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Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti

Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti

Dall’Ufficio delle Letture della XXXII Domenica del Tempo Ordinario

Dall’«Omelia» di un autore del secondo secolo
(Capp. 1, 1 – 2, 7; Funk, 1, 145-149)
Cristo volle salvare tutto ciò che andava in rovina

Fratelli, ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti, e rendiamoci consapevoli dell’estrema importanza della nostra salvezza.

Se noi svalutiamo queste grandi realtà facciamo male e scandalizziamo quelli che ci sentono e mostriamo di non conoscere la nostra vocazione né chi ci abbia chiamati né per qual fine lo abbia fatto e neppure quante sofferenze Gesù Cristo abbia sostenuto per noi.

Quale contraccambio per quanto abbiamo ricevuto?

E quale contraccambio potremo noi dargli o quale frutto degno di quello che egli stesso diede a noi? E di quanti benefici non gli siamo noi debitori? Egli ci ha donato l’esistenza, ci ha chiamati figli proprio come un padre, ci ha salvati mentre andavamo in rovina. Quale lode dunque, quale contraccambio potremo dargli per ricompensarlo di quanto abbiamo ricevuto?

Noi eravamo fuorviati di mente, adoravamo pietre e legno, oro, argento e rame lavorato dall’uomo. Tutta la nostra vita non era che morte! Ma mentre eravamo avvolti dalle tenebre, pur conservando in pieno il senso della vista, abbiamo riacquistato l’uso degli occhi, deponendo, per sua grazia, quel fitto velo che li ricopriva.

In realtà, scorgendo in noi non altro che errori e rovine e l’assenza di qualunque speranza di salvezza, se non di quella che veniva da lui, ebbe pietà di noi e, nella sua grande misericordia, ci donò la salvezza. Ci chiamò all’esistenza mentre non esistevamo, e volle che dal nulla cominciassimo ad essere.

Esulta, o sterile, tu che non hai partorito

Esulta, o sterile, tu che non hai partorito; prorompi in grida di giubilo, tu che non partorisci, perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata dei figli di quella che ha marito (cfr. Is 54, 1).

Dicendo: Esulta, o sterile, tu che non hai partorito, sottolinea la gioia della Chiesa che prima era priva di figli e poi ha dato noi alla luce. Con le parole: Prorompi in grida di giubilo…, esorta noi ad elevare a Dio, sempre festosamente, le voci della nostra preghiera.

Con l’espressione: Perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata dei figli di quella che ha marito, vuol dire che il nostro popolo sembrava abbandonato e privo di Dio e che ora, però, mediante la fede, siamo divenuti più numerosi di coloro che erano guardati come adoratori di Dio.

Non i giusti ma i peccatori

Un altro passo della Scrittura dice: «Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9, 13). Dice così per farci capire che vuol salvare quelli che vanno in rovina. Importante e difficile è sostenere non ciò che sta bene in piedi, ma ciò che minaccia di cadere. Così anche Cristo volle salvare ciò che stava per cadere e salvò molti, quando venne a chiamare noi che già stavamo per perderci.

Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti
Ravviviamo la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio, giudice dei vivi e dei morti

La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)

La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)
La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)

La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)

Le parole di Dio crescono insieme a chi le legge, ciascuno infatti le comprende tanto e più profondamente tanto quanto vi si dedica con attenzione. Poiché quanto tempo dedicherai nella parola di Dio così sarai retribuito nel progresso nei riguardi della stessa parola di Dio.

