La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)

La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)
La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)

La Parola crescendo in noi ci fa crescere (Gregorio Magno)

Le parole di Dio crescono insieme a chi le legge, ciascuno infatti le comprende tanto e più profondamente tanto quanto vi si dedica con attenzione. Poiché quanto tempo dedicherai nella parola di Dio così sarai retribuito nel progresso nei riguardi della stessa parola di Dio.

(San Gregorio Magno, vescovo di Roma, Omelie su Ezechiele I,7,8)

I poveri sempre con noi. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

I poveri sempre con noi. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

«Il ricco domina sul povero e chi riceve prestiti è schiavo del suo creditore»
Proverbi 22:7
 

I poveri sempre con noi


Lunedì 17 ottobre è la Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Povertà, un’occasione per indirizzare lo sguardo sulle tante diseguaglianze economiche nel mondo.

Come non ricordare la risposta di Gesù a Giuda che criticava lo “spreco” del profumo: “I poveri li avrete sempre con voi”?

Volgendoci al sermone sul monte possiamo notare tre realtà della nostra vita di relazione con Dio: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Il nostro rapportarci al Signore potrebbe essere paragonato ad un tavolo circolare dove l’elemosina (libera contribuzione), la preghiera (in tutte le sue forme) e il digiuno ne costituiscono le gambe. Tale testo lancia una doppia sfida.

La prima sfida

La prima è non essere ipocriti, ad agire solo per apparenza o per essere adulati. Gesù invitava a non esser tali sia nella preghiera, che nell’elemosina o nel digiuno, citando l’atteggiamento dei farisei, che rappresentavano le persone ipocrite in assoluto. Nessuno di quelli che hanno conosciuto Dio e hanno gustato il Suo dono può fare a meno di essere sincero.

La seconda sfida

La seconda è riferita al Padre, che Gesù presenta come il “Padre vostro che è nei cieli”. Facilmente nasce l’erronea convinzione che Dio sia lontano. Dal vangelo, invece, si deduce che Egli è vicino: “il Signore che vede nel segreto”. Noi tendiamo a nascondere pensieri, sentimenti e tanto altro, cadendo in atteggiamenti ipocriti. La Scrittura ci spoglia perché nulla è nascosto a Dio, capace di vedere nel segreto, di conoscere a pieno le motivazioni che spingono a fare l’elemosina, a pregare o digiunare. Volgiamo il nostro sguardo a chi è nel bisogno.

Come dividere


Un anziano uomo aveva 3 figli e possedeva 17 cammelli. Sentendo avvicinarsi la sua morte, chiamò i figli e disse loro: “Vi lascio i 17 cammelli. Divideteli in questo modo: Hillel prenderà la metà del branco, Nathan un terzo e Itamar un nono”. Il padre morì e i tre fratelli fatto il funerale, volendosi dividere i cammelli si resero conto che 17 non è divisibile né per 2, né per 3 e né per 9. Non riuscendo a ripartire l’eredità cominciarono a litigare e picchiarsi senza vie d’uscita.

Un giorno il profeta Elia, passando da quelle parti sul suo cammello, venne attirato dal tumulto delle liti dei tre. Chiese loro quale fosse il motivo e ascoltata la spiegazione, rispose loro:

Le istruzioni di Elia

“Ritrovate la concordia! Vi offro il mio cammello; così con 18 cammelli la vostra divisione sarà buona.

Tu, Hillel, hai diritto alla metà, quindi 18 diviso 2 fa 9 cammelli per te. Nathan, tu hai diritto a un terzo, quindi 18 diviso 3 fa 6 cammelli. Infine, Itamar, tu hai diritto a un nono, quindi 18 diviso 9 fa 2 cammelli per te. Ora siete riconciliati perché avete onorato la volontà di vostro padre: 9 per il primo, 6 per il secondo e 2 per l’ultimo, e la somma è 17. Io me ne riparto sul mio cammello”.


 
Lettura della Bibbia


16 ottobre       Geremia 27-28; Atti 14-15
17 ottobre       Geremia 29-30; Atti 16-17
18 ottobre       Geremia 31-32; Atti 18-19
19 ottobre       Geremia 33-34; Atti 20-21
20 ottobre       Geremia 35-36; Atti 22-23
21 ottobre       Geremia 37-38; Atti 24-25
22 ottobre       Geremia 39-40; Atti 26-27

La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto

La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto con il rosario cattolico

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. 

