Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite

Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite

Il testo biblico (Isaia 21)

11 Oracolo sull’Idumea.
Mi gridano da Seir:
«Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».
12 La sentinella risponde:
«Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!».

Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite
Sentinella, quanto resta della notte? Domandate, domandate, convertitevi, venite

Un breve commento

Quanto siamo simili a quegli israeliti, che di continuo interrogavano la sentinella… Quanto resta della notte?, Quanto resta della notte? Vorremmo sapere quando finirà questa o quella esperienza di buio, di mancanza, di povertà di senso.

Ma la sentinella, il profeta di Dio, non risponde. Risponde rammentandoci che siamo creature, che il tempo per noi ha una dimensione finita, che inizia al mattino e finisce la notte, e poi così, via, di nuovo.

Possiamo e dobbiamo domandare, è umano che domandiamo, che ci interroghiamo, ma la “soluzione” e nelle ultime due parole del testo biblico.

La soluzione è convertirsi, lasciare il nostro punto di vista e sposare quello di Dio. La soluzione è venire, venire al Cristo, seguire il Cristo, amare il Cristo, amare la Sua Croce, la nostra notte,le nostre notti, da prendere con noi, su di noi, e da portare dove e quando il Signore vorrà.

Quanto resta della notte lo sa solo Dio, a noi spetta di vegliare, illuminati dalla Sua ineffabile Luce, dalla ineffabile Luce della Sua Parola.

Amen. Alleluia!

Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!

Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!

Il testo biblico (Luca 10:21-24)

In quella stessa ora, Gesù, mosso dallo Spirito Santo, esultò e disse: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!

Sì, Padre, perché così ti è piaciuto!

Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre, né chi è il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo».

E, rivolgendosi ai discepoli, disse loro privatamente:

«Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete! Perché vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere quello che voi vedete, e non l’hanno visto; e udire quello che voi udite, e non l’hanno udito».

Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!
Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!

Un breve commento

All’inizio di questa breve pericope evangelica, Gesù esulta nello Spirito Santo. Lo fa pubblicamente, di fronte a tutti coloro che potevano ascoltarlo.

E chiarisce: il messaggio cristiano non è per chi presta fede alle sapienze umane, per chi si autoinebria con la scienza e la conoscenza sensibile, per chi non riconduce tutte queste realtà all’ineffabile dono divino.

Il messaggio cristiano è per i piccoli, per chi si fa piccolo di fronte al Verbo di Dio, alla Sua Parola. Per chi ammette di dover diminuire perchè Egli cresca, per chi, qualsiasi grande cosa lo Spirito lo chiami a fare, si ritiene comunque un servo inutile, un servo senza pretese altre che quella di servire al meglio il Suo Unico Signore.

Tutto questo perchè al Padre è piaciuto così. Nessuna teologia, per quanto articolata e di grande respiro, può “spiegare” il perchè delle scelte di Dio. Queste vanno soltanto ascoltate ed obbedire.

E perchè potessimo farlo al meglio, ci è stato fatto dal Padre il dono del Figlio. Il Figlio è la completa rivelazione del Padre. Nulla che sia fuori dal Verbo porta salvezza all’uomo. Nulla!

Poi Gesù parla privatamente ai discepoli, parla a ciascuno di noi, investito dal dono dello Spirito, reso figlio nel Figlio dal battesimo ricevuto nel Nome della Santissima Trinità, e ci invita ad essere gioiosi e timorosi al tempo stesso.

Gioiosi, perchè abbiamo avuto l’annuncio della salvezza, che tanti profeti e giusti avrebbero voluto ascoltare e non hanno potuto. E timorosi al tempo stesso perchè questo comporta che noi abbiamo dei doveri verso questo annuncio.

Annunciarlo a nostra volta. Portarlo agli altri! Così, puro e semplice, chiaro e franco come il Cristo l’ha portato a noi.

Esaminiamo oggi la nostra coscienza al riguardo. Perchè guai a noi se non evangelizziamo. Risuoni nei nostri cuori e nei nostri orecchi l’ammonimento di Gesù. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

Amen. Alleluia!

