Archivi categoria: Preghiera del giorno

La Parola di Dio con Montemonaco nel cuore – 22: Egli fa grandi meraviglie

1 Celebrate l’Eterno, perché egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno.
2 Celebrate il DIO degli dèi, perché la sua benignità dura in eterno.
3 Celebrate il Signore dei signori, perché la sua benignità dura in eterno,

4 colui che solo fa grandi meraviglie, perché la sua benignità dura in eterno, 5 colui che ha fatto i cieli con sapienza, perché la sua benignità dura in eterno, 6 colui che ha disteso la terra sulle acque, perché la sua benignità dura in eterno, 7 colui che ha fatto i grandi luminari, perché la sua benignità dura in eterno: 8 il sole per il governo del giorno, perché la sua benignità dura in eterno, 9 la luna e le stelle per il governo della notte, perché la sua benignità dura in eterno.

23 Egli si ricordò di noi nella nostra bassa condizione, perché la sua benignità dura in eterno, 24 e ci liberò dai nostri nemici, perché la sua benignità dura in eterno. 25 Egli dà il cibo a ogni carne, perché la sua benignità dura in eterno.

26 Celebrate il Dio del cielo, perché la sua benignità dura in eterno.

(Salmi 136)

Il Lago di Pilato fotografato da Gianluca Vignaroli
Il Lago di Pilato fotografato da Gianluca Vignaroli

La Parola di Dio con Montemonaco nel cuore – 20: alzate i vostri occhi al cielo

6 Alzate i vostri occhi al cielo e guardate la terra di sotto, perché i cieli si dilegueranno come fumo, la terra si logorerà come un vestito e similmente i suoi abitanti moriranno; ma la mia salvezza durerà per sempre e la mia giustizia non verrà mai meno.

(Isaia 51)

Panorama con Monte Vettore - Foto di Franco Stracci
Panorama con Monte Vettore – Foto di Franco Stracci

Grazia nelle mani vuote, due pensieri per l’anno che viene

Due pensieri per iniziare la settimana, e prepararsi al nuovo anno che viene, alla gioia che verrà riversata nelle nostre mani. Se sapremo ricordarci che dobbiamo mantenerle vuote, e non trattenere nulla, e ridonare a nostra volta tutta la Grazia che riceviamo, la Sola Grazia che ci salva.
 
Sono tanto grata a questa vita,…conosco i miei errori e le mie piccolezze, ogni giorno di nuovo, ma anche le mie possibilità

(Etty Hillesum)

Così entra nel mondo la gioia,
attraverso un bambino che non ha niente.
La gioia è fatta di niente,
perché ogni uomo che viene al mondo
viene a mani vuote.
Cammina, lavora e soffre a mani vuote,
muore e va di là a mani vuote.

(Primo Mazzolari)

Quel che finisce è solo inizio

Suggerimenti per la lettura e la preghiera quotidiana sulla Bibbia, ricevuti dal fratello Elpidio Pezzella che ringrazio.

Quel che finisce è solo inizio

“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Luca 21:33

Arrivato il Natale, con la velocità che ormai contraddistingue gran parte dell’umanità ai nostri giorni, vengono presto archiviati regali e pacchetti per proiettarsi all’arrivo del nuovo anno.
Le speranze affidate ad una mezzanotte speciale o al sacco dell’omone barbuto si racchiudono in due parole: serenità e pace.
Sembrerebbe almeno in questi giorni che si riscoprano i valori duraturi degli affetti e della salute, anche se poi l’economia ha sempre la sua parte.

Per non restare subito delusi l’alternativa è riversare le speranze di miglioramenti o almeno di aggiustamenti sul nuovo anno in arrivo.
Di certo chi ha scelto di confidare nell’Eterno sa che non sarà questione di tempo, ma piuttosto di condizione propria, per cambiar la quale non basteranno tutti gli auguri e gli auspici di questo mondo.
La vita ci insegna che non saranno le nostre speranze a tenere lontano dolori e dispiaceri. Se anche il cielo e la terra passeranno, quanto potranno durare i nostri sforzi e i nostri giorni?