  1. Natività della Santa Madre di Dio
  2. Presentazione della Santa Madre di Dio al Tempio
  3. Annunciazione alla Santa Madre di Dio
    (rosario cattolico – primo mistero gaudioso – Annunciazione)
  4. Incontro della Santa Madre di Dio con Elisabetta
    (rosario cattolico – secondo mistero gaudioso – Visitazione)
  5. Natività di Nostro Signore Gesù Cristo
    (rosario cattolico – terzo mistero gaudioso – Natività)
  6. Presentazione al Tempio del Nostro Signore e l’incontro col Giusto Simeone.
    (rosario cattolico- quarto mistero gaudioso – Presentazione)
  7. Fuga in Egitto della Sacra Famiglia
  8. Scomparsa del Bambino Gesù e dolore della Vergine
    (rosario cattolico – quinto mistero gaudioso – Gesù fra i Dottori)
  9. Miracolo di Cana di Galilea
    (rosario cattolico – primo mistero luminoso)
  10. Maria Addolorata ai piedi della Croce
    (rosario cattolico – quinto mistero doloroso – Crocifissione)
  11. Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo
    (rosario cattolico – primo mistero glorioso – Resurrezione)
  12. Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo
    (rosario cattolico – secondo mistero glorioso – Ascensione)
  13. Discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli
    (rosario cattolico – terzo mistero glorioso – Pentecoste)
  14. Dormizione della Madre di Dio
    (rosario cattolico – quarto mistero glorioso – Assunzione –Attenzione: non c’è perfetta coincidenza – vedi nota in fondo post)
  15. Santa Protezione della Madre di Dio sui cristiani
La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto

NOTA DI CONFRONTO TRA DORMIZIONE ED ASSUNZIONE

La Chiesa maturò presto l’intuizione secondo cui il corpo di Maria, prodigiosamente “consustanziale” a quello del Risorto, non era possibile che fosse rimasto prigioniero della morte. Così, al Dio fatto uomo corrisponde l’uomo deificato, e il primo essere umano presente, anima e corpo, nella gloria divina è la “Donna vestita di sole” di cui parla l’Apocalisse.

Maria si trova ormai al di là della morte e del giudizio, in quella luce che le Scritture chiamano “regno di Dio”; e tuttavia umana, infinitamente materna, ella rimane totalmente rivolta verso gli uomini, verso le loro sofferenze, verso il pellegrinaggio compiuto così spesso a tastoni dalla chiesa, e prima ancora dalla chiesa mistica che ingloba l’intera umanità e tutto quanto il cosmo. Nella grande spiritualità della chiesa antica, come pure in molte leggende popolari, Maria è colei che pronuncia sull’inferno – anche sul nostro inferno interiore – la preghiera per la salvezza universale.

I testi delle omelie orientali associano, a partire dal V secolo, la Dormizione di Maria – vale a dire una morte pacifica, in cui l’anima entra nella pace – e la sua Assunzione corporale – l’anima ricongiunta al corpo nell’unità della persona (come avverrà a ciascuno di noi), ormai elevata al cielo, letteralmente sollevata dallo slancio “risurrezionale” del Cristo –.

Parecchie leggende, ricche peraltro di significato, si sono sedimentate nelle più antiche liturgie. Mentre Maria viene avvisata della sua morte da un angelo, gli apostoli, dispersi lontano da lei, le sono miracolosamente trasportati accanto. Lei li consola, li benedice, prega per la pace del mondo, e muore. Essi la seppelliscono nel Getsemani. Dopo tre giorni, Maria appare loro mentre stanno celebrando l’eucarestia, e gli apostoli trovano la sua tomba vuota.

Celebrata originariamente in ricordo di una “stazione” (così si faceva la liturgia, di stazione in stazione) ubicata nei pressi di Betlemme e dove la Vergine si sarebbe riposata, l’Assunzione veniva festeggiata in Oriente come in Occidente nel mese di gennaio. La festa estesa all’impero bizantino intorno all’anno 600, giunse in Occidente quarant’anni più tardi, grazie a papa Teodoro I, il quale proveniva dal clero di Gerusalemme.

Nel 1950, Pio XII proclamò con tutte le solennità che si addicono ad un dogma che l’“immacolata Madre di Dio, la sempre Vergine Maria, dopo aver terminato il corso della sua vita terrena, è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste”. La chiesa ortodossa, che si prepara a questa festa con un digiuno di quindici giorni, non ha avvertito la necessità di un simile dogma; nessun ortodosso, infatti, contesta il mistero della dormizione-assunzione proclamato dai testi liturgici dell’ortodossia: “Ella è la Madre della vita, e colui che aveva abitato il suo seno verginale l’ha trasferita alla vita… Ogni figlio della terra trasalga nel suo spirito e celebri con gioia la venerabile assunzione della Madre di Dio”. Si aggiunga che in oriente la venerazione mariana è al tempo stesso onnipresente e assai discreta, quasi iniziatica, poiché dipendente non tanto dall’annuncio della risurrezione di Cristo, quanto dalla ricezione di tale annuncio.