Il servo guarito del centurione (Matteo 8:5-13)

Il servo guarito del centurione (Matteo 8:5-13)

Il testo biblico

5 Quando Gesú fu entrato in Capernaum, un centurione venne da lui, pregandolo e dicendo: 6 «Signore, il mio servo giace in casa paralitico e soffre moltissimo».

7 Gesú gli disse: «Io verrò e lo guarirò».

8 Ma il centurione rispose: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
9 Perché anche io sono uomo sottoposto ad altri e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: “Va’”, ed egli va; e a un altro: “Vieni”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo”, ed egli lo fa».

10 Gesú, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: «Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede cosí grande!

11 E io vi dico che molti verranno da Oriente e da Occidente e si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, 12 ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Là ci sarà pianto e stridor di denti».

13 Gesú disse al centurione: «Va’ e ti sia fatto come hai creduto». E il servitore fu guarito in quella stessa ora.

Il servo guarito del centurione (Matteo 8:5-13)
Il servo guarito del centurione (Matteo 8:5-13)

Un breve commento

La liturgia della Parola di oggi, nel lezionario della chiesa cattolica, presenta oggi questo brano evangelico, ma fermando la lettura al versetto 11.

Però il brano si conclude due versetti dopo. E le affermazioni di questi due ulteriori versetti non sono certo irrilevanti.

Il versetto 12 rimanda al tema del giudizio finale, sottolineando come sia possibile che i figli del regno, diciamo così, “per nascita” possano comunque ritrovarsi in mezzo al pianto ed allo stridor di denti per l’eternità, se disprezzano il dono di Dio, il Suo Spirito, la Sua Parola ed i comandamenti in essa contenuti.

Mentre il versetto 13 conferma che la fede salva. La fede obbediente, la fede che si abbandona alla volontà di Dio, come fa il centurione. Senza pretese, senza pretendere di dettare a Dio le istruzioni di come dovrebbe comportarsi.

Non ho nessun merito e nessun diritto verso di te, dice il centurione al Cristo, mi affido completamente alla tua misericordia.

Ed è questo affidarsi completo che salva. Mentre il presumere di sè stessi, l’avere pretese verso il Signore, conduce inesorabilmente sulla via della perdizione.

Accresci la nostra fede, Signore! Amen! Alleluia!

Maranathà!

 

Il culto spirituale – Devotional a cura del pastore Elpidio Pezzella

Il culto spirituale – Devotional a cura del pastore Elpidio Pezzella

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale”.

Romani 12:1

Le misericordie divine, sintesi della giustizia e dell’opera salvifica, sono oggetto dello stupore dell’apostolo e per esse esorta i Romani ad offrire i loro corpi in sacrificio.

L’offerta sacrificale richiama il simbolismo del battesimo da riattualizzarsi ogni giorno. Infatti, offrire il proprio corpo significa far morire il proprio “io”, affinché in sé agisca il Cristo.

Per Paolo vivere da credenti è un sacrificio a Dio, gradito oltremodo più dei sacrifici liturgici del Levitico. Per questo la vita quotidiana diventa “culto spirituale” al posto delle celebrazioni religiose.

Come è possibile questo? Il verso successivo lo indica: “Non conformatevi a questo mondo” e “siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente”.

Il metro di paragone non è il mondo presente al quale il credente non deve conformarsi, né da esso lasciarsi condizionare, ma la volontà di Dio.

Contemplare il Cristo nella meditazione della Scrittura con le chiavi di lettura dell’incarnazione, della morte e resurrezione, rinnoverà la sua mente, il modo di pensare, per essere poi trasformati a Sua immagine mediante l’azione dello Spirito. Ecco il nostro sacrificio vivente, santo e gradito a Dio.

