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Take My Life and Let It Be, Take my will and make it Thine

Take My Life and Let It Be

Una bellissima scoperta, l’inno «Take My Life and Let It Be», scritto dall’inglese Frances Ridley Havergal (1836-1879).

Take My Life And Let It Be
Take My Life And Let It Be

1. Take my life and let it be
Consecrated, Lord, to Thee.
*Take my moments and my days,
Let them flow in endless praise.

(Prendi la mia vita e fa’ che sia consacrata a Te o Signore / Prendi i miei momenti e i miei giorni, fa’ che scorrano in una lode senza fine)

2. Take my hands and let them move
At the impulse of Thy love.
Take my feet and let them be
Swift and beautiful for Thee.

(Prendi le mie mani e falle muovere secondo l’impulso del tuo amore / Prendi i miei piedi e fa’ che siano belli e veloci per Te)

3. Take my voice and let me sing,
Always, only for my King.
Take my lips and let them be
Filled with messages from Thee.

(Prendi la mia voce e fa’ che canti, sempre, solo per il mio Re / Prendi le mie labbra e fa’ che siano piene di messaggi che vengono da Te)

4. Take my silver and my gold,
Not a mite would I withhold.
Take my intellect and use
Every pow’r as Thou shalt choose.

(Prendi il mio argento e il mio oro, non voglio tenere per me uno spicciolo / prendi il mio intelletto e usa ogni mia facoltà come Tu sceglierai)

5. Take my will and make it Thine,
It shall be no longer mine.
Take my heart, it is Thine own,
It shall be Thy royal throne.

(Prendi la mia volontà a falla tua, non sarà più mia / prendi il mio cuore, è tuo, sarà il tuo trono regale)

6. Take my love, my Lord, I pour
At Thy feet its treasure store.
Take myself and I will be
Ever, only, all for Thee.

(Prendi il mio amore, mio Signore, pongo ai tuoi piedi le sue ricchezze / Prendi me e io sarò sempre, solamente e tutta per Te)

Words: Frances Ridley Havergal (1836 – 1879)
Music: Nottingham, Mozart (1756 – 1791)

Troverà la fede sulla terra? Si, ma, però.

Troverà la fede sulla terra? Si, ma, però.

Troverà la fede sulla terra? Si, ma, però.

Ho titolato così questo post perchè credo che occorra confrontarsi a fondo con il Vangelo, specie con quei brani che ci sembra di conoscere bene, di cui pensiamo che “sappiamo quello che dicono”.

Il testo evangelico

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

(Luca 18:1-8)

Si, ma, però

Si, forse troverà la fede sulla terra. Ma in chi, o in che cosa avranno fede gli uomini quando tornerà il Signore per giudicare i vivi e i morti?

Perchè bisogna intendersi. Tanta gente, oggi, dice di avere fede nel Signore Gesù. Tanta gente si dice cristiana. Tanta gente apprezza il Vangelo, a parole.

Ma poi, nei fatti? Quante persone vivono cristianamente? Quanti si confrontano ogni giorno con la Parola di Dio? Quanti ogni giorno aprono e chiudono la loro giornata rendendo grazie per il tempo che il Signore ha concesso loro?

E quanti, invece, se ne ricordano solo per dubitarne, quando non per bestemmiarlo o dirne male, o metterlo in dubbio, quando i loro progetti non procedono come vorrebbero loro, quando il loro coniuge non è perfetto come lo desiderebbero loro, quando il loro figlio non è attento, studioso e rispettoso come dovrebbe, quando il miracolo ‘dovuto’ o preteso non si verifica?

Troverà la fede sulla terra?

Troverà la fede sulla terra il Figlio dell’Uomo? Non so, giacchè la fede che chiede Gesù è quella, assoluta, del Figlio nel Padre.
La fede che gli fa accettare la Croce, la fede che fa dire non la mia ma la Tua volontà.
La fede della Madre di Dio che dice all’angelo Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto.
La fede di Giobbe che dice che se da Dio accettiamo il bene dobbiamo accettare anche il male.
La fede di Paolo che spera contro ogni speranza.

Questa è la fede di cui parla il Signore.

Non una spolveratina di zucchero a velo, quello dei buoni sentimenti, del ben volere generico, del fare l’elemosina nella giornata dei poveri per poi scordarseli tutto il resto dell’anno o quasi, quello dell’andare alla Messa, al culto, alla Divina Liturgia solo quando mi rimane comodo, del pregare quando proprio non ho nient’altro da fare.

Qaunta gente conosco che mi dice Beato te, che hai tempo per pregare. Non me lo dite, trovatelo voi. Toglietelo ad altre cose meno urgenti con cui buttate via quel poco di tempo che vi rimane su questa terra.

Poco, si, perchè non sapete quando il Signore verrà.

Non sapete quando il Signore verrà

Ascolteremo Paolo domani, leggiamolo un po’ prima, oggi.

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. 
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. 
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

(1 Tessalonicesi 5:1-6)

Preghiera del giorno – Charles de Foucauld

La grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo,
Lettera a Tito 2:11-12

Ti rendo lode, o Eterno, per il dono della Tua grazia. Per il dono della vita, del sacerdozio, della paternità spirituale, della paternità fisica. Ti rendo lode per Antonella, per Sara. Ti rendo lode per ogni realtà della mia vita, perchè tutto mi è stato donato da Te, e senza Te nulla avrei.