La differenza tra l’oriente e l’occidente è che per il primo Maria doveva passare, in Cristo, attraverso una morte e resurrezione reali, mentre per il secondo il dogma dell’Immacolata Concezione rende dubbia la sua morte: su questo punto il dogma del 1950 non si pronuncia. Si tratta di una semplice disputa terminologica? Ciò che è in gioco sono due approcci parzialmente differenti al tema del “peccato originale” e della sua trasmissione? Oppure il problema è un altro?

In realtà, sia per l’oriente che per l’occidente, l’assunzione è un segno delle cose ultime. In Maria, “figlia del proprio Figlio”, dice Dante, ci è data un’anticipazione della glorificazione di tutto l’universo che avverrà alla fine dei tempi, quando Dio sarà “tutto in tutti”, “tutto in ogni cosa”.

Innalzata al cielo – a differenza di Cristo che si innalza da se stesso – Maria, dicono certi testi liturgici, è la nostra “Terra promessa”. La dormizione-assunzione anticipa la parusìa, e non è affatto un caso che nei grandi affreschi che impreziosiscono i muri esterni delle chiese monastiche moldave, il tronco di Iesse divenga un immenso, cosmico roveto ardente.

L’ assunzione anticipa e prepara il nostro comune destino. Nel corpo della Vergine, sepolto simbolicamente dagli apostoli (richiamo della pentecoste) nel Getsemani (richiamo della passione, unica fonte della nostra salvezza),  in quel corpo portato verso la luce originaria e terminale, tutto il creato è assunto dall’Increato, tutta la carne della terra diventa eucaristia. Come Giovanni Damasceno, allora, anche noi possiamo dire: “Rallegrati, germe divino della terra, giardino in cui fu posto l’Albero della vita!”

Da “Le feste cristiane” di Olivier Clément.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov – Riepilogo e confronto

 

Deipara Maria e Ave Maria a confronto – Concetto di Podvig

Deipara Maria e Ave Maria a confronto

Deipara Maria – Testo tradizionale 

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. 

Ave Maria – Testo tradizionale

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.

La differenza salta agli occhi. Manca del tutto nella versione ortodossa quella che nella versione cattolica è la seconda parte.

Deipara Maria e Ave Maria a confronto
Deipara Maria e Ave Maria a confronto

La prima parte della preghiera cristiana

L’uso liturgico della prima parte (saluto dell’angelo, saluto di Elisabetta) è attestato in tutta la cristianità dal IV secolo.

La seconda parte della preghiera cristiana cattolica

Sempre del IV secolo è una invocazione chiamata Sub tuum praesidium, che molti considerano una sorta di anticipazione della seconda parte che la cristianità di confessione cattolica aggiunse solo successivamente, secondo le diverse tesi tra il XIV ed il XVI secolo (Ordine dei Mercedari, Battaglia di Lepanto, Pio V).

“Sub misericordiam tuam [ Sub tuum praesidium] confugimus, Dei Genetrix. / Nostras deprecationes / ne despicias in necessitate /, sed a periculis libera nos, / una sancta, una benedicta” (“Sotto la tua protezione cerchiamo / rifugio, / Santa Madre di Dio: / non disprezzare le suppliche / di noi che siamo nella prova, / ma liberaci da ogni pericolo, / o Vergine gloriosa e benedetta”).

Perchè manca la seconda parte?

Diversi sono i motivi addotti. La seconda parte è anzitutto posteriore al grande scisma. Ma anche, secondo alcuni studiosi, è scritta in veste di supplica mentre per gli ortodossi si tratta di una preghiera di venerazione, di adorazione.

Gli amici ortodossi che leggono mi correggeranno se mi sbaglio ma si tratta di quello che si chiama podvig (un mezzo per avvicinarsi a Cristo percorrendo il sentiero della salvezza) che se ho ben compreso significa che per essere cristiani bastano in fondo tre cose: credere nella Verità senza deviazioni, essere battezzati e vivere secondo la Bibbia. Il resto (preghiera secondo le ore canoniche, iconografia, devozioni personali) sono semplici modi, secondo la personalità di ciascuno, di trascorrere più tempo possibile con la famiglia celeste.

 

La Regola Mariana di Serafino di Sarov

LA REGOLA MARIANA DI SAN SERAFINO DI SAROV

Ne ho parlato stamani nel quarto post dedicato alle preghiere con corde e corone. Ero curiosissimo di trovarla in italiano e ci sono riuscito.

La condivido più che volentieri con voi.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Regola mariana dettata da S. Serafino di Sarov per le monache del Monastero di Diveievo, e utile anche per i laici.

