle, lo tiene in braccio con tenerezza, in realtà contemporaneamente ha concepito Lui stesso Maria, come ogni altra creatura, ci ha donato Egli stesso la vita, e continua a donarcela istante dopo istante, ci nutre con le due mammelle della Parola e dell’Eucaristia, ci porta in braccio anche quando noi sembriamo rifiutarlo con tutte le nostre ridicole forze.

Il braccio di Dio è quello che cantano i Salmi, il braccio potente, il braccio che si è innalzato perchè si adempisse nel Suo Figlio Gesù ogni giustizia.

La Deipara di Tolga
La Deipara di Tolga