L’8 dicembre

Segna per tradizione l’inizio dei preparativi natalizi, quali l’albero, il presepe e altri addobbi. Tale ricorrenza ha la peculiarità di riscaldare il cuore delle persone, nonostante queste siano, ogni anno sempre più, pervase da sentimenti di tristezza ed insoddisfazione, frutto soprattutto delle difficoltà economiche che imperversano sulla nostra società. Può bastare il luccichio di un albero addobbato o un presepe pieno di personaggi a far dimenticare le tragedie di tutti i giorni, annebbiando così anche le anime delle persone sul vero motivo per cui Cristo è venuto a nascere? Nel vangelo di Giovanni (3:16) è scritto: «Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna». Questo il vero motivo: Cristo è venuto ad abitare tra le tenebre in quanto luce di Dio affinché la Sua luce potesse risplendere nelle tenebre dell’umanità. L’8 dicembre, secondo il calendario gregoriano, è una ricorrenza dedicata a Maria, madre di Gesù. Questa accolse nel suo grembo il nascituro figlio di Dio. Considerando come la Bibbia ci ricordi che ogni essere umano ha peccato ed è privo della gloria di Dio ed è da Lui separato, che tale divisione ed allontanamento possa essere eliminato solo attraverso l’accettazione del sacrificio compiuto da Gesù sulla croce per noi, viene da chiedersi come sia stato possibile che una donna, in cui albergava il peccato, abbia potuto ospitare nel proprio grembo Colui che è senza peccato?

Lettura della Bibbia

04 dicembre Osea 8-9; Tito 1-2

05 dicembre Osea 10-11; Tito 3; Filemone

06 dicembre Osea 12-13; Ebrei 1-2

07 dicembre Osea 14; Gioele 1; Ebrei 3-4

08 dicembre Gioele 2-3; Ebrei 5-6

09 dicembre Amos 1-2; Ebrei 7-8

10 dicembre Amos 3-4; Ebrei 9-10

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

Il testo biblico

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 13,33-37.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
E’ come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

 

Commento patristico

 

San Gregorio Nisseno (ca 335-395), monaco e vescovo
Discorsi sul Cantico dei Cantici, n. 11,1

“Vigilate dunque, poiché non sapete
quando il padrone di casa ritornerà”

Ecco un grande precetto del Signore: i discepoli scuotano come polvere tutto quanto è di questa terra…, per lasciarsi elevare con slancio verso il cielo. Ci esorta a vincere il sonno, a cercare le cose di lassù (Col 3,1), a tener senza posa lo spirito sveglio, a scacciare dagli occhi la sonnolenza seduttrice.

Voglio parlare di questo torpore e di questa sonnolenza che inducono l’uomo all’errore e gli presentano immagini di sogno: onore, ricchezza, potenza, grandezza, piacere, successo, profitto o prestigio…

Per dimenticare tali sogni, il Signore ci chiede di andare al di là di questo sonno pesante: non lasciamoci scappare la realtà inseguendo il nulla in modo sfrenato. Ci chiama a vigilare: “Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese” (Lc 12,35).

La luce che abbaglia gli occhi scaccia il sonno; la cintura che stringe i fianchi tiene il corpo in allerta; indica uno sforzo che non permette alcun torpore.

Sia chiaro il senso di questa immagine!

Cingere la vita di temperanza è vivere nella luce di una coscienza pura. La lucerna accesa della franchezza illumina il volto, esalta la verità, tiene l’anima attenta, la rende impermeabile alla falsità ed estranea alla futilità dei poveri sogni.

Viviamo secondo l’esigenza di Cristo e condivideremo la vita degli angeli. Infatti ci unisce a loro in questo precetto: “Siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa” (Lc 12,36).
Sono loro seduti presso la porta del cielo, l’occhio sveglio, perché il Re della gloria (Sal 24,7) vi passi al ritorno dalle nozze.

La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via

La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via

Cosa dite? Non lo dice solo la Riforma? È un assunto comune tra le chiese cristiane? Mica tanto vero direi.

Intanto le chiese riformate storiche per la maggior parte il Solus Christus lo hanno buttato alle ortiche, assieme al Sola Scriptura, per correre appresso alle attualizzazioni, alla sociologia spicciola, al tutte le strade sono buone, alla Bibbia pret-a-porter.

E a giudicare dalle dichiarazioni di Papa Francesco (che delusione!!!) su Francesco d’Assisi e Buddha che sarebbero ugualmente nostre guide, parte della chiesa cattolica è sulla stessa nefanda strada. Tutto pare “fare brodo”, tutto mischiato nello stesso minestrone sincretico e politicamente corretto.

