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Chi sei tu?

Chi sei tu?

La Parola

15 Giovanni testimoniò di lui e gridò, dicendo: «Questi è colui del quale dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”». 16 E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia. 17 Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.

18 Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere.

19 E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme dei sacerdoti e dei leviti per domandargli: «Chi sei tu?».
20 Egli lo dichiarò e non lo negò, e dichiarò: «Io non sono il Cristo». 21 Allora essi gli domandarono: «Chi sei dunque? Sei tu Elia?». Egli disse: «Non lo sono!». «Sei tu il profeta?». Ed egli rispose: «No!». 22 Essi allora gli dissero: «Chi sei tu, affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato? Che dici di te stesso?».
23 Egli rispose: «Io sono la voce di colui che grida nel deserto: Raddrizzate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».

24 Or coloro che erano stati mandati venivano dai farisei; 25 essi gli domandarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
26 Giovanni rispose loro, dicendo: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che non conoscete. 27 Egli è colui che viene dopo di me e che mi ha preceduto, a cui io non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali».

28 Queste cose avvennero in Betabara al di là del Giordano, dove Giovanni battezzava.

(Giovanni 1)

Chi sei tu?
Chi sei tu?

Il commento

19 E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme dei sacerdoti e dei leviti per domandargli: «Chi sei tu?».
20 Egli lo dichiarò e non lo negò, e dichiarò: «Io non sono il Cristo».

Chi sei tu? É la domanda posta a Giovanni, il più grande dei nati di donna. Cosa dici, tu, di te stesso? La potremmo anche tradurre così.

Però invece di rivolgerla a Giovanni, proviamo a rivolgerla a noi stessi. Cosa diciamo noi di noi stessi? Dove cerchiamo, noi, i mezzi per la nostra salvezza?

Giovanni il Battista era, sono parole del Cristo, il più grande fra i nati di donna, il più grande tra i profeti ascoltati dall’uomo. Pure non presume di sè stesso, non si arroga nessun potere messianico; al contrario, sminuisce il suo ruolo, sminuisce se stesso, tutto il suo essere, parola compresa è un “rimandare a”, un “rimandare a Cristo”.

Giovanni rispose loro, dicendo: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che non conoscete. 27 Egli è colui che viene dopo di me e che mi ha preceduto, a cui io non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali».

Io battezzo con acqua, ovvero io con le mie parole, i miei gesti, le mie azioni dò testimonianza a Cristo, ma uno che non conoscete, ovvero uno cui non è possibile essere pari, uno che non è possibile possedere, uno di cui non è possibile esaurire la grandezza, è in mezzo a voi, e voi sembrate non rendervene conto.

Egli dice di non essere degno neppure di sciogliere a costui il legaccio dei sandali, un gesto umile, un gesto da schiavo. Figuriamoci allora noi.

Fratelli e sorelle, non ci impadroniamo di Cristo! Non crediamo, mai, di non aver più nulla da imparare, di non aver più bisogno di convertirci, di non aver più bisogno di pregare. Non smettiamo mai di invocare lo Spirito, non cessiamo mai di pregare “Padre nostro“.

Se siamo guide di comunità, pastori, servitori, non presumiamo mai del nostro ruolo, non diciamo mai, con le parole o con i gesti, fai come me, e troverai il Cristo, e sarai sicuro di seguirlo.

Diciamo piuttosto, ascolta la Parola di Dio, che io non mi stanco di annunciarti, studia la Parola di Dio, come io non mi stanco di invitarti a fare, affida la tua vita, le tue scelte, le tue necessità alla Parola di Dio, al Cristo, al Verbo Incarnato, come io per primo ti mostro che faccio. E prega senza stancarti con la Parola di Dio.

Prega come Giovanni, il Battista. Che Tu cresca, Signore, e che io diminuisca, che il mio “io” diminuisca, che il mio “io” scopra di aver senso solo se riposa in Te.

Amen, Signore.

Alleluia.

 

La voce che grida nel deserto serve la Parola

La voce che grida nel deserto serve la Parola

La Parola

La Parola era prima che il tempo fosse…

1 Nel principio era la Parola,
la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
2 Essa era nel principio con Dio.
3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei,
e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
(Giovanni 1)

 

La voce umana la serve…
1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo
2 Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via.
3 Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.
(Marco 1)

Il commento di Agostino

Alla voce serve uno strumento.

Lo strumento della voce è il predicatore, che ti chiama a conversione.

Quello che rimane è la Parola, che ti converte.

Agostino lo spiega come meglio non si potrebbe fare.

La voce che grida nel deserto serve la Parola
La voce che grida nel deserto serve la Parola

 

Giovanni è la voce, il Signore, invece, «in principio era il Verbo» (Gv 1,1).