Questa constatazione possa spingerci a trovare consolazione in quelle “parole” che non passeranno mai. Quelle eterne parole mi spingono in queste ore a pregare per quanti soffrono o stanno lottando contro un male o un’ingiustizia, per chi non ha più niente o si ritrova tutto solo; ed anche per coloro che hanno rinunciato alla loro vita per migliorare un po’ quella degli altri. Spero tu possa unirti a me.

Guardando indietro, devo ringraziare il buon Dio innanzitutto di poterlo fare, essendo nel novero dei viventi, e poi in ordine: per quanti mi hanno circondato con il loro amore, dagli intimi ai più lontani, per chi mi ha sostenuto nei tanti progetti, per chi mi ha collaborato nel ministero e nelle attività, per la grande famiglia spirituale e i conservi che ancora si affaticano nella Sua opera, e per chi ha trovato un beneficio nel mio umile servizio o solo nell’avermi incontrato. Per ciascuno chiedo al Padre di misericordia di assistervi e guidarvi, rivestendo la vostra vita della Sua infinita grazia e concedendovi una misura traboccante del Suo Spirito per un benedetto anno nuovo.

 

Lettura della Bibbia

26 dicembre   Malachia 1-2; Apocalisse 19-20

27 dicembre   Malachia 3-4; Apocalisse 21-22

Si conclude qui il nostro piano di lettura intensivo della Bibbia. Per chi volesse iniziare la lettura da ora, può seguire il seguente piano di lettura.

28 dicembre   Genesi 1-3; Matteo 1-3         

29 dicembre   Genesi 4-6; Matteo 4-6

30 dicembre   Genesi 7-9; Matteo 7-9

31 dicembre   Genesi 10-12; Matteo 10-12

Natale è o non è

Natale è la morte dell’uomo vecchio.

È nascere a vita nuova assieme a quel Bimbo.

È stendere le mani aperte come In Croce e non voler trattenere nulla per se. Nulla del peccato di ieri.

Natale è nascere di nuovo.

O non è.

Non è Natale.

È il 25 dicembre. Domani 26.

Deponiamo dunque «l’uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4, 22) e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all’abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricòrdati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricòrdati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.

(Leone Magno, dal Discorso sul Natale, Ufficio delle Letture Notturno)

Lodi della Vigilia di Natale

Oggi saprete che il Signore viene:
col nuovo giorno vedrete la sua gloria.

1 Venite, cantiamo di gioia all’Eterno;
mandiamo grida di gioia alla rocca della nostra salvezza.
2 Veniamo alla sua presenza con lodi,
celebriamolo con canti.
(Salmi 95:1-2)

 

1 Poi un ramoscello uscirà dal tronco di Isai e un germoglio spunterà dalle sue radici. 2 Lo Spirito dell’Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di potenza, spirito di conoscenza e di timore dell’Eterno.
(Isaia 11:1-2)

 

Affrettati, non tardare, Signore Gesù,
la tua venuta dia conforto e speranza a coloro che confidano nel tuo amore misericordioso.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male, e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.

 

(dalle Lodi Mattutine del 24 dicembre)

 

Lodiamo l’Astro che sorge – 24 dicembre

Alleluia, alleluia.

O Astro che sorgi,
splendore della luce eterna, sole di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre
e nell’ombra di morte.

Alleluia.

67 E Zaccaria, suo padre, fu ripieno di Spirito Santo e profetizzò, dicendo:

68 «Benedetto sia il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e compiuto la redenzione per il suo popolo; 69 e ci ha suscitato una potente salvezza nella casa di Davide suo servo, 70 come egli aveva dichiarato per bocca dei suoi santi profeti fin dai tempi antichi, perché fossimo salvati 71 dai nostri nemici e dalle mani di tutti coloro che ci odiano, 72 per usare misericordia verso i nostri padri e ricordarsi del suo santo patto, 73 il giuramento fatto ad Abrahamo, nostro padre, 74 per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, 75 in santità e giustizia davanti a lui, tutti i giorni della nostra vita.