La preghiera inizia così:

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo Nome,
venga il Tuo Regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra,
dacci oggi il nostro pane essenziale,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non indurci in tentazione,
ma liberaci dal Maligno.
Amen.

Tropario del tono 6°:

Spalancaci la porta della Tua benignità,
benedetta Deìpara,
sperando in Te non ci smarriremo;
avvenga che siamo liberati
per mezzo Tuo dalle avversità,
sei Tu la salvezza della stirpe dei cristiani.

Prima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte)

Ricordiamo la Natività della SS. Madre di Dio.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Tropario del tono 4°:

La Tua nascita o Madre di Dio,
ha annunziato la gioia a tutto l’universo,
poichè da te è sorto il Sole di giustizia,
il Cristo nostro Dio,
che togliendo la maledizione,
ci ha donato la benedizione,
e annientando la morte,
ci ha donato la vita eterna.

O Santissima Signora Madre di Dio,
salva e proteggi i tuoi servi defunti…. ( nome dei genitori e famigliari) insieme con i Santi ,nella Tua eterna gloria.

Seconda decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo l’Ingresso al Tempio
della Santissima Signora nostra la Madre di Dio.

Tropario del Tono 4°:

Oggi è il prologo della benevolenza di Dio,
e la proclamazione anticipata della salvezza degli uomini,
La Vergine si mostra apertamente nel Tempio di Dio,
e a tutti Ella annuncia la venuta di Cristo.
Anche noi gridiamo ad alta voce:
Salve o compimento del piano del Creatore.

O Santissima Signora nostra Madre di Dio,
salva proteggi e unisci alla tua Santa Chiesa Ortodossa
gli smarriti e perduti Tuoi Servi…(nomi).

Terza decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte)

Ricordiamo l’Annunciazione della SS. Madre di Dio.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Tropario del tono 4°:

Oggi è l’inizio della nostra salvezza,
e la manifestazione del mistero eterno.
Il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine,
e Gabriele annuncia la grazia.
Perciò anche noi gridiamo con lui:
“Gioisci, colmata di grazia,
il Signore è con Te!”.

O Santissima Signora Madre di Dio,
allevia le nostre pene
e porta consolazione alle afflizioni
e alle malattie dei tuoi servi…(nome).

Quarta decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte)

Ricordiamo l’incontro
della SS. Madre di Dio con S. Elisabetta.

Degno davvero è di di te beata,
la Deìpara sempre beata,
Tuttaimmacolata e Madre del nostro Dio.
Più insigne dei Cherubini
e senza confronto più gloriosa dei Serafini,
in modo incorruttibile Dio Verbo hai partorito;
la realmente Deìpara in Te noi magnifichiamo.

O Santissima Signora Madre di Dio,
riunisci i Tuoi Servi …(nome) che sono lontani.

Quinta decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Natività di Cristo.

Tropario del tono 4°:

La Tua nascita Cristo Dio nostro,
ha fatto brillare nel mondo la luce della conoscenza.
Per essa gli adoratori degli astri
appresero da una stella ad adorarti,
o Sole della giustizia,
e a riconoscere Te,
come l’Oriente venuto dall’alto,
Signore gloria a te!

O Santissima Signora Madre di Dio,
dona a me che in Cristo sono stato battezzato,
di rivestirmi di Cristo.

Sesta decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Presentazione al Tempio
del nostro Signore e l’incontro col Giusto Simeone.

Tropario del tono 1°:

Gioisci, o colmata di grazia,
Vergine Madre di Dio,
poichè da te è sorto il Sole di giustizia,
il Cristo nostro Dio, che illumina coloro
che sono nelle tenebre.
Gioisci anche Tu giusto vegliardo,
che hai ricevuto nelle tue braccia
Colui che libera le nostre anime,
e che ci dona la resurrezione.

O Santissima Signora Madre di Dio,
concedimi fino all’ultimo respiro
di comunicare ai Santi Misteri di Cristo
e con essi fa superare alla mia anima
le terribili prove.

Settima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Fuga in Egitto della Sacra Famiglia.

Contacio dell’8° tono:

A Te condottiera che per noi combatti,
noi tuoi devoti salvati dai pericoli,
dedichiamo l’inno di vittoria
come canto di ringraziamento,
o Madre di Dio.
Ma Tu che possiedi una forza invincibile,
liberaci da tutti i pericoli,
affinché possiamo gridarti:
“Gioisci o sposa inviolata!”

O Santissima Signora Madre di Dio,
salvami da ogni avversità!