(San Gregorio Magno, vescovo di Roma, Omelie su Ezechiele I,7,8)

I loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli (Giovanni della Croce)

“I loro angeli nel cielo vedono sempre
la faccia del Padre mio che è nei cieli”
(Matteo 18,10)

San Giovanni della Croce (1542-1591), carmelitano, dottore della Chiesa  – Opuscoli e massime (N. 220-226) 

I loro angeli nel cielo vedono sempre  la faccia del Padre mio che è nei cieli
I loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli

Gli angeli sono nostri pastori; non solo portano a Dio i nostri messaggi, ma ci portano anche quelli di Dio. Nutrono l’anima di dolci ispirazioni e comunicazioni divine; come i pastori buoni, ci proteggono e ci difendono contro i lupi, cioé contro i demoni.
Con le loro segrete ispirazioni, gli angeli procurano all’anima una più alta conoscenza di Dio; l’infiammano così di fuoco più vivo per lui; arrivano persino a lasciarla ferita d’amore…

La luce di Dio illumina l’angelo, lo penetra del suo splendore e lo infiamma del suo amore, poiché l’angelo è puro spirito completamente disponibile a questa partecipazione divina, mentre di solito ella non illumina l’uomo che in modo oscuro, doloroso e penoso, poiché l’uomo è impuro e debole…

Quando l’uomo è diventato veramente spirituale e trasformato dall’amore divino che lo purifica, riceve l’unione e l’amorevole illuminazione di Dio con una soavità simile a quella degli angeli…

Ricordatevi quanto è vano, pericoloso e funesto rallegrarsi di qualcosa fuori che il servizio a Dio e considerate quale disgrazia capitò a quegli angeli che si rallegrarono e compiacquero nella loro bellezza e doni naturali, e per questo alcuni sono caduti, privati di ogni bellezza, in fondo all’abisso.

Il calendario delle festività ebraiche 5778 (2017-2018)


ROSH HA SHANA’ (21 e 22 settembre 2017; vigilia 20 settembre)
DIGIUNO DI GHEDALIA’ (24 settembre 2017)
YOM KIPPUR (30 settembre 2017; vigilia 29 settembre)
SUCCOT (dal 5 al 12 ottobre 2017)

HOSHAANA RABBA’ (11 ottobre 2017)
SHEMINI’ ATZERET (12 ottobre 2017)
SIMCHAT TORA’ (13 ottobre 2017)
CHANNUCCA’ (dal 13 al 20 dicembre 2017; vigilia 12 dicembre)
DIGIUNO DEL 10 DI TEVET (28 dicembre 2017)
ROSH HASHANA’ LAILANOT (TU BISHVAT) (31 gennaio 2018)
DIGIUNO DI ESTER (28 febbraio 2018)
PURIM (1 marzo 2018)
DIGIUNO DEI PRIMOGENITI (30 marzo 2018)
PESACH (dal 31 marzo al 7 aprile 2018; vigilia 30 marzo)
YOM HA SHOAH (12 aprile 2018)
YOM HA ZIKARON (18 aprile 2018)
YOM HA ATZMAUT (20 aprile 2018)
LAG BAOMER (3 maggio 2018)
SHAVUOTH (20 e 21 maggio 2018; vigilia 19 maggio)
DIGIUNO DEL 17 TAMUZ (1 luglio 2018)
TISH’ A’ BE AV (22 luglio 2018, vigilia 21 luglio)
ROSH CHODESH ELUL (11-12 agosto 2018)

Di Parte, non di parte. Ma che titolo è?

Di Parte, non di parte? Ma che titolo è?

Nel caso qualcuno se lo stesse domandando pensavo inizialmente al fatto sportivo. Questo è tempo di conclusione di campionati e coppe, nazionali e non. Di chi tifa questo o quello, di chi (alla faccia della spotività) “gufa” questo o quello.

Ed in un paese calcio-dipendente come l’Italia, e campanilistico come l’Italia, le “parti” si moltiplicano e spesso… non si tengono, nè si trattengono.

Così una cosa che ho fatto e faccio sempre, spessissimo, di questi tempi, sui social è “Nascondi questo post”, “nascondi pure quell’altro”, ed in casi estremi, “non seguire più” o “rimuovi”.

