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Sentieri Antichi d’Avvento

Pubblicata la circolare N. 44 di “Sentieri Antichi Valdesi”. In evidenza questo mese l’articolo: “Una forza e determinazione “violenta” – In un tempo in cui prevale il “buonismo” (finto) e dove il Cristianesimo sembra aver perduto la sua spina dorsale, può essere utile rileggere un testo biblico che, nell’attuale clima, è ritenuto “imbarazzante”. Riguarda quello che disse il Signore Gesù su Giovanni Battista, Suo precursore, ma che Egli estende fino al movimento cristiano. In esso Gesù chiama alla forza, alla determinazione, ad un coraggio che potrebbe essere visto come “violento”, ma che, con le dovute precisazioni, è essenziale “per combinare qualcosa”. Si tratta di una forza e determinazione che lo stesso Gesù è stato il primo a testimoniare. È anche la nostra?

Scaricate la circolare a questo indirizzo, stampatela e diffondetela!

Vallone degli Invincibili, Alpi Valdesi - Foto di Luca Zacchi
Vallone degli Invincibili, Alpi Valdesi – Foto di Luca Zacchi

Ma tu sei valdese? Si, iuxta modum.

Sempre per la serie “A domanda rispondo”, in breve; stavolta il lettore del blog si meraviglia della difformità su alcune tematiche di quanto scrivo io su questo blog e quanto scrive la Tavola Valdese sul settimanale Riforma o scrivono parecchi pastori valdesi e metodisti in rete.

La risposta è si, io sono un cristiano (prima di tutto) biblico, riformato, che fa riferimento per la sua professione di fede, dopo il Simbolo degli Apostoli ed il Simbolo Niceno, ai contenuti della Confessione di fede valdese.

Il problema è che la Chiesa Valdese “ufficiale”, quella governata dalla Tavola, quella del Sinodo di Torre Pellice, a quella confessione (di assoluta fede biblica e di stampo evangelico calvinista) non fa più riferimento.

Quindi come conseguenza io non faccio più riferimento alla Tavola Valdese, ho chiesto ed ottenuto di essere eliminato dall’elenco ufficiale dei predicatori locali che a questa fanno capo.

Posso essere definito Valdese? Si, ma faccio parte con tanti fratelli e sorelle del movimento dei “Sentieri Antichi Valdesi” che si propone di rimanere pienamente fedele a quella confessione di fede.

L’espressione “sentieri antichi” viene da un brano del profeta Geremia, al capitolo 6:

16 Così dice il SIGNORE:”Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi,dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre!”

Ma quelli rispondono: “Non c’incammineremo per essa!”17 Io ho messo delle sentinelle per voi: “State attenti al suono della tromba!” Ma quelli rispondono: “Non staremo attenti”.

Il pastore Paolo Castellina commenta così questi versetti, faccio mio il suo commento.

Così, di fronte alle abominazioni che commettono e di fronte alle quali sono ciechi, come pure all’imminente annunciato castigo che ostinatamente negano potrebbe avvenire perché per loro “non c’è problema”, il Signore dice loro di “fermarsi” sulle vie larghe che stanno percorrendo (potremmo dire popolari e moderne “strade asfaltate”).

Essi dovrebbero però meglio chiedere dei “sentieri antichi” (o “sentieri del passato”), chiedere dove sia “la buona strada” e tornare ad incamminarsi per essa.

Che senso ha, potremmo però chiederci, abbandonare la via del progresso per tornare alla “scomodità” e “rozzezza” del passato, un “oscuro ed inquietante medioevo” (come dicono alcuni) da celebrare di tanto in tanto o meglio dimenticare? Tornare a quello che alcuni definiscono la situazione idealizzata di un passato “che non è mai veramente esistito”?

Il “progresso” però, quello sì che è un mito. Spesso, infatti, siamo di fronte non ad una evoluzione, ma ad un’involuzione, una degenerazione morale e spirituale di cui non ci su avvede perché ci siamo abituati al presente – sul quale ci concentriamo – e non vediamo le cose “in prospettiva”. È sulla freschezza ed entusiasmo delle vie antiche che troveremo la nostra pace, è tornando al nostro “primo amore” che troveremo quello che oggi ci manca.