Ottava decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la scomparsa del dodicenne bambino Gesù
a Gerusalemme e il dolore della SS. Madre di Dio
per questo fatto.

Tropario del tono 7°:

Con il Tuo Spirito vieni, o Signore,
poichè sei misericordioso,
e abbi pietà di me come pubblicano,
per l’intercessione della Tua Madre.

Nona decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo il miracolo di Cana in Galilea,
quando il Signore ha cambiato l’acqua in vino
per la parola della Sua Madre:” Non hanno più vino!”

Tropario del 3° tono:

Rifugio salutare Tu sei o Madre di Dio,
nel baratro delle passioni quotidiane.
Riguardaci da ogni sventura
con la tua benedizione.

O Santissima Signora Madre di Dio,
soccorrici in tutte le nostre opere e necessità!

Decima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la presenza della SS. Madre di Dio
ai piedi della croce, quando il dolore, come una spada, ha trafitto la Sua anima.

La Regola Mariana di Serafino di Sarov
La Regola Mariana di Serafino di Sarov

Contacio del tono 6°:

Non piangere per me, Madre,
vedendomi nel sepolcro.
Nel Tuo grembo senza seme
sono venuto come Figlio,
risorto e glorificato
e innalzato alla gloria
continuamente come Dio,
confido e amo Te, glorificata.

O Santissima Signora Madre di Dio,
rinsalda le mie forze spirituali
ed esalta l’umiltà.

Undicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Resurrezione di Cristo.

Tropario del tono 5°:

Cristo è risorto dai morti
con la Sua morte ha vinto la morte
e ai morti ha donato la vita.

O Santissima Signora Madre di Dio,
fa risorgere la mia anima,
e donami una costante perseveranza
nell’impegno per Cristo.

Dodicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo l’Ascensione del Signore.

Tropario del tono 4°:

Fosti elevato nella gloria Cristo Dio,
rallegrando i tuoi discepoli
con la promessa dello Spirito Santo,
e li hai rafforzati con la Tua benedizione,
perchè sei il Figlio di Dio,
il Redentore del mondo.

O Santissima Signora Madre di Dio,
sollevami dagli affanni e dai pensieri terreni
e donami il desiderio per la salvezza dell’anima.

 

Tredicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la discesa dello Spirito Santo
sul Monte Sion sulla Madre di Dio e sugli Apostoli.

Tropario del tono 8°:

Benedetto sei Tu Cristo nostro Dio,
hai reso sapienti dei semplici pescatori,
inviando loro lo Spirito Santo,
e per loro conquistando l’universo intero.
Gloria a te o Filantropo!

O Santissima Signora Madre di Dio,
rinforza la grazia dello Spirito Santo nel mio cuore.

Quattordicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Dormizione della Madre di Dio.

Tropario del Tono 1°:

Nella Tua nascita sei rimasta Vergine,
nella Tua dormizione
non hai abbandonato il mondo o Madre di Dio.
Tu sei stata trasferita alla vita, o Madre della vita
e per le Tue preghiere
riscatta le nostre anime dalla morte.

O Santissima Signora Madre di Dio,
donami una morte serena e senza travaglio.

Quindicesima decina.

Deìpara Vergine gioisci,
colmata di grazia Maria
il Signore è con Te,
benedetta Tu fra le donne,
e benedetto il frutto del Tuo grembo,
perchè hai partorito
il Salvatore delle nostre anime. (10 volte).

Ricordiamo la Santa Protezione
della Madre di Dio sui Cristiani.

Tropario del tono 4°:

Oggi noi fedeli facciamo festa con gioia,
confortati dalla Tua venuta o Madre di Dio,
con gli occhi fissi alla Tua mirabile icona,
Ti supplichiamo con tenerezza:
coprici col tuo Manto venerabile,
liberaci da ogni male,
e prega Cristo Tuo Figlio
di salvare le nostre anime.

O Santissima Signora Madre di Dio,
proteggimi da ogni male
e ricoprimi col Tuo puro Omoforio.”

Amen.

La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

«Non ti ho detto che se tu credi, vedrai la gloria di Dio?»

Giovanni 11:40

Dinanzi alla sfida della parola di Dio tendiamo a voler dare spiegazioni e giustificazioni non riuscendo a ricevere quanto promesso o dichiarato. Quando Dio ci viene incontro, noi restiamo umani ed in quanto tali ci relazioniamo con Lui da esseri finiti, facili a lamentarsi per gli sforzi vani e il costante insuccesso nell’adempiere la Sua parola. Se la nostra fede, invece, ponesse maggior ascolto ad essa e diventasse un po’ sorda alle tanti voci di portatori di infauste notizie, saremmo come Simone il quale affermò: “Alla tua parola calerò le reti”. È questo quello che sta venendo meno! Ascoltiamo, ma facciamo fatica ad obbedire alla parola del Maestro quando ci ordina di gettare le reti. La fede non cerca spiegazioni o scuse, ma azioni! Gesù, nel Suo discorso con la sorella di Lazzaro le disse: «Non ti ho detto che se tu credi, vedrai la gloria di Dio?» (Giovanni 11:40). Anche il centurione di Capernaum è per noi di esempio, quando disse a Gesù che non era necessario che si recasse a casa sua per guarire il suo servo ammalato. Era persuaso che con una sola Sua parola sarebbe guarita.