Giovanni voce nel tempo, Cristo fin dal principio Parola eterna.

Togli la parola, che cos’è la voce? Non ha nulla di intellegibile, è strepito a vuoto. La voce, senza la parola, colpisce l’orecchio, non apporta nulla alla mente.

Nondimeno, proprio nell’edificazione della nostra mente, ci rendiamo conto dell’ordine delle cose.

Se penso a quel che dirò, la parola è già dentro di me; ma, volendo parlare a te, cerco in qual modo sia anche nella tua mente ciò che è già nella mia.

Cercando come possa arrivare a te e trovar posto nella tua mente la parola che occupa già la mia, mi servo della voce e, mediante la voce, ti parlo.

Il suono della voce ti reca l’intelligenza della parola; appena il suono della voce ti ha recato l’intelligenza della parola, il suono stesso passa oltre; ma la parola, a te recata dal suono, è ormai nella tua mente e non si è allontanata dalla mia.

Perciò il suono, proprio il suono, quando la parola è penetrata in te, non ti sembra dire: «Egli deve crescere ed io, invece, diminuire» (Gv 3,30)?

La sonorità della voce ha vibrato nel rendere servizio, quindi si è allontanata, come per dire: «Questa mia gioia è completa».

Conserviamo la parola, badiamo a non perdere la parola concepita nel profondo dell’essere.

(Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa; Discorso 293, per la Natività di Giovanni Battista: «Io sono voce di uno che grida nel deserto»)

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici

La Parola

Se io predico l’evangelo, non ho nulla da gloriarmi, poiché è una necessità che mi è imposta; e guai a me se non predico l’evangelo!

(1 Corinti 9:16)

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici
Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici
Il commento
Il nulla

Il nulla e la necessità imposta, due concetti ostici, proposti da questo versetto del capitolo 9 della Prima Lettera di Paolo Apostolo ai Corinti.

Ostici per la mentalità di questo mondo. Se io predico il Vangelo, dice Paolo, e lo faccio bene, con verità, con fedeltà, non ho nulla di che gloriarmi.

“Avrebbe fatto solo il suo dovere”, avrebbe detto mia madre, donna di altri tempi secondo alcuni, donna fedele alla Parola di Dio, per me che la conoscevo.

Concetto ostico perchè questo è un mondo che ha il mito della gratificazione, del risultato, che crede che sia un merito fare, semplicemente, ne più nè meno che il proprio lavoro, quello per cui magari si è anche pagati, per cui si prende uno stipendio… mondo che ha fatto un mito dei concetti di mancia,incentivo, tangente… mondo che a parole condanna i politici e gli amministratori corrotti, ma poi ne ricerca i favori, e li vota sempre, immancabilmente, nelle urne.

Paolo fu il più grande ed il più convincente predicatore del messaggio di Cristo, in città e territori difficili, allora come oggi, eppure sentiva di non avere nulla di che chiedere o pretendere in cambio, e da Cristo, e dalle comunità e dalle persone a cui si rivolgeva.

Un esame di coscienza dovrebbero farselo, di fronte a queste parole, non solo politici e funzionari, ma anche quei pastori che fanno mercanzia delle loro conoscenze in campo scritturistico, che vendono i loro interventi e le loro predicazioni al migliore offerente. Così come quelli che predicano un assurdo Vangelo della prosperità invece che quello della Croce.

La necessità imposta

Il secondo concetto, poco popolare anche esso, in tempi in cui si ha il mito della libertà dell’essere liberi, secondo il mondo però…

Perchè essere liberi in Cristo, significa dipendere completamente dalla Parola di Dio, essere felicemente schiavi dei suoi comandamenti, mettere i precetti della legge di Dio avanti a tutte le leggi e i precetti umani. Significa, di fronte alle situazioni complesse o discusse, scegliere sempre di obbedire a Dio anzichè agli uomini.

Predicare il Vangelo è una necessità che mi è imposta, dice Paolo, predicare l’Evangelo, senza stancarsi, senza cessare è una necessità che ci è imposta. Ci è imposta perchè il Vero, il Bello, il Giusto è solo nel Signore Gesù, è solo il Signore Gesù, è solo la Sua Parola.

Chi non sente questa necessità…

Chi non sente questa necessità, chi pensa che il parlare del Vangelo sia duro, chi pensa che i precetti di Dio siano cose passatecose di altri tempi, permettetemi la franchezza, si merita questo mondo, le sue ingiustizie, la sua violenza, le sue ingiustizie, le sue disuguaglianze, i suoi peccati contro la natura e contro la vita. Non solo se lo merita, ma ne è colpevole al pari di quelli che magari a parole condanna. Parole vuote, parole senza contenuto, parole pronunciate come se la vita fosse un continuo talk show, senza senso, come la quasi totalità di quelli che vanno in onda sulle nostre televisioni.