 Preghiera del giorno - Charles de Foucauld
Preghiera del giorno – Charles de Foucauld


Padre mio,

io mi abbandono a te,
fa di me ciò che ti piace.

Qualunque cosa tu faccia di me
Ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto.
La tua volontà si compia in me,
in tutte le tue creature.
Non desidero altro, mio Dio.

Affido l’anima mia alle tue mani
Te la dono mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore
perché ti amo,
ed è un bisogno del mio amore
di donarmi
di pormi nelle tue mani senza riserve
con infinita fiducia
perché Tu sei mio Padre.

(Charles de Foucauld)

 Preghiera del giorno - Charles de Foucauld
Preghiera del giorno – Charles de Foucauld


Amen. Alleluia!

Ora et Labora… et cammina, senza fermarti

Ora et Labora… et cammina, senza fermarti

Ora et Labora… et cammina, senza fermarti. Perchè questo titolo che suona così “strano”?

Ora et Labora, chi legge questo blog lo sa, è, oltre che il motto della Regola di Benedetto da Norcia, una delle “parole d’ordine”, chiamiamole così, di chi questo blog lo scrive da anni.

Raccontando anche qui almeno una parte del suo camminare, le tappe più significative almeno.

  1. Ora

Un cammino scandito dalla preghiera, che lo aiuta a ricordarsi di un’altra parola d’ordine, quella che dice che nulla e nessuno va anteposto a Cristo Gesù, niente e nessuno viene prima del rendimento di grazie a Dio; comunque, bene o male, vadano le cose della propria vita agli occhi del mondo, e dovunque ti porti il tuo, mio personale essere discepolo, essere alla sequela del Cristo.

In questa settimana ho un po’ di tempo di riposo dal lavoro quotidiano. Il primo giorno di ferie l’ho impegnato offrendo la mia preghiera per i tanti amici che ho impegnati nel ministero sacerdotale, pastorale, nella vita religiosa. Visitando il mio anziano capo ufficio, finalmente in pensione, del Vicariato, e confrontandomi, in amicizia e nella convivialità, con il fratello Gabriele, da poco Rettore del Seminario dove ho trascorso dieci anni della mia vita, e con cui ho condiviso la gioia della consacrazione e dell’ordinazione diaconale e presbiterale.

Ora et Labora... et cammina, senza fermarti - 1. Madonna della Fiducia - Pontificio Seminario Romano Maggiore
Ora et Labora… et cammina, senza fermarti – 1. Madonna della Fiducia – Pontificio Seminario Romano Maggiore

2. Labora

Labora, lavora, impegnati. Dove e come il Signore ti chiede di farlo. Nei ruoli e nei luoghi “alti” come in quelli più umili. Mi sono sempre fatto un punto d’onore di farlo ovunque mi sono trovate ad impiegare i doni ed i carismi che l’Eterno ha donato alle mie mani, alla mia mente. E sempre facendo questo con lo spirito “scout” del fare il proprio meglio.

Sempre il proprio meglio, anche quando mi sembrava che quanto facessi non venisse apprezzato, o che i frutti del mio lavoro venissero, a mio giudizio, male impiegati, o impiegati bene ma non nel giusto, retto verso.

Labora, lavora, impegnati. Da sempre il mio lavoro si è svolto nell’ambito della comunicazione, giornalistica, editoriale, informatica, ora sul web e sui social. La comunicazione, in tutte le varie forme e modalità che questa ha preso dal mio primo giorno di lavoro, nel 1984, ad oggi.

Scrivi, leggi e studi sempre, mi dicono Antonella e Sara. Scrivi leggi e studi sempre, mi dicevano i colleghi sistemisti, poi i seminaristi ed i confratelli, e poi tutti gli altri che hanno avuto a percorrere con me un tratto del mio cammino professionale.

Ora et Labora... et cammina, senza fermarti - 2. L'albero dei social
Ora et Labora… et cammina, senza fermarti – 2. L’albero dei social

3. Cammina

Ieri, spiegando a Gabriele a grandi linee (per non tediarlo, e perchè lui aveva tante altre domande, di altro segno, su di me e sulla mia vita) come funziona il mio lavoro a Bags Free, mi veniva in mente come non sia certo un caso che mi sia trovato alla fine ad aiutare dei viaggiatori, dei viandanti, anche dei pellegrini nel senso cristiano del termine, a Roma e sulle vie Francigena, di San Francesco, di San Benedetto.

Cammina Luca, cammina ancora, finchè non sarà Colui che può a darti lo stop, ed a valutare quanto di buono e di cattivo hai fatto lungo il sentiero.

Cammina Luca, cammina ancora, tenendo alto lo sguardo. Su Gesù, il punto fermo, e su chi Questi ti ha chiesto e ti chiede di amare lungo il tuo cammino.

