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Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Questo è quello che ha scritto Sara, mia figlia, in un compito con cui si è presentata alla direttrice della sua nuova scuola (1 media inferiore), rispondendo alla domanda di presentare chi era suo padre.

L’ho postato su Facebook ed ho strappato un rilassato sorriso a tanti miei conoscenti ed amici sui social. Anche io ho sorriso, assieme a mia moglie Antonella.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Mi ha dato anche da riflettere però. Ho pensato a quel mio amico conosciuto da poco, parroco ortodosso, che si definisce un prete sciancato, e che di professione fa l’impiegato anche lui, direttore amministrativo di una scuola… Non so quante Bibbie abbia a casa!

Io sono un impiegato che si occupa di turisti, di bagagli, di pellegrini, di social network e di formazione informatica, la propria e l’altrui.

Però è vero, ha ragione Sara, sono anche un prete; la mia ordinazione, 25 e passa anni fa, era valida e lo è tuttora. Sapevo quello che facevo il 16 maggio 1992, sapevo cosa ricevevo, mi affidavo completamente all’Eterno per il resto. Del resto ero un formatore del Seminario del Papa già quasi da due anni quando sono stato ordinato.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Ed è vero pure, che ho la casa piena di Bibbie! In tante lingue, di tante confessioni, antiche, nuove, da studio… Perchè amo da morire la Parola di Dio, da quando ero un bambino che andava a messa e al catechismo. Perchè la leggo ogni giorno da quando suor Anna Clara nel 1973 mi regalò quel piccolo evangelo dalla copertina rosa.

Ed anche ora che sono impiegato, la predico dal pulpito, la proclamo dal leggio o dall’ambone, la leggo e la canto mentre prego, me la ripeto a memoria mentre cammino.

Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie
Un impiegato prete con la casa piena di Bibbie

Insomma ora, oltre al prete sciancato, c’è pure il prete impiegato, con la casa piena di Bibbie.

E la domanda sorge spontanea?

Giovanni, prete sciancato, quante Bibbie hai a casa tua???

Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln

Letta oggi prima dell’inizio delle lezioni nella nuova scuola di mia figlia Sara, che oggi parte con l’avventura delle scuole medie inferiori.

Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln
Lettera al maestro di mio figlio di Abraham Lincoln

Il testo della lettera

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo. Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e lo esorti a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione. Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e gli insegni ad avere fiducia anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro

Amarcord – La mia scuola elementare – Foto di classe

Amarcord - La mia scuola elementare - Prima classe - 1969/70
Amarcord – La mia scuola elementare – Prima classe – 1969/70 (quarto da sx in prima fila)
Amarcord - La mia scuola elementare - Seconda classe - 1970/71
Amarcord – La mia scuola elementare – Seconda classe – 1970/71 -Via Crivelli 24 – Maestra Maddalena Tornatora (sono il bambino davanti alla maestra)
Amarcord - La mia scuola elementare - Quarta classe - 1972/73 - Festa di Carnevale
Amarcord – La mia scuola elementare – Quarta classe – 1972/73 – Festa di Carnevale (bambino appoggiato alla cattedra)
Amarcord - La mia scuola elementare - Quinta classe - 1973/74
Amarcord – La mia scuola elementare – Quinta classe – 1973/74 (in foto c’è il bidello perchè la maestra era malata! – sono il secondo da dx per terra)