Scegliere la Parola

Scegliere la Parola, senza nulla chiedere, come servo senza pretese. Sentire la necessità, l’imposizione di doverlo fare, di doverLe essere fedele, di doverLa annunciare non è una opzione possibile per un cristiano. Per un cristiano dico, non semplicemente per un pastore o un predicatore! Scegliere la Parola è l’opzione. Scegliere la Parola è scegliere Cristo. Scegliere la Parola è scegliere di avere Dio come Unico Sovrano. 

Il Signore accresca la nostra fede. Amen. Alleluia!

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

La Parola

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente
(Romani 12,2)

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente
Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

Il commento

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente: è il messaggio della Parola di Dio, riportata sul mio calendario biblico, a poche ore dall’inizio del nuovo anno civile nel nostro paese.

Ripreso dalla lettera di Paolo Apostolo ai cittadini di Roma, quale anche io sono.

La versione della Bibbia Nuova Diodati con cui sono solito pregare scrive, citando il versetto al completo e non solo in parte:

2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. 

Non vi conformate!

Non vi conformate a questo mondo, uomini, donne, lettori di questo blog, amici, parenti, conoscenti sui social e nella vita reale! Non lo fate, perchè questo mondo, perchè lo spirito di questo mondo è nemico della Creazione, è nemico della Parola di Dio, non la tollera, non la sopporta. Perchè non ama la Verità. Non ama il Bene, non sopporta la Carità.

Il principe di questo mondo, è detto in tutta la Bibbia, cerca di sostituire la Verità di Dio con mille discorsi vani, cerca di disperdere l’umanità su diecimila sentieri che non portano a nulla, vi vuole convincere che ci sono tante verità, che ci sono tante strade, che basta percorrere con coerenza quella che si sente come propria e che questo basta per ottenere la salvezza.

Voi avrete nemici in questo mondo

Voi avrete nemici in questo mondo, ci dice Gesù nel Vangelo. Sempre, da sempre, ai cristiani, ai cristiani veri, a quelli che non si adattano ai potenti, a quelli che non cedono alle lusinghe del tentatore, il benessere, il potere, il comando, i nemici non mancano, e spesso se li trovano anche tra i banchi o sul sagrato del luogo dove essi rendono culto all’Eterno.

Anche di questo siamo stati avvisati.  Sorgeranno falsi testimoni… sarete traditi da quelli della vostra stessa casa… falsi profeti… falsi pastori.

Ma ci è stato anche garantito che essi non vinceranno, perchè il loro principe, il principe di questo mondo, quello che per meglio ingannarci li traveste da angeli di luce, è stato per sempre sconfitto dal sangue e dalla Sua Croce. Ed ora siamo nel tempo di attesa, di avvento del Signore Giusto Giudice che, verrà a giudicare i vivi ed i morti, ed il Suo Regno non avrà fine.

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo

E allora, maledetto l’uomo che confida nell’uomo, maledetto è, si maledice da sè stesso, l’uomo che cerca nella stessa umanità, nelle sue opere, nelle proprie capacità, la salvezza.

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, maledetto l’uomo che vive tra ricchezza e poteri, perchè l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono. 

Maledetto l’uomo che si fa arbitro della vita e della morte altrui, che si fa Dio del tempo e del modo di vivere proprio e degli altri. Maledetto l’uomo che sovverte le leggi della natura e della Creazione per adattarle ai propri bisogni terreni, deviati dal peccato, dalla mancanza di fede, ed anche dalla colpevole adesione alle istanze del principe di questo mondo che, dice l’Apocalisse di Giovanni, farà il pieno di servi e di serve negli ultimi tempi della Creazione, per trascinarli nella sua stessa rovina.

Siate trasformati!

Siate trasformatevi, trasformatevi invece voi, credenti, voi, resto fedele, rinnovate la vostra mente!

Come? Con l’adesione piena, ed il più possibile perfetta e fedele, alla Parola di Dio, che rende nuove tutte le cose. Con l’adesione piena, ed il più possibile perfetta e fedele, al Cristo, alle vesti nuove, alle vesti bianche che Egli ci chiede di indossare.

Le vesti dei martiri, dei testimoni della Parola di Dio, contro ogni speranza, contro tutte le menzogne e le falsità che questo mondo tenta di propinarci con ogni mezzo.

Sia fatta la Sua volontà

L’adesione, l’ascolto, la lettura, la meditazione, la preghiera della Parola di Dio siano costanti e continue affinché conosciamo per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. 

Non esistono altre possibilità. Non esistono vie alternative. Non esistono altri libri sacri, altre fedi… Esistono, in apparenza, nel mondo, ma noi siamo chiamati ad essere nel mondo ma non del mondo, siamo chiamati a non prestare fede ad altre apparenti verità, a non percorrere altre strade che non siano quella dell’assoluta fedeltà al sentiero antico della Parola di Dio.