76 E tu, o piccolo bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché tu andrai davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie, 77 per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza, nel perdono dei loro peccati; 78 grazie alle viscere di misericordia del nostro Dio, per cui l’aurora dall’alto ci visiterà, 79 per illuminare quelli che giacevano nelle tenebre e nell’ombra della morte, per guidare i nostri passi nella via della pace».

(Luca 1)

La liturgia della Parola del 24 dicembre, vigilia del Natale, del ricordo solenne dell’Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, riprende per il versetto alleluiatico l’Antifona Maggiore della quinta feria d’Avvento. L’Oriente ormai sta per sorgere, l’Astro sta per sorgere, e svelare le nostre tenebre, il nostro peccato, l’ombra di morte che avvolge le nostre vite.

Quel bambino che nasce, le braccia stese nella mangiatoia, sarà lo stesso che stenderà le braccia sulla Croce per la nostra salvezza, e raccoglierà intorno a sè tutti coloro che avranno fede in Lui, che lo ameranno, che osserveranno la Sua Parola, che lo riconosceranno come la Verità che rende liberi dalla menzogna, come la Vita che vince la morte, come la Via che conduce alla santa montagna dove il Padre consegnò un giorno a Mosè le tavole della Legge.

Di quella Legge, dirà Gesù, non cade neppure uno iota con la Sua venuta. Perchè il Padre e il Figlio sono l’unico Dio. Così lo Spirito investe Giovanni, il Battista, il figlio del sacerdote Zaccaria, e di Elisabetta, cugina di Maria, perchè predichi al popolo in attesa dell’arrivo dell’Astro che sorge… Perchè predichi, e chiami a conversione, chiami all’osservanza vera della Legge, e poi scompaia, mentre l’Astro cammina verso il più alto dei cieli.

Ed il Battista dirà chiaramente, che l’Astro che viene è talmente grande che la sua predicazione non è che una fievole eco della Sua Parola, che Egli è destinato a crescere, mentre lui a scomparire, che Egli battezza in Spirito Santo e fuoco, mentre lui battezza con acqua e ci invita a lavarci da ogni peccato…

Lavami Signore da ogni colpa, purificaci da ogni peccato…

Dopo la prima conversione, il fuoco dell’Evangelo ci deve avvolgere, deve infiammare i nostri cuori, deve trasformarci come il metallo si trasforma in un crogiolo…

O DIO, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo.

Preghiamo il Signore, preghiamo l’Eterno, perchè questo Natale che stiamo per celebrare sia davvero una rinascita, un risveglio della nostra fede, il divampare in noi della fiamma dello Spirito.

O Signore, apri le mie labbra,
e la mia bocca proclamerà la tua lode.

Maranathà!

Amen.

L’angelo si allontanò da lei (Luca 1:26-38)

26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 ad una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.

28 E l’angelo, entrato da lei, disse: «Salve, o grandemente favorita, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne». 29 Ma quando lo vide, ella rimase turbata alle sue parole, e si domandava cosa potesse significare un tale saluto.

30 E l’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; 33 e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine».

34 E Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?». 35 E l’angelo, rispondendo, le disse: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà; pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco Elisabetta, tua parente, ha anch’ella concepito un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile, 37 poiché nulla è impossibile con Dio».

38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei.

(Luca 1)

L’angelo si allontanò da lei… 

Finisce con questa frase la pericope evangelica che si legge il martedì della quarta ed ultima settimana di Avvento. Il brano che racconta l’annunciazione a Maria del concepimento verginale e della nascita di Gesù, a cui segue il completo abbandono di Maria alla volontà dell’Eterno.

«Ecco la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei. Perchè in virtà del suo fiat in lei era già avvenuto il miracolo del concepimento. Il Verbo era in lei. La Parola di Dio era in lei. Dettava già ogni suo gesto, ogni suo comportamento.