Ora et Labora... et cammina, senza fermarti - 3. Sentiero
Ora et Labora… et cammina, senza fermarti – 3. Sentiero

Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti

Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti

Dall’Ufficio delle Letture della XXXII Domenica del Tempo Ordinario

Dall’«Omelia» di un autore del secondo secolo
(Capp. 1, 1 – 2, 7; Funk, 1, 145-149)
Cristo volle salvare tutto ciò che andava in rovina

Fratelli, ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti, e rendiamoci consapevoli dell’estrema importanza della nostra salvezza.

Se noi svalutiamo queste grandi realtà facciamo male e scandalizziamo quelli che ci sentono e mostriamo di non conoscere la nostra vocazione né chi ci abbia chiamati né per qual fine lo abbia fatto e neppure quante sofferenze Gesù Cristo abbia sostenuto per noi.

Quale contraccambio per quanto abbiamo ricevuto?

E quale contraccambio potremo noi dargli o quale frutto degno di quello che egli stesso diede a noi? E di quanti benefici non gli siamo noi debitori? Egli ci ha donato l’esistenza, ci ha chiamati figli proprio come un padre, ci ha salvati mentre andavamo in rovina. Quale lode dunque, quale contraccambio potremo dargli per ricompensarlo di quanto abbiamo ricevuto?

Noi eravamo fuorviati di mente, adoravamo pietre e legno, oro, argento e rame lavorato dall’uomo. Tutta la nostra vita non era che morte! Ma mentre eravamo avvolti dalle tenebre, pur conservando in pieno il senso della vista, abbiamo riacquistato l’uso degli occhi, deponendo, per sua grazia, quel fitto velo che li ricopriva.

In realtà, scorgendo in noi non altro che errori e rovine e l’assenza di qualunque speranza di salvezza, se non di quella che veniva da lui, ebbe pietà di noi e, nella sua grande misericordia, ci donò la salvezza. Ci chiamò all’esistenza mentre non esistevamo, e volle che dal nulla cominciassimo ad essere.

Esulta, o sterile, tu che non hai partorito

Esulta, o sterile, tu che non hai partorito; prorompi in grida di giubilo, tu che non partorisci, perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata dei figli di quella che ha marito (cfr. Is 54, 1).

Dicendo: Esulta, o sterile, tu che non hai partorito, sottolinea la gioia della Chiesa che prima era priva di figli e poi ha dato noi alla luce. Con le parole: Prorompi in grida di giubilo…, esorta noi ad elevare a Dio, sempre festosamente, le voci della nostra preghiera.

Con l’espressione: Perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata dei figli di quella che ha marito, vuol dire che il nostro popolo sembrava abbandonato e privo di Dio e che ora, però, mediante la fede, siamo divenuti più numerosi di coloro che erano guardati come adoratori di Dio.

Non i giusti ma i peccatori

Un altro passo della Scrittura dice: «Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9, 13). Dice così per farci capire che vuol salvare quelli che vanno in rovina. Importante e difficile è sostenere non ciò che sta bene in piedi, ma ciò che minaccia di cadere. Così anche Cristo volle salvare ciò che stava per cadere e salvò molti, quando venne a chiamare noi che già stavamo per perderci.

Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti
Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti

Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?

Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?

Il testo biblico

9 E io vi dico: fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste, perché quando esse verranno a mancare, quelli vi ricevano nelle dimore eterne. 10 Chi è fedele nelle cose minime è fedele anche nelle grandi, e chi è ingiusto nelle cose minime è ingiusto anche nelle grandi. 11 Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere? 12 E, se non siete stati fedeli nei beni altrui, chi vi darà i vostri? 13 Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona

(Luca 16)

Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?
Quale ricchezza? Quale tesoro? Quale padrone?

Un breve commento

La Liturgia del giorno ci propone questo famosissimo brano che è un degno prologo al brano che ci proporrà domani la liturgia domenicale, la parabola delle dieci vergini (Matteo 25:1-13).

Le vergini si troveranno al momento cruciale chi con, chi senza la scorta di olio per tenere accese la loro personale lampada. Quell’olio è la forza della Parola di Dio. Quell’olio è la costanza nella preghiera. Quell’olio è la ricercata ricchezza della compagnia del Verbo e della Sua Grazia.

Quell’olio è insomma la vera ricchezza di cui parla il Vangelo di oggi. Non ci sono mezze misure. O si cerca prima di tutto la ricchezza che ci viene da Dio (e poi ci si occupa del resto…) oppure, al contrario, si cerca prima di tutto la ricchezza (Mammona in aramaico) e la soddisfazione del mondo, ed i rimasugli del nostro tempo, del nostro pensare, parlare, agire, si lasciano all’Eterno.

Gesù ci mette in guardia, le conseguenze sono chiare. E le vergini che rimangono chiuse, fuori dal banchetto e dalla festa nuziale, al freddo e senza luce perchè le loro lampade si sono spente, ci mostrano plasticamente cosa succede.

A noi la scelta.

Amen. Alleluia!

San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.

San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.

San Martino…  oggi ne ricordiamo l’esempio con i bambini condividendo la luce delle lanterne (la Parola di Dio guida sicura per il nostro cammino) ed il pane dolce spezzato e condiviso (come il mantello).

San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.
San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.

Augurando a noi stessi ed a tutti di essere attenti a dove, su quale sentiero portiamo i nostri passi, pronti ad aiutare i poveri (non solo in mezzi ma anche in spirito) che incontriamo lungo il cammino.