Questo parlare è duro…

 53 Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Poiché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me ed io in lui. 57 Come il Padre vivente mi ha mandato ed io vivo a motivo del Padre, così chi si ciba di me vivrà anch’egli a motivo di me. 58 Questo è il pane che è disceso dal cielo; non è come la manna che mangiarono i vostri padri e morirono; chi si ciba di questo pane vivrà in eterno». 59 Queste cose disse nella sinagoga, insegnando a Capernaum.

60 Udito questo, molti dei suoi discepoli dissero: «Questo parlare è duro, chi lo può capire?». 61 Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravano di questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62 Che sarebbe dunque se doveste vedere il Figlio dell’uomo salire dove era prima? 63 È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono»; Gesù infatti sapeva fin dal principio chi erano coloro che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito; 65 e diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio». 66 Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. 67 Allora Gesù disse ai dodici: «Volete andarvene anche voi?». 68 E Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. 69 E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 

(Giovanni 6)

O si testimonia il Cristo con Corpo e Sangue, disposti a donare la propria stessa vita, a lasciare le proprie certezze, a portare la o le proprie croci, o tutto ciò che si fa in questo mondo non giova a nulla. E’ un parlare duro, un essere chiamati a scelte controcorrente, ad un parlare ed un vivere impopolari, ma occorre scegliere.

Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Allora Gesù disse ai dodici, e dice a noi: «Volete andarvene anche voi?».

A noi rispondere, perchè il nuovo anno civile che inizia, sia davvero nuovo, rivestito del Cristo e non di altre mutevoli vesti.

Amen. Alleluia.

Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?

Sappiamo dove siamo?

La Parola

3 E da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti.

4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui.
5 Ma chi osserva la sua parola, l’amore di Dio in lui è perfetto.

Da questo conosciamo che siamo in lui.

6 Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch’egli come camminò lui.

7 Fratelli, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento vecchio, che avevate dal principio: il comandamento vecchio è la parola che avete udito dal principio. 8 E tuttavia vi scrivo un comandamento nuovo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno passando e già risplende la vera luce.

9 Chi dice di essere nella luce e odia il proprio fratello, è ancora nelle tenebre. 10 Chi ama il proprio fratello dimora nella luce e non vi è niente in lui che lo faccia cadere. 11 Ma chi odia il proprio fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi.

12 Figlioletti, vi scrivo perché i vostri peccati vi sono perdonati per mezzo del suo nome.
13 Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è dal principio.
Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno.
Figlioletti, vi scrivo perché avete conosciuto il Padre.
14 Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è dal principio.
Giovani, vi ho scritto perché siete forti e la parola di Dio dimora in voi, e perché avete vinto il maligno.

15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui, 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.

17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

(1 Giovanni 2)

Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?
Sappiamo dove siamo? Siamo in Lui? Siamo luce?

Il commento

L’apostolo ed evangelista Giovanni è chiarissimo nell’indicare il criterio con cui possiamo rispondere a questa domanda.

Siamo in Lui se osserviamo i suoi comandamenti.

Ed i suoi comandamenti non sono qualcosa su cui possiamo elucubrare più di tanto, o speculare se questo si o questo no, se questo ci piace di più o di meno,

Perchè i suoi comandamenti sono il suo comandamento, la sua legge. Sono Uno, come Dio è Uno nel più intimo di sè stesso.

Il comandamento che noi definiamo nuovo, che ci è stato rivelato dal Figlio, che noi chiamiamo il comandamento dell’amore, in realtà è il comandamento vecchio, il concretizzarsi in modo sintetico delle dieci parole che l’Eterno, Benedetto Egli sia!, consegnò a Mosè sul Sinai.

E tanto è vero questo che il Figlio ebbe direttamente a dire che neppure uno iota della vecchia legge, del comandamento antico, come ipocritamente molti di noi lo appellano, sarebbe caduto fino alla fine dei tempi.

Tanto è vero che quando il Figlio chiede a qualcuno nel Nuovo Testamento un “sunto” della Legge, questo gli risponde, come era ovvio che fosse, con le parole dell’Antica Alleanza, e Gesù gli dice che ha risposto bene. Questo deve fare se vuole vivere.

Se vuole vivere in Dio, è il sottointeso. Perchè si può anche vivere nel mondo vivendo di facciata il comandamento nuovo, e rigettando le parole antiche. Ma questo non è vivere in Dio.

È vivere secondo il mondo, ricercando le cose del mondo, che Giovanni mirabilmente elenca (la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita), che sono tutte cose che passano, lasciando indietro il fare la volontà di Dio, il cercare Dio mentre si fa trovare (ad un certo punto non ci sarà più tempo di farlo!).

