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Preghiera per la Chiesa, nei giorni del #sinodovaldese e per ogni giorno

21 Una voce si è fatta udire sulle alture;
sono i pianti, le suppliche dei figli d’Israele,
perché hanno pervertito la loro via,
hanno dimenticato il SIGNORE, il loro Dio.
22 «Tornate, figli traviati,
io vi guarirò dei vostri traviamenti!»
«Eccoci, noi veniamo da te,
perché tu sei il SIGNORE, il nostro Dio.
23 Certo, è vano il soccorso che si aspetta dalle alture,
dalle feste strepitose sui monti;
certo, nel SIGNORE, nel nostro Dio, sta la salvezza d’Israele.
24 La vergogna ha divorato il prodotto della fatica dei nostri padri,
sin dalla nostra giovinezza:
le loro pecore e i loro buoi, i loro figli e le loro figlie.
25 Noi abbiamo la nostra vergogna come giaciglio
e la nostra infamia come coperta,
poiché abbiamo peccato contro il SIGNORE, il nostro Dio:
noi e i nostri padri, dalla nostra infanzia sino a questo giorno;
non abbiamo dato ascolto alla voce del SIGNORE, il nostro Dio».

4:1 «Israele, se tu torni», dice il SIGNORE, «se tu torni da me,
se togli dalla mia presenza le tue abominazioni,
se non vai più vagando qua e là,
2 se giuri per il SIGNORE che vive,
con verità, con rettitudine e con giustizia,
allora le nazioni saranno benedette in lui
e in lui si glorieranno».
3 Poiché così parla il SIGNORE alla gente di Giuda e di Gerusalemme:
«Dissodatevi un campo nuovo,
e non seminate tra le spine!
4 Circoncidetevi per il SIGNORE, circoncidete i vostri cuori,
uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme,
affinché il mio furore non scoppi come un fuoco,
e non s’infiammi al punto che nessuno possa spegnerlo,
a causa della malvagità delle vostre azioni!»

(Geremia 3:21-4:4 – Ufficio delle Letture Giovedì XXI Tempo Ordinario)

bibbiaaperta

Perchè la Chiesa Valdese e tutte le chiese cristiane tornino ad obbedire fedelmente alla Parola di Dio e solo a quella. Perchè si rendano conto che ogni volta che seguono la via del mondo o hanno la tentazione di farlo si comportano come gli uomini rimproverati dalla voce di Dio che arriva tramite il profeta. Essi pervertono la loro via e dimenticano dove si trova la vera salvezza dell’uomo.

Dissodiamoci un campo nuovo, fratelli e sorelle, purifichiamo il nostro cuore, il nostro pensiero, il nostro agire da logiche che NULLA hanno a che fare con i comandamenti del nostro Dio , circoncidiamo i nostri cuori, tagliamo da essi, anche se ci costerà dolore, incomprensione, impopolarità qualsiasi cosa che ci distacchi da quanto ci è stato rivelato.

Cerchiamo il Signore, Egli solo, nella Sua Parola e dimentichiamoci del resto. O smettiamo di lamentarci del terremoto esistenziale che percuote le nostre anime, le nostre vite, che svuota le nostre comunità e le nostre chiese, che manda in frantumi il cuore del nostro prossimo. Siamo noi stessi a provocarlo, allontanandoci dal Padre Datore di Vita, cercando una vita che vita non è, sulle alture posticce che da soli ci costruiamo, dove sacrifichiamo il nostro e l’altrui futuro ad idoli senza senso, ad uomini che non possono salvare, facendo feste strepitose alla nostre vanità ed alle nostre miserie.

Che il Signore ci perdoni e ci salvi. Se è secondo la Sua Volontà.

Amen.

Suggerimenti per la lettura biblica settimanale (dal 22 al 28 agosto)

A cura del fratello pastore Elpidio Pezzella.

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita.

Matteo 9:20-22

 

La condizione di questa donna era disperata oltre ogni umana comprensione. Ritenuta impura secondo la legge mosaica era estromessa dal tempio, le era impedito di entrare nella sinagoga e non c’era modo che avesse relazioni con altre persone. Tutto ciò perché quanti sarebbero venuti in contatto con lei sarebbero stati “impuri” per la Legge.

Religiosamente abbandonata a sé stessa, per dodici anni si affida alle cure mediche del tempo, dilapidando non solo le sue risorse economiche, ma venendo sottoposta a delle terapie che oggi ci farebbero sorridere.