San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.
San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.
San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.
San Martino di Tours, la Parola, luce del cammino in cui spezziamo il pane.

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo perchè l’uomo a sua volta glieLa restituisca.

Ricordo che una volta quando ero formatore in Seminario dissi scherzando ad un alunno che mi interpellava sulla mia passione per quelle 150 parole messe in canto ed in poesia, che non ero ero così sicuro della mia vocazione al presbiterato…  quanto di quella a fare il lettore ed il salmista!

Così, oltre al Salterio della Liturgia delle Ore, ne ho uno monastico ed è certamente, quello dei Salmi, assieme ai Vangeli, il libro biblico che nutre principalmente la mia preghiera.

Così ho letto con il massimo interesse il post del mio fratello Giovanni Festa e del traduttore Adriano Frinchi sul modo di adoperare il Salterio di Sant’Arsenio di Cappadocia.

Cosicchè ho scelto di riproporvelo anche su questo mio blog.

SALTERIO – BENEDIZIONALE
DI SANT’ARSENIO DI CAPPADOCIA

Il Salterio come “Libro delle necessità” secondo l’uso di sant’Arsenio di Cappadocia trasmessoci dal Gheron Paisios del Monte Athos

Traduzione e adattamento dall’inglese di Adriano Frinchi

INTRODUZIONE

I salmi sono la preghiera di Cristo e della Chiesa, e dunque ogni credente può trovare in essi il modo migliore di esprimere la propria preghiera e di santificarsi. Ma è pure vero ciò che dice il nostro padre tra i santi Atanasio: “ogni salmo fu dettato e composto in tal modo dallo Spirito Santo che in esso sono raccolti tutti moti dell’animo nostro, come se fossero da noi proferiti e come se realmente fossero nostri” (1).

Sant’Atanasio fa dunque una osservazione molto importante: pregando e contemplando i salmi possiamo non solo trovare la vita e i sentimenti di Cristo, ma possiamo ritrovare noi stessi, con i nostri sentimenti e le nostre vicende. Cristo ha preso tutto di ognuno di noi e ha dato a noi tutto se stesso, e allora non ci dobbiamo allora stupire se nella contemplazione del salterio ritroviamo tutta la vita umana con le sue molteplici e varie vicende. Certamente non si stupì di questa qualità teandrica del salterio Arsenio di Cappadocia (1840-1924), monaco canonizzato dal Patriarcato Ecumenico nel 1986, che utilizzava i salmi per le benedizioni, specie quando non esisteva una benedizione prescritta per una particolare occasione.

(1) S. ATANASIO, Lett. a Marcellino, 12 (PG 27,24)

IL SALTERIO DI ARSENIO DI CAPPADOCIA

In questo lavoro si offre nella prima parte una corrispondenza tra i salmi e le diverse necessità secondo l’originale greco che può essere trovato nell’opera “il gheron Paisios” dello ieromonaco Christodulos (Agion Oros, 1994).
Nella seconda parte c’è un piccolo e povero indice dei salmi secondo le diverse necessità.
Al di là delle considerazioni teologiche questo salterio costituisce un vero e proprio “Libro delle necessità”, ma è anche un ritratto affascinante di un piccolo villaggio dell’Anatolia all’alba del XX secolo dove la cultura e la tradizione greca e la fede ortodossa prosperavano nonostante la dominazione turca. Ma la cosa più importante che emerge dal testo è la costante e non comune, specie per quei tempi, preoccupazione di alleviare ogni dolore fisico e psicologico degli uomini.

Altro dettaglio degno di nota è la scelta dei salmi da parte di sant’Arsenio. Il santo monaco utilizza un certo salmo per una ben precisa necessità, e questa scelta non è mai banale o scontata ma rivela una lettura orante dei salmi, una contemplazione di ogni singola parola.

Qualcuno potrebbe storcere il naso davanti di fronte a questo originale salterio e potrebbe classificarlo come qualcosa più vicino alla magia o alle superstizione contadine. Nulla di tutto questo. In realtà ci troviamo davanti alla fede genuina e schietta della gente di un piccolo villaggio dell’Asia minore e di un monaco pio e zelante che hanno percepito i salmi come un “canale” attraverso il quale la Grazia di Dio entra in contatto con ogni aspetto della vita umana.

Adriano Frinchi
 
10 novembre 2010, memoria di sant’Arsenio di Cappadocia

Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all'uomo
Il Salterio, Parola di Dio messa in bocca all’uomo

 

PARTE I

Salmi da usare per le benedizioni secondo l’ordine del Salterio

La numerazione dei salmi segue l’ordine della Septuaginta, mentre tra parentesi è riportata la numerazione del testo masoretico.