Commentando questo brano, Agostino di Ippona spiega le tre concupiscenze:

Ecco dunque le tre concupiscenze: ogni cupidigia umana è messa in moto dai desideri della carne, dalla bramosia degli occhi e dall’ambizione degli onori.

Il Signore stesso fu tentato dal diavolo su queste tre concupiscenze.

Fu tentato nei desideri della carne, quando gli fu detto:

Se sei il Figlio di Dio, di’ a queste pietre che diventino pane
(Mt 4, 3).

Dopo il digiuno infatti egli sentiva fame. Ma in qual modo respinse il tentatore ed a noi suoi soldati insegnò a combattere?
Fà attenzione a quanto rispose:

L’uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che viene da Dio (Mt 4, 4; Deut 8, 3).

Fu tentato anche nella cupidigia degli occhi e sollecitato a fare un miracolo, quando il tentatore gli disse:

Buttati giù, poiché sta scritto: egli per te ha dato ordine ai suoi Angeli, affinché ti sorreggano e non batta il tuo piede contro la pietra (Mt 4, 6; cf. Ps 90, 11).


Ma il Cristo si oppose al tentatore; se avesse fatto quel miracolo, sarebbe parso che avesse ceduto alla tentazione o si fosse lasciato trascinare dalla curiosità: egli operò dei miracoli ma quando volle agire come Dio e per curare degli ammalati.

Se avesse compiuto il miracolo allora, avrebbe dato a vedere di avere il solo scopo di dare spettacolo. Ma perché gli uomini non avessero questa impressione, senti bene ciò che rispose al demonio, così che anche tu possa ripetere queste parole, quando ti assalisse la medesima tentazione. Rispose dunque:

Via da me, o Satana; sta scritto infatti: Non tenterai il Signore Dio tuo (Mt 4, 7).


Cioè: se farò questo, tenterò il Signore.


Egli ti ha suggerito le parole che anche tu devi ripetere. Quando il nemico ti viene a dire: Che uomo sei tu, che cristiano sei? che miracoli hai fatto, quali morti sono resuscitati in forza delle tue orazioni, quale salute hai ridato ai febbricitanti? se fossi cristiano di valore, saresti in grado anche di fare dei miracoli.

Allora tu rispondi:

Sta scritto: non tenterai il Signore Dio tuo (Dt 6, 16).


Non tenterò Dio, mentre quasi che soltanto facendo miracoli io potessi appartenere a Dio, mentre non facendoli, non potessi dire di appartenergli. Che significherebbero allora le parole:


Godete, perché i vostri nomi sono scritti in cielo?

In che modo invece il Signore fu assalito con la tentazione della gloria di questo mondo?
Essa avvenne quando il diavolo lo sollevò sopra un monte altissimo e gli disse:

Tutto questo ti darò se, prostrato, mi adorerai.

Il diavolo volle tentare il Re dei secoli, dandogli la speranza di essere innalzato a re di tutta la terra; ma il Signore che creò il cielo e la terra, disprezzò il diavolo. C’è forse da meravigliarsi che il diavolo venga vinto dal Signore?
Egli rispose al diavolo ciò che tu stesso, come egli ti insegnò, devi rispondergli:

E’ scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo (Mt 4, 10; Deut 6, 13).

Se ricorderete queste parole e le praticherete, non avrete in voi la concupiscenza del mondo, non vi domineranno né i desideri della carne, né la cupidigia degli occhi, né la brama della gloria; allora permetterete alla carità di entrare in voi più largamente e così amerete il Signore.

Se invece ci sarà in voi l’amore del mondo, non potrà esservi l’amore di Dio.

Conservate l’amore di Dio affinché restiate in eterno, così come Dio è eterno.

Ciascuno è tale quale l’amore che ha.

Ami la terra? Sarai terra.
Ami Dio? dovrei concludere: tu sarai Dio.

Ma non oso dirlo io e perciò ascoltiamo la Scrittura:

Io ho detto: Voi siete dèi e figli tutti dell’Altissimo (Sal 81, 6).


Se dunque volete essere dèi e figli tutti dell’Altissimo, non vogliate amare il mondo e ciò che si trova nel mondo.

Tutto ciò che è nel mondo, è desiderio carnale, cupidigia degli occhi, ambizione di gloria; ora tutto ciò non proviene dal Padre ma dal mondo: cioè dagli uomini che amano il mondo. Il mondo passa e le sue concupiscenze; chi invece fa la volontà di Dio, rimane in eterno

(1 Gv 2, 15-17).

Il Signore accresca la nostra fede! Perchè siamo, ci sforziamo di essere sempre nella Luce della Sua Parola, e rifuggiamo, sempre, dal servire le tenebre e la concupiscenza di questo mondo.