Di fronte a un dramma personale si è pronti a tutto, anche a rinunciare alla propria dignità. Per lei però non ci fu soluzione, fin quando non incrociò Gesù. La sua fede la spinse a non badare alla Legge: chissà quanti aveva toccato prima di arrivare al Maestro, rendendoli tutti impuri per la Legge.

Il suo stesso toccare Gesù era contrario alle disposizioni del tempio, ma quando afferrò la veste accadde l’imprevedibile che lei sperava. Non contaminò il Cristo, e Questi la sanò.

Quando andiamo a Cristo non ci sarà peso, contaminazione, afflizione da limitarne l’opera. Anzi Egli riconoscerà la nostra audacia e testimonierà del nostro coraggio: “la tua fede ti ha …”.

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Ignaz Semmelweis

Alla fine del 1800, il dottor Ignazio Filippo Semmelweis scoprì che il 10 percento delle donne che andava alla sua clinica moriva di febbre puerperale, mentre il tasso di mortalità di una clinica vicina era inferiore al 4 percento. Osservò che nella sua clinica universitaria i dottori passavano direttamente dalle autopsie a far nascere dei bambini. Concluse che i corpi contaminavano le loro mani e causavano la febbre letale. Allora iniziò a consigliare ai dottori di strofinarsi le mani con una soluzione disinfettante. Alcuni suoi colleghi però credevano che fosse assurdo pensare che le mani di un dottore potessero essere impure o causare malattie. Ma Semmelweis insistette, stabilì come regola che i dottori della sua clinica si lavassero le mani prima di far nascere dei bambini. Di conseguenza, il tasso di mortalità scese subito del 90 percento. Nonostante i risultati incredibili del dottore ungherese, la mentalità di molti dottori di quel tempo non cambiò.

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Il 23 agosto ricorre la Giornata Internazionale per la memoria della Tratta degli Schiavi e per la sua Abolizione. Si levino preghiere per quanti sono vittime di traffici di vite umane e per coloro chiamati a trovare soluzioni.

bibbiapenna

Lettura settimanale della Bibbia

22 agosto Cantico dei C. 3-4; Matteo 5-6
23 agosto Cantico dei C. 5-6; Matteo 7-8
24 agosto Cantico dei C. 7-8; Matteo 9-10
25 agosto Isaia 1-2; Matteo 11-12
26 agosto Isaia 3-4; Matteo 13-14
27 agosto Isaia 5-6; Matteo 15-16
28 agosto Isaia 7-8; Matteo 17-18

Camminando insieme verso la casa di Dio (Ezechiele 43:1-7)

1 Poi mi condusse alla porta, alla porta che guardava a oriente. 2 Ecco, la gloria del Dio d’Israele veniva dal lato orientale. La sua voce era come il rumore di grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.
3 La visione che io ebbi era simile a quella che io ebbi quando venni per distruggere la città; queste visioni erano simili a quella che avevo avuta presso il fiume Chebar; e io caddi sulla mia faccia.

4 La gloria del SIGNORE entrò nella casa per la via della porta che guardava a oriente. 5 Lo Spirito mi portò in alto e mi condusse nel cortile interno; ed ecco la gloria del SIGNORE riempiva la casa.

6 Io udii qualcuno che mi parlava dalla casa; un uomo era in piedi presso di me.
7 Egli mi disse: «Figlio d’uomo, questo è il luogo del mio trono, il luogo dove poserò la pianta dei miei piedi; io vi abiterò per sempre in mezzo ai figli d’Israele; la casa d’Israele e i suoi re non contamineranno più il mio santo nome con le loro prostituzioni e con i cadaveri dei loro re sui loro alti luoghi, 8 come facevano quando mettevano la loro soglia presso la mia soglia, i loro stipiti presso i miei stipiti, così che non c’era che una parete fra me e loro. Essi contaminavano così il mio santo nome con le abominazioni che commettevano; perciò io li consumai, nella mia ira. 9 Ora allontaneranno da me le loro prostituzioni e i cadaveri dei loro re, e io abiterò in mezzo a loro per sempre.

