Archivi categoria: Quotidiano

La Parola di Dio con Montemonaco nel cuore – 3

25 «A chi dunque mi vorreste assomigliare, a chi sarei io uguale?»
dice il Santo.
26 Levate gli occhi in alto e guardate:
Chi ha creato queste cose?
Egli le fa uscire e conta il loro esercito,
le chiama tutte per nome;
per la grandezza del suo potere
e per la potenza della sua forza,
non ne manca una.

(Isaia 40)

 

Panorama sui monti Sibillini
Panorama sui monti Sibillini

La bontà nascosta della creazione

“Non vi è autore più eccellente di Dio, non vi è arte più efficace di quella del suo Verbo, né motivo migliore della creazione di qualche essere buono se non lo stesso Dio buono. Anche Platone [cf. Timeo, 28] dice che questa è la più retta causa della strutturazione del mondo, che cioè le opere buone vengano fatte dal Dio buono: sia che ciò egli abbia trovato scritto, sia che ciò abbia saputo da coloro che lo avevano letto; sia che col suo ingegno acutissimo abbia contemplato e compreso le realtà invisibili di Dio per il tramite delle realtà create, sia che lo abbia imparato da coloro che le avevano contemplate.

Ma questa causa, che cioè le realtà buone siano state create dalla bontà di Dio, questa causa, dirò, tanto giusta e idonea, che considerata diligentemente e piamente meditata risolve da sola ogni controversia sull’origine del mondo; questa causa dunque alcuni eretici non la ammettono. E ciò perché la mortalità misera e fragile della nostra carne, in conseguenza di un giusto castigo, soffre l’offesa di molte cose che non le si addicono. Così il fuoco, il freddo, le bestie feroci e cose simili. Né gli eretici considerano quanto, nel loro luogo e nella loro natura, queste realtà siano eccellenti e in quale magnifico ordine siano organizzate; quanta bellezza, ciascuna nella propria misura, portino all’universo, quasi a una comune repubblica e quanta utilità arrecano a noi, se ne usiamo con scienza e comprensione. Gli stessi veleni, infatti, che usati sconvenientemente sono pericolosi, usati con criterio si tramutano in medicamenti salutari; ma, al contrario, anche ciò di cui ci si diletta, come il cibo, la bevanda e questa luce, se usate inopportunamente o smoderatamente, si rivelano perniciose.

Con ciò la divina provvidenza ci ammonisce di non disprezzare scioccamente le cose, ma di cercarne diligentemente l’utilità; e se il nostro debole ingegno non ci riesce, dobbiamo credere che la loro utilità ci è nascosta, come ci erano nascoste le realtà che a gran fatica abbiamo poi scoperto; e la loro utilità può essere nascosta, o per nostro esercizio di umiltà, o a freno della nostra ambizione. Nessuna essenza è male, perché questo non è che il nome della privazione del bene: dalle realtà terrene alle celesti, dalle visibili alle invisibili, ve n’è tutta una gradazione, in cui alcune sono migliori delle altre; e sono disuguali, perché tutte possano esistere. E Dio è l’artefice, grande in quelle grandi, ma non piccolo in quelle piccole; e se sono piccole, poi, non sono da misurare in rapporto alla loro grandezza (che è ben poca cosa) ma in rapporto alla sapienza del loro artefice; è così nell’aspetto esterno dell’uomo: se gli si rade un solo sopracciglio, che è quasi nulla rispetto al corpo, gli si detrae molto di bellezza: questa infatti non consiste nella mole, ma nella simmetria e nella proporzione delle membra.”

Agostino, La città di Dio, 11,21-22

Un amore esagerato (Isaia 35)

1 Il deserto e la terra arida si rallegreranno,
la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa;
2 si coprirà di fiori,
festeggerà con gioia e canti d’esultanza;
le sarà data la gloria del Libano,
la magnificenza del Carmelo e di Saron.

Essi vedranno la gloria del SIGNORE,
la magnificenza del nostro Dio.
3 Fortificate le mani infiacchite,
rafforzate le ginocchia vacillanti!
4 Dite a quelli che hanno il cuore smarrito:
«Siate forti, non temete!
Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta,
la retribuzione di Dio;
verrà egli stesso a salvarvi».