Amen, secondo la Sua volontà. 

Il commento intero alla Prima lettera di Giovanni scritto da Agostino lo trovate a questo link.

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi

Chi sono i santi innocenti di oggi?

Preghiamo per i santi innocenti dei giorni nostri.

Per i bambini abortiti, chirurgicamente, legalmente, clandestinamente, per mezzo di curette, aspirati, smembrati, bruciati dal sale, uccisi dai veleni delle pillole.

Per i bambini down, che non nascono più, perchè li uccidono prima che crescano anche solo qualche mese.

Per i bambini malati uccisi dall’eutanasia, anche in tenerissima età, anche contro la volontà dei loro genitori.

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi
I figli di Rachele, i “santi innocenti”, nella realtà di oggi

La Parola

13 Ora, dopo che furono partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché io non ti avvertirò, perché Erode cercherà il bambino per farlo morire». 14 Egli dunque, destatosi, prese il bambino e sua madre di notte, e si rifugiò in Egitto. 15 E rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta, che dice: «Ho chiamato il mio figlio fuori dall’Egitto». 16 Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò grandemente e mandò a far uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutti i suoi dintorni, dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era diligentemente informato dai magi. 17 Allora si adempì quello che fu detto dal profeta Geremia che dice: 18 «Un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto e un grande cordoglio; Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».

(Matteo 2)

Preghiera

O Dio, amante della vita, accogli fra le tue braccia tutti gli innocenti del mondo, vittime dell’odio, e concedi a noi di testimoniarti con una vita docile allo Spirito e fedele al vangelo di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

I figli di Rachele, i “santi innocenti”, secondo il Vangelo

La Parola

13 Ora, dopo che furono partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché io non ti avvertirò, perché Erode cercherà il bambino per farlo morire». 14 Egli dunque, destatosi, prese il bambino e sua madre di notte, e si rifugiò in Egitto. 15 E rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta, che dice: «Ho chiamato il mio figlio fuori dall’Egitto». 16 Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò grandemente e mandò a far uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutti i suoi dintorni, dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era diligentemente informato dai magi. 17 Allora si adempì quello che fu detto dal profeta Geremia che dice: 18 «Un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto e un grande cordoglio; Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».

(Matteo 2)

I figli di Rachele, i "santi innocenti", secondo il Vangelo
I figli di Rachele, i “santi innocenti”, secondo il Vangelo

Lettura patristica

San Pietro Crisologo (ca 406-450), vescovo di Ravenna,
dottore della Chiesa – 
Omelia 152  ; PL 52, 604 
«In questo giorno, Signore, i santi innocenti hanno annunciato la tua gloria, non tanto con la parola, ma con la loro morte»

Dove porta l’invidia?… Il delitto compiuto oggi ce lo dimostra: la paura di un rivale per il regno terrestre riempie Erode di ansia; egli complotta di sopprimere «il re appena nato» (Mt 2,2), il re eterno; combatte il Creatore e fa uccidere degli innocenti… Quale colpa avevano commesso quei bambini? Mute erano le loro lingue, nulla avevano ancor visto i loro occhi, nulla sentito le loro orecchie, nulla avevano fatto le loro mani. Hanno ricevuto la morte quando ancora non conoscevano la vita… Cristo legge l’avvenire e conosce i segreti dei cuori, giudica i pensieri e scruta le intenzioni (cf Sal 139): perché li ha abbandonati?… Perché il Re del cielo appena nato non si è curato dei suoi coetanei, innocenti come lui, perché ha dimenticato le sentinelle poste accanto alla sua culla, tanto che il nemico che voleva attentare alla sua vita ha potuto sterminare l’intero esercito?

Fratelli, Cristo non ha abbandonato i suoi soldati, anzi, li ha sommamente onorati dandogli di trionfare prima di vivere e di conseguire la vittoria senza dover combattere… Ha voluto che possedessero il cielo piuttosto che la terra…, li ha inviati davanti a lui come araldi. Non li ha abbandonati: ha salvato la sua avanguardia, non l’ha dimenticata…

Beati coloro che hanno cambiato le fatiche in riposo, i dolori in sollievo, le sofferenze in gioia. Vivono, vivono, perché vivono veramente coloro che hanno subito la morte per Cristo… E beate le lacrime che le madri hanno versato per questi loro figli: hanno meritato loro la grazia del battesimo… Colui che ha degnato nascere in una stalla conduca anche noi ai pascoli del cielo!

Preghiera

O Dio, amante della vita, accogli fra le tue braccia tutti gli innocenti del mondo, vittime dell’odio, e concedi a noi di testimoniarti con una vita docile allo Spirito e fedele al vangelo di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

La Parola

1:1 Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita 2 (e la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che è stata manifestata a noi), 3 quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi; e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo. 4 E vi scriviamo queste cose affinché la vostra gioia sia completa.