L’antico popolo di Dio era ad un bivio e così il profeta li esorta a prendere la via più affidabile, quella tracciata nel passato e che conduce alla vera benedizione.

E’ l’appello che pure risuona nel Deuteronomio: “Ricòrdati dei giorni antichi, considera gli anni delle età passate, interroga tuo padre ed egli te lo farà conoscere, i tuoi vecchi ed essi te lo diranno” (Deuteronomio 32:7).

Essi, però, ostinatamente si rifiutano di incamminarsi per questa via.

Le sentinelle (i veri profeti) suonano l’allarme, ma essi non vi prestano attenzione. È così anche oggi.

Le confessioni di fede di uomini e donne che avevano suggellato con il loro stesso sangue la loro fedeltà alla Bibbia, spesso oggi vengono onorate solo formalmente, relativizzate e disattese per far eco soltanto alle mode culturali ed intellettuali del tempo presente.

Allora la risposta alla domanda: “Ma tu sei valdese?” è “si, ma iuxta modum“. Espressione latina che significa si, ma nel giusto modo di intendere l’essere valdese.

Che significa essere un cristiano (primo) biblico, ossia fedele al principio della Sola Scrittura come fonte della Rivelazione (secondo) come viene espresso dagli antichi simboli della chiesa cosiddetta indivisa (terzo) ed ulteriormente definito dalla confessione di fede di stampo calvinista della chiesa cristiana evangelica valdese (quarto).

alberopaschetto

L’umanesimo o Cristo?

Un articolo scritto dal fratello pastore Paolo Castellina, di cui condivido anche le pause e le virgole. Stavo pensando di scriverne uno io e, credetemi sulla parola, tono e concetti erano identici. Nel Giorno della Riforma è perfetto da condividere.

bibbiaaperta

Posso comprendere la reazione dei tradizionalisti cattolici scandalizzati che questo Papa voglia riabilitare “Lutero”! Perché? Perché non si rendono forse ben conto di una cosa, che ora cerco di spiegare.

L’umanismo religioso, in nome della pace, dell’amore e della tolleranza, promuove l’ecumenismo non solo fra le diverse confessioni cristiane, ma anche fra tutte le religioni. Esso le considera, infatti, come espressioni diverse della religiosità umana che dovrebbero, secondo l’ideologia che lo caratterizza, convergere per un comune progetto umanista, riconoscendosi fondamentalmente affratellate.

Sostengono questo umanismo religioso le ali “liberal” delle chiese cristiane che sono riuscite a far salire i loro esponenti ai vertici delle “chiese storiche” e che vorrebbero, inevitabilmente, condizionarle in quel senso. È tipico come questi “liberal” considerino sé stessi come “progressisti” e le loro posizioni “evolute” rispetto alle “vecchie ortodossie” che essi relativizzano.

Sicuramente Jorge Bergoglio è un umanista religioso, se non per convinzione almeno per convenienza, perché ha scoperto come questo umanismo sia in qualche modo compatibile ed anche utile all’ambizione universalista del Cattolicesimo e del Papato stesso (quando si interpreta il titolo e il ruolo di “pontefice” come quello di “costruttore di ponti”). Deve però pagarne anche lui il prezzo, vale a dire la relativizzazione della dottrina cattolico-romana, causando, così, l’ira, l’incomprensione e la confusione dei tradizionalisti cattolici ancorati alla propria identità storica che (non abbracciando l’umanesimo religioso) si sentono traditi da questi stessi loro leader.

In questo senso Jorge Bergoglio può essere definito come un “post-cattolico”, così come i liberal delle chiese protestanti ed orientali sono “post-protestanti” (“post-valdesi”, “post-luterani”, “post-calvinisti”), per non parlare di chi chiama quest’epoca come “post-cristiana”. Non sorprende quindi che tutti questi “post”, condividendo lo stesso umanismo religioso, si sentano affratellati e si ricevano fra di loro con tanto di baci ed abbracci… indipendentemente dalle loro tradizioni.

Interessante, infine, notare come questo umanesimo religioso universalista sia l’ideologia tipica pure della Massoneria, così come è sicuramente inquietante la connivenza (se non l’identificazione) di molti di questi leader religiosi con quest’ultima organizzazione (Bergoglio stesso ed espressamente, ad esempio, gli attuali vertici della Chiesa valdese che notoriamente celebrano la collaborazione di lunga data con la Massoneria, magari in nome del “laicismo” anti-cattolico! …ma queste sono “vecchie” categorie!).