5 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e saranno sturati gli orecchi dei sordi;
6 allora lo zoppo salterà come un cervo
e la lingua del muto canterà di gioia;
perché delle acque sgorgheranno nel deserto
e dei torrenti nei luoghi solitari;
7 il terreno riarso diventerà un lago,
e il suolo assetato si muterà in sorgenti d’acqua;
nel luogo dove dimorano gli sciacalli
vi sarà erba, canne e giunchi.

8 Là sarà una strada maestra, una via
che sarà chiamata la Via Santa;
(nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto;
quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi.

9 In quella via non ci saranno leoni;
nessuna bestia feroce vi metterà piede
o vi apparirà;
ma vi cammineranno i redenti.

10 I riscattati dal SIGNORE torneranno,
verranno a Sion con canti di gioia;
una gioia eterna coronerà il loro capo;
otterranno gioia e letizia;
il dolore e il gemito scompariranno.

(Isaia 35)

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero. (Salmi 119:105)
La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero. (Salmi 119:105)

Un amore esagerato, la prima lettura proposta per il lunedì della seconda settimana d’Avvento ce lo propone attraverso le parole del capitolo 35 del profeta Isaia. Un deserto ed una terra arida che non solo ritornano fertili, ma addirittura si rallegrano… Una solitudine, quel mostro spaventoso di cui tante persone dei nostri tempi soffrono, che non solo sparisce, ma diventa il suo opposto. Giosce, fiorisce come rosa, si copre di fiori, canta con esultanza… e via così.

Fino ad uno zoppo che non torna semplicemente a camminare, ma salta di gioia! E ad un muto che non torna semplicemente a parlare, ma canta di gioia!

Tale è la potenza della misericordia di Dio, della grazia di cui riempie la vita dell’uomo, dello Spirito che ci trasforma fino al midollo… Tale è la grazia, tale è la sua forza, che siamo in grado, per grazia, di convertirci, di cambiare completamente le nostre vite, di tornare a Lui con tutto il cuore!

Tornare a Lui come? Percorrendo la Via Santa, il Sentiero Antico, la Via della Croce…

8 Là sarà una strada maestra, una via
che sarà chiamata la Via Santa;
(nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto;
quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi.

9 In quella via non ci saranno leoni;
nessuna bestia feroce vi metterà piede
o vi apparirà;
ma vi cammineranno i redenti.

La Via Santa non è per tutti! Molti sono i chiamati, ma pochi sono gli eletti. La Via della Croce non è per tutti. Il Signore Gesù l’ha mostrata a tutti, ma sono pochi coloro che hanno avuto, hanno ed avranno il coraggio e la forza di scegliere di percorrerla. Solo l’abbandono completo alla grazia ed allo Spirito lo rendono possibile.

Ieri un amico mi ha detto che il cristianesimo di cui parlo io è elitario, è per pochi. Non lo dico io! gli ho replicato. Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti è Parola di Dio. Molti cercheranno di entrare e non potranno (Luca 13).

13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. 14 Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.

(Matteo 7)

Solo i riscattati dal SIGNORE torneranno, verranno a Sion con canti di gioia; un amore esagerato, davvero, quello del Signore….

…una gioia eterna coronerà il loro capo;
otterranno gioia e letizia;
il dolore e il gemito scompariranno…

Se vogliamo aver speranza di far parte, in Cristo, di quei riscattati, dobbiamo affrontare il deserto, passare per la porta stretta, percorrere il sentiero antico della fedeltà assoluta alla Parola di Dio e giungere, se Dio vorrà alla Via Santa!