La Parola di Dio, non io, non qualche scellerato “fondamentalista” cristiano, dice che Gesù Cristo è Via, Verità e Vita. La Sola Via, la Sola Verità, la Sola Vita.

Non ce ne sono altre! Possono esserci sentimenti o sensazioni che ci fanno pensare di essere sulla stessa strada, o che fanno si che siamo realmente sulla stessa strada, ma alla fine una scelta occorre farla! Occorre farla. E o si sceglie la via della Croce, la strada meno battuta di cui scrivevo ieri, o si sceglie la strada del compromesso, del tradimento parziale, del tiepidume. E si finirà vomitati quando sarà il tempo opportuno.

Cristo Unica Via

Cristo Unica Via è la sola Verità praticabile per ogni chiesa cristiana, per ogni credente cristiano, se vuole essere degno della Grazia che il Signore ci ha donato, a costo di morire sulla Croce.

Francesco d’Assisi parlava di un Vangelo da seguire sine glossa, senza aggiunte ed omissioni, di una Scrittura Sacra per la quale valeva la pena sacrificare ogni cosa, ogni realtà della propria vita.

Questa consapevolezza è la sola, vera, unica “illuminazione”. E non è qualcosa a cui l’uomo può giungere con i suoi sforzi o con le sue pratiche ascetiche, di qualsiasi tipo esse siano.

La Verità è rivelata!  È  un dono di Dio, non qualcosa a cui l’uomo può arrivare con le sue forze. Con il suo buon senso, il bon ton, il vivere in pace di cui parlano tanto.

Perchè la pace di Cristo, anche questo lo dice il Vangelo, non lo dico io, non è la pace di questo mondo, non si dà come il mondo crede di darsi pace, non è la stretta di mano o l’abbraccio frettoloso che ci scambiamo nei nostri luoghi di culto.

La pace di Cristo passa per l’Eucaristia, il sacrificio, la Passione, la Croce, l’accettazione dei doni dello Spirito, quali essi siano, l’impegno ad evangelizzare il mondo anche quando si viene rifiutati, rigettati, derisi, o uccisi per questo.

Io sono la Luce!, dice Gesù. Io sono la Via, la Verità e la Vita! Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me!

Passeranno i cieli, passerà la terra, ma la mia Parola non passerà! Neppure uno iota di questa legge perirà. Sarà la terra a perire nell’ultimo giorno. Periranno i falsi dottori, i demoni travestiti da angeli di luce, i potenti di questo mondo, i servi del satana.

Mi pare che in tante parti delle chiese cristiane si sia diffusa la più perniciosa delle eresie. Quella di credere che tutti o quasi saranno salvati. Qualsiasi cosa si sia fatta nella vita. Non è così. Dio può perdonare ogni peccato, lo dice la Scrittura, ma noi non possiamo decidere, non possiamo decidere noi, o dare per scontato quello che perdonerà o quello no.

Se crediamo così, allora facciamo pure un’unica indistinta chiesa dei cristiani che si vogliono bene (non più di due ore a settimana però!), celebriamo un unico culto fasullo ai nostri idoli di bon ton, pasteggiamo a pane e vino, e torniamocene a casa tutti apparentemente contenti.

Non è la Chiesa che mi interessa. Io amo la Chiesa di Cristo. E la Chiesa di Cristo o è costruita su Cristo, sul Verbo di Dio, sulla Parola, sulla Roccia della nostra salvezza, o è una delle tante chiesette (o tempio, o stupa, o moschea, o quello che vi pare) costruita sulle nostre certezze del momento, sabbia che sfugge tra le mani, sabbia che tanti si ritroveranno tra i denti.

Vegliate e pregate, dice Gesù, ed io veglio e prego, perchè l’Eterno, Benedetto Egli sia, mi liberi da questa demoniaca tentazione. Di pensare che posso farcela da solo, che la Chiesa possa farcela da sola, senza il Cristo, senza la Parola di Dio.