Ecco così che non sorprende come si sentano scandalizzati i cattolici tradizionalisti dagli abbracci del Papa agli “eretici” luterani ed all’onore che egli rende alla figura (dico “figura” e non “sostanza”) di Martin Lutero. Lo stesso, però, vale, dalla nostra parte, della forte critica che noi rivolgiamo come “vecchi” luterani e “vecchi” calvinisti a quei leader che, di fatto, noi consideriamo “pseudo-luterani”, così come consideriamo “pseudo-valdesi” e “pseudo-riformati” i liberal ai vertici dell’attuale Chiesa valdese, esperti ed ingannevoli manipolatori di simboli religiosi e “revisori” della storia stessa.

È per questo che noi evangelici conservatori comprendiamo (anche se non concordiamo sulla sostanza) con i cattolici conservatori, e questo per un solo motivo: né noi né loro condividiamo l’ideologia dell’umanesimo religioso (e non siamo Massoni!). Gli esponenti di quest’ultimo di fatto non verranno a “baciarci ed abbracciarci”, perché sanno che non siamo “dei loro”. Potranno magari per un po’ cercare di sedurci con i loro sorrisi, ma dopo un po’ “per la nostra ostinazione” si allontaneranno condannandoci “offesi” magari come “inguaribili fondamentalisti”, “retrogradi” o chissà che altro.

Chi legge, però, è chiamato a scegliere chi vuole servire: o l’umanesimo religioso, oppure… Quanto a noi evangelici conservatori, diciamo così, continueremo a servire il Cristo annunciato e spiegato dal Nuovo Testamento, sperando e pregando che vi sia chi sappia distinguerlo da tutto “l’ambaradan” religioso del nostro tempo.

Le chiese domestiche – Circolare Sentieri Antichi Valdesi 10/2016

Circolare S. A. V. dell’ottobre 2016

Dedichiamo questo numero della nostra circolare alle chiese domestiche, che davvero in tutto il mondo si stanno dimostrando il presente ed il futuro della Chiesa (ma quella era la forma della chiesa durante i primi secoli del Cristianesimo e la tipica forma delle chiese dell’antico movimento valdese). Le grandi assemblee hanno sicuramente la loro funzione, ma la comunità cristiana domestica è il prezioso nucleo di base dove i singoli credenti (insieme a tutte le persone in ricerca) possono essere interpellati personalmente e curati. I contributi di questo numero provengono da fratelli in fede intervenuti su FaceBook in risposta ad una nostra sollecitazione in questo senso e li ringraziamo. Le chiese domestiche è la strada che vogliamo percorrere soprattutto per chi fra di noi è isolato e non trova una comunità cristiana adeguata nelle sue vicinanze.

Leggete o scaricate questo numero qui

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Mia madre e i miei fratelli (Luca 8,19-21)

19 Sua madre e i suoi fratelli vennero a trovarlo; ma non potevano avvicinarlo a motivo della folla. 20 Gli fu riferito: «Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori, e vogliono vederti». 21 Ma egli rispose loro: «Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

(Luca 8)

bibbiaaperta

Chi sono mia madre (la chiesa) e chi sono i miei fratelli (i discepoli)?

Egli rispose loro: «Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Perciò, scrivevo ieri commentando quanto scritto da un conoscente valdese, non mi preoccupo più di tanto della sopravvivenza della chiesa valdese (o di altre chiese e/o confessioni) in particolare. Perchè se viene a mancare la fede biblica, se viene a mancare la fede nel principio della Sola Scriptura, se viene a mancare il rapporto vivo, vitale, quotidiano con la Parola di Dio, viene a mancare quello con Cristo.

E chi si stacca da Cristo è come un virgulto che si stacca dalla vite, inevitabilmente prima lentamente avvizzisce e poi muore.

La scelta è se lasciarsi cambiare, convertire, se necessario stravolgere dalle richieste della Parola di Dio o se, al contrario, illudersi di poter fare, noi, il contrario, ovvero credere di poter mutare a nostro piacimento la Parola ed i comandi immutabili di Dio.