1 (1) Per un albero o una vite piantata, affinché porti molto frutto
2 (2) Per coloro che si riuniscono in consiglio, affinché Dio li illumini
3 (3) Per cacciare la cattiveria dalle persone, affinché non tormentino ingiustamente il loro prossimo
4 (4) Per la guarigione delle persone molto sensibili cadute in depressione a causa del comportamento di persone dal cuore duro
5 (5) Per implorare a Dio la guarigione degli occhi feriti da una persona cattiva
6 (6) Per coloro che sono sotto incantesimo , affinché Dio li liberi
7 (7) Per coloro che sono impauriti e intimiditi da cattive persone
8 (8) Per coloro che vengono colpiti da demoni o persone perverse
9 (9 e 10) Per far cessare i tormenti dei demoni durante il sonno e le loro tentazioni durante il giorno
10 (11) Per le coppie dal cuore indurito che divorziano (quando uno dei coniugi tormenta l’altro)
11 (12) Per i malati di mente incattiviti o che fanno del male ad altri
12 (13) Per coloro che soffrono di fegato
13 (14) Per un demone terribile, da recitare continuamente tre volte al giorno per tre giorni
14 (15) Per i ladri e i rapinatori, affinché desistano dai loro propositi e senza aver fatto nulla si pentano
15 (16) Per trovare una chiave perduta
16 (17)Per un’accusa grave ed ingiusta, da recitare continuamente tre volte al giorno per tre giorni
17 (18) In occasione di un terremoto o di altro disastro naturale, di pioggia devastante e fulmini
18 (19) Per le donne gravide affinché partoriscano senza difficoltà
19 (20) Per le coppie che per ragioni mediche non possono avere bambini, affinché Dio li guarisca e li preservi dal divorzio
20 (21) Per cambiare il cuore duro dei ricchi affinché diano l’elemosina ai poveri
21 (22) Per il contenimento degli incendi, affinché non causino nessun danno
22 (23) Per ammansire i bambini ribelli che arrecano dolore ai loro genitori
23 (24) Per aprire una porta quando si è persa la chiave
24 (25) Per coloro che sono tormentati dalle tentazioni che causano problemi continui e fanno perdere la pace
25 (26) Per coloro che chiedono qualcosa a Dio, affinché ottengano quello che hanno chiesto e non subiscano nessun danno
26 (27) Per la protezione dei contadini affinché l’esercito del Nemico non danneggi le persone e i loro campi
27 (28) Per la guarigione di coloro che soffrono di malattie di origine nervosa o mentale
28 (29) Per coloro che soffrono il mare e per coloro che hanno paura del mare agitato
29 (30) Per coloro che corrono pericoli in terre lontane, nei territori dei barbari e dei non credenti, affinché Dio li custodisca e illumini le genti per pacificarle e portarle alla conoscenza di Dio
30 (31) Perché Dio conceda abbastanza grano e frutta in tempo di carestia
31 (32) Per coloro che viaggiano affinché trovino la via quando si perdono
32 (33) Per coloro che sono ingiustamente imprigionati, affinché Dio riveli loro la verità e siano liberati
33 (34) Per coloro che in punto di morte sono tormentati dai demoni o quando le schiere del Nemico si avvicinano con intenzioni minacciose
34 (35) Perché Dio conceda la liberazione delle persone buone dai tranelli dei malvagi che approfittano del Popolo di Dio
35 (36) Perché scompaia completamente ogni animosità dopo discussioni e incomprensioni
36 (37) Per coloro che sono stati gravemente feriti da criminali
37 (38) Per il dolore alle mascelle causato da denti marci
38 (39) Per le persone abbandonate e depresse affinché trovino lavoro ed escano dall’afflizione
39 (40) Per far tornare la concordia tra datore di lavoro e impiegato quando si sono insultati
40 (41) Per il buon parto delle donne che partoriscono bambini prematuri
41 (42) Per i giovani che stanno male per amore e sono feriti e addolorati
42 (43) Per la liberazione di coloro che sono imprigionati da una nazione nemica
43 (44) Perché Dio riveli la verità alle coppie in lite per un malinteso, affinché ritrovino pace e amore
44 (45) Per coloro che soffrono di cuore o reni
45 (46) Per i giovani che, a causa dell’invidia del Nemico, non riescono a sposarsi e a formare una famiglia
46 (47) Perché il dipendente o il datore di lavoro trovino pace, quando il lavoratore si licenzia offeso dal principale e perché il lavoratore trovi lavoro
47 (48) In occasione di scorrerie di bande criminali o di altri gravi disastri: recitare devotamente per 40 giorni
48 (49) Per coloro che svolgono un lavoro pericoloso
49 (50) Perché gli uomini lontani da Dio si pentano e ritornino a Lui e siano salvi
50 (51) Quando a causa dei nostri peccati e per correggerci giunge la punizione di Dio (epidemie e morti fra persone e animali)
51 (52) Perché i padroni dal cuore duro si pentano e divenuti compassionevoli non tormentino i servi
