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No alla maternità surrogata

No alla maternità surrogata – perchè questo post?

Perchè i maggiori media, televisivi, cartacei e altro, hanno volutamente ignorato questa manifestazione, contro il pensiero unico che si vuole imporre con la censura e con tutti i mezzi possibili.

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No alla maternità surrogata – la manifestazione alla Camera

Giovedì alla Camera dei Deputati si è svolta un’iniziativa poco enfatizzata sui giornali: una manifestazione trasversale per dire “no” alla maternità surrogata.

Una varietà di voci che hanno affrontato l’argomento dal punto di vista umano, etico, legale, per dare poi forma a un documento indirizzato all’Onu dove si sottolinea come la gestazione per altri sia «incompatibile con il rispetto dei diritti umani e della dignità delle donne».

No alla maternità surrogata -L’intervento del ministro Lorenzin

Del resto, ha ribadito al convegno il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, «l’utero in affitto è un commercio, una pratica antica con mezzi nuovi. Il giorno in cui vedrò una donna ricca, bianca, occidentale fare da portatrice in utero per una donna povera, indiana, sterile, allora mi ricrederò e ammetterò che può essere solidaristico».

E, ha aggiunto, «mai avrei immaginato che il principio di mater sempre certa potesse un giorno essere messo in discussione in nome di sofisticati ragionamenti che vogliono annullare la natura».

No alla maternità surrogata – L’intervento della filosofa Sylviane Agacinski

Contro la pratica dell’utero in affitto si è espressa anche la filosofa Sylviane Agacinski, che in un intervento riportato dall’Osservatore romano rileva come «la dignità, nozione al tempo stesso etica e giuridica, significa che ogni persona ha un valore intrinseco e che, contrariamente alle cose, contrariamente ai beni scambiabili, essa non ha equivalenti e non può aver alcun prezzo. In quanto soggetto di diritti, l’essere umano deve dunque essere rispettato nella sua integrità morale e fisica».

La gestazione per altri infatti è frutto di un contratto che «equipara unicamente e semplicemente la donna e il bambino a beni».

La pratica si basa su due concezioni inaccettabili, scrive ancora Agacinski: «la prima è una concezione dualista della persona. L’individuo è ridotto alla sua volontà, mentre il suo corpo è un organismo biologico di cui disporrebbe a suo piacimento, per suo conto o per conto terzi», mentre «la seconda è una concezione iper-liberale dell’economia e della società.

No alla maternità surrogata – Una pratica del tutto illegittima

Secondo tale concezione, la legittimità dei contratti poggia sul solo consenso dei contraenti e dunque sulla loro pretesa libertà individuale»; ne discende che «il consenso della persona, in quanto proprietaria, giustifica allora qualsiasi contratto, e quindi qualsiasi mercato, compreso quello degli organi tra viventi».

A tale prospettiva, risponde Agacinski, «si deve contrapporre il ruolo civilizzatore del diritto», capace di regolare i rapporti e i diritti andando oltre i contratti, resistendo e rifiutando «l’ampliamento senza limiti di un mercato che s’impossesserebbe di tutto e di tutti».

No alla maternità surrogata
No alla maternità surrogata