Se la scelta è la prima siamo riconoscibili come madre (la comunità, la confessione, la chiesa) e come fratelli, figli nel Figlio (i singoli credenti) di Gesù.

Se la scelta è la seconda, beh, personalmente non mi interessa di viverla. Non ho alcun interesse a far parte o a vivere in una comunità che pensa di poter trattare la Parola di Dio come i poteri di questo mondo trattano tutto il resto, girando parole, discorsi e fatti secondo il loro interesse del momento.

Prego per la conversione di questa chiesa, prego e mi impegno per una sua rinnovata fedeltà alla Parola di Dio, ma, come i profeti, indurisco la faccia, cerco di rafforzare il mio piede e le mie mani, e proseguo per il sentiero antico su cui il Signore mi ha detto di camminare, la via stretta che conduce alla vita. E che il Signore mi aiuti.

Amen.

A proposito di morti e di valdesi

Coloro invece che, facendo ciò che è male, cadono anche nell’abitudine cattiva in modo che la stessa assuefazione al male non permette loro di vedere che è male, diventano difensori delle loro male azioni e si arrabbiano quando sono ripresi… Individui siffatti, oppressi dalla cattiva abitudine, rassomigliano a dei morti sepolti. … Il pesante masso posto sul sepolcro rappresenta la penosa potenza dell’abitudine poiché opprime l’anima e non le permette né d’alzarsi né di respirare. …

Ascoltiamo dunque, carissimi, queste verità in modo che quelli che vivono continuino a vivere e coloro che sono morti tornino a vivere. … Che tutti facciano penitenza. …

(Agostino di Ippona)

pinerolo2007 246

Nelle ultime settimane questo blog si è occupato molto della Chiesa Valdese e delle discussioni al Sinodo. Discussioni non commentate ovviamente, perchè la Chiesa in questione, nella sua parte ufficiale, fa a gara a fare finta che non esista dissenso al suo interno, ignorando completamente qualsiasi voce critica, che sia nelle Valli o altrove. Una sorta di damnatio che riguarda il movimento dei Sentieri Antichi Valdesi e tutto ciò che a questo è collegato o che da esso è derivato nel tempo.

Però leggono evidentemente. E oggi un pastore valdese ha risposto ad un mio post, anzi ad un mio tweet. Ma attenzione, che non riguardava il Sinodo, la fede, la Bibbia, ma la mia critica ad una decisione europea (quella di marchiare i prodotti israeliani che vengono da certa area) che ho trovato e trovo antisemita e di nazista memoria. Il pastore in questione, come molti pastori su posizioni simili a quelle dei centri sociali e della sinistra estrema, filopalestinesi a prescindere, su questo mi ha replicato.

Altri due casi nel più o meno recente passato hanno riguardato due altri pastori, sul tema dei falsi matrimoni dello stesso sesso e di una proposta di referendum.

Morti, tanti pastori valdesi, alla fede proclamata nella confessione alla fede, pragmaticamente scettici di fronte alla Sola Scriptura che pure dovrebbe essere il centro della loro fede, che nulla sembrano avere a che dire sul tema, ma svegli, sveglissimi, quando si toccano gli interessi di quello che è il loro “pubblico di riferimento sociale”, quelli che danno loro l’8 per mille… Perchè è il sociale, solo il sociale, quello che interessa loro. Essere parte di quello che a loro pare progresso, ma che a me, fa sempre più spavento. Perchè vuole fare a meno di Dio. Vuole trasformare, sempre di più, l’uomo nell’unico dio di sè stesso.

Così non parlano di fede, e mettono massi sulla bocca di chi vuole farlo, vogliono tenerlo nel sepolcro che molto zelantemente gli hanno preparato e dove cercano di spingerlo…

Il pesante masso posto sul sepolcro rappresenta la penosa potenza dell’abitudine poiché opprime l’anima e non le permette né d’alzarsi né di respirare. …

Ma non si accorgono che nel sepolcro, sempre di più, ci sono loro. E si stanno tanto abituando a respirare quei miasmi che nemmeno si accorgono più di dove sono, e dove stanno trascinando tanti…

Preghiamo ed ascoltiamo la Parola di Dio…

in modo che quelli che vivono continuino a vivere e coloro che sono morti tornino a vivere. … Che tutti facciano penitenza. …

Esame della confessione di fede del #sinodovaldese 2016

Grazie ad un fratello cattolico che l’ha riportato su un forum, posto di seguito il testo della professione di fede inserita dal pastore Gianni Genre nel culto di apertura del Sinodo Valdese 2016, preceduta e seguita dai suoi commenti.