10 Tu, figlio d’uomo, mostra questa casa alla casa d’Israele e si vergognino delle loro iniquità. 11 Ne misurino il piano e, se si vergognano di tutto quello che hanno fatto, fa’ loro conoscere la forma di questa casa, la sua disposizione, le sue uscite e i suoi ingressi, tutti i suoi disegni e tutti i suoi regolamenti, tutti i suoi riti e tutte le sue leggi; mettili per iscritto sotto i loro occhi affinché osservino tutti i suoi riti e tutti i suoi regolamenti e li mettano in pratica.

12 Questa è la legge della casa. Sulla sommità del monte, tutto lo spazio che deve occupare tutto intorno sarà santissimo. Ecco, questa è la legge della casa.

(Ezechiele 43)

bibbia

14 Ma sei tu, mio compagno,
mio amico e confidente;
15 ci legava una dolce amicizia,
verso la casa di Dio camminavamo in festa.

(Salmo 55)

Mi sono rallegrato quando m’hanno detto:
«Andiamo alla casa del SIGNORE».
2 I nostri passi si sono fermati alle tue porte, o Gerusalemme

(Salmo 122)

Fare Sinodo significa camminare insieme.

Camminare insieme verso dove? Ci risponde il salmista che il cammino che il credente fa in comune con gli altri credenti è quello che porta alla casa del Signore. Il cammino che fa il credente è quello che conduce alla casa di Dio.

Ed è un cammino che si fa con gioia, da fare con gioia, perchè porta verso la casa dove abita la salvezza, un cammino che porta verso quel luogo dove non c’è buiò, nè oscurità, dove non c’è più bisogno di luce di lampada o di luce di sole, perchè basta ad illuminare il credente la gloria del Signore.

Fare Sinodo significa camminare insieme verso la casa di Dio.

Camminare insieme cercando cosa: la gloria del Signore. Il profeta Ezechiele perciò ci mette in guardia. La gloria del Signore, la ricerca della gloria del Signore, la ricerca della città, della casa di Dio, è il destino naturale del credente.

Come per l’uomo di carne la luce del sole sorge da Oriente, e lì bisogna cercarla, così per l’uomo dello Spirito la Vera Luce sorge da Oriente, è il Verbo Incarnato, è la Parola del Signore, è il Figlio di Dio, e lì e soltanto lì occorre rivolgersi.

Fare Sinodo significa camminare insieme verso la casa di Dio alla ricerca della Luce Vera che sorge da Oriente.

Arrivati sulla soglia di questa casa però il Signore ci ammonisce, attraverso le parole del profeta. La casa di Dio ha delle regole, sono i suoi comandamenti, i suoi precetti, i suoi comandi, quelli che sono scritti nella Parola, quelli che lo Spirito ha scritto nel profondo delle nostre anime. Quelli occorre seguire e non altri.

Perciò al Figlio d’uomo è dato il compito di farci vedere dall’alto la casa di Dio  e di metterci in guardia. Entra nella casa di Dio, è ammesso al Suo cospetto chi conosce le regole della casa, chi conosce le regole della casa e le ama, chi conosce le regole della casa e le rispetta.

Perchè la casa di Dio è nel luogo santissimo, sulla sommità del monte di Dio. E non può rimanere in un luogo santissimo colui che ha il cuore impuro. Non può resistere sulla sommità di un monte chi ha uno zaino carico di peccati, di iniquità, di mancanze agli occhi del Signore. Prima deve liberarsi da quella zavorra, poi potrà salire e rimanere alla Sua presenza.

Questo è il luogo del mio trono, ci ammonisce il Signore, questa è la legge della casa, questa è la legge della casa!

Fare Sinodo significa camminare insieme verso la casa di Dio ripromettendosi di conoscere e rispettare la legge della casa di Dio. 

Preghiamo per i fratelli e le sorelle della chiesa valdese e metodista, per tutti i credenti di tutte le chiese cristiane, perchè si ricordino che sono in cammino verso la casa di Dio, che questo cammino va fatto con gioia, perchè è sorta per noi una Luce da oriente che illumina il retto sentiero, ma va fatto con responsabilità e senza pesi inutili, perchè la casa di Dio ha una Legge, fatta di amore e di misericordia di Dio verso di noi, di cui dobbiamo esser degni, rispettandone i comandi. Perchè la casa di Dio è nel Suo luogo santissimo, sul Suo santo monte.

Togliamoci i calzari, laviamoci le piedi, le mani ed il capo, ed apprestiamoci alla Sua Presenza, pregando che Egli ci voglia accogliere.