La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via
La vera attualità della Riforma? Cristo Unica Via

Contro gli empi e i falsi dottori, ovvero: l’attualità della Parola di Dio

Contro gli empi e i falsi dottori, ovvero: l’attualità della Parola di Dio

La lettera di Giuda

L’Ufficio delle Letture odierno ce ne propone la lettura. In forma ridotta, ma trovo utile rileggerla ed invitarvi a rileggerla tutta per intero.

I toni sono quelli giusti, sia per commentare e confrontarsi con la situazione delle chiese cristiane dell’oggi, sia per prepararsi, a partire da stasera, a vivere appieno il tempo di Avvento.

Contro gli empi e i falsi dottori, ovvero: l'attualità della Parola di Dio
Contro gli empi e i falsi dottori, ovvero: l’attualità della Parola di Dio

Il testo biblico

Indirizzo e saluti

1 Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono amati in Dio Padre e custoditi da Gesù Cristo: 2 misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati.

Contro gli empi e i falsi dottori

3 Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi.

4 Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo.

5 Ora voglio ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo, che il Signore, dopo aver tratto in salvo il popolo dal paese d’Egitto, fece in seguito perire quelli che non credettero.

6 Egli ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne, per il gran giorno del giudizio, gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora.

7  Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno. 
8 Ciò nonostante, anche questi visionari contaminano la carne nello stesso modo, disprezzano l’autorità e parlano male delle dignità.

9 Invece, l’arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè, non osò pronunciare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!»

10 Questi, invece, parlano in maniera oltraggiosa di quello che ignorano, e si corrompono in tutto ciò che sanno per istinto, come bestie prive di ragione.

11 Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino, e per amor di lucro si sono gettati nei traviamenti di Balaam, e sono periti per la ribellione di Core.

12 Essi sono delle macchie nelle vostre agapi quando banchettano con voi senza ritegno, pascendo se stessi; nuvole senza acqua, portate qua e là dai venti; alberi d’autunno senza frutti, due volte morti, sradicati; 13 onde furiose del mare, schiumanti la loro bruttura; stelle erranti, a cui è riservata l’oscurità delle tenebre in eterno.

14 Anche per costoro profetizzò Enoc, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi 15 per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi in mezzo a loro di tutte le loro opere di empietà che hanno empiamente commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui».

16 Sono dei mormoratori, degli scontenti; camminano secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce cose incredibilmente gonfie, e circondano d’ammirazione le persone per interesse.

17 Ma voi, carissimi, ricordatevi di ciò che gli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo hanno predetto, 18 quando vi dicevano: «Negli ultimi tempi vi saranno schernitori che vivranno secondo le loro empie passioni.

19 Essi sono quelli che provocano le divisioni, gente sensuale, che non ha lo Spirito.

Esortazioni ai cristiani

20 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, 21 conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna.

22 Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio; 23 altri salvateli, strappandoli dal fuoco; e di altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste contaminata dalla carne.

24 A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria, 25 al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen.

Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by

Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by

The Road Not Taken

Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

Due strade divergevano in un bosco, ed io —
Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza .

(Robert Frost, The Road Not Taken, 1916)

Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by
Two roads diverged in a wood, and I took the one less traveled by

Le due vie

Salmi 1:6

Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

La sola Via

Luca 9:23

Se uno vuol venire dietro a me,
rinunci a se stesso,
prenda ogni giorno la sua croce
e mi segua. 

 

Che l’Eterno, Benedetto Egli sia, mi aiuti sempre a mantenermi sulla Sua Via, la Via della Sua Parola di Verità, la Via della Vita, segnata dalla Croce del Suo Figlio, marcata dai doni del Suo Spirito.

Amen. Alleluia!

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno

Il testo biblico di Luca 21

29 Disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutti gli alberi; 30 quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l’estate è ormai vicina. 

31 Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 

32 In verità vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. 

33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Luca 21:33)
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Luca 21:33)

Un breve commento

Grazie alla osservazione delle cose comuni, grazie ai progressi della scienza, sappiamo prevedere tante cose. Certo, non riusciamo a prevedere con precisione quando e come ci sarà una eruzione, o un terremoto, ma siamo sempre più precisi e, a sentire chi in quel campo lavora, abbiamo ampi margini di miglioramento.