5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

(1 Lettera di Giovanni)

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto
Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito e visto

Il commento

Non si può veramente annunciare nulla, questo ci dice la prima lettera di Giovanni, apostolo ed evangelista, se non lo si è “toccato con mano”, se non se ne è fatta esperienza.

Non può esistere un cristianesimo etereo, totalmente spiritualizzato, incorporeo. Il Cristianesimo per essere tale ha bisogno del corpo, ha bisogno, l’uomo, il cristiano, di sentirsi amato per intero, corpo ed anima.

Così al Padre è piaciuto inviare il Figlio non come puro spirito ma come vero uomo. Vero Dio e Vero Uomo, così recita la nostra professione di fede.

Perchè è piaciuto così al Padre? Perchè Egli, amandoci totalmente, come totalmente ci ha creato, voleva che la nostra gioia fosse piena. La gioia del corpo e la gioia dell’anima.

Occorreva quindi, è Egli stesso a dirlo, che il Figlio si facesse uomo, si incarnasse nel grembo della Vergine Maria, nascesse, crescesse in sapienza, età e grazia, predicasse il Vangelo del Regno, non solo a parole, ma con i gesti e le azioni… zoppi che saltano, ciechi abbagliati dalla ritrovata vista, sordi scossi dai suoni del mondo, lebbrosi restituiti alla vita di comunità ed al contatto fisico da cui erano esclusi, paralitici che saltano giù dai loro lettini…

Occorreva che Egli venisse perseguitato, rigettato dagli uomini nel corpo come nella predicazione; flagellato, coronato di spine, crocifisso, morto, risorto anche nel Corpo, e di nuovo apparso alle donne ed ai discepoli, sempre in forma corporale… mangiò con loro… camminò con loro… Tommaso mise la sua mano nelle piaghe delle sue ferite.

Non può esistere, allora, fratelli, un cristianesimo che non guarisca il corpo oltre la mente. Non può esistere una fede che dica, io credo con la testa, con la ragione, con il pensiero, ma non mi interessa del corpo, quello fa come gli pare: si dà al peccato, si prostituisce, è comprato e si vende!

Santo è il nostro corpo, dice Paolo, Tempio dell’Eterno è il nostro corpo, non un qualsiasi contenitore di carne, ossa e sangue. Santo è il nostro corpo e quello dei nostri fratelli e sorelle, e non è lecito profanarlo in nessun modo.

Nemmeno può esistere un cristianesimo che si presenti perfetto nel corpo, nelle apparenze, nelle gestualità, e dentro mantenga un animo marcio, perverso. Chi è marcio dentro, per quanto sia bello fuori, è come quelle case le cui fondamenta si rivelano instabili e malsani al primo muoversi della terra. Cosicchè tutto viene giù e grande è la rovina non solo di quella casa, ma anche di quelle vicine e di chi ci abita dentro.

Oltre che a noi stessi, fratelli e sorelle, dobbiamo stare attenti anche alla santità delle persone che ci scegliamo o ci troviamo ad avere come nostre guide o conduttori nella fede. Che siano e si rivelino come vocati alla santità dell’anima come del corpo e che chiamino noi a nostra volta ad essere tali, santi nell’anima e nel corpo.

Nessun discepolo potrà essere più del Maestro, ma dobbiamo sforzarci di essere come Lui, santi nello spirito, puri nel pensiero, santi nel corpo, con la carne ed il sangue puri e pronti ad essere donati ai nostri fratelli e sorelle che ne avessero bisogno.

La Parola di Dio, testo scritto eppure Verbo Incarnato, la cena del Signore, vero pane e vero vino eppure Vero Corpo e Vero Sangue; la duplice mensa a cui, secondo i Padri della Chiesa, si nutre il cristiano, contiene per intero questo pure inesauribile mistero.

E come noi dobbiamo essere luce e camminare nella luce, come dice la lettera, nella luce della Parola di Dio, lampada, unica lampada ai nostri passi, e rifuggire con tutta la nostra forza dalle tenebre, così dobbiamo essere corpo e sangue puri, e rifuggire dal peccato, cercare e testimoniare con il nostro corpo ed il nostro sangue solo l’amore vero, l’amore secondo l’ordine della creazione, l’amore che si dona, l’amore che si moltiplica, l’amore che crea. l’amore che dona piacere e gioia.

Essere Luce, essere Corpo spezzato, essere Sangue versato per la salvezza di molti. Ad immagine del Figlio, secondo la Sua volontà.

Che il Signore, che l’Eterno ci aiuti, purificandoci da ogni peccato.

Amen.