Allo stesso modo del resto funziona in politica, perchè la politica la grande maggioranza dei miei connazionali la vive come un eterno derby calcistico. E se tieni per questi, tieni per questi e basta, anche se ti tocca proprio metterti i paraocchi talvolta… E in caso la colpa è sempre degli altri, del loro precedente malgoverno, del consociativismo tirato fuori a proposito e non, della partitocrazia, ecc…

Come se chi scrive, magari, non avesse poi mai fatto ricorso all’amico o all’amico dell’amico di turno, non avesse mai provato a saltare una fila, non facesse il diavolo a quattro pur di passare avanti ai mezzi di trasporto pubblico ed altro aggiungetelo pure voi.

Storie di ordinaria miseria. Ci sono oggi, ci sono sempre state, ci saranno sempre.

Ma un cristiano può essere di parte? Io credo di no, in questo senso appena detto. Datemi del bigotto, del retrivo, dell’uomo che non si sa divertire, che non sa prendere le cose con leggerezza, ma io credo proprio di no. Un cristiano non può essere di parte nelle cose del mondo, perchè le cose del mondo, in un certo senso, non devono proprio interessargli! Non è lui il giudice delle cose del mondo. E’ un altro il Giudice, ed è uno solo, anzi, Uno e Trino!

Nel mondo si, del mondo no

Il cristiano deve vivere nel mondo ma senza essere del mondo. La sua passione non deve essere rivolta verso il mondo in sè, ma verso il mondo guardato attraverso Cristo!!! Non aiuto il povero perchè è “giusto” o perchè così facendo riduco di un po’ la miseria di questo mondo. Questo mondo è e rimarrà misero e peccatore! Finche il Signore non tornerà a fare giustizia! Aiuto il povero perchè nel povero vedo Cristo. Vesto il povero perchè vesto Cristo, curo il malato perchè curo Cristo.

Punto in alto, miro in alto, ma perchè tengo lo sguardo fisso su Gesù, autore e perfezionatore, compitore della fede!

Perchè il cristiano è si di parte, ma è di Parte, con la maiuscola. E’ dalla Parte di Cristo, è dalla Parte di Dio, prende Parte allo Spirito!

Di Parte si, di parte no

Ripetete con me, allora: Di Parte si, di parte no…

Perchè la mia Parte è solo Cristo. E per me vivere è Cristo, e morire è un guadagno. E periscano tutti i farisei ed i filistei sudditi di questo mondo partigiano del nulla, secondo la Sua volontà.

Perchè, mi viene spesso in mente di questi tempi, l’Eterno è un Dio Geloso. Che non vuole concorrenti, di nessun tipo…

6 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.
7 Non avere altri dèi oltre a me.
8 Non farti scultura, immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.
9 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 10 e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

(Deuteronomio 5)

Di Parte
Di Parte

Conoscere la volontà di Dio – Il Devotional di questa settimana

Settimana 13/2017 – Conoscere la volontá di Dio

«Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà»

Romani 12:2

Non conformatevi - Devotional
Non conformatevi – Devotional

Il vangelo di Giovanni proclama che “Dio ha tanto amato il mondo…”, riferendosi al genere umano bisognoso della salvezza per mezzo di Cristo.

I credenti, e la chiesa nel suo insieme, sono stati chiamati a vivere nel mondo (ambiente, creato), ma a non prenderne i costumi, il modo di pensare.

Seguire Cristo è anche manifestare l’alterità di Dio, un essere diversi come il Maestro, venuto a graziare e non a condannare, a perdonare e non a giudicare. I cristiani sono diversi a partire dal come si prendono cura del proprio corpo, tenuto in enorme importanza da Dio stesso: «presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale» (Romani 12:1).

Il credente non deve conformarsi al mondo, ossia non deve seguirne i modelli e i desideri, la mentalità e il suo dio. Per far questo è necessaria una trasformazione (metamorfosi), un cambiamento interiore che sposta l’asse dalla visione egoistica alla visione di Dio.

Solo in questo modo il credente trasformato e rinnovato potrà conoscere la volontà divina, che non ha mezze misure o alternative, e Paolo descrive con tre aggettivi:

buona (agathon): benefica, ricca, generosa, soddisfacente e morale;

accettabile (euareston): favorevole, gradita, ben accetta;

perfetta (teleios): senza errori, senza difetti, completa, assoluta.