Giovanni Diodati

Il 13 ottobre 1649 a Ginevra si spegneva Giovanni Diodati (nato il 3 giugno 1576, aveva 73 anni). La sua fama è dovuta specialmente alla sua traduzione della Bibbia in italiano (1607) e in francese (1644), la prima ad essere letta da molti italiani. La traduzione italiana, cosiddetta Diodatina, è ritenuta un’opera monumentale per il lessico adoperato, per l’intensità ed i termini sopraffini utilizzati, per la fedeltà al testo cui solamente un uomo di levatura superiore e con doni comunicati dallo Spirito Santo, ha potuto compiere pur in una giovane età, a conferma di una schietta consacrazione. La seconda edizione del 1641 viene edita con la revisione dell’autore ancora vivente e con i Salmi tradotti in poesia, che ci comunicano la vena poetica di questo particolare studioso, professore di lingue antiche a vent’anni e successore di Calvino con Theodore de Beze all’università, come rettore magnifico a venticinque. Di questo patrimonio restano per la traduzione del 1607 stampata a Ginevra 12 esemplari, per quella del 1641 stampata a Ginevra -editore P. Chovet – si contano 23 copie. Averne una …

La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella
La fede è azione. Devotional a cura di Elpidio Pezzella

Lettura della Bibbia

09 ottobre       Geremia 13-14; Giovanni 21; Atti 1

10 ottobre       Geremia 15-16; Atti 2-3

11 ottobre       Geremia 17-18; Atti 4-5

12 ottobre       Geremia 19-20; Atti 6-7

13 ottobre       Geremia 21-22; Atti 8-9

14 ottobre       Geremia 23-24; Atti 10-11

15 ottobre       Geremia 25-26; Atti 12-13

Corde per pregare – il Rosario in Oriente

Corde per pregare – il Rosario in Oriente

Un anno fa, nel mese di novembre, ho pubblicato una serie di post (il primo lo trovate qui) sull’uso di corde per la preghiera (rosari o altro tipo) nella tradizione cattolica ma non solo.

Ora nel blog “Cristianità Ortodossa” del fratello Marco Mannino Giorgi, trovo un post che va a completare la serie, e mi permetto di riprenderlo al momento giusto. Ieri, infatti, i cristiani cattolici ricordavano Maria, Madre di Dio, con il titolo di Madonna del Rosario, nel giorno anniversario della vittoria sui musulmani a Lepanto.

Corde per pregare - il Rosario in Oriente
Corde per pregare – il Rosario in Oriente

Latinità Ortodossa – il Rosario è anteriore allo Scisma?

di Marco Mannino Giorgi

E’ vero, la parola “rosario” fa paura e subito tutti pensano alla devozione cattolica. E’ pur vero che moltissimi ortodossi – fra cui me medesimo – pregano un analogo canone di preghiera alla Vergine che si chiama Regola Mariana di San Serafino di Sarov, che forse suona all’orecchio un po’ più conosciuto e rispettabile in virtù del santo cui la Madre di Dio avrebbe concesso il canone.
Ho trovato le informazioni che seguono casualmente, mentre girovagando per internet cercavo novità circa l’Ordine Benedettino e mi è spuntato un sito anglofono dedicato al santo di Norcia, quando l’ho aperto ho trovato queste curiose ( e devo dire: OTTIME ) notizie storiche… non potevo fare a meno di renderle pubbliche in lingua italiana.  Pare che la devozione del Rosario sia antecedente allo Scisma.
Corde per pregare - il Rosario in Oriente
Corde per pregare – il Rosario in Oriente

La corda da preghiera ( chotki, komboskini o rosario ) è lo strumento utile della preghiera 