L’angelo si allontanò da lei, e Maria si levò e partì… 

E Maria, ad immagine di ciò che ora aveva nel cuore, si allontanò dalla sua vita di prima, convertì per intero il suo cuore, convertì per intero la sua vita, i passi che compongono ogni vita. Si levò, e partì verso il monte, alla scoperta del dipanarsi della volontà di Dio…

39 Ora in quei giorni Maria si levò e si recò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, 40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.

E’ un anticipo di quello che è il vero senso del Natale: accettare l’Incarnazione del Verbo in ciascuno di noi, per il dono dello Spirito che abbiamo ricevuto. Convertire completamente la nostra vita secondo il Verbo di Dio. Levarsi in piedi anzichè restare seduti, passivi, in atessa di chissà che cosa. Partire e mettersi in movimento, non a caso, ma lasciando che sia il Verbo di Dio, la Parola dell’Eterno a guidare ogni nostro passo.

Se non c’è questa disponibilità nel nostro cuore,
non ci sarà nessun Natale nella nostra vita.

Maranathà!

Amen.

La Parola di Dio con Montemonaco nel cuore – 15: mi darai vita ed io ti loderò

20 Tu, che mi hai fatto provare molte e gravi avversità, mi darai di nuovo la vita e mi farai risalire dagli abissi della terra. 21 Tu accrescerai la mia grandezza e ritornerai a consolarmi. 22 E io ti loderò con l’arpa per la tua fedeltà o DIO mio, e canterò le tue lodi con la cetra, o Santo d’Israele.

(Salmi 71)

San Loreno in Vallegrascia - Foto dall'Archivio dei Beni Culturali
San Lorenzo in Vallegrascia – Foto dall’Archivio dei Beni Culturali

La sua fondazione risale alla seconda metà del XII secolo. L’interesse per questa Chiesa è stato notevolmente accresciuto dalla scoperta di due lastre di pietra, istoriate fatta negli anni trenta in seguito ad opere di restauro che hanno interessato la zona presbiterale. L’edificio, è stato costruito in pietra arenaria, rinsaldata con impasto di arena e calce; l’impianto originario, di più ridotte dimensioni, era a un’unica navata, con orientamento ovest-est e struttura absidale semicircolare. Sul lato orientale sta il campanile, coperto a un unico spiovente, con alto la cella campanaria avente quattro grandi aperture arcuate. Ora l’interno si presenta a navata unica, divisa in quattro campate.  Nella prima campata, a sinistra, vi è una piccola nicchia probabile sede del fonte battesimale in tempi remoti; al centro della parete destra è l’altra porta d’ingresso detta “porta del sole”.La seconda campata non ha caratteristici particolari, ma solo l’apertura di due finestre arcuate nelle opposte pareti con un’ampia strombatura verso l’esterno. La terza campata ha, a sinistra, una riquadratura rettangolare, dove si trovava la pala dell’altare ora demolito; sul lato destro è l’altare dedicato alla Madonna Immacolata, a forma di cappella con colonne, nicchia centrale e trabeazione in stile barocco. La quarta campata forma la zona presbiterale, sopraelevata di un gradino e, separata dal corpo della chiesa da una balaustra di ferro. Qui si trovano due grosse lastre di arenaria scolpite, che anticamente fungevano da plutei, opera degli scultori Atto e Guidonio le cui opere si trovano anche nella chiesa di S. Maria in Comunanza. Dal piano della chiesa si può accedere alla cripta, posta a un livello inferiore ma delle stesse dimensioni della primitiva chiesa. La cripta è, in effetti, una mini-chiesa con due navate laterali e una navata centrale, prolungata nell’area dell’abside semi-circolare e illuminata da un’unica monofora a doppio strombo situata al centro dell’abside stessa.

Chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia – Ph. sx “I Luoghi del Silenzio.it”, Ph. dx Rosangela Censori
Chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia – Ph. sx “I Luoghi del Silenzio.it”, Ph. dx Rosangela Censori