Oltre a conoscere il volere supremo di Dio dobbiamo imparare, mediante la Parola, a riconoscere ciò che Egli vuole che noi facciamo, perché “Non chiunque mi dice: “Signore, Signore” entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:21).

Il corpo

Molti trattano il corpo come se fosse tutto ciò che conta, identificandolo con la vita stessa e facendone l’unico scopo dell’esistenza.

Altri lo trattano con leggerezza ed eccessiva indulgenza nei confronti di eccessi nocivi.

La visione di Dio è più alta e suprema di quella dell’uomo. L’immagine divina è nel corpo umano sin dalla creazione (Genesi 1:27).

Qualsiasi sia l’immagine, quel che è importante è che Dio ha dato al corpo la stampa della Sua immagine.

Inoltre l’Unigenito Figlio è venuto prendendo un corpo umano.

Secondo la Scrittura, il corpo è il tempio dello Spirito  ed è stato creato per esistere in eterno, dopo che sarà risuscitato e ricreato in un corpo perfetto. L’uomo quindi dovrebbe prendersi cura del proprio corpo a secondo delle sue possibilità.

Lettura della Bibbia

27 marzo        1 Samuele 14-16; Ebrei 13; Giacomo 1
28 marzo        1 Samuele 17-19; Giacomo 2-3
29 marzo        1 Samuele 20-22; Giacomo 4-5
30 marzo        1 Samuele 23-25; 1 Pietro 1-2
31 marzo        1 Samuele 26-28; 1 Pietro 3-4
01 aprile         1 Samuele 29-31; 1 Pietro 5; 2 Pietro 1
02 aprile         2 Samuele 1-3; 2 Pietro 2-3

La Parola di Dio ad un popolo ribelle (Isaia 1)

La Parola di Dio ad un popolo ribelle

La Parola di Dio ad un popolo ribelle, come gliela rivolge il profeta Isaia, è un messaggio che di nuovo invita a penitenza, a conversione, a cambiare vita, un mondo  come il nostro, in cui si fa torto al debole, all’orfano, alla vedova.

Un mondo in cui l’orfano, il bambino, il più piccolo, invece di essere tutelato nel suo diritto di avere una famiglia naturale si ritiene giusto che venga affidato anche a chi, naturalmente, mai potrebbe averlo generato.

Un mondo in cui la vedova, l’anziano , il malato, le persone sole sono viste come pesi di cui liberarsi prima possibile, spingendoli alla disperazione, alla richiesta dell’eutanasia, al suicidio attivo o passivo che sia.

Sodoma e Gomorra presi a modello di giustizia, di “normalità”, invece che considerati come li considera il Signore nella Bibbia. Una deviazione chiara, perversa ed inequivocabile dall’ordine naturale.

Fortuna che c’è il piccolo resto, il piccolo resto di coloro che, costi quel che costi si mantengono fedeli, si oppongono al mondo ed ai suoi principi, ai suoi giudici ingiusti, ai suoi politici corrotti.

I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano regali e corrono dietro alle ricompense. Non fanno giustizia all’orfano, e la causa della vedova non giunge davanti a loro.

Fortuna che c’è il piccolo resto di credenti perchè…

…Se l’Eterno degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra.

Saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra e prima o poi faremmo la loro stessa fine. Perchè…

…i ribelli e i peccatori saranno distrutti assieme, e quelli che abbandonano l’Eterno saranno sterminati.

Il segno che ci è stato dato negli ultimi tempi, il segno della Croce, questo ci dice, in ogni modo, in ogni Parola che ascoltiamo, questo tempo di Passione, è l’unico segno che abbiamo e che avremo, non ce ne saranno altri, nèmai potranno essercene.

Nella Persona del Figlio Dio muore per noi. Ma noi a nostra volta, con Lui, dobbiamo essere disposti a morire al mondo. O il mondo ci trascinerà nella sua idolatria e nella sua rovina, nella rovina e nell’inferno del suo principe.