Alexander Gumanovskij, il figlio spirituale di Padre Zozima, il quale a sua volta fu figlio spirituale di S. Serafino di Sarov, scrisse al Padre Zozima le righe che seguono:
Mi sono dimenticato di consegnarti un tramite sicuro per la tua salvezza… recita la preghiera “Ave Maria, piena di Grazia” per centocinquanta volte ogni giorno, e vedrai che questo canone ti condurrà sulla via della salvezza. La stessa Madre di Dio ci diede questa regola nell’Ottavo secolo e fin da allora tutti i cristiani la recitano… noi Ortodossi ci siamo scordati di questa pratica, ma San Serafino di Sarov ce l’ha ricordata. Ho un libro di Serafino stesso, scritto a mano, che ho trovato nella sua cella, in cui vi sono narrati i miracoli accaduti a chi ha recitato questa preghiera con devozione. E se per te è troppo dura dire le 150 Ave-Maria tutte insieme, dividile per 50 invocazioni al giorno. E ogni dieci invocazioni, prega col Padre Nostro e col Gloria.
La fonte è l’articolo che ho menzionato precedentemente… dategli un’occhiata.
Lungi da me voler apparire per forza “cattolicheggiante”, mi limito a riportare quanto letto poiché lo trovo interessante sia a livello devozionale che a livello meramente storico-ecclesiastico.
Ad ogni modo, se dire il rosario “alla latina” vi crea problemi, potete sempre recitare la Regola di San Serafino tutta d’un pezzo come ci è stata consegnata dal santo dell’Athos – come del resto faccio io quando la recito…
Corde per pregare - il Rosario in Oriente - Serafino di Sarov
Corde per pregare – il Rosario in Oriente – Serafino di Sarov

Conclusione personale (sul Rosario) del sottoscritto

Ieri ho pregato molto a lungo con la Corona del Rosario. Di solito unisco le tre tradizionali serie di decadi fino a pregarne 15. Non lo sapevo ma così faceva ed insegnare a fare Serafino di Sarov, ho letto sul sito in inglese citato dall’autore.  Le 15 decadi di Serafino non corrispondono appieno però alle 15 decadi del Rosario tradizionale cattolico (divenute 20 dopo l’aggiunta di Giovanni Paolo II dei Misteri Luminosi). Ma la sostanza rimane…

Approfondirò.

La verità sull’uomo, per favore

La verità sull’uomo, per favore

Eccola qui:

27 E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 28 E Dio li benedisse; e Dio disse loro: ‘Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra’.

L’uomo è creatura di Dio. Non è signore proprio di nulla.
L’uomo, è amministratore della creazione, non ne è il padrone.
L’uomo è creato di due generi diversi, due sessi diversi maschio e femmina.
Maschio e femmina sono diversi ma complementari. Per realizzare il loro essere immagine di Dio, Egli li rende capaci di moltiplicarsi. Il maschio con la femmina. La femmina con il maschio.

Di conseguenza…

Non esiste un terzo genere o altro. Non esiste un terzo sesso o altro. Esistono malattie e disfunzioni psicologiche. Che vanno assistite, curate e guarite.

La fecondità naturale è solo e soltanto della coppia maschio/femmina.

L’unione naturale, matrimoniale è solo quella maschio/femmina.

Tutto questo è secondo l’ordine della Creazione, la legge naturale, la legge di Dio.

Tutto il resto, che sia o meno permesso o riconosciuto dalle leggi civili, statali o altro è solo e soltanto frutto del peccato umano.

Tutto il resto è falsità.

Quanto sopra è quanto mio padre e mia madre mi hanno insegnato.

Quanto sopra è quanto ho insegnato a mia figlia.

La verità sull'uomo, per favore
La verità sull’uomo, per favore

Amen.

Francesco d’Assisi, il santo più mistificato di sempre

Francesco d’Assisi, il santo più mistificato di sempre

Francesco d’Assisi, il santo più mistificato di sempre. Ieri avevo preparato la bozza di un post con questo titolo. Oggi leggendo una condivisione della mia più recente “amica di Facebook”, l’ho trovato… scritto dal professor Massimo Viglione.

Ne condivido una parte con voi.

Francesco d'Assisi, il santo più mistificato di sempre
Francesco d’Assisi, il santo più mistificato di sempre

Il testo del professor Viglione

Scelse di vivere rinunciando a tutto, a ogni forma di proprietà personale. Ma lo scelse solo per se stesso e per chi liberamente voleva seguirlo. Non lo impose agli altri.

Scelse di vivere in perfetta pace. Ma mai criticò la necessità sociale della guerra giusta, a partire dalle crociate.

Scelse di andare a parlare con il sultano. Ma non per “dialogare”. Bensì per convertirlo, per tentare di salvargli l’anima e salvare l’anima di decine di milioni di persone.

Scelse di amare gli animali. Ma mai insegnò ad alcuno che vi sia una sorta di uguaglianza ontologica con gli uomini o perfino con il mondo vegetale e inanimato. Mai fu panteista, ma sempre caritatevole nella consapevolezza dell’ordine del creato voluto da Dio.