52 (53) Perché Dio benedica le reti ed esse siano riempite di pesce
53 (54) Perché Dio illumini i ricchi che hanno comprato schiavi e questi vengano presto lasciati liberi
54 (55) Perché venga ripristinato il buon nome di una famiglia ingiustamente accusata
55 (56) Per le persone sensibili le cui anime sono state ferite dai loro compagni
56 (57) Per coloro che soffrono di mal di testa provocati da afflizioni
57 (58) Perché tutto vada bene a coloro che operano con retta intenzione affinché Dio impedisca ogni interferenza di demoni o uomini malvagi
58 (59) Per i muti affinché Dio gli ridia la parola
59 (60) Perché Dio riveli la verità quando un gruppo di persone è ingiustamente accusato
60 (61) Per coloro che hanno difficoltà nel loro lavoro a causa della pigrizia o della paura
61 (62) Perché Dio liberi dai problemi i più deboli, affinché non siano dominati dalla tristezza
62 (63) Perché campi ed alberi producano frutti in tempo di siccità
63 (64) Quando qualcuno viene morso da un cane o un lupo con la rabbia, specie se stava dando loro acqua benedetta da bere
64 (65) Per la prosperità dei commercianti, affinché non ingannino la gente semplice
65 (66) Perché il Maligno non porti ostacoli nelle case e non causi dolore nelle famiglie
66 (67) Perché siano benedetti i luoghi dove si allevano le galline
67 (68) Perché le donne a cui fallisce la gravidanza sopportino il dolore e recuperino la salute
68 (69) In occasione di alluvioni e fiumi che straripano sommergendo persone e case
69 (70) Per coloro che intristiti anche da piccole cose vengono portati alla disperazione, affinché Dio doni loro la forza
70 (71) Per le persone abbandonate che, considerate noiose dagli altri a causa dell’invidia del diavolo, precipitano nella disperazione, affinché possano trovare in Dio misericordia e salvezza
71 (72) Perché Dio benedica i raccolti dei contadini
72 (73) Perché i criminali si pentano
73 (74) Perché Dio protegga i contadini che lavorano nei campi quando il villaggio è circondato dal nemico
74 (75) Perché un datore di lavoro barbaro non tormenti i suoi impiegati e li consideri esseri umani
75 (76) Per una madre spaventata per il parto, affinché Dio la custodisca e le infonda coraggio
76 (77) Quando non c’è reciproca comprensione tra genitori e figli, affinché illuminati da Dio i figli ascoltino i genitori ed i genitori mostrino il loro amore ai figli
77 (78) Perché Dio illumini coloro che prestano affinché siano misericordiosi e non opprimano i loro debitori
78 (79) Perché Dio protegga i villaggi dalle scorrerie dell’esercito nemico
79 (80) Perché Dio guarisca colui che ha la faccia gonfia e dolore alla testa
80 (81) Perché Dio si prenda cura dei poveri e dei bisognosi che sono nel dolore e nella tristezza a causa della loro indigenza
81 (82) Perché le persone acquistino i prodotti dai contadini, affinché questi non divengano tristi e depressi
82 (83) Perché Dio impedisca a persone malvagie di commettere omicidi
83 (84) Perché Dio protegga quanto è custodito in casa, gli animali e i frutti del lavoro
84 (85) Perché Dio guarisca coloro che sono stati feriti e terrorizzati dai ladri
85 (86) Perché Dio salvi il mondo quando si propaga la peste e la gente muore
86 (87) Perché Dio conceda una lunga vita ai membri della famiglia che sono fondamentali e necessari per il sostentamento della famiglia
87 (88) Perché Dio custodisca quanti sono senza protezione e sono perseguitati da uomini duri di cuore
88 (89) Perché Dio conceda forza a coloro che sono gracili e si ammalano facilmente, così che possano lavorare senza stancarsi e scoraggiarsi
89 (90) Perché Dio doni la pioggia in tempo di siccità o faccia sì che i pozzi rimasti a secco riabbiano l’acqua
90 (91) Per scacciare via il diavolo quando questo appare a qualcuno e lo terrorizza
92 (93) Perché Dio doni prudenza ai suoi figli ed essi crescano spiritualmente
93 (94) Perché Dio illumini coloro che provocano tumulti, problemi alle nazioni e portano scompiglio tra il popolo, e causano disordini e divisioni.
94 (95) Perché nessun incantesimo porti le coppie a trovare ragioni per litigare
95 (96) Perché Dio guarisca i sordi ed essi tornino a sentire
96 (97) Per rompere gli incantesimi sulle persone
97 (98) Perché Dio conceda conforto a quanti sono nel dolore e questi vincano la depressione
98 (99) Perché Dio conceda benedizione e grazia a quei giovani che lasciano tutto e lo seguono
99 (100) Perché Dio benedica e realizzi i desideri che sono secondo la sua volontà
100 (101) Perché Dio conceda grazia e talenti alle persone buone e semplici
101 (102) Perché Dio benedica i governanti affinché dimostrino bontà e comprensione verso il popolo