24 Allora l’Eterno fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno. 25 Così egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti della città e quanto cresceva sul suolo. 26 Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.

27 Abrahamo si levò al mattino presto e andò al luogo dove si era fermato davanti all’Eterno; 28 poi guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo di una fornace.

29 Così avvenne che, quando DIO distrusse la città della pianura, DIO si ricordò di Abrahamo e fece allontanare Lot di mezzo al disastro, quando distrusse le città dove Lot aveva dimorato.

(Genesi 19)

L’Eterno punisce il peccato di Sodoma e Gomorra. Chi si volta indietro, chi è incerto come la moglie di Lot, chi rimpiange quello che ha lasciato, diventa una statua di sale, di sale insipido, quello buono solo per essere calpestato dagli uomini di cui parla Gesù nel Vangelo.

Chi non si volta, chi obbedisce a Dio, come Abrahamo, chi lo cerca nel luogo dove Egli si è fermato, ossia nella Sua Parola, quello è il piccolo resto che si salva.

Rileggiamo Isaia 1, e preghiamo, preghiamo, nonostante tutto, nosostante le mille pressioni e lusinghe del mondo, di mantenere la stessa fede.

Perchè è terribile cadere nelle mani del Dio vivente (Ebrei 10:31).

Ribellione e peccati del popolo di Dio.
Esortazioni e minacce

1 La visione d’Isaia, figlio di Amots, che egli ebbe riguardo a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Uzziah, di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda.

2 Udite, o cieli, e ascolta, o terra, perché l’Eterno ha parlato: «Ho allevato dei figli e li ho fatti crescere, ma essi si sono ribellati contro di me. 3 Il bue riconosce il suo proprietario e l’asino la mangiatoia del suo padrone, ma Israele non ha conoscenza e il mio popolo non ha intendimento».

4 Guai, nazione peccatrice, popolo carico di iniquità, razza di malfattori, figli che operano perversamente! Hanno abbandonato l’Eterno, hanno disprezzato il Santo d’Israele, si sono sviati e voltati indietro. 5 Perché volete essere ulteriormente colpiti? Vi ribellereste ancor di più. Tutto il capo è malato, tutto il cuore langue. 6 Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è nulla di sano: solo ferite, lividure e piaghe aperte, che non sono state pulite né fasciate né lenite con olio. 7 Il vostro paese è desolato, le vostre città arse dal fuoco, il vostro suolo lo divorano gli stranieri sotto i vostri occhi; è una desolazione come se fosse distrutto da stranieri. 8 Così la figlia di Sion è rimasta come un capanno in una vigna, come una capanna in un campo di cocomeri, come una città assediata.

9 Se l’Eterno degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra.
10 Ascoltate la parola dell’Eterno, o capi di Sodoma, prestate orecchio alla legge del nostro DIO, o popolo di Gomorra!

11 «Che m’importa la moltitudine dei vostri sacrifici, dice l’Eterno. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di bestie ingrassate; il sangue dei tori, degli agnelli e dei capri non lo gradisco. 12 Quando venite a presentarvi davanti a me, chi ha richiesto questo da voi, che calpestiate i miei cortili? 13 Smettete di portare oblazioni inutili; l’incenso è per me un abominio; non posso sopportare i noviluni e i sabati, il convocare assemblee e l’iniquità assieme alle riunioni sacre. 14 Io odio i vostri noviluni e le vostre feste solenni; sono un peso per me, sono stanco di sopportarle.

15 Quando stendete le vostre mani, io nascondo i miei occhi da voi; anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. 16 Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia presenza la malvagità delle vostre azioni, cessate di fare il male.

17 Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova.

18 Venite quindi e discutiamo assieme, dice l’Eterno, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

19 Se siete disposti a ubbidire, mangerete le cose migliori del paese; 20 ma se rifiutate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada», perché la bocca dell’Eterno ha parlato.