Scelse di dare con la sua stessa vita quotidiana l’esempio di come poter riformare il clero corrotto del tempo. Dimostrò loro che era possibile vivere il Vangelo. Ma mai si ribellò alla Chiesa, ai vescovi, ai sacerdoti. Anzi, insegnò sempre il massimo rispetto e amore che si deve a un sacerdote di Cristo, perfino anteponendolo agli angeli stessi, se il sacerdote è degno del suo ruolo.

Francesco fu insomma riformatore, mai eretico e ribelle. Amava gli animali, ma mai animalista. Pacifico vero, ma mai pacifista. Missionario, ma mai ecumenista. Povero, ma mai comunista.

Fu “alter Christus”, non ideologo o rivoluzionario.

Il mio auspicio

Che Francesco d’Assisi venga liberato da quella melassa con cui tanti (compresi i suoi stessi frati e le suo stesse sorelle) lo hanno ricoperto!

Amare gli animali non è “essere francescani”! Francesco amava la Creazione, tutta la Creazione, Sorella Morte compresa!!!, perchè opera di Dio.

Francesco amava l’opera di Dio, come è contenuta nella Sua Parola, che è da amare e da rispettare “sine glossa“, senza aggiunte od omissioni indebite.

Quello da cui Francesco è investito è lo Spirito Santo, altro che lo “spirito di Assisi” di cui si straparla!

Le Bibbie che riempiono la casa dell’impiegato prete

Le Bibbie che riempiono la casa dell’impiegato prete

La domanda

Il mio fratello pastore Elpidio ha chiesto in un post se c’è una edizione particolare delle Sacre Scritture a cui siamo particolamente affezionati.

Come ho scritto nel post su “L’impiegato prete con la casa piena di Bibbie“, sono un innamorato di lunga data della Parola di Dio, da quando ero un piccoletto di dieci anni, e quindi non si contano le edizioni della Scrittura che ho avuto ed ho a casa, in tutte le case dove ho vissuto i miei cinquantaquattro anni.

Anche perchè vengo da una famiglia di credenti, che la Bibbia la aveva nel posto d’onore della ricca biblioteca di casa.

Le prime Bibbie non si scordano mai

La prima Bibbia che ho sfogliato era quella. Una edizione bellissima della Utet, in tre volumi, due dedicati all’Antico Testamento ed uno al Nuovo.

Poi c’era la Bibbia della nonna (che però la leggeva assai di rado), relegata alla sua casa di Ladispoli, e di cui finii per impossessarmi (quell’edizione è ancora in casa mia). Era quella del Nardoni, una bellissima traduzione poetica pubblicata nel 1964 dalla Libreria Editrice Fiorentina.

La successiva fu la Bibbia di Gerusalemme, che riportava la versione della Conferenza Episcopale Italiana del 1974, su cui tenni le prime piccole predicazioni agli amici del volontariato con cui pregavo la mattina presto prima di entrare a scuola al liceo, al Manara, nella cappella delle suore all’inizio di via di Villa Pamphili.

Scoprii più tardi che mio padre aveva nella biblioteca casalinga anche una preziosa edizione della riformata Diodati.

Ma neppure le seconde si dimenticano

Entrato che fui in Seminario per diventar prete, si aggiunsero le edizioni in latino (Vulgata), greco (LXX), ebraico (Stuttgartensia), la TOB  e la TILC, la cosiddetta “Bibbia in lingua corrente” o “ecumenica” che però non mi piaceva proprio e continua a non piacermi. Una traduzione che, come tutte le cose che vogliono piacere a tutti, trovo assai discutibile.

Usavo qualche volta anche la “Nuovissima versione” (nuovissima allora…) delle Paoline.

Aggiunsi in quel periodo la Bibbia Ebraica della Giuntina, Pentateuco e  Haftaroth, Profeti Anteriori e Posteriori.

Le Bibbie che riempiono la casa dell'impiegato prete
Le Bibbie che riempiono la casa dell’impiegato prete

Per non parlare delle terze

L’impegno come predicatore nelle chiese valdesi mi fece scoprire Riveduta e Nuova Riveduta, e recuperare la Diodati paterna, per così scoprire che esisteva una Nuova Diodati che posso dire essere oggi la traduzione che preferisco.

Più due Bibbie da studio, la Scofield e la Thompson.

Anche le ultime però…

Le ultime sono l’aggiornamento della versione CEI 2008 (con Lectio Divina e senza), una bella King James, presa anche con la scusa “per migliorare il mio inglese!”, e la Bibbia “Spirito e Vita” delle ADI, altra edizione da studio.

La fede di ogni giorno, l'energia della vita