102 (103) Perché il ciclo mestruale si manifesti quando è in ritardo
103 (104) Perché Dio benedica i possedimenti delle persone, affinché questi non siano tristi e glorifichino Dio
104 (105) Perché le persone si pentano e confessino i loro peccati
105 (106) Perché Dio illumini le persone e queste non abbandonino la via della Salvezza
106 (107) Perché Dio conceda il dono della gravidanza alle donne che non possono avere figli
107 (108) Perché Dio umili i nemici, ed essi cambino le loro cattive intenzioni
108 (109) Perché Dio guarisca gli epilettici, oppure perché Dio abbia pietà di coloro che accusano ingiustamente e poi si pentono.
109 (110) Perché i giovani abbiano rispetto degli anziani
110 (111) Perché i giudici iniqui si pentano e giudichino giustamente il popolo di Dio
111 (112) Perché Dio protegga i soldati che partono per la guerra
112 (113) Perché Dio conceda le sue benedizioni ad una vedova povera, affinché possa pagare i suoi debiti ed eviti la prigione
113 (114-115) Perché Dio guarisca i bambini con ritardi mentali
114 (116, 1-9) Perché Dio conceda benedizioni e conforto per i bambini tristi e poveri, affinché siano preservati dalla tristezza causata dal disprezzo dei figli dei ricchi
115 (116, 10-19) Perché Dio guarisca dal vizio di mentire
116 (117) Perché le famiglie conservino unità e amore e glorifichino Dio
117 (118) Perché Dio umili i barbari che assediano il villaggio e cambi le loro intenzioni malvagie
118 (119) Perché Dio annienti e umili i barbari che uccidono donne e bambini innocenti
119 (120)Perché Dio conceda pazienza e sopportazione a quanti vivono insieme a persone disordinate ed inique
120 (121) Perché Dio protegga gli schiavi dalle mani del nemico, affinché non siano mutilati prima di essere rimessi in libertà
121 (122) Perché Dio guarisca coloro che soffrono a causa del mal’occhio
122 (123) Perché Dio conceda la vista ai ciechi e curi le malattie degli occhi
123 (124) Perché Dio protegga dai morsi dei serpenti
124 (125) Perché Dio protegga i campi dei giusti dalle persone malvagie
125 (126) Perché Dio guarisca coloro che sono afflitti da mal di testa continui
126 (127) Perché Dio porti la pace in una famiglia dove ci sono liti
127 (128) Perché la cattiveria del Nemico non si avvicini alle case e ci sia sempre la pace e la benedizione di Dio nella famiglia
128 (129) Perché Dio curi coloro che soffrono di emicrania o perché Dio abbia misericordia che i duri di cuore che arrecano dolore ai più sensibili e deboli.
129 (130) Perché Dio infonda coraggio e speranza a coloro che iniziano un nuovo lavoro che non conosco, affinché non incontrino grandi difficoltà
130 (131) Perché Dio conceda agli uomini pentimento, conforto e speranza, affinché essi vengano salvati
131 (132) Perché Dio abbia misericordia del mondo, nel quale ci sono guerre continue a causa dei nostri peccati
132 (133) Perché Dio illumini le nazioni, le renda amiche e i popoli trovino la pace
133 (134) Perché Dio protegga da ogni pericolo
134 (135) Perché coloro che pregano trovino la concentrazione e la loro mente sia unita a Dio
135 (136) Perché Dio protegga gli immigrati che lasciano le loro case e li salvi dai barbari
136 (137) Perché Dio infonda fermezza ai titubanti
137 (138) Perché Dio illumini i signori di un luogo affinché trattino con comprensione la popolazione
138 (139) Perché Dio allontani i pensieri blasfemi che tormentano i più sensibili
139 (140) Perché Dio pacifichi un capo famiglia con un brutto carattere che fa soffrire tutta la famiglia
140 (141) Perché Dio pacifichi i padroni barbari di un luogo affinché non tormentino i loro sudditi
141 (142) Perché Dio plachi un ribelle che commette malvagità, affinché, anche se è un curdo3, diventi come un agnello
142 (143) Perché Dio protegga una madre durante la gravidanza, affinché non perda il bambino
143 (144) Perché Dio plachi il popolo in rivolta e sia scongiurata la guerra civile
144 (145) Perché Dio benedica il lavoro degli uomini, ed esso gli sia bene accetto
145 (146) Perché Dio sani coloro che soffrono di emorragie
146 (147, 1-11) Perché Dio sani chi è stato morso o chi è stato colpito alla mascella da persone malvage
147 (147, 12-20) Perché Dio ammansisca le fiere affinché non arrechino danno alle persone e alle loro fattorie
148 (148) Perché Dio conceda tempi buoni e gli uomini siano nell’abbondanza e glorifichino Dio
149 (149) Per rendere grazie a Dio della tenerezza e dell’amore sconfinato che ha per noi4
150 (150) Perché Dio conceda felicità ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che si trovano in luoghi lontani, e ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che si sono addormentati e sono in un luogo ancora più lontano. Amen.