Faccio solo notare, per quanto mi riguarda, che:

  • La Trinità’ in quanto dogma, sparisce, non ce n’è traccia (del resto ci sono già pastori che la considerano un mito…)
  • Gesù si fa essere umano e la Sua parola vede Parola in minuscolo. Magari è un errore di stampa, ma sa tanto di lapsus freudiano…
  • Gesù viene crocifisso per essersi detto Figlio di Dio, almeno se vogliamo dar fede ai Vangeli, non per la predicazione del Regno, come dice questa confessione di fede.
  • Dio che sarà tutto in tutto sa tanto di panteismo
  • Lo Spirito è Dio? E’ un sentimento, o cos’è? Che ci fa compagne e compagni poi… Almeno non hanno messo l’asterisco e scritto compagn*. Il tono comunque fa tanto teologia della liberazione fine anni Settanta, ma è lì che tanti secondo me sono rimasti.

Insomma, la scelta di questa confessione di fede la dice lunga sulla crisi che vive la Chiesa, sempre più lontana dalla fede biblica e dalla Confessione di fede calvinista cui, a parole (qui giustamente in minuscolo) c0ntinua a dire (sempre meno) di fare riferimento.

Per valutare autonomamente la “confessione di fede” adottata quest’anno nel loro culto, e farsi un’idea della sua pochezza la riporto, essendo solo in formato immagine nel sito di Valdesi.eu

Confessione di fede: “Un credo post-apostolico”
(di Kurt Marti, pastore e poeta svizzero)

Credo in Dio che è amore
il creatore del cielo e della terra

Credo in Gesù
la Sua parola divenuta essere umano
il messia dei tormentati e degli oppressi,
che ha annunciato il Regno di Dio ed è stato crocifisso per questo
abbandonato come noi all’annientamento della morte
ma il terzo giorno risorto per agire ancora per la nostra liberazione
finché Dio sarà tutto in tutto

Credo nello Spirito santo
che ci rende compagni e compagne del Risorto
fratelli e sorelle di coloro che per la giustizia combattono e soffrono

Credo nella comunione della chiesa universale
al perdono dei peccati,
alla pace sulla terra per la quale ha senso lavorare
e a un compimento della vita oltre la nostra vita. Amen

Oltre all’imbarazzo teologico, confermo che le minuscole presenti nel testo erano tutte minuscole nel foglio consegnato ai presenti (l’immagine di Valdesi.eu è una foto del foglio distribuito, non una sua trascrizione).

Per chi volesse chiarimenti circa il minuscolo e maiuscolo ecco cosa scrive di seguito:

“Credo in Gesù
la Sua parola divenuta essere umano”
usando il minuscolo (e avevano appena fatto lo sforzo di usare la maiuscola per “Sua” che in italiano non è più neppure richiesto manco nel burocratese ), quel “parola” sembra l’ennesimo “banale” miracolo di Dio: “Il Signore ha parlato ed ha creato un uomo”, come il fiat lux per intenderci

“che ha annunciato il Regno di Dio ed è stato crocifisso per questo”
è formalmente corretto dire che questo è stato il suo capo di imputazione?

“finché Dio sarà tutto in tutto”

Non so se è un errore di traduzione, ma senza quel “tutti” e con quel “tutto” è davvero panteismo!

Kurt Marti, autore della confessione di fede sopra riportata
Kurt Marti, autore della confessione di fede sopra riportata

Culto #SentieriAntichiValdesi – Essere nella stessa squadra dei campioni della fede

(ripubblico dal sito Valdesi.Eu)

1560

Si è tenuto il culto di agosto di Sentieri Antichi Valdesi presso l ex scuola rurale valdese Emilio Talmon di Vilar Pellice. Ha presieduto il culto il pastore Paolo Castellina, predicando su due passi molto toccanti:

Geremia 2: “Così dice l’Eterno: «Che cosa hanno trovato di ingiusto in me i vostri padri, per allontanarsi da me, andare dietro alla vanità e diventare essi stessi vanità? … I sacerdoti non hanno detto: “Dov’è l’Eterno?”, quelli che si occupano della legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me, i profeti hanno profetizzato per Baal e hanno seguito cose che non giovano a nulla… Ha mai una nazione cambiato i suoi dèi, anche se non sono dèi? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla. Stupitevi, o cieli, di questo; inorridite e siate grandemente desolati», dice l’Eterno. «Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva.”