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

La Parola degli Atti

51 “Uomini di collo duro ed incirconcisi di cuore e di orecchi, voi resistete sempre allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi.

52 Quale dei profeti non perseguitarono i padri vostri? Essi uccisero anche coloro che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale ora voi siete divenuti traditori e uccisori; 53 voi che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli e non l’avete osservata!”.

54 All’udire queste cose, essi fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. 55 Ma egli, ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, 56 e disse: «Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».

57 Ma essi, mandando alte grida, si turarono gli orecchi e tutti insieme si avventarono sopra di lui; 58 e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. E i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.

59 Così lapidarono Stefano, che invocava Gesù e diceva: «Signor Gesù, ricevi il mio spirito». 60 Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato».

E, detto questo, si addormentò.

(Atti 7:51-59)

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)
Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

Il bianco e lo scarlatto

Il bianco della fede, se la fede è veramente vissuta con la consapevolezza di ciò che si crede invariabilmente finisce con lo scarlatto.
Così le braccia aperte del bambin Gesù nella mangiatoia. diverranno le braccia aperte di Gesù sulla Croce e le braccia aperte dei martiri come Stefano, il primo di questi, di cui ci racconta il libro degli Atti, di cui leggiamo nel primo giorno dopo Natale.

Braccia aperte di chi sa che tutto nella propria vita viene da Dio. Braccia aperte di chi prega con le parole di Giobbe: il Signore dà, il Signore toglie, benedetto il nome del Signore.
Braccia e tutto il corpo aperto alla Parola che viene a trasformare la nostra vita.

Il sì di Maria che accoglie la gravidanza, il sì di Giuseppe che accoglie il proprio compito, il sì del Figlio che assume pienamente la volontà del Padre, il sì di Stefano che è cristiano fino alla fine della propria vita terrena, il sì di ciascuno di noi, chiamato all’obbedienza della Parola.

Il Signore Gesù accresca la nostra fede, perchè il nostro sì sia pieno e convinto.

Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)
Il bianco e lo scarlatto: Stefano Protomartire (Atti 7:51-59)

Il Vangelo del giorno

17 Ma guardatevi dagli uomini, perché vi trascineranno davanti ai loro sinedri e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe. 18 E sarete condotti davanti ai governatori e davanti ai re, per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai gentili.

19 Quando essi vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di che cosa dovrete dire; perché in quella stessa ora vi sarà dato ciò che dovrete dire; 20 poiché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

21 Ora il fratello consegnerà a morte il fratello e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato.

(Matteo 10)

 

 

Il Vangelo del giorno: Luca 1:57-66 – La nascita di Giovanni, il Battista

Il Vangelo del giorno: Luca 1:57-66 – La nascita di Giovanni, il Battista

La Parola

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1:57-66.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 
I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. 
All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. 
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 
In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 
Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. 

Il Vangelo del giorno: Luca 1:57-66 - La nascita di Giovanni, il Battista
Il Vangelo del giorno: Luca 1:57-66 – La nascita di Giovanni, il Battista

 

Un commento patristico

Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo 
Sermone 57, sulla nascita di Giovanni Battista, 1; PL 57,647 (
trad. dal francese) 

«Tua moglie ti darà un figlio… Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita» (Lc 1:13-14)

Dio aveva predestinato Giovanni Battista a proclamare la gioia degli uomini e l’esultanza dei cieli. Il mondo ha udito dalle sue labbra le parole ammirabili che annunciavano la presenza del Redentore, l’Agnello di Dio (Gv 1,29). Quando i genitori avevano perso ogni speranza di avere un figlio, l’angelo, messaggero di un così grande mistero, l’ha mandato come testimone del Signore prima ancora che nascesse (Lc 1,41)…

Ha riempito di gioia eterna il grembo di sua madre, mentre ella lo portava in sé… Infatti nel Vangelo  leggiamo queste parole di Elisabetta a Maria: «Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?» (Lc 1,43-44)… Mentre nella sua vecchiaia si doleva di non aver dato un figlio al marito, ecco che mette al mondo un figlio che è anche messaggero della salvezza eterna per il mondo intero. Un messaggero tale che, prima ancora di nascere, ha esercitato il privilegio del suo futuro ministero manifestando il suo spirito di profezia attraverso le parole della madre.

Poi, per la potenza del nome che l’angelo gli aveva dato, ha aperto la bocca di suo padre, chiusa dall’incredulità (Lc 1,13.20).  Zaccaria infatti era diventato muto non per restare muto, ma per riacquistare divinamente l’uso della parola e confermare con un segno celeste che suo figlio era un profeta. Il Vangelo dice di Giovanni: «Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui» (Gv 1,7-8). Certamente egli non era la Luce, ma era completamente nella luce colui che ha meritato di rendere testimonianza alla Luce vera.