21 Come mai la città fedele è divenuta una prostituta? Era piena di rettitudine, la giustizia vi dimorava, ma ora vi abitano gli assassini. 22 Il tuo argento è diventato scorie, il tuo vino è stato diluito con acqua.

23 I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano regali e corrono dietro alle ricompense. Non fanno giustizia all’orfano, e la causa della vedova non giunge davanti a loro.

Promessa di redenzione per Sion

24 Perciò il Signore, l’Eterno degli eserciti, il Potente d’Israele dice: «Ah, mi vendicherò dei miei avversari e farò vendetta dei miei nemici. 25 Metterò nuovamente la mia mano su di te, ti purificherò delle tue scorie come con la soda e rimuoverò tutto il tuo piombo.

26 Ristabilirò i tuoi giudici come erano all’inizio, e i tuoi consiglieri come erano al principio. Dopo questo, sarai chiamata “la città della giustizia”, “la città fedele”. 27 Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e i suoi convertiti mediante la giustizia.

28 Ma i ribelli e i peccatori saranno distrutti assieme, e quelli che abbandonano l’Eterno saranno sterminati.

29 Allora avrete vergogna delle querce che avete amato e arrossirete dei giardini che avete scelto. 30 Poiché sarete come una quercia dalle foglie appassite e come un giardino senz’acqua.

31 L’uomo forte sarà come stoppia e la sua opera come una favilla; bruceranno insieme tutte e due e nessuno li spegnerà».

(Isaia 1)

Isaia 1:24-25 Un popolo ribelle

Yerushalayim shel zahav

Gerusalemme, Gerusalemme d’oro,

capitale di Israele

Gerusalemme, capitale di Israele

אוויר הרים צלול כיין וריח אורנים
נישא ברוח הערביים עם קול פעמונים
ובתרדמת אילן ואבן שבוייה בחלומה
העיר אשר בדד יושבת ובליבה חומה

ירושלים של זהב ושל נחושת ושל אור
?הלא לכל שירייך אני כינור

איכה יבשו בורות המים, כיכר השוק ריקה
ואין פוקד את הר הבית בעיר העתיקה
ובמערות אשר בסלע מייללות רוחות
ואין יורד אל ים המלח בדרך יריחו

…ירושלים של זהב

אך בבואי היום לשיר לך ולך לקשור כתרים
קטונתי מצעיר בנייך ומאחרון המשוררים
כי שמך צורב את השפתיים כנשיקת שרף
אם אשכחך ירושלים אשר כולה זהב

…ירושלים של זהב

חזרנו אל בורות המים, לשוק ולכיכר
שופר קורא בהר הבית בעיר העתיקה
ובמערות אשר בסלע אלפי שמשות זורחות
נשוב נרד אל ים המלח בדרך יריחו

…ירושלים של זהב

Aria di monti limpida come vino e fragranza di pini
portata nel vento del crepuscolo, con una voce di campane,
e in un sonno di albero e di pietra, prigioniera del suo sogno,
sta la città che siede solitaria, nel cuore della quale sta un muro…

Gerusalemme d’oro, di bronzo e di luce,
forse che io non sono un violino per tutte le tue canzoni?

Come si sono seccate le cisterne d’acqua, la piazza del mercato è vuota,
non c’è nessuno che visita il Monte del Tempio nella Città Vecchia,
nelle grotte che sono nella roccia gemono i venti,
e non c’è nessuno che scenda verso il Mar Morto sulla strada di Gerico.

Gerusalemme d’oro…

Ma nel mio venire oggi a cantare per te, e a intrecciare corone per te,
io sono più piccolo del più giovane dei tuoi figli e dell’ultimo dei poeti;
poiché il tuo nome brucia le labbra come il bacio di un serafino
se mi dimentico di te, Gerusalemme, che sei tutta quanta oro.