 

Tu mi hai chiamato, Signore, a servire

Una preghiera, questa che si legge nel giorno in cui le chiese orientali commemorano Giovanni Damasceno, che, oggi, ma non solo oggi, sento particolarmente mia. Che faccio mia, che sento mia. In particolare la parte che ho evidenziato in grassetto. Mi hai chiamato a servire, mi hai chiamato a predicare, mi hai chiamato a studiare ed a servire la Tua Parola. Ed è tutta la vita che, in qualsiasi circostanza di essa mi trovi, mi sforzo di farlo. Con tutte le persone meravigliose che Tu, o Signore, hai messo e metti sul cammino. A partire da mia moglie e mia figlia…

Però l’inquietudine mi rimane. Ma forse, Tu solo lo sai Signore, è la mia spina nella carne… Sia fatta la Tua volontà, Signore, comunque vada… Io la accetto, la voglio accettare, come ho sempre cercato di fare. Perdonami per i miei molti peccati, per le mie infedeltà.

giovannidamasceno

Tu mi hai chiamato, Signore, a servire i tuoi discepoli

Dalla «Dichiarazione di fede» di Giovanni Damasceno, sacerdote

Tu, Signore, mi hai tratto dai fianchi di mio padre; tu mi hai formato nel grembo di mia madre; tu mi hai portato alla luce, nudo bambino, perché le leggi della nostra natura obbediscono costantemente ai tuoi precetti.

Tu hai preparato con la benedizione dello Spirito Santo la mia creazione e la mia esistenza, non secondo volontà d’uomo o desiderio della carne, ma secondo la tua ineffabile grazia. Hai preparato la mia nascita con una preparazione che trascende le leggi della nostra natura, mi hai tratto alla luce adottandomi come figlio, mi hai iscritto fra i discepoli della tua Chiesa Santa e immacolata.

Tu mi hai nutrito di latte spirituale, del latte delle tue divine parole. Mi hai sostentato con il solido cibo del Corpo di Gesù Cristo nostro Dio, Unigenito tuo santissimo, e mi hai inebriato con il calice divino del suo Sangue vivificante, che egli ha effuso per la salvezza di tutto il mondo.

Tutto questo, Signore, perché ci hai amati e hai scelto come vittima, in vece nostra, il tuo diletto Figlio unigenito per la nostra redenzione, ed egli accettò spontaneamente; senza resistere, anzi come uno che era destinato al sacrificio, quale agnello innocente si avviò alla morte da se stesso, perché, essendo Dio, si fece uomo e si sottomise, di propria volontà, facendosi«obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fi12, 8).

E così, o Cristo mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere sulle tue spalle me, pecorella smarrita, e farmi pascolare in pascolo verdeggiante e nutrirmi con le acque della retta dottrina per mezzo dei tuoi pastori, i quali, nutriti da te, han poi potuto pascere il tuo gregge eletto e nobile.

Ora, o Signore, tu mi hai chiamato per mezzo del tuo sacerdozio a servire i tuoi discepoli. Non so con quale disegno tu abbia fatto questo; tu solo lo sai. Tuttavia, Signore, alleggerisci il pesante fardello dei miei peccati, con i quali ho gravemente mancato; monda la mia mente e il mio cuore; guidami per la retta via come una lampada luminosa; dammi una parola franca quando apro la bocca; donami una lingua chiara e spedita per mezzo della lingua di fuoco del tuo Spirito e la tua presenza sempre mi assista.

Pascimi, o Signore, e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non mi pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo Spirito buono mi indirizzi sulla retta via; perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all’ultimo.

Tu poi, o nobile vertice di perfetta purità, nobilissima assemblea della Chiesa, che attendi aiuto da Dio; tu in cui abita Dio, accogli da noi la dottrina della fede immune da errore; con essa si rafforzi la Chiesa, come ci fu trasmesso dai Padri.

bibbia

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 1:13-14

Carissimo, prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. Custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito santo che abita in noi.
Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri.
Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù.

Convertitevi! (Matteo 3:1-12)

1 In quei giorni venne Giovanni il battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: 2 «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». 3 Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse:

«Voce di uno che grida nel deserto:
“Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri”».

4 Giovanni aveva un vestito di pelo di cammello e una cintura di cuoio intorno ai fianchi; e si cibava di cavallette e di miele selvatico. 5 Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutto il paese intorno al Giordano accorrevano a lui; 6 ed erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

7 Ma vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira futura? 8 Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento. 9 Non pensate di dire dentro di voi: “Abbiamo per padre Abraamo”; perché io vi dico che da queste pietre Dio può far sorgere dei figli ad Abraamo.