PARTE II

INDICE SECONDO I TEMI

In questo indice la numerazione dei salmi è quella della Septuaginta

AGRICOLTURA: 1, 26, 30, 50, 52, 62, 66, 71, 83, 124, 147, 148
ANIMALI, ostili: 63, 123, 147
BAMBINI: 22, 76, 109, 113, 114
MORTE E DEFUNTI: 33, 150
DISASTRI: 17, 21, 30, 50, 62, 68, 85, 89
SALUTE, fisica: 5, 12, 28, 36, 37, 44, 56, 58, 63, 79, 86, 88, 95, 102, 108, 122, 125, 128, 145, 146
SALUTE, psicologica: 4, 7, 8, 9, 11, 24, 27, 41, 55, 56, 60, 61, 69, 70, 80, 81, 84, 97, 100, 103, 128, 136, 138
SALUTE, delle donne 18, 19, 40, 67, 75, 106, 142, 145
LEGGE E GOVERNO: 14, 16, 32, 36, 47, 51, 59, 72, 82, 84, 93, 101, 108, 110, 137, 140, 141, 143
MAGIA E DEMONI: 5, 6, 8, 9, 13, 33, 57, 65, 90, 94, 96, 121
PACE E GUERRA: 26, 33, 42, 73, 78, 93, 107, 111, 117, 118, 120, 127, 131, 132, 135, 140, 141, 143
PACE , fra gli amici e nella famiglia: 10, 19, 22, 35, 41, 43, 45, 54, 65, 76, 86, 94, 109, 116, 126, 127, 139
PROPIETA’: 14, 15, 23, 47, 83, 103, 124
PROTEZIONE: 9, 13, 34, 47, 48, 57, 90, 133
PREOCCUPAZIONI SOCIALI: 20, 32, 35, 38, 51, 53, 59, 77, 80, 81, 87, 93, 101, 110, 112, 113, 114, 119, 124, 137, 140
SPIRITUALITA’: 3, 9, 24, 25, 29, 49, 50, 57, 72, 91, 98, 99, 100, 104, 105, 108, 115, 119, 130, 134, 136, 149
VIAGGI ED EMIGRAZIONE: 28, 29, 31, 92, 135, 150
LAVORO: 2, 38, 39, 46, 48, 51, 52, 57, 60, 64, 74, 81, 83, 100, 101, 103, 129, 137, 140,144

Il Signore abbia misericordia dello Ieromonaco Christodulos e del traduttore Adriano

Fine e Gloria a Dio

Non preferire nulla a Cristo (Basilio di Cesarea)

Non preferire nulla a Cristo

Non preferire nulla a Cristo – Testo biblico di riferimento

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,25-33.

In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: 
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. 
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? 
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: 
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. 
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 
Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. 
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». 

Non preferire nulla a Cristo (Basilio di Cesarea)
Non preferire nulla a Cristo (Basilio di Cesarea)

Non preferire nulla a Cristo – Meditazione

San Basilio (ca 330-379),
monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa 

Regole più ampie; domanda 8 

Non preferire nulla a Cristo

Il nostro Signore Gesù Cristo ha detto a tutti, a più riprese e donando varie prove: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23); e ancora: “Chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”. Sembra esigere la più totale rinuncia… “Dov’è il tuo tesoro, dice altrove, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21).

Se dunque mettiamo da parte dei beni terreni o qualche provvista peritura, il nostro spirito vi rimane sprofondato come nel fango. È allora inevitabile che la nostra anima sia incapace di contemplare Dio e diventa insensibile ai desideri degli splendori del cielo e dei beni a noi promessi. Non possiamo ottenere questi beni se non li chiediamo senza sosta, con un ardente desiderio che, del resto, ci renderà leggero lo sforzo per raggiungerli.

Rinunciare a se stessi, è dunque sciogliere i vincoli che ci legano a questa vita terrena a passeggera, è liberarsi dalle contingenze umane, per essere in grado di camminare sulla via che conduce a Dio. È liberarsi da ciò che intralcia per possedere e usare dei beni che sono “più preziosi dell’oro, di molto oro fino” (Sal 19,11).

E, per farla breve, rinunciare a se stessi, è trasferire il cuore umano nella vita del cielo, cosicché si possa dire: “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). E innanzitutto, è cominciare a diventare simili a Cristo, che da ricco che era, si è fatto povero per noi (2 Cor 8,9).

Dobbiamo assomigliargli se vogliamo vivere conformemente al Vangelo.

Non preferire nulla a Cristo (Basilio di Cesarea)
Non preferire nulla a Cristo (Basilio di Cesarea) – Cefalù, Cristo Pantocratore

 

I trentatre martiri di Melitene

I trentatre martiri di Melitene

I trentatre martiri di Melitene sono onorati oggi dal calendario bizantino. Approfitto per segnalarvi il link di questo strumento utilissimo, utilissimo ovviamente per chi si sente in comunione, sia pure imperfetta, con i cristiani di quel rito e di quelle terre.

I trentatre martiri di Melitene
I trentatre martiri di Melitene

La loro storia

Questi martiri hanno confessato la loro fede cristiana durante il regno di Diocleziano e Massimiano nel 290. Di questi, san Gerone era di Tiana in Cappadocia, un agricoltore, di grande forza fisica e di nobiltà d’animo. Mentre era al lavoro nel suo campo alcuni soldati gli fecero visita cercando di impressionarlo con le loro armi. Lui, però, non desiderando la loro compagnia, con il suo aratro di legno li scacciò facendoli fuggire terrorizzati a causa della sua forza. In seguito, andò di sua spontanea volontà, e confessò Cristo davanti al governatore. La sua mano destra fu tagliata, e fu imprigionato con altri 32, che ha rafforzato nella fede. Tutti insieme furono decapitati fuori della città di Melitene in Armenia.

L’epistola

Ebrei 11,33b-12,2a

Fratelli tutti i santi per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni,  spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trovarono forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri. Alcune donne riacquistarono per risurrezione i loro morti. Altri poi furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione.  Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia.  Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati –  di loro il mondo non era degno! -, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra.

Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa:  Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi, perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.  Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,  tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.