Ebrei 13: “Continuate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli. Ricordatevi dei carcerati come se foste loro compagni e di quelli che sono maltrattati, sapendo che anche voi siete nel corpo. Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri. Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così possiamo dire con fiducia: «Il Signore è il mio aiuto, e io non temerò. Che cosa mi potrà fare l’uomo?». Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. Non lasciatevi trasportare qua e là da varie e strane dottrine, perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia e non da cibi, da cui non ebbero alcun giovamento quelli che ne fecero uso.”

Il pastore non l’ha mai detto, ma certo questi passi sono suonati assai attuali ai presenti.

Prendendo lo spunto dai recenti Giochi Olimpici la predicazione ha prospettato il paragone della vita cristiana all’impegno sportivo. Occorre innanzitutto non limitarsi ad essere spettatori, ma prendere parte alle gare e prepararsi con serietà e costanza ad esse. Noi siamo insufficienti al compito, ma Dio ci dà gli strumenti necessari e ci sostiene nel cimento. E noi siamo chiamati all’onore di vestire la stessa maglia, di entrare nella stessa squadra dei grandi della fede, dei maggiori campioni del cristianesimo. Noi non ne siamo all’altezza, ma è Cristo che ci chiama in quella squadra.

Queste parole, nella Val Pellice, non possono che richiamare alla memoria i secoli di straordinario esempio di fede degli antichi valdesi, che non sono venuti meno alla loro fede di fronte alle persecuzioni, i rapimenti di bambini, le vessazioni, le discriminazioni.

Un bilancio del #sinodovaldese 2016

Il sito ufficiale della Chiesa Valdese ha pubblicato da poco una intervista al moderatore rieletto della Tavola, pastore Bernardini, che fa il punto sul Sinodo 2016 appena concluso.

Vi invito ad ascoltare ed a giudicare voi. Io l’ho trovata assai deludente e preoccupante.
Ad un certo punto il moderatore parla della chiesa valdese come una chiesa che bada all’essenziale e dice che i valdesi sono “Predicatori dell’unica Parola che salva e trasforma le persone e il mondo… senza guardare alla fede (?!), al genere sessuale (?) alla cultura, alla religione…” (vedi i minuti 3.40 – 4.33).

Se non si guarda alla fede, al genere sessuale, alla cultura, alla religione, a cosa si guarda, mi chiedo? Chi si guarda, mi chiedo più ancora,giacchè se prendi una creatura umana e lo depuri dal genere sessuale, dalla cultura, dalla religiosità, dalla professione di fede, che razza di uomo guardi? E che Parola annunci?

La Parola di Dio è una parola concreta, incarnata, che guarda alla creatura umana con tutto il suo ‘carico’ personale, che ama l’uomo a partire dal suo essere maschio o femmina, dall’avere una determinata nazionalità, cultura, identità religiosa…

Il problema di fondo è sempre lo stesso. Se ti consideri annunciatore di una Parola depurata da tutto ciò che fa problema all’uomo moderno mettere in discussione, perchè l’uomo moderno vuole la libertà assoluta di autodeterminarsi, in tutto, genere sessuale compreso, il tuo annuncio te lo fai dettare dal mondo e non dalla Parola di Dio. E’ l’uomo che ti dice: io vorrei questo e tu adatti la Parola al bisogno umano.

L’equivoco è di fondo. Noi annunciamo la Parola per servire Dio, per dare gloria a Dio, e facendo questo annunciamo all’uomo la via per la quale egli trova la salvezza. Non viceversa. Non annunciamo la Parola per servire l’uomo, perchè sarebbe asservire la Parola alla creatura umana ed al suo peccato.

La Parola genera la diaconia e non viceversa! O potremmo fare a meno della Parola, ed anche di Dio. La bestemmia contro lo Spirito, l’unico peccato che non può essere perdonato. Il credere che l’uomo in sè sia buono e non peccatore e bisognoso di conversione.