10 Ormai la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, viene tagliato e gettato nel fuoco.

11 Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. 12 Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile».

bibbiaaperta

Il Vangelo della II domenica di Avvento dell’Anno A presenta con parole chiarissime colui che lo stesso Gesù definirà il profeta più grande, il più grande tra gli uomini, Giovanni il Battezzatore, Giovanni il Battista.

Giovanni, cioè, che invita a battezzarsi, ovvero ad immergersi (baptizo in greco significa questo) completamente, con tutta la propria vita, nella realtà di Dio. Ad immergersi, a far scomparire tutto ciò che è di fuori (credenze, idolatrie, ipocrisie, falsità, pensieri e ragionamenti umani, ideologie…) per assorbire completamente la Parola di Dio, per imbeversi completamente di essa.

Non c’è spazio per altro per il credente, per il fedele. La Parola di Dio e sola quella. Non esistono altre verità, se non parziali, frammentate, a volte illusorie… I semi, i germi di verità di cui parla qualcuno, sono da ricercare ai fini di spingere alla conversione, ma l’unico vero seme che conta è quello che accetta di morire a sè stesso, e porta molto frutto. Gli altri semi sono da rigettare, il Seme della Parola è l’unico che deve crescerenella nostra vita personale.

Il seme della Parola di Dio, il seme del Cristo, il seme del Verbo fatto uomo.

Occorre, davvero, nascere di nuovo. Non basta nascere da Abramo, nascere nel popolo eletto, nascere da una famiglia credente. Non è una garanzia di nessun tipo. Occorre nascere di nuovo, occorre che noi, noi personalmente, facciamo una scelta personale, propria, solo nostra, di immedesimarci con il Verbo, di scegliere, sempre per i comandi di Dio, di ricercare, sempre, i suoi precetti, di ascoltare, sempre e solo, la Sua Parola.

A Dio non “serve” la nostra conversione, Dio può far sorgere dalle pietre dei figli di Abramo, dice il Battista! A noi occorre convertirci! A Dio Solo è la gloria, a noi tocca condividere la Croce, la fatica di vivere che fu assunta liberamente dal Figlio, sperando che Egli a suo tempo ci doni la gioia senza fine della Resurrezione e dell’eternità in Lui.

La scure ed il fuoco sono vicini alle radici degli alberi.

Convertiamoci, credendo al Vangelo, vivendo il Vangelo, rigettando dalle nostre vite tutto ciò che da questo ci allontana. Cerchiamo il Battesimo del Signore, lasciamoci immergere nell’acqua, accettiamo la morte, lasciamoci che la Parola di Dio ci bruci dentro, perchè sia annunciata al mondo!

Maranathà!

Solo il nostro dovere… non ha bisogno dei nostri beni…

35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse».

(Matteo 9)

1 Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire qualunque malattia e qualunque infermità.
2 I nomi dei dodici apostoli sono questi:
il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo; 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.
5 Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste istruzioni:
«Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani, 6 ma andate piuttosto verso le pecore perdute della casa d’Israele. 7 Andando, predicate e dite: “Il regno dei cieli è vicino”. 8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

(Matteo 10)

bibbiaaperta

Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
7° discorso sull’Avvento
«Vedendo le folle ne sentì compassione,
perché erano stanche e sfinite»

Fin da ora celebriamo con tutto il cuore la venuta di nostro Signore Gesù Cristo, e facciamo solo il nostro dovere, poiché egli è venuto non solo a noi, ma per noi.

Il Signore non ha bisogno dei nostri beni; la grandezza della grazia che ci ha donata mostra qual’era la nostra indigenza.

Giudichiamo la gravità di una malattia da quanto costa guarirla…

La venuta del Salvatore era perciò necessaria; lo stato in cui erano gli uomini rendeva indispensabile la sua presenza. Venga presto dunque il Salvatore! Venga ad abitare in mezzo a noi per la fede, con tutta la ricchezza della sua grazia.