Gerusalemme d’oro…

Siamo ritornati alle cisterne d’acqua, al mercato e alla piazza,
uno shofar risuona sul Monte del Tempio, nella Città Vecchia.
e nelle grotte che ci sono nella roccia splendono mille soli:
torneremo a scendere verso il Mar Morto, sulla strada di Gerico.

Gerusalemme d’oro…

Congratulazioni alla madre di Dio

Quando era in braccio a sua madre.
Tutto il mondo era nella sua mano.

(Sant’Efrem il Siro)

Felicitazioni alla madre di Dio
Felicitazioni alla madre di Dio

Nelle chiese siro-antiochene oggi si festeggiano le “felicitazioni alla Madre di Dio”, mi ricorda il fratello teologo Robert Cheaib, nelle sue preziose briciole di teologia.
Così come da sempre dopo la nascita di un bambino, si fanno le congratulazioni e le visite di cortesia alla madre, da parte di chi le vuol bene, l’ha assistita prima e durante il parto, ne ha accompagnato le gioie e le ansie di cui quei nove faticosi mesi sono pieni, così quella chiesa ringrazia con la preghiera Maria per il suo Fiat arrivato a compimento.

Pregano così i fratelli di quella chiesa al Vespro:

“Gloria, riconoscenza, lode, onore ed esaltazione, incessantemente e senza pausa, in ogni tempo e in ogni luogo, al Figlio eterno, nato dal Padre; egli per la sua nascita corporale ha liberato il nostro genere dalla schiavitù del peccato e ha riconciliato i celesti con i terrestri, in modo che tutti insieme possano indirizzargli la riconoscenza e l’adorazione, assieme al Padre e allo Spirito Santo.

Magnifica, Signore, la festa della tua benedetta Madre piena di grazia; accetta il profumo del nostro incenso e, per suo mezzo, perdona tutti i nostri peccati ed i peccati dei figli della santa Chiesa.

Vieni in nostro soccorso, ti supplichiamo, o Signore generoso, al quale sono dovuti l’onore e la gloria, in questo momento serale e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen”.

 

Per chi volesse saperne di più sulla storia di questa festa.

La storia del Cristianesimo in Sira è una storia complessa, un utile riassunto lo trovate qui

La Parola di Dio con Montemonaco nel cuore – 18: preghiera sulla pietra

O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa:
vieni, e salva l’uomo che hai formato dalla terra.

(Antifona Maggiore d’Avvento)

Signore,
amo la montagna,
perché proclama la magnificenza!
amo i ghiacciai, le cascate,
le immense distese di pini
e di fiori,
che annunciano la tua potenza
ed il tuo amore per noi.
Tutto questo Signore,
da immensa certezza alla mia fede
e tanta sicurezza al mio passo.
Amo il minuscolo sentiero
e la tenue pista sul nevaio,
perché umili e silenziosi,
mi portano in vetta,
chiudendo nel segreto lo sforzo
di chi è passato prima di me,
e la dura lotta di chi li ha aperti.
Amo il rifugio che domina la valle,
perché caldo di ospitalità ed amicizia, immerge tutti in un clima
di semplicità e di inesprimibile
serenità .
Amo la guida che porta alla cime,
perché ha il passo tenace
e canta serena nella tormenta.
Tutto questo, o Signore,
ricorda che tu stesso sei guida
e ci hai aperto la via :
cammina con te, raggiunge la cima !
Signore,
che io porti con me
queste voci dei monti :
ed io senta vivo il senso
di chi cammina con me in cordata,
dove la stessa sorte
unisce in un solo corpo,
tesi verso l’unica meta!
Amen

(Daniela Pesenti, Preghiera della Montagna)

Fotografia scattata il 29 Novembre 2015 dalla vetta del #MonteBoveNord, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini: in primo piano il #PizzoBerro, sullo sfondo, a sinistra il #MontePriora, a destra la #Sibilla.
Fotografia scattata il 29 Novembre 2015 dalla vetta del #MonteBoveNord, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini: in primo piano il #PizzoBerro, sullo sfondo, a sinistra il #MontePriora, a destra la #Sibilla.