Amen, Signore.

Preghiera sul Sinodo Valdese e sulle ossa secche dei cristiani

1 La mano del SIGNORE fu sopra di me e il SIGNORE mi trasportò mediante lo Spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d’ossa. 2 Mi fece passare presso di esse, tutt’attorno; ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche.

3 Mi disse: «Figlio d’uomo, queste ossa potrebbero rivivere?» E io risposi: «Signore, DIO, tu lo sai».

4 Egli mi disse: «Profetizza su queste ossa, e di’ loro: “Ossa secche, ascoltate la parola del SIGNORE!” 5 Così dice il Signore, DIO, a queste ossa: “Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete; 6 metterò su di voi dei muscoli, farò nascere su di voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono il SIGNORE”». 7 Io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece un rumore; ed ecco un movimento: le ossa si accostarono le une alle altre. 8 Io guardai, ed ecco venire su di esse dei muscoli, crescervi la carne, e la pelle ricoprirle; ma non c’era in esse nessuno spirito.

9 Allora egli mi disse: «Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d’uomo, e di’ allo Spirito: Così parla il Signore, DIO: “Vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi uccisi, e fa’ che rivivano!”». 10 Io profetizzai, come egli mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in essi: tornarono alla vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo.

11 Egli mi disse: «Figlio d’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele. Ecco, essi dicono: “Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti!” 12 Perciò, profetizza e di’ loro: Così parla il Signore, DIO: “Ecco, io aprirò le vostre tombe, vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d’Israele. 13 Voi conoscerete che io sono il SIGNORE, quando aprirò le vostre tombe e vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio!

14 E metterò in voi il mio Spirito, e voi tornerete in vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, il SIGNORE, ho parlato e ho messo la cosa in atto”, dice il SIGNORE».

(Ezechiele 37)

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La visione delle ossa secche del profeta Ezechiele. Sono ossa secche anche quelle dei cristiani che, oggi, hanno reciso il loro legame con la Parola di vita del Cristo, con la Parola che promette e dona lo Spirito, con la Parola che, sola, dona la vita vera.

Sono ossa secche quelle di tante chiese e comunità, chiuse in sè stesse, incapaci di rinnovarsi (e senza la Parola, annunciata, proclamata con fedeltà e parresia, testimoniata contro ogni speranza e contro le false speranze del mondo come potrebbero?), che avvizziscono…

Ma abbiamo la forza della preghiera. Abbiamo la misericordia, l’amore del Signore per la Sua Chiesa, abbiamo la certezza del dono dello Spirito. Torniamo con forza a chiederlo, fratelli e sorelle, per la chiesa valdese e per tutte le chiese cristiane che si sono intiepidite nella loro testimonianza di fedeltà. Perchè il Signore non le rigetti dalla Sua bocca, ma torni a dar loro il dono della fede, il dono della vita. Perchè soffi su di loro un vento nuovo, perchè torni a soffiare su di loro il vento dello Spirito.

Perchè tornino a riconoscere ed a cercare il Signore solo e soltanto nella Sua Parola che è Via, Verità e Vita. Sola Via, Sola Verità, Sola Vita.

Sola Scriptura.

Amen, secondo la Tua volontà.

Preghiera sul calar del giorno, Salmo 112 (111)

1 Salmo di Davide.
Alleluia.

Beato l’uomo che teme il SIGNORE
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
2 Potente sulla terra sarà la sua discendenza;
la stirpe degli uomini retti sarà benedetta.
3 Abbondanza e ricchezze sono in casa sua
e la sua giustizia dura per sempre.
4 La luce spunta nelle tenebre per gli onesti,
per chi è misericordioso, pietoso e giusto.
5 Felice l’uomo che ha compassione,
dà in prestito
e amministra i suoi affari con giustizia,
6 perché non vacillerà mai;
il giusto sarà ricordato per sempre.
7 Egli non temerà cattive notizie;
il suo cuore è saldo, fiducioso nel SIGNORE.
8 Il suo cuore è tenace, privo di paure
e alla fine vedrà sui suoi nemici quanto desidera.
9 Egli ha dato generosamente ai bisognosi;
la sua giustizia dura per sempre
e la sua fronte si alza gloriosa.
10 L’empio lo vede, si irrita,
digrigna i denti e si consuma;
il desiderio degli empi non potrà mai avverarsi.

(Salmo 112)

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