Ci tolga dalla cecità, ci liberi dalle infermità, sollevi la nostra debolezza! Se egli è in noi, chi potrà farci sbagliare? Se è con noi, cosa non potremo fare in colui che è la nostra forza? (Fil 4,13) «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8,31) Gesù è consigliere sicuro, non si sbaglia e non ci fa sbagliare; è aiuto potente, la cui forza non si esaurisce mai… E’ la sapienza di Dio, la potenza di Dio (1Cor 1,24)…

Ricorriamo dunque tutti a un Maestro così grande: in tutto ciò che facciamo, invochiamo questo aiuto; in mezzo alle nostre lotte, affidiamoci a un difensore così sicuro. Se egli è già venuto nel mondo, è per abitare in mezzo a noi, con noi e per noi.

Alzo gli occhi verso i monti…

Alzo gli occhi verso i monti…
Da dove mi verrà l’aiuto?
2 Il mio aiuto vien dal SIGNORE,
che ha fatto il cielo e la terra.
3 Egli non permetterà che il tuo piede vacilli;
colui che ti protegge non sonnecchierà.
4 Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà.
5 Il SIGNORE è colui che ti protegge;
il SIGNORE è la tua ombra;
egli sta alla tua destra.
6 Di giorno il sole non ti colpirà,
né la luna di notte.
7 Il SIGNORE ti preserverà da ogni male;
egli proteggerà l’anima tua.
8 Il SIGNORE ti proteggerà, quando esci e quando entri,
ora e sempre.

(Salmi 121)

Monte Vettore stamani, foto di Giulia Grilli di Montemonaco
Monte Vettore stamani, foto di Giulia Grilli di Montemonaco

La Roccia della Verità (Matteo 7 e Isaia 26)

21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

22 Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” 23 Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”

24 «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. 25 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.

26 E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande».

(Matteo 7)

1 In quel giorno si canterà questo cantico nel paese di Giuda:
Noi abbiamo una città forte;
il SIGNORE vi pone la salvezza con mura e bastioni.
2 Aprite le porte
ed entri la nazione giusta, che si mantiene fedele.
3 A colui che è fermo nei suoi sentimenti
tu conservi la pace, la pace,
perché in te confida.
4 Confidate per sempre nel SIGNORE,
perché il SIGNORE, sì il SIGNORE, è la roccia dei secoli.
5 Egli ha umiliato quelli che stavano in alto;
egli ha abbassato la città elevata,
l’ha abbassata fino a terra,
l’ha stesa nella polvere;
6 i piedi la calpestano,
i piedi dell’oppresso; vi passano sopra i poveri.
7 La via del giusto è diritta;
tu rendi perfettamente piano il sentiero del giusto.

(Isaia 26)

Monti Sibillini
Monti Sibillini

Il tema della Parola di Dio di oggi, Antico e Nuovo Testamento, è quello della Roccia, del costruire sulla Roccia e non, come spesso facciamo noi umani, sulla sabbia.

La Roccia è la Parola di Dio, rivelata nell’Antico Testamento ai profeti di Israele, che non si stancavano mai di compiere il loro dovere di annunciatori della Sua Verità, ed incarnata poi da Gesù, dal Figlio fatto Uomo.

Una roccia molto più forte, sicura e dura, perchè Vera, della roccia che compone le nostre montagne. Le nostre montagne, in questi tempi lo vediamo bene, sono comunque vive, si muovono, si scuotono, si spostano, perchè sono parte della Creazione e la Creazione, come scrive Paolo, è come noi in un certo senso, è in attesa anche essa della ricapitolazione di ogni cosa in Cristo, in Dio, “geme” scrive Paolo, in attesa dell’evento finale.

La Parola di Dio invece è salda, certa, sicura. Chi si attiene ad essa, da essa non devia, ad essa sola si affida, è sicuro di essere sul sentiero antico di Dio. Dice il profeta Isaia che il Signore rende perfettamente piano il sentiero del giusto. Lo rende certo della salvezza, sicuro di giungere al termine del cammino, verso quella casa cui ogni giusto, che si mantiene fedele, agogna di arrivare.

Il peccato dell’uomo, dice il Vangelo, è il suo costruire sulla sabbia, sulle sue certezze, sulle falsità ideologiche, sulle sue stolte pretese di sicurezza, sull’instabilità delle sue sapienze e delle sue filosofie. L’uomo costruisce spesso come sono costruite tante case della nostra penisola e non solo. Mischiando la sabbia al calcestruzzo ed al cemento armato.