Eppure, dice Gesù, lo diceva agli uomini del suo tempo e lo ripete oggi a noi, sembrate incapaci di guardare al di là della punta del vostro naso per vedere, non solo prevedere, le cose che vi stanno più vicino. Prendete enormi cantonate anche sulle reazioni delle persone che pure vi stanno vicine ogni giorno, di cui dite di conoscere tutto…

Siete capaci di previdenza, o di preveggenza. Ma la provvidenza? Sapete che il tempo passa?  Sapete che ogni secondo non ritorna più? Sai, Luca, che ogni volta che premi un tasto su questa tastiera, quel gesto è porto per sempre? Non puoi più ritirarlo indietro… e non ti salverà, nella vita, un tasto “backspace”!

E comunque non è, usarlo, cancellare un gesto vecchio; solo le sue conseguenze, al massimo, sperando che i guasti fatti non si vedano.

Oggi è venerdì dell’ultima settimana del tempo liturgico. Con i Vespri di domani inizia il tempo di Avvento. Concentriamoci su ciò di cui di nuovo stiamo per fare memoria. L’Avvento del Regno di Dio, i segni che lo contraddistinguono, la necessità di chiudere i nostri infiniti brogliacci, e di aprire, finalmente, i registri della nostra vita. Di esaminarla con la massima attenzione, alla luce dell’unica Parola che non passa.

Perchè è inevitabile, noi stiamo per passare da questa vita, da questo mondo. Ma non dalla vita eterna. Che il Signore ci trovi pronti.

Amen. Alleluia!

Andrea si affrettò a correre da suo fratello, Pietro

Si affrettò a correre da suo fratello

Abbiamo trovato il Messia!

Andrea, dopo essere restato con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso in sé il tesoro, ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto.

Ascolta bene cosa gli disse: “Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)” (Gv 1,41). Vedi in che maniera notifica ciò che aveva appreso in poco tempo?

Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e, dall’altra, rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento.

Aspettava con ansia la Sua venuta

Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettò a comunicare agli altri la grande notizia.

Dicendo subito al fratello ciò che aveva saputo, mostra quanto gli volesse bene, come fosse affezionato ai suoi cari, quanto sinceramente fosse premuroso di porgere loro la mano nel cammino spirituale.

L’animo di Pietro, docile alla fede

Guarda anche l’animo di Pietro, fin dall’inizio docile e pronto alla fede: immediatamente corre senza preoccuparsi di nient’altro. Infatti dice: “Lo condusse da Gesù” (Gv 1,42).

Nessuno certo condannerà la facile condiscendenza di Pietro nell’accogliere la parola del fratello senza aver prima esaminato a lungo le cose. È probabile infatti che il fratello gli abbia narrato i fatti con maggior precisione e più a lungo, mentre gli evangelisti compendiano ogni loro racconto preoccupandosi della brevità.

D’altra parte non è detto nemmeno che abbia creduto senza porre domande, ma che Andrea “lo condusse da Gesù”, affidandolo a lui perché imparasse tutto da lui direttamente. C’era insieme infatti anche un altro discepolo e anche lui fu guidato nello stesso modo.

Guidò il fratello alla sorgente stessa della Luce

Se Giovanni Battista dicendo: Ecco l’Agnello di Dio, e ancora: ecco colui che battezza nello Spirito (cfr. Gv 1,29,33), lasciò che un più chiaro insegnamento su questo venisse da Cristo stesso, certamente con motivi ancor più validi si comportò in questo modo Andrea, non ritenendosi tale da dare una spiegazione completa ed esauriente.

Per cui guidò il fratello alla sorgente stessa della luce con tale premura e gioia da non aspettare nemmeno un istante.

Dalle “Omelie sul vangelo di Giovanni” di san Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 19,1; PG 59,120-121).

Si affrettò a correre da suo fratello- nella foto don Andrea Santoro che corse dai suoi fratelli in Oriente e vi trovò il martirio
Si affrettò a correre da suo fratello- nella foto don Andrea Santoro che corse dai suoi fratelli in Oriente e vi trovò il martirio

La fede di ogni giorno, l'energia della vita