Così oggi gli uomini (anche uomini che si dicono credenti, di chiesa, anche preti, pastori, vescovi e papi…) annacquano, insabbiano il cemento, la verità, la robustezza della Parola di Dio con dottrine che sono solo di uomini; come quegli affaristi che ti dicono che così ti fanno pagare di meno, che così non ti fanno la fattura, che ‘non ti preoccupare’ che la casa sta su uguale…. Mentre alla prima scossa crolla.

Allo stesso modo funziona per tutto. Gli uomini annacquano la Verità della Parola di Dio sull’uomo, sulla famiglia, sull’uomo e la donna, sulla vita, sull’educazione, con le falsità, le bugie, le aberrazioni delle idee del pensiero che si vorrebbe unico (si vorrebbe “unico”, perchè ci sono e ci saranno sempre dei giusti, un resto che si sforzano di mantenersi fedeli, che non le accetteranno mai e poi mai queste deviazioni!) e poi si meravigliano quando la società crolla, quando i valori non stanno in piedi, quando i loro presunti castelli di pietra si rivelano per quello che sono, castelli di carte, colossi dai piedi di argilla che prima o poi si sbriciolano lasciandoli con nulla nelle mani.

Ci sono tante Verità, sento dire… non è vero. La Verità è Una ed è quella rivelata nella Parola di Dio. Il dialogo con gli altri va ricercato? Certo che va ricercato, come lo ricercava Gesù, che parlava con tutti, ascoltava tutti, rispettava tutti, ma in vista della loro conversione! Del loro cambiamento. Che diceva di fare così ai suoi seguaci, agli apostoli, ai discepoli, ma che diceva anche loro, “Se non vi ascoltano, scuotete le polvere dai vostri calzari, reinfilateveli, ripartite ed andate ad annunciare altrove”.

Quanto dicevano anche i profeti. Chi non ascolta la Parola di Dio, chi non le obbedisce, la rovina della sua casa sarà grande. Egli umilierà la città degli uomini che si crede grande, egli ridurrà in polvere, in rovina quella città. Ed il resto, i poveri in spirito, gli oppressi, nel giorno in cui il Signore tornerà, calpesteranno quella polvere e quelle rovine. Solo quel resto fedele, gli eletti, rimarranno in piedi.

Perchè la terra si muove, i monti stessi franano, cade la pioggia, soffiano i venti, vengono i torrenti, fanno impeto contro quella casa che è la nostra vita. E lì si vede su cosa hai costruito. Lì si vede se rimani in piedi o frani miseramente in rovina.

Nessun terremoto, per quanto forte, grande e devastante sia, può piegare l’animo di un uomo che si mantiene fedele. Sarà costui comunque capace di sopravvivere, di riprendere il suo lavoro, di ricostruire, se poggia, perchè poggia sulla Roccia grande ed eterna della fede in Dio e nella Sua Parola.

Se poggia sulla Verità di Colui che ha detto.
Io sono la Verità. Perchè un’altra non ne esiste.
Io sono la Via, perchè il sentiero del giusto è uno, è quello della fedeltà alla Verità.
Io sono la Vita, perchè chi non si fonda su quella Verità vive una vita di illusioni, si fonda su verità solo spparenti, dà credito a demoni vestiti da angeli di luce. Come chi segue un fuoco fatuo, si perde nel nero di un bosco, nel nero di una palude, ed i suoi piedi affondano nella melma, cedono nella sabbia, e la sua rovina sarà grande.

Fidiamo sempre e solo nella Roccia che è Dio. Costruiamo sempre e solo sulla Roccia della Sua Parola di Verità. E nessun terremoto potrà piegarci. E saremo in piedi, di fronte al Signore, quando ci chiamerà, nell’ultimo dei giorni della nostra vita.

Amen. 

Maranathà!

Li chiamò, lo seguirono (Matteo 4,18-22)

18 Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. 19 E disse loro: «Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini». 20 Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono.

21 Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca con Zebedeo, loro padre, rassettavano le reti; e li chiamò. 22 Essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono.

(Matteo 4)

bibbiaaperta

Li chiamò, lo seguirono. Questa è la dinamica della salvezza. Non ne esiste una alternativa. La Parola chiama, l’uomo sceglie di seguirla o di non seguirla.

Se l’uomo, l’umanità accoglie la Parola, ne segue i precetti, ne e-segue i comandamenti, si rcionosce come chiamato, riconosce che solo in quella voce del Verbo che lo chiama vi è salvezza, allora per volontà di Dio è dato che sia salvato.

Se non lo fa, il contrario. E’ perduto, si perde.

Il giorno del giudizio finale, dice tutta la Scrittura, lo dice ancora più chiaramente Gesù, non ci sono tre o più alternative. Due sole. O sarai salvato e sarai per sempre nella Sua gloria, figlio nel Figlio anche per l’eternità. O sarai perduto per sempre.

O destra o sinistra. O nella gioia eterna o nella dannazione eterna. O salvato o dannato. Tertium non datur.

E allora, fratello, sorella, smettiamola di cercare compromessi. Non esiste compromesso in Dio. O si, o no. O ti alzi dalle tue certezze, dalle tue reti e lo segui, e ti lasci pescare e peschi sulla Sua Parola. O non lo fai. E non pescherai altro che la tua rovina.

Che Dio non voglia.

Maranathà! 

La festa delle Corone e il tempo d’Avvento

Corona d'Avvento 2013
Corona d’Avvento 2013

Un simbolo importante per il Natale, e per Sara che come ogni bambino lo aspetta in modo particolare.

La corona è composta da quattro candele che vengono accese man mano in ogni domenica d’avvento segnando il tempo, le quattro settimane, che separano dal Natale e della nascita di Gesù Bambino. La notte di Natale le quattro candele d’Avvento vengono sostituite da una grande candela bianca, il colore del tempo di Natale!

Non è un qualcosa di ‘riservato’ alla chiese cristiane, dove ormai si trova quasi dappertutto, di qualsiasi confessione siano i credenti che vi si ritrovano, ma è presente, ed è importante che lo sia, anche nella casa, perchè la prima chiesa, ci ricordano gli Atti degli Apostoli, è la propria famiglia dove si nasce e si cresce alla fede.

Ogni famiglia, prima dei pasti, o al mattino o alla sera o quando vuole, si raduna per pregare insieme e per prepararsi alla nascita del Salvatore.

LE QUATTRO CANDELE. Nella prima domenica di Avvento si accende la “Candela del profeta” o “Candela della Speranza”; nella seconda domenica di Avvento la “Candela di Betlemme” o “Candela della chiamata universale alla salvezza”; nella terza domenica di Avvento si accende la “Candela dei Pastori” o “Candela della gioia”; infine la quarta e ultima domenica di Avvento si accende la “Candela degli angeli”. Le candele si accendono una a settimana: o il sabato sera (all’ora del Vespro, al tramonto) o la domenica mattina (al risveglio). Secondo la tradizione è il più piccolo della famiglia che accende la candela.

I SIMBOLI RAPPRESENTATI DALLA CORONA DI AVVENTO. La “Corona di Avvento” ha come base delle candele un tema legato alla natura: foglie di alberi (abete o pino) in genere; questo simboleggia la vita, perché Cristo che sta per venire al mondo sconfiggerà le tenebre, il male e la morte.

La corona poi ha una forma circolare perché fin dai tempi più antichi il cerchio rappresenta il segno dell’eternità e al tempo stesso dell’unità; la sua forma circolare ricorda il ciclo delle stagioni, la fedeltà di Dio verso l’uomo.

La “Corona di Avvento”, inoltre, è segno di regalità e di vittoria (della vita sulla morte). Gesù è Re e non un bambino qualsiasi. Per la corona vengono utilizzati in genere i rami di pino o di abeti verdi: simbolo di vita eterna e segno di speranza. I rami ricordano anche l’entrata a Gerusalemme di Gesù, che venne accolto con foglie verdi e salutato come Re e Messia.

Di solito la “Corona di Avvento” viene ornata con nastri rossi o viola: il rosso simboleggia l’amore di Gesù, mentre il viola è segno di penitenza e conversione in attesa della venuta del Messia.

LA “CANDELA DEL PROFETA”. La prima candela della “Corona di Avvento” si chiama “Candela del Profeta” e ricorda i profeti che predissero la venuta di Cristo.

LA “CANDELA DI BETLEMME”. La seconda candela della “Corona di Avvento” si chiama “Candela di Betlemme” e viene accesa per ricordare il luogo dove nacque il Salvatore.

LA “CANDELA DEI PASTORI”. La terza candela della “Corona di Avvento” si chiama “Candela dei Pastori” e ricorda i pastori, che furono i primi a vedere Gesù e a diffondere la “lieta novella” della sua nascita. E’ rosa come il colore liturgico della terza domenica d’Avvento, chiamata la domenica “Gaudete“.

LA “CANDELA DEGLI ANGELI”. La quarta candela della “Corona di Avvento” si chiama “Candela degli Angeli” per ricordare gli angeli che richiamarono i pastori alla grotta di Betlemme annunciando la nascita del Bambino Gesù.

Se volete imparare tutto su come realizzarla…

img-20161124-wa0000

Maranathà (Luca 21,20-28)

20 «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. 21 Allora quelli che sono in Giudea, fuggano sui monti; e quelli che sono in città, se ne allontanino; e quelli che sono nella campagna non entrino nella città.

22 Perché quelli sono giorni di vendetta, affinché si adempia tutto quello che è stato scritto.

23 Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in quei giorni! Perché vi sarà grande calamità nel paese e ira su questo popolo. 24 Cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutti i popoli; e Gerusalemme sarà calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni siano compiuti.
25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; 26 gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate.

27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande. 28 Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina».

(Luca 21)

bibbiaaperta

Un commentario patristico suggerisce questa lettura di Origene da fare oggi, dopo aver pregato su questo Evangelo.
Attenzione, si tratta di Origene di Alessandria, considerato uno tra i principali scrittori e teologi cristiani dei primi tre secoli. Di famiglia greca, fu direttore della «scuola catechetica» di Alessandria (Didaskaleion).
Interpretò la transizione dalla filosofia pagana al cristianesimo e fu l’ideatore del primo grande sistema di filosofia cristiana. Non va confuso con il suo omonimo, anch’esso alessandrino, Origene, filosofo neoplatonico.

Il brano proposto per la meditazione sul Vangelo è molto denso ma, secondo me, molto adatto a prepararsi all’inizio del tempo liturgico che viene, anzi è già venuto, e che verrà. Il tempo di Avvento. Tempo in cui si invoca il Signore con la breve formula che ho messo come titolo di questo post. Espressione che significa contemporaneamente “Vieni, Signore!” e “Il Signore è venuto!”.

Maranathà!

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo
Discorsi su Giosuè, 11, 3-4; SC 71, 287

«Camminate mentre avete la luce, perché non vi sorprendano le tenebre» (Gv 12,35)

Non appena il Salvatore è venuto, era già la fine del mondo. Questo, lo dice egli stesso, situando la sua venuta alla fine dei tempi: « Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino » (Mt 4,17). Egli però ha trattenuto e ritardato il Giorno del compimento; gli ha impedito di sorgere.

Infatti Dio Padre, vedendo che la salvezza non può venire se non per mezzo di Gesù, gli disse: « Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra » (Sal 2,8). Per cui, finché non sarà compiuta questa promessa del Padre, finché le Chiese non saranno accresciute nelle diverse nazioni e non vi saranno entrate « tutte le genti » perché finalmente « tutto Israele sia salvato » (Rm 11,25), il Giorno è prolungato, il tramonto del giorno è differito. Il « Sole di giustizia » (Ml 3,20) non tramonta mai, ma continua a versare la luce della verità nel cuore di quanti credono.

Ma quando la misura dei credenti sarà piena e sarà venuto il tempo degenere e corrotto dell’ultima generazione in cui « per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà » (Mt 24,12), allora, « i giorni saranno abbreviati » (Mt 24,22).

Sì, lo stesso Signore sa prolungare la durata dei giorni quando è il tempo della salvezza, e sa abbreviare la durata del momento della tribolazione e della perdizione. Quanto a noi, mentre abbiamo il giorno e si prolunga per noi il tempo della luce, « comportiamoci onestamente, come in pieno giorno » (Rm 13,13) e facciamo le opere della luce.